Un pene piccolo fa godere lo stesso?
di
ciabattina
Riferimento alla lettera:
Bè tanto x incominciare son sempre stata una che diceva che la lunghezza e grossezza di un pene non contasse niente, fino a quando non ho trovato il mio ragazzo che non raggiunge i 10 cm. All’inizio quando sono asciutta anche se è un pene piccolo mi fa piacere perché...
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Priamo,
Chiarisco una cosa:
Le donne “assatanate” che incontriamo e che ci rigettano,lasciano in noi un esperienza negativa(imprinting)che riversiamo inconsapevolmente su tutte le donne,
incluse quelle tipo camy che ci potrebbero apprezzare per altre qualità.
E’ vero che molto dipende dalla nostra sensibilità soggettiva(quì rispondo implicitamente anche ad alberto),
ma dentro di noi c’è l’esperienza primordiale o precoce che è diventata ormai parte integrante del nostro io,del nostro comportamento;
questa esperienza primordiale è pur sempre un input che viene indiscutibilmente dall’esterno.
Ritengo che l’attenzione vada posta nelle nostre proiezioni onde capire dove arriva il rigetto reale da parte di talune donne e dove in realtà è un fenomeno di semplice inconscia proiezione col quale attribuiamo a TUTTE le donne il nostro personale vissuto.
X tutti,
Mi fa molto piacere che il concetto di “induzione” incomincia a far breccia tra i frequentatori di questa discussione.
Rispondo velocemente sia ad Alberto che a Fantasma. Siamo giunti quanto meno a prendere in considerazione che la “visione” di un certo problema sia da considerarsi come il frutto di una “percezione” soggettiva, e questo è un bel passo avanti. Stiamo considerando, altresì, più o meno implicitamente, che determinati complessi maschili, oggi nascano da una perdita di “posizione” del nostro sesso relativamente alla conseguente emancipazione e “liberazione” delle donne. Ma converrete con me che questa liberazione non necessariamente ha significato “evoluzione” in molte di queste donne. Vale a dire, quanti dei nostri “colleghi” si rifugiano nella pornografia, traendone indicazioni strumentalmente sbagliate, alle quali scioccamnte cercano di rifarsi, altrettanto può accadere alla parte femminile dell’umanità (soprattutto occidentale, attenzione) che, ossequiando i paramentri di valore della società consumistica, vede nella “quantità” un segnale di valore riconosciuto.
Chi ha solo un pò di sensibilità in generale, si renderà conto che questa è gente che una volta veniva definita “carne da cannone”, termine cinico che indicava la massa dei soldati senza identità che si potevano sacrificare senza che l’umanità ne sentisse la mancanza.
Ora, capisco Fantasma che parla di imprinting prodotto da assatanate ignoranti e successive conseguenze,capisco senza retorica l’animo sensibile di Alberto, perchè ritengo di essere anch’io sensibile. Ma ragazzi non possiamo farci condizionare da una cretina (scusa Alberto) che dice alla madre di un ragazzo che il figlio ce l’ha piccolo, perchè è chiaro che vuole offendere la donna attraverso il figlio, o l’assatanata che neanche con un battaglione di marines si sentirebbe soddisfatta. Donne così sono senza qualità e non meritano che ci si mortifichi per loro, perchè con le successive questa sensazione trasparirà, con tutto quello che ne consegue, e l’ho detto mille volte, se c’è una cosa che le donne non sopportano è un maschio che dimostra insicurezze, DI QUALUNQUE GENERE.
Quand’ero un diciottenne di bell’aspetto ho scoperto che le ragazze si confidavano con me ma scopavano con gli altri, molto meno disponibili e comprensivi. Poichè credo di essere sveglio, ho sùbito cambiato atteggiamento, diventando molto più “concreto”, con risultati inimmaginabili.
Ragazzi, le donne amano gli uomini che sanno quello che vogliono, cosa che le fa sentire sicure a loro volta. Non fatevi tante menate visto che anche Brad Pitt si dice l’abbia piccolo
comunque non penso che il 90% lo ha dai 16 ai 18cm,leggenda mi apre che stai un po’ esagerando.Saranno piu’ vere le misure prese da andrologi o quele di sondaggi dubbi su internet? c’è uno studio autorevolissimo fatto in una clinica andrologica di pisa,su 3300 uomini dai 18 ai 55 anni,il quale dice che le dimensiono in stato di stiramento,molto simile a quella dell’erezione,dava un risultato medio di 12,5 cm, con un minimo di 9 e un massimo di 17,5cm.Quindi non mi venire a dire che lo hanno quasi tutti dai 16cm in su perchè è una gran bella stronzata.inoltre determinare le dimensioni in erezione vedendolo moscio è sbagliatissimo,perchè un pene piu’ piccolo da moscio si espande molto di piu’ in lunghezza di un pene già lungo
Riprendo, per concludere, il mio intervento appena precedente.
A parte l’ultima battuta su Brad Pitt, che frequenta una certa Angelina Jolie con successo, nonostante quello che si ritiene essere una sua sottodotazione( col che traete voi le conclusioni, ma per favore non ditemi, ma quello è Brad Pitt perchè io vi direi, che nessuna è come la Jolie), alla disquisizione che Alberto ha fatto circa le supposte strategie che una donna metterebbe in atto nello scoprire un presunto tallone d’Achille del maschio, rispondo che: ammesso e non concesso che questo accadesse (e secondo me non accade così frequentemente) il mio atteggiamento, e quello che vi consiglierei, è di FREGARSENE bellamente e continuare ad essere stessi, perseguendo i propri obiettivi. Tra l’altro, un rapporto che nascesse con questi “giochetti” è destinato a durare poco, proprio perchè si sta fingendo, quindi non si è sè stessi, nè lo è l’altra parte. Come si potrebbe mai instaurare un rapporto di fiducia, quando ci si comporta come se si avesse un avversario di fronte? Cosa si conoscerà dell’altro veramente? Ha senso parlare di rapporto sentimentale quando si stanno “pesando” i rapporti di forza? La risposta è NO.
Quindi quando càpita, o scoprite che una tipa è del genere che ho definito “vagina con le gambe”, anche se la vosta sensibilità vi ha fatto “innamorare”, dovete sapere che da un soggetto del genere non ci caverete un ragno dal buco, mai: è una causa persa, quindi, chi se ne frega se è soddisfatta o meno visto che lei vi sta USANDO come un vibratore? Dovete farvi venire dei complessi per una bambola di gomma dotata (purtroppo) di carta d’identità? Questo sì che sarebbe svalutarvi, ed è quello che è successo: vi siete riferiti al giudizio di una vagina parlante(a vanvera) e NON di una DONNA per alimentare il vostro amor proprio, cosa potete sperare?
Non vorrei apparire misogino, ma ho l’impressione che voi idealizziate un pò troppo il sesso femminile, che ha eccellenze come quello maschile, ma altrettanti tentativi mal riusciti.
Cominciate a rendervi conto che già il fatto che vi preoccupiate del piacere della vostra partner vi mette in una posizione poco praticata da tanti maschi; se vi fate delle menate perchè una scema non è soddisfatta, allora siete nei guai.
Io seleziono su parametri legati al mio piacere, pur senza egoismi, ma solo quando trovo una DONNA mi esprimo per lei, e vi assicuro che la penetrazione, con quelle donne, diventa un dettaglio. Prima c’è la…testa.
PRIAMO
“Il fatto è che il tuo problema nasce proprio dall’eccesso di severità che ha nei confronti di te stesso e dalla dipendenza dai giudizi altrui.
Sono sicuro che questa tua caratteristica è presente anche in ambiti relazionali che non hanno a che fare col sesso: dimmi se sbaglio”
Complimenti,ci hai preso in pieno..!
Ottima analisi anche per il resto.
L’errore di fondo e’ la costruzione dell’identita’ maschile che deve procedere indipendente dall’approvazione o meno femminile.E’ questo il punto.
E riuscire a fregarsene non sempre e’facile(per quanto ci si provi)
Caro Alberto, se ci pensi attentamente, comprenderai che quella “dipendenza dall’approvazione femminile” è strettamente legata al rapporto con la figura materna: la prima donna della nostra vita, dalla quale è dipesa la nostra sopravvivenza, sia fisica che identitaria.
Il successivo passaggio relazionale con altre figure femminili, vedrà utilizzati gli stessi parametri acquisiti nella relazione con la propria madre.
Ecco il vero imprinting che lascia il segno, non quello di cui accenna Fantasma, quello è un sottoprodotto del primo. Il cercare di gratificare la propria mamma è un esigenza naturale del bambino, ma se questa (anche in buona fede) lo ha educato sottolineandone quelli che LEI riteneva essere mancanze o imponendogli delle “aspettative”, piuttosto che cercare di far emergere la vera personalità del ragazzo, il soggetto figlio maturerà un “ansia da prestazione” incolmabile, perchè si sentirà sempre in “debito” nei confronti dell’adorata figura materna
Molte madri incatenano spesso i figli maschi a determinati “clichè”, aggiogandoli più o meno inconsapevolmente a sè stesse, attraverso la dedizione che gli elargiscono, con un tacito “Do ut des”: ti do perchè tu mi dia (però, quello che voglio io). Attraverso questo cercano di soddisfare le loro personali aspettative e ambizioni, e perciò hanno bisogno di “trattenere” psicologicamente (e non solo) il figlio.
Nessuno, osservando superficialmente il comportamento di queste donne, potrebbe mai pensare che stanno in realtà tarpando le future ali ai figli, ma indagando senza pregiudizi, ci si rende conto che ogni azione ha il sotteso scopo di far sì che il ragazzo senta “sempre” il bisogno di lei, della sua approvazione, e per avere questo si pone in un posizione di continua “materna insoddisfazione”, instillando così un senso di colpa nel bambino.
Quando poi l’età porta verso le “altre donne”, il modus operandi resta quello appreso nei confronti della madre, e se questa non ci ha staccati da sè, abituandoci ad accettarci per quelli che siamo, ci rifacciamo automaticamente alle aspettative che “immaginiamo” provengano da quella donna che ORA ci piace, ma che invece si aspetta un uomo sicuro di sè e non subordinato. Solo se ne intuisce debolezza, allora ne approfitta
Alberto, un indizio di quanto le mamme svolgano un ruolo nei nostri destini, me lo ha dato sapere della discussione di tua madre con quella tizia che le ha parlato delle tue misure. Trovi che fosse necessaria la sua mediazione? Pensaci
priamo
complimenti ai tuoi post che sono quasi sempre impeccabili,può darsi che tanti siamo imbeccati in vagine con le gambe,però resta il fatto che con le mie dimensioni le problematiche le ho avute,in posizioni che non arrivo bene (e già qua ti prende l’ansia del non essere adeguato)il pene che fuoriesce di continuo(stessa ansia)quando la vagina e troppa bagnata non si capisce se il pene e dentro oppure fra le cosce,quando se lo mette in bocca lo prende con tre dita,ecco tutte queste cose mi fanno capire che apparte il fattore piscologico,ce un vero e proprio problema di centimetri,e quando una donna dice di preferire un pene medio-grosso a quello piccolo non posso dargli torto perchè col pene piccolo purtroppo ci sono difficoltà logistiche e meccaniche.per quando riguarda il fregarsene bè io non ci riesco.
pit
ma è chiaro che io parlo della maggior parte di peni che ho visti mosci,che erano quanto il mio in erezione,e quando crescono cmq sono sempre più grandi del nostro telo assicuro.invece dei miei amici visti in erezioni il doppio del mio,appunto ti dico che tutta la gente che ho visto io sono tutti super dotati,oppure le ricerche degli andrologi fanno acqua da tutte le parti.
vorrei fare una domanda a tutti ma specialmente alle donne(che purtroppo non affollono in questo spazio) capitemi bene.
se una donna si bagna sapendo che di fronte a un pene piccolo cosa vuol dire?
mi spiego meglio se il pene piccolo non fa tanto eccitare non dovrebbe restare asciutta?stà cosa ancora non mi è tanto chiara.eppure le mie esperienze dicono che avevano un fiume in piena,dovevano restare quasi asciutte avendo io il pene piccolo che non le attizza più di tanto cosa ne dite voi.
LEGGENDA
Le donne si bagnano perchè si eccitano anche grazie ai preliminari.
Quello che succede dopo è un’altra cosa.
Comunque, a te il pene esce quando sono bagnate o anche asciutte?
Priamo 10656
Hai scritto estremamente acute che in buona parte possono essere collegate alla mia situazione.Ci sono comunque alcune differenze di vissuto personale.
Mia mamma e’ stata tutto fuorche’ una donna di personalita’ dominante,semmai l’opposto anzi sin troppo tollerante.Avevo un rapporto molto forte,quasi simbiotico per similitudine di caratteri,sensibilita’,visione delle cose.E forse proprio perche’ la ritengo un modello (a livello inconscio)faccio fatica a relazionarmi con le donne.Non ero un mammone,tuttavia,e di questo sia io sia lei ne eravamo convinti.In realta’ per instaurare il gioco sottile della dipendenza non e’ necessario possedere una personalita’ dominante:e’ sufficiente instaurare (senza volerlo)un rapporto basato su aspettative e se queste non vengono attese rimarcare la delusione(per la serie “io che ho un rapporto privilegiato con te non posso essere delusa”)
E’ un messaggio che ho recepito senza che venisse mai esternato peraltro.Ma in questi casi entrano in gioco altre dinamiche familiari:ho un fratello maggiore affermato professionalmente e benestante,sempre il primo della classe e laureato con lode,il classico figlio”da esibire”.In realta’ i miei genitori non hanno fatto nulla per creare competizioni ma quasi per compensare un ruolo
inconsciamente subordinato,ho privilegiato la componente affettiva nei confronti dei miei:”lui e’ piu’ bravo ma io sono piu’ affettuoso e presente e soprattutto sotto questo punto di vista non vi deludo”.E senza volerlo si e’ creato un gioco di aspettative reciproche”tu sei piu’ presente,piu’ affettuoso e quindi non ci puoi deludere”.Sono frasi mai dette ma il mio vissuto le ha elaborate in questo modo.
Anche questi comportamenti possono essere in senso lato intesi come “ansia da prestazione”.Non fisica ma di forte connotazione emotiva.E comunque il risultato e’ stata una costruzione della personalita’ e una percezione della propria identita’ basata sull’approvazione degli altri.Se l’altro non riconosceva i miei meriti,ne rimanevo deluso e dovevo aumentare impegno,dedizione o altro finche’ non fossero riconosciuti:questo p.es. e’ un meccanismo che spesso ho applicato nel sistema lavorativo.Il mondo affettivo,ovviamente,non ne e’esente perche’ e’ una sorta di “modello applicativo” che vale in tutti i campi.E il risultato e’ quello di scegliere donne”forti” e di esserne irretito(al contrario della madre)quasi volessi perpetuare un meccanismo giudicante di aspettative..
perché guastone ? le donne mi vogliono perché sono attraente e anche intelligente poi se scendono giù si trovano una mazza non mi lasciano più se non le scarico io con sistemi infallibili .
roland
appunto si eccitano,ma se noi stiamo dicendo che il pene piccolo non piace perchè bagnarsi?questo è quello che vorrei capire,se il bagnarsi fa parte di una situazione a loro fisiologica,oppure derivata da un forte eccitamento.se il loro bagnarsi e dovuto al forte eccitamento,come mai si bagnano di fronte(che noi asseriamo che non piace) ad un pene piccolo?
non ho capito quello che vuoi dire “quello che succede dopo e un’altra cosa”.
mai avuto rapporti con donne che fossero asciutte roland.
Leggenda, si bagnano perchè uno è bravo nei preliminari e le eccita. Il pene si usa nella fase dopo.
Buongiorno Alberto. Naturalmente i “vissuti personali” sono differenti tra loro per ovvi motivi, tuttavia, tu stesso dichiari quanto io sostenevo riguardo le aspettative che il nostro “paradigma di riferimento” attende da noi, ponendoci così in una condizione di dipendenza dal giudizio di questo, attraverso il quale “pesare” il nostro valore intrinseco.
Perchè accada questo non c’è bisogno di una personalità dominante in senso classico, anzi. Proprio perchè l’attesa delle prestazioni che ci si aspetta da noi è richiesta da una persona al di sopra di ogni sospetto, ci si sente ancor più in dovere di soddisfarne i desideri. In questo modo si agisce in funzione di una richiesta che non necessariamente tiene conto della nostra personalità, inclinazioni, stati d’animo e VOLONTA’, ma di quelli che sono i parametri generici che un bravo figlio deve ossequiare per essere ritenuto tale.
Questo meccanismo induce alla lunga uno stato di dipendenza da “gregario”, disabituando così il soggetto dal conoscersi profondamente. Si resta in una condizione che è spiegata meglio dall’etologia che non dalla psicologia, molto simile a quella del cane col padrone che lo nutre e lo indirizza, al quale padrone bisogna dimostrare devozione e rispetto,oltre che lealtà naturalmente.
Per quanto riguarda l’immagine di riferimento materna cui tu fai cenno, le radici di tale devozione è radicata nella nostra cultura già da ragioni religiose, di cui non voglio in questa sede affrontare le dinamiche. Ma l’immagine immacolata della madre di Cristo che noi, anche i più laici, ci portiamo dentro di “default”, fa sì che la proiezione di questo stereotipo si trasmetta automaticamente a tutte le figure femminili ai quali ci si lega affettivamente.
Ovviamente il mondo non è fatto di “madonne”, ma di donne piene di dubbi, incertezze e bisogni umani,che cercano disperatamente riconoscimenti e amore, per avere i quali tentano tutte le strade, come tutti noi d’altro canto, e un figlio (maschio, è meglio) è a portata di mano nei termini che ho cercato di spiegare e che in fondo confermi.
Purtroppo, come ho detto, questa frequente situazione distoglie il ragazzo dalla scoperta di sè, scoperta che “deve” essere costellata di tentativi, errori, cadute e perchè no, disobbedienze, tutte utili però a mettere a fuoco cosa si vuole e cosa non si vuole per sè. Quindi non mi sorprende, come avevo intuito, che dietro il tuo problema vi sia la necessità di continue conferme >>
Continua.
portando questa tua necessità anche in ambito lavorativo.
Il punto è che quando usciamo dal rifugio famigliare quegli atteggiamenti non sono visti come un indicazione di positività, ma di debolezza. Anche questo è un atavico istinto animale che interviene nel giudizio, e che ci indirizza a valutare chi ha la stoffa di leader e chi di gregario.
E’ tanto vero quello che dico che avrai letto quante donne, anche insospettabilmente equilibrate, sono attratte da tipi che tutti definirebbero “stronzi”, contraddicendo così esse stesse che a mente fredda desidererebbero accompagnarsi a un ragazzo gentile, leale e affettuoso. Come mai? Perchè il famoso istinto animale della femmina fa vedere in quel comportamento autonomo, indipendente, scaltro e egocentrico di quello stronzo, i mezzi per affrontare con succeso la lotta per la vita, e quindi assicurare, in una inconscia ipotesi riproduttiva, le possibilità di cavarsela sempre, e questa dotazione maschile fa accettare a queste donne qualunque vessazione pur di avere “genii” e cromosomi di un maschio di quel genere. Ma ripeto, tutto questo si manifesta a livello inconscio, razionalmente se chiedi a queste donne perchè stanno con uno stronzo del genere non te lo sanno spiegare.
Per questo insistevo sul fatto che per risolvere certi problemi, bisogna cercare di uscire da quella necessità di conferme da parte altrui, soprattutto se si tratta di “estranei”. Cercare di immaginare la donna come una figura angelicata, proiettando su di essa inconsapevolmente la figura archetipica materna, con le connotazioni cultural-religiose di cui accennavo, è la prima cosa da evitare.
Se si lavora intorno a questi indicatori, di cui io, con la massima modestia, ho parlato, sarà il primo passo per acquisire un’autonomia personale frutto dell’accettazione di sè, che una volta acquisita nessuno ci toglierà mai, e scopriremo con sorpresa che non ci preoccuperanno le misure fisiche, come pure il giudizio di questo o di quella, ma l’idea che abbiamo di noi stessi, e di quanto avremo indirizzato la nostra vita secondo i nostri VERI desideri. Questo sì che ci darà autonomia, autostima e fiducia, e non dovremo dimostrare un bel niente a nessuno, ma solo a noi stessi.
Massimo, vai a parlare di corda in casa dell’impiccato e ti meravigli se uno ti chiama guascone? (non “guastone”, mi raccomando).
Siamo felici che tu sia apprezzato anche per altre qualità che non sia la sola nerchia, ma alla fine: chissene.. Bye
roland sei duro però!
ma la dotazione che le aspetta già la sanno,capisci quello che voglio dirti,piscologicamente sanno che dopo ce il pene piccolo.
Priamo…che dire?Chapeau per le tue analisi!Hai fatto studi psicologici ?Dico questo perche’esprimi concetti e descrivi situazioni con una chiarezza particolare,sia descrittiva che introspettiva.
Il problema del distacco dalla figura materna,sicuramente idealizzata,e dei paragoni(inconsciamente)perdenti con le altre donne e’ un passo niente affatto facile.Anche perche’,come dici tu,il primo approccio”con le altre”e’ stato(personalmente)in linea di continuita’ con quello della figura materna:un approccio idealistico,sognatore,rassicurante.Quando realizzi che la realta’ e’ diversa e che le donne non possono e non devono avere la figura accuditiva della madre e che anzi sono loro a chiederti un ruolo protettivo iniziano i primi problemi.
Ma nella costruzione della propria personalita’ gioca un ruolo chiave e determinante e spesso sottovalutato che e’ quello del padre,che e’ la figura determinante nella costruzione dell’identita’ maschile.C’e’ uno psicologo(Claudio Rise’)che e’ da sempre molto attento all’importanza della figura paterna nella costruzione dell’identita’ maschile del figlio(consiglio di leggerlo).Ovviamente e’ un discorso lungo da fare e lo spazio e’ breve.Tuttavia se al discorso della dipendenza inconscia e non voluta si aggiunge un ruolo paterno che preso da mille impegni spesso sottovaluta la necessita’ e l’importanza del suo ruolo di “costruttore” dell’identita’ maschile le cose si possono complicare.
Se quindi si cresce con il bisogno di conferme con un’identita’ fragile,e’ ovvio che la componente induttiva esterna gioca un ruolo importante.In senso metaforico la personalita’ la immagino come una rete:se ci sono delle maglie piu’ grosse i condizionamenti esterni hanno gioco facile a entrarvi.E quindi gli stessi episodi negativi che per alcuni non lasciano quasi nessuna traccia per altri invece rimangono forti al punto tale di “fissarsi” in modo semipermanente.
Per concludere ,tornando su un’ottica terrena,il meccanismo della dipendenza ha pero’ ha il vizio di fondo secolare:la donna ti tiene in scacco(o crede di farlo)per quello che ha in mezzo alle gambe(e questo forse e’ difficile cambiarlo)..
Ciao Alberto. No, i miei studi “ufficiali” sono di tutt’altra natura, più tecnico scientifici che nell’ambito della psicologia, ma sono curioso di natura, e l’animo umano è una miniera di scoperte, a cominciare …dal mio. Tuttavia, nonostante le variabili personali, le dinamiche e i riferimenti attraverso i quali ci formiamo come persone sono sempre i soliti, che si sintetizzano semplicemente nel bisogno di essere amati, attraverso il quale siamo “identificati” e quindi esistiamo. E’il risultato finale di quelle dinamiche che cambia, a causa dell’interazione con fattori anche casuali che intervengono nella crescita della personalità.
Caro Alberto,forse ti sembrerà strano se ti dicessi che le insicurezze che vedo descritte su questi forum sono state anche le mie, seppure non indirizzate nei termini di questo thread, ma è così, anzi…era così.
Sono stato anch’io un ragazzo che ha vissuto in una famiglia molto simile alla tua, con una mamma dolce, dedita ma con un padre assente. Uno che ha dovuto cercare sè stesso senza sapere se la direzione che stava prendendo era quella giusta, e non sai quante volte è dovuto tornare indietro e ricominciare. Ma è quello che mi ha fatto diventare chi sono, assieme alla voglia, la tenacia di non arrendermi a quelle che sembravano sconfitte, rimettendomi in gioco ogni volta, anche quando la depressione e lo scoramento mi facevano sentire l’ultimo sfigato di questa terra.
Ho puntato su di me, ho raggiunto gli obiettivi che mi ero prefisso, anche di natura accademica, ad un’età insospettabilmente avanzata per gli standard ordinari, e tutto questo mentre dovevo lavorare; ma non è stato un sacrificio, uno sforzo, certo, ma che alla fine mi ha consegnato la stima, il “me stesso” che avevo dentro, “liberato” da quelle paure e insicurezze nelle quali, in fondo, mi rifugiavo.
Sono stato un ragazzotto sensibile, romantico e un pò ingenuo che vedeva le donne nei termini idilliaci che molti “di noi” immaginano che queste debbano possedere, ma sbagliavo, non per colpa loro ma della mia “prospettiva”, cresciuta nel modo che tu, e migliaia di altri ragazzi, maturano in famiglia.
Vedi Alberto, già il fatto che tu stia cercando un “isola” su cui approdare mentre navighi in questa vita, attraverso questi scambi di idee e di esperienze, è un segno di quanto sia vivace in te la voglia di “trovarti”.
Non importa quanti anni hai, “innamorati” prima di te, e vedrai che il resto arriverà, senza bisogno di centimetri in più. Credimi.
mi vergogno di me stesso,ma velo dico lostesso.
certo che i complessi so brutti,prendo una banana gli misuro col metro da sarta la circonferenza ed era 12cm e faccio la prova in bocca come fosse un c....,caspita che si sentono in bocca 12cm in circonferenza,e non sono riuscito più di 6-7 cm in profondita che mi affogavo,allora mi domando come ca zzo faranno le donne a mettersi un pene in circ.. di 15 ad esempio se già 12cm si sentono eccome,mah cioè mi allargava la bocca abbastanza,con un 15 ti pigliano i crampi alla masciella sicuro.
mi è piaciuta quella della banana in bocca ah ah io infilo in bocca alle ragazze più di metà del mio lungo arnese e mai nessuna si è lamentata !!!!! anzi !!
LEGGENDA
te dici quello… come sai io ho un 11 nbp… giorni fa ho fatto un deepthroat con una di quelle, e visto che siamo in clima di cavolate, beh, si sentono eccome in gola anche se non hai 20 cm e fa lo stesso effetto.
Tu prova a mettere un cucchiaino (che sarà 8-9 cm) come faceva il medico quando eravamo piccoli, in bocca fino alla gola e vedi se non ti viene da tossire.
fidati che a parte nei film porno, le donne non è che amano molto far entrare in bocca dimensioni ragguardevoli.
ma il discorso è diverso dal rapporto sessuale completo.
lì per loro le dimensioni contano in difetto, ma sono cose che ormai abbiamo detto e ridetto.
ma posso farti una domanda spero di non essere inopportuno: tu hai detto di avere un 13 nbp, ma una volta hai detto che quando ti fanno sesso orale non riescono a usare anche la mano… usano due dita o tre per tenerlo in mano e dove c’è l’attaccatura? ma scusa, con un 13nbp considerando le loro mani piccole dovrebbero riuscire.
sei sicuro che hai un 13 nbp?hai misurato bene? io ho 13 bp ed ho quel problema li.
roland
che cosa è stò deepthroat.
certo che sono 13nbp, anzi ti dirò di più col metro da sarta seguendo la curvatura tipo banana in erezione buona arrivo pure a 14.insomma copre la mia mano più tre dita abbondanti,posiziono la mano da sotto all’attacatura dei testicoli non so se ti è chiaro.
se lo afferri con la mano esce la capella e un pezzo di 2cm,facendo un pomp.. la mano di lei nel movimento deve stare quasi ferma,mentre con tre dita riesce meglio a smanettare,ecco sono stè cose qua in aggiunta al resto che ho sempre detto,che mi fa capire che la normalità oggettiva di tutti gli altri uomini sia ben lontana alle nostre dimensioni.
massimo
tu per mettere metà del tuo pene in bocca cioè 12cm,credo che devi avere pure una buona circonferenza,secondo me dici un sacco di fesserie,oppure ce lai sottile come una matita.
LEGGENDA
abbi pazienza, ma un pene come lo descrivi tu mi sembra assolutamente normale.
che devo dire io che ho un 11 nbp, e diventa al massimo 13 bp, quando lo impugno e con la mano spingo verso i testicoli?
e in questo caso esce la cappella, ma se non spingessi uscirebbe mezza cappella dalla mano. a te senza spingere esce tutta.
Io poi non vorrei insistere su queste cose, ma ieri sera mi trovavo in una chat di quelle tipo chatroulette, e mi son capitate due ragazze inglesi che si sono fermate.. io l’avevo moscio e hanno commentato “small cock”, facendo una smorfia.
e hanno cambiato canale.
questo per dire, come dice Leggenda, che le ragazze hanno le idee ben chiare su cosa non gli piace ed è da mollare.
Priamo condivido in pieno tutto quello che hai scritto, il grosso del nostro imprinting della personalità avviene nei primi anni di vita, tutto il resto ci serve a confermare la regola svalutativa che ci siamo dati in quel periodo.Da non sottovalutare la figura paterna “con il complesso di edipo” con il rapporto madre padre. Visto lo spostamento della discussione dai cm del pene ad aspetti psicologici voglio riportare la mia esperienza sperando possa servire. Io ho avuto grosse difficoltà con mio padre, persona molto autoritaria severa e svalutante, mia madre completamente succube quindi i miei bisogni venivano sempre dopo quelli di mio padre, se cercavo mia madre, doveva finire prima con mio padre e poi si occupava di me. Qualsiasi cosa facessi c’era sempre qualcuno che le faceva meglio di me in primis mia sorella anche se in realtà non sapeva fare niente!La madre è la prima donna con la quale ci relazioniamo ed è fondamentale per la nostra autostima e sicurezza,nel mio caso la competizione “Madre” era con mio padre,il conflitto si supera attraverso l’identificazione, un giorno saro come te (Padre), se questo non avviene perchè si continua a svalutare e a non gratificare, se l’oggetto della competizione è inarrivabile, il messaggio che prevale è non sarò mai come te, non potro mai avere mia madre o chi per essa rappresenta il soddisfare i miei bisogni. Questo puo essere descritto come un nostro copione per cui si tende a vedere l’altro migliore di noi, a temere il giudizio, ovviamente solo quello negativo perchè ci conferma la regola iniziale NON SIAMO OK.Credo che grosso modo sia cosi per tutti magari potremmo avere 10 donne che sono soddisfatte di noi ma ne basta una che ci dica che abbiamo il pene piccolo… e quello vale, o magari il pensare che le altre non hanno detto niente per non ferirci ecc….Tornando ancora a me credo di essere stato particolarmente sfortunato nei miei primi rapporti,avevo gia qualche timore per la dimensione del pene e ho avuto le mie prime due esperienze in cui sono stato giudicato per le dimensioni , sono stato malissimo non vi dico le difficoltà ad avere un rapporto completo comunque entrambe godevano e mi hanno sempre cercato anche a distanza di anni e da sposate continuando a dirmi che non hanno mai goduto tanto (godimento con penetrazione ) quindi posso affermare che per il piacere femminile la dimensione non conta,l’ importante è la percezione che abbiamo di noi stessi che proietta le nostre paure e…
Segue:
insicurezze, per cui sentendoci inadeguati lo saremo per davvero risultando anche insicuri nel sesso creando un empatia negativa. Ormai per me il danno era fatto perché se il primo giudizio poteva essere un caso il secondo rappresentava una conferma ( copione) ho rinunciato alla studio e a vivere la vita che volevo , sono di bell’aspetto e ho rinunciato a fare sesso con molte donne per paura di essere inadeguato, sono stato con altre due donne una mia moglie e nessuna delle due mi ha giudicato, ho avuto lo stesso rapporti soddisfacenti., quindi uno direbbe dov’è il problema se indipendentemente dal giudizio comunque le donne ti cercano? Il problema principale però non è l’avere o meno esperienze negative ma il valore che si da alle stesse, avrei potuto fregarmene del giudizio di quelle ragazze e andare oltre invece mi sono soffermato cercavo la loro approvazione dovevo superare l’esame dimostrare di essere all’altezza e anche quando l’approvazione è arrivata non è bastata perché la regola, quella costruita nella mia mente dice qualsiasi cosa faccia non basta non sono OK, a poco sono serviti glia anni di psicoterapia, adesso sto provando l’ EMDR che come fondamento non usa l’analisi ma la capacità di autoguarigione della mente attraverso i movimenti oculari( se avete suggerimenti su terapie valide sono accetti) in ogni caso il leggere le vostre testimonianze mi sta aiutando . Ora se tutto questo no basta per collocare la questione piu’ sull’aspetto psicologico, passo alle misurazioni. All’epoca dei giudizi delle ragazze il mio pene misurava NBP (senza spingere) 13,5 cm x 12,5 oggi il mio pene dopo che ho praticato varie tecniche per l’allungamento misura 16,5 x 13,5 NBP con la misura BP arrivo a 19 cm, ma nonostante tutto del mio passato continua a rimanere la convinzione di non essere adeguato. Questo fa capire (me compreso) che è fondamentale quello che noi pensiamo di noi stessi, oggi siamo noi che decidiamo attraverso le nostre scelte di dare seguito o meno a quella regola di svalutazione iniziale, la grossa difficoltà almeno per me, non è capire le dinamiche del gioco, ma avere la consapevolezza che tutto questo è solo un inganno della mente.
ieri per mia incredulità ho scoperto che farsi l’automasturbazione e stare li col metro porta risultati non veritieri,l’erezione non sarà mai al 100%.ieri sera dopo 1 mese di corteggiamento esco con una bella ragazza,insomma nel mentre della serata si finisce a letto precisamente in macchina,mentre mi fa sesso orale era diventato durissimo melo guardo e sembrava più grande e lo era,di solito quando faccio l’automasturbazione copre la mano e tre dita,in quel momento faccio la prova con le mani ed era la mano e quattro dita insomma era al limite di due mani come minimo era piu lungo 1,5 cm son sicuro che se in quel momento lo avrei misurato ero di sicuro a 14,5 sicuro perchè lo avevo notato proprio a vista d’occhi.quindi immaginate farsi l’ autoerotismo col pensiero di misurarlo,non sarà mai una misura reale del nostro pipino,metteteci pure l’ansia di averlo piccolo ed in quel momento il nostro pene non sarà piu del 90%,era decisamente più lungo,invece in larghezza più o meno era sempre quello.
Dealer riporto una frase che, a mio parere, è alla base della condizione di inadeguatezza personale che si percepisce, che in realtà è esclusivamente soggettiva in quanto ogni situazione è condizionata dalla relatività del punto di osservazione, la frase è questa:
“Il problema principale però non è l’avere o meno esperienze negative ma il valore che si da alle stesse…”
Chi si porta appresso una bassa stima di sè, tende a massimizzare i fallimenti e (o presunti tali) e a NON capitalizzare i successi, creando così un alterato bilancio del proprio valore.
In un quadro del genere, si sposta l’attenzione su quelli che si ritengono essere gli indicatori semantici di “potere”, che tendono a trasmettere “un’impressione” dello stesso, laddove si teme che una dimostrazione più profonda del proprio sè, mostri all’interlocutore la “pochezza” di cui si teme essere portatori.
Questo fenomeno è più frequente di quello che si pensi, e non incentrato esclusivamente sulle dimensioni del sesso.
Il macchinone più simile ad un autoblindo che non ad una vettura, la moto superveloce per girare in città, il fisico da body builder che non riesce a camminare per quanto è ipertrofico ed infine il desidero del pene gigantesco, non sono altro che la sublimazione di una “mancanza” di cui si soffre e che si tenta compensare in altro modo.
Ma è uno sforzo inutile. Per chi soffre di disistima il suv non sarà mai abbastanza grande, la moto mai troppo veloce e i bicipiti mai sufficientemente gonfi, e così pure il pene, sempre troppo piccolo.
Ho letto di partecipanti che denunciano misure assolutamente nella norma, misure che sono la dotazione del 95 % dei maschi, ma che nonostante ciò lamentano una “piccolezza” che non è altro che la proiezione di ciò che essi pensano della propria persona e del posto che questa occupa nell’ambito delle relazioni interpersonali. E’ ovvio che laddove dovessero aumentare “quelle dimensioni”, una volta soddisfatto questo sogno e godutone gli effetti, dopo qualche tempo il loro criticismo si indirizzerebbe altrove, lasciando inalterato il problema che ha radici più profonde.
Così entra in gioco il cosiddetto effetto “capro espiatorio”, in quanto tutti noi abbiamo SEMPRE bisogno di una ragione per giustificare una situazione, ma affrontare i veri motivi di una certa condizione non è semplice, anche perchè non se ne intravede la vera origine se non si indaga la psiche. Ecco allora che si cerca il capro espiatorio, che però ingiustamente “paga” per l’altro
LEGGENDA
Anche io a volte ho avuto tale impressione. Per fino quando vado con “quelle” non ho erezioni talmente forti da arrivare alla conclusione cui sei arrivato tu. Invece, mi è capitato , in passato , a volte di eccitarmi da solo talmente tanto che mi sembrava piu’ grosso di almeno un centimetro.
Capita.
Però la misura reale è quella solita, non quella di quando eccezionalmente si è maggiormente eccitati.
Com’è andata con la ragazza? Era soddisfatta?
e poi guardate questo video: http://www.pene-ok.com/2013/03/rocco-siffredi-parla-degli-uomini-con-il-pene-piccolo/
verso la fine l’intervistatrice le chiede pareri sull’argomento misure e Rocco dice, in sostanza, che effettivamente l’uomo col pene piccolo si sente a disagio e la sua dignità purtroppo viene misurata da quello. Poi dice “tu mi chiederai, che consiglio posso dare?” e lui “mah, di vivere con quello che si ha… e poi (ride) non lo so, ragazzi non lo so” e l’intervistatrice non interviene certo dicendo qualcosa.
Questo fa capire quale è la situazione vera.
Ma poi levami una curiosità Leggenda: ma quando tu fai quelle prove, lo impugni e premi verso l’osso pubico oppure no?
in bocca non lo metto mai tutto se no poverine loro e poi non sono fesserie ma pura realtà
riguardo la circonferenza : sono anche ben dotato le “mie donne ” sono sempre molto attratte dal mio arnese e con un pò di paura !
roland
certamente la misura quella mia che ho sempre e di 13 cm giusto il mio palmo e tre dita senza premere.roland non dirmi che ho un pene normalissimo,perchè non è vero la normalità e un’altra cosa,e la testimonianza lo è tutte le mie ex mai richiamato.
allora roland quello che dice siffredi sulle misure dice quello che ho sempre detto io,l’uomo dal pene piccolo non piace viene visto come un mezzo uomo e aggiungo e non viene più considerato come prima di bassarsi le mutande,subentra fredezza e razzismo da parte della donna.poi bisogna capire cosa intendono per pene piccolo e siamo punto e a capo,ma sono anche sicuro che il piccolo si riferisca hai nostri da 10 a 15 non credo che parlassero di patologie.la verità e quella che ho sempre detto io una donna con un uomo che ha un pene da 10 a 15 non ci restaurerà niente di duraturo,purtroppo roland siamo nati mezzi uomini per quanto riguarda luccello e non solo.vedi cosa dice siffredi che un uomo nudo col pene piccolo perde tutto dell uomo vestito detto questo,che fra l’altro io ho sempre detto.poi dice che dobbiamo vivere con quello che si ha,bè questa e la solita risposta dove risposta non cè,ma la vita d’inferno ce la dobbiamo passare noi,perchè loro lo san benissimo che è una bella gatta da pelare.
priamo
sei una persona abbastagna intelligente e colta,però ora non facciamola passare che noi vogliamo trovare un capo espiatorio,se la pensi cosi mi spiace ma sei fuori strada.il problema cè,è reale non una favoletta inventata da noi minidotati con poca autostima,il problema è oggettivo non esageriamo.come la interpreti tu sembra che qualsiasi misura vada bene,non è vero che qualsiasi dimensione vada bene.poi dici che qua ce gente che asserisce misure che hanno il 95% delle persone,come mai tu ti trovi in quel 5%? non potete mai capire cosa si prova ad avere un pene piccolo non ti fa sentire uomo al 100%.provate ad immaginare una donna che è attratta da te fisicamente,fa pensieri erotici poi al dunque tiri fuori l’uccellino,ma dai su bla bla bla.
e lo straripeto un pene normale che hanno la maggior parte degli uomini come priamo lo ha dai 16 a 18.
e voglio dire anche un’altra cosa che son sicuro che molti non lo acceteranno,ma credetimi la donna porta il rispetto all’uomo in base al c a z z o.
roland,
Grazie a Rocco Siffredi abbiamo fatto una scoperta etica e filosofica importante:
La dignità dell’uomo si misura in centimetri.
Se lo ha detto Rocco che è ben dotato,vuol dire che è così;eccolo il parere-cavolata
che suggestiona e che si eleva a dogma culturale,si fissa nella testa e diventa parte integrante di un complesso ritenuto nostro,ma che in realtà è stato interpolato dall’esterno.
Io ritengo che l’uomo senza dignità è colui che si adatta a questo modo di concepire le cose e vive costantemente succube di queste induzioni.
comunque rocco dice la verità,ma è un gran buffone perchè se la poteva risparmiare quella risatina,sapendo che magari ci poteva essere tanta gente che guardava la trasmissione col problema.
Ma d’altra parte Rocco cosa doveva rispondere, il suo mondo è quello, lui la dignità se l’è conquistata con l’uccello e le donne con cui “lavora” sono le famose vagine con le gambe. E’ la domanda fatta dalla giornalista che è stupida, e la risposta non poteva che essere dello stesso tenore. Ha un problema in vista però- e lo sa. perchè non è un idiota – che quella dignità si “affievolirà” con gli anni e bisogna vedere se potrà conquistarne un’altra, che non si misura col righello.
@Leggenda
Vuoi un dato oggettivo : il tuo problema nr 1 e’ l’ossessione che hai per le dimensioni, ma fammi capire corteggi una ragazza, si arriva al dunque e tu nel pathos del momento sei li che ti dici, wow oggi e’ piu’ duro del solito
vediamo di impugnarlo per vedere quante dita avanzano……
Ci credo poi che non ti richiamano, cosi concentrato su altro immagino quanto passione e attenzione ci metti nel rapporto……
Ah e siccome con te non si puo’ interagire senza dichiarare i cm in dotazione… ti dico : Pur per principio non essendomelo mai misurato… ti garantisco che e’ piccolo, e si in questa societa vagino/pene centrica le mie paure e complessi
me le sono fatti anch’io…… mi e’ bastata un po di autostima per farmi avere una vita sessuale ( e non ) felice e soddisfacente.
beh tanto noi ce l’abbiamo lungo e non è bello dire a gli altri ke ce l’hanno corto
nb
il fatto di essere ossessionato dalle dimensioni non lo nego,però il punto e un’altro che la mia ossessione sulle dimensioni non viene cosi a caso,come alcune persone fanno la domanda “ma secondo voi è piccolo il mio e lungo 18cmx15 di circonferenza melo vedo piccolo”allora in questo caso potresti dirmi di avere un ossessione esagerata.il mio e di 13 risicati e 12,5 di circ..risicati non fate tutti i super tranquilli,ed io l’imbecille eh.
per quanto riguarda la prova dell’impugnatura ci vuole mezzo secondo mica una giornata.
raccondaci un pò come hai trovato fiducia e autostima, e questa vita sessuale stra stra felice col pene piccolo.
io sono qua per confrontarmi,io non voglio avere ragione io voglio che qualcuno mi dimostri il contrario di quello che dico con fatti reali e non barzellette.
tanti che passano di qua,ci dicono che siamo dei fissati non sei il primo.
1)non hanno il pene piccolo,e solo chi ha il pene piccolo potrà capirci.
2)hanno il pene piccolo, ma non lo hanno mai ficcato in nessuna parte,oppure hanno una ragazzina che ha visto solo lui.
3)ci sono quelli come priamo che a il pene medio-grosso che ci fa la romanzina che cerchiamo un capo espiatorio(non è cosi)che io ammiro comunque chi gliela fa fare a stare qua,appunto lo ammiro.
4)quelli che danno ragione agli andrologi per autoconvincersi di essere normali si appoggiono alle favole dei dottorini tipo fantasma,e che io stimo molto deve essere una brava persona.
5)gli imbecilli e i fissati come me,che però dicono come stanno le cose e non si nascondono dietro un dito.
dimmi come hai trovato l’autostima di te,e la felicità di coppia e di vita se ai veramente il pene piccolo.
Ciao Leggenda,
Scuami il tono duro dei mie interventi, ma credo che quando si cade nel baratro di un ossessione, e’ uno scossone quello che ci vuole.
Sono sotto media, punto. Centimetri da sarta e impugnature non mi interessano per principio perche’ misurarlo non cambia la situazione di fatto e la vedo come l’inizio dell’ossessione.
Anch’io saro di passaggio, perche’ non c’e’ comunicazione con chi non vuole ascoltare ma qualche altro commento lo faro’.
La mia ancora di salvezza e’ stata, a torto o ragione non e’ questo il punto, essermi consideranto intelligente. (sopramedia visto che tanto ti interessa la norma)
Questa mia presunzione, ha fatto si che dell’opionione generale non me ne e’ mai fregato nulla, sempre stato elitario: stimavo poche persone e solo di quelle
mi interessava il parere, mai cercato ne tantomeno voluto il plauso della massa, anzi ho sempre voluto esssere controcorrente.
Una fortissima timidezza mi ha invece fatto saltare l’adolescenza, niente storielline fino ai 18/19. Relazionasi con gli sconosciuti: quella e’ stata per lungo tempo la mia ossessione.
Un paio di eventi forti nella mia vita mi hanno scosso e dato il calcio in culo di cui avevo bisogno, e anche se lentamente e tra mille paure mi sono messo in gioco.
E li ho avuto conferma di quanto ho sempre pensato; e’ estremamente difficile trovare una persona valida.
SI e’ oggettivo dire che nella societa odierna si premia l’apperenza, e vi e’ una marea di persone per cui le dimensioni contano.
Ma non e’ un problema fisiologico, sono le percezioni ad essere centrali: Nell’atto sessuale la mente gioca un ruolo determinante, e’ una lente che puo’ ingrandire
o attenuare all’infinito le sensazioni.
Si, alla luce di quanto sopra, se ti imbatti nelle moltissime ragazzette vuote dentro, verosimilmente non ne usciranno soddisfatte. Ma chissenefotte??
Le mie esperiente le ho avute, di quelle fugaci, con persone che non mi interessavano ne sono uscito soddisfatto (Io) la loro opinione non la so, ma sopratutto non
mi interessa.
Ho avuto la fortuna di incontrate due donne vere, con una ho avuto una relazione di otto anni ( prima che intervieni ti rispondo: finita per altri motivi), con l’altra convivo felicemente.
Con entrambe l’intesa sessuale e’ sempre stata alta e ottima.
Probabilmente anche perche’ durante l’atto non pensavo a vedere quante dita crescevano….
leggenda,
Gli andrologi non dicono balle.
Sono medici che hanno la stessa dignità di cardiologi,neurologi,ginecologi ecc…
Se un cardiologo ti fa una diagnosi che fai
sottoponi la diagnosi al parere della massa?
Lo stesso è per l’andrologo.
Nel nostro caso però,la massa,in buona parte,non è concorde con ciò che dice l’andrologo e di questo ne abbiamo parlato in passato quando ho messo in evidenza che la ragione non sta necessariamente dalla parte della moltitudine dei consensi.
Ho riconosciuto che il problema rimane in quanto è tra la gente che noi dobbiamo trovare la donna con la quale fare sesso e pertanto le probabilità di insuccesso sono parecchie.
Però,dovrebbe esserci un pò più di fiducia nel cercare di individuare quelle donne che dicono(sinceramente)che le misure non contano.
Un idea sarebbe creare un gruppo(nel reale) e parlarne apertamente con uomini e donne che hanno problemi simili.
Nelle psicoterapie di gruppo ciò è possibile.
Leggenda ma perchè non ammettere di avere un ossessione, continui a parlare di capo espiatorio indicato da priamo, ti consiglio di leggere i miei post 10673 e 10674, vivo anch’io il problema e ti capisco ma ti dico anche che non è solo quello. Ho due amici uno ha la mia stessa misura attuale e frequenta locali di scambisti è anche molto ricercato, l’altro ha il pene di 13,5 cm NBP è sposato ha 2 amanti ed ha sempre avuto molte donne. Entrambi hanno avuto qualche donna che ha espresso un giudizio negativo sulle dimensioni, ma se ne sono fregati e hanno una felice vita sessuale, come vedi è sempre tutto molto soggettivo.Bisogna cambiare il modo di pensare altrimenti continuiamo a rimanere paralizzati dal gudizio negativo, la vita passa e con essa anche le occasioni non solo sessuali.
Fantasma dici che la psicoterapia di gruppo è piu’ indicata per queste problematiche?
sarà pure vero che sono un pò fissato,sarà pure vero che un pò tutti voi avete ragione,sarà pure vero quello che dicono gli andrologi in generale sulla sessualità e le medie sulle dimensioni,io spero soltato che le mie esperienze future potrò riscontrare che abbiate ragione voi e torto io.
nb
sono contento per te che hai trovato il tuo equilibrio mentale di autostima sulle tue dimensioni,ma questo non ti renderà immune ai rifiuti dalle vagine con le gambe.poi non credo che la tua relazione di otto anni sia finita per il pene.
ad esmpio, io non ci riesco ha dire ma chissenefotte?già solo il pensiero che quella mi avrebbe lasciato per le mie dimensioni mi rattrista,ti senti impotente a questa situazioni non hai armi per combatterla mi sento frustrato.
che poi mai nessuna mi ha detto ti lascio perchè ce l’hai piccolo, immaggino anzi lo percepisco che il problema e quello.
poi come dici tu in questa società odierna,cè una grande massa di donne che valorizza l’uomo in base alle sue dimensioni.appunto come tene esci fuori se al 90% ai a che fare con questo tipo di donna?dirai sempre chissenefotte!anche se,io sono convinto che la natura e cosi perfetta dove toglie ti compensa in altro tipo la durezza e la durata.
fantasma
guarda io sarei felicissimo se loro avessero ragione,ad esempio sulle dimensioni.ma allora perchè io nella mia vita ho sempre visto altro?e stà cosa non la dico solo io,ma è stata verificata anche da tanti di voi nelle palestre e doccie varie che il pene più piccolo(e non di poco)era il nostro.
io questo vorrei spiegato da loro in primus,addirittura 15 cm bp la media per me sembra una gran fesseria.
per quanto riguarda confrontarci nel reale tra uomini e donne e aggiungo anche sessuologi ed andrologi tipo gruppo come dici tu non sarebbe male.
C’è una simpatica storiella che ironizza sull’ossessione di cui parliamo, che sottolinea come l’ossessionato non abbia obiettività nel giudicare le situazioni. Ve la racconto. Un tipo sta cercando di avere una storia con una donna. Non ha molta stima di se’ allora mette in piazza quelli che pensa essere i suoi difetti per evitare delusioni successivamente. ” ho la forfora, le croste, mi puzzano le ascelle, rutto, scoreggio, non cambio le mutande, mi scaccolo, ho il c.... piccolo, mi puzza l’alito e pure i piedi, bestemmio, picchio oldonne e i bambini…” ” vada via che orrore!!” ” ecco, lo sapevo: solo perché ho il c.... piccolo”. È una barzelletta ma spiega bene cosa succede nella testa di chi è ossessionato.
Dealer,
Se questo problema si manifesta come un ossessione che rischia di turbare fortemente la propria esistenza potrebbe anche essere una buona idea il raccontare ciò ad un bravo psicologo e proporre di fare una terapia di gruppo onde poter relazionare il proprio modo di pensare e di sentire con l’opinione
reale di altre persone e apprendere a gestire le dinamiche psicologiche intergruppali in relazione al problema.
E’ un pò come forgiare nuovi modelli di relazione sociale,relazione dalla quale spesso siamo stati costretti a fuggire per paura di essere feriti nell’immagine sociale e di sfigurare.
In questo caso però è presente lo psicologo e non permette che si impongano convinzioni errate che avviliscano la psicologia dell’individuo.
In una fase successiva la psicoterapia può diventare più”dolorosa”,meno piacevole ma pur sempre efficace nel costituire un allenamento valido verso quel mondo,spesso vessatore,che si fa gioco dei nostri problemi.
Lo psicologo in questa fase potrebbe personificare l’elemento vessatore ed essere visto come
deludente,antipatico e odioso e quando il paziente crede di averne avuto abbastanza va via e interrompe la terapia.
Spesso i pazienti non sanno che tutto ciò ha forgiato in loro un carattere diverso, più reattivo verso quelle difficoltà da cui è sempre fuggito nella vita.
Un BRAVO psicologo potrebbe aiutare.
Ciao Leggenda
Il mio l’equilibro, e’ arrivato dopo un percorso lungo e tortuoso, dove piu’ volte ho sbagliato direzione.
Non esiste un prontuario, ne tanto meno una mappa pero due cose mi sento di dirle :
il punto di partenza di questo cammino credo sia uguale per tutti : riconoscere che vi e’ anche un ossessione.
Penso che solo una buon dose di fortuna non mi abbia fatto perdere definitivamente la strada. Quindi col senno di poi chiedere l’aiuto di un professionista sarebbe stata un ‘ottima idea.
io non faccio fatica trovare donne da soddisfare , tantissime sono sposate e alcune si lamentano sovente del pene corto del marito sarà perché provano il mio ?
No Massimo, e’ per la tua modestia che ti cercano, o per l’intelligenza, non farti illusioni.
ragazzi di sicuro l’ossessione cè non lo nego,ma ridurla solo un ossessione non mi trovo daccordo.come fa capire priamo in quella barzelletta simpatica che fa capire che avendo mille difetti peggiori del pene piccolo,l’uomo si riconosceva il suo rifiuto da parte della donna nel pene piccolo,questo fa capire come sia brutto essere ossessionato da una parte del corpo,stessa cosa le persone affette da anoressia che si vedono sempre grasse.
però il pene piccolo secondo me non è paragonabile a nessun altro difetto fisico per un miliardo di motivi che non stò ad elencare.
io quello che voglio far capire,che sicuramente trovare l’autostima,l’equilibrio,stare bene con se stessi ti farà vivere meglio sicuramente,non ti rovinerai la vita per l’ossessione e va bè,ma non sarai immune ai rifiuti delle donne per colpa del pene.
purtroppo oggigiorno viviamo in una società dove la donna(la maggioranza)cerca solo soddisfazione sessuale per quanto riguarda la relazione uomo-donna cerca più la fisicità che l’amore,la dolcezza le coccole ecc.ecc..
come dice massimo sulle donne sposate che si lamentono dei mariti col pene corto,io ci credo che sia cosi.ma vi pare che una donna sposata che vuole evadere il letto matrimoniale solo per una soddisfazione sessuale-carnale faccia le corna con un uomo col pene di 12-13cm,ci potrà capitare una volta ma non la rivedrai la seconda proprio quello che successo a me,anche se a dir la verità questa donna si faceva anche dei chilometri per vedermi poi mi ha lasciato e la testa mi dice per il pene.
purtroppo quando ti capitano queste cose che poi ti vengono i complessi.
dealer dice che un suo amico avendo il pene di 13,5 veniva cercato da donne sposate,sarà vero perchè no, non metto in dubbio la sua testimonianza probabilmente sarà il d i o del sesso questo amico.
dealer ma poi perchè queste ragazze avrebbero fatto commenti negativi sul tuo pene inizialmente che tu dici che fosse 13,5 quando con lo stesso ci godevono?
io o sempre detto che anche se una donna riesce a godere col pene piccolo,ma non piace alla prima occasione negativa lo molla immediatamente.
una cosa che mi incurisisce molto,non so se voi ci avete fatto caso,quando mi guardo il pene allo specchio o difronde o di profilo tutto vedo tranne che un pene piccolo cioè normale,mentre quando lo guardo da sopra lo vedo piccolo,avete mai fatto caso a stà cosa.
LEGGENDA
Io ci ho fatto caso, l’ho detto qualche post addietro.
Capita anche a me.
E’ normale che da sopra sembri piu’ piccolo, anche quelli normali lo vedono tale o lunghi.
Comunque, secondo me, come dici tu, il problema si risolve in un punto esclusivo: io non so se il pene di 11-12-13 cm dia davvero piu’ o meno piacere di uno medio o lungo, ma secondo me quello che incide moltissimo è il condizionamento mentale della donna. Se una si condiziona negativamente, il rapporto sarà negativo. Poi può anche darsi che quando fai sesso, lo sentano di meno, ma è anche vero che dicono che i cm all’ingresso dell’organo femminile sono quelli in cui si sente maggior piacere, quindi non si capisce la ragione dove sia.
Io credo che però molto gioca un ruolo il fattore mentale, appunto.
E forse molte storie con uomini del pene piccolo finiscono in base a questa ragione.
Se una non riesce ad accettare mentalmente un difetto fisico del partner, non starà bene e l’unica cosa che farà è mollarlo.
Può capitare coi peli, con la pancia, con altri difetti e pure con il pene.
A mio modo di vedere è quello il problema
roland e quello che dico da sempre,magari gli andrologi avranno ragione sul primo tratto(anche se fosse io credo che non basti)dove lo mettiamo il fattore mentale?
una donna un pò navigata oppure una sposata,con il pene piccolo non tela tieni,anche se avranno goduto col pene piccolo ma questo tipo di donna cerca la fisicità,cerca il bel c a z z o ne e non il cazzino.
E’come dice roland,è un fatto mentale
e la mente viene condizionata da tante cose.
L’assenza di educazione sessuale e una mentalità mascolina acquisita in promiscuità.
Tutto ciò fa si che “la cosa grossa” venga esaltata sulla base di una mentalità retaggio di impressioni infantili.
“L’uccello grosso”,”L’uccello di papà”,
L’uccello di colui che “ha il potere”.
Di conseguenza:
uccello grosso = potere e considerazione;
uccello piccolo = sminuimento della personalità e del prestigio.
E siccome siamo stati tutti bambini,privi di insegnamenti in materia,ciò giustifica una grande mentalità di massa che esalta gli individui con le misure grandi e avvilisce coloro che hanno quelle piccole.
Il condizionamento mentale può dipendere anche dal tipo di approccio che fa l’uomo afflitto dal complesso,la donna se ne accorge se è imbranato,timido, titubante o se ha addosso l’ansia dell’esame che potrebbe bocciarlo come uomo.