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Vivere con la schizofrenia

di ciampa99

Ciao a tutti
ho scoperto questo sito e vorrei tanto condividere con voi il mio problema.
Ho 30 anni e vivo con i miei genitori; con noi c’è mio fratello maggiore (42 anni) a cui tempo fa è stata diagnosticata una psicosi schizofrenica.
Ora… non saprei da cosa cominciare… dirvi che mio fratello è pazzo, sarebbe troppo… ma sicuramente alterna periodi di “normalità” a momenti di totale “assenza”… conditi con scatti di ira, qualche volta di violenza, soprattutto verso mio padre!
Sono quasi 20 anni che noi tutti viviamo in questa condizione. Lui è costantemente in cura farmacologica, lavora con mio padre e perciò quando ha i suoi momenti… sta a casa… in uno stato, che… vi lascio immaginare, è davvero angosciante per tutti.
Ecco… questo il mio problema…. posso dire di non aver mai vissuto con serenità… in casa ho sempre respirato dolore, tensione e paura!
Ogni tanto scopro mia madre, piangere in un angolo e mi sento impotente; a volte mi ritrovo a pensare come sarebbe stata la mia vita, la nostra vita, senza di lui! Ma vi pare giusto considerare il proprio fratello un PROBLEMA???
E qui tutti i miei dubbi e tutti i miei SENSI DI COLPA….
Ho provato ad allontanarmi per lavoro ed ho vissuto 4 anni “migliori”, ma il mio pensiero era costantemente a loro, e soprattutto a mia madre, nei confronti della quale il senso di colpa per averla lasciata “sola” in questa situazione, era fortissima!
Il risultato è che da quando sono tornata a casa, con l’illusione di poter almeno stemperare quella coltre di tristezza che regna nella nostra casa, io sto peggio di prima e… ad ogni stranezza di mio fratello, crollo irrimediabilmente e ricasco nel circolo vizioso della paura e dell’angoscia per il nostro futuro, il suo… quello dei miei genitori, ormai non più giovanissimi.
Cosa dovrei fare? Dove trovare la forza per essere una ragazza di 30 anni spensierata e soprattutto ottimista verso il futuro? Vi lascio immaginare come anche la mia vita sentimentale risenta e abbia risentito di tale situazione… non è questa la sede per raccontarvi di come ho allontanato da me l’unica persona che abbia realmente amato!
Voi al mio posto cosa fareste? Sarebbe giusto fuggire il problema, andandomene via nuovamente? Sono abbastanza disperata, anche se dalle parole potrebbe trasparire una certa freddezza…. ma capite… sono 20 anni che ci convivo…
grazie a tutti coloro che mi risponderanno.
Ciao

L'autore, ciampa99, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Famiglia - Me stesso - Salute

189 commenti

Pagine: 1 2 3 4

  • 1
    albert -

    Cara Ciampa, non è facile dare suggerimenti per situazioni come la tua.
    Prima di tutto: dici che tuo fratello si è ammalato a circa 22 anni, 20 anni fa.
    Di solito le psicosi schizofreniche si manifestano in personalità autistiche che già dall’infanzia hanno problemi. Avete provato più specialisti, e tutti hanno fatto la medesima diagnosi e suggerito le medesime terapie? O invece c’è stato disaccordo tra i medici?

    Dal momento che purtroppo in Italia le persone gravemente squilibrate, violente e pericolose per sè e per altri non possono (tranne che per brevi periodi di trattamento obbligatorio) venire mantenute in strutture di cura (sicuramente i vecchi manicomi facevano schifo ed erano dei veri lager, però non è un motivo valido per scaricare solo sulle famiglie il peso di un malato di mente grave), le alternative possono essere, a mio avviso, solo due:

    a) trovare una comunità nella quale possano accogliere tuo fratello e valorizzarne le capacità lavorative, togliendolo dalla famiglia nella quale non guarirà, nè migliorerà mai, e nella quale farà soffrire gli altri. Dal momento che tuo fratello ha solo saltuariamente crisi, e non è affetto da vizio totale di mente, mi sembra una soluzione praticabile. Di solito quando si è riusciti a togliere persone come tuo fratello dalla famiglia per inserirle in comunità anche la loro malattia è molto migliorata.
    Io proverei a sentire i vari don Mazzi, don Gelmini, ecc., per sentire cosa potrebbero fare.

    b) altrimenti dovresti trovare il modo di andartene tu, al limite cercate una persona esperta in questo tipo di assistenza che possa subentrare in famiglia al posto tuo (magari con la scusa di assistere i tuoi genitori a livello di badante) e tenga sotto controllo le crisi di tuo fratello, e tuteli l’incolumità dei tuoi genitori.

    Altre soluzioni proprio non le vedo.

    Quello che però mi pare certo è che tu non puoi, a soli 30 anni, e dopo aver già sacrificato gli anni più belli, accettare di sacrificare la tua intera vita in una situazione simile.
    Non è questione di egoismo.
    Mi sembra che tu abbia già pagato fin troppo! Ora basta.

  • 2
    massimo3851 -

    Certo sono decisioni difficili da prendere…ma se dovessi trovarmici in questa situazione seguire sicuramente l’esempio di persone che ho vicine e che stimo molto e che vivono una situazione simile alla tua.
    La loro scelta e stata quella di uscire di casa e farsi una vita propria..lo hanno fatto pero senza abbandonare la famiglia e i problemi correlati..hanno trovato casa in paese cosi per qualunque evenienza sono presenti..finito lavoro la sera passano a vedere se hanno boisogno di aiuto..
    Vedrai che i tuoi non si sentiranno abbandonati..puoi stargli vicino ma in maniera diversa..
    E giusto che tu pensi un po a te stessa non devi sentirti in colpa e normale sentire il bisogno di una vita tua spensierata e serena…

  • 3
    Stefy -

    Ciao Ciampa, leggendo il tuo post mi è venuto in mente un caso simile successo ad una mia compagna delle superiori. Lei aveva una sorella con vari disturbi, appena nata si sono accorti che le mancava la tiroide, hanno iniziato a “bombarla” di farmaci fino a che a 16 anni le hanno diagnosticato una forma di schizofrenia (del tipo una volta l’hanno trovata alle 2 di notte in un bar mezza nuda) accompagnata da manie di persecuzione. In pratica in lei convivono 2 persone diverse (ti ricordi quel film con Russel Crowe in cui lui era un genio matematico?Ecco, una cosa del genere). A 18 anni, visto che la malattia era degenerativa ed andava peggiorando (però anche questo è relativo perchè molto spesso queste persone hanno degli alti e bassi), oltre alla cura farmacologica hanno pensato di mandarla in una sorta di comunità. I familiari hanno usato molto tatto nel convincerla, alla fine è entrata in comunità ed è migliorata. Sono passati alcuni anni da allora ed ho ho perso i contatti con quella mia amica però ricordo che le cose erano migliorate.
    Potresti valutare questo con i tuoi familiari.
    Di certo non puoi pensare che la tua vita sia “a metà” (anche se mi rendo conto che è difficile) a causa del problema di tuo fratello.
    Non sono un medico però ti posso dire che la schizofrenia è una malattia degenerativa per cui una soluzione va trovata ed è bene che se ne parli in famiglia.

  • 4
    Paolo cogitoerogsum -

    Ciao Ciampa, buongiorno a tutti!
    Carissima Ciampa, provo a dirti la mia opinione, derivante da 43 anni di vita al fianco di mia sorella, nata con grave deficit mentale.
    MI riaggancio, intanto, a quanto detto da albert qui sopra, che in linea di massima offre un’analisi seria dei limiti oggettivi e insanabili che derivano e deriveranno sempre dalla permanenza di tuo fratello “in familgia”. Se ciò è verissimo, non posso essere d’accordo sull’affiancamento di una persona (per di più non professionista) al fianco deri tuoi genitori, con lo scopo “anche” di controllare tuo fratello. Posto che le cosiddette “badanti” sono le persone meno indicate a contenere un problema come il vostro, ritengo impraticabile, a tutt’oggi, qualsiasi forma di affiancamento “personale” per tuo fratello per i seguenti ovvi ed “umani” motivi: non esiste persona al mondo che, seppur retribuita, accetti di stare al fianco di tuo fratello 8-10 ore al giorno perchè l’impegno emotivo e spicofisico, ancorchè possibile, sarebbe spopositato in rapporto a qualsiasi forma di assistenza. Si aggiunga che, dato che il peso economico in scelte come queste pesa moltissimo, dovreste accollarvi una spesa di 3.000 – 4.000 euro al mese senza grandi risultati in termini di “quiete” ed invece con un esborso economico che non credo sia sooportabile (ma anche lo fosse resterebbe l’enorme difficoltà nell’individuare una persona adatta e preparata allo scopo)!
    Fatta questa lunghissima premessa vengo alle considerazioni sulle quali tu, Ciampa, chiedi un suggerimento.
    Nascere e vivere in una famiglia dov’è presente una persona mentalmente “sofferente” è di per sè una cosa che inevitabilmente “segna” tutta la quoitidianità di quella famiglia, e dunque anche la crescita degli eventuali fratelli presenti, com’è nel tuo caso (e nel mio, in qualità di sesto ed ultimo figlio all’interno di una famiglia dove mia sorella, terzogenita,. è malata dalla nascita).
    Ora, col senno di poi posso dirti che si aspetta sempre troppo nel prendere di petto unaq situazione del genere, posto erò che vi sia la volontà di riconoscere un “problema” all’interno della propria famiglia.
    Spesso una certa vergogna mista alla testardaggine nell credere che i genitori siano comunque i “migliori” tutori per un figlio malato di mente porta i genitori stessi a costruire la classica “gabbia dorata” attorno alla persona malata, facendo mancare al malato stesso la possibilità di provare a confrontarsi col mondo esterno ricevendone input che almeno lo abiuterebbero a situazionii per forza… nuove, una volta che i genitori vengano a mancare. Si aggiunga che oltre a tutto sono inevitabili i grandissimi disagi che con ciò si provocano nei confronti dei figli “sani” presenti in famiglia che subiscono un ambiente “distorto” con tutte le problematiche che poi, una volta adulti, tu stessa cara Ciompa esponi e denunci:
    E’ vero, non vi sono in Italia ancora delle precise volontà e linee di condotta nel farsi carico di questi familiari ma…

  • 5
    Paolo cogitoerogsum -

    … ma, dicevo, è altrattanto vero che esistono centinaia di strutture, più o meno organizzate e più o meno “capaci” di contenere e persino di far “evolvere” situazioni di disagio psichico come quello di tuo fratello!
    Nel mio caso, cara Ciampa, essendo io il più piccolo della famiglia, ho visto “fuggire” da casa, prima di me, 4 fratelli maggiori, e se ciò ti conferma nel fatto che è “umano” e per molti versi giusto cercare di uscire da un ambiente sofferente e “pesante”, dall’altro aprirebbe un discorso lungissimo sulle scelte sentimentali e non solo che i miei fratelli hanno “dovuto” intraprendere per riuscire ad uscire da casa.
    Resta il fatto che tu hai il sacrosanto diritto di cercare serenità e pace.
    Resta il fatto che devi metter nel conto che anche le tue scelte di vita emotiva, e persino sentimentale (come tu stessa, mi pare, hai evidenziato) saranno sempre dipendenti e almeno in parte condizionate dalla tua condizione familiare. Questo è un fatto al quale non puoi sottrarti e nemmeno la fuga “fisica” dalla famiglia ti aiuterebbe molto perchè comunque, come tu stessa noti, il fardello emotivo ti sarebbe sempre al fianco.
    Quello che posso provare a… consigliarti, alla fine, e di far prestente con fermezza e con un po’ di polso ai tuoi genitori che il “problema” andrebbe affrontato mentre ancora tutti siete “presenti” e che sta a loro, per primi, di mettersi nell’ordine di idee che il loro figlio malato “deve” essere aiutato a relazionarsi con strutture più o meno protette che possano servire almeno per sollevare anche fisicamente, per qualche ora al giorno, i tuoi genitori da una presenza che necessita, lo so bene, di un controllo continuo e allo stesso tempo servirebbero tantissimo, anche in una visione futura, a tuo fratello malato che si abituerebbe, con i dovuti tempi, ad interagire con strutture, operatori e suoi “compagni” di sventura che si riveleranno utilissimi per aiutarlo ad uscire dalla “gabbia dorata” e allo stesso tempo consentiranno a voi familiari di prendere “coscienza” e contatto con strutture e opzioni con le quali prima o poi dovrete necessariamente confrontarvi.
    Lo so, ho parlato forse un po “contorto”, am non tutto si può spiegare con facilità e con semplicità”!
    Cara Ciampa, ti saluto col cuore!
    I tuoi problemi, per quanto poco ciò ti possa servire, sono stati e sono anche i miei, e sono partecipe in pieno del tuo disappunto e del tuo dolore.
    per quanto riguarda la “tua” vita posso solo consigliarti di non prendere decisioni “affrettatee”, soprattutto in campo sentimentale, che ti servirebbero solo per aiutarti a “fuggire” da un peso in familgia troppo pesante ma che, alla lunga, ti condannerebbero all’infelicità anche in amore.
    Molto migliore, se già ti sei costruita una tua “posizione” sarebbe la scelta di approfittare di occasioni lavorative che ti coinvolgano e ti tengano necessariamente “fuori” da un continuo coinvolgimento emotivo familiare.
    E ricordati, non sei colpevole di nulla, anzi.
    Con affetto

  • 6
    ciampa99 -

    Ciao Albert
    Innanzitutto ti ringrazio per l’attenzione mostrata; quanto agli specialisti, sai è una storia molto lunga, inizialmente ( 20 anni fa appunto) si parlò di depressione, poi lo portammo in una casa di cura neuropsichiatrica, dove per 1 settimana lo riempirono delle peggiori cose e (i miei raccontano…)mio fratello, piangendo chiese di tornare subito a casa, proseguì con una cura neurologica, durante la quale, io ricordo, dormiva in continuazione e iniziò a manifestare strane manie e gesti ripetitivi…insomma era davvero “fuori”. In ogni caso ha alternato periodi in cui chiedeva aiuto e si mostrava disposto a vedere medici, a periodi in cui non voleva neanche sentirne parlare e mia madre era costretta a somministrargli di nascosto i farmaci.
    Nei primi anni 90 so che sono stati da uno specialista a Roma (noi siamo pugliesi), non so chi perchè a quei tempi io ero un’adolescente e cercavano di tenermi fuori da certe cose (…peccato che c’ero dentro più di ogni altro!!! vabè), questo “luminare” disse a mia madre che mio fratello era solo estremamente VIZIATO, che dunque a suo avviso non aveva nulla!
    Ti lascio immaginare la reazione in famiglia, i soldi spesi e quant’altro per sentirsi dire tutto ciò. Fatto sta che fino al ’97 mio fratello è peggiorato giungendo a scaricare tutta la sua rabbia distruttiva, un paio di volte distruggendo casa e poi su mio padre (uomo estremamente autoritario, poco affettuoso con tutti noi, ma mai violento o cattivo…solo un gran lavoratore di campagna che doveva far “campare” la famiglia).
    Dal 97 è in cura da uno specialista di Bari che gli ha diagnosticato la psicosi schizofrenica.
    Quindi sono daccordo quando dici che allontanarsi dalla famiglia potrebbe rappresentare un miglioramento; i rapporti con nostro padre non sono facili, ma neanchè impossibili: ha le sue idee, è molto forte, nonostante l’età, magari vorrebbe che noi tutti ragionassimo come lui, ma basta parlargli e fargli capire le cose…e le accetta. Con mio fratello invece forse ha avuto modi di imporsi troppo, e alla fine lo ha sopraffatto!
    Ma puoi immaginare che sia impossibile convincerlo a considerare l’ipotesi della comunità, primo perchè lo vivrebbe come un abbandono e poi perchè, con noi ha instaurato una relazione di dipendenza e rifiuto allo stesso tempo. Io l’ho proposto già un pò di volte, col risultato di sentirmi dare dell’EGOISTA e IMMATURA.
    Ti aggiungo che in casa vive anche un altro fratello, qusi quarantenne che ha chiesto un trasferimento (è un militare) per stare con noi e aiutarci. Pare che non sia fidanzato (è una persona discreta) e si rende estremamente disponibile…questo ti fa capire come tutti noi alla fine, abbiamo sacrificato la nostra vita…
    Vedi…Albert, c’è solo da sperare che non peggiori, e noi alla fine invecchieremo con lui, stando attenti a non rivolgergli uno sguardo strano o a parlargli con toni accesi.
    Io continuo a vivere un dissidio tra senso di colpa e consapevolezza di andarmene x salvarmi.

  • 7
    ciampa99 -

    Ciao a tutti
    sento il bisogno di ringraziarvi per aver risposto alla mia lettera.
    Ringrazio tutti davvero…di cuore, per i consigli e le parole di conforto!
    Ringrazio “Paolo cogitoergosum” per aver condiviso con me la sua storia, sento che comprendi a fondo il mio malessere, la sofferenza di essere figlia minore, in una famiglia dove il problema, si cerca di affrontarlo “alla giornata”, il che esclude una presa di coscienza reale e quella forza reattiva necessaria per pensare al futuro.
    Sinceramente come ho già scritto sono scettica sulle possibilità di convincere mio fratello (e la famiglia) a frequentare strutture deputate, bisognerebbe verificare, inoltre, che ce ne siano di efficenti dalle mie parti.
    Tuttavia con i vostri messaggi, avete contribuito a darmi un’iniezione di fiducia e ce la metterò tutta…perciò ancora grazie e spero di poter contare sempre su di voi e su tutti coloro che vorranno intervenire.
    Ciao

  • 8
    Paolo cogitoerogsum -

    Carissima Ciampa,
    grazie a Te per aver avuto la dignità e la volon tà per rendere “pubblico” un problema che ancora troppo spesso si tende a tenere “in famiglia”!
    Solo tu sai quanta forza hai denteo di te per cercare di modificare la tua situazione familiare. Io, pur essendo l’ultimo della famiglia, ad un certo momento ero talmente “sclerato” che ho preso la situazione di petto con atti “intimidatori” nei confronti dei genitori e dei fratelli che si ostinavano a non voler capire! Anche per questo, pago ogni giorno le mie scelte e le mie prese di posizione ma ne vado fortemente fiero!
    Molti esseri umani hanno bisogno di vivere in “simbiosi” tra loro, siano essi un uomo ed uina donna che si fanno chiamara “coppia”, un padre ed una figlia, una madre e dei figli, e ancora più spesso dei genitori con un figlio “problematico” che traggono dalla loro “lotta” quotidiana il senso della loro esistenza e la linfa per sentirsi “vivi” ed utili. Non vi è peggior sordo di chi non vuol sentire e non si può fare nulla contro la volontà di chi crede di sapere sempre cosa si deve fare! Tranne in alcuni casi e quando si ha la convinzione che serva “rompere” un equilibrio “malsano” per il bene di tutti e epr riportare un po’ di serenità!
    Credo che anche nel tuo caso, cara Ciampa, pensare al futuro e alla serenità di tuo fratello malato sia sia la cosa principale! Subito dopo, però, viene il diritto/dovere dei tuoi genitori di poter programmarsi una vecchiaia più “vivibile”. Ma, ti ripeto, i meccanismi che stanno dietro a queste “simbiosi” familiari perverse e dolorose li conosco benissimo e so quanto sia difficile riuscire a cambiare un andamento ormai “cancrenizzato”!
    Per ciò che posso, cara Ciampa, resto a tua disposizione, se credi ti possa essere utile scambiare altre opinioni e punti di vista, lasciandoti la mia mail che è idrante2001@libero.it .
    Per il resto, cerca di riservarti qualche momento di serenità nell’arco della giornata o della settimana, e non cadere nel vortice “colpevolizzante” che ti fa sentire sempre in obbligo verso i genitori, per la loro sofferenza e le loro fatiche!
    I tuoi genitori possono essere “incolpevoli” per essersi ritrovati con un figlio “psicolabile” ma sono assolutamente responsabili di uno stato di cose teso ed agitato, soprattutto se persone come te li mettono seriamente al corrente delle alternative e di alcune strade percorribili per ricondurre la loro quotidianità ad uno stato sopportabile e rispettoso di loro stessi e anche del figlio malato.
    Abbi cura di Te, e cerca comunque di trovare un “senso”, “anche se quasta vita, un senso non ce l’ha”……! 🙂
    ciao!

  • 9
    Cinzia -

    Ciao a tutti,
    leggendo le vostre lettere riafforano i ricordi di una vita passata tra ansie e angoscie per la malattia di mio fratello(schizofrenia).
    Per fortuna un giorno (all’età di 18 anni) ho deciso di fuggire da quella situazione terrificante per provare a creare una vita mia, per fortuna ci sono riuscita. Purtroppo però la preoccupazione per i miei genitori è sempre nella mia mente come un orologio a cucù: non smette mai di picchiettare e di ricordarmi il senso di colpa per essermene andata.
    E vi confermo che la mia vita sentimentale è tuttora un disatro perchè mi innamoro sempre di persone sbagliate, che mi aiutino a dimenticare; ma poi di fatto così non è……e quando decido di lasciare la persona che per tempo ha solo riempito un vuoto lasciato dal fatto che la mia famiglia non è presente nella mia vita per ovvi problemi, sento un vuoto incolmabile e mi cade il mondo addosso…
    Cinzia

  • 10
    Francesco -

    Spero tu abbia risolto il tuo problema, hai provato questa soluzione?
    http://www.sipintegrazioni.it/
    Il lavoro qui, è uno staff di persone che si occupano della cura della pscicosi.
    Ciao
    Francesco

  • 11
    Juna -

    Io ho soli 23 anni…e da 23 anni convivo con lo stesso problema….capisco cosa significa vivere con la paura,l’ansia che mentre dormi possa succedere qualcosa…e per di più io faccio i conti anche con i suoi scatti di violenza…i suoi schiaffi,i suoi pugni non mi provocano più dolore fisico…il mio ormai è un dolore dell’anima…una rabbia che non riesci a spiegare..Ma allo stesso tempo so che non è colpa sua…è la “malattia” come dice mio padre…capisco la sofferenza nel vedere la propria mamma piangere..e sentirsi impotente..avere paura che possa succedere qualcosa ai proprio genitori…e soprattutto la preoccupazione del futuro…e in più vi dirò…io non sono mai riuscita a raccontare davvero quello che vivo…a nessuno…nè alle mie amiche..nè al mio amore…perchè è come se gli altri non avessero la sensibilità di capirmi…e cosi porto questo peso dentro di me..con tutte le violenze fisiche e morali….scusate lo sfogo!Mi piacerebbe poter parlare cn qualcuno che ha avuto la mia stessa esperienza…senza essere giudicata…o guardata male..

  • 12
    Ciampa99 -

    Ciao Juna
    capisco perfettamente ogni tua paura, ogni tua angoscia! Anzi posso quasi affermare di essere una “cultrice della materia”!! ;D
    Quello che mi preme dirti è che devi assolutamente trovare il coraggio di parlarne con le persone che ti amano; non puoi tenere nascosto questo macigno; è vitale parlarne..almeno con la persona che ami, quanto agli amici, anche a me è capitato di constatare che molti non avevano la sensibilità giusta per capire me e le mie angoscie…ma sai…non bisogna fargliene una colpa e poi…le persone per fortuna non sono tutte uguali.
    Ricorda…non temere i giudizi, diventa sorda alle cattiverie della gente stupida, non preoccuparti di chi potrebbe guardarti male o peggio, deridere (a me è successo anche questo!!), ma tieni sempre alta la testa, perchè non abbiamo commesso nessun crimine,nè offeso qualcuno.
    ..ANZI…vedrai che ti sentirai ogni giorno più forte (strano a dirsi e a credersi, vivere questa problematica in casa, ci fortifica molto più di quanto tu possa pensare), imparerai a conoscere le risorse che hai dentro di te ed usarle quando necessario, imparerai a vivere con maggiore pienezza ogni attimo della tua vita e ti troverai a sorridere molto più di quanto facciano le persone “felici”…
    Tieni duro e non vergognarti…parlane, parlane, parlane….

  • 13
    disilluso -

    ciao ciampa, ti capisco benissimo xkè ank io ho un fratello skizzato…lui però se lè causata dasolo a forza di exstasi ke gli hanno rovinato il cervello!purtroppo è una situazione senza uscita,già ke la vita è difficile ci manca pure il fratello pazzo a dare un altra legnata in certe situazioni…

  • 14
    triste -

    Ho 48 anni e da meno di 2 mesi ho dovuto, per il bene mio e di mio figlio (che oggi ha 15 anni) allontanare mio marito da casa nostra, perche da + di 6 anni soffre di una grave forma di depressione con psicosi.
    Ho chiesto la separazione (dopo anni di mille dubbi e sofferenze) accollandomi naturalmente tutte le spese per la sua sopravvivenza…l’affitto, le sigarette (ne fuma 40 al giorno), e tutto il resto, poichè lui non ha nessun reddito a parte una miseria di invalidità.
    L’ho dovuto fare per salvare mio figlio…e certo anche me stessa, da un baratro che ormai era troppo vicino a noi…lui non è più in se da troppo tempo..e allo stesso tempo non vede che se stesso.
    Sto male, inutile dirlo…non avrei mai voluto arrivare a tanto, ma ho dovuto…non so ancora come finirà, ma vedo mio figlio tranquillo e questo mi basta…e leggendo molte vs. storie mi rendo conto di aver fatto bene….perchè rimanda rimanda la vita passa…e purtroppo non torna più…mio figlio però ha diritto ad una esistenza diversa e se anche i miei sensi di colpa mi accompagneranno per sempre so di averlo fatto per una buona causa.
    Non ho avuto grandi aiuti in questi anni, anzi alla fine tutti hanno preso le distanza da me…certo ero sempre di pessimo umore… tutti sono bravi a parlare, ma solo chi vive questo dramma può capire, per questo ho deciso di scrivere la mia storia perchè sono certa che chi la leggerà non giudicherà e basta…cercherà anche di capire…
    ciao a tutti.

  • 15
    aldo -

    cia a tutti somo aldo o 43 anni,5 mesi fa circa conobbi un splendita ragazza,dopo poco che la frequentavo mi rensi conto che aveva dei problemi(convinzioni di essere spiata, manie di persecuzioni, parole sensa senso sugerite da persone inesistenti, comportamenti di completa assenza, continua sonnolenza ecc ecc)tutto questo inizio’ a stranirmi e domandarmi che cosa gli era successo o cosa avesse, considerando che io non ne ero assolutamente al corrente di certe malattie, cosi’ iniziai a chiedere cercando di capire,avevo saputo che era stata ricoverata in una struttura per 10 giorni cim e 30 in un altra, e curata con medicine e continue visite psichiatriche,non o capito se nel periodo che l’o frequentata prendeva varmaci.Dopo 2 mesi di frequenza con la ragazza ecco che appaiono dei sintomi all’apparensa normali ma molto gravi nel caso clinico,appiattimento sentimentale da un giorno all’altro,iniziava ad accusarmi controllando i miei piu’ stupidi movimenti,cio’ che dicevo o facevo era sbagliato erano tutte bugie, cosi’ vivendo periodi di inferno non sapevo piu’ come comportarmi volevo scappare ma non ne avevo l’occasione, venivo trattenuto dall’affetto e sensi di colpa,cosi’ andai io dal psicologo ne stavo uscendo pazzo, li scopri che la ragazza potrebbe essere stata diagnosticato un forma forte di schizzofrenia? controllata da farmaci, cosi’ decisi di mollare con dei comportamenti non tanto adatti al caso,oggi cio’ che sento e un grosso risentimento la mia coscenza mi suggerisce di aver sbagliato o pensato solo a me stesso fuggendo,forse l’avrei potuta aiutare, il rimorso pio’ grande e che viveva con il pappa anziano,unica persona che la poteva aiutare nel bisogno,pensando che un giorno le putesse mancare quel sostegno che fine fara’oggi vivo con questi rimorsi e non so se sono giusti o sbagliati

  • 16
    Alessia -

    Ciao Ciampa99,
    posso dirti che ti capisco benissimo, anch’io ho una sorella schizofrenica da 10 anni, vive con mia madre perchè io non ce la facevo più, lei non mi voleva in casa e così sono andata via, sono sempre preoccupata che possa accadere qualcosa di brutto….

  • 17
    lucia -

    mi sento partecipe di tutte le storie lette qui sopra , ho 32 annie un fratello di quasi 26 ricoverato da 2 giorni al 3 tso….
    diagnosi :psicosi schizzofrenica.noi siamo disperati non sappiamo piu’ cosa fare..nei primi 2 ricoveri dopo 15 gg viene dimesso dandogli appuntamenti al cps di zona e medecini che lui da solo nn prendera’ mai visto che nn e’ cosciente della malattia..pensa di essere sano…noi abbiamo provato di tutto ,anche a inserirlo in comunita’ ma dicono che contro la sua voonta’ nn si puo’.
    ovviament siamo arrivati al terzo ricovero perche’ in casa era peggiorato tantissimo..sempre chiuso incamera ..o crisi violente verso mia madre….cose che penso che tutti conosciate visto che avete anche voi questo problema purtoppo…i dottori ti sanno solo dire che e’ colpa nostra che l’abbiamo viziato..ma la schizzofrenia e’ una patologia!!! se ne lavano tutti le mani , lo sedano e poi te lo rimandano a casa e ti devi arrangiare….ora spero nn voglio dirlo troppo in fretta ma la dottoressa che lo ha in carico abbia finalmente le “palle” di far qualcosa dice che provera’ con le clozapine, visto che e’ resistnte ai neurolettici classici…e poi cercare di inserirlo in comunita’…mi sembra che finalmente qualcuno mi ascolti…noi siamo sfiniti…e io nn riesco a vivere la mia vita perche’ penso che da un momento all’altro accada qualcosa di brutto.-..voi conoscete le clozapine ? i vostriparentfi anno avuto beneficio? scusate lo sfogo..ma qui credo di aver trovato persone che mi possano capire visto che provano il mio stesso dolore….

  • 18
    Luigi -

    Salve sono incappato su questo sito casualmente cercando un valido aiuto per mia sorella….ha 25 anni ed è affetta da schizofrenia da circa 6-7 anni, anche poco fa è tornata alla carica con un comportamento aggressivo che non ho mai visto da 1 mese a questa parte, sapete benissimo di cosa sto parlando, anche io ad ogni stranezza cado a pezzi e ho continuamente paura di cosa sarà per un domani ormai incerto…da poco sembra anche lei sembra resistente ai neurolettici, fra un ora andremo dal nostro dottore per vedere cosa fare ed anche un eventuale ricovero….posso consigliarvi di pregare, mi ha molto aiutato in questo periodo….comunque sia sono contento di aver trovato persone che vivono il mio stesso dramma, ci si può confrontare e sostenere a vicenda, se ci fosse la possibilità di continuare queste discussioni mi farebbe immensamente piacere…sperando in una risposta vi lascio i miei saluti ed i migliori auguri per tutto ciò che verrà

  • 19
    aldo -

    io ho vissuto con una ragazza che aveva questi problemi io come persona riuscivo a calmarla fino a quando x lei ero diventato un peso a iniziato a trattarmi male dicendo che io avevo problemi capendo che nn anno sentimenti diventano bestie ,lunica cosa che posso consigliarvi e amarli anno bisogno di contatto umano ,anche la chiesa a volte a dei buoni rimedi ottimo padre amort consultatelo vi puo’ aiutare credetemi

  • 20
    Luigi -

    hai avuto riscontri positivi?
    puoi dirmi che realmente funziona?
    io questa mattina ho appena finito un travaglio sono andato con mia sorella per ricoverarla in una clinica…bellissima fuori ma dentro….lasciarla lì sarebbe stato un omicidio di primo grado quindi siamo tornati a casa…mi chiedo quando finirà tutto ciò e SE finirà….tornando a padre amort qui da me si parla di un prete che fa queste cose, io già ci avevo pensato ma sono solo supposizioni, quando le speranze ormai sono solo ombre ci si affida a tutto e spesso sono solo stupidaggini se hai delle prove per favore dimmelo, ti ringrazio

  • 21
    ciampa -

    Ciao Luigi, Lucia e ciao a tutti coloro che nel frattempo hanno scritto! Perdonate la mia assenza…ma per qualche tempo non ho avuto internet e modo di tenere aggiornato questo mio blog!
    Con dolore apprendo sempre che le sensazioni di paura, angoscia e direi anche terrore, ci accomunano tutti quanti! Mio fratello ha alternato periodi meno difficili a mesi di inferno per lui e per noi tutti…
    quanto alle cure, io posso dirvi che, dopo aver cercato di capirne qualcosa su internet, ho deciso che non dovevo più cedere alla tentazione di fare ricerche sui medicinali….pena il rischio di riempirmi di informazioni, che da ignorante in materia, non mi davano alcun conforto!!
    Mio fratello da qualche anno soffre costantemente di allucinazioni uditive e manie; non è più molto aggressivo come anni fa, ma appena percepisce nervosismi tra noi…bhè diventa quasi ingestibile!
    Caro Luigi, qualche settimana fa anche noi abbiamo provato a ricoverarlo in una struttura….appena entrati sembrava di aver varcato un confine fuori dalla umana percezione…! Anche noi ci siamo assunti la responsabilità di riportarlo a casa…e sai perchè? Cosa gli avrebbero fatto alla fine, imbottito di calmanti e sonnoferi e ce lo avrebbero rispedito a casa; con l’aggravante che al uo rientro, ci avrebbe odiati ancora di più!
    E’ stato un giorno pesante e difficile da dimenticare! Aggiungo che “certe strutture”, che sul territorio dovrebbero affrontare la problematica, e dare un minimo di sostegno alle famiglie, non ne hanno la CAPACITA’ E LA PROFESSIONALITA’!! Per due mesi ci siamo rivolti all’Asl e per due mesi mio fratello è stato completamente ridotto ad uno stato di PAZZIA mai vista prima! Gli hanno somministrato due iniezioni (al momento non so dirvi il nome del medicinale) a rilascio graduale che lo hanno ridotto uno zombie violento e allucinato.
    Quando mia madre ha chiesto aiuto alla dott.ssa dell’als in questione, su come fare… perchè stava davvero male (e noi con lui)….le hanno risposto che mio fratello stava fingendo!!! CAPITE TUTTI…FINGENDO!!!!
    Ora…la situazione pare rientrare gradualmente, perchè si è convinto che deve seguire la sua cura, quella datagli dal suo psichiatra…si tratta di Zyprexa, due volte o tre al giorno!
    Dio ci aiuti e ci protegga sempre!
    Un grosso abbraccio
    Ciampa

  • 22
    aldo -

    credimi ho visto persone schizzofreniche guarite con preghiere di liberazione cerca di parlare con padre amort lui puo’ dare delle spiegazioni in merito puo’ comunque confermarvi se si tratta di malattia mentale ho spirituale vai su youtube ci sono filmati dove lui spiega cio’ provaci e fammi sapere DIO e grande puo’ avvenire anche un miracolo se credete alla liberazione delle anime e dell’amore che CRISTO ci a donato

  • 23
    Luigi -

    ciao ciampa
    sono d’accordissimo con te, le strutture pubbliche non sono all’altezza di gestire ed aiutare, comunque nel nostro paese ci sono delle strutture private adeguatissime e all’avanguardia dove i pazienti sono seguiti e curati come dovrebbero, ho visto persone cambiare totalmente, l’unico problema è che costano e anche tantissimo, io non ho escluso l’idea di fare la carità a qualche personaggio famoso per essere indirizzato e supportato, vi sembrerò ridicolo ma hanno aiutato parecchie persone e comunque io mi appello a qualsiasi possibilità, non bisogna demordere…comunque questo periodo è critico per chi soffre di schizofrenia aumentano i fastidi e i problemi almeno così ha detto il nostro dottore, in oltre ci ha sempre detto di non leggere ne i foglietti illustrativi ne di cercare informazioni su internet dicendo che altrimenti avrebbe dovuto curare anche noi, già l’ignoranza ci fa solo confondere di più le idee =)… riguardo alla chiesa sono andato ad informarmi da un prete ed ho saputo di alcune “messe di guarigione” dove si svolge normalmente messa e si scaccia l’energia negativa, ci vanno centinaia di persone ad assistere a questo evento e accadono guarigioni, naturalmente parteciperemo a questo evento, non solo, ho saputo che da un altra parte della mia città c’è un prete che vedendo la foto della persona interessata percepisce se ci sia qualcosa che non va, io già mi son messo sulle sue tracce…vi sembrerò un pazzo cretino illuso ma io ho fede e dopo 7 anni ancora non dormo per trovare il modo di aiutare mia sorella e credetemi devo solo morire per potermi fermare

  • 24
    gabriela moga -

    ciao a tutti,sono una dona romena i no scrivo bene italinana per sta cosa vi chiedo perdono ,a no questa e a mia problema di 1 anno i mezzo sono con una ragazza di 34 ani malata di schizofrenie ,con 130 kg io 52 kg ,no pensavo mai che vedo questa sono malata anche io ,la ragazza vive con il padrino la madre e morta ,e malata ma purtropo anche vitiata ,no se lava ,no fare niente tutta la giornata sempre chiede ,a mia vita e sempre in casa lei no esce mai soltanto quando faciamo la spesa no ho parole di dirve che vita faccio,ide che e capace ragaza no visto mai piu tanto cativeria i egoismo come a lei ,sempre fare che i piace e agresivva sono stata pichiata forte tante volte ,parolace no vi dico ,di padrino no parlo penso che un altra persona come lui no esiste in mondo ,sono afetionata di questa ragazza ma vi jiuro no ce la faccio ,che poso fare ?ho visto di tutto fin adeso ma sono giorni quando voglio murire ,.come o poso aiutare dove o poso purtare per cambiarsi un po ,magari a comportarsi meglio .

  • 25
    Lia -

    Mio cognato ha la psicosi schizofrenica e per colpa sua ci stiamo rimettendo noi. le sorelle si sono fatte una famiglia loro e se ne strafregano. Per loro basta una telefonata al giorno e hanno la coscienza a posto. nemmeno in ospedale andavano a trovarlo. tanto hanno la scusa dei figli che non sanno a chi lasciare. deve accollarsi tutto il mio fidanzato, visite, SPESE, tutto. Sua madre e l’altro fanno quello che possono, ma non si fanno scrupoli del fatto che il figlio che sta cercando di costruirsi una vita si sta sacrificando. Tra qualche mese per fortuna ce ne andremo lontano, è diventato impossibile convivere con questo problema. spero si decidano prima o poi a portarlo in comunità, le hanno provate tutte e anche quando è in ospedale poi prendono e se lo riportano a casa, contro il parere del medico. Ogni giorno a sorbirci i suoi scatti d’ira, non sappiamo come prenderlo, dice di essere spiato, che la gente è bastarda lo sfotte, lo osserva, lo spia… Non se ne pò davvero più.

  • 26
    aldo -

    io ancora vorrei capire se queste malattie si guariscono se si stabiliscono ho con gli anni peggiorano , vi chiedo cio’ perche ho conosciuto persone migliorate forse stavano sotto farmaci

  • 27
    Rosa -

    Ciao ho lo stesso problema con mio fratello, io ho 18 anni e lui 21. Vorrei parlare con qualcuno di voi in privato, non ce la faccio più… la mia e-mail è rosa.90@hotmail.it

  • 28
    Ciro -

    Questo problema io l’ho avuto con mio padre. quando si ricoverava in una clinica privata, circa un mese, continuava la cura anche per anni,
    poi ci ricascava, e si rifaceva lo stesso percorso. Ora sono anni che di nascosto gli diamo una pillola al mattino e una a sera, non ricordo
    il nome della medicina, fa tutto mia sorella, e sono 10 anni che non da più problemi, quando era ricoverato gli hanno fatto anche l’elettroshock, oggi si fa in anestesia, non ho mai assistito, ma pare che sia tremendo.

  • 29
    RICCARDO -

    Ciao, anche io sono nella tua stessa e identica situazione solamente che invece di avere un fratello in quelle condizioni, c’è mia madre…..da circa 20 anni. Ti garantisco che ho vissuto fuori per lavoro anche io e sono rientrato e poi sono ripartito ed è assai difficile fare una vita normale, a fronte di tutto quello che ben conosciamo su questa patologia. io posso solo dirti che secondo me è una patologia dalla quale non si guarirà mai anche perchè ho girato mezza Italia da specialisti che l’hanno imbottita di medicinali senza risolvere nulla. Poi immagina tu quello che deve sopportare mio padre che sono 20 anni che gli stà dietro …..ed io che devo stare dietro a tutti e due.
    Lo sai che mi chiedevo la stessa tua cosa e non so rispondere ?
    se vuoi possiamo sentirci in pvt, ma non so in che modo , cosi magari possiamo scambiarci pareri ed opinioni e magari qualche consiglio.
    RICCARDO

  • 30
    aldo -

    prendete una di questa medaglietta e con fede chiedete grazie sarete ricompensati.

  • 31
    Eva -

    ciao a tutti!ho letto le vostre storie, tutte quante, e comincio col dirvi VI SONO VICINA…
    Ho tante cose in comune con voi…un familiare affetto da schizofrenia,crisi,deliri,paure,angosce,rabbia,DOLORE tanto dolore.
    Da anni mio fratello è affetto da questa malattia anche se da 20 anni a questa parte stava un pò “meglio”(capite voi il signif.concesso a questa parola in questi casi)…purtroppo da un pò di tempo la situazione è peggiorata:crisi continue e deliri che ci hanno distrutti fisicamente e psicologicamente…eravamo a pezzi,la mia famiglia stava per crollare,ma lui soprattutto era al limite di sè aveva bisogno d’aiuto,un aiuto che noi purtroppo non POTEVAMO dargli.
    Dopo aver pianto lacrime amare,siamo stati costretti al TSO…è STATO TREMENDO!adesso è ricoverato e sta fecendo la cura anche se purtroppo le crisi continuano e così anche la nostra disperazione.
    Al momento io ho una gran rabbia…ho rabbia perchè mi sento sola e abbandonata dalle strutture e dalle leggi stesse,troppe volte mi sono sentita dire:Se lui non vuole, non possiamo fare niente ” ,se non vuole curarsi nessuno può costringerlo” ma si può pretendere che una persona affetta da problemi psichici sia tanto ragionevole dal volersi curare?
    Sono ben consapevole che il posto dove si trova adesso nn sia uno dei migliori e che in una clinica privata possa vivere meglio questa disgraziata situazione,ma come faccio se nelle cliniche è la sua volontà che conta?!
    prego ogni giorno Dio e continuerò a farlo perchè i nostri familiari e noi tutti ne abbiamo un gran bisogno…
    un caro saluto a tutti

  • 32
    Falco -

    Sono totalmente solidale con coloro che vivono l’esperienza drammatica della psicosi schizofrenica in prima persona o indirettamente. Io vivo sulla mia pelle il disagio e la vita surreale a causa di un parente con questa disgraziata malattia da circa 20 anni. A tutti dico solo questo: in attesa di una legge dignitosa che riformi la psichiatria in Italia, affidatevi alle cure di un bravo professionista (psichiatra) e per il futuro pensate alle case famiglia o all’amministratore di sostegno.

  • 33
    Giuseppe -

    ciao…ho trovato “per caso” questo articolo su internet.
    un esperienza di questo genere a distanza di anni ti fa capire che la tua vita ha preso una vera e propria deviazione,forse lo puo capire veramente chi lha vissuto in casa tutto cio.
    io ho una sorella affetta da schizzofrenia cronica,avevo 15-16 anni quando a un certo punto mi e’ sembrato come se dentro casa scoppiasse una deflagrazione inimmaginabile e dalle conseguenze incalcolabili,che a distanza di anni si capisce davvero a fondo..
    ..ancora oggi (e non e’ un caso se oggi sono capitato qui a scrivere) ce qualcosa che ancora oggi non riesco a “digerire” completamente,forse a me,mia sorella in primis e la mia famiglia all’epoca avevamo bisogno di un sostegno che non ce mai stato..sarei felice di potermi confrontare con qualcuno che come te abbia vissuto e viva una situazione cosi terribile e completamente surreale.

  • 34
    claudia -

    Ciao. Finalmente ho trovato qualcuno con cui condividere la mia terribile esperienza, di sorella di un ragazzo schizofrenico. La vita da due anni è diventata un inferno, per lui, ma anche per tutti noi. Mia madre piange continuamente, le dico che dovrebbe farsi aiutare, ma non vuole. E io spettatrice impotente di una famiglia in preda alla sofferenza ed al dolore. Il problema è che non so esattamente come aiutare lui e mia madre, perchè ogni cosa che dico e faccio è sempre sbagliata…ma non riesco ugualmente a fregarmene…sono pur sempre mia mamma e mio fratello. Spero di poter comunicare con voi.
    Claudia

  • 35
    Giuseppe -

    alcuni mesi fa scrissi un commento.. chi volesse scambiare opinioni e quant’altro per chi vive e ha vissuto quest’esperienza questo e’ il mio indirizzo e mail :
    delfino0269@gmail.com

  • 36
    Rosa -

    Ciao claudia, ank io ho passato un periodo e una situazione simile alla tua, nn dico d esserne fuori ma la situazione è molto migliorata. se ti fa piacere parlarne cn me scrivimi pure. rosa.90@hotmail.it

  • 37
    Patrick -

    Ciao a tutti,
    Ho 37 anni e mio fratello di 40 è schizofrenico da 22 anni. Come succede a molti di voi vivo momenti di inferno. Le abbiamo provate tutte ma ultimanante le cosa vanno ancora peggio (2 TSO in un anno). Come diceva qualcuno di voi è la sua volontà il vero problema! Non so cosa fare! Mi rendo anchio diponibile a approfondimenti privati … tenete duro.

    patrick@paperon.it

  • 38
    tiziana gaggini -

    vi sono nel cuore a tutti. Io sto vivendo la stessa cosa con mio figlio che ha 22 anni. posso assicurare che è uno strazio per una madre vedere un figlio in questa sofferenza, che rifiuta quando può una cura continuativa e che sta buttando gli anni migliori della sua vita.
    Come se non bastasse mio marito se ne andato perchè non sono piu’ la stessa, sono priva di entusiasmi e di voglia di fare..non credo che sia commentabile.

  • 39
    cecco 55 -

    salve a tutti vorrei esporre e scambiare pareri,in merito alla situazione ,che si venuta a creare allinterno della mia famiglia.la mia è una famiglia basata sul lavoro,e sacrifici dove io ho fattoin modo che tutto scoresse nei modi migliori possibili ,poi con la collaborazione di mia moglie fantastica ,a gestire la famigia,insieme abbiamo vissuto 30 anni sereni con due splendidi figli laureati.e gia lavorano.poi l’imprevedibile mia moglie trova un posto di lavoro con la sorella purtroppo rimasta vedova.ora siamo venuti a conoscenza che la sorella vedova di mia moglie ,a una relazione con il capo di lavoro sposato con figli,a me questa storia a dato molto fastidio,e anche a mia moglie per la sua immaggine ,che comunque ci si deve confrontare per ragioni di lavoro,tale situazione a portato a malumori allinterno della famiglia,io vorrei che lei lasciasse il lavoro,ma non posso obbligarla,a lei dispiace lasciare il lavoro in quanto difficile da trovare un nuovo impiego.e comunque ho il timore tutta questa storia rovinasse tutto il lavoro fatto da me e mia moglie per costruire la serenita,prima che si verificasse il problema .gradirei consigli,suggerimenti,ed esperiense vissute ringrazio anticipatamente.

  • 40
    manuela -

    Ciao cecco, scusa ma non credo che c’entri la schizofrenia….

  • 41
    cecco55 -

    ciao manuela chiedo scusa a te e tutti gli altri,effettivamente non mi sono reso conto,credevo fosse una rubrica per tutti gli argomenti.scusatemi di nuovo.

  • 42
    maric -

    Ciao a tutti.Ho scoperto questo sito in cui si parla di questo problema
    ed avrei bisogno anch’io di parlare della mia esperienza.
    Dalla data dell’ultimo messaggio vedo che è trascorso un pò di tempo,
    per cui chiedo se sia ancora valido l’argomento.
    Grazie

  • 43
    Chiara -

    Ciao a tutti, anche io vivo questo tipo di problematica…
    Mio fratello ha 37anni, sono più o meno dieci anni che si trova a combattere
    questa subdola malattia e noi famigliari con lui…
    Vorrei, se fosse possibile scambiare quache opinione in merito.
    Grazie-

  • 44
    maric -

    Salve.
    Mia figlia ha 36 anni e otto anni fa le fu diagnosticata una psicosi come conseguenza di alcuni spinelli fumati a nostra insaputa.Lo psichiatra disse che il loro uso può provocare simili effetti specialmente su persone predisposte.Durante le scuole medie,infatti ,le fu riscontrata una personalità borderline.Fino ad allora,vari psicologi interpellati per il suo comportamento difficile da gestire,avevano ricondotto
    il tutto ad un’intelligenza vivace ed un carattere forte.In casa era aggressiva e fuori indifesa e non facile agli approcci amichevoli.Quando si scatenò quella psicosi,notammo di colpo che iniziò a non dormire,fare ragionamenti sconclusionati.Fino ad allora le sue giornate erano trascorse in parte a piangere per insoddisfazione della vita,non nutrendo per questa alcun interesse,in parte con uscite sporadiche con amici,con i quali si annoiava.Quel modo di esprimersi,però,per noi era nuovo:infatti,dopo qualche giorno,si gettò dal sesto piano,sedici metri!Per fortuna se la cavò solo con qualche punto di sutura.Iniziò a frequentare un centro diurno,anche se io non ero entusiasta,ma poteva servire a destarle qualche interesse con la borsa lavoro.
    L’episodio psicotico passò e lei tornò aggressiva,difficile da gestire,ma senza quei ragionamenti assurdi.Intanto lasciammo il centro ,in parte perchè lei rifiutava l’impegno lavorativo,in parte perchè si era creata una divergenza di vedute fra noi e loro.
    Abbiamo dovuto sempre ingaggiare una vera e propria guerra contro il suo abuso di farmaci cui ricorreva per “non vivere”.Faceva spesso ricorso anche all’alcol per questo.Qualche settimana fa pronunciò di nuovo,all’improvviso,le identiche frasi della prima psicosi,dopo alcune notti insonni .Ci confessò che aveva fumato di nuovo qualche spinello.A questo punto la ricoverammo subito.
    Fra poco la dimetteranno,ma noi stiamo cercando strutture adeguate in Italia,visto che in casa è una guerra persa.

  • 45
    maric -

    Ciao..

    Non ho aggiunto al mio scritto la mia disponibilità a ricevere vostre email e me ne scuso.
    Avrei voluto e dovuto essere molto più chiara,ma non è facile scrivere in poche righe su argomenti tanto importanti.Volevo aggiungere che sto facendo ricerche su eventuali strutture che possano ricevere persone con le stesse difficoltà,ma non per qualche ora,bensì tenendole impegnate nel lavoro,nelle rispettive passioni ove queste esistano,nelle normali mansioni giornaliere…ed altro.So che all’estero esistono e mi sembra di aver trovato qualcosa anche in Italia,consultando la rete.Nel caso qualcuno di voi abbia notizie ed esperienze dirette o indirette in questo campo,potrebbe passare le informazioni ed io farò altrettanto,per chi volesse provare anche questo tipo di soluzione.
    Grazie
    maric

  • 46
    Falco -

    Volevo segnalare un video in streaming:
    ROBA DA MATTI di Laura Berti 10/04/2010 In questa puntata di Tg2 Dossier si ripercorre la storia della Legge Basaglia a trent’anni dalla sua introduzione. Luci e ombre dal mondo del disagio mentale.
    http://www.tg2.rai.it/dl/tg2/RUBRICHE/PublishingBlock-8f49a286-7527-4264-9979-72b4aca618d8.html

  • 47
    Giuseppe -

    ciao maric..si esistono anche in italia,mia sorella ad esempio si trova in una casa famiglia e svolgono diverse attivita e sono sempre seguite da uno staff medico.
    informati alle asl del tuo quartiere
    ciao

  • 48
    maric -

    Ciao a tutti…
    Mia figlia in questi ultimi due giorni sta molto meglio:diciamo bene.
    L’effetto dello spinello sta terminando,così mi hanno detto ,per cui lei ora è “normale”..
    Certo…ora,perchè promette di non farlo più,di applicarsi in qualcosa non appena tornata a casa,anzichè crogiolarsi nel pianto per non voler far nulla tutto il giorno.
    In questo momento mi passa quasi la decisione di portarla in qualche struttura,ma sono certa che tornerà ,una volta rincasata,l’inquietudine e la noia che le provocano momenti lunghi di depressione.
    Certo,a sentirla e vederla oggi,ad esempio,nulla lascerebbe pensare a questo.
    Non so proprio cosa fare!
    Vedremo.
    Saluti a tutti e grazie .

  • 49
    Val Ferry -

    Ciao a tutti gli utenti..il sottoscritto non ha un parente schizofrenico ma è lui lo schizofrenico. L’ esperienza della malattia
    è davvero terrificante e nel mio caso è aggravata dal fatto che ho iniziato ad ammalarmi molto presto (già alla scuola elementare). Ora ho 34 anni e credo che capirete quanta rabbia ho covato nei confronti dei miei familiari (una famiglia unita non ce l’ ho mai avuta) sopratutto dei miei genitori con cui non ho mai abitato da bambino (abitavo con i nonni) e ho rabbia anche nei confronti di me stesso (quando ho iniziato ad ammalarmi non sono riuscito a capire cosa mi stava succedendo però avrò avuto si e no 8 anni. Con il passare degli anni la mia malattia mi ha portato a isolarmi sempre di più dal mondo esterno e dalla società. Ma la situazione che mi fa più arrabbiare è il fatto che me ne sono dovuto accorgere da solo: i miei familiari sembravano far finta di non vedere il problema…del resto mi hanno abituato a pensare allo studio come se fossa l’unica cosa importante della vita e siccome all’inizio ero il classico secchione (poi ho finito le superiori con difficoltà)non vedevano che stavo troppo sui libri (perchè non mi concentravo) e sopratutto non uscivo mai con gli amici. A scuola tra l’altro nessun insegnante ha pensato a riferire che me ne stavo sempre in disparte e non parlavo con i compagni..Una volta diventato adulto ho provato la terapia farmacologica e la psicoterapia ma con scarsi risultati (i farmaci mi hanno fatto solo ingrassare). Sono riuscito a lavorare saltuariamente
    (ora riesco a lavorare solo poche ore al giorno e vivo con mio padre)ma tutt’ora non riesco a non pensare a come avrei dovuto comportarmi per evitare di diventare schizofrenico e per giunta così presto nella vita. Certo la mia situazione familiare era a dir poco confusa ma comunque con il senno di poi ho capito che persino la salute mentale va conquistata e io giudico la mia malattia come una punizione per essere stato troppo passivo. Saluti a tutti

  • 50
    ric -

    salve a tutti…non so proprio da dove iniziare…
    mio fratello 30 anni,forse schizofrenico,dico forse perchè dopo un ricovero con tso,la diagnosi è stata bouffèe delirante.Lo pschiatra dell’asl ci ha detto che se lui non prenderà i farmaci può andare in contro ad una psicosi.Il problema è proprio quello!Lui non vuole prendere i farmaci e le sue allucinazioni continuano,si sente spiato anche nel pc,di notte non dorme e gira nella villetta con una mazza in mano perchè deve uccidere Satana!ho paura che faccia del male ai miei genitori,non so come aiutarli!ho letto i vostri commenti che parlano di anni…noi abbiamo iniziato all’inizio di questo mese e siamo già distrutti!saluti a tutti

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