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Se sei triste ricordati che ti aspetto, dall’altra parte del mare

Lettere scritte dall'autore  

L’orologio continua a ticchettare. Un rumore fastidioso, ma familiare. Lo odio, perché mi ricorda il tempo passato lontano da te, insieme con quello che deve ancora passare. Penso. Penso a quello che è successo oggi: stavo cantando dentro la doccia e a un certo punto ho cominciato a piangere. Piangevo per colpa tua, lo sai? E pensavo, e lo penso ancora, che era l’ultima cosa che mi rimaneva da fare, ora che non mi è neanche più concesso amarti. La vita è ingiusta. Uno trova l’amore, cosa rara e preziosa, ed è costretto a perderlo per via delle distanze. Forse non mi meriti. Non meriti il mio dolore e tanto meno le mie lacrime, perché probabilmente ti starai già consolando con un’altra ragazza. Non so nemmeno perché diavolo sto scrivendo, tanto tu non lo leggerai mai. Ho solo bisogno di qualcuno che mi ascolti, che mi capisca… come facevamo noi due. È stato bello aprirti il mio cuore. È stato meraviglioso ricevere da te completa fiducia e dedizione. Riuscire ad arrivare a capirti nel profondo del tuo essere. Eravamo una sola cosa. Mi si velano gli occhi al pensiero. Scaccio le lacrime con un gesto infastidito della mano, mentre un moto di rabbia, verso la vita, il mondo, il destino, te, mi assale. Chissà, forse io ho frainteso tutto, la nostra era solo una stupida storiella estiva. Ho frainteso la sincerità dei tuoi occhi con la malinconia che ti porti dentro, ma non posso fare a meno di pensare che in questo momento stai indossando il mio ciondolo. Magari tieni in bocca la catenina, sovrappensiero, come tante volte ti ho visto fare. Spero che ti protegga, quel portafortuna, come ha fatto con me. E spero che ti ricordi me.
Ieri ho saputo una cosa. Che l’ultimo giorno di vacanza lì in scozia, hai baciato un’altra. E non riesco nemmeno ad essere arrabbiata, sai? Perché ti capisco, nonostante non voglia. Anche io mi sono consolata con un altro, un giorno. Ma forse non è così. Forse non capisco affatto come sei fatto. Forse ti sei solo preso gioco di me, come di quest’altra ragazza. Gli altri ti definiscono insensibile. Ma cosa ne possono sapere gli altri? Non ti conoscono a fondo come ti ho conosciuto io, anche se solo per due settimane. E una cosa è certa: non mi sei sembrato insensibile. Stronzo, coatto, tormentato si, ma non insensibile. Eri seriamente preso, si vedeva. Lo vedevano tutti. Chissà se si vedeva anche con questa qua. Chissà se gli sussurravi le stesse parole d’amore che sussurravi a me. Bah. Sono solo gelosa e delusa. Una stupida credulona rimpinzata di romanzi melensi. Oramai è finita, basta. Probabilmente non ti vedrò mai più. Però non riesco a smettere di pensarti, di piangere, di scrivere poesie. Mi manchi. La notte abbraccio il cuscino, cercando di immaginarti al mio fianco. Cercando di poter fare a meno della sicurezza che mi davi tu. Ma la cosa peggiore è che non mi contatti più. Che ti sei dimenticato di me.

L'autore ha scritto 4 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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3 commenti

  1. 1
    Paolo25 -

    Mi dispiace…forza tigre tieni fede al tuo buon nickname!!!

  2. 2
    tigre -

    Grazie paolo hai ragione!!

  3. 3
    matteo -

    che frasi stupende tigre,spero vivamente per te che ti lasci alle spalle
    questo momento e ritorni più forte di prima

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