Non ho una vita sociale
Riferimento alla lettera:
Sono un ragazzo di 26 anni e non ho amici, non è che non ho veri amici, io non ho proprio nessuno, tanto meno la ragazza. Ho sempre avuto un carattere un po' timido e solitario e questo sommato al fatto che gli "amici" che ho avuto in passato si...
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Data di pubblicazione: 14 Marzo 2010
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Ciao cari ragazzi.
Purtroppo vedo con dispiacere che questa lettera si allunga sempre più nei commenti, poco a poco, un passo alla volta, si aggiungono sempre più persone che in questo spazio trovano un angolino per esprimere il proprio disagio.
Mio malgrado, anch’io mi unisco a voi poichè anche io ho una vita abbastanza solitaria, credo molto nell’amore anche se a guardare bene fuori e anche dentro sè stessi, di amore se ne ha sempre molto da dare ma pochi soggetti lo capiscono veramente e sono disposti ad accoglierlo.
Amici, quelli veri, a volte sembrano irraggiungibili, purtroppo la società è diventata un ambiente facile per chi “fa parte del club”, persone che tanto facilmente danno consigli ma che sotto sotto non si rendono conto che ogni cosa sembra un’illusione, viviamo in una società che vive di immagine e regolette, chi sa farne parte ci vive abbastanza male senza rendersene conto, mentre tutti gli altri si chiudono in sè stessi e muoiono di solitudine.
Amicizia… Ma anche amore. Oggi amare e vivere una bella storia duratura sembra un lusso, ma anche qui c’è chi la fa facile e chi non ha nemmeno l’opportunità di godersi quello che il cuore ha da offrire. L’amore è una moda, uno stile, è qualcosa che qualcuno vive in libertà mentre per altri sembra irraggiungibile, una botta di fortuna che pare non materializzarsi mai.
Cari ragazzi, mi riferisco a tutti voi, fatevi forza e sfruttate le poche occasioni che vi capitano, so che non è facile perchè anch’io in prima persona vi capisco, però sforzatevi di mettere da parte la timidezza e la sensazione di non farcela, fatevi una piccola corazza e siate ottimisti, già così qualcosa cambia e di certo vi mette in condizioni di uscire un po’ dal vostro guscio.
Vi abbraccio tutti e se volete parlare, io sono qui.
A presto.
Anche io mi trovo nella stessa situazione,ma in passato la vita sociale ce l’avevo quindi posso fare un raffronto e cercare di analizzare la mia situazione. Per quanto mi riguarda noto che non riesco piu’ ad aprirmi agli altri forse paura di essere ancora deluso.
E non so come migliorare,mi basterebbe anche solo un amico per riattivare lamia vita sociale. Da solo non ci riesco ma ci proverò.
ao se siete della provicia di salerno possiamo fare amicizia 🙂
Purtroppo è dura, perchè per uscire da certi circoli viziosi occorre l’aiuto di qualcuno, però è impossibile trovare qualcuno che ci aiuti finchè si sta in questo circolo. E’ come un cane che si morde la coda. Senza dimenticare poi i problemi caratteriali, c’è gente che prende, va, fa le cose in modo del tutto naturale, ma non siamo tutti così.
Io credo che gran parte della colpa di tutta questa solitudine e disagio, sia dovuto al fatto che molti sono timidi, chiusi, impauriti. E’ brutto uscire e vedere che gli altri hanno una vita, degli stili, che magari non riusciamo ad avvicinare e che ci garbano poco, per intenderci, io non ho mai fatto nulla che mi snaturasse solo per avere degli amici o per essere accettato, anche perchè poi in queste circostanze ci si sente dei pesci fuor d’acqua.
L’unica cosa che davvero si può fare è essere ottimisti, sforzarsi di sfruttare le poche occasioni, aprirsi al mondo. Prima o poi, per forza di cose si trova qualcuno con cui condividere esperienze o circostanze, basta trovare dei pretesti: magari frequentare un luogo, fare sport, partecipare ad attività che richiamano lo spirito di gruppo.
Dico queste cose perchè anch’io per anni e anni mi sono sentito solo, vuoto, inaccettato, ad oggi non sono cambiato molto e gli amici che ho si contano sulle dita di una mano. Non sembra, ma ho un carattere difficile.
Cari ragazzi, vi capisco, anch’io ho provato il dispiacere di essere solo con me stesso e rinchiuso nei miei quattro muri mentre fuori il mondo viveva, giocava, si divertiva.
Ame, la tua proposta è molto gentile, ma io purtroppo vivo parecchio lontano dalla provincia di Salerno, comunque trovo che scriversi e sfogarsi qui è un modo per dimostrare che ci siamo.
Un abbraccio.
Certo,per sfogarsi ma anche per fare qualcosa spero….sfogarsi serve se poi cerchiamo si risolvere le cose altrimenti che ci sfoghiamo a fare?
Ho un fratello che sta esattamente nella stessa situazione, non lo sopporto per questo. Abitando in un piccolo paesino tutti mi riconoscono come ” la sorella dello sfigato!”. Cerco sempre di cambiare discorso quando capita tra amici di parlare di fratelli e sorelle. Mi vergogno, cosa devo fare? Non si preoccupa minimamente e ha 23 anni!
Cosa devo fare?! Io ho 20 anni e sono nella stessa situazione di tuo fratello…ma secondo te uno sceglie di essere “così”?? Se una persone arriva a scegliere di isolarsi e di starsene sulle sue, molto spesso è perché è portato a questo dalla vita, da come gli altri “”normali”” lo hanno trattato quando a provato ad entrare in rapporto con loro!! E se tu, che sei parte della sua famiglia, ti vergogni di lui beh questo non può certo aiutarlo!
Perché pensi forse che anche noi non desideremmo a volte essere come tutti voi che uscite, vi divertite e così via? Il fatto che sembri “non preoccuparsene minimamente ” come dici tu, può essere vero…ma può essere anche una difesa, una specie di corrazza che uno innalza!
Una sorta di “superbia”, un nascondere un “non posso, non sono capace” dietro ad un “non voglio, non ne ho bisogno”!
Chissene importa se il paesetto parla! E’ vero che vivo in una città abbastanza grande e non conosco la realtà di un piccolo paese, però penso che non si debba farsi troppo influenzare da cosa dicono gli altri. Anch’io ho un fratello che è il mio opposto: esce, ha gli amici, si diverte…io no, tuo fratello no! E allora? Chi l’ha detto che tutti devono essere uguali? Fai la tua vita, non farti condizionare da ciò che pensano gli altri! Quanto a tuo fratello, non saprei cosa dirti: essendo nella stessa situazione, mi piacerebbe pensare che presto o tardi qualcosa cambi ma uno deve voler cambiare e in ogni caso, penso che da soli sia difficile farlo!
Non sentirti offesa, la mia lettera voleva solo farti vedere la stessa cosa da un altro punto di vista!
Margherita ha perfettamente ragione. Sisterdisperate, ovvero “sorella disperata”, dovresti metterti nei panni di tuo fratello e mostrargli un po’ di solidarietà invece di curarti della tua reputazione. Secondo te perchè tuo fratello è in queste condizioni? E’ messo così proprio perchè là fuori è pieno di gente che ragiona esattamente come te, basta che uno sia solo un pelo timido, un pelo sensibile e che abbia qualche difficoltà ad esprimersi e la frittata è fatta. Se poi le persone che dovrebbero obiettivamente aiutarlo (o quantomeno, capirlo) gli si ritorcono ancor più contro, cosa deve fare una persona in difficoltà? Spararsi?!?
Inoltre non capisco questi contrasti tra fratelli, insomma, io sono dell’idea che avere dei fratelli o delle sorelle sia un’opportunità in più, dovrebbe esserci affetto sincero e solidarietà. Io sono figlio unico e capisco ancora di più cosa significhi essere soli, ma sono dell’idea che se avessi avuto un fratello o una sorella più piccoli, li avrei coinvolti tantissimo e avrei tentato di condividere molte cose.
La solitudine è feroce e spietata, è un brutto male di questa società e non ci sono medicine o vademecum che possano curarla. Effettivamente nessuno si sceglie da solo di stare così, questa circostanza spiacevole si crea quando si è timidi, riservati, quando si teme di essere feriti o magari si vorrebbe evitare di esserlo di nuovo. Ci si isola perchè si ha delle difficoltà a crearsi dei punti di incontro, si trova difficile fidarsi delle persone o creare delle occasioni per socializzare. Inutile da parte degli altri sentirsi dire cose del tipo “massì, prendi, vai, esci, conosci… è facile!”, no, non è facile per niente, è facile per chi ci riesce. E’ un po’ come guidare la macchina, c’è chi è bravo e chi no, ci sono gli imbranati, ci sono quelli bravi e ci sono i piloti di Formula1, tutti abbiamo la patente però non siamo tutti abili allo stesso modo.
Bisogna anche dire poi che tutto dipende dalla zona in cui si abita, dalle opportunità che ci sono, dal fatto di poterle sfruttare o meno, tuttavia poco importa che uno viva in un paesino sperduto di montagna o una grande città, uno può comunque sentirsi solo e avere delle difficoltà. Non sta scritto da nessuna parte che uno debba per forza uscire, divertirsi come un matto ed essere pieno di amici, anche perchè gli amici del bar sono i primi a voltarti le spalle quando hai dei problemi, le amicizie che contano sono quelle vere e si contano sulle dita di una mano. Spesso e volentieri una persona sola, abbandonata, che non caghi nemmeno di striscio ti aiuta molto più volentieri e con maggiore iniziativa di tutti quegli “amiconi” che tanto ti fanno divertire e ridere.
Nemmeno io sono messo molto bene in campo sociale, però l’unica cosa che non mi rimprovero è che in passato ho sempre cercato di essere un buon amico, concreto e vicino alle persone in difficoltà. Non è colpa mia se il mondo è pieno di ingrati superficiali.
Ho 20 e sto per fare il secondo di università. A causa di vari motivi mi sono progressivamente allontanato dalle mie amicizie d’infanzia. Ho avuto solo compagni di scuola e niente di più. Pensavo che con l’università le cose cambiassero. Invece anche qua mi ritrovo solo con compagni di corso. Mi trovo nella stessa situazione, e il fatto che più mi demoralizza è che questa solitudine mi sta rovinando gli anni più belli dell’esistenza. Ormai nel giro della mia cittadina (quasi paese) non posso più rientrarci, i gruppi che si sono formati sono ormai stabili e mi sento uno sconosciuto. Basti pensare che già oggi penso al giorno della mia laurea: chi avrò attorno? Chi mi farà il cartellone? Cosa scriveranno della mia vita dai 15 ai 23 anni? Non pervenuto?….
Non penso neanche che cambiare vita cambiando città serva a qualcosa.
Comunque l’importante è non perdere la speranza e vincere sta dannata timidezza, mi ripeto a me stesso. Speriamo di recuperare in tempo.
Credo di capire il tuo stato d’animo poichè anch’io vivo nella stessa
situazione. Ho 19 anni, amici pochissimi che la maggior parte delle
volte non ci sono, non ho un ragazzo e ho finito adesso il liceo. Da
tempo volevo andarmene dalla piccola provincia in cui vivo, studiare,
fare l’università, ma a parte l’indecisione di una facoltà
convincente, non posso permettermi di andare a vivere fuori per motivi
economici. Dunque resterò, troverò un lavoro e mi piacerebbe dedicarmi
ad una delle mie passioni, ovvero la fotografia. Rispondo perchè
semplicemente ho paura, ho una paura tremenda del futuro, e di non
poter essere mai felice, di non poter condividere davvero i miei
pensieri, i miei sentimenti, le mie intuizioni con una persona da
amare. A dire il vero non so quanto amo neanche me stessa, mi sento
insicura, debole, scoperta, priva della necessaria autostima, ed il
più delle volte mi ritrovo a fingere, a mascherarmi anche se è una
cosa che odio. Mi scoccia quando incontro qualcuno che mi chiede come
stai dover rispondere bene bene tutto a posto, perchè no, non è tutto
a posto, non lo è affatto. Dunque se mi capita di essere, cosa
alquanto rara, in gruppo, tendo naturalmente ad isolarmi, a chiudermi
nei miei pensieri, nella mia testa, perchè è l’unico luogo in cui le
mie fantasie ed i sogni prendono vita, poi purtroppo però s’infrangono
contro una realtà che vedo quasi continuamente grigia, scura,
negativa, come una sorta di tunnel…per fortuna esistono la musica,
i libri, l’arte, il cinema (questi sono alcuni dei miei interessi) ma
sempre più spesso ho difficoltà a trovare qualcuno con cui condividere
i miei gusti, ed esiste la semplicità delle piccole cose, che ho
imparato a non odiare mai ma ad apprezzare. E’ difficile fare
amicizia( ed anche mantenerne una ) ed incontrare le persone giuste,
capaci di comprendere e non di criticare. Avrei tanto da raccontare e
da sfogarmi anch’io, perchè in due commenti su un blog non si possono
racchiudere storie ed episodi, emozioni e sensazioni, ma se vuoi
parlare con qualcuno, allora eccomi. Ciao
Ciao a tutti. Leggendo gli ultimi post mi sono reso conto di quanto problemi di questo tipo inizino presto e siano soprattutto legati ad ambienti molto comuni ai giovani, come la scuola.
La famiglia secondo me ha una responsabilità relativa, in fondo dovrebbe essere un ambiente che ci accetta e che ci vuole bene, troppe volte è assente ed è in questi casi che sorgono problemi coi ragazzi più scapestrati od incompresi, tuttavia per i soggetti più timidi e chiusi dubito che sia una fonte di solitudine e malessere.
La scuola, così come i luoghi di ritrovo, i luoghi di comune frequentazione, spesso tendono più a isolare e creare disagi al posto di incentivare l’incontro e il dialogo. Sembra paradossale, ma è così. Nella scuola un soggetto dovrebbe istruirsi e formarsi come individuo, ma non solo, dovrebbe avere delle opportunità di socializzare, farsi degli amici, questo però non è sempre scontato e in effetti ecco perchè ci sono già ragazzi che tra i 15 e i 20 soffrono già di solitudine, incomprensione, difficoltà a far parte di un gruppo oltre che a sentirsi accettati.
Ti capisco, caro Fab, per certi versi sembra che tu stia parlando di me quando scrivi. Fuori dalla scuola avevo pochi amici che crescendo si sono guadualmente allontanati, durante le superiori non ho avuto molti momenti di allegria perchè gli altri mi coinvolgevano poco ed io ero abbastanza timido, chiuso, poi all’Università si studia, ci si sbatte e anche qui bisogna diffidare da chi mantiene un rapporto con te per puro interesse. Non perderti d’animo, gli anni migliori sono quelli che arrivano quando sei davvero felice, pensa che io dopo 4 anni di studio mi sono beccato subito 3 anni di lavoro in trasferta, solitudine su solitudine, adesso ho 29 anni e sebbene non abbia avuto uno straccio di soddisfazione non perdo le speranze.
Cara Travelair, a te invece dico di non perderti d’animo e di coltivare a fondo le tue passioni, la fotografia è una cosa bellissima così come le altre cose che ti piacciono, musica, lettura, arte… Guarda che di persone così profonde e colte non ce ne sono molte e secondo me sei sola perchè sono gli altri a non capirti, sono gli altri a non apprezzarti, magari ce ne fossero di ragazze della tua età che hanno dei gusti del genere. Sei giovane e hai tutto il tempo per trovare delle persone con cui condividere tutto ciò, credimi, molto meglio fare quello che fai tu piuttosto che starsene fuori da un bar a fare i cretini.
Le persone come noi sono sole perchè ormai lo standard della società è bassissimo, privo di contenuti, privo di cultura, è ovvio che poi le persone più sensibili, colte e tranquille siano tagliate fuori. Però, cari ragazzi, pensiamoci un po’: vogliamo essere anche noi così?? Vogliamo veramente far parte di quella “massa” di pecoroni che si diverte uscendo, facendo casino, stando insieme come tanti idioti e che non ha un briciolo di cultura?? Io credo di no. Meglio soli a volte anche se è triste, meglio essere sè stessi, piuttosto che piacere a tutti i costi a quella marmaglia, anche perchè stare in mezzo a quei gruppi significa sentirsi ancora di più a disagio, ancora più soli. Inutile, la felicità non ha un format, la verità è che sono loro i diversi e sono loro la maggioranza, ma questo fa di noi, di voi, persone più rare e piacevoli.
Travelair, mi rivolgo ancora a te, so cosa si prova quando qualcuno ti chiede come stai e tu devi liquidare la cosa con un “Tutto bene dai” fatto di plastica, ti capisco, in quel momento vorresti mandare al diavolo chi ti fa quella domanda e urlargli “Sto male! Mannaggia! Non lo capisci che sono solo e senza nessuno da amare o con cui condividere qualcosa?? Tu come staresti al posto mio?!”, oppure vorresti scomparire, nasconderti, essere in qualunque altro luogo. Porta pazienza, non può piovere per sempre.
Ragazzi, ho speso diverse altre lettere in questo forum cercando di analizzare i mali della società e della nostra cultura, purtroppo la crisi in corso non è soltanto economica, è una crisi generica, di identità, purtroppo il mondo mediatico e dello showbiz, unito a tutto il resto, si sta divorando tutto e ci sta facendo diventare tante formichine tutte uguali e tutte atte a soddisfare piccoli bisogni futili e superficiali. Il nostro stato d’animo non è altro che il risultato di questo processo di autodistruzione, perchè in questo torpore culturale, o sei nella massa e ti sbatti come uno scemo, oppure ne sei fuori e sei solo, isolato, non importa quanto vali, purtroppo non lo puoi dimostrare perchè nessuno ti nota, nessuno ti dà un’opportunità. Cultura o passione verso qualcosa che non è “cool”, unito alla timidezza, ti penalizza, ti rende un soggetto appetibile a parole ma scartato nei fatti. Per me un fatto reale conta più di mille parole.
Ho 29 anni e sono più o meno nella vostra situazione, non so se sarò mai felice o se ne avrò la possibilità, l’unica cosa che vi dico è: NON MOLLATE MAI!!!
Un abbraccio.
Ciao Magirama, sono pienamente d’accordo con te per quanto riguarda il
tuo giudizio sulla scuola, più che un luogo di condivisione ed
integrazione, per molti si rivela essere esclusivamente un luogo di
diversità da cui restare escluso. La diversità è positiva ma quando
gli altri, muniti di pregiudizio e consenso dei “loro simili”, tendono
ad escludere, è difficile poi per l’escluso cercare di socializzare e
fare amicizie, in particolar modo se già di per suo possiede un’indole
timida ed introversa. Per me la scuola è sempre stata una sorta di
ostacolo, e sono state poche (e quasi mai buone) le persone e le
situazioni con cui ed in cui mi sono trovata pienamente a mio agio,
contenta e soddisfatta. Le scuole medie per me sono state un vero
incubo, che qualche volta ho sognato di notte in questi anni. E’ stato
un periodo in cui invece che crescere regredivo, temevo il confronto e
non riuscivo a fare amicizie, ad identificarmi, avevo paura dei
giudizi dei coetanei e ad un certo punto sono arrivata a non andare
più a scuola e a stare male anche fisicamente, non riuscivo più ad
uscire di casa se non per vedere la mia amica, che non capiva cosa
avessi perchè non parlavo, anche se mi è stata molto vicina. Anche i
miei genitori infine hanno capito e mi hanno aiutata, ed anche la
psicologa è stato un grande aiuto..poi la scuola è finita e sono
cambiata, ero come rinata, chi mi vedeva non mi riconosceva ed io mi
sentivo più forte, contro tutti, ribelle. Le superiori, appena finite,
sono invece passate tra periodi di cambiamenti, periodi in cui mi
sentivo forte e ribelle, e periodi in cui invece mi sentivo debole,
fragile come una foglia sbattuta dal vento, triste, senza fiducia e
senza speranza nel destino, e soprattutto la cosa più brutta è non
avere fiducia in se stessi, credere di non potercela fare ed essere
demotivati. E’ qualcosa di distruttivo e corrosivo, come un acido. Ora
sto passando un periodo del genere e mi pesa, mi pesa tantissimo,
perchè c’è il sole e vorrei uscire, stare nella natura con chi come me
l’ama, respirare e ridere, fare tardi la notte a parlare, ridere,
scherzare, riflettere, amare, ma vorrei farlo con qualcun altro perchè
da sola a volte mi sembra di farcela, di essere come un titano
coraggioso e pieno di sfida, altre volte mi sembra di cedere e di
soffocare, di ingoiare un macigno grossissimo, quello della
solitudine, che è bella e preziosa quanto forte e devastante. Quando
sto con gli altri mi sento sempre allertata, non riesco a stare
tranquilla, mi sento giudicata in continuazione…non ce la faccio più,
quindi preferisco starmene per conto mio. Io credo che il problema di tutto questo mucchio di gente simile a me che scrive da queste parti non sia il voler entrare a far parte della cosidetta “massa” ( che più che per trovarsi è un luogo in cui perdersi e perdere la propria unicità) ma sia l’impossibilità di ricevere la comprensione, ed interagire con qualcun altro per poter capire meglio se stessi, perchè ad esempio io, unicamente da sola, non ce la sto facendo.
Ciao Travellair, ottima analisi la tua. Riguardo la scuola siamo perfettamente d’accordo e ti posso garantire che abbiamo avuto esperienze analoghe. Pur essendo un po’ più giovane di me, hai vissuto una realtà pesante e difficile che anch’io a suo tempo ho passato, anzi, credo che oggi sia ancora più dura rispetto ai miei tempi, più passa il tempo e più le tecnologie inutili e le mode si evolvono, facendo però degradare il livello culturale.
Come dici tu, la scuola non è più un luogo dove formarsi e dove socializzare, innanzitutto perchè l’istruzione e i contenuti sono scadenti e scarsi, ormai si punta solo al pezzo di carta in un ambiente didattico non competitivo, ma poi appunto nascono solo diversità, pregiudizi, emarginaizoni.
Anche per me le scuole medie sono state difficili, sono stati anni di sofferenza e solitudine, le scuole superiori lo sono state altrettando ma in modo diverso, non ho mai avuto dei veri amici e spesso me ne dovevo stare per conto mio, volente o nolente.
E’ vero, si rimane un po’ vittime di quei gruppetti che si formano e che ti guardano dall’alto al basso, si tende a chiudersi in sè stessi, socializzare diventa un’impresa, anche perchè agli altri sembra naturale uscire, organizzarsi, stare insieme, tu che invece sei timido o che hai difficoltà a comunicare ti senti sempre un po’ “imbucato”, ti senti sempre a disagio, senza dimenticare magari le differenze di interessi, di usi e costumi.
Io penso comunque che tutto questo non sia solo un problema caratteriale nostro, ci sta, d’accordo, però è anche il modo in cui funziona questa società, io lo dico sempre che il livello culturale è ai minimi storici. Parlamo dei valori, parliamo della cultura, diciamo che è importante questo ed è importante quello, però poi nei fatti ci comportiamo in modo completamente opposto. Io giovani, intesi come ragazzi come noi, compresi tra i 20-30-40 anni, alla fine ce ne freghiamo di tutto perchè al di là di quello che diciamo ci interessa solo uscire, divertirci, la cultura è un optional, poi non voglio nemmeno menzionare quelli che si rovinano tra droghe ed alcool. Sempre più ragazzi scrivono in “italiacano”, si esprimono malissimo e le abbreviazioni degli sms sono il nuovo vocabolario, nessuno legge, nessuno studia le lingue, i musei o le mostre sono solo da sbadigli. Come pensiamo di integrarci in una società del genere?? Io francamente ci rinuncio!
Per questo ti dico di non farti venire storie o complessi, ognuno di noi ha dei problemi e ancora buona che noi ce ne siamo accorti, là fuori ci sono un esercito di pecoroni che non si rendono conto di far parte di un sistema, che non si rendono conto di essere tutti uguali, che vivono felici in una “bambagia” di cattivo gusto.
Coltiva le tue passioni, fai quello che ti senti, nella vita è meglio avere poche persone, ma buone. Se ti piace la fotografia mettici tutta la passione possibile, leggi, vai all’aperto a goderti dei bei posti che la natura ha da offrire, non farti inghiottire da questa necessità di avere accanto persone che non ti capiscono e che non ti apprezzano.
Ormai l’uomo moderno è l’esempio della futilità e della superficialità applicata agli atteggiamenti e alla necessità di beni materiali, l’italiano medio è un soggetto che crede di essere furbo perchè frega il prossimo ma non sa che nel frattempo l’ha già preso lui in quel posto, è ignorante, ottuso, dimentica gli insegnamenti in fretta. Si crede intelligente e istruito ma a malapena parla la sua lingua, si diverte a spiccicare due parole strampalate in una lingua straniera, si rallegra della propria ignoranza.
Vorrei specificare una cosa: l’ignoranza non è sapere o non sapere le cose, dopotutto è impossibile conoscere ogni cosa, l’ignoranza per me è non sapere nulla ma spacciarsi come saccenti, distogliere l’attenzione ironicamente da ciò che non si conosce o che si finge di sapere a menadito.
Per questo motivo, cara amica, ma mi rivolgo a tutti, bisogna godere della propria unicità, essere sempre sè stessi ed essere accettati per questo, coltivare a fondo i propri gusti e le proprie passioni, anche se non fanno tendenza. Diffidiamo dal desiderio di voler a tutti i costi far parte di una massa di m***a.
Mi viene in mente una battuta che ho sentito tempo fa… Un tizio dice: “Ieri sera ero trendy, sono andato in un locale cool, era tutto easy… Poi mi sono reso conto che non capisco una mazza di inglese…” Eccolo là!! Questo è un esempio, ironico si intende, della mentalità corrente.
Non abbatterti, vedrai che prima o poi la vita ti sorriderà e lo farà con grande gusto perchè avrai scelto di essere te stessa e non di mescolarti a gente che non è al tuo livello. Ricordati: sei tu che stai sopra, non loro!
Un abbraccio, se vuoi parlare o sfogarti, sono sempre qui.
Lo so, è difficile resistere ed impegnarsi a farlo restando completamente indifferente al clima culturale in cui viviamo, o andargli contro…comunque ho trovato casualmente questo sito e sono contenta di poter parlare di queste cose anche con altre persone, è da qualche giorno che lo frequento. Grazie Magirama.
Ciao a tutti ho 22 anni e anch’io sono tremendamente sola…non ho mai avuto una vita sociale particolarmente brillante un pò per colpa della mia timidezza un pò perchè i miei mi hanno portata in una città che non mi piace.durante l’adolescenza non ero completamente sola, di tanto in tanto mi capitava perfino di uscire in giro per i locali. una volta finite le superiori ho iniziato l’università e qui purtroppo non ho conosciuto molte persone,si sono instaurate soltanto delle conoscenze superficiali…purtroppo ho sempre l’impressione che la gente se ne infischi di farsi degli amici quando ha già la fortuna di averne degli altri.mi sembra un circolo chiuso dove non riuscirò mai ad entrare.le persone che mi circondano sono molto meravigliati del tipo di vita che faccio,specie i miei genitori.Infatti vado in vacanza con loro,al cinema con loro…quando loro non escono di conseguenza non esco neanch’io visto che non ho alternativa.la gente non fa altro che dirmi che sono bella ed è strano che non abbia un fidanzato o degli amici,come se l’essere belli aprisse le porte della socializzazione.sono stanca di essere derisa e additata come strana o fallita,se non fosse peccato mi sarei già tolta la vita tanto sto sempre chiusa in casa sto aggiungendo giorni alla vita ma non sto vivendo.mi rincuora sapere ke non sono l’unica
Ciao Travellair, purtroppo hai ragione, la difficoltà maggiore consiste nel tirare avanti tra impegni ed interessi personali cercando di rimanere indifferenti. Purtroppo continui a guardarti attorno e non puoi fare a meno di pensare cose del tipo: “Perchè a me non accadono certe cose? Cosa c’è che non va in me? Solo sfortuna o c’è dell’altro?”. Non si può restare soli ed essere felici, tanto meno si può fingere di esserlo comunque perchè restare indifferenti di fronte a una cosa del genere è impossibile.
Mi fa piacere che apprezzi questo forum, dopotutto il suo scopo principale dovrebbe proprio essere quello di confrontarsi e aprirsi al dialogo, come vedi già parlarne e discuterne significa sentirsi già un pelo meno soli. 🙂
Mi permetto di dire “benvenuta del club” ad Anna, anche lei ha voluto darci il suo contributo raccontandoci cose che purtroppo non sentiamo per la prima volta.
Cara Anna, già vivere in una città che non ci piace è dura, anche perchè la città (soprattutto se grande) paradossalmente rende difficile instaurare dei rapporti concreti, magari offre molti servizi ed opportunità, ma poca sostanza. Per dirti, io vivo in provincia e la qualità delle persone è leggermente migliore, però l’ambiente è talmente piccolo e modesto che si fatica a trovare degli amici con cui uscire costantemente, dall’altra parte della medaglia vedo un mio ex collega che abita a Milano, lui si lamenta perchè si incontrano tante persone ma di contro è dispersivo, sempre un “mordi e fuggi”, le persone sembrano prese come da una sorta di vortice.
Luoghi diversi, stessi problemi. E’ la società che sta male, questa è la verità, perchè la valutazione delle persone è sempre distorta, i modi e i meccanismi con cui le persone oggi si incontrano e si conoscono sono quasi ridicoli. I ragazzini fanno cagnara a scuola, i giovani escono nei locali a fare casino, gli adulti si sparano addosso tra vicini di casa, gli anziani soli sono e soli rimangono, emarginati e dimenticati pure loro.
Dicono che nessun uomo è un’isola, è vero, peccato che questo motto ormai sia diventata una bella frase da pronunciare che però non fa più nè caldo e nè freddo a nessuno, siamo chiusi in noi stessi e viviamo delle abitudini, siamo intolleranti, parliamo in un modo e agiamo in un altro, per questo i problemi sono sempre gli stessi e non si riescono a risolvere. E’ facile per molti dire “prendi, vai, fai, esci”, ma non è così banale come sembra.
Anna, ti capisco quando dici che se non esci coi tuoi sei sola e che passi molto tempo in casa, capita anche a me purtroppo ed è frustrante, lo so, soprattutto perchè magari in passato le hai provate tutte e non ne è andata dritta una, quindi ti senti impotente, hai avuto solo rapporti superficiali e poche conoscenze da approfondire. In genere una strategia è quella di “agganciare” una o due persone e uscirci, conoscere attraverso le conoscenze, allargare il giro andando in luoghi frequentati, però il tutto diventa fallimentare se questi soggetti non hanno i tuoi stessi stimoli o se lo fanno solo per farti un favore. Dici bene, coloro che hanno già amici sembrano non avere interessi ad averne uno in più, la frase “unisciti a noi” non esce quasi mai dalle loro bocche accompagnata da un minimo di disponbilità. A me piace pensare che siamo solo un po’ introversi noi, che abbiamo abitudini e idee diverse, che abbiamo incontrato persone sbagliate, anche se ripeto, non è dando consigli diretti su come fare che si risolve la questione.
Un esempio? Io gioco a tennis e oltre a piacermi è l’unico modo per parlare con qualcuno. A me viene naturale, anche da principiante prendevo già bene la pallina, invece quando vedo i principianti di oggi vedo dei bei lisci, è normale. C’è gente che fa i miracoli se la manda oltre la rete, io invece decido se colpirla in slice, in back, in top spin, se mandarla lungo linea o in diagonale, questo perchè ormai ho una buona tecnica. Socializzare è uguale: c’è chi ci riesce, bene e subito, chi invece ha difficoltà, chi decide che metodo adottare e chi non sa a che santo votarsi.
Anna, purtroppo la bellezza oggi giorno serve a poco, è pura apparenza, non è con quella che si socializza e sono sicuro poi che vuoi piacere alle persone per ciò che hai dentro, per ciò che vali. Anch’io penso di essere carino, poi malgrado tutto ho un carattere buono, tranquillo, un giorno mia zia mi disse “Sarà proprio fortunata la ragazza che ti sposerà…”, io volevo risponderle “Infatti c’è la fila… Zia, ma che c***o dici?!? Non lo vedi che non mi caga nessuna??”. Porta pazienza, tutti portiamo una croce.
Ragazzi, di recente hanno fatto il raduno delle Harley a Campione d’Italia e sono partiti proprio da Lugano, peraltro paralizzando il traffico… E’ venuta gente da tutto il mondo. Che ne dite?? Facciamo anche noi il raduno dei disperati cuori solitari??
Un abbraccio a tutti voi di cuore.
Cara Anna, sono di qualche anno più piccola di te ma, credimi, so bene
come ci si sente a vivere questa situazione con i genitori. La maggior
parte del mio tempo la passo a casa, e non fuori come il grosso dei
nostri coetanei, ed a volte mi sento addosso gli occhi di mia madre o
di mio padre, degli occhi stanchi forse di vedere che me ne sto sempre
più per conto mio, ed questo è pesantissimo tanto che vorrei dire
loro “ma che vuoi, che volete? vi faccio pena? ma allora v********o e
non mi guardare con quello sguardo corrucciato, come se stessi
guardando una persona malata”. Spero sia soltanto una mia sensazione,
ma quando accade di trovarmi in situazioni simili mi viene solo voglia
di rifugiarmi nel letto e piangere, contro l’incomprensione del mondo.
Spesso esco con loro anch’io, ma se ad esempio vanno da amici che
hanno famiglie con figli che escono sempre e di cui i classici
genitori hanno sempre da ridire sugli orari, sul fidanzato, sui soldi
che spendono e blablabla, evito proprio di andare anche dicendo che
non sto bene, perchè ‘ste chiacchiere proprio sono arrivata a non
sopportarle più…dover dire davanti agli altri ogni volta ” no non
esco molto, non ce l’ho il ragazzo”, “eppure sei tanto una bella
ragazza”, ma che me ne frega, è vero, la bellezza non conta proprio
niente, è questione oltre che di personalità e carattere, anche di
fortuna, fortuna ad incontrare la persona giusta in campo
sentimentale, le persone giuste in campo di amicizie. Comunque per
quanto riguarda il rapporto con i genitori, spesso non riescono a
comprendere, a capire la mia sensibilità e quindi o mi “deridono”
oppure mi ignorano, e soprattutto con mio padre, che è un tipo
abbastanza pratico e concreto, ogni giorno è difficile andare
d’accordo, e credo che più passi il tempo peggio sia.
Per il raduno proposto da Magirama io ci sto! Un saluto
in questo periodo mi sento particolarmente giù,mi pesa molto vedere che tutti hanno dei progetti per la loro estate e io invece passo le giornate a studiare e a guardare film su film,inoltre i rapporti con i miei genitori si sono fatti particolarmente tesi mi sento abbandonata da loro!hai ragione Travelleir i genitori non riescono ad immedesimarsi,non hanno idea di cosa voglia dire vivere in questo modo…mia madre è convinta che se uscissi con la macchina per conto mio risolverei gran parte dei miei problemi.ma che esco a fare da sola?Magirama tu almeno giochi a tennis,io invece ho messa una pietra sopra all’idea di andare in palestra tanto già so che rimmarrei in un angolino anche lì.devo ammettere che mi manca il coraggio di avventurarmi in situazioni nuove,ma so anche che lo sforzo sarebbe vano
E’ sera, Anna, ed i miei hanno invitato degli amici a cena…sai dove
sono ora? in camera, per terra, poichè mi hanno anche sfrattato l’
unica sedia che avevo in camera per farci sedere qualcun’altro. Sono
fuggita appena dopo aver finito di cenare perchè già c’era qualcuno
che proprio non poteva trattenersi dal fare battute o frasi che non
sono simpatiche sul fatto che non ho un ragazzo…che cavolo guarda.
In questo momento prenderei la macchina, l’unica cosa è che non so
dove potrei andare, forse potrei raggiungere un luogo poi fare marcia
indietro ed andarmene, ma l’unico problema è che non ho la radio per i
cd e non mi va di sorbire il silenzio, forse il mio silenzio, perchè
già ci passo troppo tempo assieme. E poi i miei mi chiederebbero, ma
che strana, ma dov’è andata? sparisce così…Comunque,riguardo il
tempo libero (e noi ne abbiamo pure troppo), la palestra te la
sconsiglio proprio, io non sarei capace di stare in una stanza così
chiusa e puzzolente in mezzo a gente che emette suoni alquanto ambigui
ad ogni sforzo muscolare che fa, e ti guarda o ammiccante o
squadrandoti dall’alto verso il basso…Sono un po’ di anni ormai che
frequento un corso di teatro, pur se ho perso ormai l’entusiasmo e
l’allegria che avevo durante i primi tempi, ma per me ha rappresentato
l’unico hobby con il quale stare a contatto con gli altri, al di fuori
dalla scuola, più o meno come il tennis per Magirama. Quindi forse
dovresti provare a capire quali sono le cose che ti appassionano, che
ti piacciono, e magari iscriverti a qualche corso. Lo so è difficile,
però magari si potrebbero incontrare altre persone simili che sono
spinte da motivazioni simili alla tua. A me è capitato ed ho
conosciuto un’amica speciale, con cui ho parlato di cose che non avevo
mai detto a nessuno prima, e tutto è venuto spontaneo, naturale,
proprio perchè eravamo simili e ci siamo trovate. Poi però, essendo
lei più grande, già fidanzata e lavorando tutto il giorno, non ci
vediamo mai…Anch’io sto passando un periodo di sconforto, sento
tutti che progettano le loro vacanze a Gallipoli, in Grecia, in
Spagna…tutti felici, tutti amici…prima o poi lo farò pure io, a
costo di partire da sola con la macchina fotografica al collo e lo
zaino in spalla. Viaggiare è una delle poche cose per cui vale la pena
di continuare a vivere forse, una di quelle poche cose che mi fanno
sorridere e mi fanno venir voglia di essere parte dell’universo..
Ciao Travellair, ciao Anna, ciao a tutti. Purtroppo capisco il vostro stato d’animo e mi rendo conto che questo periodo in particolare sia difficile, vedete gli altri che hanno un certo stile di vita, che fanno progetti, vi sentite un po’ oppresse perchè tutto ciò che vorreste è divertirvi un po’ anche voi ed essere vicine a qualcuno. Noto che state facendo un elenco di circostanze e situazioni spiacevoli, ci sono passato anch’io, per esempio anche a me capita di avere parenti a cena e sentirmi fuori luogo coi miei problemi, un po’ come te, Travellair. Posso anticipare un altro esempio?? S.Valentino… Come vi sentite in questo giorno?? Non ditelo perchè già lo so. 😉
Cara Anna, non voglio assolutamente criticare le tue scelte, ma paradossalmente credo che la palestra sia un pessimo ambiente. Ci sono andato anch’io, non ho conosciuto nessuno e non mi sono minimamente trovato bene. Oltre ad essere noiosissima, è piena di gente perfettina, maniaci del fitness che non sono dei veri sportivi, sono solo dei fissati col fisico. Io ritengo che gente già così complessata non può aiutarti nei tuoi complessi… Se accetti un consiglio, pensa a un vero sport, io per esempio ho ripreso a giocare a tennis: è divertente, incontri persone nuove, lo fai per il corpo ma anche per lo spirito. Passi per il tennis ma anche uno sport di squadra, non ci credo che nella tua città non ci sia nulla. Puoi giocare a basket, a volley, a calcio, figurati che nel mio paese c’è persino la scuola di vela… Non serve essere dei fenomeni, basta stare con gli altri. Oppure, se non ti piace lo sport, hai mai pensato di imparare a suonare uno strumento? Sono piccole cose, ma è da qui che si inizia. Lo so che i giovani non hanno molti interessi simili, ma in questi ambienti puoi conoscere persone interessanti.
Ragazze, vi dico una cosa e vorrei farvi capire che non dobbiamo lamentarci più di tanto, per un istante, pensiamo a chi sta peggio. Domani la mia nonna paterna compirà 83 anni, stamattina ha telefonato per darci una notizia che ci ha molto allarmati, dovete sapere che lei vive sola, purtroppo è caduta per terra e non riusciva a rialzarsi. Mio padre è corso da lei e oggi pomeriggio sono andato a trovarla in ospedale, le lastre parlano chiaro: frattura del femore. Domani mattina la opereranno e poi inizierà un lungo periodo di recupero e fisioterapia.