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Un monopolio indisturbato

  

L’editore-direttore (caso unico) de La Sicilia [1] possiede tutte le emittenti televisive, tutte; tutte o quasi le emittenti radiofoniche, l’unico quotidiano letto (“La Sicilia”) persino spazi pubblicitari murali, e per ultimo ha partecipazione azionaria,a Tiscali, e a TIN.
Nel dettaglio (con beneficio d’inventario):
Radio Sis (diffusione regionale) – RadioTelecolor (diffusione regionale) – Antenna Sicilia (diffusione regionale) – Teletna (diffusione regionale) – Telecolor (diffusione regionale) – Video-3 (diffusione regionale) – TeleCatania – TeleSiciliaColor – Telejonica – La Sicilia (quotidiano a diffusione regionale).
Partecipazioni a: Espresso – Gazzetta del Mezzogiono – Gazzetta del Sud – Giornale di Sicilia, La 7 , TELECOM, TIN e Tiscali.
[1] La legge prevede che un direttore responsabile debba essere iscritto all’Albo, e sempre la legge prevede che l’iscrizione all’albo richiede un certo numero di pezzi pubblicati. Mario Ciancio Sanfilippo da decenni non pubblica una virgola, ma dirige in prima persona iL giornale/ cancrena.
Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, interpellato, ha risposto picche. Una Città in ostaggio
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Signor Ministro, cambia qualcosa se alcune di queste testate sono intestate alla figlia? Niente è più pervasivo di un monopolio, nella concezione *privata* della stampa.
Pensi si è permesso di dichiarare: “A Catania decido io cosa fa notizia”.Non ha creato posti di lavoro: sta solo tentando di ridurre quelli che ha trovato, e con il denaro pubblico del finanziamento è stato creato un impero mediatico.

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