Un tuffo nel passato
Riferimento alla lettera:
Rieccomi qui dopo circa 15 anni a scrivere una "Lettera al Direttore". Preciso che non ho mai smesso di leggere le lettere pubblicate. Ormai è appannaggio dei giovani (per me che a settembre compirò 70 anni) pubblicare i patemi amorosi. Sembra quasi una cosa fuori dal mondo, chi scrive su...
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Data di pubblicazione: 28 Maggio 2018
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Categorie: - Me Stesso
140 commenti
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Non ho capito se ti riferisci a STAND BY ME, comunque comprai il DVD anche di quello.L’allievo non l’ho trovato.
Sai che a volte mi vengono dei dubbi, come è possibile essere così prolifici? A volte a fine libro ringrazia tante persone che lo hanno aiutato nella ricerca.Lo stile è sempre il suo, lo riconosci già dalle prime pagine, ma come è possibile che abbia il tempo di scrivere tanti libri? E tutti ad alto livello? Qualche denigratore, periodicamente esce fuori nel dire che King ormai ha esaurito la vena…E lui ZAC! Scrive un’altro capolavoro. Non mi piace parlare di certe cose, anche perché ormai è morto, ho letto un paio di libri di Faletti. Il migliore “FUORI DA UN EVIDENTE DESTINO” Mi sembrava di leggere un King in tonalità minore. Era comunque bravo…visto quello che c’è in giro qui in Italia. A presto
Toroseduto,
mai letto niente di King. forse perché non amo la prosa “leggera” di gran parte degli autori di attualità, come ad esempio Fabio Volo. li sento poveri di contenuti quanto di stile, spesso in una marea di parole…
me ne consigli uno solo: quello che ritieni più rappresentativo e meglio riuscito?
un saluto, con l’augurio di buona settimana!
Ciao Rossana.
Sono d’accordo con te su gran parte degli scrittori italiani. Un libro mi deve far sentire partecipe della storia, essere credibile anche quando si scivola nel fantasy
Ti consiglio 22/11/63 di King. E’ l’unico libro che una volta finita la lettura, ho ricominciato daccapo.
Cosa successa anche con “La montagna incantata” di Thomas Mann.
Buona settimana anche a te. Fammi sapere.
rossana, grazie alla mia biblioteca mi
posso procurare la grande maggioranza
dei titoli esistenti prenotandoli già da internet,
tramite la rete bibliotecaria che lo fa arrivare
tempo due o tre giorni dalla biblioteca che ne è in possesso, anche se fosse distante cento chilometri.
La cultura è così alla portata di tutti.
Solo alcuni titoli recenti o poco conosciuti mancano, ma è normale sennò non venderebbero nulla;)
Vi consiglio anche “Divorare il cielo” di Paolo Giordano, i cui protagonisti sono inevitabilmente legati e carichi di bramosia l’uno per l’altra, per quello che non hanno mai avuto. Il desiderio li guida e li stravolge, il corpo è il veicolo fragile e forte della loro violenta aspirazione al cielo. L’uno ha un’inquietudine che l’altra non conosce, un modo tutto suo di appropriarsi delle cose: deve inghiottirle intere. La campagna pugliese è il teatro di questa interessante storia. Buon relax.
Ciao Toro, io divido I libri in tre categorie:
-quelli che ci riconducono inesorabilmente dentro noi stessi;
-quelli che ci permettono di evadere;
-quelli nulli, evanescenti, vuoti.
Siccome molto facilmente mi annoio di me stessa, ho bisogno in gran parte di libri che mi portino via, in altri mondi. Per fare questo però, occorre essere dei “visionari” e ben pochi hanno la fortuna di esserlo. La sola leggerezza di King è quella di permetterti di seguirlo nei suoi abissi, dimenticandoti completamente di te.
Hai ragione : imitato, snobbato, ma ineguagliabile.
Il film era “Stand by me” che ha saputo cogliere le atmosfere magiche di un legame d’amicizia possibile solo ad una certa età…
Tra l’altro diversi suoi capolavori li ha scritti da alcolizzato-cocainomane: più visionario di così!
Toroseduto,
grazie per il riscontro. proverò a leggere il King che hai suggerito.
“La montagna incantata”, che ho letto molti anni fa, mi era parso difficile, ben più di altri di Mann… sempre mi riprometto di rileggerlo, e prima o poi lo farò…
—
Maldamore,
grazie per il suggerimento, di cui, però, già ero al corrente. fino a qualche anno fa la più vicina biblioteca in grado di effettuare il servizio di reperimento di testi in altre biblioteche convenzionate si trovava a circa 5 chilomentri da casa. di recente, invece, posso trovarlo anche in quella del mio paesino, con una passeggiata di meno di mezz’ora, andata e ritorno…
ed è lì che troverò il mio primo King…
—
Esther,
molto allettante anche il tuo suggerimento, che mi sembra in sintonia con i miei interessi su sensi e sentimenti.
Suzanne.
Ritorno su questa “lettera” per ringraziarti di avermi consigliato “La macchia umana”.
Mi ha coinvolto un po’ troppo! Coleman ha la mia età!
Non ti elenco le altre cose in comune. Troppe. Sono quasi alla fine, ma è un libro diverso, non mi aspetto di capire la strada che prenderà nell’epilogo del romanzo. Fa parte di quel tipo di libri che puoi aprire a caso e leggere un capitolo sorprendendoti dello spessore di questo grande scrittore.
Ho deciso di comprare dello stesso autore “Pastorale americana” e “Ho sposato un comunista”.
Rossana
hai trovato i libri che ti ho segnalato?
Forse “La montagna incantata” l’hai letta quando eri troppo giovane per cimentarti con quel capolavoro, riprovaci, è uno dei miei preferiti.
A presto M
Toroseduto,
ho prenotato il libro di King giovedì scorso presso la biblioteca del mio paesino. ieri pensavo di trovarlo (avrebbe dovuto esserci fin da sabato, e invece così non è stato). tornerò a cercarlo in futuro…
intanto sto finendo di leggere “Le confessioni di un ottuagenario”, uno strano libretto di Ippolito Nievo (1831-1861), che aveva catturato la mia attenzione su una bancarella da 1 euro a libro.
di particolare non ha che un linguaggio poetico ottocentesco, con frequenti osservazioni profonde sulla vita e sulle scelte di vita. sembra la storia autobiografica di avventure, più o meno desiderate, in eventi di sicuro interesse storico (Napoleone in Italia, Repubblica di Venezia, primi moti verso l’unità nazionale) ma a me è piaciuto, più di tutto questo, il tratteggio di una strana e affascinante figura di donna dell’epoca, sempre presente in sottofondo.
non credo che per ora tornerò alla “montagna incantata”. in questo periodo affianco saggi a letture d’evasione…
Ciao Toro, non so per quale ragione ma immaginavo potesse piacerti. Anch’io lo sto terminando ( ho interrotto per impegni lavorativi e la lettura si è trascinata un po’ troppo). Avevo anche iniziato Pastorale americana, ma avendo visto il film da poco, non riuscivo a calarmi nella storia senza riproporre alla mente gli stessi fotogrammi. Ho preferito aspettare. Conosci John Fante? Ti consiglio Aspetta primavera, Bandini; se ho capito qualcosa di te, lo apprezzerai.
P.s. sono andata al concerto dei Pearl Jam ; in quei momenti conprendi la forza dirompente della musica. È un flusso energetico che ti attraversa e ti rigenera a lungo…
Ciao Suzanne, seguo tutta la musica, ti capisco riguardo i Pearl Jam. E mi viene tanta tristezza per i cosiddetti rockers italiani. Ligabue che sembra stia cantando la stessa canzone da 20 anni, Vasco che se superasse i confini nazionali, andrebbe bene come artista di strada. Siamo troppo provinciali.
Hai capito molto di me, non ho dubbi. Sento la mancanza di un bel concertone, ma dovrei andare all’estero. Se ho l’opportunità e riesco a trovare compagnia, andrò in qualsiasi parte del globo per riprovare quell’emozione forte che solo la musica dal vivo da. A presto. Ciao
Toro, per me Ligabue è musicalmente defunto dopo Buon compleanno Elvis, mentre Vasco lo trovo inspiegabilmente sopravvalutato. Eddie Vedder, come molti altri musicisti americani soprattutto, crede ancora nella musica come veicolo di pensiero, di lotta, di impegno sociale. In un mondo in cui bisogna vergognarsi ad avere degli ideali, sento terribilmente la mancanza di un De André o un Gaber che cantino la ricerca di un senso al di là delle mere soddisfazioni materiali. Qualcuno che ci faccia “volare oltre”, lontani da un mondo in cui non ci si vuole riconoscere. Ti invidio per essere cresciuto in un periodo in cui l’aria era più frizzante, e si credeva realmente di poter essere VIVI.
Toroseduto,
il romanzo di King che mi hai suggerito non rientra nel genere che preferisco ma è stata comunque una piacevolissima lettura estiva.
grande creatività nella trama. prosa scorrevole, anche se a tratti un po’ prolissa. per i miei gusti, troppi Cristo, merda e compare! ma non conoscendo molto gli autori contemporanei immagino che non sia il solo ad esprimersi con tale attuale linguaggio!
è stato bello, anche, ritrovarmi nei ricordi di quella fredda mattina del 22 novembre ’63, diretta al lavoro, quando sono stata immessa, quasi a forza e per la prima volta, nella quotidianità sociale ed economica di Paesi tanto lontani da una diciassettenne di provincia da sembrare riverberi lunari.
titoli a caratteri cubitali sui quotidiani esposti dall’edicola sul mio abituale tragitto, e la fine degli anni ’50 italiani, da mettersi, quasi involontariamente, a confronto di quelli americani descritti da King.
ieri ho cominciato a leggere “La macchia umana”, con grande interesse…
Ciao Rossana.
Io ho smesso da qualche anno con l'”impegno”. Nella musica e nei libri cerco realtà diverse, La Macchia Umana ti coinvolgerà molto, anche se in alcuni capitoli ho trovato eccessive descrizioni, solo verso la fine del libro ho capito che erano necessarie. Non aggiungo altro per lasciarti il piacere di goderti Questo grandissimo scrittore. Come ho scritto sopra Coleman ha la mia età, e le sue esperienze mi hanno toccato da vicino nel corso degli anni. Insomma un coinvolgimento completo.
Quando avrai finito, prova ad avvicinarti alla Fallaci. Un Uomo. Forse il suo libro migliore.
A presto, Mario
Toroseduto,
a circa metà del libro anch’io ho notato che alcune descrizioni sembrano un di più. e anche a me intriga particolarmente il fatto che il protagonista abbia dal più al meno la nostra età.
fino a due o tre anni fa era molto raro che cinema e letteratura si occupassero di vecchiaia. adesso non è più così ed è piacevole avere confronti con questa realtà, a cui è destinato un numero sempre maggiore d’individui.
per ora mi è molto piaciuto anche l’accostamento, realisticamente crudo, dei due diversi mondi, quello del professore e quello della donna caduta in disgrazia dopo essere nata in una famiglia abbiente. sconvolgente la breve descrizione di come il Vietnam avesse ridotto gran parte dei reduci…
negli ultimi anni preferisco i saggi ai romanzi ma quando c’è il grande autore vanno più che bene anche i secondi.
buon fine settimana!
Che bella questa lettera con scambi di consigli letterari, gentilezza, serenità! Non smettete di scrivere… proverò anche io a leggere i libri citati, steven king per esempio non l’ho mai letto!
Un caro saluto a Rossana, ti sento in forma e mi fa piacere…un abbraccio!!!
Ciao Valinda
Benvenuta nel “club”. Se vuoi qualche consiglio letterario, da me o dagli altri, raccontaci qualcosa di te, l’età, cosa hai letto finora, insomma fatti conoscere. Se hai letto tutto, io ad un certo punto ho consigliato a Rossana di leggere LA MONTAGNA INCANTATA. Lei rispose che l’aveva letto molti anni fa, e non era pronta per questo immenso capolavoro.
Però si riprometteva di riprovarci ora nella maturità. King è un maestro, ma in alcuni libri va giù pesante, bisogna avere le spalle larghe per cogliere appieno la sua intera produzione.
A presto, Mario
Valinda,
che piacere ritrovarti! ogni tanto ti penso. sei una delle persone che più mi hanno confermato la convinzione che vale sempre la pena credere nella positività altrui. ti spero in buona forma.
ho divorato “La macchia umana” e ora ci sto riflettendo su. decine e decine di incisi da copiare, per meglio comprendere il nucleo di osservazioni, a margine della trama narrativa, di maggior interesse per me.
se ti piacciono i racconti, ti suggerisco “La boutique del mistero” di D. Buzzati. per l’esplorazione di mondi interiori, “Tiziano Terzani: la rivoluzione dentro di noi” di G. Germani.
quasi di sicuro sto uscendo dalla spirale di malevolenza qui percepita negli ultimi anni. un contenitore negativo mai sperimentato prima, che rientra nelle dinamiche di gruppo. chi è causa del suo mal ne paghi il prezzo!
non che sia cessato il vento destrutturante: solo che non mi urta più. anzi, sovente ho la sensazione di coglierlo con valenze utili ad approfondimenti di vario genere.
un grande abbraccio.
Toroseduto,
se dovessi descrivere in due o tre paragrafi il Coleman che hai percepito dalla penna del suo “grandissimo” creatore, cosa scriveresti?
se ti va di farlo…
Mi va di farlo, ma non sarò breve. Ho fatto il militare in una base missilistica.400 italiani e 2000 americani. Erano i tempi della guerra nel Vietnam. Ho conosciuto la loro arroganza e disprezzo verso noi popolo sconfitto nell’ultima guerra. Non so se sai come stanno ancor oggi le cose, dove c’è un insediamento militare degli USA qui in Italia, è territorio americano. Questa cosa non mi è mai andata giù. Ricordo l’episodio di circa 20 anni fa, quando un aereo americano per giocare passava sotto il filo di una funivia, sbagliarono i calcoli e tranciarono il cavo che la sosteneva. Morirono una trentina di persone. Il pilota e gli ufficiali furono subito spediti in america. Nessuno andò in galera.
Fatta questa premessa, veniamo a Coleman. Un uomo che rinnega le sue radici è lontanissimo dal mio modo di pensare. E’ un romanzo rivelatore dello squallore che ancora oggi serpeggia in america. Obama è stato l’unico presidente che ho stimato.
Coleman diventa credibile perché fa parte di quella categoria di persone che solo in america possono diventarlo. Riesci ad immaginare un Coleman italiano?
Io no. Forse ti ho sorpreso con quello che ho scritto, ma non amo la sintesi.
Un uomo dotato di un’intelligenza superiore dovrebbe tirarla fuori a 360 gradi. Faunia è la vera protagonista della storia. Ho provato simpatia per le sue vicende, è più credibile dell’immenso professorone. La sua vita non è appartenuta a nessuno, mai. Concludo. Mi chiamo toroseduto perché io sto con gli indiani, ho la casa piena di simboli che ho raccolto durante tutto l’arco della mia vita. Ho sempre pensato che in un’altra esistenza ero un pellerossa. E non sto scherzando. Quindi puoi capire chi sono i miei nemici. Forse ti sconvolgerà questo che ho scritto, ti aspettavi qualcos’altro. Se non altro, con questo puoi farti un’idea più precisa della mia persona. Ciao
Toro, mi è piaciuto moltissimo ciò che hai scritto, e l’idea che mi sono fatta di Roth è un po’ questa : un raffinato critico delle immense contraddizioni del popolo americano. Anche leggendo “Pastorale americana” si cammina su un sottile filo che separa il “pubblicamente corretto” dalle gigantesche voragini di paura e irrazionale. La grande farsa del sogno americano insomma.
Anche per me Faunia è colei che ne esce meglio: spirito talmente libero da non assoggettarsi nemmeno al vincolo della cultura nelle sue primissime forme ( finge addirittura di essere analfabeta). Coleman è la grande vittima della macchia umana, la sua macchia umana interiore prima ancora di quella di un mondo grottesco.
Purtroppo scrivo dal cellulare perché ho il pc fuori uso quindi non riesco a scrivere molto.
Rossana cara anche io ti ho pensato spesso!! diciamo che sto benino soffro un po’ la mancanza di un compagno e di una vita sociale appagante. Ma sto cominciando a capire che bisogna accettare ciò che non dipende da noi e nn si può cambiare…anche se non è facile trovare la propria dimensione in tutto questo.
Toroseduto il mio scrittore preferito è Bukowski del quale ho letto quasi tutto. Comunque sono passata in libreria e visto che c era un’offerta ho preso il dottor sleep di king…vi farò sapere se mi è piaciuto, spero mi coinvolga così magari ne leggerò altri!
Rossana penso che la lettura aiuti molto nei casi di “solitarietà” diciamo..che ne pensi..?
Ciao Valinda.
Io non vengo spesso sul direttore, penso che mi hai conosciuto su questa mia lettera. Rossana la conosco da moltissimi anni, è sempre presente, abbiamo quasi la stessa età ed un vissuto non molto piacevole in comune. Con te ho in comune la solitudine. Ma non me ne faccio un cruccio. Ho, oltre la passione dei bei libri, la mia medicina infallibile: comporre musica. Mi piace molto il tuo modo di porti, garbato, sereno, in punta di piedi…poi ho la fortuna di abitare in provincia di Napoli, fra poco, a mezzanotte andrò a fare una passeggiata sul lungomare, mi porto un panino e una minerale, vado sugli scogli e mi godo il suono del mare. Guardo le stelle, respiro profondo e non so a che ora farò ritorno a casa.
Ti dispiacerebbe parlarmi un po di te? Penso che mi piacerebbe avere un’altra amica con cui parlare e commentare i libri che leggiamo.Penso che hai scelto un libro non molto adatto per cominciare con king. Vedi se trovi “STAGIONI DIVERSE” è in edizione economica.
E’ un libro di tre racconti LE ALI DELLA LIBERTA’ L’ALLIEVO e STAND BY ME. Questi racconti sono diventati dei bellissimi film, ho i 3 DVD, comprati in edizione economica, ma ne è valsa la pena.
Buona Notte