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Una poesia napoletana: ‘quann’ more io…’

di armida

Questo è l’inizio di una poesia napoletana molto toccante, ritrovata in casa di una persona a me cara. E’ come un testamento.. e ci ha sconvolto per il suo significato.
Vorrei tanto conoscere la sua provenienza. Ho inutilmente fatto delle ricerche ma non sono riuscita nell’intento.
C’è qualcuno che può aiutarmi?
Grazie infinite.
Armida

Lettera pubblicata il 7 Ottobre 2005. L'autore, , ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.
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Categorie: - Cultura

La lettera ha ricevuto finora 29 commenti

Pagine: 1 2 3

  1. 1
    inglesino -

    Ciao Armida,
    potresti fornirmi qualche informazione più precisa? Sono in possesso di diverse raccolte di poesie napoletane, quindi se mi dicessi qualcosina in più (comprendo il valore della poesia, non voglio conoscerla tutta: almeno la prima strofa) potrei forse riuscire a trovare qualcosa.
    Un saluto,
    Rick.

  2. 2
    armida -

    Grazie per la tua collaborazione,la poesia inizia così:
    Quanno mor’i’ m’avita fa’ ‘o favore
    nun voglio vedè lacreme ‘int’ ‘a ll’uocchie
    faciteme vedè quacche resèlle,
    pecchè sto arrepus .nne ‘e ccervèlle..

    metteteve a cuntà dduie fattarielle
    me sento meglio si ve veco allere,
    nun vale ‘a pena si’ pe’ me suffrite
    pirciò sentite a me, nun me chiagnite
    anze chi avessa chiagnere songh’i
    ca ve rimango ‘mmieze a ‘sta tempesta..
    a vuie ca nun avite maie cercato
    cchiù ‘e chello ca putenne v’haggio dato..

    e continua ancora..Ciao Rick a presto
    Armida

  3. 3
    inglesino -

    -Mmm..
    la cosa sembra complicata. Avevo trovato questi versi di Edoardo Nicolardi (1978-1954):

    Quanno mor’io, chiagniteme
    nu quarto d’ora: e basta.
    Che m’atterrate, all’unnice?
    Salute e bbene! ‘E ddoie menate ‘a pasta.
    […]

    ma è ovvio che non sia la stessa. Oltremodo i toni sono diversi: questa è “scherzosa”.
    Continuo le ricerche, spero di aggiornarti quanto prima.
    Un saluto,
    Rick.

  4. 4
    armida -

    Grazie Rick,
    aspetto tue notizie.La persona in oggetto è deceduta da poco e per me è stato perdere di nuovo mio padre.L’aver trovato questa poesia di addio è stato per tutti molto commovente e ci domandiamo come mai e da dove arriva..forse da molto lontano..Ciao Armida

  5. 5
    lilla73 -

    Anch’io cercavo il testo di questa poesia ma credevo fosse di Raffaele Viviani….
    grazie

  6. 6
    maria -

    Sto cercando il testo di una poesia in dialetto napoletano che mia monna ci spedì dopo averla ritagliata dal “Mattino” molti anni fa. L’argomento è un litiglio tra due giovani sposi che termina, si presume appassionatamente, quando a lei si apre nella furia del battibecco un bottone della camicetta. Il marito perde è distratto da altri pensieri e termina con le parole: “…me genufletto.”
    Qualcuno può aiutarmi?

  7. 7
    cortez -

    vorrei sapere di chi e’ la poesia napoletana, o’ cunto e llova.

  8. 8
    adolfo -

    c’è una poesia napoletana che comincia più o meno così: patemo è muorto pazzo. pe via d’e tasse se sbertecellaie. pavava e nunn aveva niente… etc.
    vorrei sapere: il titolo della poesia e l’autore (credo fosse Di Giacomo)
    grazie

  9. 9
    Vito -

    Ciao Armida, salve ragazzi,
    volevo dirvi, forse v’interessa, che esiste una poesia di un noto poeta contemporaneo, Vincenzo Fasciglione che, per quanto riguarda il senso e gli accenti, almeno di quella prima strofa esposta, è molto simile…

    Quanno… sarrà ‘o mument

    Quanno… sarrà ‘o mument, nun chiagnite,
    facite cunto ca me so’ avviato;
    comodamente, pò , ve ne venite
    dint’ ‘o Paese bello, addò so’ nato.

    E llà campamme, tuttuquante aunite,
    senza penziere, senza vierno o estate,
    pecchè ‘e ” prubleme ” stanno ‘int’ ‘e ” vestite ”
    ca se sarranno, forze già tarlate.

    ‘O tiempo a passà annante è lento assaje,
    ma, si ‘o guardate ‘a reta, v’accurgite
    ca nun se ferma, nun se ferma maje

    e corre corre, senza ca ‘o sentite
    Pirciò, me ne dispiaciarraggio assaje,
    quanno sarrà ‘o mumento, si chiagnite.

    Inoltre penso che, anche se ”scherzosa”, come inglesino ha detto, quella di Nicolardi è davvero commovente, con un’intensità emotiva non da meno alle altre da noi citate, anzi forse anche, in un certo senso, più prolissa, nella sua stringatezza( non so se continua ), e lo sento dal silenzio che circonda quella strofa…

    Infine, chiedo scusa e ringrazio il gentile lettore per il mio non conciso commento,
    e domando ad Armida se è possiblile gustare il resto della poesia.
    Grazie.

  10. 10
    matteo -

    avrei bisogno di conoscere il nome di qualche poeta napoletano che abbia scritto poesie “volgari” tipo quelle di fernando russo che parlano di cacca e piselli (sono capolavori non siate prevenuti!). avete indicazioni da dare?

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