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Tutto si muove troppo velocemente per me

Lettere scritte dall'autore  Eleo

Salve, la maggior parte della mia situazione l’ho già espressa nelle lettere precedenti, ma in breve:
-ho 26 anni, studio all’università in una facoltà che non mi interessa, zero o quasi vita sociale, lasciata a inizio anno dopo 4 anni, abbattuto dalla pandemia, ansie varie.

La situazione rispetto all’ultima lettera è leggermente migliorata direi, però non mi fa stare comunque bene.
Ho iniziato ad andare in palestra, anche se al mio orario ci sono praticamente bambini. La palestra è veramente piccola quindi cerco di evitare orari di punta, 5-6 persone già bisogna alternarsi.
Insieme alla palestra ho voluto rivolgermi ad una nutrizionista per una dieta.
E la sera faccio un po’ di meditazione.
“Mens sana in corpore sano” giusto?

Da inizio anno ho dato 3 esami con buoni voti (30 – 27 – 24), per quanto comunque pesa veramente tanto lo studio.

Ho ritrovato due amici che non sentivo da parecchio ed ora ci esco il fine settimana, dato che lavorano.
Chiamiamoli M e C.
Tramite M ho conosciuto altre 3 persone. 2 studiano all’università e il terzo lo vedo di rado (non fa nulla ed è più abbattuto di me). Tutti e 3 (tranne l’ultimo) sono moooolto tranquilli e non si pongono problemi di alcun tipo ed il loro gruppo è questo. Escono il fine settimana, ogni tanto si mangia fuori e basta, ho come l’impressione che da loro non possa “ottenere” altro. Banalmente altre conoscenze.
Invece M è un amico di scuola, è molto simile a me per valori e pensieri, solo che ha la volontà di reagire alle situazioni e spesso cerca di spronarmi. Lui ha molte amicizie, pare, ma comunque il suo gruppo è lontano da me, in termini di conoscenze.

Sono uscito qualche volta con la mia precedente ex, che avevo costantemente allontanato per 7 anni nonostante i suoi tentativi di riappacificazione. Ammetto che , come allora, mi trovo veramente bene a parlarci ed ha, nonostante tutto, una personalità che mi piace.
Ci siamo raccontati le nostre vite, mi ha ascoltato e consigliato. Però non riesco a perdonarla del tutto, quindi tendo a rifiutare i suoi inviti ad uscire insieme al suo gruppo (ed il suo fidanzato 10 anni più grande di entrambi), mi sentirei fortemente a disagio. Inoltre raccontando qua e la mi ha fatto capire che lei non ha più quella timidezza sessuale che aveva con me e che anzi…anzi. E qui ammetto di aver rosicato, sia perchè all’epoca non facemmo assolutamente nulla, sia perchè lei (a differenza mia) ha separato amore e sesso.

Ho iniziato un percorso psicoterapeutico ed abbiamo appurato che:
-ho paura del futuro, perché mi sento in ritardo rispetto agli altri (in qualunque campo);
-sono troppo sensibile e presento valori diversi rispetto a quelli delle attuali generazioni (non che sia un problema, seconda la dottoressa anche se per me si, ma rende tutto un po’ più difficile);
-sono stressato e vivo male a causa delle aspettative che ripone mio padre, a quanto pare non mi sento il figlio “adatto” a lui e quindi cerco di compiacerlo (ad esempio la necessità di una laurea) ma ottengo l’effetto opposto, aggiungi pure che è prossimo ai 70 anni quindi il tempo da passare insieme si accorcia sempre più. Quindi vivo male e mi chiudo sempre più in me quando sono nell’ambito familiare;
-bassa autostima e necessito di una persona da amare (sia per natura umana che cerca qualcuno sia per stare meglio con me stesso), so che molti stanno bene da soli e che prediligono relazioni da una botto e via ma purtroppo non sono fatto così;
-ho bisogno di andare via dalla famiglia e dal paese.

Ho capito che tipo di lavoro voglio fare, ossia istruttore di scuolaguida. Sto aspettando l’inizio dei corsi di formazione, in teoria a ottobre. Mi piace insegnare, ho aiutato a far prendere la patente a molti amici e detesto quelli che guidano a ca**o, quindi li formo sin da piccoli!

In più ho deciso di iniziare un part-time in un call center (dove lavora M) così da mettere da parte soldi per il corso, allontanarmi dalla famiglia e magari conoscere altra gente.

Il problema però è la mente, sono passati quasi 3 mesi dal “patatrac” che mi ha portato al crollo effettivo.
Appena mi fermo un attimo mi rendo conto che tutto va male, che non ho vita sociale, indipendenza, amori, tempo da perdere. Ripenso alla mia ex e mi si stringe lo stomaco a pensare che non c’è più, che lei è giustamente andata avanti e che ora sia più felice.
Mi sento inerme, inutile, vuoto, solo, in ritardo… so che comunque serve tempo per “rialzarsi” e per migliorare ma sento di procedere troppo lentamente e di perdere quel tempo che già ho sprecato in passato.

È uno lungo sfogo-aggiornamento e non saprei proprio come concludere o cosa aspettarmi, nel dubbio grazie per la lettura e risposte.

L'autore ha scritto 4 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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3 commenti

  1. 1
    MisterT -

    Come si suol dire fai un passo alla volta…piano piano ti stai muovendo nella giusta direzione, vedrai che prima o poi le siddisfazioni arriveranno sia in campo lavorativo che affettivo. L’ importante é non rimanere fermi e inermi e piangersi troppo addosso.

  2. 2
    Mezzouomo -

    Che ansia..gli altri sono superiori,io faccio schifo etc..Guarda,a meno che te non abbia una malattia mentale invalidante come la mia(con conseguente forte sociofobia),ti stai facendo dei film.Se non ti manca nulla a livello soprattutto mentale,cerca di essere meno pesante e di giudicarti di meno.

  3. 3
    Darkitty -

    Intanto è bello leggere che dopo le prime lettere la situazione per te sia sensibilmente migliorata, e hai anche ascoltato qualcuno dei consigli che ti sono stati dati.
    Come è difficile trovare il proprio posto nel mondo, molto spesso si preferisce rinunciare a tutto pur di stare nella propria comfort zone, ma come hai visto anche un piccolo passo può cambiare la situazione.
    Sei stato bravissimo, hai iniziato una terapia, vai in palestra, se rileggi le tue prime lettere eri molto più rassegnato e triste, in questa tua ultima lettera vedo più speranza.
    Sii fiero di te e continua su questa strada!
    Ci vuole veramente del tempo per costruire la vita che sogni, questo è solo il primo di tantissimi passi che dovrai fare. Insisti e vedrai che andrà bene. Grande!
    Ps. Ognuno ha i suoi tempi, non c’è un tempo giusto o sbagliato, non paragonarti agli altri, ci si sblocca quando è il proprio momento, bisogna però lavorare su se stessi e non aspettarsi che le cose cambino per magia.

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