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Un amore fatto di dittatura e pochi momenti dolci

di vitty79

Ci siamo lasciati e sto male.
Ciao a tutti/e da 11 giorni dopo 5 anni insieme!
Sono stata con lui dandogli tanto amore più di quello che lui meritasse, sì perchè era un tipo dominatore, o facevi ciò che andava bene a lui o non si andava d’accordo!
Io come una stupida ho sperato di poterlo cambiare, avvolte mi sembrava dolce, diceva che voleva sposasi con me e creare una famiglia, solo che un lavoro non si decideva trovarlo… e così da 3 anni a questa parte gli ripetevo spesso di darsi da fare, e lui si incavolava da morire dicendomi che dovevo farmi gli affari miei!
Era un narciso da far paura tanto da tenere sul desktop del pc la sua immagine muscolosa… sì perchè lui amava più di me la palestra e il suo corpo!
11 giorni fa, nonostante mi avesse trattata male col suo modo arrogante di fare,e quindi non volevo far l’amore con lui per questa mancanza di rispetto, gli dico per la centesima volta che deve darsi da fare per un lavoro serio, e sapete cosa mi dice? “mi hai rotto i cosiddetti ( per non dire altro)….,sto meglio quando non ti vedo, ti detesto non mi rispetti, non ti amo più” sentendomi dire ciò lo lascio e lui mi scrive un sms dicendo che sono uguale alle altre, che le mie sono tutte scuse perchè chissà cosa c’è sotto e che gli faccio pena e schifo…. capite??? pena e schifo solo perchè volevo si sistemasse…. mi sento una stupida ho amato un mostro per 5 anni e lo amo ancora tanto…. cosa devo fare? Ovvio non si è fatto vivo, e io non posso chiamare un uomo che mi dice certe cattiverie! cosa mi consigliate? C’è qualcuno tra voi che ha vissuto un amore “malato” come questo fatto di dittatura e pochi momenti dolci? Aiutatemi sto davvero depressa…. e pensare che per me quei momenti dolci erano TUTTO…credevo cambiasse ma invece è diventato sempre più padrone di me.

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Categorie: - Amore

58 commenti

Pagine: 1 2

  • 1
    Minni -

    Ciao, io sto vivendo un amore malato, anche il mio lui è un tipo dominatore, solo che un lavoro ce l’ha, ma ciò non cambia la sua gelosia e la sua possessione nei miei confronti, un incubo, credimi… Ma uscirne è difficile… Tu hai avuto forza, mi raccomando, non cercarlo, merita soltanto di restare solo con se stesso, visto che si ama tanto vedrai che si troverà bene! Tu meriti di meglio e vedrai che troverai una persona che amerà te e solo te… Un bacio

  • 2
    guerriero -

    donne siete la fortuna delllo psicologo, quando smetterete di impazzire per deggli diioti paatentati e più complessati di voi??vi piace soffrire?? per voi questo è amore?? ahahahah amore è innanzitutto rispetto

  • 3
    vitty79 -

    Grazie Minni ma è tanto difficile non amare più qualcuno,anche se ti dava poco….ma quel poco per me era il mondo….stai attenta tu non farti calpestare e non permettergli di distruggere la tua personalità…a me ci è riuscito ed è per questo che sto malissimo

  • 4
    vitty79 -

    hai ragione guerriero, l’amore è fatto di rispetto, ma avvolte sia noi donne che alcuni uomini hanno una maschera dietro la quale si cela un mostro…e quando te ne rendi conto sei già tremendamente perso per quella persona…ci ho impiegato 5 anni per capire che non mi meritava…ma perchè sto così male però non sò spiegarmelo….ho proprio un nodo alla gola

  • 5
    deserto -

    ci si attacca sempre di più..agli amori che ti desiderano di meno…..non mi era mai successo…fino ad ora ero sempre stata rispettata..e ho sempre vissuto rapporti alla pari..contraccambiata..amori grandi e vissuti con passione..anche se non sono durati per sempre come avrei sperato..e poi mi sono imbattuta in un uomo…che non ha fatto il mondo per me..ma io si..non chiedetemi..com ho fatto..me lo sto domandando ancora ..più passava il tempo..più mi legavo..aspettavo le sue telefonate con ansia….se ne arrivava una al giorno era già tanto..mi ero legata ad una persona..sfuggente e distaccata..e introversa caratterialmente…e sfiduciato in tutto!!insofferente su tutto…insodisfatto della propria vita…e io come te..lo spronavo…cercavo di aiutarlo… mi ero legata cosi tanto..che quel poco che mi dava..mi sembrava chissà che cosa…è andata a finire che oltre avermi lasciato..lui ha acquistato più fidicia in se..e ne è uscito più forte..aveva trovato in me …una donna come diceva lui,bella, intelligente…allegra…piena di interessi…l’opposto di lui..e io se sono uscita..con una autostima pari a zero!!!non so come sia potuto succedere…lo avevo incontrato..in un periodo..dove ero molto vulnerabile..mia madre aveva avuto problemi grossi di salute..sono passati 3 mesi..e piano piano mi sto riprendendo ..e ritornado forte come ero prima…ma credetemi..quando incontrate una persona..e vi innamorate…se non siete contraccambiati..alla stessa maniera..e non vi fanno stare bene..lasciateli subito..perchè sono amori malsani…ed infelici..

  • 6
    Luna -

    Vitty: il problema è lì, davanti ai tuoi occhi, lo descrivi persino con lucidità: sono stata con uno che mi faceva stare male, gli ho permesso di farmi male, sempre di più, perché invece del rispetto per me che non c’era io andavo a cercare una conferma del mio valore nel fatto che uno che non voleva darmi valore vedesse la… luce, che il lupo diventasse agnello, miracolizzato dal mio grande amore, così altruista, così generoso, così ideale da spingere il sacrificio e la sopportazione oltre il limite, sempre una tacca più su, o forse dovrei dire più in giù…
    guarda, gli dicevo: ti rendi conto che io ti amo così tanto che sopporto persino di essere infelice, di stare male, di sentirmi umiliare, di vivere sotto dittatura?
    hai mai visto uno spirito di sacrificio più grande?
    e tu non vai neanche a cercarti un lavoro?
    una cosa normale? tu neanche questo puoi fare per me, che per te faccio tutto, mi adeguo a tutto, e se voglio cambiarti è solo per renderti migliore, perché tu diventi qualcuno in grado di fare felice se stesso e chi ha vicino?
    (ma tu, vitty, mentre cercavi di cambiare lui, cosa facevi per rendere felice te?).
    Bene, il problema ce l’hai sotto gli occhi, ma questo non significa avere i mezzi per risolverlo.
    se vuoi un consiglio sincero, il mio è questo: vai da uno psicologo.
    Certo, probabilmente il tuo dittatore avrebbe bisogno di dieci psicologi, non di uno, perché chi pensa e agisce come lui di sicuro non è a bolla.
    ma a lui di curare il suo male di vivere, o di comprendere perché la sua vita non funziona, non importa un fico secco. A te, evidemente, sì, visto che stai malissimo non solo perché hai perso il tuo dittatore, non sei riuscita a conquistarlo come avresti voluto, ma anche perché ti rendi conto di stare male perché ti manca un dittatore eccetera.

    Allora, accetta il fatto (non è un giudizio) che anche tu forse devi capire perché in questi cinque anni non sei andata alla ricerca del benessere e della felicità, ma dell’infelicità.
    Perché non parlo del benessere e della felicità ideale, quella dei “se”: se solo lui trovasse un lavoro, se solo lui capisse che così mi fa stare male, se solo non urlasse quando parlo per il suo bene, se solo… fosse un’altra persona nella persona che io amo…
    Parlo del benessere nel presente. la capacità di sentire che uno schiaffo (morale) è uno schiaffo, e una carezza è una carezza.
    Di scegliere il meglio per te.

    Andare a scoprire (senza giudizio, ma con amore per te stessa) perché hai sentito il bisogno di avere o di convertire un dittatore forse male non ti farebbe.

    Un bacio

  • 7
    emisquiz -

    Cara Vitty,
    quel ragazzo è stato evidentemente troppo coccolato dalla mamma.
    E’ un bambino e non crescerà per i prossimi trenta o quarant’anni.
    Vedi tu se ti sembra opportuno sprecare la tua vita ad aspettare che cresca. Io non ci sprecherei dieci minuti al bar.

  • 8
    guerriero -

    pechè è nel vostro dna diventare matte dietro ad uno scemo che vi tratta male, prima fate qualcosa meglio sarà pe voi.

  • 9
    dany73 -

    Cara amica, a te e’ capitata la mia stessa, stessa, stessa, uguale, stessa situazione. Ti prego, ti scongiuro, non fare come me. Mi hanno dato otttocentomilioni di consigli , non ne’ ho sentito nemmeno uno. Ho fatto di testa mia .. Ho sbagliato tutto. Ti accorgi solo dopo che Queste persone sono come le metastasi , credimi. Dopo due anni che mi sono lasciata , soltanto adesso da qualche mese sto meglio. Riescono a danneggiarti psicologicamente talemente bene , che dallo psicologo ti mandano a te invece di andarci loro . Sono persone prive di responsabilita’ , e ti assicuro , non aspettarti un grazie . Ti lascio la mia e-mail se vuoi ti racconto : ….. ciao

  • 10
    Luna -

    Deserto, Vitty e Minni: provate a leggere: Molestie morali di Marie-France Hirigoyen, o, Calci nel cuore, Annamaria Bernardini De Pace.
    Il secondo racconta storie molto estreme, quindi potreste dire: “bhe, dai, io sto benone in confronto!”… ma la cosa triste degli amori malati è che nel tempo possono facilmente peggiorare, e quasi mai migliorare.
    Il primo potrebbe dare delle risposte alla vostra domanda: perché non riesco a uscirne sul serio, anche se sto male.
    Poi c’è il classico “Donne che amano troppo”. Ma io credo che il primo che ho citato sia quello che potrebbe intanto farvi guardare da un punto di vista diverso le vostre storie malsane.
    E a maggior ragione anche non caderci mai più.

    Baci

  • 11
    deserto -

    grazie per il consiglio Luna…..
    anche se in questi mesi ne ho letti di libri…e articoli…per capire…e mi è servito…..
    ps: consiglio anche” meglio sole” di ivana castoldi..è adatto..un po a tutte..donne ..che vivono matrimonio o convivenze…difficili..come uscirne…relazioni…è un mix…me lo ha consigliato.una mia amica..che si è separata… e l’aiutata..a capire….che anche sole..alla fine non è male…se riesci a liberarti…da certi fantasmi…
    un bacio a tutte!!!

  • 12
    vitty79 -

    E’ vero forse avrei davvero bisogno di uno psicologo,di qualcuno che mi aiuti a toglermelo dalla testa,non riesco più a fare nulla, mi sento svotata dentro perchè ho dato tutto il meglio che potevo,ciò che ogni uomo normale avrebbe sognato dalla sua ragazza….per lui i grazie non sapeva manco cosa fossero,tutto gli era dovuto!Eppure sto male pur sapendo che era uno schifoso!mi sembra di affondare giù in un baratro e vorrei uscirne fuori ma non ci riesco è più forte di me…è come se mi avesse stregata!
    Mi spaice tanto per tutte le altre donne e anche ragazzi che come me hanno vissuto o vivono questo amore che giorno dopo giorno ti distrugge la personalità…ecco io ero una ragazza solare fino a 5 anni fà,amavo ridere, uscire e stare insieme agli altri…oggi mi sento una fallita e una nullità….non sbagliate come me, chiunque viva questo genere di rapporto, si finisce per non essere più niente

  • 13
    deserto -

    devi solo, ritrovare la tua autostima…che avevi perso..non sei una nullità…può succedere a tutti nella vita..di inciampare in persona sbagliata..a qualsiasi età..
    dipende anche dal mom in cui uno ci si trova.. ho una amica che da giovanissima..è stata 7 anni,con il fratello di una ns.amica..ne ha passate di tutti colori…poi lui la piantò…( è stata la sua fortuna di lei)
    e poi a 26 anni…ha trovato la persona giusta..a 28 anni si è laureata..sposata…ora ha due figlie bellissime..e sta bene..il suo caso sembrava disperato ..credimi…invece..( e pensare che lui abitava di fronte a lei)…ora è felice..
    credimi ..riuscirai a venirne fuori..ma devi convincerti…
    ed aiutarti…se il caso..vai pure da uno psicologo…
    ma ne sono usciti tutti..e c’è la farai anche tu!!!!
    credimi….
    e poi ci riderai sopra..tra un po di tempo…e penserai a quanto sei stata fortunata!!!!!

  • 14
    guerriero -

    tutt così le donne eh, quando lasciano sono spesso str… ma quando sono lasciate e maltrattate, ecco che vanno in tilt, ma pechè??
    uscitene da sole, senza psicologo ecc, anche loro fanno i propri interessi, nn chiudedevi alla vita e cancellate il passato, 2 3 5 anni sono tanti, troppi, dietro ad un cretino,che nn vi vuole e approfitta della vostra debolezza per farsi gli affari suoi, altro che amore, e voi là come sceme ad attendere il nulla,.ribellatevi!!!
    Parità tra i sessi?? bene dimostratelo.

  • 15
    deserto -

    guarda guerriero..che anche gli uomini vanno in tilt…però ti do ragione…..occorre diventare più forti
    e quando si sente odore di bruciato…scappare via subito…prima di arrostirsi del tutto il cervello!

  • 16
    Luna -

    Anche il dentista fa i suoi interessi, nel senso che lavora e con i soldi si paga le bollette, però ciò non toglie che curi i denti se sono cariati.
    Dunque se per caso davvero sentite che da sole non ce la fate andate da uno psicologo e non fatevi bloccare dai luoghi comuni.

    Comunque sia, se avete difficoltà a pagare lo psicologo (può capitare) potete sempre andare in un consultorio, dove le sedute sono gratuite (e in tal caso non potrete avere dubbi sul fatto che vi ascolta non stia facendo anche i suoi interessi…).

    Un’amica recentemente si è lasciata con un uomo verbalmente violento, egocentrico, dittatoriale eccetera eccetera che non voleva saperne di essere stato lasciato. (immagino che qualcuna che ha vissuto con un uomo violento potrebbe dire: “beata lei, lui la rivoleva indietro!!! Il mio invece non mi chiama più!!!”… ecco, se vengono di questi pensieri, è chiaro che c’è da lavorare un po’ sul concetto di dipendenza o di cosa sia… una fortuna o una sfortuna nelle dinamiche di queste relazioni!!!). I suoi atteggiamenti, capaci di destabilizzare lei in maniera molto evidente, erano in realtà… di una banalità sconcertante, nel senso che la sua psicologa ha consigliato a questa ragazza come interfacciarsi con queste modalitià di lui e lei è riuscita a non farsi travolgere…

  • 17
    emisquiz -

    Ciao Vitty,
    purtroppo non esistono psicologi che ti aiutano a dimenticare una persona. Inoltre l’amore è un sentimento e non una malattia. Ci sono amori che si dimenticano in una settimana, per altri ci vogliono decine di anni.
    Prenditi i tuoi tempi, nessuno ti corre dietro.
    In un’amore sbagliato ci siamo passati tutti…

  • 18
    vitty79 -

    deserto, è però così difficile ritrovare la propria autostima dopo che non sei stata apprezzata per nulla! Sai cosa mi fà male? 2 anni fà lo lasciai perchè con gli altri era sorridente solare insomma un amicone e con me invece era sempre imbronciato,nervoso…gli chiedevo il perchè e lui mi rispondeva che era stressato, che non lo capivo e che non meritavo dolcezza…lo lasciai, e come vide attorno a me un altro che mi gironzolava, ecco che lui torna piangendo con amici e con me…dicendo che mi amava e voleva subito sposarsi….io stupida ingenua volli riprovare…di matrimonio non nè ho visto l’ombra anche perchè ogni lavoro che gli proponevo non gli garbava,era troppo impegnativo per lui e quindi come faceva a pensare alla PALESTRA? La sua unica fonte di VITA!Quando vidi quest’estate che si riempiva di ormoni lo volli riprendere per il suo bene, non volevo si facesse del male…e lui sai cosa fà? Mi risponde malissimo, che sono solo una stupida e non capisco niente, e che non dovevo dire a nessuno di queste pillole che ingurgitava con passione!
    Avvolte era dolce come il miele capace di attaccarti in maniera non normale, quando si faceva l’amore anche lì era un pò dominatore, ma quasi sempre attento alle mie esigenze…poi d’improvviso si incavolava per le cavolate offendendo anche pesantemente….lo stesso atteggiamento ha in famiglia…sua sorella è una martire la riempie sempre di parolacce…e sua madre è una schiava che non può minimamente dire nulla, suo padre è un depresso cronico e lui invece di strgli vicino lo derideva e riteneva un uomo fallito….io vedevo tutte queste cose ma avevo come un panno velato davanti agli occhi…proprio perchè avvolte era premuroso,mi cercava sempre, poi tutto diventava un umiliazione continua….mi sentivo spesso una cretina,e la mia autostima è sotto zero, è difficile uscirne soli…perchè si era già soli prima con affianco un lupo che a tratti si vestiva da agnello indifeso…

  • 19
    vitty79 -

    vedi emisquiz, prima di lui ho avuto altre storie, una durata 7 anni, e comunque non ho vissuto quest’ultimo tipo d’amore…per dimenticarlo del tutto ci ho impiegato 5 anni…non riuscivo a legarmi a nessuno!
    La mia paura è anche questa…ho paura che non riuscirò ad amare più nessuno e a farmi amare…non sono riuscita in 5 anni forse sono sbagliata….

  • 20
    Luna -

    Emisquiz: parli con cognizione di causa, perché a te lo psicologo non è servito – o tu non ne hai avuto bisogno – o parli in senso astratto?
    Se parli in senso astratto forse dovresti pensarci un attimo prima di dire a qualcuno, che ha chiesto aiuto, raccontando una situazione che produce molta sofferenza e dalla quale non riesce ad uscire (pur essendo intelligente, sensibile, ma a volte, in questi casi è proprio l’intelligenza o la sensibilità eccessiva a fregare) che non ha bisogno di aiuto, che se la caverà da sola, e che anche se starà così altri dieci anni entrerà comunque nelle indagini doxa sulla tempistica e quindi che vuoi che sia…
    Andare da uno psicologo è una libera scelta, però dire a qualcuno che non serve a niente (magari senza sapere nemmeno, sul serio, se può servire o no) a me sembra un’autentica leggerezza.
    l’amore è un sentimento, ma esistono amori malati, affrontati e vissuti in modo non sano. Non ammetterlo è grave.
    Significa minimizzare la violenza fisica o/e psicologica che molte persone patiscono, e dalla quale non riescono ad uscire non perché sono stupide, deboli o malate di mente, ma perché si sono trovate, per svariate ragioni, ad vivere situazioni più grandi di loro.
    E ci sono diversi livelli di amori sbagliati.
    Ci sono rapporti che rubano l’identità,conducono alla schiavitù psicologica, all’ansia, alla perdita dell’autostima e persino alla depressione. Che lasciano sensi di colpa e di inadeguatezza,senza ragione,in chi è stato vessato per anni. Non stiamo parlando di un amore sbagliato che fa semplicemente soffrire, ma di un meccanismo molto più perverso.E non è vero che tutti passano attraverso amori così deleteri.
    Sarebbe come dire che non è un problema essere prese a sberle perché tanto tutti una volta nella vita hanno avuto un occhio nero.Forse tu vedi un giudizio nel dire a qualcuno “forse potresti chiedere aiuto ad uno psicologo”, ma invece queste parole significano: può darsi che tu sia così intontita da anni di sberle psicologiche da esserti persa, da non riuscire ad amarti più. essere felice, invece, è un tuo diritto.

    DANY: @Riescono a danneggiarti psicologicamente talmente bene , che dallo psicologo ti mandano a te invece di andarci loro…
    Verissimo. E alle volte accade proprio questo, che una donna (ma anche viceversa, è unisex), stanca di sperare e pregare che il suo uomo vada dallo psicologo per risolvere i suoi problemi (di aggressività, di depressione, di ossessioni varie) e quindi poter avere una vita più serena e normale, si ritrova ad andarci lei, perché sta male, sente di essersi persa, e così comprende che ha affrontato il problema nella maniera sbagliata fino al giorno prima… e spesso accade che, ritrovando finalmente la sua autostima, riesca a staccarsi da un uomo deleterio per lei. Anche perché se sei abituata a vivere stando male, schiacciata, ad un certo punto ti abitui ad uno stato di sofferenza, mentre quando cominci a stare meglio senti molto di più la differenza tra malessere e benessere

  • 21
    vitty79 -

    sì è vero Luna un’altra cosa che provo dentro e che mi tormenta sono i sensi di colpa….mi ha fatta sentire in colpa nonostante mi abbia detto che gli faccio pena e schifo perchè non lo rispetto…e avvolte presa da un forte dolore dentro mi convinco che forse ho sbagliato qualcosa con lui,che forse non lo capivo…ma poi subentra la mia ragione e mi comincio ad odiare per averlo amato tanto e desiderarlo ancora…

  • 22
    Luna -

    VItty: appunto, cara, perché devi odiarti? che te ne fai di questo odio? Non ti pare di avere sofferto a suff?
    Non sarà giunto il momento di volerti (o rivolerti) finalmente bene?
    e quindi che fai, ti tieni dentro questa battaglia?
    Vedi tu, se dura troppo, o se comunque ti consuma, vai da qualcuno che ti aiuti a dipanare la matassa.
    Non c’è niente di male nè da vergognarsi.

    La serenità, in questi casi più che mai, è anche una scelta.

    Un abbraccio.

  • 23
    emisquiz -

    No, Luna, semplicemente penso che oggi si faccia un eccessivo ricorso a degli specialisti che spesso hanno come unico interesse quello di intascare salate parcelle anche quando non ce n’è alcun bisogno.
    Penso che due chiacchiere con un amico disposto ad ascoltare possano essere un vero toccasana al contrario di tante terapie. Il problema è che oggi non si trova più nessuno disposto ad ascoltare. Ma è triste pensare che si debbano pagare 120 euro per parlare con qualcuno che possa darci buoni consigli.
    Quello di Vitty è un problema d’amore: non vedo la necessità di una psicanalisi quanto di un buon amico. Non bisogna dimenticare che la psicologia non è una scienza ma una riflessione attorno al comportamento umano. E lo dico da ex studente di psicologia.

  • 24
    Luna -

    Esquirez: così, a te, questo sembra un semplice problema d’amore?

    @“mi hai rotto i cosiddetti ( per non dire altro)….,sto meglio quando non ti vedo, ti detesto non mi rispetti, non ti amo più” sentendomi dire ciò lo lascio e lui mi scrive un sms dicendo che sono uguale alle altre, che le mie sono tutte scuse perchè chissà cosa c’è sotto e che gli faccio pena e schifo…. capite??? pena e schifo”

    @”Aiutatemi sto davvero depressa…. e pensare che per me quei momenti dolci erano TUTTO…credevo cambiasse ma invece è diventato sempre più PADRONE di me.

    Cioè, tu non vedi un problema di violenza agita e subita in tutto questo?

    Scusa se te lo dico, ma non a caso sei ex studente di psicologia… se bastassero degli esami (fossero pure 20) per fare uno psicoterapeuta…

    Il fatto che parli in maniera astratta (e, permettimi, inconsapevole, direi) si vede dal fatto che tra l’altro confondi la psicoterapia con il counceling (i famosi buoni consigli), che pensi che lo psicologo sia uno che ascolta passivamente per intascare la parcella o uno che ti dice cosa fare, che pensi che tutti gli psicoterapeuti costino 120 euro a seduta (non è vero, e tra l’altro, ripeto, esistono dei consultori gratuiti, e grazie al cielo, visto che molte persone che vivono situazioni limite, o comunque di disagio, possono trovare un aiuto pur non avendo le possibilità economiche).
    Non è assolutamente vero che nessuno sia disposto ad ascoltare (nel mio mondo, almeno, non è così, non so nel tuo) nè, purtroppo, che sempre basti sfogarsi con un amico per risolvere i propri problemi.
    anzi, penso che in molti casi un vero amico debba avere anche la coscienza e la sensibilità di ammettere che non può aprire delle porte che non è in grado di chiudere, o che può sì ascoltare, consigliare, ma non essere in grado, per quanto possa avere tutta l’empatia del mondo, di aiutare a trovare delle soluzioni.
    Anche perché, molto spesso, un amico proietta le proprie idee, il proprio vissuto, i propri limiti (e chi ha studiato psicologia questo dovrebbe saperlo) mentre uno psicoterapeuta ha fatto un percorso anche per non farlo.
    se un amico è depresso, o persevera nel vivere una situazione che gli fa male (male della cui portata spesso non è neppure consapevole) posso ascoltarlo per 250 ore di fila, posso dargli dei consigli, posso dargli un imput, un punto di vista diverso, posso esserci, ma non posso avere la mancanza di umiltà di credere che sempre bastino quattro (o 400 parole) dette o ascoltate e una pacca sulla spalla.

    Ah, tra l’altro non sai nemmeno – così pare – che non è che chi va dallo psicologo debba fare psicanalisi (quella che dura anni) ma può fare anche una terapia breve (oggi ne esistono da tipo 8 sedute), terapie brevi post-traumatiche (come l’EMDR, che si è dimostrato utile in casi anche molto gravi), o anche, come ha fatto per esempio una mia amica tempo fa (in consultorio, gratuitamente) dei colloqui – pochi – su un problema specifico.

    Appunto, la psicologia è una riflessione intorno al comportamento umano, che studia le dinamiche, aiuta ad essere più consapevoli delle proprie emozioni, del proprio rapporto con la realtà circostante, spostando il punto di vista da una realtà subita ad una realtà agita.

  • 25
    Luna -

    Ah, per inciso non parlo nè da psicologa, nè da studente o ex studente di psicologia, parlo da persona che ha visto altre persone riuscire a venir fuori da autentici INFERNI di molestie morali (e da meccanismi veramente perversi, che sono assolutamente democratici, perché possono colpire qualsiasi fascia di popolazione e qualsiasi sia il Q.I. in dotazione) dopo anni grazie ad un aiuto che ha fatto sì che finalmente si ribaltasse il punto di vista in situazioni in cui chi era la vittima era stata convinta di meritare maltrattamenti, di fare “schifo”, di essere unica causa del proprio male o di quello della relazione.
    La molestia morale, rispetto ad un occhio nero, è molto meno visibile, più sindacabile e manipolabile.
    spesso chi la subisce non ne parla (anche per proteggere la persona che ama, con la convinzione che i panni sporchi si lavino in famiglia, per la vergogna, per senso di inadeguatezza, per paura di sentirsi dire: mollalo!), se ne parla – e spesso non dice tutto (perché vive sempre nel bilico del: ma è vero o sono io che ingigantisco? lui mi dice che sono io che sono fuori di testa…) spesso si sente dire cose tipo: ma sei stupida, non vedi che è uno st…? – alle donne piace essere maltrattate da degli str… – che vuoi che sia… tutte le coppie litigano – sei sempre stata un po’ permalosa, non è che esageri? – d’altra parte lui ha ragione… se non vuole trovarsi un lavoro saranno anche fatti suoi…

    tutte cose che non risolvono il vero problema.

  • 26
    guerriero -

    Amore fatto di dittaura??? Strana tipologia di amore.
    Ma come è possibile ciò?? Mah!!! Misteri della psiche femminile

  • 27
    Luna -

    Non è una tipologia di amore, infatti, è una tipologia di relazione, semmai.
    L’amore, per definizione, non può avere nulla a che fare con la dittatura. Ed era ciò che dicevo appunto ad esquirez.

    Cmq “misteri della psiche femminile” un corno. Misteri della psiche, semmai, in generale, quando capita.

  • 28
    Luna -

    EMISQUIZ mi sono accorta ora che ti ho cambiato nome 😉
    fregata dalla lettura veloce 😉

  • 29
    emisquiz -

    Il vero mistero della psiche femminile è il fatto che le donne continuano a farsi curare per i problemi mentali di altri. Chi subisce violenza non è un malato. Perciò non ha nessun bisogno dello psicologo. Chi ha veramente bisogno dello psicologo è chi la violenza la pratica ogni giorno, sotto qualsiasi forma.
    Tu dici che conosci gente che è uscita da situazioni tremende con la psicologia. Io posso affermare con certezza che ce ne sono molte di più che non sono uscite da un bel niente come anche persone che ci hanno rimesso la salute e finanche la vita con gli psicofarmaci.
    Perciò trovo che sia un’imperdonabile leggerezza quella di consigliare lo specialista a chi, come in questo caso, ha un semplice problema sentimentale (o, psicologicamente parlando, di dipendenza affettiva).
    Poi Vitty è liberissima di sprecare i prossimi dieci anni della sua vita ripensando ai suoi traumi infantili che non faranno che acuire la sua tristezza. Ma come dici tu non bastano venti esami a fare uno psicologo e in giro ci sono soprattutto fanfaroni che si pagano le vacanze alle Maldive sulla pelle di giovani disorientate.
    Un vero amico può fare molto, moltissimo. Certo, se si spaventa dopo le prime settanta chiacchierate, come amico è meglio perderlo che trovarlo…

  • 30
    guerriero -

    si ma nn mi pare che le donne instaurino rapporti di dittatura sugli uomini, spesso sono le donne che stanno sotto a subire.

  • 31
    Luna -

    emisquiz:
    NESSUNA delle persone a cui mi riferivo ha preso psicofarmaci.
    Semmai qualcuna non ha evitato di prenderli, avendo modo di comprendere che il problema non erano la depressione o l’ansia, ma il disagio derivato, naturalmente, da situazioni!
    E tutte hanno tratto giovamento dall’affrontare il problema di dipendenza affettiva, chiedendo aiuto.
    E nessuna di loro ha fatto terapie decennali.

    @Il vero mistero della psiche femminile è il fatto che le donne continuano a farsi curare per i problemi mentali di altri. Chi subisce violenza non è un malato. Perciò non ha nessun bisogno dello psicologo. Chi ha veramente bisogno dello psicologo è chi la violenza la pratica ogni giorno, sotto qualsiasi forma.

    non ho voglia di arrabbiarmi per la leggerezza con cui tu affronti un tema molto molto molto serio.
    non ho voglia di arrabbiarmi anche se lo farei non contro di te, ma per rispetto verso le persone che si sono trovate in un problema serio, come la violenza, fisica e/o psicologica, di cui tu parli per luoghi comuni, senza sapere. Tu che stai dicendo, a chi magari non ha il coraggio di chiedere aiuto, che è chiedere aiuto che può portare alla morte, e non il contrario!!!
    Purtroppo sono questi i concetti che, molto spesso, fanno sì che persone che, in situazione di debolezza, continuano a vergognarsi di chiedere aiuto (o dicono: se chiedo aiuto vuol dire che non ce la faccio da solo, e quindi sono un debole… ha ragione lui, che me lo dice ogni giorno… ha ragione lui, che dice che la squilibrata sono io…) rimangano travolte da situazioni dolorose dalle quali potrebbero uscire.
    Io credo che se la violenza può proliferare sia anche a causa di questi luoghi comuni, di cui tu, pensando di difendere le vittime, ti fai portatore.

    E’ chiaro che è chi picchia, molesta psicologicamente ecc che ha bisogno di essere curato. E nella stragrandemaggioranza dei casi non lo fa. Gli viene chiesto più volte di farlo, anche tra le lacrime, per il benessere comune, ma spesso la risposta è ancora più violenta.
    Ed è chiaro che chi si trova a subire determinate dinamiche non è colpevole. Ma tu ignori completamente, mi pare, quanto queste dinamiche siano complesse e perverse.
    Quanto vi sia un’interdipendenza in queste dinamiche, che non vuol dire colpa. Quali possano essere le conseguenze, a volte anche a lungo termine. Io non ho detto che V. ha bisogno di uno psicologo, io ho detto che se il suo disagio è forte, se vede che non ce la fa da sola, se comunque questa relazione le ha messo in testa una percezione di sè che le causa disagio e tortura mentale, parlarne con qualcuno CHE CONOSCE il problema (ripeto, che lo conosce, e non ne parla per luoghi comuni) potrebbe allegerire di tanto il suo carico. Perché potrebbe capire cosa succede SUL SERIO in queste dinamiche.

    Fare del terrorismo psicologico sulle possibilità di farsi aiutare a me sembra molto grave!!!
    E’ giusto che una persona sappia che ci sono varie cose che potrebbe fare per uscire dal suo malessere, e poi scegl

  • 32
    Luna -

    E pure se può contare su dei buoni amici la chiave di svolta è stata quando è andata a parlarne con una persone esterna. Per fortuna lei è andata a cercare una terapia di coppia (dalla quale ovviamente lui è sgusciato subito via come un’anguilla), che è diventata per lei un’occasione di parlare, con una persona esperta, del suo problema. di cui ovviamente lei, pur avendo la percezione di un forte disagio, non era in grado di decodificare nè le dinamiche, nè la portata. Dopotutto erano anni che si sentiva dire che tutto era colpa della sua inadeguatezza (per inciso è una donna molto intelligente e tutto fuorché inadeguata…), delle sue paranoie, della sua incapacità di dare felicità agli altri, del suo egoismo, eccetera eccetera, se un uomo la metteva sotto esame ogni santo giorno, facendosi forte della sua debolezza… andando a sparare sui punti deboli di lei, con tanta precisione, ma tanta precisione, da riuscire a stravolgere quasi completamente la sua percezione di sè. da scavare dei veri e propri tunnel, non cose che si lavano via con un bucato, purtroppo. (ti consiglio di leggere “Molestie morali”, un libro che forse potrà illuminarti un po’ sul tema). Solo per fare un esempio, lui lei diceva ogni giorno che come compagna era uno zero, e la salvezza di lei era il lavoro, ma naturalmente, pagava caro il fatto di riuscire nel lavoro, perché ciò non faceva che aumentare l’inadeguatezza di lui, che diventava violenza.
    Ogni volta che si sottraeva all’attacco, veniva colpita sui sensi di colpa.

    Solo quando qualcuno, esterno (e non un amico) le ha permesso di uscire dal circolo vizioso mentale ed emotivo in cui lei era entrata, di ammettere che, a quel punto, era lei a stare male, anche lei, all’ennesima accusa violenta lei è riuscita ad andarsene.
    Lavorando sul suo problema (e non sui traumi infantili) lei è riuscita ad uscirne. Anche perché lui l’aveva convinta che senza di lui, inadeguata, incapace di dare e ricevere amore com’era, uscita da lì sarebbe praticamente morta. Cosa che ovviamente non è avvenuta. Anche se lui è riuscito in tutti i modi, anche fosse solo recuperare delle cose sue a casa, a creare problemi e angoscia. In questa prima fase, più che mai, gli amici sono importantissimi. perché riescono ad aiutare nel filtrare parole come: “io ora sto bene senza di te, tu invece, purtroppo, per quello che sei, sarai infelice per sempre” (cosa che può far sorridere, come modalità, chi queste cose le vede da fuori, tanto è chiaro che lui sia str…, ma sono autentiche bombe per chi ci sta dentro). Gli amici possono essere presenti, rassicuranti, aiutare a trovare una nuova casa, essere uno specchio affettivo finalmente non distorto. Rileggere insieme fatti avvenuti. Possono fare molto.
    Ma la vera chiave di volta per lei è stata andare da una psicologa a raccontare quello che stava accadendo, e avere un punto di vista diverso, diverso da quello di lui che era diventato il “padrone” anche dei suoi pensieri.
    Perché tu forse non lo sai, ma molto spe

  • 33
    emisquiz -

    Si, ho letto “Molestie morali”, come tanti altri libri.
    Però non intravedo nel racconto di Vitty qualche forma di violenza fisica. Per quello che ho potuto leggere si tratta di due ragazzi che non sono nemmeno sposati perciò basta allontanarsi e il gioco è fatto.
    In questa storia ci vedo solo le dinamiche di due giovani che provano ad amarsi e non ci riescono perchè uno dei due è troppo immaturo e viziato.
    Gli amici possono aiutare nella misura in cui guardano una situazione dall’esterno, esattamente come farebbe uno psicologo. Non sono solo gli psicofarmaci a far male ma anche trattamenti psicoterapeutici inutili e dannosi.
    Mi sembra che tu ti rifaccia ad altre storie ma in questo caso non vedo alcuna necessità di trattamenti. Si tratta solo di allontanarsi da una persona immatura, cosa che richiede una scelta consapevole che nessuno psicologo può fare per lei. E poi non credere, la gente che si suicida per amore statisticamente è di molto inferiore (quasi nulla) rispetto alle persone che traggono danni dall’opera di psicologi/psicoterapeuti/psichiatri.
    La probabilità di suicidio come conseguenza di una rottura amorosa o della depressione è ampiamente sopravvalutato. Fa notizia ma è rarissimo. E non credo che Vitty porrà fine alla sua vita per un babbeo che in testa ha solamente i pesi della palestra e la pastasciutta della mamma.

  • 34
    guerriero -

    incazzati contro chi picchia le donne, nn con me che sono l’opposto.
    si dice che uno merita quello che ha, quindi mi dispiace, ma chi sta con uno che la picchia ecc, lo sapeva anche prima, ergo se ne assuma le responsabilità

  • 35
    Luna -

    Si è perso un pezzo di commento…

    (mi sa che mi sono incasinata io) Il secondo post si riferisce al fatto che in questo periodo come amici, io e altre persone, stiamo vicine ad una persona che è riuscita, finalmente, a uscire da una situazione pazzesca.
    La mia amica ha molte persone attorno, intelligenti, sensibili, capaci di ascoltare, anche per 25 ore di fila, di dare consigli eccetera eccetera, anche di offrire un letto dove dormire, e di impegnarsi per trovare insieme soluzioni pratiche. Lei, peraltro, è certo una che non si perde in un bicchier d’acqua.
    Ma la sua “fuga dall’inferno” è nata dalla sinergia tra amici-la sua forza (che in parte, “grazie” a lui aveva dimenticato di avere) e i colloqui con la psicologa, che comunque aiutandola ad essere più consapevole di sè, a dipanare la matassa di assurdi sensi di colpa, di sfida, e creati da un’empatia esagerata e distorta, a sua volta, nei confronti di lui, eccetera eccetera, hanno fatto sicuramente la differenza.

    Guerriero: in realtà ci sono anche dei post in questo sito che ci dimostrano che anche diversi uomini subiscono delle “dittature” psicologiche da parte di alcune donne.
    Certo, è più difficile che una donna riesca a chiudere un uomo in casa, o che lo picchi, ma ci sono dittature psicologiche più sottili. Come il senso di inadeguatezza o di colpa. La molestia psicologica si basa di solito sul ruolo, anche. In tal caso il maschile e il femminile vengono colpiti in maniera diversa.
    Dicevo che la molestia morale non è così facilmente dimostrabile (se non raggiunge un livello così conclamato da essere evidente) perché è chiaro che se sono un marito che dice alla moglie che lavora troppo e non mi cag… non è che sto facendo una molestia, le sto facendo osservare una cosa che sento e che magari è vera. Ma se uso la questione dei ruoli per darle addosso ogni momento, se la faccio sentire una nullità perché non riesce a fare tutto al 3000 per cento, perché se non lavora dico che è una mangiapane a tradimento e se lavora dico che è una str… che se ne frega della casa e della famiglia allora il discorso è ben diverso. Un esempio, così. Ma non è così semplice alle volte… è per quello che dico che purtroppo non è solo una questione di cuore e di testa, è una questione più complessa, molto spesso. Se uno mi tira uno schiaffone so riconoscere che mi tira uno schiaffone, ma ci sono dinamiche molto più sotterranee, perverse, che si insinuano nelle relazioni e nelle persone, tipo la goccia che tortura, facendo il solco a lungo andare.
    Non è questione di seghe mentali, se si riuscisse ad ascoltare l’istinto da queste situazioni sarebbe facile uscire al primo cenno di malessere. Ma non è così semplice. Ed è per questo che dico che anche se parlassi per 35 post non riuscirei a spiegare. E’ per questo che è più semplice dire: se stai male vuol dire che qualcosa non va. Se ti chiedi cento volte al giorno: sono sbagliata io, è sbagliato lui, o è sbagliata la relazione? sei in un bel casino, perché rischi di entrare in un circolo vizioso mentale.

  • 36
    Luna -

    emisquiz: forse dovresti rileggere “Molestie morali”, libro che non è centrato sulla violenza fisica, e del quale, mi pare, non ha colto il senso. La violenza fisica è spesso l’ultimo e più grave gradino della violenza morale. Quando non vanno a braccetto.
    E spesso se chiedi a una donna: ti aveva mai picchiato prima? Ti risponde di no, convinta che sia no. Poi viene fuori quella volta in cui lui le aveva lanciato addosso degli oggetti, o l’aveva spintonata eccetera. Cose che non lasciano lividi (fuori). Persi i parametri e difficile persino capire quanto grave sia il dolore che ci viene dato. Per sopportarlo si riesce ad assuefarsi al dolore.

    Non ho paragonato, tipo specchietto, la storia a cui ho fatto riferimento con quella di Vitty, l’ho tirata fuori quando tu hai minimizzato, in generale, dei problemi relazionali e quindi, giocoforza, personali, banalizzando delle questioni oltremodo serie e complesse. Ripeto: secondo me tu non hai la più pallida idea di cosa stai parlando.
    Se lo sai, spero che la vita non debba mai dimostrarti (e il mio augurio è sincero) i limiti di questa tua convinzione.
    La storia di Vitty può essere tranquillamente quello che dici, e, passato
    Probabilmente sei solo una persona che ha bisogno di credere che mai nella sua vita avrà bisogno di un aiuto di un certo tipo, o che ha avuto una brutta esperienza in tal senso. (Ma mi pare tu abbia già ammesso di parlare in astratto).
    E forse anche di non leggere veramente quello che sta scritto.
    Sono andata a rivedere cosa c’era scritto nei commenti, prima che io menzionassi lo psicologo. Non sono una che parla di psicologo a vuoto. E comunque se ne parlo non dico: tu hai bisogno dello psicologooooooo!!!

    Sono andata a rivedere come mai, una storia di due ragazzi che litigano, come ce ne sono milioni, roba da buffetto sulla guancia secondo te, mi aveva fatto venire il mente la molestia morale…

    Forse perché, a differenza di te, quando leggo frasi come queste:

    @quel poco per me era il mondo….stai attenta tu non farti calpestare e non permettergli di distruggere la tua personalità…a me ci è riuscito ed è per questo che sto malissimo

    @Mi spaice tanto per tutte le altre donne e anche ragazzi che come me hanno vissuto o vivono questo amore che giorno dopo giorno ti distrugge la personalità…ecco io ero una ragazza solare fino a 5 anni fà,amavo ridere, uscire e stare insieme agli altri…oggi mi sento una fallita e una nullità….non sbagliate come me, chiunque viva questo genere di rapporto, si finisce per non essere più niente

    @dany: Mi hanno dato otttocentomilioni di consigli , non ne’ ho sentito nemmeno uno.

    ecco, quando leggo queste cose io rimango colpita. E allora non grido alla tragedia o allo scandalo, ma neanche fingo di non leggere e non vedere.

  • 37
    Luna -

    Vitty, mi dispiace per tutte queste filippiche sotto la tua lettera, spero proprio che delle cose emerse qui, dai dialoghi tra me e Es., tu non abbia mai bisogno e che tu non debba mai riconoscerti nella storia che ho raccontato.
    Se così fosse sì, se ne esce, stai tranquilla.
    La mia amica ne sta uscendo 🙂

    Se invece la tua storia non ha nulla, ma proprio nulla a che vedere con le molestie morali, tanto meglio, cara, tanto meglio 🙂

    Ma, qualsiasi sia il tuo caso, scegli tu il modo per volerti bene, basta che sia nel nome del tuo benessere, del tuo equilibrio e del tuo sorriso 🙂

    Guerriero: dicevi a me?
    @si dice che uno merita quello che ha, quindi mi dispiace, ma chi sta con uno che la picchia ecc, lo sapeva anche prima, ergo se ne assuma le responsabilità

    magari fosse vero che ciascuno merita quello che ha. Non è proprio così. Al resto della tua frase rispondo: la maggior parte delle persone che subiscono violenza hanno un concetto distorto del “prendersi le proprie responsabilità” che è proprio il loro tallone di achille.
    Si prendono così tanto la responsabilità dal non riuscire ad uscirne. Si sentono in colpa, e non fanno che tentare di riparare, riparare, riparare. Riparano così tanto da dimenticarsi di se stesse.
    Anche, spesso, purtroppo, per quel concetto detto da te:
    ognuno merita quel che ha.

    che nella testa di chi subisce, molto spesso, è:
    “se mi picchia – mi insulta – mi ferisce è perché sono io ad essere sbagliata… evidentemente me lo merito”

    “un’altra non la picchierebbe, picchia me, perché io sono una persona che ispira questo, non amore”.

    a questo aggiungi altre cose, tra cui il concetto di:
    insieme nella buona e nella cattiva sorte
    tanto reiterato (giustamente) in chiave positiva in questo sito, ma che nelle relazioni malate è completamente nocivo e sbilanciato.
    Perché la cattiva sorte è uno dei due 🙁

    e… varie ed eventuali.

  • 38
    emisquiz -

    Si, so che “Molestie morali” parla soprattutto di violenza psicologica. E quando parlavo di violenza fisica mi riferivo ai tuoi discorsi, che secondo me hanno poco a che fare con la storia di Vitty.
    Le frasi che menzioni le ho lette anch’io. Ma non farei facili allarmismi. La “psicologia spicciola” del giorno d’oggi tende a non rispettare una grande verità: che il dolore fa parte della vita, che ci rende diversi delle amebe e che spesso ci arricchisce. Insomma, la gente sorridente e felice sta solo nelle sit-com americane… E non basta una prolungata tristezza per diagnosticare una depressione.
    Credo che nell’anonimato Vitty non abbia l’interesse a nascondere nulla. Quindi non penso alle storie che tu immagini.
    [La mia amica ha molte persone attorno, intelligenti, sensibili, capaci di ascoltare, anche per 25 ore di fila, di dare consigli eccetera eccetera, anche di offrire un letto dove dormire, e di impegnarsi per trovare insieme soluzioni pratiche. Lei, peraltro, è certo una che non si perde in un bicchier d’acqua.]
    Cosa ti fa pensare che la tua amica, con tutte queste persone intorno, sia guarita per l’incontro settimanale con la psicologa?
    Vitty, tranquilla, ce la farai da sola, anche se adesso ti sembra impossibile. Ci vorrà del tempo ma lo dimenticherai, come si dimenticano tutti gli amori. E ricordati che i tempi del cuore non sono stati scritti su nessun libro.

  • 39
    Luna -

    Avevo deciso di concludere i miei interventi, mi sembrava che non ci fosse proprio altro da dire.
    Ma tu, a mio avviso, continui a parlare in modo talmente superficiale, e generalizzato di un problema serio (non il tuo Vitty, il discorso che si sta facendo sulla violenza morale! non faccio allarmismi e non immagino nulla, il discorso si è semplicemente allargato su un tema) che se posso dire che ovviamente puoi pensare quello che vuoi, il fatto che queste parole siano visibili da tutti, anche da chi magari veramente vive delle situazioni molto dolorose, e ci sta intrappolato dentro, mi spinge a ribadire dei concetti.
    Perché quando ti sento dire certe cose non soffro perché non sei d’accordo con me (chissenefrega) ma pensando al dolore che ho visto nella gente. A quanto farebbe male a una persona che veramente sta in trappola sentirsi precludere delle possibilità, che invece ha il diritto di scegliere, o sentire minimizzare il proprio dolore.
    Forse tu non vivi in mezzo alla gente, io sì.
    Io non ho fatto allarmismi.
    Io ho detto che se si sta male è giusto pensare al proprio benessere. Mi sembra la cosa più naturale del mondo.
    E ho sottolineato soltanto che in un rapporto equilibrato si può anche discutere per ore, litigare, non trovarsi d’accordo, ma non c’è uno che prevarica l’altro, non c’è uno che abbia la sensazione che la sua personalità gli stia stata succhiata via.
    sai, alla fine, se io davvero non conosco un problema, ad un certo punto ammetto la mia ignoranza in materia. Ma a te interessa più portare avanti la tua tesi, anti-psicologia che pensare che in questa tesi stai parlando di persone.
    Io dico che ci sono mille strade che una persona con problemi di questo tipo può scegliere per stare meglio, non dico che ce ne sia una sola. A me interessa comunicare il fatto che da queste situazioni si può uscire. Che uno/una ne esca andando in chiesa tutti i giorni, coltivando fiori, leggendo libri, parlando con gli amici, facendo teatro, andando dallo psicologo, facendo yoga, cambiando lavoro, città o pettinatura, per me è uguale.

    E, ripeto, non mi riferisco a Vitty, ma al problema della violenza psicologica,a più livelli, che alla fine è emerso dai nostri interventi.
    @La “psicologia spicciola” del giorno d’oggi tende a non rispettare una grande verità: che il dolore fa parte della vita, che ci rende diversi delle amebe e che spesso ci arricchisce. Insomma, la gente sorridente e felice sta solo nelle sit-com americane…

    assolutamente vero che la gente bidimensionale sta solo nelle peggiori sit-com.
    Però, mi spiace, la gente sorridente non sta solo nelle sit-com.
    E io credo che tutti, ma proprio tutti, abbiano il diritto di vivere meglio che possono, pur accettando il fatto che la vita è fatta anche di frustrazione.
    Tu parli del malessere come se fosse quello della signora che va a comprare una borsa che le piaceva, ma scopre che l’hanno già venduta.
    la tua è psicologia spicciola, non la mia.
    Anzi, la mia non è neppure psicologia. Io ti parlo di esperienze e di fatti, non di teorie.
    Io ti parlo di realtà.
    Ci sono sofferenze che non si possono evitare, ma altre si possono evitare.

  • 40
    Luna -

    @Cosa ti fa pensare che la tua amica, con tutte queste persone intorno, sia guarita per l’incontro settimanale con la psicologa?

    Guarda, neanche ti rispondo. Non è “cosa” mi fa pensare. Lei per me non è un elemento di un’indagine di preferenza di consumo. Ti ripeto, non sono teorie, è vita. E’ un’esperienza, come ce ne sono miliardi. Per me lei non rappresenta l’efficacia della teoria che gli psicologi sono universalmente utili o inutili.
    Il mio pensiero è: è giusto che ogni persona possa vivere nella vera autostima, che non è sentirsi bella, brava, fotomodella, ma stare bene con se stessa.
    Io quando vedo lei più serena sono felice per lei, perché l’ho vista intrappolata.
    Non c’è una ricetta per tutti, e vedi è questa la differenza tra me e te: tu dici che bisogna cavarsela da soli, io non escludo la possibilità che invece si possa anche chiedere un aiuto esterno. Se una persona se la sente.
    Io parlo di libertà di scelta.
    Io ti dico che per gli amici ci sarò sempre (come loro ci sono per me) ma che quando mi rendo conto, ovviamente, di non avere tutte le risposte, e che la teoria non basta, che nemmeno l’empatia è sufficiente, io so fare un passo indietro, perché non ho la pretesa di risolvere tutto, di sapere tutto. Io penso che ognuno da la sua parte, ma credo nel rispetto dell’individualità.E anche nell’ignoranza, che tutti abbiamo.

    Mi tocca ribadire un’altra volta che io non ho fatto allarmismi:
    non ho detto: questa è la situazione di Vitty.
    E non le ho detto: oh, mio dio, tu da sola non ce la farai mai!!! è terribile!!! Non ho detto nemmeno che abbia bisogno dello psicologo. Ho detto che esiste anche quello. Non ho detto vai a farti fare un esorcismo perché sei posseduta, uuuuuuuuuuuhhhhh, brrrrrrrr
    Anzi, io penso che lei farà il suo percorso – qualunque sia – e supererà questo d’animo.
    A parte che (e qua si vede che parli in astratto) chi va dallo psicologo non va a delegare la risoluzione dei propri problemi a un’altra persona.Continua a risolvere i propri problemi in prima persona. Anzi, a volte ancora di più in prima persona rispetto a prima, semmai con più strumenti (che sono poi quelli che ha sempre avuto dentro di sè, ma magari ha dimenticato).
    Il che non esclude che possa farlo comunque, anche senza psicologo.

    Ma quando tu hai detto che “l’amore non è una malattia” ho precisato che certe relazioni, invece, possono essere anche delle malattie. Che provocano malessere, sintomi, che tu evidentemente non conosci. E’ questo il punto. Io e te in fondo pensiamo la stessa cosa: che le persone abbiano dentro di sè enormi risorse, che abbiano una capacità di recupero eccezionale, anche dopo le tragedie, che esiste un equilibrio interno che si assesta anche dopo i peggiori terremoti. Siamo fatti tutti di gioia e di dolore, di battaglie vinte e perse, siamo le nostre ferite e le nostre “vittorie”, e anche i giorni in cui non succede nulla, nè in un verso nè nell’altro. Ma se uno ti randella, ti aggredisce, ti prevarica e ti senti indifesa, non ti aiuta a essere migliore. Mai. E’ là che rischi di diventare un’ameba.

  • 41
    vitty79 -

    ciao a tutti, questi due giorni mi sono letta alcuni libri che voi mi avete consigliato, tra cui CALCI NEL CUORE,DONNE CHE AMANO TROPPO e un’altro intitolato LA MANIPOLAZIONE AFFETTIVA….Bè devo dire che mi sono ritrovata a rivivere alcuni momenti con lui…momenti in cui mi derideva o stando con gli altri faceva del sarcasmo su di me…o semplicemente mi spintonava tra la gente perchè dovevo camminare davanti a lui per tenere tuto sotto controllo…sto cercando in tutti i modi di non pensare, ma mi sembra tutto talmente assurdo…vorrei solo dimenticare tutto e rinascere…grazie però di dare ognuno la propria idea su queste tristissime vicende che non auguro a nessuno

  • 42
    Luna -

    VITTY: rinascerai, sicuramente 🙂
    anzi, ti ritroverai 🙂 andrai a prenderti per mano, dove ti sembra di esserti lasciata, persa, tempo addietro. Ritroverai la tua solarità, e tutte le cose belle che sai di te, e che per un periodo magari ti era parso di aver perduto, dimenticato.
    E accanto a quelle cose belle, che ci sono tutte, ancora, ne troverai di nuove, quelle, belle, ripeto, che ancora non sai di te. Perché sarai chi eri (e che sei), magari solo un po’ più cresciuta, più consapevole.

    Un abbraccione 😀

  • 43
    emisquiz -

    Credimi Vitty, la tua vicenda è più comune di quanto non sembri. Proprio per questo non devi sentirti una mosca bianca e i libri che hai letto ti avranno senz’altro aiutato a capire tante cose…
    [vorrei solo dimenticare tutto e rinascere]: ce la farai, ne sono sicura! Per ogni ragazzo così ce ne sono altri cento che aspettano solo di conoscerti!
    Bacini xxx

  • 44
    fl53 -

    Luna: grazie di quello che hai scritto.
    Spero che non se ne abbia a male, ma moltissime persone sono come emisquiz: non sanno di che cosa parlano perché -per fortuna- le situazioni cui ci stiamo riferendo non sono la norma (altrimenti saremmo all’inferno).
    Queste situazioni di violenza psichica sono però molto molto numerose:inferni circoscritti ed isolati, nascosti, negati dalla stessa vittima (si vergogna) torturata con accuse, baci, insulti, regali, ricatti, calunnie ecc ecc in un crescendo di comportamento doppio che devasta anima e vita e arriva a conseguenze estreme.
    Quando la vittima se nei rende conto, di solito è già incastrata: il ricatto che la inchioda non è solo su di lei, ma su persone amate (es: figli, un genitore malato, ecc). Cioè: se non stai qui a farti insultare e torturare, io comincio a farlo con loro: anzi, lo faccio già, vedi?, ma se tu non ti pieghi farò di peggio.
    Non si tratta solo di vittime-donne: anche se meno numerosi, anche gli uomini sono vittima di donne che, senza torcere un capello, risucchiano amore e vita(e soldi). E purtroppo non parlo solo di mogli e mariti: anche le madri e i padri) riescono a trasformarsi in streghe e orchi. E’ una storia vecchia come il mondo, ce ne parlano tragedie, favole, film, e libri: solo che un progresso c’è, ed ora cominciamo a rendercene conto scientificamee.

    Quando la persona disperata cerca aiuto, purtroppo trova attorno a sè tanti imparziali, scettici, ironici e superficiali emisquiz che -fortuna loro- non avendone avuto bisogno, fanno di tutte le erbe un fascio, distribuiscono salomoniche colpe al 50% a vittime e carnefici, prendono in giro gli psicologi disquisendo di cose che non conoscono con parole che purtroppo arrivano come acido su cuori spellati a vivo, feriti e prossimi a spaccarsi.
    Ci sono psicologi e psicologi: ci saranno anche furbacchioni che tirano in lungo terapie decennali inutili, ma ci sono psicologi (anche ‘fruibili’ gratis in consultori, onlus, associazioni ecc),grazie ai quali le vittime riescono a liberarsi, ed anche in breve; ed è grazie agli studi che finalmente la violenza psichica viene riconosciuta come l’essenza, il concentrato,il punto di origine e di arrivo di tutta la violenza.
    Più che estrema conseguenza della violenza psichica, la violenza fisica è una delle possibili estreme manifestazioni della violenza psichica.
    Gli amici sono importantissimi, ma è difficile che abbiano gli strumenti tecnici per aiutare una persona distrutta da una tortura di anni e anni:così come gli amici non bastano a curare una persona torturata fisicamente e gli stanno accanto confortandolo(amore),mentre fanno effetto le cure messe in atto dal medico che lo visita ogni tanto (scienza).L’anima non si vede, ma le sue ferite la possono ridurre a brandelli: togliere fiducia nell’aiuto dello psicologo è come allontanare la zattera a un naufrago che sta per afferrarla.
    La testimonianza(libri, ecc) serve, perché la vittima sappia di esserlo e cerchi aiuto

  • 45
    Luna -

    fl53:
    sono io che ringrazio te, infinitamente, per aver portato anche la tua voce, su questo tema.
    Su cui lanciare opinioni sommarie senza sapere no, non si può.
    Perché è come aggiungere un’altra violenza alla violenza.
    E’ come entrare con una mazza da baseball in un negozio di cristalli.
    Io mi rendo conto che chi non sa non può capire, se persino chi vive queste situazioni necessita di uno scatto di consapevolezza enorme per liberarsi. Ma se non puoi capire lascia stare.
    Perché se tutti hanno ovviamente il diritto di avere un’opinione, con certe affermazioni è come se si tappasse la bocca, senza saperlo, a chi ha il coraggio di urlare nel proprio buio. E che spesso, ad un certo livello, non sa neppure bene perché sta urlando (ed è già un miracolo che si esprima). Percepisce solo il proprio malessere, la perdita delle proprie forze, della propria identità, ma non riesce neppure a codificare tutto questo.

    @L’anima non si vede, ma le sue ferite la possono ridurre a brandelli: togliere fiducia nell’aiuto dello psicologo è come allontanare la zattera a un naufrago che sta per afferrarla.

    @disquisendo di cose che non conoscono con parole che purtroppo arrivano come acido su cuori spellati a vivo, feriti e prossimi a spaccarsi.

    …è quello che ho pensato leggendo certe parole, mettendomi nei panni di chi altro poteva leggerle.

    Non credo assolutamente di avere fatto allarmismi e terrorismo psicologico parlando di un tema che ha certamente diversi livelli, e che non rappresenta la norma, ma che esiste.
    Una persona che non ha questo problema non si convincerà di averlo.
    L’errore, mi spiace, non sta nel parlarne (sapendo di cosa si parla), è NON parlarne. Fingere che non esista, minimizzarlo.
    Riconoscere l’esistenza della violenza è anche un modo per riconoscerla, se mai ti capitasse di incontrarla.
    C’è molta gente che vive nell’aggressività e nella violenza, senza saperlo. Che chiama amore ciò che non lo è, che chiama relazione sentimentale un campo di battaglia in cui ogni giorno guadagna una ferita, persino una mutilazione morale, in cui impara a rispondere all’aggressività implodendo, aggirando gli ostacoli come può, per adattamento (ma quindi vivendo in ansia generalizzata o riducendo via via la propria libertà di movimento e di espressione, e di provare emozioni), o con altra aggressività o in stato di perenne allerta.
    Molto spesso le persone che riescono a resistere in situazioni limite per anni sono persone che hanno una soglia di resistenza allo stress enorme, e un sistema di autocompensazione che diventa la loro fregatura.
    Persone che riescono a fingere davanti agli amici e ai parenti, per anni, una serenità che non esiste. Le persone che hanno passato questi inferni, senza andare nel dettaglio, si capiscono tra loro, perché anche se le storie, le variabili, i livelli di violenza possono essere tanti, ci sono tratti comuni.

  • 46
    Luna -

    Emisquiz: così sei una donna? pensavo che fossi un uomo. Non perché non ho fiducia nella sensibilità maschile, ma perché di solito le donne a istinto sono più empatiche su questi temi.
    Sanno leggere di più tra le righe.

    A volte le persone che minimizzano quando si parla di questi argomenti sono effettivamente persone che non sanno, altre volte, però, sono anche persone che hanno trovato la loro distanza di sicurezza con il dolore.
    Inconsciamente lo tengono lontano minimizzandolo, negandolo, schematizzandolo. Coprendolo di luoghi comuni.
    Se basta parlarne con gli amici, in fondo, il problema non può essere così grave, no?
    La vita ha troppe sfumature, gli esseri umani sono troppo complicati, e quindi andare avanti per schemi precisi precisi è un modo per mettere ordine nel disordine.

    E’ un po’ la storia della figlia che, dopo anni e anni, confessa alla madre che il suo matrimonio è infelice, doloroso, che non è come gli altri pensano. La figlia va dalla madre a confessare (in parte anche a scaricare, perché non lo regge più) il suo dolore, malessere, in una volta sola. La madre sente quel dolore, in un volta sola, e ne è sconvolta. Ma, in alcuni casi, come se scattasse un suo sistema di sicurezza, dice cose come:
    “dai, guarda che tutti i matrimoni hanno dei problemi, sai?”.
    “sì, ma il mio è un problema serio… non hai capito… ti sto dicendo che…”.
    La madre non ascolta neanche più.
    “E tu vorresti buttare tutto per aria per cosa? perché tuo marito non è perfetto? Queste cose sono normali. Tutti vivono delle crisi. E poi pensi davvero che un altro sarebbe migliore di lui, potrebbe essere anche peggio…”.
    La madre (ho fatto un esempio) ha pure l’aria rassicurante, magari, ma in realtà sta razionalizzando.
    Razionalizzando il malessere di un’altra persona, che lei non può reggere.
    E allora se davvero il problema è banale è un conto, ma se la richiesta d’aiuto era seria è un danno…
    inconsapevole, ma pur sempre un danno.

  • 47
    emisquiz -

    @ Luna: non hai la più pallida idea di quello che è capitato a me nella vita. Di me si può dire tutto tranne che io sia una persona superficiale che non conosce il dolore di queste e di altre esperienze. Ma non mi pare carino nei confronti di Vitty occupare tutto il suo spazio per tediosi ed inutili dibattiti che riguardano storie limite che non hanno a che fare con la sua.
    Lei cerca comprensione, confronto e trova solo persone superficiali che di tutto parlano, tranne di come si sente “lei” (e non altre donne che non hanno niente a che fare con lei).
    Se vuoi possiamo anche parlare di violenza carnale, del buco dell’ozono… Ma tutto questo non aiuterà Vitty a sentirsi meno sola.

  • 48
    Luna -

    emisquiz: meno male, allora, che ci sei tu.
    Che hai capito tutto! Grazie al Cielo, ciò è per tutti noi di grande conforto!!!

    in bocca al lupo 😉

  • 49
    tina -

    Non so se può valere molto, cmq, volevo dire qualcosa ad emisquiz. non mi pare che luna ti abbia dato della superficiale. io ho capito che abbia detto che stai trattando quest’argomento in modo superficiale, che è ben diverso. in più ha anche cercato di individuare delle motivazioni a questa superficialità nella tua probabile non conoscenza della materia. mi sembra che nel porsi nei tuoi confronti abbia fatto i salti mortali proprio per spiegarsi senza offenderti 🙂
    inoltre, escludendo il post 47, ti assicuro che il vostro confronto è molto utile a chi legge perchè comunque foriero di spunti di riflessione. io almeno l’ho trovato tale.
    a Vitty: ti sono molto vicina e ti auguro di cuore di riuscire a lasciarti quest’uomo alle spalle. e so che, nonostante tutto quello che ti ha fatto è molto difficile. se bastasse fare l’elenco delle sue meschinità per chiudersi la porta alle spalle penso che questo sito non avrebbe quasi più motivo di esistere…
    abbi forza, abbi coraggio che, secondo me vuol dire a volte anche avere il coraggio di chiedere aiuto.
    queste parole le ho già postate altrove, ma mi sembrano scritte proprio per te:

    La nostra paura più profonda
    non è di essere inadeguati.
    La nostra paura più profonda,
    è di essere potenti oltre ogni limite.

    E’ la nostra luce, non la nostra ombra,
    a spaventarci di più.
    Ci domandiamo: ” Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? ”
    In realtà chi sei tu per NON esserlo?

    Siamo figli di Dio.
    Il nostro giocare in piccolo,
    non serve al mondo.
    Non c’è nulla di illuminato
    nello sminuire se stessi cosicchè gli altri
    non si sentano insicuri intorno a noi.

    Siamo tutti nati per risplendere,
    come fanno i bambini.
    Siamo nati per rendere manifesta
    la gloria di Dio che è dentro di noi.
    Non solo in alcuni di noi:
    è in ognuno di noi.

    E quando permettiamo alla nostra luce
    di risplendere, inconsapevolmente diamo
    agli altri la possibilità di fare lo stesso.
    E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
    la nostra presenza
    automaticamente libera gli altri.

    Nelson Mandela

  • 50
    Luna -

    TINA: meravigliose le parole di Mandela, non le conoscevo e anch’io ti ringrazio per averle postate. Penso che facciano al caso di tutti 🙂
    Ho gli occhi lucidi, confesso. E credo che le ricopierò, perché mi hanno colpita moltissimo!

    E ti ringrazio, naturalmente, anche per il tuo intervento.
    Per me emisquiz, di per sè, può avere le sue opinioni, è chiaro. ma, come ho già detto, ho pensato che queste sono pagine che chiunque può leggere, anche chi davvero, in questo momento, può sentirsi di cristallo.
    Sono argomenti da maneggiare con molta cura, perché riguardano persone che si sentono di cristallo.
    Altrimenti non avrei insistito. Ma ho pensato a quelle persone.

    Un abbraccio.

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