Voglio raccontarvi la mia storia
Voglio raccontarvi la mia storia, un po’ per sfogarmi, un po’ perché spero che qualcuno capisca senza avere pregiudizi. Spero anche di poter esorcizzare questa sofferenza, cercando di andare avanti.
La mia storia all’origine…
Sono stata venti anni con lui, venti lunghi anni… tre quarti della mia vita…
Sono cresciuta con lui, siamo cresciuti assieme.
Il mio primo amore, il mio primo uomo. Avevo quindici anni quando lo conobbi, e la prima volta che lo vidi pensai : ” Questo è il mio principe azzurro “.
Nove anni dopo decidemmo di sposarci. Un bell’inizio…. un matrimonio da favola, un viaggio di nozze ai caraibi. Dopo un anno la lieta notizia : l’attesa di un bimbo.
Nove mesi più tardi la nascita di un bel maschietto, con i grandi occhi azzurri, come quelli del papà… il nostro Alessandro. La gioia di questa nuova vita era immensa.
Una famiglia felice, come quelle che si vedono nelle pubblicità dei biscotti del mulino bianco
( a detta di tutti), sempre sorridenti, sereni, un papà una mamma un bimbo…..
Insomma una vita normale..
Dopo sette anni di matrimonio, collaudati dai nostri caratteri contrastanti, tra coccole e litigi altalenanti, seguiti da bei momenti più tranquilli, ci successe una disgrazia.
Il padre di mio marito, una mattina sparì e non tornò più… cadde ( o si buttò… ) da una scarpata di trenta metri… lo trovarono morto. Rabbia , dolore, molta sofferenza….. iniziò la discesa. Mauro non riuscì ad accettare questa morte improvvisa, non si dava pace per il modo… si chiedeva il perché di tutto questo. Un giorno mi disse : ” se è vero che si è suicidato, non posso perdonarlo… non farò mai a mio figlio ciò che mio padre ha fatto a me.. “. Io gli risposi : ” se è vero che l’ha fatto devi riuscire a perdonarlo, se ha fatto un gesto del genere era una persona molto sofferente, stava male, e magari in quel momento non era nemmeno lucido… ti voleva bene e te ne vorrà sempre “.
Cercai di stargli vicino, era preoccupato per la madre che rimase sola, soffriva molto per il lutto, e iniziò a usare l’alcol come antidepressivo… la mattina trovavo i bicchierini di liquore sopra il lavandino del bagno… gli chiedevo spiegazioni e non voleva ammettere che stava lentamente scivolando verso un baratro… la sera rientrava dal lavoro e gli sentivo l’alito pesante di una persona che aveva appena bevuto… gli chiedevo il perché sentiva l’esigenza di bere, ma lui negava di farlo. Alcune notti si addormentava nel divano e non riuscivo a svegliarlo per portarlo a letto talmente era sbronzo. Gli supplicavo di andare da un psicologo, di farsi aiutare, ma non mi ascoltava. Dopo qualche tempo un operaio del cimitero mi disse che mio marito andava a tutte le ore a trovare il padre e se trovava il cancello chiuso lo scavalcava… gli fece talmente pena che gli lasciò il cancelletto piccolo aperto per permettergli di entrare….
Alla fine riuscì a riprendersi… una volta superato il triste periodo, mi confessò che andò per tre volte nel luogo dove trovarono il padre… voleva buttarsi anche lui. Poi mi disse : ” non ho trovato il coraggio di farlo nonostante lo desiderassi… ma nel momento ho pensato a te e ad alessio… e mi sono fermato. Lo abbracciai forte… andammo avanti, continuammo il nostro cammino insieme.
Passarono altri due anni, e si ammalò la madre. Le diagnosticarono un tumore al colon…. al quarto stadio.
Subì un intervento, e dopo il post operatorio la ospitammo a casa nostra per la degenza. Un mese dopo Mauro scoprì tramite degli esami di avere un carcinoma renale…
Per evitare di far preoccupare la madre, vista la situazione, decise di non dirle niente, ma vivendo con noi… era difficile… non potevamo nemmeno piangere.
Facevo la spola tra ospedale, suocera, marito, bimbo e casa. La madre si riprese, giancarlo venne operato gli asportarono il rene sinistro, stetti con lui tutto il tempo non lo lasciai un attimo. L’intervento riuscì e lui si salvò. Ringraziai Dio per avermi ascoltata. Decidemmo di prenderci una vacanza con il nostro bambino, ne avevamo bisogno dopo quella odissea….
Passò ancora del tempo, e iniziai a lavorare volevo contribuire al budget familiare, in passato prima del matrimonio avevo sempre lavorato e il ruolo di mamma e casalinga a tempo pieno non mi soddisfaceva. Feci dei corsi di estetica e con molta pratica, intrapresi il lavoro.
Dovetti dividermi tra il bimbo e la casa e iniziarono i problemi… si lamentava spesso per i miei orari e iniziò a diventare ossessivo, per motivi futili. A volte rimaneva ore a brontolare per qualche briciola nel tappeto… era molto pignolo per la pulizia, erano rimproveri lunghi battibecchi. Diventava livido se per sbaglio si rovesciava acqua o qualche bibita per terra…. era la fine del mondo…
Tanto stress accumulato, non lo ascoltavo più… avevo solo voglia di scappare.
Avevo bisogno di aiuto, da sola non ce la facevo così ci dividemmo i compiti. chiamai qualcuno per le pulizie di casa e lui badava al bambino quando era libero dal lavoro, e se finivo tardi a volte preparava la cena.
Capitava che si mettesse a spolverare in salone e nel tappeto che era il suo chiodo fisso. Sembrava non avesse pace…. quest’ansia continua di dover accudire a fare tutto, dalla casa alle commissioni. Aveva sempre il pensiero di quello che gli altri potevano dire entrando in casa nostra trovando disordine. Io gli dicevo sempre : ” prima veniamo noi della casa, se è in disordine pazienza. ” ma non riusciva a non pensarci. Faceva tutto con frenesia, senza che fosse necessario. La sua paura era quella di non poter accudire a tutto quello che si era programmato di fare durante la giornata. Andava tutti i giorni dalla madre, e aiutava anche lei, si sentiva tutto il peso delle responsabilità addosso. Continuavo a dirgli che non stava bene che aveva scatti d’ira immotivati per stupidaggini, che aveva molto stress accumulato e che aveva bisogno di uno psicologo. rifiutava categoricamente di andarci. Era continuamente in tensione, non riuscivo più a comunicare.
Aveva sempre avuto un carattere irascibile, sempre stato molto preciso quando si impegnava per qualcosa, pignolo fino all’eccesso, e quando le cose non andavano come voleva lui entrava in crisi…
Io al contrario, ho sempre pensato che la perfezione non esiste, eravamo agli antipodi io e lui.
Riprese a bere… me ne accorsi subito. Eravamo in disaccordo per l’educazione di nostro figlio, che è sempre stato molto vivace, la pensavamo allo stesso modo ma con metodi diversi, e sopratutto in questo frangente che c’era molta incomprensione fra di noi… tutt’ora il pensiero mi fa molto male…
Ora credo che né l’uno né l’altro in quel periodo sia stato in grado di capire quanto era importante la compattezza fra genitori agli occhi di un figlio.
Continuavo a dirgli che aveva bisogno di uno psicologo, alla fine continuamente sotto torchio, ci finii io.
Un altro periodo nero… le cose non migliorarono, mi sentivo soffocare, era tutto molto pesante da sostenere… difficile. Andavamo avanti… all’esterno sempre una famiglia felice.
Continuammo così per due anni, tra alti e bassi. Spiegai al mio psicologo, cosa succedeva nel nostro nucleo familiare, mi disse : ” anche suo marito ha bisogno di aiuto “. Ma non potevo costringerlo ad andare…
In quel periodo mio fratello non stava bene, cosi fece dei controlli… gli diagnosticarono un cancro allo stomaco. Dopo un calvario durato dieci mesi, muore sotto i nostri occhi impotenti. Eravamo sempre insieme amico e fratello, compagni di avventure divertenti, per mio marito viene a mancare più di un fratello…. ancora dolore… dolore e solo dolore.
Ero io che per l’ennesima volta a casa dovevo sostenerlo, e in quel momento avrei tanto voluto io un sostegno…
Dovetti farmi ancora forza… avrei voluto essere lontano mille miglia da tutto, volevo un’altra vita… troppa sofferenza, volevo evadere. ” non ce la faccio ” mi diceva mio marito – ” questa non è vita… meglio morto”. Lo ripeteva in continuazione. Le cose continuavano a peggiorare. Un giorno mi disse : ” io sapevo che sarebbe finita così… ho parlato con un medico gli ho fatto vedere la cartella clinica di tuo fratello… non ti ho detto niente perché volevo che quando andavi da lui ti comportavi normalmente… anche per lui” – “ho sperato sino all’ultimo.. scoppiai in lacrime”.
Ricominciai a trovare i bicchierini di liquore sopra il lavandino del bagno… ne parlai con mia sorella e mia cognata. non mi credettero… mi dissero che a loro non sembrava che bevesse così tanto, che io esageravo.
Intanto era sempre più ossessivo sentivo il suo fiato nel collo e più io mi allontanavo più lui era ossessivo, sempre più frenetico, pretendeva troppo da se stesso, si rendeva perfettamente conto che mi stava perdendo e aveva paura, diceva che ero tutta la sua vita che senza di me non poteva vivere. Mi svegliava nel cuore della notte chiedendomi se lo amavo, si stringeva forte a me come un bambino spaurito. In quei momenti mi faceva un’infinita tenerezza ci stringevamo forte, eravamo disperati. Poi durante il giorno litigate furiose…
Uscii con delle amiche qualche volta, e quando rientravo a casa mi diceva : ” loro ti fanno sorridere… io non più”.
Non sapevo cosa dirgli.. ma sapevo che era vero.
Dopo cinque mesi dalla morte di mio fratello non ce la feci più… chiesi la separazione, non si poteva più vivere così. IL rapporto era ormai deteriorato, al limite…
Iniziò a bere per stordirsi, non voleva soffrire, vederlo ridursi cosi era veramente terribile. Chiamai aiuto e venne mia sorella con il marito e mia cognata per cercare di calmare gli animi. Per puro caso arrivò il fratello, e lui nemmeno si accorse della presenza. Parlava, straparlava di tutto dei nostri problemi, situazioni che solo io e lui dovevamo sapere, spiattellate così davanti ai presenti… l’alcol gli dava libero sfogo alla rabbia che aveva dentro. Lo lasciai dire, sentivo che era giusto ognuno aveva la sua parte di colpa da espiare, ognuno con il suo fardello. Mi sentivo stanca, tanto stanca, continuava a ripetere le stesse frasi per ore… ero distrutta nella mente e nel corpo, i tre giorni più lunghi della mia vita.
Passò una settimana, ci mettemmo d’accordo, mia cognata lo convinse ad andare da una psicologa e presi appuntamento. La sera sembrò tranquillo, gli dissi che per il bene del bambino dovevamo trovare una soluzione, annuì.
Due giorni dopo il crollo totale… quella sera mio figlio mi chiese di accompagnarlo in edicola per comprare delle carte, così uscimmo e mio marito rimase a casa. Dopo l’edicola feci tappa da mia sorella, e mi invitò a cena… mi trattenni.
Quella sera rientrando aprendo la porta di casa… ebbi una strana sensazione… tutte le luci accese, la tv accesa… la porta del bagno semispalancata… iniziai a cercarlo… entrai in bagno… mi raggelai. kikkàù
In quel momento non ricordo se erano le mie urla o quelle di mio figlio che sentivo… l’immagine che mi si parò davanti…. era disumana.
Appeso alla cinghia della tapparella semiseduto con il viso ormai viola. Era orribile ero lì e non credevo stesse capitando… la prima cosa che feci tentai di sollevarlo era troppo pesante ormai inerme. Allora andai in cucina presi delle forbici e tagliai la cinghia.. stramazzò al suolo, feci in tempo a mettergli la mia mano dietro la nuca per evitare di sbattere la testa. Lo chiamai più volte, gli diedi schiaffi provai la respirazione e i massaggi cardiaci. Dovevo chiamare il 118, ma prima dovevo toglierlo da lì…. dovevo toglierlo… cristo santo ! urlavo : ” che c.... hai combinato svegliati!!!!!!!!!!” ale era con me… aveva visto tutto sentivo le sue urla con le mie, le manine che premevano nel petto del padre. Non so per quanto tempo rimanemmo lì, forse qualche minuto. Mi alzai correndo presi mio figlio uscii fuori andai a bussare dal vicino, che sentendo le urla accorse. Dopo minuti interminabili arrivò l’ambulanza e una marea di gente… non ricordo molto dopo. I medici per calmarmi mi diedero qualcosa… mi sentivo come se stessi camminando sulle uova. “il mio bambino ha visto tutto… ripetevo mio figlio era lì… un medico mi disse che ormai non c’era più niente da fare..
Era morto… morto… morto… perché… perché l’ha fatto non è giusto, non è giusto!!!non poteva essere!!! non a me… non al mio bambino!!!Dio mio perché! quanto dolore c’era già nella mia vita, non era forse abbastanza!!
Cosa dovevo pagare… quale prezzo!!
Un incubo… voglio svegliarmi… non può essere successo davvero.
Credo di essere rimasta così per tanto tempo… tutt’ora non riesco a credere a questa cruda realtà.
Per giustificare questo gesto estremo, la famiglia di mio marito accusa me di essere la causa, di non essere stata una buona moglie, una donna di casa una buona madre, e mi accusano di averlo tradito. Dopo questa tragedia e tanta sofferenza quasi da impazzire, scoppia una vera e propria mattanza nei miei confronti. Nella cittadina in cui abito si vocifera, si giudica la mia vita è diventata un inferno. Dopo il danno anche la beffa.
E dopo tutto questo non si pensa minimamente che c’è un bambino che aveva bisogno del padre e che sta soffrendo per la sua perdita.
Qualcuno dice : ” Nella vita bisogna andare avanti”.
Qualcun’altro mi dice : ” Devi riprenderti! Devi darti da fare! Ti devi organizzare! Devi svegliarti!
Da cosa?
Hai forse tagliato la corda a una persona che si è impiccata?hai cercato di rianimarla invano? Non hai trovato un uomo impiccato nel tuo bagno, l’ho trovato io! Era mio marito! Mio figlio era presente… era lì… mio figlio di 10 anni ha visto…
Da cosa mi devo svegliare??? da questo incubo???
Lo vorrei tanto… la mattina quando apro gli occhi, la prima immagine che ho in mente è dentro quel maledetto bagno. La notte quando cerco di addormentarmi è l’ultima immagine che vedo… portata via da un sonno tormentato.
Devi reagire… devi reagire, la vita continua. queste parole che mi riecheggiano nella testa, oppure pensa a tuo figlio, lo stai lasciando a se.
Lavoro… lavoro… per poter pagare le rate quotidiane, per poter sostenere le spese della psicologa di Ale, per potergli dare ciò di cui ha bisogno… la gente non ha nessun diritto, la gente non sa tutto questo.
La realtà non è quella che si vede… dice Montale in una sua poesia.
Sono un anno che combatto ogni giorno per vivere una vita normale, per far vivere nella normalità mio figlio. La gente non sa quanto mi costa la mattina, a pensare che deve passare un altro giorno…
E quando credi di farcela, nel momento in cui hai superato un giorno e un altro ancora…
Una persona che vuole bene a te e al tuo bambino entra a far parte della tua vita…
Nella vita bisogna andare avanti… mi dicono… ma nel momento in cui cerchi di continuare a a vivere, di andare avanti… la gente ti accusa, e le parole diventano frasi fatte.
Una donna senza valori, senza principi, senza rispetto. Le persone apparentemente amiche si allontanano, tutto quello che eri e che era non c’è più. Da un giorno all’altro ti ritrovi a vagare senza meta, vivendo alla giornata, senza niente, con un pugno di mosche in mano, con una tragedia alle spalle. E nel momento in cui intravedi un po’ di luce, vedi uno spiraglio… e senti che forse ce la fai..
Vai avanti con una lettera scarlatta cucita addosso…
Vai avanti con la tua tragedia e la tua lettera scarlatta.
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non ho parole ma ti giuro lacrime per te
sicuramente andrai in paradiso perche’ l’inferno l’hai gia’ vissuto qua’ giu’
Conosco molte persone,veramente tante,e potrei scriverti benissimo di qualche tragedia anche superiore alla tua…questo per dirti,anche se lo sai già,che la vita è molto difficile,anche per quelli che và tutto liscio come l’olio prima o poi pagano il conto…nessuno di noi stà veramente bene su questa terra,la cosa più difficile da conquistare è la serenità, ce n’è per tutti,credimi…adesso ti sei sfogata e hai fatto bene e DEVI andare avanti,la vita và vissuta comunque,alcuni non ce la fanno e non sono da biasimare e tu non sei marchiata…per niente….la gente ha paura delle disgrazie e si defila,molti sono deboli e non vogliono ammetterlo e così o accusano o spariscono…gli amici,tanti,ci sono quando c’è da divertirsi,ne rimangono un paio oppure uno solo quando sei in difficoltà,è sempre stato e sempre sarà così….fai setaccio e vai avanti,si trova sempre chi ci capisce e chi ci accompagna nel viaggio di vivere…
Cara mili73, dicono che la sfortuna non esiste… eppure il destino può essere davvero crudele. Cosa dire? Hai avuto solo la colpa di aver incontrato una persona debole, incapace di reagire in maniera corretta ad un evento che per quanto tragico non incideva direttamente nella sua vita. Avrebbe dovuto metabolizzare la morte del padre, farsene una ragione ed andare avanti. Invece no, ha reso la sua vita e quella di chi gli stava accanto un inferno. Anche nel tuo caso non deve essere così: non è tua la colpa di quello che ha fatto. E’ facile mollare tutto quando ci sono delle difficoltà. Per dirla tutta è stato un vigliacco. Ma i peggior vigliacchi sono i vivi, quelli rimasti che invece di starti vicino ti ostacolano, come se ce ne fosse bisogno. Non è stata tua la colpa, non devi fartene carico. Perché se ti sei comportata in un certo modo, la colpa non è di certo tua. Perché non potevi certo immaginare quello che avrebbe fatto. Perché non si costringe una persona a fare quello che si vuole minacciando di farla finita, e per giunta di farlo per davvero. Perché allora il problema non era tuo. Dovresti spostarti, cambiare quartiere, città. E ricominciare. Magari non una nuova vita. Solo una diversa, che non ti ricordi continuamente il tuo passato. Perché il futuro è li che sta crescendo accanto a te, e cambiare anche a lui non può che fargli bene. Un abbraccio forte.
by psYco
ciao, vorrei che trovassi qualcuno che ti sostenga e ti ascoltasse ti aiuterebbe sui drammi che ti anno segnato per sempre sai: io ho perso massimo mio unico figlio di 36 anni avuto a 18 anni io 17 mia moglie era sposato e vivevano con me ora la moglie stà con un suo amico è nato massimo a 7 mesi io la considero una figlia e sono stato il padrino di battesimo adoro il bambino e lei sà cosa è per noi .ecco con questo spero si capisca cosa significhi nei drammi capire e voler bene .non sentirti se riesci in colpa ama il tuo ragazzo che è il bene più prezioso credimi ,nonostante le situazioni vissute non condivido chi usa la parola vigliacco per chi fà dei gesti estremi chi siamo per giudicare se nessuno nemmeno la scienza sà il perchè di questo.il cervello sottoposto a dolori di ogni situazione nessuno lo controlla.ti dico solo :sii anche ora una grande Mamma .Enrico.
Per gli antichi romani esisteva solo la fortuna che poteva essere sia benevola che malevola….
Il fato, la fortuna, il destino… sono solo giochi per il popolino.
Tu hai la tua vita, e per qunato tu possa cercare di fare il meglio per te stessa, ci sarà sempre qualcuno che influirà negativamente.
Hai subito un brutto episodio, ma cercare di continuare è un tentativo che puoi fare.
Roberta ha sintetizzato molto bene il pensiero credo di tutti.
Tanta dovizia di particolari, tanta lucidità nel raccontarli, un perfetto italiano, teatrale quasi… ribadisco il concetto espresso in un altro post: se volete fare sceneggiature andate in televisione, se veramente vi accade quello che dite, cercate di elaborare il dolore nel silenzio.
Grazie a tutti voi…
il mio messaggio è proprio questo , quello di andare avanti per me per mio figlio e la persona che ci sta accanto .
Sicuramente mio marito era una persona molto sofferente ,e il gesto che ha fatto sul momento , perchè non trovava via d’uscita . Non posso giudicarlo , ma penso che il suicidio sia un atto fine a se stesso .Mette fine a tutto…
Vorrei perdonarlo , spero con il tempo di riuscirci , era è e sarà sempre una parte di me.Penso che ora si sia pentito… ma non può tornare indietro ,spero solo che ora stia bene… ci penso spesso e prego perchè stia bene .
ho scritto una poesia , mi auguro che qualcuno che soffre come me la possa leggere e capisca quello che voglio dire :-)questa poesia l’ho incisa nella sua tomba ,e mio figlio ne ha voluto scrivere un altra per il suo papà , le scrivo affinchè le leggete …..
Un giorno,
tanti sacchi di dolore,
piovettero sopra di noi,e nessuno
potè portarli via…al contrario…
ci fu chi aggiunse dolore al dolore.
Passò del tempo,
ma il dolore era lì,che accompagnava il tramonto,
svegliandosi con l’alba del mattino.
Passò altro tempo,
e il dolore diventò la sofferenza quotidiana di ogni giorno.
Un dì,scese una colomba dal cielo,
lanciò un prato di margherite e lo stese per noi.
Ebbe un gesto d’amore e di speranza in mezzo a un arido deserto…
Mio figlio dopo che ha letto questa poesia ha voluto scriverne un altra:
Caro papà,
io lo so che ti sei trasformato in colomba,
e so anche che di nascosto,
quando io e mamma non siamo a casa , tu vieni a farci visita.
E così penso, che quando rientriamo tu va via,
perchè non puoi farti vedere da noi.
però io l’ho scoperto lo stesso,
perchè ho trovato le margherite..
ti voglio tanto bene papà
il tuo Ale.
Grazie di nuovo a tutti… un abbraccio
Quello che dici caro enrico è molto bello ,la moglie di tuo figlio con il suo bambino è molto fortunata ad avere persone come voi accanto.
questo significa che nonostante la sofferenza per vostro figlio avete tanto amore da dare senza limiti . Tutto questo vi rende migliori …
un caro abbraccio
a Criss :
Spero vivamente non ti accada mai niente di così terribile nella tua vita .
Non puoi permetterti di giudicare chi decide di non tenersi tutto dentro.perdonami per il mio italiano , ma quello è e quello rimane 🙂
sicuramente non ti devo niente , e non puoi arrogarti il diritto nè a me nè a nessuno di dire ciò che bisogna o non bisogna fare.
Poi se vuoi guardarti un film leggere un libro o andare a teatro probabilmente dovresti farlo fuori da qui .
Poi se vuoi inveire in modo gratutito….
allora accomodati , solo che devi fare la fila quindi stai all’ultimo posto… 🙂
Che posso dire? Per me sei una donna straordinaria, con un bimbo straordinario, che con la sua poesia – inconsapevolmente – dà una lezione a tutti, di che cosa sia elaborare un dolore, un lutto, di trasformare qualcosa che è morto, in qualcosa che vive e vivrà sempre, nel ricordo di qualcosa di bello (la colomba; le margherite). Egli ricorda di quando il suo papà era felice, e rendeva lui felice: non è poco, ma tantissimo. Eppure sa, nella sua giovanissima vita, che cosa sia la morte: lo ha visto coi suoi occhi e non lo nega. Il realismo di alcuni suoi versi (“e so anche che di nascosto,/quando io e mamma non siamo a casa, tu vieni a farci visita./ E così penso, che quando rientriamo tu va via,/perchè non puoi farti vedere da noi.”) mi dice che ha capito tutto, e che avrà gli strumenti per affrontare la vita, grazie anche sicuramente a sua madre.
Se puoi, metti questa bellissima lettera nella stanza che sai.
Ti metto un brano che oggi ho messo anche nella stanza che sai.
Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini. E quando permettiamo alla nostra luce di illuminare, diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso. E quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza libera gli altri.
Nelson Mandela
Strano, invece di ignorare il mio post (dove non sei affatto giudicata o invitata a fare una cosa piuttosto che un’altra) hai inveito tu gratuitamente. Probabilmente hai già elaborato il dolore ed ora ti piace raccontarlo, come se volessi conferma che è davvero grande, in gara con quello di tutti gli altri, che infatti stanno in coda dopo di te e prima di me
caro o cara criss … a quanto pare deduco da quello che scrivi che non hai compreso la mia risposta:-) , o magari non mi sono spiegata bene io….
ognuno di noi esprime il proprio parere , tu hai espresso il tuo e va benissimo. Io ho replicato a quello che hai detto ,perchè mi sembrava giusto farlo , mi sei sembrato alquanto indispettito/a , non so da che non so da cosa sinceramente…
hai detto quello che pensavi e va benissimo , posso dirlo anch’io…. giusto? 🙂
hai parlato di sceneggiatura… novizia di particolari , questo non è giudicare il prossimo e inveire senza conoscerlo? ma ci sta anche questo:-).Il fatto che abbia scritto sei l’ultimo/a della fila… sta a significare che non è importante quello che hai detto , qualcuno ha detto e sopratutto fatto di molto peggio perciò se ti vuoi accomodare fai pure 🙂
Nessuno te lo impedisce….
L’elaborazione del dolore è molto, molto personale …. ognuno con una sua storia , non si fa a gara con il dolore degli altri… ma probabilmente tu questo lo ignori.
non ho nient’altro da aggiungere… quello che dici parla da se..
Cara Alessandra ,
grazie di cuore…
Carissima Mili73;
Il tuo racconto così straordinariamente vicino alla mia storia, mi ha lacerato il cuore e mi ha fatto piangere a dirotto.
Mi accorgo solo adesso che le date di inoltro del tuo scritto, sono molto indietro nel tempo…. e sono stupito come dolori simili non continuino a richiamare la solidarietà dei lettori, che inconsapevolmente, ma crudelmente, abbandonano un argomento così maledettamente attuale.
Io ho letto per caso, solo oggi e ne sono rimasto stravolto!
Mi piacerebbe tanto sapere come stai Tu, adesso…. come sta tuo figlio…
Ti sembreranno forse, domande banali ma, credimi, non lo sono affatto.
Una tua risposta positiva sarebbe la dimostrazione di una volontà che ha continuato a maturare e credere continuare a sperare che il coraggio che hai avuto, appartenga seppur nascosto, anche ad ognuno di noi, per superare meglio nostri (spesso egoistici) problemi quotidiani, e ponendoci sempre ottimisti, davanti alla nostra preziosa vita.
Mi piacerebbe sapere, se scrivi ancora, e che hai ritrovato, nel tempo, anche un pizzico di serenità in più, insieme al tuo figliolo.
Scrivere questa storia, di per sè, ha richiesto una forza d’animo fuori dal comune, ma soprattutto molto “coraggio” che ti riconosco…. anche senza conoscerti.
Desidero comunque Ringraziarti, per aver condiviso questa tremenda tragedia personale, questo Straziante inaudito Lutto, con noi tutti che ti abbiamo letto, e mi piace pensare che così, tu abbia per un poco, alleggerito il peso che continua a gravare sulla tua schiena e nei tuoi ricordi…
Perdonami, ma non vedo in Te nessuna lettera scarlatta cucita addosso, ma vicino a te soltanto molta ignoranza nel rispetto dei sentimenti altrui.
Hai dimostrato, anche per questo, di essere forte, di essere in grado di rispondere alla vita con la tua vita, nella maniera migliore.
Grazie ancora e…. a presto.
Mikito
ciao mikito…
ho letto la tua notifica aprendo la mia email…. è passato tantissimo tempo… e mi ritrovo qui a rileggere ciò che ho scritto…. a riviverlo ancora…
nonostante il tempo ,nonostante il dolore sia oggi elaborato, i ricordi sono ancora vivi…
ciò che è stato non posso cancellarlo, ma ho imparato a non chiedermi perché…
credo che ognuno di noi debba continuare il proprio percorso qualunque esso sia , e cercare di andare avanti per quanto possa essere difficile… ma non possiamo fare altrimenti.
Ho tanti motivi per vivere, il primo è mio figlio.
essere presente, essere testimone della sua crescita giorno per giorno , è una delle ragioni per cui non devo e non voglio abbattermi. ho imparato a non sentirmi in colpa per un sorriso, o un gesto che mi portasse verso la vita, ho imparato a vivere.
non so come ho fatto… ho avuto un lungo periodo di buio totale , tutto ciò che mi circondava , era come se lo vivessi in terza persona, come se fossi in un limbo. non sentivo più niente ,né gioia né dolore.
Quando mi sono svegliata da questo torpore, era come se mi fosse scoppiato tutto dentro… è tornato il vecchio dolore… ma sentivo l’aria che mi passava su per i polmoni… e così ho ripreso in mano la mia vita, inconsapevolmente poi piano piano ci ho creduto sempre di più.
posso dire di stare bene , mio figlio sta diventando un ragazzo in gamba ( non vuole più che quando lo nomino dico bambino… e quindi mi tocca dire ragazzo…) sono orgogliosa di lui.
Non posso dire di aver trovato la serenità … in realtà non la sto più cercando 🙂
forse è per questo che riesco ad accontentarmi delle piccole cose di ogni giorno, e forse nel momento in cui non ho più cercato la serenità…. questa mi ha bussato alla porta…
Sono io che ti ringrazio per esserti soffermato… le persone hanno paura del dolore è comprensibile …
ti auguro un buon proseguimento di serata
ciao
Cara Mili73;
Che emozione leggere nuovamente le tue parole,… non avrei proprio immaginato di ritrovarti così presto; presente quasi da… “subito” in questo forum.
Sono veramente contento!
Sei una bella persona con dei bei valori dentro! Anche tuo figlio sarà sicuramente orgoglioso di averti come Sua mamma. Mi dispiace per Te,che altri,conoscendoti, non riescono a capirlo.
Certo,mentalmente, il mio sforzo è grande ad immaginare che questi risultati non sono piovuti dal cielo,che lo sconforto spesso ti avrà “bussato” alla porta, per farti mollare…e sarà stata durissima riprendere… Sono passati quasi tre anni, ma molte cose, anche se non si sono risolte hanno trovato comunque una sede naturale di assestamento, che oggi ti concedono di avere una quotidianeità regolare e una prospettiva maggiormente fiduciosa per il futuro. Scrivi molto bene… Te ne do atto, e questo,riesce a riprodurre in me che leggo, delle sensazioni molto realistiche, che mi avvicinano molto alla tua sofferenza, ma anche a farmi conoscere il coraggio che ti ha spinto e continua ad accompagnarti ad andare avanti, con tutta questa bella Energia.
La Serenità, si…, non va cercata ossessivamente, affannosamente come l’aria che respiriamo, ma certamente va sognata, pensata e rinnovata come qualcosa che comunque ci occorre perchè ci è indispensabile ad accompagnarci nelle scelte della nostra unica vita; che adesso come in nessun altro, esige, molta più delicatezza, cautela e ponderatezza.
Non credo affatto però tu sia una persona che si accontenta di ciò che trova,così…per caso,ma invece,dalle idee chiare e mature,lotta, si sacrifica per ottenere quel minimo,ma sempre di alto livello qualitativo,che principalmente offre, innanzitutto al suo affetto più prossimo.
Alle persone straordinarie capitano cose straordinarie che ad altri, con potranno mai accadere, credo che il destino per Te abbia in serbo la realizzazione del tuo desiderio più grande.Te lo Auguro con tutto il mio cuore.
In questo periodo prenatalizio diffusamete sottotono,anzi… chiaramente dimesso,forse molte più persone potranno meditare ed accorgersi,che allo sfarzo scintillante delle luci colorate, alle insegne dei negozi adornate con i più stravaganti luccichii,dei festoni e delle strenne di Natale… si può anche fare a meno (almeno,per noi adulti!) e che comunque,terminato il “giro” al centro, tornando nella nostra casa, non avremo accumulato più Felicità, a secondo di quanti novità colorate avremo contato.
Tutto questo forse ci riporterà a riscoprire un Natale diverso, sicuramente più autentico, spingendoci a ricordare, qualora lo avessimo “sbadatamente” dimenticato, che ben 2000 anni fa, nella dignitosa povertà di una stalla, nasceva un “Grande” bambino che “con” la sua vita riuscirà,anche dopo la morte, a cambiare il corso della nostra storia.
Spero di ritrovarti ancora, senza che tu lo sappia,(ma ora..l’ho scritto!) mi hai insegnato tanto… e per questo rinnovo a Te il mio Grazie più sincero.
caro mikito,
erano anni che non entravo qua dentro….perchè mi ricordava un periodo molto difficile….
Sono contenta di essere stata in qualche modo utile a qualcuno 🙂
forse ho qualcosa da raccontare…. ma non ho niente da insegnare , né posso essere di esempio . Anch’io ho fatto tanti errori, nessuno è perfetto … ma posso dirti una cosa.
Quando mio figlio mi guarda so che mi ama , e questo mi basta
Ti auguro di trovare il giusto equilibrio per il tuo percorso in questa vita, abbiamo ancora tante cose da fare , vale la pena essere qui.
ti faccio i miei più sinceri auguri
a presto
Bentrovata Mili73;
Grazie per essere ancora qui, nonostante tutto.
Vuoi essere motesta? Che sia! Non importa…. Adesso la mia idea è delineata e comunque, confermo ciò che ho scritto prima.
Si, lo posso immaginare…, se da tanto tempo non entravi quì ed avevi perso traccia di questa tua espressività di dolore così permeante e coinvolgente… una ragione, ma anche due, tre… anche nascoste, ci dovevano essere per forza, sicuramente! Ma il nostro inconscio è sempre pronto a difenderci!
E’ vero! Le persone hanno naturalmente “paura” del dolore, ma mentre questo risulta quasi inevitabile e naturale quando lo si prova per se stessi, se sono gli altri a soffrire, è diverso…. si dovrebbero maturare altri e ben più nobili sentimenti, sensazioni altruistici ma… ognuno è fatto a modo suo! La “Paura” è la nemica dichiarata dei sentimenti puri…
Io il coraggio di raccontare la mia storia come hai fatto Tu, non l’ho ancora trovato, e non lo troverò mai pubblicamente, fin tanto non troverò il “giusto” interlocutore con cui aprire questa valvola…
Non tollererei i soliti omnipresenti qualunquisti, denigratori, dalla lingua biforcuta!!!!
Se sei ben disposta ad ascoltare, credo, che solo persone come Te, che hanno toccato a due mani lo straziante Dolore e allo stesso tempo il fondo più melmoso della propria vita, ritornandone integre più forti e fiere di se stesse, potrebbero farlo!
Gli errori, ci sono sempre, ma sono un’altra cosa…. Probabilmente, sono anche loro che ci aiutano, paradossalmente, a riscattare meglio, e con più energia, proprio Noi stessi!
massimojerry@hotmail.com
Buona Serata e a presto.
Non necessariamente devi raccontare la tua storia … tantomeno renderla pubblica devi sentirne l’esigenza.
per me in quel momento è stato terapeutico , avevo bisogno di uno sfogo l’ho fatto in modo anonimo.
Non ho cercato comprensione nelle persone, il mio scopo era quello di far uscire ciò che sentivo dentro, ciò che non riuscivo a dire.
C’è chi è stato solidale, chi ha fatto delle critiche ma non era importante in quel momento….
ero in qualche modo riuscita a parlarne.
Non devi avere paura dei giudizi altrui, perché le persone non possono conoscerti in base a un racconto di vita vissuta… né può essere un idea o un pensiero di qualcuno a fare di te ciò che non sei 🙂
E credimi questo l’ho imparato bene… devi andare avanti per la tua strada e fare quello che per te è giusto, senza preoccuparti di essere giudicato.
Devi rendere conto a chi ti vuole bene , il resto non conta 🙂
ciao buona serata.
Non sempre Necessità fa Virtù,… Verissimo! Ma la mente umana spesso non si avvale esclusivamente della ragionevolezza, per compiere i suoi passi.
L’essere compresi dagli altri, “sentire” la loro condivisione, è certamente importante….. non saresti a leggere o a scrivere quì, in questo momento… se il mio scritto, non avesse toccato la tua sensibilità. Gli altri… ma forse, soprattutto gli attenti sconosciuti, in questi frangenti diventano Si… rilevanti, Eccòme! Ma soltanto per ciò che ti possono fornire a supporto, e mai per cosa ti vorrebbero, in disaccordo, egoisticamente togliere dalla tua condizione di pensiero!
Ma è solo una questione di… tempo, fin tanto che si ristabilisce quel sano equilibrio che al momento, in noi, tende solo da un lato, adesso, troppo esigente.
Serve una mano, da appoggiare temporaneamente… sull’altro piatto!
Ed in questo contesto, diventa anche problematico capire, chi Ti vuole realmente del bene o chi sta sicuramente dalla tua parte, obbligandoti psicologicamente, ad averne continua conferma!
Oggi l’editoriale di Gramellini sulla Stampa, mi ha fatto ancora una volta, molto riflettere.
Leggilo se puoi: La Paura ha i piedi Nudi.
La spiegazione semplice di un modo contorto a cui ci stiamo abituando a pensare.
ciao e buona prosecuzione di giornata.
si è vero la condivisione è importante assolutamente…. sopratutto nella prima fase.
Ma non si può avere la comprensione da tutti sarebbe impossibile.
quindi bisogna imparare a farsi scivolare addosso ciò che ferendoci non è nemmeno costruttivo . si può fare fidati 🙂
Siamo un po’ tutti come quel barbone….
teniamo quello che ci piace di più ben conservato per paura di rovinarlo o di perderlo… nel frattempo non ce lo godiamo.
Hai ragione , la mente umana è proprio contorta :-).
Tu ora come stai?
ti devo chiedere scusa per non avertelo mai chiesto.
ciao a presto
Bentornata Mili;
Essere condiviso da tutti, sarebbe come non esserlo da nessuno di loro… veramente; abbiamo imparato,(perdonami, se ti coinvolgo) forse troppo bene, di essere alla fine comunque, tutti un pò diversi anche se con tanti punti in comune… ed è anche per questo motivo, se non fosse da taluni particolari, che si finirebbe per convincersi realmente, che quella condivisione da troppi “regalata”, per molti è solo un “Compassione” di facciata… che a me, sinceramete, starebbe troppo stretta suscitando un emozione opposta a quella auspicata!
Mi fai una domanda, senza aver realmente conosciuto la mia storia…
Strano… vero?
Può essere non importante?….
….può darsi,
ma non per immedesimarsi completamente.
Ti ringrazio comunque, di avermela fatta…
Il mio racconto, rispetto al tuo, sebbene un pò “diverso” per tanti aspetti, è comunque dolorosamente identico nella tragica conseguenza umana, e nella sofferenza personale che dopo ne segue.
Sono ancora alla ricerca di un mio equilibrio, il più possibile stabile ed “affidabile”, a tal motivo, faccio incetta di tutte quelle informazioni, emozioni, frutto di esperienze reali, come la tua, che possano mitigare, per similitudine comune, o per insegnamento, attenuare ed allo stesso tempo ricostituire il mio animo ferito ed irrequieto.
Continuo a sentirmi ad oggi, manchevole di qualcosa, un qualcosa che è anche per me, difficile da definire con precisione perchè anche se costituito di reale e concreta assenza, risulta anche, principalmente emozionale.
Adesso ad esempio trovo molto difficile, renderti ben definita questa mia risposta, senza che Ti abbia costruito sotto, prima, la base fondamentale del suo supporto.
Essere univoci, senza suscitare malintesi, risulta così, quasi impossibile, per me, malgrado la mia buona volonta, ora messa a disposizione nel farlo.
La mia “Speranza” è quindi, di non essere stato troppo “contorto” nell’evincerti quel qualcosa che fa parte della tua risposta, senza essere costretto dirti qualcos’altro che non mi sento, proprio quì, di scrivere.
A presto
hai detto bene….
non si può immedesimarsi senza conoscere… è proprio questo il punto.
Hai detto che la mia lunghissima lettera( è difficile da leggere tutta e da comprendere) ti ha suscitato emozioni… sofferenza….
solo una persona che è passata per questa strada legge con attenzione e particolare sensibilità … per questo ho pensato di chiederti come stai , senza in realtà sapere…
rispettando la tua volontà qua dentro 🙂
Posso dirti come mi sento io ora.
Sono sempre senza radici ma consapevole di esserlo.
Nonostante mi sia rifatta una vita , nonostante riesco ad andare avanti … è così.
Ti ritrovi all’improvviso catapultata in un altra realtà, e tutto anche i piccoli gesti quotidiani cambiano significato…
All’inizio mi sentivo fuori posto…ora non più, ho imparato ad accettare una nuova vita , con tutte le mancanze che ci sono, con tutte le ferite e l’irrequietezza dell’anima.
Spero possa essere così anche per te con il tempo… arriva la rassegnazione che ciò che era non lo sarà più. Non posso e non voglio dimenticare… e adesso parlo se posso permettermi.. al plurale…
possiamo e dobbiamo vivere ,con tutto quello che abbiamo ora, e tutto quello che il futuro potrà ancora regalarci 🙂
Ti auguro una buona serata
a presto
La tua lettera, la prima volta, l’ho letta tutta di un fiato con apprenzione e con la forte emozione del cuore in gola… ed è subito che ne sono rimasto “folgorato”… man mano che, riga dopo riga ne rivedevo immaginata nella mente, come in uno strano film dell’orrore, una sua ipotetica ricostruzione… senza volti… ma al loro posto, solo espressioni di tragici sentimenti di dolore e disperazione!
La seconda volta invece, con più calma, subito dopo avere letto i post di chi, ti aveva risposto.
Entrambe le volte avevo avvertito le stesse sensazioni, come fossero state anche un mio ricordo diretto, un residuo crudele d’angoscia dei miei momenti peggiori.
Perdonami se te lo chiedo, se cerco di approfondire un tuo personale aspetto: ma cosa intendi che, ad oggi, ti senti ancora senza radici?
Alludi forse la tua precaria stabilità, di riuscire a “sorreggerti” da sola, con le tue personali risorse fisiche ed economiche?
Ti sei risposata? O comunque hai trovato un compagno, che nonostante il reciproco impegno non è riuscito ancora a ricolmare quel profondo vuoto che la tua esperienza ti ha prematuramente lasciato dentro?
Strano… però, non averne parlato prima!
Se fosse così…. ne sono molto dispiaciuto!
Conosco bene quanto un nostro bisogno insoddisfatto, quanto l’irrequietezza dell’Anima, sa essere così pungente e logorante con noi stessi, se non troviamo per lei la giusta soluzione…. quanto tormento ancora può suscitane in noi, quel senso generalizzato di falsa inadeguatezza, che, come davanti ad uno specchio, ci elenca puntigliosamente tutto ciò che “gli altri” sono sempre riusciti a fare meglio di te!
Che per ogni, analoga, situazione comparata, ti vede sempre, nel gradino più basso…
Ma che forse, in fondo, sappiamo bene, che è che solo frutto della una nostra pronunciata sensibilità, di inconscia provocazione, che ci spinge ogni volta, a migliorarci e ad essere sempre un passo avanti agli altri, per non rimanere nascosti nella loro ombra.
No cara Mili, quello che mi serve, e che si deve riuscire ad ottenere ora, come indice di buon livello di vita, non è una rassegnazione o una specialissima pomata che “nasconde” malamente le ferite dell’anima ancora aperte, ma qualcosa che con amore e meticolosità le sutura nella maniera migliore, per portarle finalmente a guarigione, quantomeno alla vista, e relegando, se è il caso, solo in una remota parte della nostra mente l’inevitabile, doloroso ricordo del loro passaggio.
Soltanto ciò che non è più in vita non può ritornare. Per ciò che invece non muore mai rimane viva sempre la speranza che possa riallietare la nostra esistenza.
E come diceva Voltaire:
“Le streghe hanno smesso di esistere solo quando noi abbiamo smesso di bruciarle”
Molte Grazie, per essere ancora quì.
Buona Serata e a presto.
quando dico che mi sento ancora senza radici, non intendo né fisicamente né economicamente… è difficile da spiegare. c’è un vuoto interiore ,che non ha niente a che vedere con la vita che ho oggi . si sto decisamente meglio, ho persino iniziato a fare progetti, ho un compagno che adora mio figlio non potrei chiedere di più .
ma non posso farci niente se ancora mi sento così… forse ho bisogno di più tempo.
ma visto il mio percorso fino a oggi, ho fatto dei passi da gigante 🙂
posso ritenermi fortunata , perché nonostante tutte le peripezie la mia voglia di vivere mi ha salvata.
E quindi si va avanti ,la speranza non mi ha mai abbandonata:-)
buona serata anche a te.
Che strano Mili…
Sempre di più avverto che le mie sensazioni hanno conferma dalle tue parole…
Iniziare a parlare del proprio compagno, come colui che adora il proprio figlio, ma non come una svolta cardine da cui far svoltare la propria personale e tormentata esistenza, lascia una inalienabile sensazione di sconforto.
Giungere vittoriosi a questa tappa della propria vita, con la calma e la lucidità con cui leggo sempre le tue parole rimane sempre è comunque encomiabile; tuttavia già da qualche post indietro, avevo notato una forte rassegnazione a rallentare o addirittura fermarti e non ricercare più, per te quel di più, che ti regalerebbe un pò più di quella Serena Tranquillità che rende “migliori”.
Già, sei una prescelta dalla vita, una persona che ha vinto la sfida più dura, ma che deve ancora continuare ad “allenarsi” per il Futuro. Ti leggo altresì stanca, di tornare a guardare in alto.
I tuoi progetti saranno si, bellissimi, promettenti per Te ed il tuo nuovo nucleo familiare ma non primeggiano come dovrebbero, nei tuoi pensieri.
Mi dispiace, anche in questo raccolgo una tua muta sofferenza.
Ma CERTO che puoi farci qualcosa…. se non vuoi più sentirti “così”!!!
Riprova, come fatto una volta, ad ascolarti di nuovo!
Ascoltati nel silenzio di una mattina appena sveglia.
Ascolta l’alternanza tuo respiro, i battiti del tuo cuore…
Con la tua ritrovata volontà iniziale, troverai la risposta dentro di te, solo così finalmente riuscirai a togliere nel tuo racconto quei “nonostante”…., quel velo di trasparente tristezza e rassegnazione che ti avvolge, togliendoti quel sorriso pieno e spontaneo che ancora tarda ad arrivare.
Si è fatto tardi… la stanchezza impone e detta la sua legge….
Alla prossima! Buona notte.
non cerco di più di quello che ho va benissimo così… il punto non è questo.
le ferite anche se cicatrizzate ci sono ancora e rimarranno per sempre.
per me è così…
anche se me ne vado in un altro pianeta è la stessa cosa.
la rassegnazione è il primo passo per andare avanti, e cercare di staccarsi da quello che è stato, ci sono ricordi situazioni… che non potrò mai dimenticare… ma oggi le posso accettare , guardando al futuro insieme a mio figlio e al mio compagno.
per questo mi sento fortunata 🙂
buona giornata
Le ferite quando si sono chiuse e non sanguinano più diventano cicatrici oppure segni… e certamente, sono lì, e rimangono indelebili per tutti quelli che le hanno patite.
Ma scrivi di aver trovato nella rassegnazione un buon equilibrio che non osi portare più in alto… Anche se questo è un traguardo è comunque un limite che non può rimanere tale a lungo.
Sei oltremodo una persona molto intelligente, che scrive bene, e che sicuramente non ha messo le parole così… a caso…per come gli sono arrivate.
Ogni ordine da te definito, ha assunto certamente un suo significato, inconsapevole se vuoi, ma preciso e univoco e che forse, anche se non si ha la “volontà” di ammetterlo, mi porta a confermare quanto già avevo scritto.
Bello leggere che Speranza che ti è stata vicina che non ti ha mai abbandonato… Bellissimo!
La Speranza a volte è come un sentiero di campagna, se non sei proprio tu a batterlo per prima, non troverai mai nessuno a seguire le tue orme, ed ad aprire una nuova strada anche per gli altri.
Mentre l’accettazione dona in noi la consapevolezza di poter trarre insegnamento anche delle brutte esperienze, questa ci renderà in futuro maggiormente preparati ad affrontare anche il destino più avverso. Non sarà più necessario che ricordi ogni volta queste cose; saranno loro che, rielaborate dalla tua mente, quando sarà necessario ti forniranno le giuste indicazioni ea a farti decidere le migliori soluzioni.
La Felicità, in fondo, consiste soprattutto, come hai accennato, nel desiderare solo ciò che si possiede o poco più.
Detto così, sembrerebbe facilissimo, istantaneo, magari arrivare a raggiungere il desiderio estremo di noi mortali e riuscire a mantenere questo stato, il più lungo possibile dentro il nostro cuore.
Ma… sappiamo bene, che non è così facile nella realtà. Alle volte dalle parole ai fatti ci sono percorsi tortuosi e irraggiungibili per molti… ma non per tutti. Le persone valgono per ciò che hanno sempre naturalmente dimostrato e non per quello che fingono di essere o di avere. Quest’ultimi ne saranno inevitabilmente esclusi.
Il coraggio, la tenacia, la dedizione e l’amore per le persone care, non si inventano al momento, non si acquistano da nessuna parte, ne si simulano davanti la propria vita che ci scorre davanti.
Al momento opportuno si stabiliscono quelle scelte da prendere, e si continua ad andare avanti.
Fa in modo però, che la Paura, sempre in agguato, non prenda mai il sopravvento su di te.
La Paura è acerrima nemica delle nostre affettività più profonde e dell’Amore stesso. Non deve mai prendere possesso dei nostri cuori! Le tue radici dovranno quindi crescere in fretta, perchè è inconcepibile trarre ulteriore forza, linfa vitale senza solide radici, ben ancorate! Sei troppo importante e giovane per fermarti a questo punto, ad accontentarti di una rassegnazione solo di comodo. Non credo proprio che si voglia intendere questo, quando ci si vuole protendere verso la Felicità.
Pensaci bene.
Buona Serata.
Ciao Mili;
Casomai non avessi più intenzione di intervenire su questo forum, causa predizioni Maya o indisponibilità affini…
Auguro a Te e alla Tua Famiglia di trascorrere e festeggiare un Buon Santo Natale.
ciao mikito
auguro anche a te un buon natale , e che la vita ti sorrida 🙂