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Violenza psicologica

  

Quando la nostra storia è iniziata, venivo da un periodo tumultuoso (storie finite male, lavoro in bilico) e gli ho detto “Non ho molto da dare, parto affaticata, scusami”. Come dire “Per favore, rispetta i miei ritmi”. Come se l’avessi invitato a infierire. All’inizio lui è devoto, si dichiara innamoratissimo subito (avrei dovuto insospettirmi, ho preferito lasciarmi avvolgere) , mi convince in fretta a superare le resistenze dovute al fatto che non lo trovo attraente come gli uomini con cui mi ero relazionata in precedenza. Le cose partono alla grande, certo, l’impeto iniziale e la presenza costante su telefono e email mi fanno sentire un po’ privata dei miei spazi, ma mi pare ne valga la pena. Mi sto innamorando anch’io, conquistata dalla sua tenerezza, dalla presenza, dalla promessa di costanza. Dopo pochissimo inizia a mostrare molto più di un caratteraccio: ogni uscita è rovinata dal suo odio aprioristico per chiunque, davanti ai miei amici mette il muso mettendomi in imbarazzo, ha atteggiamenti di rabbia che lo rendono “simpatica macchietta” agli occhi di chi lo vede una volta ogni tanto, ma che per me sono un lento logorio. Ogni occasione di chiacchiera leggera o frivola è stroncata: l’attenzione deve essere su di lui, su quanto è sfortunato. Io vengo continuamente accusata di essere superficiale, “come tutti gli altri”, di flirtare con persone che in realtà nemmeno oso guardare. Mi isola, mi controlla, mi soffoca, ma lo fa in modo subdolo. Mentre a parole mi racconta cose come “Tu sei la mia farfalla. Io ho una brutta vita ma tu devi volare”. Di fatto cerca di ogni modo di bruciarmi le ali, già faticosamente costruite. Di fronte all’evidente irragionevolezza di certe sue reazioni (mia domanda “Andiamo al cinema? “, sua risposta, istantanea e rabbiosa: “Certo! E il cane dove lo metto? Fosse per te lo dovrei abbandonare! E poi il cinema è alle otto, dovremmo mangiare fuori, io non ho un soldo, ma a te che importa? Bisogna andare a vedere film orrendi solo perché di moda altrimenti hai paura di restare fuori dal giro… ” e via così. E così per ogni cosa) , anzi che ignorarlo o ridergli in faccia, commetto il grande errore di entrare nel merito, spiegare, di fatto assecondare il suo bisogno sterile di litigate morbose. Una volta ci siamo scritti 10 mail, in un crescendo di drammaticità, solo perché gli ho proposto di andare con degli amici a prendere il gelato, e io cercavo di capire perché la cosa lo facesse sentire insultato. In tutto ciò, lui si dipinge come l’essere più sfortunato della terra, solo, povero, disoccupato, sempre a un passo dal suicidio, fortuna che ci sono io… E dopo i suoi attacchi di rabbia (per cui è in cura da una psicologa) , crolla, piange e io lo devo consolare. Io nel frattempo ho una reazione: da un lato, non me la sento di lasciarlo per le ragioni di cui sopra, per la paura di restare sola e, me ne rendo conto solo ora, perché è così pressante e carismatico da avermi tramortito (è problematico, ma tutt’altro che stupido e sa come tenerti al guinzaglio) . Dall’altro, il mio corpo si ribella: ci frequentiamo, ma niente più rapporti. Io vivo sospesa sperando o che lui cambi e mi riconquisti, o di trovare il coraggio di lasciarlo. Passano pochi mesi, ma sembrano anni. Nel frattempo ogni volta che cerco di stare bene, appena lo sento ho l’impressione di affossarmi. Faccio due bei giorni da un’amica a Barcellona, e appena torno fa in modo di provocarmi in ogni modo possibile fino a farmi esplodere, e poi implodere. Costantemente cerca di affossarmi, colpevolizzando ogni mio singolo istante di pseudo-serenità. Lo imploro di essere più leggero, gli spiego che io sono una persona già complicata e ho bisogno di ridere, sorridere, per affrontare la vita, che già mi ha ferita in precedenza. Cerco di spiegargli che ho imparato da poco che ho diritto alla felicità e alla serenità, e che lui non può sempre “sgridarmi” perché voglio cose semplici come un aperitivo con gli amici. Ma lui non fa che rovesciarmi addosso pessimismo, negatività, rabbia, autocommiserazione. E sensi di colpa. Finalmente prendo il coraggio di lasciarlo, e la cosa si trascina per qualche settimana, in cui io, sempre più dimentica delle mie esigenze e proiettata sulle sue, faccio di tutto per fargli comunque sentire la mia presenza e il mio affetto, perché lui non fa che ricordarmi che ormai la sua vita non vale più niente, dunque io mi sento quella che sta per dargli il colpo di grazia. Controllo facebook per assicurarmi che non sia troppo depresso, chiedo agli amici comuni di stargli vicino visto che allude al suicidio. E più mi preoccupo per lui, più lui ne approfitta per farmi sentire in colpa. Finché a un certo punto capisco che è troppo, che lui continua a controllarmi in questo modo, a comparire con messaggi pieni di dolore appena io oso pensare ad altro. E taglio i ponti. Ma crollo io. Mi sono rifugiata dai miei genitori in un’atra città (per fortuna ho l’estate libera) , ma sto MALE. MALISSIMO. Improvvisamente capisco tutto, la morbosità del nostro rapporto, la fatica che mi sono imposta di seguire ogni santo giorno i suoi ragionamenti perversi, l’eco delle accuse che mi venivano continuamente rivolte solo perché cercavo di non essere infelice. E ora sono pesante, pesante come un pezzo di piombo, incapace di fare progetti. La sua negatività mi ha avvolta. Mi sembra di essere stata mangiata. E sono piena di sensi di colpa: verso me stessa. Dovrei sentirmi sollevata, finalmente libera di volare. Ma non è così. Sono spossata, è come se i miei nervi e la mia affettività fossero stati così costantemente strattonati da non lasciarmi più le forze di fermarmi e gioire. Adesso non ho la forza di fare nulla, né la voglia, soprattutto. Nel giro di una settimana mi sono trasformata in un vegetale. Faccio tutto in modo assente, automatico. Vorrei solo dormire. E non riesco a smettere di ruminare, rimuginare sulla storia passata e gli errori (psicologici) commessi. Mi sento danneggiata. Come se mi avessero strappata via da me stessa- E ho l’impressione che non mi riprenderò mai più- È questo che si prova dopo la violenza psicologica? Bastano pochi mesi a ridursi così? Come posso uscire da questa certezza di essere senza speranza alcuna di riprendermi? Sono spaventata, molto. In passato ho già sofferto di depressioni, e questa non mi ci voleva.

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14 commenti a

Violenza psicologica

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  1. 1
    alberto42 -

    sei solo un po’ confusa…non sentirlo più…il silenzio ti racconterà che nonostante tu forse non l’amavi hai cercato di stargli vicino, hai fatto il possibile ed anche di più!

  2. 2
    Joje de vivre -

    Ciao,
    le tue parole sono molto toccanti e solo chi ci è passato può comprenderle fino in fondo. Ma io ne sono uscito, mi è capitato circa tre anni fa. Per cui, se ti va di parlarne, lasciami la tua mail così ti scrivo.
    A presto.

  3. 3
    thecat -

    Sì joie de vivre, scrivimi per favore: marinanasi@gmail.com

  4. 4
    elisabetta -

    E’ un Narcisista distruttivo e i suoi sono appunto ricatti psicologici, non amore!

    Hai fatto bene!!! Non sentirti in colpa o finirai tu per suicidarti!

    Sul web si trovano centinaia e centinaia di articoli dedicati a questo distrurbo psicologico e agli effetti devastanti su chi circonda le persone che ne sono affette!

    Stai attenta!

  5. 5
    remo -

    E’ un ragazzo con disturbo bordeline con tutto cio’ che ne consegue. Prendere o lasciare.

  6. 6
    Andrea74 -

    @thecat/Marina: 11 anni con una donna che ammetteva di avere problemi gravi di controllo dell’ira e di dediderare un aiuto psicoterapeutico. Aggiungo, anche se l’interessata non ammetteva questa parte, che soffriva gravemente di manie di persecuzione. Una paranoia costante, convinta che tutti avessero come primo scopo della giornata quello di nuocerle! 11 anni di violenze psicologiche, soprusi, prepotenze, angherie. 11 anni di rinunce, delusioni, insonnia, sensi di colpa. Ho sfiorato l’alcoolismo, ma quando mi veniva la sbronza cattiva, gli scoppi d’ira li avevamo tutti e due. 3 anni fa è finita.

    Adesso? Ho un’altra compagna, il triplo degli amici che avevo prima, la panza da alcool sta calando sempre di più (ma non sono diventato astemio, l’aperitivo a Milano è sacro!). Ci vogliono mesi, per i più fragili anche un paio d’anni, ma se ne esce, sta tranquilla.

  7. 7
    uffastrauffa. -

    Anche io leggendo avevo l’immagine di un bordeline. Ritieniti fortunata per un duplice motivo (rispetto me): 1) sei riuscita a tagliare i ponti 2) a me è capitata una nevrotica ossessiva (disturbo-ossessivo compulsivo). la cosa peggiore? come riescono a farti sentire in colpa loro (persone con disturbi simili) non ci riesce nessuno. ti prendono, ti usano per soddisfare il loro inconscio senso di distuzione. ti distruggono. ti limitano. ti fanno sentire mancante. e poi? poi sono loro che soffrono, sei tu che non li capisci, li tratti male e preferisci gli altri. beh…ritieni fortunata. io sono arrivato a livelli bassissimi. ho basato la mia (seppur breve) vita (24 anni) su ideali quali il rispetto e la non violenza ad ogni costo. non ho mai alzato una mano manco per scherzo. ma con lei più volte sono stato sul punto di pederla la pazienza, avrei voluto sbatterla con la testa al muro. mi sono limitato a sbattere i pugni sul volante! vivo costantemente con la paura di lasciarla: è sola (i genitori non credono che la sua sia una malattia…ma semplicemente che è scema), è sfortunata, cambierà, è in cura, potrò essere felice insieme a lei, la voglio/devo aiutare. tanto poi le cose si aggiustano. e in realtà a rovinarmi sono io: via quasi tutti gli amici, via i sabato in discoteca (lei è stanca, lavora tutta la giornata di sabato), via il sogno di andare a studiare in francia. beh…alla fine mi viene il dubbio….quanto sono masochista? quanto ci godo a star male?
    brava! credimi sei riuscita a liberartene in tempo. adesso ci soffri e le cicatrici che ti fermi a guardare fanno male…ma adesso devono solo sanarsi…hanno finito di rompersi. e credimi si risaneranno…non sei tu ad essere sbagliata! ciao e scusa lo sfogo!

  8. 8
    Yumi -

    Thecat, io sto passando la stessa tua situazione ora. Dopo 3 anni e mezzo sono stata lasciata dal mio ex dopo di che ho iniziato a frequentare un ragazzo che mi consola, mi fa stare “bene” quando tutto mi sembrava crollare addosso. Si faceva sempre sentire, voleva stare con me. Dopo qualche giorno però inizia a mancarmi il fiato, lui che mi inizia a chiedere” con chi sei? cosa fai? quando torni? Chi è quello?”
    Mi sono sentita soffocare e dopo 2 settimane ho deciso di tagliare sia perchè non me la sento di ricominciare una storia importante sia perchè mi opprime già adesso. Comunque ho raccolto il coraggio e gli ho detto che mi deve lasciare i miei tempi, lui non ha capito. L’ho allontanato dicendo che ora NON è possibile.
    Lui ha iniziato a piangere, a dirmi che non ce la può fare senza di me perchè in anche solo 2 settimane gli ho cambiato la vita, che non riesce proprio a lasciarmi “andare”.
    MA COME PUOI AFFEZIONARTI IN 2SETTIMANE A TAL PUNTO, DOPO CHE SAI CHE STO CERCANDO DI DIMENTICARE IL MIO EX?

    Boh..ce ne sono proprio tanti di ragazzi strani!

    Comunque Thecat, raccogli le forze e vai avanti. Non puoi stare con persone che ti tappano le ali! Coraggio 🙂

  9. 9
    Andrea74 -

    @Yumi: ma tu come accidenti fai anche solamente a paragonare la situazione di Thecat alla tua?!? In 2 settimane hai già capito che si tratta di un ragazzo con personalità borderline?

    Abbi rispetto per chi ha davvero dei problemi, tu hai fatto semplicemente l’errore di metterti con qualcuno pensando ancora al tuo ex. L’errore è tuo, non di un ragazzo magari anche innamorato che all’inizio di una relazione fa qualche sbaglio.

    Tu vivi “la stessa situazione” di Thecat?!? Parli di cose che non conosci, hai perso una buona occasione per stare zitta ed evitare una figura di m..

  10. 10
    Yumi -

    Andrea, non sono una folle o una che non riesce a star zitta. Io ho sintetizzato la cosa. Se mi “permetto” di paragonare le due situazioni è perchè so quello che sto passando e che ho passato e SEMPLICEMENTE mi sono un po’ rivista nella sua storia temendo proprio che potesse accadermi una cosa del genere.
    Ho sbagliato a scrivere “sto passando la stessa situazione”, questo si. Ma ci assomiglia.
    Tu impara l’educazione che è alla base di tutto.

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