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Una storia triste

  

Questa non è la solita storia di amori finiti, di tradimenti, di problemi sessuali, ecc., no questa è la storia di una bambina di dieci anni, dieci anni di passione incontenibile per la danza, di gioia di vivere e di sorridere.
Questa è la storia di nove mesi di calvario, dopo che nel mese di aprile 2012, le venne diagnosticato un tumore, uno di quelli “brutti e cattivi”.
Questa è la storia dei disperati tentativi di deviare un destino già tracciato, di un intervento chirurgico, di sedute defatiganti di chemioterapia: tutto inutile.
Questa è la storia di alcuni meravigliosi professionisti in medicina oncoematologica ed in psicologia, che hanno fatto di tutto per salvarla e, poi, quando ormai non c’era più nulla da tentare, per assisterla e per accompagnarla nei suoi ultimi, estremi passi terreni.
Questa è la storia di una mamma e di un papà tanto forti quanto schiantati dal dolore per la perdita della loro unica figlioletta così desiderata e così amata, di nonne, di cuginetti, di compagni di scuola in lacrime, di un prete che non riusciva a pronunciare l’omelia funebre per la commozione.
Ma, soprattutto, questa è la storia di una bambina, come si diceva all’inizio, che, prima di morire, in punta di piedi, per non disturbare, come rapita da un alito di vento in una fredda mattinata di questo gelido dicembre, fece un ultimo disegno: un grande albero di Natale, una stella cometa e la scritta “Mamma e papà, tanti auguri!”.
Piccolo angelo, il tuo ultimo pensiero è stato per la mamma e per il papà, per il loro primo Natale senza di te.
Riposa in pace, piccola stella, e che la tua anima possa danzare felice in cielo.

L'autore ha scritto 7 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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7 commenti a

Una storia triste

  1. 1
    Paolo25 -

    leggere certe cose ci fa ancora ricordare per fortuna quanto siano effimeri i problemi che noi uomini, vittime complessate dal nulla, viviamo ogni giorno. Adesso questa bambina avrà per lo meno un palcoscenico più ampio e meraviglioso su cui danzare e voi genitori la potete vedere ogni giorno per sempre….con gli occhi del cuore che solo i genitori sanno di avere e sanno di poter usare….mi fermo qui perché a dir la verità mi sono un po commosso nel leggere!

  2. 2
    lilli -

    ciao rospo, è la lettera più triste che io abbia potuto leggere. Triste ma molto composta e che trasferisce un dolore acuto a chi legge. Non ho parole.
    Vorrei augurarti qualcosa di bello, ma mi rendo conto che sono parole inutili e che sicuramente non ti servono.
    L’unica cosa che mi sento davvero di augurarti è di avere tante persone intorno che ti possano voler bene, di un bene profondo e sincero.
    Lilli.

  3. 3
    mili73 -

    Non ci sono parole…
    mi sento di dire a questi genitori in quanto madre , che hanno avuto in dono la cosa più bella che si possa mai avere.. e il dolore più grande che si possa mai avere.
    Non riesco a dire di più…

  4. 4
    cyber81 -

    Caro amico, per quello che può valere la mia reply e il mio anonimo messaggio, ti sono vicino. Ogni Natale per me ha da 8 anni a questa parte una doppia faccia, quella delle feste in cui tutti si danno magari per finta gli auguri, e quella del Natale 2003 che per motivi similari ai tuoi non dimenticherò mai.
    Come dimenticare il calvario finale che purtroppo anche io ho passato in quel mese di dicembre? Come dimenticare la figura paterna che lentemente si spegneva mentre nel mondo si gioiva per il Natale e l’anno nuovo?
    Come dimenticare la forza incarnata dalla faccia di mia mamma mentre uscivamo dall’ospedale senza oramai alcuna speranza?
    Come dimenticare l’immane pietà da me provata verso quella figura umana che, al di là dell’essere mio padre, era ancor prima un uomo che come tale soffriva e dimenticava per sempre la sua dignità di essere umano?
    Non ci vuole molto a riflettere sul nulla che incarniamo e sulla debolezza della nostra esistenza, sugli affanni giornalieri che talvolta, a me per primo, ci distolgono dalla vera essenza della nostra esistenza!
    Corriamo, ci affanniamo, organizziamo riunioni, incontri, strategie, elaboriamo budget, ricerchiamo clienti, contatti, auto, denaro per cosa poi non si sa.
    Lavoriamo, consumiamo e torniamo a lavoro per ri-consumare. Quanto vale talvolta fermarsi un attimo, assaporare il far niente e godersi un’alba, un tramonto, il mare, una notte stellata o un temporale? Quanto valgono queste cose per chi lotta contro la morte? E quanto valgono invece per noi che sono talmente scontate che non guardiamo più le stelle?
    Non ci è dato prevedere il futuro, e magari domani non ci sarò nemmeno io, ma intanto per troppe volte ho perso di vista le cose importanti.
    Ecco, l’amore dei genitori verso una figlia o verso un figlio sono una di quelle…
    Nessuno dovrebbe veder morire il proprio padre come nessuno dovrebbe veder morire la propria figlia. Eppure capita… questo per ricordarci, almeno per un po, che non siamo onnipotenti ma che siamo, grazie alla ragione, gli esseri più indifesi della Terra.Ciò che mi stupisce invece dei bambini è la fermezza e la dignità che dimostrano in questi casi, non so come facciamo, ma dimostrano di essere molto più grandi.. dei grandi.
    Ti lascio un augurio Rospo, possiate tu e tua moglie sopportare il dolore. Se vuoi un consiglio, non tentare di scacciarlo. Lasciati accompagnare, tanto dimenticare… è impossibile.

  5. 5
    dreamer -

    Ho acceso un cero. Non è mia abitudine accenderli nelle date previste. E’ il cero benedetto del giorno dei morti. L’ho preso ma non l’avevo ancora acceso. Non so quanto possa aiutare il saperlo ma ora l’ho acceso. Per questa bambina e per i suoi genitori che stanno affrontando il dolore più grande. Non riesco a immaginarlo.

  6. 6
    katy -

    Ho dovuto allontanarmi dallo schermo perchè ho pianto.

    Vi abbraccio con tutto il mio cuore. E ho detto una preghiera (per quanto può valere la mia preghiera) per il vostro angelo.

    UN abbraccio, enorme.

  7. 7
    Cristina -

    Caro rospo ..sono vicina a te e tua moglie.In questi giorni sto soffrendo parecchio per altri motivi ma leggendo questa lettera il mio peso si e’ fatto più leggero. Pensavo che il mio dolore fosse il più brutto ..ma nn e’ così..la perdita di un figlio e’ atroce credo nn paragonabile a nessun dolore..Che la forza dell’amore di quanti vi sono vicini possa darvi conforto.un abbraccio immenso

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