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Venezia capolinea: l’inferno della festa sull’acqua

di betta

Abito a Venezia, in Canale Cannaregio.
Segnalo l’assoluto Inferno che anche quest’anno siamo costretti a vivere per la festa sull’acqua che ci “regala” l’Amministrazione comunale. Un sequestro degli abitanti, costretti a non uscire di casa poiché numerosi poliziotti impediscono l’accesso (e l’uscita!) sulla fondamenta.
Lista di Spagna, faticosamente raggiunta, risplende del proprio degrado alla luce degli addobbi natalizi ancora lì tristemente appesi, non bastassero i fari da stadio su orrendi cartelli menù dei ristoranti.
Fortunatamente la tassa d’ingresso non sarà applicata ai cosiddetti “escursionisti”, cioè il turista che arriva e parte in giornata (raggio 200 km, dunque in gran parte Veneti), e a Venezia viene come chi cerca un fondale per foto con spritz, e basta.
Grazie al Presidente della Regione, e al Sindaco, che scambiano la tutela di una meravigliosa città unica al mondo con la tutela di categorie che ne alimentano il saccheggio.

Lettera pubblicata il 16 Febbraio 2019. L'autore, , ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.
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Categorie: - Cittadini

La lettera ha ricevuto finora 2 commenti

  1. 1
    white knight -

    Una soluzione potrebbe essere quella di seguire l’esempio di altre realtà come Montecarlo, Montreux, Porto Cervo e le Grenadine: trasformarla in una Disneyland per ultraricchi. Meno turisti ma di maggior qualità, che portano più denari e che con la propria presenza creano maggiori posti di lavoro qualificato (ovviamente ad un aumento di prezzi e/o all’erezione di maggiori barriere economiche deve corrispondere un innalzamento della qualità dei servizi offerti). E quindi spazzare via tanti baracchini di ciarpame e tanti bacaretti truffa (che ti servono il vino del discount facendotelo pagare come Brunello di Montalcino). E via anche quelli dei centri sociali da campo Santa Margherita.
    Poi anzichè far transitare le navi da crociera piene zeppe di bifolchi in sandali e calzini, potreste creare un hub attrezzato per megayacht di lusso. Però è dura far passare un messaggio del genere in una città piena di filosofi, intelletuali, sindacalisti e bottegai…

  2. 2
    Yog -

    Condivido il pensiero di White Night. Abitare a Venezia costa troppo, inutile dannarsi l’anima per restarci. Si fa un bel parco divertimenti per ricchi, ampie zone museali a prezzo consono da aprirsi due volte all’anno a prezzo stracciato per i pitocchi con l’ISEE a picco, e i veneziani che finora sono incautamente rimasti lì vanno spediti in un megacondominio di Marghera, senza garage che tanto sono abituati a stare senza macchina. Così Venezia si salva, è l’unica via.

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