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Vivere è solo un tormento

di giovanna888

Salve, anch’io desidero morire. Vivere è solo un tormento. Ho bisogno di aiuto, ma non so più cosa fare. Vorrei che
mi permettessero di morire con una iniezione di qualche sostanza che ti fa morire senza soffrire. Ma non è possibile, però nessuno ti aiuta nè a vivere, nè a morire. Non è ridicolo?

L'autore, giovanna888, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me stesso

21 commenti

  • 1
    David86 -

    Ciao Giovanna, se hai bisogno d’aiuto sei capitata nel posto giusto. Ci siamo ritrovati tutti qua in cerca di sostegno, ed in 3 mesi credimi ne vedo ogni giorno fare progressi e stare meglio grazie all’aiuto delle splendide persone che ci sono qui. Però ti chiderei per poterti dare consigli più mirati, di dirci qualcosa in più su di te, e se te la senti di raccontarci cosa ti turba e quali sono i tuoi problemi. Attendo con ansia tue news
    Un abbraccio
    David

  • 2
    rossana -

    Giovanna,
    ha ragione David: dovresti, se vuoi, sfogarti un po’ di più, di modo che si possa capire se ci sono problemi di fondo o se si tratta di difficoltà esistenziali pure e semplici.

    concordo con te: vivere può essere a volte più difficile che morire. non sei la sola a provare tutto questo e a percepire l’esistenza come una condanna. tieni presente, però, che ci sono momenti più duri di altri e che tutte le notti, per lunghe e fredde che siano, sono destinate prima o poi a finire…

  • 3
    giovanna888 -

    Ciao, David, grazie per avermi risposto. Mi sento completamente inadeguata in
    questo mondo. Ho tentato due volte il suicidio. Ma purtroppo sono ancora qui. Mi
    è stato detto che ho un tipo di personalità borderline mi hanno dato una cura
    farmacologica e diverse volte ho fatto anche la psicoterapia. Ma peggioro ogni
    giorno. Ho lasciato il lavoro perchè non riesco a fare niente. Sono paralizzata e
    ripeto solo che voglio morire dentro di me. Mia madre è anziana, le mie sorelle
    hanno i loro problemi, e mi ritrovo da sola. Perchè nessuno è in grado di
    aiutarmi. Per fortuna mia madre mi permette di stare a casa con lei, e per fortuna
    lei sta abbastanza bene è autonoma, altrimenti non sarei capace di aiutarla. Passo
    le mie giornate a letto di solito, un pò sul computer e un pò guardo la televisione,
    non ho cura di me stessa, tutto mi appare inutile e assurdo.Non so cos’altro
    scrivere. Grazie.

  • 4
    David86 -

    Buongiorno Cara Giovanna,
    non so se ci ho azzeccato, ma forse si tratta di solitudine?? E tu non ne puoi più di questa situazione, non hai stimoli, divertimenti, niente che ti faccia pensare positivo. Ho afferrato?
    Lo spero tanto perchè se è così ci sono passato anch’io quando sono stato lasciato, proprio come te stavo perdendo il lavoro perchè non riuscivo a fare niente, tutti i week end a casa, a letto, in divano o al pc, e zero voglia di vivere. Però un bel giorno mi sono svegliato, sono uscito in giardino, vedere l’erba, gli alberi, il sole che scalda, i fiori che nascono, tutto cio mi ha fatto capire che la vita è bella perchè và vissuta. Da li in poi, non che sia stato facile, ma è cominciata la risalita. Avevo zero amici, e l’unica persona della mia vita mi aveva lasciato per un altro. Mi sono sforzato di uscire a sforzo con 1 o 2 amici che mi erano restati, da lì in giro ritrovi vecchie conoscenze, ne fai di nuove….Poi sono passato alla palestra e da un mesetto al corso di ballo latino americano, e ti giuro Giovanna, mi è cambiata la vita. Adesso non vedo l’ora di svegliarmi la mattina, per poter vivere un nuovo giorno, vivere nuove emozioni e divertirmi. Tutto questo per dirti che PUOI,c’è sempre una via d’uscita, anche quando tutto dice di no, ti assicuro che c’è.
    Posso permettermi di chiederti quanti anni hai e di dove sei?

  • 5
    Robert -

    Ciao Giovanna,
    rileggo le tue parole molte volte, mi ci ritrovo. Ci ritroviamo in tanti, per cui… benvenuta nel club.
    Ti capiamo in tanti, e in tanti, ci vogliamo bene. Purtroppo di questo rimane solo una traccia informatica che conta poco, una volta alzato lo sguardo dallo schermo.
    Però è un inizio, se vuoi, puoi partire da qui.
    Potresti anche raccontarci qualcosa di più di te. Che lavoro facevi, che cosa ti piaceva e che cosa no, quanti anni hai, i tuoi perchè.
    Di qui passiamo in molti, facci innamorare di te. E se un giorno, all’alba, guarderai il sole e respirerai aria nuova, quaggiù sarà un applauso continuo per te.
    Attendiamo news.

  • 6
    giovanna888 -

    Grazie, per l’aiuto. Ho 42 anni vivo a Pompei. Sono supplente di scuola elementare,
    odio questo lavoro, non lo so fare e con i bambini mi sento a disagio, non so
    comunicare con loro. Sono costretta a fare il cane da guardia, altrimenti fanno solo
    confusione e poi sono molto aggressivi e pieni di rabbia i bambini di oggi, certo non
    è colpa loro, ma io non ce la faccio a gridare. Voglio solo la pace perciò la morte è
    l’unica soluzione. Non è solitudine, ma disagio in tutte le situazioni. Sono malata.
    Non capisco nulla tutto è assurdo. Rifiuto completamente la realtà. Voglio morire.

  • 7
    Cantautore -

    Cara Giovanna, vorrei poterti regalare anche un semplice sorriso e ridare un po’ di luce a quei tuoi occhi ora così tanto tristi e spenti!
    Ti lascio il mio contatto di MSN/E-mail: Cantautore68@hotmail.it
    Valido per tutti.
    Un abnbaccio caloroso.

  • 8
    LUNA -

    Ciao Giovanna 🙂
    anch’io vorrei sapere qualcosa di più su di te, conoscerti meglio, e ti ringrazio per il fatto che ti stai aprendo con noi.
    All’inizio ci hai detto che vuoi morire e che stai male, via via ci hai raccontato altre cose di te. Anche se in questo momento non puoi (lo comprendo bene) che identificarti con il tuo male (perché lo senti fortissimo) tu non sei solo il tuo male, e quindi mi fa piacere conoscere chi è Giovanna, insieme al male ma anche a parte il male.
    Riguardo quello che dici sulla scuola:
    non so se tu abbia scelto la strada dell’insegnamento, se in qualche modo ti sei un po’ trovata su quella strada, se stai male perché non ti sei mai trovata in sintonia con quella scelta o se non ti senti adesso in sintonia… una cosa è sicura: un lavoro come quello è difficile, lo so perché l’ho provato, richiede tantissime energie sempre, ma figuriamoci quando si sta male. in questo senso le tue considerazioni mi sembrano sane, anche se partono, secondo te, da una persona che sta male. Mi sembra ovvio, insomma, che se ti senti così stanca eccetera tu non ce la faccia a fare l’insegnante. E anche che, non riuscendo in questo momento a trovare la giusta empatia con te stessa (cosa che fa parte del momento che stai vivendo) tu non riesca a metterti in empatia con una marea di ragazzini.

    Ti chiedo anche se quella è la strada che hai scelto tu, o se in qualche modo ne avresti voluta un’altra, perché a volte a farci stare male è il fatto di alzarci ogni mattina per fare un mestiere che non sentiamo nostro, che non ci esprime o nel quale non ci riconosciamo. Allo stesso tempo possiamo, anche in una strada che abbiamo scelto, scoprirci in crisi, o sentirci inadeguati. Succede a tutti, non solo a chi in quel momento una diagnosi bordeline.
    Peraltro, forse, da questo punto di vista… io sono sempre stata un po’ borderline… nel senso che mi è capitato di lavorare 15 ore ed essere felice, e di stare malissimo lavorandone 3 in qualcosa che non mi somigliava. Ora, certo che razionalmente il lavoro è lavoro, ecc ecc. Ma al di là della razionalità esiste quel che sentiamo. E il mondo è pieno di persone che non ce l’avrebbero proprio fatta a fare il lavoro che è il loro, e il mondo è pieno di persone che possono resistere ma soffrire di fare un lavoro in cui non si ritrovano o che non amano. E il mondo è pieno di persone che vivono una fortissima frustrazione perché perdono il lavoro o perché hanno delusioni sul lavoro. E in questo senso, intendo,

  • 9
    LUNA -

    certi discorsi razionali lasciano il tempo che trovano, perché possiamo essere razionali quanto ci pare rispetto al fatto che lavoro è lavoro, ma se stiamo male stiamo male lo stesso. E così ci sono persone che, consapevoli del fatto che il loro lavoro non è quello che avrebbero desiderato, seppure se lo tengono, compensano dandosi delle soddisfazioni facendo cose che somigliano loro di più. Insomma, si concedono anche di sentirsi inadeguati o di odiare quello che fanno, ma si concedono anche di amare altre cose, e di cercare di esprimersi in altro modo. Perdonami Giovanna se ho scritto così in lungo. Non conosco la tua storia, e capisco che in questo momento il male è il centro di tutto, per te, perché ti senti impedita a fare qualsiasi cosa.
    Però, ecco, volevo dirti che io ho cominciato a dare ripetizioni che ero ancora ragazzina, e quando mi è capitato di fare supplenze (le supplenze hanno anche il problema della continuità che non c’è… appena conosci una classe o instauri un rapporto, un progetto, delle regole a modo tuo, te ne vai, e ricominci tutto daccapo) è venuto fuori un mio lato positivo rispetto alla cosa, ne ho un bel ricordo, ma alla fine io ho smesso. Cosa che per la mia famiglia è stato uno scandalo. Mia madre è insegnante da una vita e per lei è naturale stare nel sistema scolastico. Bene, per me non lo era. eppure non erano state brutte esperienze, anzi. Ma avevano funzionato per il mio lato “l’attimo fuggente” non per un lato convenzionale. ho avuto la fortuna di incontrare anche genitori ben felici che io insegnassi in un certo modo, attraverso il teatro per esempio. Ma io, in un sistema scolastico convenzionale per tutta la vita, sarei morta. E, soprattuto, come insegnante sarei stata una schifezza.
    Io, insomma, ho ereditato da mia madre delle cose che riguardano l’insegnamento, ma non sarei mai stata e non sarò mai un’insegnante come lei. Come insegnante convenzionale mi sono sentita inadeguata, a disagio, e ho capito, proprio per il disagio che sentivo nel sistema tradizionale, che la mia strada semmai era un’altra, che avevo guardato anche quella esperienza con gli occhi del mio modo di essere. Io ho molto rispetto per il fatto che tu dica: non riesco a tenerli. C’è un sacco di gente che non ci riesce, ma non lo ammette.
    Ci hai detto chi non è Giovanna, da questo punto di vista. Ed è importante anche sapere cosa non siamo. Ma chi è Giovanna ancora non ce lo hai detto. Se ti va di raccontarlo ti ascolto volentieri.

  • 10
    giovanna888 -

    Ciao, Luna e a tutti. Siete davvero delle persone gentili e belle. No, non avrei mai
    e poi mai voluto fare la maestra, ma avendo superato un concorso nel 1995,
    perchè ho il diploma magistrale (scelta obbligata da mio padre anche lui
    insegnante) era ed è l’unica possibilità di lavoro. In realtà non so neppure io chi
    sono e che cosa voglio. E’ come se in me ci fossero tante persone e la mia mente
    è affollata da voci di ogni tipo. Per fortuna i farmaci che prendo attenuano un po’
    questa sofferenza. Infatti vorrei solo dormire per non pensare. Non ho avuto un
    percorso di crescita sano ed equilibrato. Ho sempre manifestato disagio e
    malessere psicologico, ma la mia famiglia non era in grado di potermi aiutare a
    superare e risolvere questi disagi enormi. Sono cresciuta nella paura e nella
    sfiducia, insicurezza, instabilità, non sono mai riuscita a portare a termine nulla di
    quello che iniziavo. E mi sono sempre chiusa nella solitudine perchè la diversità
    dagli altri mi impediva di relazionarmi in modo sereno e costruttivo. Perchè non ci
    incontriamo tutti noi, che abbiamo la possibilità di comprenderci e magari
    insieme, volendoci bene, potremo realizzare qualcosa di bello e di utile, anche da
    un punto di vista lavorativo? Io non so proprio più cosa fare, sono tornata da mia
    madre, perchè ho lasciato la supplenza e quindi non posso provvedere
    economicamente ai miei bisogni. Vi prego incontriamoci e aiutiamoci.

  • 11
    LUNA -

    Ciao Giovanna, scusa se ti rispondo solo ora!

    Sei ancora in tempo per crescere e fare delle scelte diverse, Giovanna. Certo, adesso, per prima cosa, devi anche recuperare le forze, non si tratta di dover dimostrare qualcosa facendo una maratona di new york, anzi forse il bello è proprio che non è questione di dimostrare qualcosa, ma di ascoltare di più i tuoi desideri.
    Mi dispiace infinitamente che stai male, ma ti rendi conto di quanta bellissima energia c’è in quello che scrivi?
    A volte pensiamo alla morte perché siamo infinitamente stanchi, ma proprio perché vogliamo vivere. A volte pensiamo alla morte perché vogliamo dare spazio ad una parte di noi, che magari non abbiamo mai ascoltato abbastanza, è perché vogliamo rinascere, non è perché vogliamo morire. Ma poiché la vita non è un film, in cui questi incontri con se stessi avvengono in quattro inquadrature e cinque minuti e mezzo quel periodo di transizione può avere con sè anche una fase di dolore, confusione, come quella che vivi tu.
    Il fatto che tu possa stare male, che ti sia potuta fermare, a casa dei tuoi, di chi può darti uno spazio per fare una sosta, forse è una fortuna, perché avevi bisogno di stare male, per poi poter stare meglio.

    @Perchè non ci
    incontriamo tutti noi, che abbiamo la possibilità di comprenderci e magari
    insieme, volendoci bene, potremo realizzare qualcosa di bello e di utile, anche da
    un punto di vista lavorativo? Vi prego incontriamoci e aiutiamoci.

    Sei una donna stanca, in questo momento, e forse delle scelte che hai vissuto come obbligate (anche se immagino che tuo padre avrà cercato di indirizzarti immaginando per te una sicurezza, lo avrà fatto con i migliori propositi, che gli sia riuscito o no) ad un certo punto non ne hai proprio potuto più, non riuscendo a riconoscerti in quelle scelte al punto da non riuscire neanche a metterci veramente di tuo. capita, sai? Non sei mica l’unica!!! Anzi!!!
    Ma dentro di te, al di là di questa crisi, c’è ancora moltissimo.

    Quello che dici è bellissimo e non mi sembra solo un sogno, mi sembra uno stimolo molto concreto. Il punto è, come fare perché questo entusiasmo si possa concretizzare in qualcosa? Tu mi dirai un lavoro, ma alle volte, quando si sta male come ti senti tu ora, non è solo una questione di trovare un altro lavoro, ma di iniziare a rimettere in circolo le energie.
    Non c’è, intorno a te, nella tua realtà, intendo dire nella tua città, nella tua regione, qualcosa che possa incontrarsi con i tuoi desideri?

  • 12
    LUNA -

    Quando si sta male come stai male adesso tu a volte è difficile alzarsi e passare dalla cucina al soggiorno, altro che pensare al mondo…
    però in realtà il mondo è più grande, anche di una regione, o di un paese.
    Non sottovaluto le tue sensazioni negative, il tuo disincanto, la tua stanchezza… ma a volte, proprio quando pensiamo di aver perso talmente tutto da non aver niente da perdere, riusciamo, paradossalmente, a darci almeno la possibilità di immaginare degli scenari diversi. Intendo dire concreti, cioè possibili, magari informandoci, leggendo, guardando in internet, ascoltando quali potrebbero essere delle cose che ci piacerebbe fare.
    Non sto dicendo in senso di frustrazione, tipo: avrei voluto fare l’astronauta, ma sono sempre rimasto a terra, quindi mi viene da piangere ancora di più pensando a quello che ho fatto e non avrei voluto e a quello che avrei voluto fare ma non ho potuto.
    Non so se riesco a spiegarmi bene… ma intendo dire qualcosa tipo: avrei voluto fare l’astronauta, non l’ho mai fatto perché ho studiato da maestro, ma forse oggi posso riconoscermi il fatto che mi piace guardare le stelle. e se ammetto che mi piace guardare le stelle forse magari scoprirò che posso fare il ricamatore di stelle e che mi piace, anche se non salirò mai sullo spaceshuttle…
    Lo so, sembro fuori di capoccia a scrivere così, ma è che cerco di esperimere delle sensazioni attraverso degli esempi, un minimo concreti.
    Giovanna sicuramente non è solo la persona che sta male, come non è soltanto colei che non voleva fare la maestra, ma ha studiato da maestra e ha vinto un concorso. Sicuramente, guarda su ciò dubbi non ne ho manco mezzo, Giovanna è tanto tanto tanto tanto di più. E anche se in questo momento fatica a vivere (e a me dispiace tanto che ti senti così, perché so che è brutto quando fatichiamo a vivere, il presente è pesantissimo, il futuro ci sembra non esistere o ci fa paura) Giovanna ha molto… da essere ancora.
    Non so se scoprirai mai che fare la maestra ti piace, nel momento in cui riuscirai a vederla come una scelta e non come una costrizione. A volte accadono persino questi paradossi. Non lo so, ovviamente, però, Giovanna, faccio tanto il tifo per te. Un grande abbraccio.

  • 13
    Robert -

    Giovanna, io sono parecchio giù in questi giorni. Mi stanno massacrando i sogni e gli ideali, e le forze (psicologiche) se ne stanno andando.
    Se ti serve, in questo periodo mi dedico alle piccole cose di casa: travasare il vino, spostare un quadro, andare in biblioteca, andare al canile. E’ uno sforzo immenso per me, so che mi capisci. Ma mi dico che adesso è tutto quello che posso fare e di più non posso. Siamo esseri imperfetti, accetto l’imperfezione come parte di me.
    Che fai tu oggi?
    Un abbraccio, vero.

  • 14
    rossana -

    David, Luna, Robert… e tanti altri qui si incontrano per essersi di supporto a vicenda. è la parte più bella di questo sito…

    Giovanna, personalmente non ho molto da aggiungere: ho svolto per un’intera vita un lavoro che era il meglio che potessi fare ma non certo quello che avrei desiderato (spesso ho avuto la sensazione di essere un’anima morta). ho assolto alla maggior parte delle mie responsabilità verso mio figlio e verso i miei genitori e sono arrivata alla cosiddetta terza età senza aver davvero imparato a volermi bene e a vivere per me stessa.

    a volte una componente a carattere genetico può essere di grande intralcio e si fatica sempre a mantenersi a galla. l’unico suggerimento che mi sento di darti, e che indirettamente vorrei essere in grado di dare anche a me stessa, è quello di accettarti e di amarti come sei. avrebbero dovuto insegnarti altri a farlo ma evidentemente non ci sono riusciti. è più difficile imparare da soli ma ci si deve sforzare, anche a darci qualche momento sereno di svago, che aiuta a ricaricare le energie per affrontare i lati meno gradevoli della quotidianità, che ci è capitata in sorte e che abbiamo contribuito a costruirci.

    ogni volta che ti senti scoraggiata, ricorda che non sei la sola a vivere disagio e difficoltà.

  • 15
    giovanna888 -

    ciao, robert, si ti capisco perfettamente e vorrei tanto che fosse
    possibile incontrarci, tutti, per poterci aiutare. Anch’io non riesco a
    fare quasi nulla e i miei pensieri sono negativi e autodistruttivi.
    Addirittura, spero di ammalarmi di tumore e di morire il più in fretta
    possibile. ciao a tutti non so cosa dire, vi voglio bene. Buona giornata

  • 16
    LUNA -

    Rossana: sì, è una cosa bella 🙂

    Giovanna: un abbraccio grande grande

  • 17
    Ester -

    Ciao ragazzi sn Ester ed ho 25 anni sto vivendo un periodo bruttissimo ho tanta voglia di morire sn dimagrita tantissimo eppure sn bella molto bella me lo dicono tutti ma io nn ci credo vorrei solo dormire nn pensare . Il motivo del mio star male dipende molto dal mio ragazzo che mi ha lasciata inaspettatamente dopo 4 anni sconvolgendomi la vita poi è ritornato dicendomi che mi ama e ha capito l’errore che ha fatto da lì tutto è cambiato le continue guerre cn mia madre che continua a dirmi che può rifarlo la sua insodisffazione personale nei confronti della vita del lavoro e tutto si ripercuote su di me cn continue botte quando rientro a casa il sabato sera dopo che sn uscita cn lui , poi c’è il suo miglior amico nonchè suo datore di lavoro che continua a mettere zizzania che mi dice che devo controllare di più paki che mi sta nascondendo qualcosa che io sn troppo bella per stare cn l lui insomma mi sento una pazza sempre se nn lo sono mia madre continua ad offendermi a dirmi che sn pazza che nn sto bene ed io finisco sempre con chiudermi nella mia stanza a piangere e a credere che forse davvero sn uscita pazza vi prego aiutatemi e scusatemi per lo sfogo

  • 18
    giovanna888 -

    Ciao carissima Ester, non hai la possibilità di andare via da casa?
    Almeno per un pò ti farebbe bene allontanarti da tutti e riprendere te stessa,cercando di capire cosa è veramente importante per te. Purtroppo
    non vivo sola altrimenti ti ospiterei. Se non hai tanti soldi puoi rivolgerti ad un convento di suore ke hanno la foresteria e kiedere un periodo di ospitalità. Ti voglio bene e ti auguro con tutto ilo cuore
    di risolvere i tuoi problemi. Giovanna

  • 19
    filippo82 -

    Cara Giovanna, leggendo i tuoi commenti,cerco di immedesimarmi nel tuo profondo dolore anche se non è affatto facile e me ne rendo conto.
    Potrei dirti che la vita è un dono, che ci sono persone che preferirebbero vivere invece che combattere con la loro malattia, ma so che non servirebbe a nulla e come dico io ogni dolore merita il suo rispetto e considerazione.Posso solo dirti che la forza non può dartela nessun blog ne consiglio, ma solo dentro di te e credimi, l’essere umano ha sempre l’istinto di aggrapparsi alla vita nei momenti di bui.
    Dal mio canto se vuoi ti lascio la mia mail Diogene82@live.it se vuoi approfondire in privato ciò che ti angoscia… nel mio piccolo ti ascolterò.
    ciao giovanna

  • 20
    BuuMajin -

    Giovanna888: Ascolta io sono Buumajin,
    devi cercare di farti aiutare da una persona speciale che mi ha illuminato, quella persona è Gesù, pregalo e ti aiuterà a farti andare avanti, togliersi la vita non è una soluzione, io spero che tu ci creda l’esistenza di Gesù, se tu Ami Gesù con tutto il tuo cuore e metterlo al Primo Posto, ti aiuterà molto. Gesù per me è un Padre Buono, molto Buono e Misericordioso più di quanto immagini, mi illumina ogni Giorno anche se alcune volte non me ne Accorgo, tutti siamo importanti nella Vita, tutti abbiamo dei Doni che Dio ci da, Dio ha disegnato la nostra Vita, ma simo noi a Colorarlo tutto, per chiamare Gesù che è sempre Dio, puoi pregarlo Così: “Padre Nostro, che sei nei Cieli, sia Santificato il tuo Nome, Venga il Tuo Regno, sia fatta la tua Volontà, come in Cielo, così in Terra, Dacci oggi il nostro Pane Quotidiano e rimetti a noi i nostri Debiti, come noi li rimettiamo ai nostri Debitori e non ci indurre in Tentazione, ma liberaci dal Male” Gesù te lo garantisco Ti aiuterà Molto.

    Ciao e buona Preghiera

  • 21
    Yog -

    Buumascin, ‘scolt’ammé. Sono passati 5 anni. O si è suicidata o, come speriamo, le è passata la crisi. Occhio perché devi avere un problema alla tastiera, si deve essere inceppato lo ‘shift key’.

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