Un tuffo nel passato
Riferimento alla lettera:
Rieccomi qui dopo circa 15 anni a scrivere una "Lettera al Direttore". Preciso che non ho mai smesso di leggere le lettere pubblicate. Ormai è appannaggio dei giovani (per me che a settembre compirò 70 anni) pubblicare i patemi amorosi. Sembra quasi una cosa fuori dal mondo, chi scrive su...
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Data di pubblicazione: 28 Maggio 2018
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Categorie: - Me Stesso
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va benissimo, ognuno sa per se’. dall’esterno vi vedevo buoni amici e non vedevo ostacoli a un semplice scambio via mail piu’ privato per approfondire l’amicizia, ma ognuno sa per se’. un saluto a entrambi, buona continuazione. 🙂
@rossana
ho finito di leggere un libro che in gioventù non avevo apprezzato. Il gioco delle perle di vetro di Hermann Hesse. Che sicuramente conoscerai, se non l’hai letto te lo raccomando vivamente, purtroppo è vero che per apprezzare certi capolavori bisogna avere una certa maturità, intellettuale e una lunga esperienza di vita!
Ciao
Toroseduto,
seguendo il tuo suggerimento sto leggendo “Il lupo della steppa”. Ho così capito la ragione per cui lo hai consigliato in particolare a Beppino.
Sono arrivata a poco meno di metà: interessante e originale il tema. Ovviamente, molto ben delineato, anche se da qualche anno trovo più “succosi” i saggi.
Passi di magistrale sintesi, da annotare:
– “… possedeva quell’oggettività quasi fredda, quella sicurezza di pensiero che hanno soltanto gli uomini veramente dotati di spirito, i quali sono senza ambizione e non desiderano mai di brillare o di persuadere gli altri o di aver ragione ad ogni costo.”: obiettivo che credo irraggiungibile per la maggior parte degli esseri umani. forse, dipende dal tipo di temperamento del soggetto e dalla sua caratteristica predominante, fra fisicità e raziocinio.
– “La solitudine è indipendenza: l’avevo desiderata e me l’ero conquistata in tanti anni. Era fredda, questo sì, ma era anche silenziosa, meravigliosamente silenziosa e grande come lo spazio freddo e silente nel quale girano gli astri.”: per me, è stata una conquista così lenta e faticosa che adesso, quando ne vengo richiamata fuori, provo sensazioni d’instabilità e di timore. quasi come se corressi il rischio di perdere una parte importante del mio attuale modo di essere, molto diverso da quello dell’indole naturale.
Non ho letto “Il gioco delle perle di vetro”. Ti va di riportarne qualche passo per eventuali confronti?
Un caro saluto.
“Oh! Poter diventare sapienti!”esclamò Knecht. Trovare una dottrina, una cosa nella quale si possa credere! Tutto si contraddice, tutte le cose si sfiorano senza incontrarsi,non vi è nessuna certezza. Tutto si può interpretare così e se si può anche interpretare viceversa.Si può spiegare tutta la storia universale come evoluzione e progresso e d’altro canto si può scorgervi nient’altro che decadenza e assurdità.Ma non esiste dunque una verità? Non c’è una dottrina vera e valida?
Il Maestro non l’aveva mai udito parlare con tanto impeto. Disse “La verità esiste, mio caro,ma non esiste la dottrina assoluta, perfetta, che da sola dà la saggezza.E tu,amico,non devi neanche desiderare una dottrina perfetta,bensì il perfezionamento di te stesso.La divinità è in te, non nei concetti e nei libri. La verità si vive,non s’insegna.Preparati a combattere,Josef Knecth,vedo che la lotta è già cominciata”
Ciao Rossana, è un libro molto più impegnativo del lupo, Hesse ebbe il Nobel grazie a questo libro. All’epoca fu vietato in Germania. Qui ho trovato la sua maturità, la completa padronanza su quello che vuole comunicare,mi riesce difficile estrapolare da un libro così complesso. E’ sicuramente il migliore per uno scrittore che aveva molti intellettuali che gli remavano contro, bisogna entrare pienamente nel suo mondo, non è un libro per tutti, te lo raccomando vivamente.
Ciao, alla prossima
Toroseduto,
– “non devi neanche desiderare una dottrina perfetta,bensì il perfezionamento di te stesso.”: secondo me, è il lento e complesso affinamento di se stessi che può, eventualmente, portare a una propria dottrina, tutt’altro che perfetta e nella migliore delle ipotesi valida solo soggettivamente.
anche in merito alla fede, il suggerimento più appropriato sembra essere quello di limitarsi ad accogliere quanto al nostro sentire è convincente, scartando tutto il resto.
di recente ho trascorso sei mesi molto lontano da casa, immersa in una cultura tanto diversa dalla nostra; isolata, anche per l’incapacità di comprendere e parlare la lingua del Paese, ostica e chiusa. ne ho approfittato per un approfondimento sulla mia indole e sulla mia modalità di esprimerla.
ho letto Montaigne, Tolstoj, Rousseau, Pascal e Twain, nei loro diari o confessioni intime, e ne ho tratto, finalmente, la similitudine con i seguaci di Pirrone, scettico prima maniera ma NON sofista.
– “La verità si vive,non s’insegna.”: infatti, c’è grande differenza fra quello che si decide e si fa per sé e quello che, talvolta, si dice o si suggerisce per altri, immedesimandosi il più possibile nelle loro situazioni, come descritte.
gli estratti pubblicati, sottolineati dalle tue opinioni su “Il gioco delle perle di vetro”, sono più che convincenti. lo leggerò, consapevole che un Nobel non è un riconoscimento di poco conto. grazie per averne illustrato i meriti.
buon pomeriggio!
Ciao Rossana.
Proprio ieri sono andato alla Feltrinelli.
Giravo per i vari reparti cercando qualcosa di nuovo. Ogni tanto devo cambiare genere, come d’abitudine scarto gli autori italiani, ho avuto troppe delusioni tranne qualche rara eccezione.
Nello scaffale “Religione ed Esoterico” presi in mano un libro a caso, “I Vangeli Apocrifi”. Leggo che c’è la prefazione di Dario Fo, il “nostro Nobel” mi ha convinto! Ho letto il suo commento e sono andato alla cassa, 17 euro.
Sono sicuro che era quello che cercavo, dalle religioni sono molto distante, ma la stima che ho sempre avuto per Fo, sono stato a vederlo in teatro varie volte, lo considero un gigante! Due ore da solo in scena spaziando su tutto e su tutti, senza mai annoiare, solo lui poteva farlo.
Poi ti farò sapere, in questa oasi di tranquillità che è diventata per me questa lettera.
buona serata!
Toroseduto,
anch’io trovo questa lettera piacevole e rilassante: mi ricorda vecchi tempi e lontani vissuti.
intorno ai 22 anni ho assistito, in una memorabile serata di periferia, a bassissimo costo (so che non ci si sarebbe potuti permettere di più), a una delle prime recite all’aperto di Dario Fo: “Mistero buffo”.
quasi pleonastico confermare che da allora Dario e Franca sono stati una delle coppie che più ho apprezzato in tutti i sensi, benché non mi sia stato più possibile godermeli dal vivo.
i vangeli apocrifi interessano parecchio anche me. ho da tempo in casa quello “secondo Giuda” ma finora ho preferito lasciarlo in attesa, perché, a tratti, mi concentro su quello di Marco, che è il mio preferito.
mi farà piacere conoscere le tue impressioni sul nuovo acquisto.
ricambio l’augurio di buona serata!
ciao Rossana, vedo che ti sei eclissata, forse non mi leggerai, non importa,tengo fede all’impegno preso.
Dopo un’accurata lettura di 600 pagine, ho relegato “I vangeli apocrifi” nei libri da evitare.
Ad un certo punto sono una vera tortura! Sarà che io cerco altre cose, la meditazione introspettiva, il lato Storico delle vicende, non c’è niente di tutto questo! Ipotesi, forse si, forse no, quasi mai… Insomma una fregatura, almeno per me, non sono uno storico e nemmeno uno “stoico”. Ritorno ad Hesse, mi rileggo Siddhartha, mi fa ritrovare i miei momenti migliori letterari. Cosa fai di bello? Ho fame di un libro che mi faccia risalire la china, Un caloroso saluto, toro
Toroseduto,
stavolta non mi sono volontariamente eclissata ma ho ricevuto l’invito a una lunga vacanza da parte degli amministratori del sito che non ho potuto rifiutare.
grazie per la recensione sui “vangeli apocrifi”, che conferma le mie supposizioni in merito. mi limiterò a dare un’occhiata a quello che ho in casa…
per quanto riguarda le mie ultime letture, sia per “Il lupo della steppa” di Hesse che per “L’idiota” di Dostoevskij, sono stata spiacevolmente sorpresa da quella che mi è parsa una lunga preparazione a un finale rapido e conciso, con effetto sorpresa, al di là di più calibrate aspettative.
ovviamente, tutto molto apprezzato il resto.
attratta dal solo titolo, ho prenotato in biblioteca “Piccola storia dell’amore” di Armando Torno, di cui non ho mai letto niente. è un argomento a cui sono da sempre interessata e spero di trovarvi qualche nuovo spunto…
hai mai letto “Il vicario di Wakefield” o qualcosa di Goldsmith?
un caro saluto.
Ciao Rossana.
Oggi dopo una settimana di impegni mi sono connesso e letto che sei ritornata. Non ho riletto Siddharta, sono stato alla Feltrinelli e ho trovato un libro di Hermann Hesse, DEMIAN. Come al solito mi sono entusiasmato alla lettura di questo libro che ha una storia strana. Hesse lo scrisse sotto falso nome nel 1919. “Appena uscito il libro Thomas Mann confessò allo scrittore Joseph Ponten, viaggiatore,novelliere e romanziere renano (1883-1940):[…] Un libro che recentemente mi ha fatto molta impressione è DEMIAN, Storia di una giovinezza di Emil Sinclair. Mi sono subito informato dell’autore, della sua età eccetera. Se ha tempo legga questo racconto! Secondo me è una cosa straordinaria.Intorno a a quel Sinclair non ho potuto apprendere quasi nulla,egli si circonda di mistero.Fischer, al quale mi ero rivolto, mi rispose di aver avuto il manoscritto tramite Hesse: sarebbe opera di uno scrittore giovane,malato,che vive in Svizzera. Sono lieto che lei approvi (continua)
così vivamente il mio giudizio su Demian. Se l’autore non facesse capire che non desidera essere disturbato,credo che gli scriverei.”
Di Goldsmith ho letto qualcosa, ma il mio spaziare a volte mi fa confondere. A te posso dirlo, la memoria fa cilecca ad una certa età! Comunque te lo raccomando vivamente,impossibile estrapolare qualcosa, “La vita di ogni uomo è una via verso se stesso” Demian che sembra vivere fuori dal tempo o uscire da un passato senza età,basata sull’autoconoscenza e sulla responsabilità” Questo è quanto riportato nella postzazione del traduttore Ervino Pocar.
Ora sono impegnato con una “rilettura”,cosa che faccio quando non ho niente di buono tra le mani. IL VECCHIO E IL MARE di Hemingway, che mi entusiasmò molto in gioventù.
Sono felice di averti ritrovata, mi piace questo spazio dove ci scambiamo le nostre impressioni letterarie, sei più di un’amica, dico questo perché per gli amici reali sono un fissato che legge troppi libri. Non commento, alla prossima. Ciao
A 34 anni su questo sito dal 2012, posso dirti che purtroppo argomenti interessanti non ce ne sono piu’ dal 2013. Solite storielle che bene o male tutti abbiamo vissuto e/o subìto. Purtroppo, oggi n9n ci sono piu’ certi valori, che tutti pretendono ma non danno.non c’e’ piu’ la voglia di fare, di vivere. Ci limitiamo a sopravvivere e nulla piu’. Amicizia e amore, i 2 sentimenti piu’ inflazionati di sempre. Viviamo in una ridicola societa’ malata, che pretende, e pretende di imporre solo cose sbagliate, inutili, orrende. Una societa’ che ti consuma, come suole di scarpe. Purtroppo, si puo’ solo sperare.
Toroseduto,
anch’io sono contenta di questo spazio d’interscambio sulle letture e ti considero da sempre un amico virtuale.
“Il vecchio e il mare”, letto anni fa, mi è piaciuto talmente tanto da essere uno dei pochissimi libri che ho voluto rileggere.
Non so se a breve seguirò il tuo suggerimento su Demian perché sto portando avanti, con fatica, una ricerca su religione/filosofia, ma lo terrò presente per quando mi sentirò di dover fare una pausa da argomenti troppo “pesanti”.
In settimana andrò a ritirare in biblioteca il saggio sull’amore che ho prenotato, e poi ti saprò dire se mi avrà comunicato qualcosa di nuovo…
un caro saluto.
PS: La memoria, purtroppo, fa sempre più spesso cilecca anche per me…
Anam,
concordo con la tua visione del sito negli ultimi cinque-sei anni.
Tuttavia, per me LaD resta il miglior spazio d’interscambio, sia per “dolori giovanili”, che hanno il loro peso all’inizio delle relazioni di coppia, che per problemi esistenziali più seri oppure per introspezioni personali più complesse.
Sulla società sono, invece, un po’ meno pessimista. A mio avviso, c’è tanto male e tanto malessere ma c’è anche parecchio di buono rispetto al passato, soprattutto per la libertà femminile da poco acquisita e per le migliorate capacità di assistenza e di cure mediche.
Rossana 114.
Liberta’ femminile? Temo sia solo limitata.
Rispetto al mio discorso sulla societa’, e’ una cosa che continuo a vedere ogni giorno purtroppo.
Anam,
“libertà femminile limitata” in che senso? se ti va di spiegare…
quanto alla società, è ovvio che si tratti di percezioni soggettive, dovute a molteplici fattori: età, esperienze, condizioni di salute, ambienti più spesso frequentati, ecc…
personalmente cerco di trovare, se minimamente possibile, aspetti positivi da controbilanciare a quelli negativi, che pesano sempre di più. non voglio lasciarmi andare a pensare che il passato sia stato migliore del presente: per me, in entrambi i contesti c’è sempre di tutto un po’…
Rossana , con rispetto …ma che la pubblica sanità oggi funzioni meglio di ieri mi pare proprio una corbelleria
Esattamente due giorni fa, in una delle città più fighette ed industrializzate del nord Italia …entrava un mio conoscente anziano alle 8 in pronto soccorso con una gamba gonfia e ci è uscito a mezzanotte con la proposta di tornare il giorno dopo per “cause tecniche”
Per non parlare poi delle formiche e scarafaggi delle stanze di ospedale , delle tac mal eseguite, di dottori che sbagliano diagnosi , dei mostruosi tempi di attesa etc etc
Ovviamente non è sempre così, ma in un paese civilizzato (e con una tassazione tra le più care d Europa ) questo non è affatto accettabile
Rdf,
hai ragione: per quanto riguarda l’ordinario bisogno di assistenza la pubblica sanità oggi non funziona affatto meglio di ieri. Liste d’attesa infinite, costi elevati e attendimenti di pronto soccorso da incubo, soprattutto per gli anziani.
Per capacità d’assistenza e di cure mediche mi riferivo a casi molto seri, in cui, forse per fortuna, ho potuto apprezzare vere e proprie efficienze ed eccellenze (un intervento al cuore, riuscito nonostante non fosse data alcuna certezza – c’era anzi inizialmente un rifiuto a intervenire -; un intero ciclo d’esami in meno di 20 giorni per un sospetto di cancro; un day-service in cui in una sola mattinata vengono eseguiti 5 controlli diagnostici).
Forse si deve avere un piede o un mezzo piede nella fossa per vedere i progressi della medicina negli ultimi venti anni!
Ho deciso di riprendere su questa lettera per poter parlare in santa pace, visto che hanno spostato il tuo commento e quello di Rossana nella Chat.
Suzanne non conosco l’autore che hai citato, parlamene un po, sono alla ricerca di qualcosa di buono. Ho finito di leggere i vangeli apocrifi! Figurati! Interessanti, ma alla fine mi hanno stancato, non ho nessuna religione, qualche simpatia per i buddisti, anche io sono convinto dell’immortalità dell’anima. Mi hanno convinto Brian Weiss e Herman Hesse. Ho tutti i libri di questi autori. Un’altro autore, premio Nobel José Saramago, ho trovato molto interessanti le sue performance, anche di questo autore ho tutti i libri. Quando m’innamoro di uno scrittore valido vado fino in fondo!
Cosa pensi della Fallaci? Escludendo lettera ad un bambino mai nato, ho tutto quello che ha scritto. Stranamente è l’unica donna che mi ha affascinato come scrittrice. A presto, Ciao
Ciao Toroseduto, anch’io passo fasi di dedizione ad un unico autore, credo perché quando entri in un mondo che senti un po’ tuo, per svariati motivi, non vorresti più uscirne. John Fante è uno scrittore americano figlio di italiani immigrati di cui mi sono innamorata qualche anno fa. Ti consiglio, in questo ordine, Aspetta primavera Bandini e Chiedi alla polvere. Penso proprio che potrebbero piacerti.
Leggo poche autrici femminili, la Fallaci non la conosco proprio, forse per un pregiudizio nei suoi confronti non mi ha mai attirato. Da poco ho “scoperto” e mi sono letteralmente innamorata di Isabelle Allende, anche perché la cultura sud americana per me ha un fascino impareggiabile. Ho adorato La casa degli spiriti e tanti altri suoi romanzi sul Cile e sulla storia di quel Paese.
I Vangeli Apocrifi mi ero ripromessa di leggerli durante i miei primi anni universitari, ma poi me li sono persi per strada. Magari tra qualche anno ritroverò l’interesse, chi lo sa…
Toroseduto,
hai letto i saggi di Montaigne? per me, sono il miglior libro in assoluto, scoperto solo un paio d’anni fa. forse per la sua capacità di non prendere posizione e di guardare ogni valore e ogni esperienza da diversi punti di vista.
scarsa la sua vita di coppia, come forse era comune nel ‘500, ma ricchissima una sua amicizia, che, pur essendo rivolta a un uomo, aveva caratteristiche di affinità tali da renderla molto vicina all’amore, quello platonico, ovviamente, privo dell’impulso dei sensi.
Allora Suzanne ho preso nota dei 2 libri che hai proposto.
Rossana non ho letto i saggi di Montaigne, ma è il titolo di un libro o di vari libri? Illuminami.
Fra qualche giorno vado alla Feltrinelli, mi preparo per l’estate. Per prima cosa devo allungare la libreria, ho libri sparsi dappertutto, voglio organizzare un archivio per ogni autore.
Suzanne prima di leggere i vangeli apocrifi,devi leggere la bibbia. Dico questo per la mia esperienza. Molti anni fa comprai un libro, 8 volumi,Storia comparata delle religioni.Questo è un discorso a parte, ho fatto anche 3 anni di studi biblici dai gesuiti. In un’atmosfera strana, si doveva solo ascoltare, solo dopo si poteva parlare con qualcuno degli oratori. Scelsi il più autorevole e gli posi questa domanda: Da dove è saltata fuori la sceneggiata della via crucis? i 4 vangeli canonici, dicono la stessa cosa, gesù dopo la flagellazione non si reggeva in piedi, Non ha mai portato la croce! Le varie cadute sono un’invenzione, apriti cielo!
Mi lanciò uno sguardo torvo, e gli risposi con altrettanta cattiveria. Mi disse che era una tradizione nata nel 600, e man mano era stata ampliata.
Ma questo, secondo lui non giustificava la mia osservazione. Se hai un nuovo testamento puoi controllare, dicono tutti la stessa cosa.
Dato che sono sempre stato irriverente, in tutte le questioni. Salutai il grande maestro e cominciai a leggere per conto mio. Sull’argomento ti propongo un libro molto illuminante I SEGRETI DEL VATICANO di Corrado Augias. Storie, luoghi, personaggi di un POTERE millenario. Insomma non puoi leggere gli apocrifi se non ci arrivi preparata. Te lo raccomando fortemente, ho molta stima di Augias, non è un romanzo, è storia. Alla prossima, Ciao
Toroseduto,
i “Saggi” di Montaigne sono raccolti in un solo libro, di più di mille pagine, rivisti a ogni nuova edizione (ce ne sono state tre).
si tratta di un’analisi soggettiva dei più diversi aspetti e attitudini dell’essere umano in genere, partendo da episodi e concetti del passato classico. quasi un tentativo prima del tempo di maturazione sociale di una seria e profonda analisi di sé, con la conclusione che: «La sola certezza è che niente è certo e che nulla è più misero e superbo dell’uomo».
l’opera è concepita in divenire, come in divenire è l’uomo e la sua storia.
ho letto la Bibbia qualche anno fa e mi è parsa lontana nel tempo, a tratti poetica, in altri storica ma quasi sempre abbastanza arida. forse per la mia carenza di capacità d’approfondimento.
grazie per la segnalazione del libro di Augias (un autore che mi piace e che ritengo attendibile). me lo procurerò dopo aver letto la “Morfologia della favola”, che dovrebbe essermi consegnata a breve.
Ciao Rossana.
Devo confidarti che purtroppo alla soglia dei 72 la memoria fa cilecca.Dico questo perché la citazione che hai riportato di Montaigne la conosco, ma non ho letto i saggi, forse è una citazione che ho letto da qualche altra parte. Comunque ho aggiunto anche questo ai 2 libri citati da Suzanne. Mi manca un quarto libro, ho 100 euro da spendere, ho ricevuto la rata bimestrale per una mia composizione musicale da una rete televisiva con cui collaboro.
Ho un’abitudine che ai più può sembrare strana, ho sempre 2 libri sul comodino di genere diverso. Uno introspettivo e un’altro “leggero” a seconda dell’umore e del tempo a disposizione, mi capita di “entrare” visceralmente in quello che sto leggendo tanto che a volte mi alzo dal letto e mi siedo in cucina. Ricordo che alla prima lettura di “La montagna incantata” 1300 pagine, ho visto sorgere il sole, l’ho letta 2 volte. Ciao