Un pene piccolo fa godere lo stesso?
di
ciabattina
Riferimento alla lettera:
Bè tanto x incominciare son sempre stata una che diceva che la lunghezza e grossezza di un pene non contasse niente, fino a quando non ho trovato il mio ragazzo che non raggiunge i 10 cm. All’inizio quando sono asciutta anche se è un pene piccolo mi fa piacere perché...
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Walk,
il problema consiste PROPRIO nel fatto che quel tipo di donna non rientra nella maggioranza.
è già così difficile trovarsi in una buona “sintonia a due” mentalmente ed emotivamente che, a volte, il dover far quadrare anche aspetti fisici particolari (come sarebbe una piccola gobba sulla schiena) non può che essere un ostacolo in più.
ammiro chi supera questi intoppi (conosco una donna che ha una voglia violacea che le deturpa gran parte del labbro inferiore) ed è, ciononostante, tenerissimamente amata da un uomo quasi perfetto e più che affascinante… anche una zia acquisita aveva un piccolo problema a carattere fisico ed era molto amata da un uomo ricco di ottime qualità.
in alcuni casi le doti psichiche devono di gran lunga prevalere su tutto il resto. ma soltanto persone speciali possono trovare negli aspetti più profondi del rapporto amoroso un punto d’incontro più arduo e più raro della norma.
si riduce il ventaglio di possibilità, e questo non si può fare a meno di riconoscerlo.
leggete bene questa lunga carrellata di pareri (raccolti da un esperto) e poi ne riparliamo, va.
https://medicinaonline.co/2016/09/04/le-dimensioni-del-pene-contano-o-no-le-confessioni-senza-censura-delle-mie-pazienti/
Un saluto a tutti/e
E’ parecchio che non scrivo ma vedo che qualcosa si e’ mosso nelle posizioni..
Meglio cosi’.Ho letto recentemente qualche intervento decisamente apprezzabile(Maria Grazia su tutte)e vedo che Roland e’ meno rigido e piu’ pragmatico …
Rimango dell’idea che tutti/e centrino in qualche modo il problema.
Concordo con Maria Grazia su tutto a parte un punto:”l’imprinting” negativo (e che scrivendo qui concordo che aumenti)non si smuove facilmente nonostante le obiezioni e i distinguo logico razionali di quello che c’e’ oltre siano convincenti.
Non e'”quello che e'”il problema. quanto”quello che si percepisce”.E’ come,in un caso opposto, confutare un problema fintamente oggettivo(ad es un filo di cellulite che io non lo vedo tale)che pero’ si scontra con la valenza soggettiva (e quasi paranoica)che ne da alla donna .Qualsiasi rassicurazioe logica e vera e totalmente sincera si scontra con la realta’ percepita.
Facendo una matafora artistica la realta’ che rappresentava Van Gogh non era quella che appariva ma quanto quella che viveva e sentiva.Lo stesso in modo molto piu’ accentuato nella pittura moderna dove spesso si fa fatica ad entrare nella percezione della realta’ dell’artista..
E non e’ che SOLO uno sforzo individuale fa cambiare la percezione.Smettere di fumare ad es e’ un lavoro difficile ma realizzabile con una buona dose di volonta’ e di sacrificio.Certo lo sforzo individuale e’ fondamentale ed e’ una base necessaria ma le percezioni negative (e Fantasma insiste da sempre su questo)sono spesso la somma di esperienze complesse nelle quali la matassa da dipanare a volte e’ complessa..
Soluzioni?
Un’analisi equilibrata e realistica di quello che vuole una donna.E cioe’ che non e’ sempre e solo a valutare “quell’aspetto”ma ha priorita’ ben piu’ urgenti(l’educazione dei figli,far quadrare il bilancio,una vita tra casa e lavoro che spesso non ti fan venire in mente sesso e altro).Una ricerca di…
….Una ricerca di tranquillita/benessere economico e’ molto piu’ sognata che il resto.Come anche una condivisione di interessi o passioni in comune.
Questo non vuol dire che la donna POSSA in astratto avere certe preferenze(ma questo vale per ogni ambito).
L’equivoco di fondo e’pero’ pensare che certe caratteristiche abbiano spesso una valenza ostativa tale da scoraggiare uno sviluppo delle relazioni.Ci sono situazioni sfumate e intermedie di ogni genere prima accennate nelle quali altri elementi hanno una valenza CHE NEL TEMPO progressivamente diventano superiori..
Rimanendo ad es nella parte fisica tanto per essere capiti meglio una mia amica (navigata)che non disdegna certe caratteristiche ha specificato che le stesse da un punto di vista puramente pratico sono nettamente meno importanti rispetto al sesso orale fatto bene(che lei preferisce di gran lunga).Quindi a volte e’ un’aspetto mentale o un imprinting pseudoculturale a determinare certe idee o a fare esternare convinzioni ma poi la realta’ e’ diversa.
Le donne vanno pero’ anche valutate e mi rifiuto che non ci si possa fare idee precise vedendo qualche elemento
Esempio:sabato in pizzeria vedo una 50enne,anno piu’ anno meno,con minigonna attilatissima,tacco 12,con piercing al naso(volgarissima)accompagnata da un uomo piu’ giovane di almeno 15 anni.Facevano un po’ pena..E’ chiaro che da una donna del genere non puoi aspettarti una serata a discutere di Hegel o Schopenauer o dell’ultima mostra d’arte :lei vuole una cosa ed e’ probabile che non ci sia nessuna valenza emotiva e che ci si fermi in superficie e che il resto venga da se..
Come e’ probabile che se fai un’inchiesta fuori dalle discoteche(se ne sono postate tante sull’argomento)la risposta e’ spesso univoca un po’ perche'”bisogna” adattarsi al trend delle risposte date in precedenza,un po’per il taglio delle domande volutamente provocatorie..
Se ci si ferma a quel tipo di donne e le prendiamo come rappresentanti…
Roland
Interessante il link del post 14303…
cosa pensano veramente le donne…
la cosa che più conta secondo me oltre ad
averlo duro per tutta la durata del rapporto,
diciamo mezz’ora perchè troppo stufa le donne…
e poi penso che per loro l’ideale sia tipo 15…17…
di più è bello da vedere …ma si scontra con problemi pratici e può far male…
Poi però penso che questo sia l’ideale, ma nella
realtà vadano bene anche misure più ridotte.
Conta molto il sentimento, la dolcezza, la complicità..non penso proprio che vogliano
solo lo stantuffamento…le donne sono molto mentali…gli uomini più fisici…
Roland ciao ho letto…
Ti faccio pero’ una premessa:questo medico, a mio parere,e’ eccessivamente “tuttologo”.Spazia un po’ troppo in troppi campi.Ho l’impressione che abbia capito bene la potenza del web e aggiunga argomento su argomento purche’ il suo nome venga fuori.
E chiaramente posta le esperienze che possono avere piu’ cassa di risonanza con le risposte che possono provocare piu’ controbiezioni e che possono suscitare attenzioni(omettendo anche delle altre che passerebbero piu’ in silenzio).
Poi dei suoi gusti musicali onestamente non me ne puo’ fregare di meno..E chi poi puo’ certificare che le risposte siano autentiche o meno?Esiste traccia?
Al di la’ di questo mettiamo il caso che siano vere e che il campione sia rappresentativo del pensiero femminile.Se ti ricordi sai quello che penso in merito e le risposte POSSONO tendenzialmente dire il vero perche’ dire che siano del tutto indifferenti non e vero e lo sappiamo e collimano con quello dettomi di persona.Hanno pero’ un limite:sono decontestualizzate da tutto il resto(si omette la valenza del portatore che e’ essenziale)e dimmi se e’ poco…Se con una persona si condividono interessi comuni,si fanno le vacanze ai tropici,e se questa persona ti permette di toglierti sfizi senza pensare con ansia al fine mese e se con lui/lei si riesce(fortuna loro)ad avere un dialogo a 360 gradi come si valuta la persona nel complesso?Per forza questa sara’ tradita?O non subentra stima sincera o quantomeno nel caso negativo un atteggiamento di “real politik”??
Altre volte ho poi fatto notare la differenza tra il valore simbolico( alla cui base a volte c’e’ un po’ di vanita’) che e’ dato dal parlare/ricordare esperienze presenti o passate(della serie”tizio aveva un …”)e dalle quali e’ lecito percepire una posizione di un certo tipo e il valore reale fatto di esperienze non sempre piacevoli o ricordate positivamente
alberto, ho trovato il tuo ultimo intervento davvero interessante, indipendentemente dagli apprezzamenti che mi hai espresso, devo però farti un appunto, anzi due ( spero tu non me ne voglia ):
Primo punto: le nostre paranoie sui nostri difetti fisici ( come la cellulite ). Secondo me queste fisme non dipendono SOLO da noi, ma in noi sono presenti nella misura in cui gli altri sottolineano le nostre imperfezioni. Una ragazza nel complesso carina ma con qualche piccolo difettuccio, finirà per sentirsi un cesso se tutti le fanno sempre notare solo i suoi “difettucci” sorvolando su tutto il resto.
Punto secondo: la tipa volgarotta e stagionata che si accompagna al tizio più giovane. Io sono lontana anni luce dalla descrizione fisica di questa tizia, pur essendo QUASI una sua coetanea ( io di anni ne ho 43 ). Però prendo comunque le sue difese in quanto ritengo che NON E’ DETTO che in questi casi l’ abito FACCIA SEMPRE il “monaco”, e che anche una persona così potrebbe benissimo nascondere tutto un suo mondo interiore che magari noi non immaginiamo. Basarsi solo sulle apparenze può essere a mio avviso fuorviante, anche se personalmente non mi acconcerei come la signora in questione.
Detto questo, per il resto concordo su tutto quello che hai scritto.
Un saluto!
Ciao Maria Grazia ..certo e’ anche come dici tu..(e cioe’ che il difetto o presunto tale ti venga fatto notare e cioe’ che in qualche modo abbia una causa esogena)
Si puo’ poi discutere sulla singola osservazione(a volte gratuita,a volte di cattivo gusto,a volte senza fondamento)e giudicare poi se l’artefice vuole solo fare ironia o lo pensa realmente.E soprattutto da chi proviene la critica.Io personalmente NON LO FAREI MAI a meno di situazioni conclamate e soprattutto FRUTTO di cattive abitudini alimentari/di vita ecc.
Allo stesso tempo pero’ si puo’ ribaltare al maschile la stessa situazione perche’ certi ragionamenti nascono ANCHE da sottolineature esterne (femminili).E allora se la componente esterna ha una sua ragione d’essere nella formazione di certi complessi estetici(in questo caso cellulite ma i casi sarebbero ampi)allo stesso tempo ha anche una qualche ragione di essere nella formazione di eventuali complessi maschili.Nessuna ha piu’ o meno valenza dell’altro.
A questo punto si fa(senza volere) un po’ il gioco delle parti:tu da un lato ammetti che certi giudizi possano alimentare certi complessi ma(sempre coerentemente)deprivi o minimizzi,con convinzione,il tema misure del pene(che sono sicuro e’ il tuo vero pensiero).Io pero’ posso fare l’opposto(con assoluta onesta’ intellettuale) e allora si va avanti a parlarne.E’ li il punto :l’irrigidimento nelle posizioni nasce dalla sensazione di”mancata percezione” da parte dell’altro che si possa avere un problema perche'”per quel tipo di problema” non ha senso parlarne piu’di tanto.
E forse e’ vero perche’ in 10 anni e’ stato sviscerato di tutto e di piu’.Ma lo sviluppo delle emozioni cambia come cambia la percezione
(segue)…come cambia la percezione allora trovo giusto continuare a parlarne anche se tutto puo’ sembrare deja vu,noioso e tutto quello che vuoi.
E’ interessante anche comunque capire l’evoluzione e i contenuti di quello che scrivevi anni fa e di quello che scrivi adesso e vedere (da parte mia)come il parlarne si e’ sempre piu’ spostato da un piano analitico a un piano psicologico cercando di parlarne emotivamente con il minor distacco possibile:a volte ci riesci a volte meno..
P.s.Ti assicuro che per quella 50enne l’abito faceva il monaco(lavorando al pubblico da parecchio ho sviluppato una capacita’ di osservazione di un certo tipo e mi faccio un’idea della persona prima che inizi a parlare:ho fatto anche studi sul tema di un certo tipo)..Chiaro che non le faccio una colpa sia chiaro perche’ non voglio giudicare in assoluto male una persona e il buono/cattivo gusto e’ comunque soggettivo e non voglio/devo dare giudizi morali su qualunque persona che non conosco..
Ps.E sempre un piacere leggerti(anche quando su qualche punto non collimiamo del tutto)
Ciao
Scusate ragazzi se rispondo solo ora ma ho il ciclo e sono stata poco bene. Ringrazio Alberto per i gentilissimi apprezzamenti, anche per me è stato un piacere leggerti. E penso di aver capito cosa intendi dire quando parli di riuscire a “studiare” le persone. A presto
@ Roland : certo che il ” (e circa 13 cm di diametro)” da parte del ” luminare ” di medici on line fa ridere.
Inoltre, di fronte alle risposte che unanimemente dimostrano che le dimensioni contano, risponde ai lettori con battute penose, proprio da andrologo che non sa cosa dire.
Unpic
ma il problema non è che non sa cosa dire, è che non ha nulla da dire. Come nessun altro esperto. Perché la realtà è che le dimensioni contano e non ci sono soluzioni, a parte la chirurgia che costa cara e non dà sempre grandi risultati, e non puoi intervenire sui gusti che sono predeterminati naturalmente. La verità è che l’uomo fa fatica a rassegnarsi dinnanzi a ciò che non dipende da lui ed è non modificabile. In milioni di anni forse siamo riusciti ad estirpare il razzismo, l’egoismo, il divario ricchi/poveri, la fame nel mondo ecc? No, e perché? Perché non ne siamo in grado, e le belle parole e i lavaggi del cervello dei progressisti non hanno risolto niente. L’uomo si difende con l’ipocrisia, accusando sempre gli altri, perché non ha risposte e soluzioni. E mi dirai: allora si scivola nel nichilismo. Beh, il buon Nietzsche (che era pieno di malattie e nevrosi che non poteva curare) trovò consolazione nella filosofia, pensando che la felicità sia un’utopia e che l’unico modo per stare bene è accettare la realtà anche nei suoi lati tragici e trarre gioia dal poco in cui si riesce.
Se avete altre soluzioni (a parte la solita speranza di trovare qualcuno che bla bla bla, che indubbiamente è possibile, ma non frequente e non per tutti già senza difetti fisici) proponetele.
13 cm di diametro? Ho preso una condotta da gas metano DN 130 in mano. Fa ‘mpressione. Però tiene 12 bar. Sicuri che parliamo ancora di uccelli o avete clamorosamente spostato il target della discussione?
Un paracarro: 13 centimetri di diametro. Ammazza aoh.
13 se era di raggio era più pericoloso. Oggigiornata della donna celebriamo lo sventrapassere.
Roland ciao..Sul tema sai come la penso e posso essere d’accordo con te su(quasi)tutto.Il problema
e’pero’trovare una via d’uscita,una chiave di lettura che permetta una riconsiderazione diversa.
1)Vale la pena rinunciare TENDENZIALMENTE a priori a una possibilita’ di instaurare una relazione che puo’ essere valida ma che viene scartata in partenza perche’ si ha sempre e comunque questa convinzione?
E’MATEMATICO che una donna scarti comunque o e’ una possibilita’ come un’altra?Non c’e’ il rischio ,p.es,a 60 anni,di pensare “avrei voluto un figlio ma certe idee mi hanno impedito di iniziare una relazione”e trovarsi a pensare a delle occasioni perse?Ne varrebbe la pena?Non e’ meglio pensare”ho voluto cercare di dare il massimo nella vita?”(e questo vale per TUTTI I CAMPI).Pensa ad Alex Zanardi,che dopo quello che e’ successo si e’ rimesso in gioco,ha vinto le Olimpiadi,e’ incredibilmente sereno e la moglie gli e’ sempre accanto.Un caso o una volonta’ piu’ forte di tutto sempre e comunque?Chapeau in ogni caso..
2)Siamo sicuri che un pene corto sia AUTOMATICAMENTE causa certa dell’insoddisfazione femminile?Le insoddisfazioni vere femminili le ho avute SOPRATTUTTO FUORI DAL LETTO.E dentro il letto le ho avute se avevo erezioni magari ballerine o se finivo troppo presto( li si che se la prendevano).. E se le cose nel resto vanno bene il resto ne consegue.Il pene “insoddisfacente” SI AGGIUNGE come componente negativa al resto ma difficilmente ne e’ l’origine.
E l’attivatore fisico per la donna parte dal cervello e semmai da una stimolazione clitoridea(a volte solo quella).
3)la lunghezza semmai puo’ essere in qualche modo importante se la donna ama la stimolazione profonda(ma allora cambia anche un criterio minimo sufficiente)
4)Con cio’ IN ASTRATTO e a livello simbolico nessuno nega l’idea in qualche modo intrigante che il pene grosso puo’ avere ma IN PRATICA puo’ essere difficile da gestire(essere SEMPRE pronte non e’ facile)
segue…
5)C’e’poi spesso una SCISSIONE tra affermazioni di principio e’ la realta’ perche’ la stessa persona che afferma con sicurezza che “si,sono importanti “con altrettanta convinzione sostiene che se innamorate non contano affatto(dettomi papale papale).E si puo’ ricordare con apparente orgoglio e lusinga l’ex superdotato e nello stesso tempo ricordarne con fastidio la persona e lamentarsi del dolore nel mentre e nel dopo(e sai a chi mi riferisco).Allora un approccio DETERMINISTICO causa effetto che per noi uomini pare scontato per le donne spesso non vale o vale molto meno.E se non si capisce questa fondamentale forma mentis femminile dove c’e un intreccio sentimento-attrazione fisica a volte contradditorio e per noi illogico (ma che per loro e’ perfettamente coerente)allora si fa un errore di lettura in partenza.Perche’ si vorra’ estrapolare (con una logica maschile che capisco) il vero pensiero da una o piu’ frasi con la convinzione che il resto sia consolatorio o compensativo mentre le cose apparentemente contradditorie convivono perfettamente.Bisogna cambiare la chiave di lettura di frasi o pensieri che VANNO CONTESTUALIZZATI
6)Per chi comunque in genere soffre di disturbi o tendenze di dismorfobia corporea(mi riferisco in genere),la chiave e’AUMENTARE L’AUTOSTIMA accettandosi con la consapevolezza di valere sempre e comunque.Aggiungo io che il puzzle di convinzioni che radicalizza il pensiero per chi soffre di dismorfobia non vada negato ma vada riesaminato e ricomposto per ridurlo entro un alveo piu’ normale e meno legato a pensieri o concetti “fissi”
7)Sul potere di seduzione della mente mi sono gia’ soffermato molte volte e sono convinto che sia determinante .Inutile soffermarsi.Resta pero’ importante capire che se sin dall’inizio si fanno trapelare insicurezze o richieste di conferma anteponendole a un approccio di seduzione mentale ci si gioca molto male questa carta..
Alberto io non ho mai detto che occorrerebbe rinunciare. Se mi si è letto con attenzione, ho sempre sostenuto che occorre comunque provarci, sempre. E’ chiaro che si parte molto svantaggiati, e in un’epoca com questa (senza voler fare troppa filosofia spicciola) dove tutto è massificato e contano le percentuali e la probabilità, è chiaro che se ne ha molto poca ripetto ai medio dotati. Io stesso ho potuto constatare che non e’ sempre vera la teoria che difendiamo io e leggenda qui. Ma non si possono prendere i casi eccezionali e trasformarli in esempio dominante. Altrimenti è come dire che siccome una volta la Grecia ha vinto il campionato europeo allora lo vincerà di nuovo. E’ piu’ giusto dire che può essere un esempio per le “perdenti” nel crederci e sperare di riuscire a vincere, ma non può certo diventare la regola.
Ecco noi dobbiamo vederci come la Grecia calcistica della situazione. Non ci andrà sempre bene, perché in giro ci sono i Barcellona, i Real Madrid, le Juventus, i Manchester United della dotazione. E noi siamo il Leicester, che mica può vincere sempre. Però abbiamo comunque il dovere di mettercela tutta.
Mi si scusi x la metafora.
Alberto,
Fantastico post ‘pratico’ il 14317 e fantastico post invece di analisi psicologica il 14318.
Nel primo descrivi cosa fare e perché, e nel secondo spieghi meglio il perché e il percome delle contorsioni mentali.
10 e lode, condivido tutto.
Bella la metafora calcistica…però il Leicester ha anche vinto grazie anche all’autostima per cui il detto”nothing is impossible” in quell’occasione ha funzionato..Sul problema nel buttarsi forse ho inteso male io o non ho riletto bene gli ultimi interventi (era da parecchio che non scrivevo e leggevo saltuariamente).Benissimo il buttarsi… l’importante è crederci ma soprattutto non dare nulla per scontato…perché le situazioni sono molto piu sfumate e indefinite di quello che si pensa ..Sembra una banalità ma non lo è affatto perché ci sono casi come quelle che ho descritto nel mio post precedente dove si dice una cosa ma poi la realtà è ben diversa ed entrano in gioco molte componenti..Comunque ci tornerò in seguito e spiegherò meglio..
GRazie mille Michele per le belle parole e i complimenti..(I concetti che ho esposto sono frutto in parte di un percorso personale, in parte di una presa di posizione che vuole mettere in rilievo soprattutto gli aspetti psicologici che sono quelli sui quali bisogna lavorare maggiormente)
Io dico solo
che ognuno deve usare
le doti che ha
e non scavarsi psicologicamente
la fossa da solo.
Ci sono tante donne e ognuna è diversa, quindi…
Per assurdo.
Ammettiamo che i vari roland, leggenda e pessimisti/delusi cronici vari abbiano ragione.
Non ragione in parte o ragione a certe condizioni, ma ragione totalmente.
Mettiamo quindi che sia così, che a MOLTISSIME donne interessi MOLTO un pene nella norma o sopra la norma, e che lo preferiscano DI MOLTO a un pene poco sotto norma o di poco nella norma (cioè tutti i peni di cui ho letto qui fino a oggi).
Bene ragazzi, è così, questa è la realtà dei fatti.E quindi? La conclusione qual è? “Poveri noi”?
Sì, poveri voi. Sì,sarà un po’ più difficile fare il playboy.
Conosco molto da vicino chi questo complesso lo ha avuto pesantemente,e io del resto ne ho avuti altri.
Lo so che sembrerò retorico, ma non mi interessa,perchè è davvero il mio pensiero: vivere è complicato. Nessuno di noi parte mai con tutte tutte le carte in regola. Nessuno di noi è alla pari coi migliori in tutti i campi.
Tutti abbiamo certi campi in cui siamo subnormali o svantaggiati più o meno pesantemente. In molti di questi campi non ci importa di esserlo, in altri sì, in molti possiamo migliorare.
Già il fatto che siamo/siete qui a scrivere, e spesso, di pene piccolo e dei riflessi psicologici e relazionali che questa condizione ha, è indice che possiamo permetterci di fare questi ragionamenti e di parlare di questi problemi…perchè non ne abbiamo altri.
Non voglio sminuire i vostri problemi,vorrei solo che qualcuno di voi, o magari di quelli che leggono senza intevenire,credo tanti, si rendesse conto in meno tempo di quel che ci ho messo io di quel che ho capito e credo interiorizzato: le difficoltà ci sono. Sempre. Per tutti. Non siamo tutti uguali certo, voi avete più problemi di alcuni e meno problemi di molti altri.
Però provateci,state sul pezzo, non abbattetevi. Non ne avete motivo. Delusi?fa niente,il mare è pieno di pesci e troverete il vostro. Alla fine della fiera conta questo.
Correte. Anzi corriamo. E soprattutto non buttiamo il nostro tempo.
Quoto Michele,
ognuno di noi ha i suoi problemi,
io non ho questo, ma ne ho altri.
Nessuno è il migliore in tutti i campi,
in alcuni siamo svantaggiati, ma mica dobbiamo
vincere il campionato del mondo della vita, no?
e soprattutto evitiamo di darci la zappa sui piedi.
Io sono ben dotato, ma se andassi da una donna
magari esigente o molto esigente, una tigre da letto,
insomma e senza avere confidenza, beh se mi prendesse
l’ansia..ti saluto a prestazioni;)
Sì, dai. Nessuno sminuisce i vostri problemi. Ci mancherebbe. Secondo voi sono già così piccoli!
http://www.lastampa.it/2017/03/13/italia/cronache/sterilit-raddoppiata-in-anni-e-pene-pi-corto-cosa-succede-al-maschio-doggi-ufdkp09IC6eO9NZ9cKE73N/pagina.html
leggete quest’articolo. E poi siamo noi ad avere una visione concettualmente deforme della realtà?
Si associa la “femminilizzazione” all’accorciamento del membro maschile.
E’ un’espressione solamente funzionale al messaggio mediatico o è un’associazione mentale legata ad uno stereotipo che e’ diffuso?
Ma quale stereotipo? Ma dai i numeri? È una cosa logica, più estrogeni uguale più femminilizzazione del maschio, cioè caratteristiche maschili meno accentuate: barba, voce, peli, e anche pene.
Bravo Michele,
sintetizzando in una parola hai usato quella hiusta: estrogeni. Le altre possono essere concause ma con effetti molyo minori.
Anni fa lessi che l’accorciamento tispetto ai nonni era quantificabile in 2 centimetri. In più la mortalità, per aborto spontaneo dei feti, stimato, è maggiore di sette volte per i feti masci rispetto alle femmine. Mortalità maggiore che continua dopo che alla nascita ci sono 105 maschi ogni 100 femmine. La parità fra i sessi è intorno ai 20 anni. Ed il famoso detto che ci sono 7 donne per ogni uomo si avvera a 103 anni…..
l’ articolo postato da Roland è emblematico :
l’accorciamento del pene viene associato a una diminuita virilità .
Ovvio, gli interferenti endocrini causano questi problemi, e qualche giornalista ha titolato con un derisorio ” ciao maschio ” .
http://www.ilgiornale.it/news/salute/maschio-si-sta-femminizzando-sterilit-raddoppiata-e-pene-pi-1374534.html
Gli effetti ci sono. E cominciano a vedersi. L’uomo sta cambiando, il maschio alpha non c’è più e si sta “femminizzando”: pene più corto, testosterone ridotto e seno maschile
Quindi, uomo beta = pene corto, testosterone scarso.
Invece, se qualcuno dicesse che sempre più donne sono grasse e a forma di frigorifero, con una fecondità che sfiora quella di una mula, apriti cielo, altro che ” ciao maschio “.
Tra l’altro, qualcuno dica ai giornalisti col senso dello sfottò, che gli interferenti endocrini sono forse tra le cause di cancro del seno e dell’ ovaio, non so se mi spiego.
@ Michele 1991 : Roland ha centrato il punto , inutile aggredirlo .
Quello che è scritto sopra è :
pene corto = scarsa virilità
una riduzione della fertilità non è un male in un mondo sovrapopolato. Konrad Lorenz, etologo, affermava che in una realtà troppo densanente popolata si sviluppavano tre caratteristiche nella popolazione: aumento della sterilità, sella aggressività e delle deviazioni sessuali considerando la norma l’eterosessualità perchè porta alla riproduzione.
unpic
ho letto solo il titolo, ma anche l’articolo del Giornale porta a questo. E la fertilità maschile non è condizionata dalle dimensioni, ma dalla riduzione o assenza degli spermatozoi.
No, c’è scritto semmai ‘meno testosterone, il quale influisce su tutti gli aspetti della virilità=meno virilità in tutti gli aspetti, incluso pene più corto’.
Cose note. Allora?
Ma è terribile. Mio nonno con l’affare che aveva poteva andarci a pesca e faceva di quei lanci da paura. Io, quando mi attacco il mulinello (che poi è Shimano come er cambio della bici) devo dire che mi dà fastidio e poi ormai il Membro, sulle cui rive si affaccia Vergate (gioiello del barocco brianzolo, dove abita mi’ cuggino) è troppo inquinato e io l’affare mio non ce lo immergo.
Se non usi la verga a vergate dove la usi? L’origine del toponimo è chiara.
@Pax : la fertilità non c’ entra con le dimensioni. Giusto. Infatti io ho scritto che l’articolo, che lo ripeto ha un titolo derisorio ( ciao maschio ) associa pene più corto a virilità scarsa, non a fecondità.
Gli interferenti endocrini hanno azione simil estrogenica e a questa azione è dovuta la diminuzione della fertilità .
Fatto positivo ?
No, perchè cala anche la funzionalità e comunque si tratta di una avvelenamento cronico .
Se si vuole che cali la popolazione, questo non è il sistema
unpic
sono d’accordo con te, ho citato Lorenz che ha osservatto il fatto con più specie animali.
Sul calo della popolazione non mi esprimo, finché c’è cibo per tutti, il problema nel mondo è per ora la distribuzione non la quantità. al mondo c’è posto. E leggendoti e poi scrivendo mi è venuto da sorridere, pensando ad Honk Kong e a Montecarlo dove la densità della popolazione è altissima….
Non trovo gli articoli pessimi, peggio quelli della Stampa, ma ridondanti e proprio per questo fuorvianti. Forse il giornalista non ha inquadrato bene il problema.
La ginecamastia è sempre esistita, non ho dati, e non mi metto a cercarli 🙂 per sapre se è cresciuta nel tempo.
E faccio una battuta, se va avanti così il Jonm Holmes o il Rocco di quei tempi ce l’avrà di 15 centimetri :-).
Forse ad un certo punto il pene sparirà come la nostra ex coda? In effetti sarebbe un vero peccato, grande o piccolo che sia.
Quindi uno che ce lo ha piccolo, quelle due volte all’anno che riesce ad usarlo rischia pure di lasciare la manza di turno incinta? È terribile. Davvero.
Yog. mi hai fatto tornare in mente una barza.
Ad un congresso medico c’era un relatore che parlava si sessualità. Ad un certo punto fece un esperimento.
Chiese: chi scopa tutti i giorni? Alcuni alzarono la mano, w una o più volte la settimana? un poì di più alzarono la mano. Una volta a mese? un po’ di meno alzarono l’arto. Una volta ogni qualche mese. mestamente un piccolo gruppo alzo la mano. Ed infine chiese sperando che nessuno rispondesse, e chi una volta all’anno? Ed uno saltellando, alzando le due mani, ridendo ed urlando: io, io, io.
Il relatore sorpreso gli chiese: Ma perché è così felice? E l’altro continuando a saltellare: E’ domaniiiiii
lo so, sono poco serio.
Unpic
è inutile cercare di venirne a capo, l’hai capito meglio di me. Quello che oggi non si è capito, è che la verità passa attravrso la neo lingua (di cui ci parlava Orwell nei suoi bellissimi romanzi). Essa conia e forgia lo spirito dell’uomo moderno. E molti ignorano come in psicologia, i messaggi subconsci, passino proprio attraverso quella terminologia che per molti è “irrisoria”.
In quell’articolo si parla di problemi biologici oggettivi e non di pene piccolo; ma non mi è sfuggito come attraverso l’uso della neolingua si voglia comunicare un messaggio subconscio, ed è come hai detto te, associare la scarsa virilità all’accorciamento del pene.
Naturalmente queste robe non vengono recepite da tutti e infatti molti magari neanche si fermano a riflettere nel leggere questa associazione, giustamente, privilegiando il vero scopo dell’articolo che e’ far riflettere sui cambiamenti endocrinologici ed endogeni alla natura maschile.
Ma a me non è passato in secondo piano.
Poco serio. Ma mi ha fatto sorridere, o almeno increspare gli angoli della bocca.
@ Roland : stai tranquillo che a tanti non è passato in secondo piano e i giornalisti lo sanno .
Il ” ciao maschio ” derisorio e l’ equazione ” pene corto = scarsa virilità ” non sono un refuso di stampa.
Ti faccio un es extra : in una certa nazione scoppiano dei tumulti contro il governo .
Alcuni media diranno : gli INSORTI hanno attaccato ecc
altri media : i RIBELLI hanno attaccato ecc.
Sembra la stessa cosa, ma NON la è.
Dopo è inutile che vengano gli andrologi a dirci : 8 cm di pene sono sufficienti, un dito non è più grande, ecc.
Ma cari scienziati ( si fa per dire ), la donna da un uomo non vuole il dito, altrimenti farebbe da se , o magari con un’ altra donna.
Oppure altri scienziati ( sempre presunti ) : ma uno può supplire con dita, lingua, ecc.
Certo, ma la penetrazione non la fai con la lingua o con le dita e se dici ” supplire ” vuol dire che qualcosa deve essere supplito.
Io ricordo una pubblicità contro la violenza femminile, recitata anche da Morgan Freeman, in cui si diceva che chi picchia le donne ( o qualcosa di simile ) era uno stronzo col c.... piccolo.
Uno stronzo senz’ altro , ma perchè col c.... piccolo ? Si è mai sentito dire che la Clinton è una stronza guerrafondaia ( vero ) col culone basso e le gambe corte ? NO, non si può dire.
Invece , sfottere sul pene piccolo, si, si può e anche molti uomini, in genere zerbini tra i più viscidi , lo fanno.
Hai perfettamente ragione unpic.
I medici danno risposte accomodanti perché non possono dire “le misure contano, non ci possiamo fare nulla, rassegnatevi”. Ti parebbe una risposta possibile? No, è come dire “non c’è speranza”. Ma questo non avviene solo nel campo erotico, bensì in ogni cosa. E si chiama politicamente corretto. Si chiama “non si può far rimanere male le persone”; come se non si sapesse benissimo quali siano le ‘regole’ non scritte dell’esistenza. Che tu medico mi dica che non c’è speranza, con scarse misure, o che lo capisca io da solo, che cambia? Certo, te ti sei levato una responsabilità morale.
Detto questo. Discorso supplenza è uguale.
Ma sappiamo bene che le misure non contano sempre e indistintamente. Ma una donna non gioirà mai a sapere che il suo uomo è poco dotato. Si accontenterà. Si, è proprio così. Ma quando l’amore finisce o la passione subisce un naturale calo fisiologico? Come mai negli ultimi anni emerge sempre con maggiore forza il sommerso della sessualità? Dal bdsm fino al cuckoldismo (che per chi non lo sapesse, vuol dire farsi tradire consapevolmente)? Cosa c’è dietro a molte di queste devianze? Accomodamenti o compromessi? Magari è anche vero che alcuni trovino eccitanti certe pratiche, ma quando un fenomeno esce dal bassifondi e diventa mainstream..
Se il rapporto sessuale è soddisfacente,
queste altre pratiche tipo cuckold o bdsm
non servono.
Ovviamente il sesso va fatto con varietà,
se fai la posizione del missionario
tutta la vita uno si scoccia per forza,
ma alternando le posizioni e soprattutto
adottando quella preferita si ottiene un buon rapporto.
Uno nasce basso, oppure alto.
Col pene lungo o corto.
Insomma è inutile volere ciò che non c’è,
ma usare bene quello che c’è.
Ma che discorsi fate! I medici danno le misure giuste. Sono le misure nella vostra testa ad essere sbagliate. I medici, specie i chirurghi estetici, avrebbero tutto l’interesse a fare propaganda a peni e tette enormi.
Ahahah! E brava Pamela. Solo che per le tette basta un po’ di silicone che da Obi con 2 euro mi hanno dato tre tubi, per l’affare maschile che si fa? Lo siliconano così che poi non riesci manco più a metterti i jeans? O vai in giro con l’affare a sbrindelloni? Ma dai.
Lobiettivo della trasmissione era prevalentemente scientifico.Il tema dimensioni era per cosi dire tra le righe ma occhio a non voler capovolgere la scaletta dei temi trattati.Certo capisco l’obiezione e cioè che comunque “passa” il concetto che un pene più corto è un elemento che va a inficiare il mito della virilità maschile .Il problema è pero generale:siamo nella generazione dove SE SI HA DI PIU’ = SI E’ DI PIU’ e quindi dalla macchina al fisico palestrato al telefonino alla borsa griffata il discorso”quantita’” prende campo.E quindi c”è un vizio di approccio di base alle tematiche e il rischio è specialmente per i piu’ giovani.Io vedo anche una sottile rivincita da parte femminile che va a replicare a modelli culturali estetici dove la donna di un certo tipo è preferita ad altre e uno dei migliori modi per smontare l’uomo e appunto quello di colpirlo nei simboli di un certo tipo.
Si deve pertanto capire che il problema dell’apparenza è generale e non ci si può fare niente se non giocando al meglio con altre armi…
In altre parole poi un conto e’ il modello culturale ( contro il quale non possiamo fare nulla) un altro e’ l’insoddisfazione della donna (vera o presunta) sulla quale abbiamo molte più possibilità di lavorare proprio perche’ va contestualizzata e compensata con altri elementi.
Non sempre poi si SURROGA perche’ dipende da donna a donna.
Se una donna vuole certi stimoli in certe parti è proprio sbagliata l’impostazione di partenza perche’ allora anche un pene più nella norma PUO’ essere in qualche modo insufficiente.Se viceversa ha recettori fisici differenti allora il discorso non ha quasi ragione di essere…
Yog se ti informi vedrai che esistono sistemi anche per ingrandire il pene. Recisione del legamento sospensorio per la lunghezza ed iniezione di grasso per la circonferenza.
Se non siete vergini che vi frega del pene piccolo? Secondo voi 14 cm sono pochi?
Credo che questa insoddisfazione
della donna a volte sia solo presunta.
Vic,
E’ un modo per colpire l’uomo. Tutta(o quasi) la massa della gente rinforza questa concezione poiché tutti siamo cresciuti con una certa mentalità infantile,soggiogata dal bullo di strada in assenza di insegnamenti da parte di adulti competenti in materia.
Questo spiega ampiamente perché utenti come roland e leggenda trovano di fatto ampie e realistiche conferme alle loro pessimistiche tesi.
Le svariate fantasie sessuali dimostrano come il pene di per sé non è sufficiente a dare soddisfazione,grande o piccolo che sia;la chimica del godimento viene liberata dalla testa.
E’ la cognizione della cosa X che scatena il godimento.Se la cosa X è il pene grosso come avviene per le menti più grottesche ,allora non c’è altro da fare che ignorare quelle donne e lasciarle ad altri senza alcun rimpianto.