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Come vincere la solitudine e non entrare in depressione

di mik69

Riferimento alla lettera: Sono in grossa difficoltà mi ritrovo ormai alla soglia dei 40 anni con un divorzio alle spalle e una convivenza molto complicata e tre stupendi bambini. La mia compagna attuale che amo molto si trova in un periodo difficile dopo la perdita del padre ha deciso di fare ordine nella...
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Data di pubblicazione: 19 Febbraio 2008.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia

95 commenti

  • 51
    francy -

    Ciao Claudio..Quante storie di vita’ vissuta in questo sito,alcune ti rallegrano,ti fanno inc..,ti rattristano,con altre passi oltre..mi sono fermata qui’nella “tua”.Capisco il tuo stato d’animo..rimettere a posto un cuore a pezzi e’ un compito molto duro.Da fuori,sembrava che io avessi superato tutto e che la fine della mia relazione avesse fatto bene a entrambi,ma era solo una farsa..Avere il cuore a pezzi e’ come avere le costole fratturate,scusa paragone,dal di fuori sembra tutto a posto,ma a ogni respiro vorresti urlare di dolore.Diciamo che le mie costole sono rimaste fratturate per un bel po’.Sono stata dove ti trovi tu ora,incapace di accettare l’idea che la mia vita non stesse andando come avevo previsto.La cruda verita’ che le rotture ti mettono di fronte a una scelta:affogare o nuotare.Io ho cominciato piano piano a risalire a galla,ora il mio respiro e’ tornato normale,ho imparato ad amarmi.Posso dirti che puoi amare i tuoi amici,la tua famiglia,qualsiasi persona che incroci nel tuo cammino,ma se non impari che devi amare te stesso,piacerti,e mettere tu stesso prima di tutto per poter trovare la relazione sana,amorevole e duratura che si cerca.Cosa significa amarsi veramente,in primo luogo sentirsi completi anche da soli,la mia crescita emotiva e il mio benessere parte da me,non da qualcun altro,e lo cerco in me,non per qualcun altro…Nell’amore cerco condividenza..Un augurio di cuore..ciao

  • 52
    Claudio -

    Ciao Francy grazie per le tue parole nel mio precedente messaggio causa mancanza di spazio ho raccontato solo una parte della mia vita vissuta c’è stato ancora tanto dolore che ho dovuto sopportare dopo la mia sofferta esperienza matrimoniale! Mi fermo qui perchè ci sarebbe da piangere! Purtroppo non ho altri da amare se non me stesso come ho detto non ho nessuno, quindi cerco di amarmi per quanto posso ma la mancanza di qualcuno accanto a cui poter riversare e ricevere amore mi pesa oltremodo a volte mi sento sull’orlo del baratro, così cerco di sfogare la mia frustrazione scrivendo qui e là e come un voler espellere il dolore che sento dentro ma mi rendo conto che non è sufficente. Questa mattina mi sembrava vedere il mondo con altri occhi mentre questa sera mi sento in una maniera indescrivibile, so già che avrò difficoltà a prendere sonno, mi rivedrò davanti tutti gli spettri del passato non trovando una giustificazione a tutto il male ricevuto e anche colpevolizzandomi, è una tortura come girare il coltello nella piaga!
    La mia è una via crucis che non arriva mai al calvario..è una cosa terribile…a questo aggiungi la mia assoluta solitudine,
    Per questo a volte penso alla fine come a un sollievo definitivo,

  • 53
    francy -

    Ciao Claudio..Il passato e’ passato,frase scontata ma giusta,e’ il presente che si vive ora.Molti di noi hanno un sistema di pensiero basato sulle esperienze passate, e alle volte cio’ che vedi e’ cio’ che ricevi.Devi cambiare il tuo triste modo di pensare,questo significa lasciar andare paura,rabbia,colpa o dolore ed anche lasciar scivolare via il passato con tutte le sue paure che manteniamo vive prolungandole al presente e al futuro.Sei sicuro che tutte le tue fragilità’,non sia solo paura che il passato si ripeta?Quando pensiamo o siamo stati feriti da qualcuno nel passato,costruiamo delle difese per proteggerci dall’esser di nuovo feriti nel futuro.Non possiamo amare quando abbiamo paura..Modifica il tuo modo di pensare,cerca di pensare che ogni giorno da una buona occasione per sorridere…ed un’altra occasione per tornare ad amare..Ho letto questa frase che ti lascio:”E’ meglio accendere una piccola candela che maledire l’oscurità'”

  • 54
    Emanuele -

    Come vi capisco. Saluti

  • 55
    frank -

    Ciao,che dire:è il grosso male che attanaglia tutti noi.Viviamo per qualcuno ma non per noi stessi e quando ce ne rendiamo conto è troppo tardi il più delle volte,Io personalmente ho perso sei anni della mia vita e il buco creatosi si sta rivelando insuperabile..Forse sbaglio ma credo che tutto ciò ponga seie riflessioni.

    Ciao,se qualcuno vuol fare due chiacchere io ci sono.

  • 56
    Mario -

    In effetti la solitudine ha diverse origini, il tipo di lavoro, (ad esempio il caso di chi si sposta frequentemente), l’abbandono da parte del Partner, l’invecchiamento, che comporta la perdita di maggiori possibilità di contatto rispetto l’età scolare.
    Tuttavia è un “tarlo” non tanto fine a se stessa, ma perchè sai che nessuno Ti pensa, che non hai un numero di telefono da comporre nemmeno per dire ciao come stai?Questo ovviamente non è tanto il caso del lavoratore sovente in viaggio,e che magari ha famiglia a casa, ma piuttosto del Soggetto che ha perso per vari motivi il Partner, gli amici, che ha poco tempo per dedicarsi agli hobbies.Come uscirne?
    A volte a tutto cio’ si associa magari un lavoro stressante, la perdita dei genitori o il ricovero dei medesimi in Case di degenza, che comporta ulteriori impegni nel poco tempo libero.
    E’ dura,peraltro occorre anche usare un briciolo di prudenza per evitare di allacciare rapporti con persone che tendono a “sfuttare” questo fenomeno per trarne vantaggio.
    Ditemi la Vostra

  • 57
    Nuccia -

    mi fa davvero specie sentire una persona di soli 40 anni che dice di essere solo, di non avere nessuno ma “solo” tre magnifici figli!
    Ci sono situazioni tristi nella vita ma la capacità di adattarvisi è fondamentale … non ho raggiunto la serenità di una pace familiare ma ho tre bei figli che hanno bisogno di me ed io DEVO essere sereno per loro, perchè devo trasmetttere loro sicurezza e gioia.
    Per prima cosa, quando si mettono al mondo dei figli, si deve pensare a loro; prova a pensare che siano loro il tuo obiettivo, cerca di sentire gioia per il fatto che loro esistono e metti te stesso in secondo piano … vedrai che a poco a poco oltre alla loro felicità, ti rasserenerai e riuscirai a trovare anche la strada giusta per ritagliarti un tuo spazio di vita. NON PIANGERTI MAI ADDOSSO!

  • 58
    bianca -

    è un male comune.difficile uscirne.non si sa’ neppure con l’aiuto di chi.quando sei nel tunnel la luce non si vede.E’ come se il mondo all’improvviso perdesse senso e tu con lui.Ti chiedi pero’ quale è quello vero.di mondo intendo.

  • 59
    silvana -

    Quando si ha la depressione bisogna avere il coraggio di farsi aiutare, andare da uno specialista e prendere, senza vergognarsi, le medicine seguendo i consigli del dottore. Questo è solo il primo passo per aiutarsi poi ci sono dei gruppi molto validi di Auto Mutuo Aiuto, dove conosci persone che hannoa vuto il tuo stesso uguale identico dolore e qui ti raffronti ed impari ad accettare il tuo dolore. Da qui in poi ricomincia la tua ricrescita, impari ad accettare i cambiamenti. Non si può più essere uguali a prima. Si cambia si diventa un’altra persona. A tutti i costi impari che devi farlo perchè questa è la vita. Tutto cambia tutto si muove……….bisogna imparare ad accettare i cambiamenti anche i più dolorosi. Questa è la sopravvivenza. Ciao a tutti.

  • 60
    Claudio -

    Ma per favore!!! Le medicine si prendono quando si è malati!! Qui si stà parlando di come vincere la solitudine e non cadere in quella normale depressione che ti colpisce perchè ti accorgi di quello che è diventato il Mondo!! Il cuore è stato sostituito dal portafoglio, tutto è mercimonio, non esistono più valori, la famiglia, l’amicizia disinteressata ecc. non si fà altro che riempirsi la bocca della parola “solidarietà”, ma dov’è questa solidarietà?? A proposito di gruppi di mutuo aiuto tempo fà mi ero interessato per frequentarne uno qui a Roma, bene si richiedevano a ciascun partecipante 20 euro ad incontro (durata circa un’ora) trovandomi in difficoltà economiche (agli organizzatori non importa nulla) non ho potuto partecipare così non posso giudicare circa la loro utilità, ma una cosa è certa aiutano sicuramente le finanze di chi li organizza, alla faccia della solidarietà!!

  • 61
    frank -

    In questo mondo che viviamo non si esce da questo male chiamato depressione ne con medicine ne con la solidarietà di altri che peraltro è assai rara da trovare.Non si esce con medicine varie che hanno una funzione temporanea.Bisogna secondo la mia esperienza personale di chi il fondo lo ha toccato in più di un occasione,individuare la causa e affrontare il problema anche a costo di sembrare degli idioti agli occhi di chi non sa..Poi bisogna darsi degli obiettivi veri e concreti anche assurdi se volete,ma che siano per se stessi,esclusivamente per se stessi.Non sarà per nulla facile e richiederà una forte forza di volontà,ma se non si esce da soli dal tunnel si va poco lontano.Parlo per esperienza personale.

  • 62
    ventolibero -

    Cara Silvana, posso permettermi di esortarti ad essere più prudente nel “consigliare” percorsi terapeutici che si potrebbero rivelare inopportuni se non dannasi? Mi sembra che qui, su questo sito, alle volte si parli di farmaci, di psicofarmaci, con una tale leggerezza e con un tale semplicismo che lasciano davvero perplessi e sgomenti, ancor più chi, come me, essendo del mestiere, ha ben presente la quasi totale inefficacia ( e su quel residuo di “efficacia” si potrebbe aprire un discorso ad hoc…) di queste sostanze, ad azione sintomatica, ma che certo nulla possono sulle vere ragioni di ogni star male. Concordo poi con Claudio nel fare le ancor più giuste e opportune distinzioni: ormai si parla con troppa facilità di depressione, che è una condizione di malessere profondo e invalidante, e chi ne soffre non ne ha consapevolezza, e quindi non viene a dichiararsi tale su un sito internet!
    C’è da dire poi, che nelle forme depressive di origine prettamente psicologica, ad esempio la tristezza che nasce dalla perdita di una persona cara o dall’esistenza di conflitti di ogni genere, i farmaci antidepressivi non servono, e sono anzi dannosi, per ragioni che potremmo anche aprofondire se lo volete. Oggi si tende a immergere in un calderone unico depressioni di ogni genere; si parla di un 18-20% della popolazione che almeno una volta nella vita attraversa esperienze di questo tipo, ma nella loro stragrande maggioranza le depressioni non hanno fondamenti biologici: quelle che hanno cause fisiche non superano lo 0,3-0,4% di una popolazione. Gli antidepressivi modificano un nucleo estremamente circoscritto di patologie, e non possiamo estendere il discorso, è davvero molto pericoloso farlo!
    Non c’è fine alla tentazione di estendere gli antidepressivi a ogni forma di vita che non sia quella della gaiezza e dell’euforia, le sole emozioni che sono ormai tollerate nella vita di ogni giorno.
    Nella mia pure breve e iniziale esperienza di psichiatra, sto constatando, che c’è un enorme bisogno di dialogo e di ascolto, e non di medicine inutili e dannose…! E questo vale per le psicosi come per le nevrosi depressive! Della larga diffusione e del sempre più marcato consumo di psicofarmaci (e spesso la degenza in Spdc è l’esordio di queste assunzioni…) quelli che davvero ne guadagnano, e ne ricavano utilità, sono gli squali rappresentanti delle più agguerrite e avide case farmaceutiche!

  • 63
    ventolibero -

    Case farmaceutiche che nemmeno si curano di rendere noti gli effetti collaterali di alcuni principi attivi di queste sostanze psicoattive a carico di tutto il resto dell’organismo umano. C’è un farmaco ad esempio (di cui non faccio il nome, ovvio…), un neurolettico, cioè un antipsicotico oggi molto usato nei reparti di psichiatria come pure nei centri territoriali, per la “terapia” delle sindromi psicotiche non solo schizofreniche, ma anche del bipolare come pure del disturbo borderline di personalità (che non è psicosi), che è stato dimostrato, da studi scientifici, essere causa di diabete indotto, alterando i cicli metabolici degli zuccheri e la funzionalità pancreatica. Quindi, davvero, facciamo attenzione a parlare con tale leggerezza, anche per le difficoltà prettamente psicologiche, evitando altresì di far passare il messaggio, magari in modo inconsapevole tra l’altro, che certe difficoltà del vivere, o certi comportamenti dissonanti dal comune modo di essere al mondo (vedasi le psicosi) ad altro non possano essere riconducibili e riducibili che ad alterazioni di meri processi biochimici encefalici. Sarebbe un messaggio sbagliato e dannoso innanzitutto, e oltremodo si riduce l’uomo e la sua sofferenza a un mero ammasso di cellule che non si relazionano bene ( e dico questo senza voler fare della filosofia d’accatto…sono un medico e uno psichiatra, non sono un filosofo, e proprio perchè ho consapevolezza del mio ruolo e del mio compito, parlo e esprimo questi concetti…). Oggi si specula molto su questi aspetti arrivando a sostenere che il pensiero nasce dall’attivarsi dei neuroni, compiendo un salto molto problematico, perché tra il piano biologico e quello psichico esiste un abisso. I concetti che oggi le neuroscienze propongono sono gli stessi che venivano sbandierati già dalla psichiatria ottocentesca di matrice positivista. Basandosi sull’osservazione del fatto che una lesione cerebrale si può accompagnare a deficit della memoria oppure a disturbi della coscienza, essa iniziò a identificare malattie psichiche e malattie cerebrali, cose ben diverse l’una dall’altra!
    Quindi davvero, la mia è un’umile esortazione, ma molto sentita!
    Senza polemica,
    Alessandro

  • 64
    Nuccia -

    Se non muoio prima Il mese prossimo avrò 68 anni. Tante esperienze piacevoli e non … ma si deve continuare a vivere ed il supporto dei soli medicinali a lungo andare finisce solo per danneggiarci. Sto seguendo un ciclo di 4 conferenze: Cibo e Salute, Psicologia del benessere, Vincere la solitudine, Memoria: conoscerla per non dimenticare … per un totale di sedici incontri. Siamo quasi alla fine e quello che io sintetizzerei è in pratica questo: raggiungere il Benessere.
    La parola “Benessere” non è solo benessere finanziario, ma benessere psicologico e benessere fisico.
    Dobbiamo conoscere ciò che mangiamo perché il nostro corpo è un laboratorio chimico eccezionale e dobbiamo renderci conto di quelle che sono le ripercussioni delle nostre abitudini alimentari. Una giusta alimentazione, nelle giuste quantità, nei giusti tempi, completata da un’adeguata motricità per tenere in forma i nostri muscoli ed i nostri organi, significa benessere fisico. Vado in piscina quattro mattine la settimana , due volte a perfezionamento di nuovo e due volte ad acquagym … è un impegno non indifferente alla mia età ma mi sento molto meglio perché il mio fisico si sente meglio.
    Dobbiamo nutrire i nostri muscoli? Il cervello è un muscolo! Va nutrito con il cibo ma anche tenendolo in allenamento perché è proprio lui il computer che gestisce le nostre emozioni, di tutti i tipi.
    Dobbiamo riuscire a pensare positivo, cercando di valorizzare quello che abbiamo e non dando per scontato tutto quello che abbiamo già raggiunto. Noi scegliamo come sarà la nostra giornata! Se io mi sveglio la mattina e penso che da 20 anni mi occupo di mio marito che ha la sclerosi multipla, che non si muove, che necessita di catetere, di svuotamento intestinale, di morfina per i dolori del trigemino e che sono solo io che dovrò occuparmene per sempre; se si aggiungano i problemi legati ai figli ed ai nipoti; se ho qualche acciacco dovuto ai vent’anni che non ci sono più e devo ugualmente adempiere a tutta una serie di cose, beh! non avrei molto da rallegrarmi! Ma cosa mi alzo a fare? … invece quando mi sveglio devo AZZERARE tutto. Cominciare a elencare tutto quello che ho, tutto quello che funziona, rivalutando al massimo la situazione, nel senso che mi dico: mio marito è ammalato ma è ancora qui, posso parlare con lui, posso farlo sentire amato … ed ecco che la sua malattia diventa una situazione “positiva”.
    … continua

  • 65
    Nuccia -

    … seguito
    E devo continuare nell’elenco delle mie positività: ho due figli … quante persone farebbero carte false per averli, ho una casa … quante persone sono sfrattate e non sanno come pagare l’affitto … e così via, cercando anche le cose più piccole in modo da avere tante cose per cui sentirmi serena. Penso a quante cose nella mia vita avrebbero potuto essere peggiori di quello che sono! Ecco il benessere psicologico.
    Ovviamente se vedo come scopo della mia vita situazioni che non si possono adattare a me … la gioventù, viaggiare con mio marito, poter decidere del mio tempo etc. … sarò una eterna infelice
    Cerco invece di mangiare le cose giuste, cerco di fare un po di movimento, mi sforzo di pensare positivo e di sentirmi utile e non frustrata … anche questo è un modo di fare qualcosa per se stessi.

  • 66
    bianca -

    E allora chi me lo dice come uscire dal tunnel,Ha ragione vento libero nell’affermare che le medicine aiutano solo in una minima percentuale.La depressione viene da te:per me prima non esisteva.Adesso fatico ad alzarmi a trovare un senso alla vita.Ad avvicinarmi agli altri.non mi riconosco.mi sembra un riposo morire cosi’non devo piu’ pensare.Ho una casa.non piu’ un compagno.fratelli e sorelle che sento lontani cosi’ come pure gli amici.Che fare?non ditemi di fare palestra o latino americano.Avevo tutt’altri interessi.Ditemi innanzi tutto che cosa bere che mi rafforzi il fisico,che mi aiuti a non pensare alla morte,che mi riporti alla vita.lo sò che sono egoista che c’è gente che non ha nulla ma si sente bene.farei subito cambio.Allora se qualcuno lo sà,l’ha provato mi dica come togliermi da questo fango.grazie.Sono alla frutta ma come leggo le pillole della felicità non esistono.concordo con claudio con i gruppi di auto aiuto.Allora come hai fatto?Anche con Frank che dice se ne debba uscire da soli.Ma quando tutto è noia e privo di significato come dargli un senso.Ad entrambi chiedo come abbiano potuto fare.Nuccia che è una grande ci è riuscita.

  • 67
    Claudio -

    Bianca tu sei abbastanza fortunata che hai un compagno e dei familiari aiutati appoggiandoti a loro, se hai chi ti ama è una delle migliori medicine, poi se vuoi un aiuto naturale cerca in erboristeria la griffonia in opercoli, ti aiuterà a me è servita e servirebbe ma essendo in difficoltà economiche ho dovuto tirare la cinta, per i gruppi di auto aiuto non so dirti anche lì non ho potuto provare penchè pensavo fossero gratuiti ed invece sono a pagamento e per le ragioni di cui sopra ho dovuto rinunciare, che altro dirti attenzione agli psicofarmaci ho avuto una bruttissima esperienza con il Prozac come l’ho sospeso ho avuto una tremenda emoragia intestinale che credevo di morire!!! Comunque ripeto l’amore di chi ti è vicino sarà la migliore delle medicine…io non sono così fortunato…un abbraccio

  • 68
    Nuccia -

    Quando sento dire: “poverino è morto!” non posso fare a meno di pensare: “ha risolto i suoi problemi, ha finito di tribolare!” … vivere è difficile, molto difficile … e non ci sono corsi o scuole che ci possano insegnare a vivere … anche perché ogni persona è meravigliosamente diversa dalle altre.
    La vita NON dovrebbe essere considerata come un percorso da fare nel modo più gioioso e meno faticoso possibile ma come … un’opportunità. Ad ognuno di noi si prospettano un certo numero si porte tra le quali scegliere … e non mi riferisco al successo, alla bellezza, alla salute, al benessere materiale … queste sono tutte cose che vanno e vengono indipendentemente da noi e sulle quali non si può fare troppo conto.
    Ogni minuto della nostra vita è prezioso, preziosissimo, quindi dobbiamo averne molta cura perché quando sarà passato non tornerà più … hai scritto: “che mi aiuti a non pensare alla morte” … credo che sia successo a molti, in particolari situazioni, di pensare alla morte come soluzione ai propri problemi … quando qualcuno diceva “che coraggio ha avuto ad uccidersi” io pensavo invece che è a vivere che ci vuole coraggio, non a morire! Togliersi la vita è un attimo, come un lampo nel cielo sereno ma è la vita ci chiede sacrificio, è la vita che ogni giorno ci mette davanti a qualche problema, è la vita che ci fa soffrire … ed è sempre la vita che ci da la possibilità di amare, di odiare, di sperare.
    “C’è gente che non ha nulla ma si sente bene. farei subito cambio” … facendo il cambio si deve però cambiare anche il proprio modo di proporsi alla vita perché quelle persone che “si sentono bene” hanno sicuramente un modo diverso di affrontare, ACCETTARE, la vita e tutto quello che comporta.
    Una persona a me molto vicina, è rimasta vedova a 41 anni con tre bambini di 8, 9, 12 anni. Molto credente, non si lasciato abbattere dal dolore ma si è rimboccato le maniche perché doveva farlo per i suoi figli … ora sono grandi tutti e tre, laureati ed indipendenti … ed lui è “solo” perché giustamente loro hanno una vita da percorrere. Si è così creato tutta una serie di interessi come collaborare con le Missioni, con l’Oratorio, con le associazioni dei pensionati, viaggiando, ristrutturando la casa di sua madre … NON HA TEMPO per sentirsi solo ed abbattuto! Sicuramente qualche volta, magari quando la salute tentenna un po, gli succederà di sentirsi solo e magari anche un po depresso ma deve riprendersi in fretta perché non ha tempo da dedicare alla tristezza ed a

  • 69
    Nuccia -

    … tristezza ed alla noia.
    Tenersi occupati in attività NON banali, aiutare chi ha bisogno così da sentirsi utili e scacciare la noia che ci impedisce di pensare … rivolgere i nostri pensieri altrove, così da non essere più passivi ma diventare attivi, costruttivi per gli altri … sarà una grande gratificazione!
    “Ma quando tutto è noia e privo di significato come dargli un senso” … noia, NOIA, NOIA, NOIA!!!
    Forse la soluzione l’hai trovata da sola … scaccia la noia, occupandoti di cose UTILI per altri che stanno sicuramente peggio di te, renditi utile per gli altri e riuscirai a fare del bene anche a te stessa e non penserai più al “dolce riposo” quando ci saranno persone che contano su di te.
    “Avevo tutt’altri interessi” … penso sia ora di cambiare questi interessi che a quanto pare non ti hanno portata molto lontano.

  • 70
    Mario -

    Sono d’accordo con quanto affermato da Claudio, il male della nostra società è quello che si riempie la bocca del termine “valori”, solidarietà, ma poi se non hai possibilità economiche nessuno Ti considera, parenti per primi.
    Ovvio se la solitudine si trasforma in ansia o depressione allora occorre ricorrere al Medico, ma penso che una Società piu’ concreta aiuterebbe molto, anche perchè, tolto casi “patologici” anche una cura farmacologica non puo’ cambiare il mondo che Ti circonda.

  • 71
    Claudio -

    Carissimo Mario la gente non capisce che un gesto, una parola, una piccola cosa che costa nulla puo essere meglio di una medicina e meno dannosa per la salute

  • 72
    lillilafioraia -

    non è facile occuparsi degli altri se non si è in pace con se stessi.. e non è neanche tanto facile ..volersi bene . specilmente quando… si è voluto..molto bene , forse troppo bene, ad un compagno..
    ricominciare , non provare noia, cercare di coltivare nuovi o vecchi interessi..)? si ma
    ….da dove si inizia? ci si mette ad un tavolino e si ragiona su se stessi , sui nostri desiderata..o sui nostri malesseri recenti? oppure ci si butta nella mischia…una qualunque..tempo e soldi permettendo.. tipo palestra, ballo, viaggi o corso di giapponese?
    insomma credo che la risposta debba essere molto molto pratica..
    per poter essere di aiuto a chi cerca di uscire da una “solitudine” indipendentemente dal pensare a malattie vere e proprie..com’è appunto la depressione…

  • 73
    franco -

    La cosa positiva in tutti questi commenti e allo stesso tempo triste e che avete tutti ragione ma allo stesso tempo non c’è una soluzione al problema.Potremmo parlarne per anni e non venirne a capo se non con noi stessi.Credo che questa malattia di cui si sente spesso e allo stesso tempo poco parlare,sia frutto dei nostri tempi e della nostra società che niente concede agli individui che per un qualche motivo si trovano in difficoltà.Ammettiamolo,ci accorgiamo delle difficoltà altrui solo quando ne siamo vittime anche noi stessi.Io stesso sono stato colpevolmente indifferente di fronte a persone in difficoltà poichè non mi toccava il problema,ero felice e spensierato.Ora vivo da alcuni anni la depressione che mi ha divorato dentro rendendomi indifferente a tutto,e ora vedo e capisco il problema in tutta la sua dimensione.Credo che tutti noi utenti che scriviamo quì lo facciamo perchè ne soffriamo.Non credo si possa guarire,ma credo ci si possa convivere.

  • 74
    Mario -

    Carissimi, penso che la solitudine vada vista sotto due aspetti, la Donna, magari abbandonata obbiettivamente teme ad affrontae nuove relazioni,è una giusta prudenza, ma di solito sà che se desidera qualche invito ad uscire lo riceve, senza neccessariamente frequentare palestre o quant’altro, l’Uomo, no.
    Oggi sà benissimo che se non puo’ permettersi di frequentare “luoghi Comuni” è difficile che venga considerato, e se lo viene di solito, non di regola deve dimostrare la sua capacità, soprattutto economica, ecco perchè il male dei nostri tempi è “oscuro” ma altrettanto limpido.
    Torniamo alla semplicità di quando andavi a giocare a pallone o all’Oratorio e trovavi Persone con cui comunicare, non essendo iscritto a Palestre, o Clubs costosi, o che il tempo dopo una lunga giornata di lavoro non ti consente.
    Sembrerebbe avere scoperto l’acqua calda, ….ma è con essa che ci si ristora senza cervellotiche e costose frequentazioni, che poi magari non producono alcun effetto.
    La semplicità arricchisce l’animo,!

  • 75
    lillilafioraia -

    ok per la semplicità Mario .. e quindi?

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