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Una rapida disamina sull’Islam e l’urgenza di compattezza in Occidente

Dopo l’”insurrezione islamica” provocata dalla lezione del Pontefice tenuta a Ratisbona, che colpendo la suscettibilità di quel coacervo di Comunità sparse nel mondo, per qualche tempo ha fatto temere il peggio e le successive orgogliose prese di posizione chiarificatrici dello stesso Pontefice negli incontri con le delegazioni di quei Paesi accreditati presso la Santa Sede, pare essersi stemperata, è opportuno rifare il punto della situazione.
Cosa mai di tanto grave avrebbe detto il Papa per risvegliare la permalosità di quei governi?

Va chiarito subito che il suo pensiero fu manipolato da alcuni media occidentali, primi fra tutti l’inglese Gardian e lo statunitense N.Y.Times i quali, estrapolando una frettolosa e fantasiosa interpretazione di alcune frasi ad effetto come ad esempio:“una ragione non allargata alla dimensione della spiritualità è una ragione che diventa irrazionale, (ancora non si sa se in buona o in mala fede), hanno eccitato le cattive coscienze di altri che, immediatamente sono ricorsi a ridimensionare l’autorità di un Pontefice troppo spinto verso posizioni temporali. Rileggendo con più attenzione il Suo discorso, ed i successivi chiarimenti, ci si accorge che il messaggio era ecumenico e “cattedratico”, diretto cioè ai credenti nel logos (intelligenza divina) focalizzando, tra l’altro, l’indebolimento generalizzato della ragione. L’uomo contemporaneo, secondo Papa Ratzinger, ha l’impellente necessità di usare in ogni azione una delle prime virtù che insite nell’essere, la Ratio, specialmente quando si tratta di comprendere le altre religioni. Ribadendo che “soltanto Ragione e Fede, se unite in un modo nuovo.., possono farci superare le minacce che emergono nella civiltà contemporanea” riconosce che senza la libertà che procura verità, c’è solo menzogna. E la menzogna porta alla violenza, per cui “la diffusione della fede mediante la violenza è cosa irragionevole” in quanto “la fede è frutto dell’anima, non del corpo”. Per convincere della bontà del suo discorso, il Papa cita alcune sure del Corano (2:256) dove si legge: “Non c’è costrizione nella religione; la retta via va ben distinta dall’errore” ed ancora in (XVIII, 29) e ancora: “La verità viene dal vostro Signore: chi vuole creda, chi non vuole non creda”. Andando a rileggere il Corano vi troviamo ribaditi i precedenti concetti secondo cui “Se qualcuno degli idolatri ti chiede asilo, concediglielo affinché possa udire la parola di Dio e conducilo in un luogo per lui sicuro” (IX, 6). Dunque addirittura il musulmano è tenuto a proteggere chi professa altre religioni.
Chiarito quindi che l’Islam non solo non prescrive, ma condanna la conversione con la forza, con la guerra, andiamo a vedere qual è lo statuto della guerra nell’Islâm. L’Islâm è una religione dell’equilibrio, della moderazione, direi del “giusto mezzo”. È una religione che non ama gli eccessi, le esagerazioni. Dunque se la guerra esiste, deve essere condotta all’interno di limiti ben precisi. Dice infatti il Corano: “Combattete coloro che vi combattono, ma non superate i limiti, perché Dio non ama quelli che eccedono. Uccideteli quindi ovunque li troviate […] perché l’ingiustizia è peggio dell’uccisione. […] Ma se desistono, sappiate che Dio è indulgente e misericordioso. […] Se desistono non ci siano più ostilità.” (II, 190-193). E ancora: “Perché non combattete per la causa di Dio, per i più deboli tra gli uomini, le donne e i bambini che dicono: ’Signore, facci uscire da questa città di gente iniqua. Dacci per tua grazia un patrono. Dacci per tua grazia un difensore” (Corano IV, 75). Dunque la guerra è consentita solo se si è aggrediti o se si tratta di difendere un soggetto debole, incapace di difendersi ad solo. In ogni caso è assolutamente vietata la guerra di aggressione. Il musulmano non deve mai essere colui che inizia una guerra, una violenza. Pertanto per i musulmani di mentalità moderna, i versetti citati sono la prova che l’Islam è una religione tollerante!

Per alcuni commentatori le frasi citate sono alcune delle sure in cui Maometto era alla Mecca, dove ancora non era minacciato e tuttavia sperava di conquistare il popolo, inclusi cristiani ed ebrei, alla sua rivelazione mediante la predicazione e l’attività religiosa. Però nella sura 9:29 dichiara il contrario: “Combattete coloro che non credono in Allah…e quelli tra la gente del Libro che non scelgono la religione della verità, finchè non versino umilmente il tributo e siano soggiogati”. Questa sura e le successive si riferiscono al periodo in cui si era trasferito Medina ove, secondo alcuni, stringendo alleanze con alcune tribù yemenite, avrebbe abrogato i precedenti dettati irenistici. Già nel IX secolo c’era chi, come Ibn al-Rawandi, e sulla sua scia tanti altri fino ai giorni nostri, sosteneva che “il Corano è zeppo di contraddizioni, errori e assurdità”. Così a spregio degli interpreti fondamentalisti come Sa’id Hawwa e Sayyid Qutb-(“uomo perfetto?)”, maestri e ispiratori di Bin Laden, per contra insigni studiosi e critici come il libanese Muhammad Gawad Maghniyya e Abu Zayad (seconda metà del ‘900), coevi ai precedenti, dichiarano che tutti i versetti vanno contestualizzati perché riguardano ” un tempo in cui gli infedeli della penisola araba costituivano una pericolosa “quinta colonna” antimusulmana. Abu Zayad nel 1996 ha perso la cattedra per aver dimostrato che il Corano “è un prodotto culturale” scritto per arabi di quell’epoca. In quest’ultima corrente critica s’inquadra anche l’iraniana Musrat Amin (m. 1983), una delle poche donne ad aver scritto un commentario del Corano.

Va sottolineato che la seconda interpretazione è stata ripresa e teorizzata nel wahabismo proveniente dalla penisola arabica nata dall’impatto con la modernità prima e la sconfitta del califfato ottomano poi, e si è estesa lungo quasi in tutta la fascia mediterranea. Mentre la prima, quella più tollerante si è sviluppata nel sufismo a partire dall’11° secolo penetrando verso Oriente. Tuttavia sia in Oriente che in Occidente coesistono e si combattono aspramente a seconda delle circostanze storiche. Oggi la nascita dello stato di Israele (1948) ha segnato una maggiore recrudescenza da scuotere profondamente il sentimento musulmano, determinando il successo delle versioni arabe della propaganda antisemita a seguito della massiccia immigrazione anche in Europa. Siamo alla globalizzazione del terrorismo della parola (attraverso le fatwa, tipiche quelle del “Fratello” al-Qaradawi) e del terrorismo jahdista attraverso le armi asimmetriche con cui oggi i popoli di qualunque religione devono fare i conti. La qual cosa porta alla schizofrenia facendo sì che si viva “avvolti dall’ideologia e dalla mancanza di lucidità nell’analisi dei fatti” .
E’ plausibile che una possibile soluzione potrebbe essere quella di incrementare il dialogo, come in molte parti del mondo è praticata da oltre un trentennio, (a Roma fin dal 1975 presso il Pontificio Istituto di Studi Arabi). Tenendo presente le enormi difficoltà da superare, per la latente suscettibilità del mondo musulmano, la prima direttrice potrebbe essere quella promossa a Ratisbona dal Papa con l’apertura ed il potenziamento di un dialogo col mondo della cristianità, scaduta nel relativismo e nel materialismo per cui i musulmani ci condannano di irreligiosità. Ad essa va associata una presa di coscienza di alcuni valori presenti nel credo musulmano purificati ed universalizzati, anch’essi minacciati da un processo di secolarizzazione, partendo dal riconoscere l’evoluzione della donna e della famiglia. E’ recente la costituzione a Roma di un Circolo di musulmani modernisti che si richiama al grande Ibn Rushd/Averroè che sicuramente si riconoscono personalità intelligenti e libere. Può tuttavia ancora ravvisarsi qualche motivo di ottimismo che potrebbe ricavarsi dalla stessa natura totalitaria dell’ideologia, dalla brutalità e dal rigore del regime islamico, di cui è esempio l’Afghanistan sotto i talebani. Difatti “Proprio come il totalitarismo laicistico del secolo XX — nazionalsocialismo e comunismo — si è rivelato in ultima analisi insostenibile a causa dell’enorme dazio che esso imponeva sulla vita e sulla creatività dell’uomo, così avverrà per il totalitarismo religioso dell’islam radicale” (George Pell, arcivescovo di Sidney). “Se [viceversa] accettassimo il principio della legge islamica secondo cui è impedito di pronunciarci sulla sharia, “allora saremo davvero sulla strada che ci condurrà verso la loro sottomissione” (Daniel Pipes). Ma questo potrà avvenire fintanto che in Occidente continueremo a non mostrare compattezza in ogni campo.
Francesco Pugliarello

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37 commenti

Pagine: 1 2 3 4

  1. 1
    albert -

    Mi pare che sia inutile rivangare quelle polemiche, dal momento che papa Ratzinger medesimo (vedi il suo discorso su http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2006/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20060912_university-regensburg_it.html) al punto (3) nella chiosa chiarisce che non voleva affatto fare propria la condanna di Maometto, ma la sua era una semplice citazione.

    Il punto credo non sia questo.
    Credo in primo luogo che un pontefice debba essere attento non solo a ciò che dice, ma a come potrebbe essere interpretato, o addirittura equivocato, se il discorso è molto complesso.

    Ciò che più mi ha lasciato perplesso, in tutta quella lezione, è stato l’approccio molto teologico e razionalistico, ma privo di “mordente” quanto a capacità di colpire emotivamente ed affettivamente, di entrare nel CUORE.

    Direi poi che questa è la caratteristica distintiva di questo pontefice.
    L’equivoco nasce là dove manca la capacità di comunicare con efficacia la SOSTANZA del proprio pensiero.

    Lasciando da parte le polemiche sulla lezione a Ratisbona, direi che è emblematica un’altra polemica che non a caso proprio l’allora cardinale Ratzinger innescò, nel periodo in cui Giovanni Paolo II aveva chiesto scusa per i comportamenti degli uomini di Chiesa nella storia.

    Prima ancora di quelle scuse giubilari, c’era stata nel 1995 l’enciclica “Un unum sint” nella quale GP II aveva mostrato una certa apertura alle “Chiese sorelle”, e anzichè definirsi papa, si definiva “Vescovo di Roma”, lasciando poi intendere forme meno autoritarie del magistero pontificio, e una maggiore attenzione al dialogo con tutte le Chiese non cattoliche.

    Tutte queste aperture vennero però cancellate nel 2000 “nel peggiore dei modi” (Benazzi) dal documento “Dominus Iesus” della Congregazione per la dottrina della fede, con cui il card. Ratzinger in pratica ritirava tutte le aperture di GP II e addirittura sosteneva che le Chiese nate dalla Riforma non erano “Chiese in senso proprio”, facendo gridare allo scandalo e irritando tutta la comunità protestante, proprio per la pesantezza e la mancanza totale di diplomazia di quest’affermazione.

    E allora vengo al punto.
    Sarà un caso, ma prima quando è cardinale Ratzinger suscita indignazione nella comunità protestante, come mai non era successo prima, da Giovanni XXIII a GP II.
    E quando Ratzinger diviene papa, ecco che – in un modo o nell’altro – nasce un altro vespaio col mondo musulmano, e nessun pontefice in passato era mai caduto (a parte i tempi della battaglia di Lepanto!) in una situazione di tensione tanto forte e incresciosa.

    Che dire?
    Forse c’era bisogno di un pontefice che sapesse parlare al cuore, non solo ai teologi eruditi.

  2. 2
    albert -

    errata corrige: l’enciclica del 1995 è la “Ut unum sint”

  3. 3
    filippo -

    “Che dire? Forse c’era bisogno di un pontefice che sapesse parlare al cuore, non solo ai teologi eruditi”

    Non avrebbe corrisposto le aspettative dell’anima del Vaticano in quella/questa contingenza internazionale; non a caso, la smentita del Mea Culpa del Marzo 2000.
    Ratzinger morde il freno per non uscire in modo controproducente dal seminato di G. P. II. e si vede!
    Quanto poi all’Occidente che dovrebbe “mostrare compattezza in ogni campo”, date le forze oscure ancora dominanti in Occidente, tra cui appunto il Vaticano, mi sembra piuttosto il caso di augurarci che ciò non avvenga, a meno di voler riaprire capitoli dolorosi sul genere di quello che ha portato alla II G.M.
    In realtà, se c’è da sperare in qualcosa, questo è l’Europa per l’Italia, l’ONU per il mondo e tutti sotto principi filosofici e sociali tanto antichi quanto insuperati.
    Fortunatamente, questo lascia pochissimo spazio per i Principati religiosi.

  4. 4
    francesco -

    X Albert,
    in parte d’accordo con te. Tieni presente le origini di Papa Ratzinger: tedesco e figlio di un gendarme. Quindi rigido, tnace serafico, ed affidabile, Sebbene le sue espressioni, per ora, non vanno al cuore dei fedeli, il Suo pensiero va colto nell’essenza della Sua pastorale che è diretta come lo era il Suo predecessore Gesù Cristo. L’importante è la schiettezza e la vasta conoscenza dell’intimo umano, che non Gli mancano davvero.
    In un’epoca di forti pressioni e frizioni internazionali sul piano religioso, è necessario mostrare fermezza; diversamente da quei “volponi” che all’esterno predicano dolcezza – per sottomettere – e all’interno hanno un altro comportamento (cfr. la taqiyya=dissimulazione, al fine di penetrazione). Prova a porre qualche domanda a qualche imam o ulema che prevede un netto si o un no, ti risponderà sempre un ni o (come è capitato a me): “non mi pronuncio, sarebbe troppo lungo spiegare, ho difficoltà a tradurre in italiano…” oppure svicolando dalla domanda adducendo mille motivazioni fuorvianti.
    Noi invece siamo abituati (o meglio, eravamo abituati) a rispondere si,si – no,no come ci insegna il Vangelo.

    X filippo,
    sono in totale disaccordo col tuo pensiero perchè confondi l’attuale Chiesa con un principato religioso senza conoscere donde proviene il vecchio Continente e chi ci ha preservato dai “signori della guerra” che praticano e spargono da secoli barbarie e vessazioni tra le loro “umma” da cui il critianesimo da tempo si è affrancato. Quelle che tu chiami “forze oscure” io chiamo dialettica civile e democratica.. e meno male che esistono queste forze oscure!

  5. 5
    filippo -

    “4 – francesco: 25 Marzo 2007, 16:58 – … confondi l’attuale Chiesa con un principato religioso senza conoscere donde proviene il vecchio Continente … Quelle che tu chiami “forze oscure” io chiamo dialettica civile e democratica.. e meno male che esistono queste forze oscure!”

    sulla prima parte ti invito a contestare con elementi concreti lasciando da parte le boutade sentenziose e presuntive sul genere comunione e liberazione; tu fallo e poi vediamo chi è fra noi due che non conosce la storia del Vecchio Continente o l’origine e gli scopi dello Stato della Chiesa.
    sulla seconda, non ti dico di metterti un paio d’occhiali, ma solo di guardare un poco fuori della finestra della parrocchia, magari osservando ciò che gli interessi dell’ “Europa” stanno ancora combinando in Africa.
    su questo, forse un giretto dalle parti della Caritas ti aiuterebbe a schiarirti un poco le idee.
    se poi ancora pensi che l’Europa e, se ti pare, l’Occidente, siano governati da poteri bianchi e dalla Democrazia, allora vuol dire che non hai neanche capito cosa dovrebbe essere la Democrazia.
    tutto ciò ti pone tra quelli che parlano di dialettica, di civiltà e di Democrazia come i ragazzini del catechismo parlano di Gesù, ossia senza sapere di che si tratti.
    tutto ciò prescinde dalle considerazioni sulla pericolosità dell’esgtremismo nazionalista arabo (nota che non ho scritto “Islam”; ci arrivi a capire il perché?!) e riguarda solamente quel che succede in casa nostra e in che modo ciò che vi accade potrebbe essere di grave pericolo per tutti secondoché ci si faccia plagiare dai teorici della superiorità occidentale e dello scontro di civiltà, oppure s’impari a ragionare con il proprio cervello e soprattutto si studi la Storia.

  6. 6
    albert -

    x Francesco:
    purtroppo per Ratzinger non è solo un problema di origini e tradizione familiare.
    La “Dominus Iesus” creò solo tensioni e lacerazioni, e non fece NULLA per portare il minimo impulso positivo al dialogo, anche perchè i capi delle Chiese chiamate in causa, ad esempio Manfred Kock, della Chiesa evangelica tedesca, dichiararono che queste affermazioni creavano un “impedimento alla cooperazione ecumenica e al dialogo” (Kock), oppure dissero di “non poter accettare nemmeno per un momento che i propri ministeri e il sacramento eucaristico abbiano delle deficienze” (George Carey, arcivescovo di Canterbury).

    Mi permetto di citare ancora il teologo Natale Benazzi: “….il discorso del cardinale Ratzinger è completamente fuori dal discorso biblico sulla chiesa, sia per quanto riguarda l’idea di una “chiesa madre” (che nel Nuovo Testamento non c’è, la nostra madre è la Gerusalemme Celeste Galati 4,26) sia per quanto riguarda l’affermazione che sono vere chiese solo quelle che hanno conservato un episcopato e un’eucarestia validi”
    Il discorso del Nuovo Testamento al riguardo è completamente diverso: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome lì sono io in mezzo a loro”.

    Tu dici bene, “Il vostro parlare sia sì, sì, no, no, quel che è di più viene dal maligno”

    L’ha detto Gesù Cristo, che non faceva discorsi incomprendibili e fumosi come Ratzinger, che crede di essere il supremo garante dell’ortodossia della fede, ma non ha un briciolo di carità e comprensione.
    La chiesa di Ratzinger è un concentrato di pignoleria e fariseismo, ma non ha nulla che parli di amore vero.
    La sua è la chiesa del potere e degli apparati burocratici, è totalmente fuori dalla logica di amore del Vangelo.

  7. 7
    francesco -

    x albert,
    eppure a me Ratzinger convince; anzi ti confesso che sono un laico puro.
    Me la togli una curiosità: ma la chiesa di Canterbury non è quella che di recente ha predicato che il Signore non dev’essere citato al maschile per non sovraeccitare ulteriori misoginie nei musulmani? Se è così è evidente che in Inghilterra sentono puzza di sharia. Ma eviterei di entrare in polemica che, specialmente in campo religioso, lascierei scannare i teologi anche perchè di fatti di Chiesa ne capisco quanto basta e di beghe tra correnti all’interno di essa ancor meno.
    Mi basta sapere che un secolo prima dell’arrivo degli arabi in Europa sorse e si sviluppò il culto mariano e che questo elevò a livelli di alta spiritualità e di arte tutto il nostro continente a partire dalla Francia del Nord fino al rinascimento e che la libertà di espressione e di ricerca ha ispirato fior di scienziati (é anche vero che molto fu attinto dal medioevo islamico, principalmente di Averroè e di Avicenna) ed oggi tutto il mondo ci invidia. Sul versante politico dovremo ricordare quale baluardo e quale capacità di recupero e di conservazione espresse la Chiesa ed il monachesimo medievale in contrasto alle orde “barbariche” anche musulmane; alcune delle quali affascinate dalla nostra religione si autoconvertirono liberamente, mentre in Al-Andalus (Spagna) i riluttanti alla loro religione furono ridotti alla dhimmitudine.
    Perciò direi di restare sul tema da me trattato che è cocentemente attuale ed impellente; ovviamente chiedo anche e particolarmente su quest’ultimo tema critiche e contributi.
    Grazie e buone ricerche, certo compatibilmente col tempo a disposizione.
    Francesco

  8. 8
    albert -

    Aggiungo poi che questa paura del mondo islamico proprio non la capisco, nè dal punto di vista storico, nè religioso.
    L’Islam esiste fin dal VII sec. d.C., quindi da ben 13 secoli, e la sua espansione in modo “bellicoso”, attraverso guerre coi cristiani, è finita da secoli.

    Resta grave il problema dell’integralismo dell’Islam e quindi la tendenza (che però non c’è in tutti gli Stati arabi, ad esempio in Tunisia e nell’Iraq di Saddam si ammettevano anche altri culti, oltre a quello islamico) a portare la religione anche nelle cose terrene, come il governo degli Stati, e a vietare altri culti nei Paesi a maggioranza islamica.

    Tuttavia va notato che in occidente solo una minoranza di islamici è davvero praticante assidua (mi pare meno del 20%). Per la maggioranza dei fedeli la frequentazione delle moschee è una cosa abbastanza poco frequente, e quindi non si possono certo definire fanatici, ma persone con uno stile di vita piuttosto “laico”.

    Inoltre, in quest’epoca tecnologica e globalizzata, nel bene e nel male, il ruolo della religione viene sempre più limitato alla coscienza di ogni singolo individuo, e non diviene più un fattore di richiamo per le masse, come nei secoli passati.

    E il vero e proprio fanatismo religioso, sia tra i musulmani che tra gli appartenti ad altre religioni, è tipico solo di piccoli gruppi di persone di scarsa istruzione e cultura, spesso militanti politici estremisti, ma ben al di fuori dagli stili di vita della maggioranza delle persone in occidente.

    Quindi questo timore dell’Islam è per me del tutto ingiustificato, e serve solo a chi persegue scopi politici strumentalizzando la religione.

  9. 9
    francesco -

    X Albert
    Certamente che è finita, non poteva che essere così, dal momento che essi non dispongono di armi sofisticate quali disponiamo noi:a meno che Ahmadinejad non voglia minacciarci con l’atomica.. ma al momento, questa prospettiva è ancora nel mondo della fantascienza… la considero solo pressione psicologica.
    Tuttavia la nuova strategia è quella della dell’immigrazione forzata. Ho poco tempo ma spero di essere essenziale, al nucleo della cocente problematica che molti “buonisti”, non capiscco xchè non volgiono o non sanno affrontare. Ho capito che non sei tra questi, per tal ragione faccio uno sforzo, nnstante il limitato tempo disponibile. Ma x me il fatto è prioritario.
    Partiamo dall’ultimissima notizia. Domandiamoci xchè tra gli studenti lavoratori la G.B. ha vietato l’ingresso a quelli di nazionalità extracomunitaria. Lo scopriremo assieme dal seguente rapidissimo excursus. Ti è mai venuto di riflettere come mai l’Italia è ancora indenne da attentati terroristici? E’ molto probabile che sono tutti impegnati altrove (Irak, Afghanistan, PaKistan ecc.) a scacciare (giustamente) dalle loro terre gli “infedeli” conquistatori visti come nuovi colonizzatori. Saprai certamente che buona parte degli attentatori delle Tueen Tower, di Madr.Londra provenivano dall’Europa. Gente di 2^ e 3^ generagione cresciuta e pasciuta nella civiltà dei diritti umani; gente espulsa dai loro Paesi d’origine per mille ragioni, non ultima la sedizione e taluni con condanne definitive. Sai che i VERI musulmani, quelli che interpretano il Corano attualizzandolo, come facciamo noi attraverso il raziocinio, insomma i c.d. modernisti, quelli che vogliono relamente integrarsi per contribuire al ns. e al loro sviluppo culturale e religioso (per intenderci alla Magdi Allam, alla Fouad Allam e tanti altri come quelli del recente Circolo Averroè di Roma) sono minacciati dai “signori delle Moschee” in mano all’80% all’UCOII, emenazione dei Fratelli musulmani di Tarik Ramadan e Al Qaradawi, che a cuor leggero emettono fatwa verso i loro correligionari perchè non si integrino con noi? Per il momento mi fermo qui; se vuoi, nel frattempo sul motore di ricerca guarda chi sono questi personaggi che ho ciatato e ti accorgerai che il nonno di Ramadan è Al Banna, quel sigore che preparò lo statuto dei Fratelli Musulmani. incitando alla riconquista di quelle parti delle terre europee perdute a Granada prima (XVI secolo) e poi con la 2^ Guerra mondiale. Una riconquista che sta avvenendo con l’immigrazione forzata e con la pressione psicologica sulle nostre Istituzioni: cfr. la Consulta slamica presso il Viminale e Nur Dachan già condannato dal tribunale di Milano per sedizione… se hai ancora del tempo puoi andare a controllare i rapporti di polizia dei vari stati dell’U.E. in merito all’arruolamento di costoro di cui ho tratto uno stralcio riferito nel mio
    http://francoazzurro.politicaeconomia.blogspot.com
    In attesa del il tuo punto di vista, cordiali saliti

    Francesco P.

  10. 10
    albert -

    Francesco, gli attentatori dell’11 settembre erano in gran parte sauditi ed egiziani, non europei.
    E Osama Bin Laden è stato per anni e anni buonissimo alleato e finanziatore della famiglia Bush, e finanziato dalla CIA e dagli Stati Uniti.

    Bush ha letteralmente smesso da tempo di cercare Bin Laden, perchè sa benissimo che avrebbe tante cosette imbarazzanti da rivelare sui suoi rapporti con i sauditi.

    Quello che ha detto Michael Moore nel suo film su Bush sono FATTI, ma in Italia con tutti i ruffiani che ci sono, hanno pensato bene di passare sotto silenzio la denuncia documentata di un americano contro un presidente che dovrebbe stare già in galera per avere iniziato una guerra illegale, con menzogne di ogni tipo su inesistenti armi di distruzioni di massa.

    Il terrorismo arabo lo fomentano soprattutto personaggi come lui.

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