Vitti ‘na crozza
Finalmente ho trovato qualcosa di molto più serio della sporca politica italiota da condominio di cercopitechi.
“Vitti ‘na crozza” è una ballata popolare siciliana di grande pregio musicale e poetico, che fu usata da Germi in un film degli anni ’50 su adattamento, sembra, di Franco Li Causi a partire da un originale risalente probabilmente dell’800, descrivente una caratteristica delle usanze locali in materia di giustiziati, come dovette accadere anche durante il massacro di Bronte operato dai garibaldini di Bixio, aspetti della spedizione dei Mille che la cronaca ufficiale nasconde perché i garibaldini devono essere per forza coperti di gloria e non di fango.
Il testo è qui sotto e parla del teschio di un giustiziato che sta appeso in bella mostra ad una torre di guardia (cannuni), mentre gli altri pezzi del medesimo stavano probabilmente ai 4 canti del paese (come per William Wallace, il patriota scozzese).
Vitti ‘na crozza supra lu cannuni
fui curiuso e ci vossi spiare
idda m’arrispunniu cu gran duluri
murivi senza nu tocco di campani
Sinni eru si nni eru li me anni
sinni eru si nni eru ‘n sacciu unni
ora ca sugnu vecchio d’ottant’anni
chiamu la morti i idda m’arrispunni
Cunzatimi cunzatimi ‘stu lettu
ca di li vermi su manciatu tuttu
si nun lu scuntu cca lu me peccatu
lu scuntu all’autra vita a chiantu ruttu
C’è nu giardinu ammezu di lu mari
tuttu ‘ntessutu di aranci e ciuri
tutti l’acceddi cci vannu a cantari
puru i sireni cci fannu all’amuri
Ne girano una versione di Modugno che, senza togliere nulla al grande interprete, non mi piace perché è un’overdose, mentre la ballata deve essere cantata stile Murolo; una di Otello Profazio che mi piaciucchia ma non rispetta il testo, una di G. Ferri che stavolge il testo completamente, un’altra folkloristica che neanche è conforme e per giunta ha un trallallero che la rende farsesca, mentre è una cosa tragica.
Ne gira una versione moderna addirittura ridicola insieme a “Ciuri Ciuri”.
L’originale fu cantato ed inciso su CETRA da Michelangelo Verso negli anni ’50 appunto.
Emule ha una sola fonte per quest’ultimo ma certo non è la ballata perché l’MP3 è troppo piccolo (ca 700KB in luogo di 2,7-3,4MB).
BitTorrent offre solo ridicole versioni moderne.
Qualcuno possiede l’mp3 o il wma o può suggerire una sorgente download affidabile?
Grazie.
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Categorie: - Cultura
26 commenti
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da siciliano confermo il tutto, però nn so come aiutarti
Puoi trovare una versione di Amalia Rodrigues, altra di Rosanna Fratello o di Gigliola Cinquetti.Se però vuoi qualche notizia in più consulta http://www.mimmomollica.it/index_file/Page5011.htm
Cari saluti. Ilde
Non è la prima volta che su tutta la spazzatura che gira in rete trovo i commenti sprezzanti contro il risorgimento di questo sicilianissimo siciliano ( sei dell’MPA ? ) che si firma usul ; ci sono sempre i soliti riferimenti pedanti contro i garibaldini ( fango ) che hanno violentato, rubato massacrato i poveri siciliani di Bronte; al solito si parla della strage di Bronte e della canaglia garibaldina che ha perpetrato il massacro, IL MASSACRO DI BRONTE; su questo modo di intendere la storia, molto emotivo e filtrato attraverso le lenti di un becero regionalismo sciovinista, voglio dire due cose semplici semplici, che anche uno che non ha mai studiato può capire : la vera strage a Bronte venne compiuto dai rivoltosi che eliminarono brutalmente almeno 16 brontesi che erano proprietari terrieri o persone percepite come benestanti; Bixio diede l’ordine di fucilare 4 presunti colpevoli, considerati i maggiori responsabili della strage compiuta prima; in questo certo sbagliò, ma era un militare e aveva degli ordini, quanto meno i capi d’imputazione dovevano essere confermati. Inoltre Garibaldi non disse mai alle masse contadine di occupare terreni e appropriarsi delle proprietà altrui; questo fu fatto credere, certo, per ragioni di propaganda e ricerca di consenso, come succede in tutte le guerre. Garibaldi in Sicilia combatteva una guerra di liberazione da una delle dinastie più anacronistiche del tempo, quella dei borbone di Napoli. Quindi per favore finiamola con la strage di Bronte, non se ne può più.
Il sottoscritto ha semplicemente riportato delle notizie su “Vitti ‘na crozza” senza alcuna intenzione di sollevare argomenti di natura politica.
Tuttavia, dato che alzi polvere, ti dirò che sembri ignorare alquanto che la spedizione dei 1000, lungi dall’essere una guerra di liberazione, è stata una campagna colonialista, che, salvi coloro che credevano ingenuamente di andare a liberare il Sud, ha messo le basi della progressiva distruzione economica e sociale del Meridione, penale che stiamo pagando ancora adesso.
Perciò, il garibaldino vallo a fare con qualcun altro.
Il vero Risorgimento non è certo questo e, fatti molti conti e salvo Giuseppe Verdi e gli altri che ci credevano ingenuamente e sinceramente, sarebbe stato meglio che il Nord restasse del tutto sotto gli Austriaci; avremmo avuto meno cialtroni in politica, meno spazzatura a Napoli e, certamente, nessun Fascismo e nessuna II Guerra mondiale.
Perciò, pure il risorgimentista vallo a fare con qualcun altro.
Caro Usul
la tua risposta riflette tutta la dabbenaggine di chi con falsi argomenti cerca di diffondere idee non solo errate sul piano storico, ma anche deraglianti. Questa discussione non merita un proseguio perchè sono consapevole di chattare con uno che è a digiuno di conoscenza storica. Però una cosa voglio dirtela : La Sicilia sotto i Borbone era qualcosa di penoso e se oggi la nostra terra continua ad essere qualcosa di penoso è grazie anche a quelli come te.
W GARIBALDI
W IL RISORGIMENTO
Hai ragione tu!
Sai come si dice!
Salve Usul,
Ho appena letto la tua richiesta riguardante l’mp3 della versione originale di Vitti ‘na crozza.
Mi sembra strano che non hai cercato con Google il nome di Michelangelo Verso perché sicuramente ti saresti imbattuto nel mio sito ( http://www.geocities.com/miverso ) che ho dedicato interamente a mio padre e dove appunto ho scritto che è stato proprio lui, come primo cantante, ad essere invitato dal compositore Franco Li Causi a registrarlo in dischi Cetra. Sul mio sito avresti anche trovato il mio indirizzo email per potermi contattare.
Comunque, se ancora hai interesse nel mp3 della versione ORIGINALE di Vitti ‘na crozza registrato su disco 78 giri e accompagnato dal quartetto Franco Li Causi, allora contattami.
Cordiali saluti,
Michelangelo Verso Jr.
su youtube c’è una versione interessante ee emozionante di amalia rodriguez
Michelangelo
ho visto il video dell’inizio del film “Il viaggio della speranza” di Pietro Germi dove si ascolta la versione di tuo padre.
Semplicemente perfetta.
Sarei interessato ad una versione MP3 della registrazione originale.
Grazie
Cordiali saluti
Salvatore,
Devo dire che nel film di Pietro Germi non c’è la versione di Vitti ‘na crozza cantata da mio padre ma quello che si sente è solo un canto corale.
Se sei ancora interessato ad un mp3 della versione originale in disco Cetra di Vitti ‘na crozza (cioè cantato da mio padre), contattami allora tramite Facebook o tramite il mio sito Internet a: http://www.geocities.com/miverso
(Tutto in basso troverai il mio indirizzo email).
Cordiali saluti,
Michelangelo Verso Jr.
anche se in ritardo rispondo a ezio “..la sicilia borbonica conobbe un grande sviluppo economico ed industriale, diventando una delle regioni più ricche d’italia. il regno delle due sicilie, secondo l’exposition universaille de la science di parigi, era tra il 1855 e il 1856 il terzo stato più industrializzato del mondo dopo l’inghilterra e la francia e aveva la terza flotta commerciale più importande. aveva, inoltre, un buon sistema di comunicazione stradali e persino ferroviarie (dopo la napoli-portici, che fu la prima ferrovia costruita nell’attuale territorio italiano, fu realizzata dai borboni la messina-catania) che consentivano il trasporto delle merci ai porti mercantili di catania, riposto e messina, che erano fra i più attivi del mediterraneo.
Il commercio dello zolfo (il petrolio dell’epoca), del sale, della seta, dell’argento, dei marmi, degli agrumi, del grano (la Sicilia, sin dal tempo degli antichi Romani, era il “granaio d’Europa”), l’industria e l’ingegneria marittima, facevano dell’isola una delle più ricche ed industrializzate regioni d’Italia. il banco di sicilia e quello di napoli avevano assieme i due terzi dell’oro e della ricchezza di tutta l’italia. l’emigrazione a quel tempo non esisteva al sud italia, dove era assai modesta..” tutto questo non lo dico io è wikipedia. la tua ignoranza fa paure perchè diventa arroganza. lindipendaneza è stata fatta dal popolo o credi alla favola dei 1000? e il popolo voleva ridistribuita la terra secondo quello che garibaldi aveva promesso. ma alla fine gli interessi inglesi non si dovevano toccare, i baroni latifondisti rimasero al loro posto, anche i garibaldini furono liquidati e garibaldi fatto eroe e mandato in esilio. fu solo cambiato un re con un altro. le solite storie all’italiana. adesso io sono fiero di essere italiano ma non cancellateci la memoria e la nostra storia perchè forse i miei antenati erano orgogliosi di essere borbonici
Salve, mi chiamo Antonio, sono calabrese di Brattirò, un paesino vicino Tropea (VV); è la prima volta che scrivo su internet. Cercando il testo della canzone, “vitti na crozza”, ho trovato quello pubblicato da -usul-. Mi è piaciuto il commento in merito alle varie versioni che girano online, mi trova daccordo. io non ho mai prestato attenzione a questo brano perchè ho ascoltato quello della Ferri; non mi ha fatto cogliere la profondità del brano, fino a quando ne ho ascoltato un altro che mi è piaciuto tantissimo, l’ho ascoltato su youtube, probabilmente si potrà anche scaricare con emule. Per rispondere alla sua richiesta, il brano è interpretato dal gruppo i -Mattanza- il testo (più lungo del “suo”) è il seguente
Vitti na crozza
Interpretata dai Mattanza
Vitti ‘na crozza supra lu cannuni
fui curiuso e ci vozi spiare
idda m’arrispunniu cu gran duluri
muria senza nu toccu di campani
Cunzatimi cunzatimi nu lettu
ca di li vermi su mangiatu tuttu
e nun lu scuntu cca lu me peccatu
lu scuntu a chidda vita caiu muruutu
Suli ca spacchi i petri nta chianura
Suli ca bruci l’occhi da calura
Sulu lu chiantu di la donna amata
Marrinfriscai st’anima scunsulata
Sinni eru si nni eru li me anni
sinni eru si nni eru ‘n sacciu undi
ora ca su arrivatu a ottant’anni
chiamu la vita e a morti m’arrispundi
C’è nu giardinu ammenzu di lu mari
tuttu ‘ntessutu di aranci e ciuri
tutti l’aceddi nci vannu a cantari
puru i sireni nci fannu all’amuri
sperando di aver fatto cosa gradita, cordialmente saluto
Salve Antonio,
Sì sono d’accordo con te, ormai ci sono tantissime versioni di questa canzone in giro ma l’originale rimane sempre l’originale…, cioè quella composta e arrangiata dall’Agrigentino Franco Li Causi e cantata da mio padre, il tenore Palermitano Michelangelo Verso, che fu registrata su dischi Cetra a 78 giri nel 1951. Questa è la prima versione storica e originale di questo brano su dischi! Il testo originale è la seguente:
Vitti n’a crozza supra nu cannuni
Fui curiusu e ci vosi spiari
Idda m’arrispunniu ‘ccu gran duluri,
muriri senza toccu di campani.
Sinneru, sinnieru li mi anni
Sinneru, sinnieru e ‘un sacciu unni
Ora ‘ca su’ arrivati a ottant’anni
U vivu chiama u’ mortu e ‘un’ arrispunni.
Cunzatemi, cunzatemi stu’ lettu
cca di li vermi su’ manciatu tuttu
Si nun lu scuttu ‘cca’ lu me piccatu,
lu scuttu a chidda vita a sangu ruttu.
(Finale)
Idda m’arrispunniu ‘ccu gran duluri,
muriri senza toccu di campani !
Se qualcuno è interessato di sapere di più sulla carriera di mio padre, allora visitate il sito che ho dedicato al seguente indirizzo: http://www.michelangeloverso.com dove mi potete anche contattare tramite email.
(Il sito è bilingue e per la versione Italiana si deve cliccare sulla bandierina Italiana).
Se invece volete leggere alcuni articoli riguardante “Vitti ‘na crozza” e l’origine di questa canzone, vi invito ad andare nella sezione “Critiche” sul mio sito, cioè a:
http://www.michelangeloverso.com/Critiche.htm
In basso troverete un elenco di vari articoli di giornali fra cui potete scegliere.
Buona visione e buona lettura!
Cordiali saluti,
Michelangelo Verso Jr.
La più attendibile caro il mio usul è proprio quella folkloristica che si tramanda da più di 200 anni.
Cantata alla Murolo è si di effetto, ma non rappresenta assolutamente l’anima siciliana, quella dei vinti che però piangono le loro tragedie in maniera farsesca.
Tu forse ti riferisci ai siciliani degli ultimi 80 anni, quelli dal ventennio fascista in poi che hanno cominciato a piangersi addosso o quelli che invece hanno trasformato uno dei più grandi popoli pacifisti che la storia del mondo ricordi (mi riferisco agli elimi/sicani ed ai siculi e ai loro discendenti) in un manipolo di pecore con la violenza e la prevaricazione bieca.
…è davvero sorprendente come a 150 anni dalla cosiddetta unità d’Italia (ma sarebbe più
corretto chiamarla annessione al Piemonte), ci sia ancora qualcuno che ignora come siano
andati veramente i fatti e che consideri il Regno delle due Sicilie come uno stato retrogrado
e i Borboni di Napoli come una dinastia becera ed oscurantista. Una delle due grandi
mistificazioni sulle quali è basato questo nostro stato unitario è proprio il cosiddetto
risorgimento e forse parte dei nostri problemi nascono proprio da qui. Ora ci siamo e
(chissà???) ci resteremo, anche se forse uno stato federalista (come proposto anche allora)
sarebbe stato la soluzione più sensata e vantaggiosa (certo non per i Savoia. Su Garibaldi
mi taccio: al di là dell’iconografia ufficiale, alla quale comunque non crede più nessuno, come le celebrazioni “garibaldiniane” di qualche anno fa, passate quasi sotto silenzio, dimostrano, non è stato che un avventuriero, un fantoccio nelle mani del ben più
astuto ed intelligente Cavour che se ne liberò non appena non lo ritenne più utile, ignaro del fatto che i sempre riconoscenti Savoia si sarebbero ben presto liberati anche di lui…).
Comunque, a proposito della versione della stupenda “Vitti na crozza” di Michelangelo
Verso, non è per caso questa: http://www.youtube.com/watch?v=1DtY4xkYq_E ?
Sì Claudio, quello che hai indicato su YouTube è proprio la versione
originale di Vitti ‘na crozza, esattamente com’è stata incisa nel 1951.
La copertina però appartiene ad un disco LP a 33 giri della Cetra
(“Folklore Siciliano”) che è stata pubblicata nel 1961 e che contiene una
raccolta di canzoni Siciliani e dove hanno inserita anche la registrazione
originale di “Vitti ‘na crozza” che all’epoca era incisa in dischi a 78
giri.
Mi fa piacere che la versione di mio padre ti è piaciuto così tanto.
Cordiali saluti,
Michelangelo Verso Jr.
Non sono siciliano, ma la canzone mi piace molto e anche io cercavo l’originale.
Su YouTube ho trovato questa di Michelangelo Verso che mi sembra proprio l’originale a giudicare dalla qualità (sembra essere stata convertita in mp3 a partire dal cetra).
http://www.youtube.com/watch?v=1DtY4xkYq_E
Giudica anche tu se ho intuito bene.
In tal caso su msn ti passo l’mp3 corrispondente =)
Sì markred6483, mi fa piacere che il brano ti piace così tanto e devo dire che non sei l’unico… quello che hai trovato tu è lo stesso che aveva trovato Claudio su Youtube e si tratta della versione originale di Vitti ‘na crozza, esattamente com’è stata incisa nel 1951 però il mp3 è stato preso da un disco a 33 giri.
La copertina del disco che vedi su Youtube appartiene appunto ad un disco LP a 33 giri della Cetra (“Folklore Siciliano”) che è stata pubblicata nel 1961 e che contiene una raccolta di canzoni Siciliani dove hanno inserita anche la registrazione originale di “Vitti ‘na crozza” che all’epoca era incisa in dischi Cetra a 78 giri.
Recentemente, a Febbraio di quest’anno, questa versione di mio padre è stata inclusa anche in un doppio CD “Dialetti d’Italia” della Warner Music Italia. Ovviamente nel CD il fruscio del disco e della puntina è ridotto notevolmente.
Se qualcuno ha interesse di avere questo CD, potrà facilmente ordinarla presso Ricordi (Feltrinelli).
Cordiali saluti,
Michelangelo Verso Jr.
Ciao Michelangelo. Ho appena scaricato la versione di tuo padre di “Vitti n’à crozza”. E’ senz’altro la migliore versione che ho ascoltato …ma! C’è sempre un mah! Tuo padre è un tenore, bella la voce e il coro…l’arrangiamento musicale troppo distante dal testo.
Avrei preferito una sonorità tipo Inti-Illimani. Comunque mi piacerebbe la traduzione in italiano, so solo che la crozza è un teschio, le altre parole le intuisco essendo napoletano, il senso mi arriva. Vorrei tentare un’arrangiamento diverso, sono un musicista appassionato delle canzoni più belle del nostro SUD. Conoscerai senz’altro ‘O Surdate ‘nnammurate. Quando fu scritta, non era sul tempo di marcia, per esigenze di “mercato” fu snaturata e tutti pensano che sia una canzone allegra! Mi capitò di sentirla in uno spezzone di film trasmesso dalla RAI cantata da Anna Magnani, affiancata da un giovanissimo Massimo Ranieri. Quella era la vera canzone! Ranieri l’ha rifatta, ma non mi dà la stessa emozione della sgangherata ma toccante voce della Magnani. Questo è successo con molte canzoni, l’esigenza di mercato fa perdere l’originaria bellezza di tante poesie e sentimenti storici, scritte da anonimi autori.
Qualcuno sa se la Magnani ha inciso “‘O surdate ‘nnammurate”? Ciao TS
Ciao “Toroseduto”, ti ringrazio del complimento riguardante la voce di mio padre. A riguardo dell’arrangiamento, non mi sento assolutamente all’altezza di dare un giudizio vero e proprio ma ti posso dire solo questo che l’arrangiamento fu fatto dallo stesso compositore, cioè Li Causi, e che gli strumenti erano solo tre: la chitarra (suonato da Salvatore Li Causi), il mandolino (suonato da Francesco Li Causi) e il basso acustico. Secondo me, l’arrangiamento che fu fatto in maniera così semplice, volle rispecchiare pienamente il significato triste e sobrio del brano… Si deve considerare anche che il brano in questione fu registrato (nel 1951) dal vivo in diretta senza l’uso di apparecchiature “multi-track” e che pertanto tutti gli strumenti, incluso le voci, venivano altrettanto mixati in diretta.
In seguito la traduzione Italiana della versione originale di “Vitti ‘na crozza” cantata da Michelangelo Verso.
Vidi un teschio sopra un cannone
fui curioso e volli domandargli
mi rispose con gran dolore
sono morto senza rintocchi di campane.
Se ne sono andati se ne sono andati i miei anni
se ne sono andati se ne sono andati e non so dove
ora che sono arrivato ad ottant’anni
il vivo chiama e il morto non risponde.
Preparatemi preparatami questo letto
poiché dai vermi sono divorato tutto
se non lo sconto qua il mio peccato
lo pagherò in quella vita a sangue rotto
Mi rispose con gran dolore, son morto senza tocco di campane!
E’ un grandissimo pezzo, concordo che il fatto che la versione ufficiale è bellissima.
Il fatto che sia stata scritta in tante versioni, conferma la grandezza della poetica del testo e della musica.
La versione “folk” classificata da Mr. Usul come “farsesca” è tra quelle che comunque aderiscono di più al valore profondo della “sicilianità” studiata anche da G.Pitré.
Un popolo che storicamente nei suoi momenti più tragici ha guardato alla vita.
nella versione più folkloristica le ultime strofe esprimono tutto l’amore e il romanticismo del popolo siciliano.
Cunsatimi cunsatimi stu lettu, ca di li vermi sù mangiatu tuttu,
datimi sipultura intra ‘nu lettu, cu sciuri russi e gialli dapertuttu.
C’è ‘nu giardinu ‘mmezzu di lu mari, tuttu ‘ntessutu d’aranci e di sciuri,
tutti l’aceddi ci vannu a cantari, puru li pisci ci fannu l’amuri.
ritmo, amore, terra, speranza, mare, poesia… Sicilia.
Grazie per la vostra attenzione
Baciamo le mani…
Ciao simone, non sono daccordo che dei versi così profondi vengano “disturbati” dal Lallèròlallà…quindi sottoscrivo quello che sostiene il figlio del tenore; è stata snaturata!
Me la immagino recitata da un Benigni (è il migliore secondo me),altro che Lallèròlallà… con questi versi entri diritto nel paradiso dei poeti… le cose della nostra martoriata terra, e non mi piango addosso, parlo della cronaca storica e recente, non abbiamo fatto un passo avanti con l’industrializzazione, ma di grandi uomini politici, attori, cantanti il nostro bistrattato SUD ne ha avuto a bizzeffe, non faccio nomi nè citazioni, ma se le canzoni napoletane ancora oggi sono cantate in tutto il mondo dai migliori interpreti, un motivo c’è. Anche se da napoletano non sono soddisfatto della pronuncia, una sola cantante, Mina, canta come una vera napoletana!
Statte bbuono! Ts
Scusate ragazzi, ma dopo avere letto tutti i commenti, mi sento più confuso che mai. Dico. Ma è proprio necessario mettere dentro il “Regno delle due sicilie” i Borboni e altri momenti della storia d’Italia, per discutere di “Vitti na crozza”? Penso proprio di no. Mi viene in mente – con tutto il rispetto – il nostro Bennato con la sua “Sono solo canzonette”. Io vado per i 75 e ricordo di avere ascoltato la canzone – o ballata popolare – nell’anno 1974 in occasione di una cena aziendale in Calabria, cantata in modo stupendo dal coro dei “Caterini Peloritani” di Messina. Una intepretazione struggente con un “lallaerolla” semplicemente lento e greve come si conviene, quando si interpetra una storia triste. Antonino Marino.
Una versione che rende “logica” la prima strofa della canzone (nella quale, secondo la versione usuale e stupidamente ballerina, un teschio si lamenterebbe di “morire” senza il suono di campane ovvero che alla sua morte non sono state suonate le campane) è quella nella quale un ateo, Saru u ‘cruzzutu’,(testa pelata) in tarda età ha un ravvedimento e si lamenta (con il suo interlocutore che lo incontra triste e gli parla) di dover morire senza un funerale.
Riporto la prima parte della strofa:
Vitti Saru u cruzzato a lu cantone
fui curiusi e ci vo a parlare
……
Infine al povero Ezio, imbevuto di ridicolo e antistorico risorgimentalismo (quello che ci racconta che quando il suo idolo garibaldi moriva, sulla finestra della sua camera si posavano due tristi capinere) non posso che augurare di approfondire quanto accaduto nel Regno delle Due Sicilie semprechè abbia la curiosità di farlo (perchè il sapere non è banale presa di posizione per sentito dire, ma straziante curiosità)
La versione riportata da usul è anche la mia preferita, anche se la seconda strofa dovrebbe recitare “chiamu la vita i morti m’arrispunni”.
Trovo particolarmente struggente la descrizione del giardino posto “ammezu di lu mari” , “tutto ‘ntessutu di aranci e ciuri”.
Il fascino di questa canzone sta soprattutto nel contrasto fra la musica ed il testo. Io non credo che originariamente Vitti ‘na crozza fosse davvero una ballata popolare. E’ troppo raffinata nella sua voluta semplicità.
Vorrei esprimere la mia ferma convinzione che il commento di USUL (4) non solo è pertinente ma è la sola verità del nostro Risorgimento.
La storia la scrivono sempre i vincitori ma come spesso capita (guarda la storia dei pellerossa americani o degli indios del centro e sud america) il tempo fornisce ai perdenti i mezzi per provare quantomeno a confutare quella dei vincitori.