Trentenni che decidono di andare a convivere senza un lavoro
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Ma sono l’unico che ha notato che parecchi trentenni (anno più-anno meno non fa differenza) attualmente hanno la bizzarra abitudine di andare a convivere e/o sposarsi (e magari figliare) a fronte però della NON autonomia e quindi NON sostenibilità economica (perchè privi di lavoro o comunque sottoccupati)? Non solo, ma addiritttura tanti (presumibilmente forti del sostegno economico familiare) tornano pure a studiare all’università!! XD XD XD A 30 anni suonati e con un mutuo che non si paga con i 30 e lode!! XD
Ma che roba è???
Il fatto è che poi spesso questi non sono necessariamente figli di papà, ma anche di gente normale… ma che c.... di genitori hanno che gli permettono (e finanziano addirittura) una cosa del genere???
Data di pubblicazione: 10 Gennaio 2023
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55 commenti
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Beh saranno anche affari loro ?
come fanno i genitori a pagare tutto non lo sò, ma quando ho sentito ragazze che volevano sposarsi intorno ai 30 anni, hanno detto che devono sposarsi a quell’età per la questione dell’orologio biologica, tipo a 35 anni, ci saranno più problemi per fare un figlio. E infatti a scuola quando ne parlavano, dicevano vi sposate perchè dovete fare figli.
@ 30ennediaoccupatochevaaconvivere: naturalmente sì, come lo sono i tossici di drogarsi, o di una partner di metterti le corna (la sua vita sessuale è sua non tua, quindi di che ti lamenti?)… Però questo non significa che sia una cosa buona, giusto? E poi ho la sensazione che tutta questa gente una volta che verrà loro mancare il reddito di “famiglianza” si metterà in coda per quello di cittadinanza (ammesso che non lo percepiscano già) o di suoi surrogati… Quindi forse è affar loro ma NON SOLO loro e temo che lo sarà anche di tutti gli altri…
Sembra che tu abbia una visione distorta della realtà: chi ti dice che sia così? Solo perchè alcuni trentenni li hai visti non significa che siano rappresentativi di tutta la categoria. Mi sembra un analisi un pò superficiale. Forse c’è un pò di invidia per possibilità che secondo te loro hanno, e che a te invece, secondo questo pensiero, ti sono state negate? Saresti più felice se questi trentenni che conosci ed hai visto stessero in un certo grado di miseria, magari rispetto a te?
Mi sembra un pò triste come visione
Non ho notato un aumento di morti di fame che a trenta anno suonati lasciano FINALMENTE mamma e papà per farsi una vita, benché privi di lavoro. Non ho nemmeno notato che questo fenomeno riguarda chi abbia un partner, piuttosto di chi è single.
Anni fa ci si lamentava degli eterni bamboccioni, adulti che continuano ad abitare a casa con i genitori.
Oggi tra genitori che mantengono i figli in eterno, reddito di cittadinanza e sovvenzioni varie, non c’è bisogno di lavorare per vivere, nemmeno se si proviene da una famiglia non ricca. E IO PAAAGO!
Il mondo è cambiato white knight, i miei prima di avere la sciagurata idea di mettermi al mondo hanno atteso di avere entrambi un lavoro in regola e una casa di proprietà.ai giovani d’oggi hanno levato il futuro ormai si vive alla giornata
Piuttosto di vivere come uno schiavo per mille al mese, prendendo ordini da degli stronzi e combattendo come selvaggi contro colleghi viscidi e leccaculo , pagando affitti astronomici o bollette esorbitanti per una guerra di cui non me ne fotte na sega(o peggio ancora indebitarmi tutta la vita per un mutuo che mi costringerà a vivere e lavorare ingoiando rospi su rospi ) , accumulando zero risparmi e sposandomi per giunta una strega che pretenderà questo e quello e nel frattempo giocherà a fare la fi.. con gli altri …per chiedermi infine il divorzio casa ed alimenti non appena le sarà passata la “fregola” …beh ma beato chi può permettersi di vivere grazie ai soldi della famiglia senza che questa ne risenta, che lo ha fatto crescere in sto mondo de merda e che , al contrario suo, ha goduto dei bei tempi passati potendo vivere una vita dignitosa.
E che vadano a fare in xxxx tutti quelli che stanno ancoraq a puntare il dito contro questo.
Interessanti commenti, al momento ce ne sono 6, grazie a tutti! Continuate pure, mi interessa il vostro punto di vista! Concordo con alcuni di voi…
Un paio di precisazioni per gabriele che non ha letto bene o non ha capito nulla… o tutte e due:
1) ho scritto “parecchi” e non “tutti”;
2) Non mi lamento del fatto che questi abbiano possibilità che io non ho, ma semmai del suo (quasi)esatto opposto quando dico che spesso non si tratta di figli di papà, ma anche di gente del popolino ai quali i genitori lavoratori, per via di non rosee situazioni economiche, avrebbero dovuto insegnare a metterci un po’ più di olio di gomito nella vita.
@Angwhy: può darsi, però se così fosse a me questi sembrano l’orchestra del Titanic che continua a suonare e far festa mentre la nave affonda… E comuqnue non dire quelle brutte cose tipo “la sciagurata idea di metteermi al mondo”: go out and make the difference honey/man (“honey” se sei una ragazza, “man” se sei un ragazzo) 🙂
È diretta conseguenza del fatto che in italia i sessantenni guadagnano n-volte quanto gli servirebbe, mentre i trentenni non guadagnano nemmeno quanto servirebbe per il proprio sostentamento. Sarà sbagliato, ma le cose sono due: i sessantenni campano ste “nuove famiglie” oppure vedranno la loro stirpe estinguersi
Ti ringrazio è solo un po di dark humour retaggio dei fumetti di tiramolla, interessante invece il punto di vista di Renato, insomma ,allo stato attuale non mi sento di condannarlo.ciao
Angwhy, il mondo non è cambiato. Anzi, forse si, ma al contrario: oggi le coppie fanno meno figli per questioni di stabilità economica.
Le società più povere sfornano figli a nastro, quelle ricche occidentali li fanno col contagocce.
White Knight, dovresti aggiornarti. Quanti anni hai, 60? Oggi il lavoro per sempre non esiste più. Siamo come l’America ma povera. Bisogna solo essere bravi a salire sui treni al volo quando passano e scendere dai treni in corsa senza farsi troppo male quando ci buttano fuori.
Aggiornatevi, vecchiacci.
@ Solnze: no in realtà ne ho circa la metà XD XD XD
E comunque, chi ha parlato del “lavoro per sempre”? Cioè oltre ad esserci un’epidemia di redditodicittadinanzismo su questo forum c’è pure un’epidemia di mettereinboccacosechenonhodettismo, LOL!
A quanti che invece sostengono che i vecchi sono delle “draghe di risorse” invece non mi sento di dare torto… anzi… ed è verissimo che i giovani si trovano ad affrontare una realtà ben più complessa rispetto a quella dei boomers… però la fannullonaggine di tanti trentenni (e la sponsorizzazione della medesima da parte dei loro genitori) non è la via secondo me…
…non si trasferiscono nella casa familiare di uno dei due ma capita, Caia, abbia un appartamento disabitato da abitare, e quindi vadano a convivere ma con le utenze pagate dalla quasi Suocera “Sempronia”.
Oppure che vadano a casa delle “Suocere” se come dicevi tu, dovessero essere “figli di popolo”.
Ora preparati white night, perchè dirò una cosa da quasi trentenne che ti sorprenderà: questo comportamento di mettere sotto onere, per le proprie aspettative la propria famiglia di origine ha a che vedere con l’opportunismo e l’individualismo tipico delle generazioni contemporanee, si dà per scontato che qualcuno debba aiutare sempre e comunque, negli ’70 invece, da quello che mi raccontano, le persone erano e sono rimaste più intraprendenti, se volevi fare una cosa nessuno ti ostacolava, non facevi affidamento su nessuno, c’èri solo tu e il tuo destino da conquistarsi. I ragazzi e giovani uomini del 2022, non pensano di perseguire il proprio destino ecco perchè esistono…
i fenomeni che hai descritto nella lettera.
P.S.: L’orchestra del Titanic, un quartetto d’archi, ha suonato nel bel mezzo del panico generale, fino allo sbandamento e successivo inabissamento della nave, come tentativo di evacuazione di passeggeri e membri dell’equipaggio, più ordinato possibile; sono affondati insieme alla nave, quindi nessuno ha fatto festa quella volta…
probabilmente farò un po’ di sociologia e di psicologia da 4 soldi, del che spero mi perdonerete. Credo che nell’analisi di questo fenomeno abbiano ragione un po’ tutti. Anzitutto i trentenni di oggi hanno meno possibilità di quelli di ieri. Il lavoro era più facile a trovarsi. Se acquisivi un titolo di studio, dal più umile al più elevato, sapevi che prima o poi, sarebbe stato spendibile sul mercato, mentre attualmente le cose non stanno più così. I redditi e il potere d’acquisto non so se erano maggiori, ma esistevano dei sostegni che al giorno d’oggi sono scomparsi. Io che ho 55 anni ricordo parole come: equo canone d’affitto, edilizia popolare ecc., che oggi sembrano archeologia. A fronte di tutto ciò, se vuoi farti una vita familiare e non hai forti sostanze di tuo o non ti vengono incontro circostanze particolarmente fortunate, l’aiuto dei genitori/nonni ti serve, altrimenti vai poco lontano. Inoltre presso i genitori, il valore del figlio, spesso unico o quasi,
ebbene tale valore è molto aumentato rispetto al passato. Per quel figlio si fa di tutto, a lui si permette di tutto, da bambino come da adolescente come da adulto. In lui si trova la risposta alle proprie frustrazioni e ai propri problemi irrisolti e per giunta, siccome si percepisce, in modo più o meno consapevole, di avergli lasciato un mondo peggiore rispetto a quello degli scorsi decenni, ci si sente in colpa e lo si vuole risarcire a tutti i costi. Infine i famosi trentennni, abituati a sentirsi al centro del mondo, tendono a dare per scontate le cure e le premure dei più anziani. Per cui ci si sposa contando sulle mamme che continueranno a preparare da mangiare e a stirare le camicie alle neo-coppie, si fannno i figli aspettandosi che questi genitori accetteranno di fare i nonni a tempo pieno, anche perché spesso sono essi stessi a “volere il nipotino”. Ovviamente non è così in tutte le famiglie, ma i casi che rispondono a questadinamica familiare non mi sembrano pochi.
“Il lavoro è un diritto”.
Niente di più falso. Il lavoro bisogna guadagnarselo. Oggi le persone credono che, senza sapere fare niente, senza aver voglia di fare niente, senza essere utili, gli spetti un lavoro. Lo Stato, deve provvedere a trovarti un lavoro, qualcuno deve bussarti alla porta per proportelo. Non un lavoro qualunque, ma un lavoro che ti piaccia, il lavoro della tua vita. Ma non finisce qui. Questo concetto è travisato, diventando “lo stipendio è un diritto”. L’importante è avere un reddito, non un lavoro. Le persone credono che sia giusto farsi mantenere senza dare niente in cambio.
Io ho studiato e mi sono impegnato per intraprendere il mio lavoro da trader (e per il mio secondo lavoro da aspp). Non è una professione che possono fare tutti. Quanti scemi ho visto gettare al vento i loro risparmi alla velocità della luce investendo senza capire un’acca di mercati finanziari. Ognuno ha quello che si merita. Se non sai fare niente, vai a pulire le scale.
@white knight
Mi associo alla tua perplessità, pur precisando che e’ un fenomeno che riguarda un solo componente della coppia: in genere la mantenuta e’ la ragazza.
Tuttavia esistono anche casi diversi, in cui il soggetto del lavoro precario o assente, e’ l’uomo di casa. E’ molto improbabile che entrambi gli pseudo-innamorati siano senza lavoro, o con poca stabilita’ economica.
Ho parlato di pseudo-innamorati perche’ e’ fin troppo evidente che il loro vero obiettivo di vita sia “sfangarla”, piuttosto che una scelta d’amore consavevole.
Con una convivenza si danno un tono da persone mature, e al contempo caricano le loro esigenze sulle spalle di altri provveditori, in attesa di una svolta miracolosa (che talvolta puo’ essere un altro amore..).
Sarebbe piu’ dignitoso starsene in casa dei propri genitori e semmai provare ad abitare DA SINGLE per un periodo, tanto per testare le proprie effettive potenzialità.
Qui in UK quelli che sfornano figli a nastro sono quelli del ceto proletario, spesso discendenti di immigrati caraibici, pakistani e somali che prendono sussidi a gogo. Quelli di classe medio alta fanno pochi figli, se li fanno. Il reddito di cittadinanza non e’ facile da ottenere, se sei titolare di eredita’ ti scartano seduta stante. Come hanno fatto a mia madre nonostante invalida e con una pensione bassa perche’ sposata con un cittadino italiano titolare di diverse eredita’. Gli hanno detto al CAF se ne torni in Istria. I miei stanno programmando di tornare in Croazia una volta venduta l’eredita’ e compratami la casa a Londra. Spero a Kensington. A me non riconoscevano l’Asperger e l’ADHD come invalidita’ mentre qui in UK si. Mi danno 100 £ al mese, perche’ non sono molto invalidanti le mie diagnosi e perche’ guadagno bene in finanza e mio marito prende piu’ di me come Manager in un’azienda di logistica per beni di lusso. Qui calcolano anche i redditi del partner.
Trader,
in Italia il lavoro ci sarebbe a palate. Già se si chiamasse la gente a RDC a tagliare le erbacce ai bordi delle strade (che fanno ca.... peggio di quelle bulgare) si darebbe uno stipendio a migliaia di persone. La formazione (gratuita) per riqualificare le persone dov’è? Dove sono i corsi da fresatore e carpentiere che mancano sempre? Gli asili aperti fino alle 18:00? La Meloni vi ha infinocchiati per bene ahahah.
Solnze, hai ragione. Putroppo si investe poco nella formazione di figure richieste dal mercato del lavoro. È pur vero che c’è poca voglia di lavorare, soprattutto di fare lavori manuali, che invece sono molto richiesti dal mercato del lavoro e garantiscono uno stipendio discreto. Gli operai che stanno montando il cappotto al mio condominio sono tutti stranieri, molti sono di colore. Nessun operaio è italiano, gli unici dipendenti italiani sono il geometra e le altre figure responsabili, ma nessun italiano si sporca le mani. Non fanno un lavoro estremamente qualificato, per cui è richiesto una grande formazione. È possibile che le ditte abbiano tanta difficoltà a trovare lavoratori e noi abbiamo tanta difficoltà a trovare lavoro?
Ciao Trader. A proposito delle tue ultime osservazioni: Anzitutto bisogna vedere, a questi operai tanto richiesti, quali condizioni di lavoro vengono proposte, quali stipendi, quali orari, quali sicurezze ecc. Perché lavoro deve voler dire, sì, impegno e assiduità, ma non sfruttamento. Inoltre dobbiamo deciderci su cosa ci aspettiamo dalla nostra gioventù. Perché prima vogliamo che tutti si laureino e magari facciano pure i master, poi ci lamentiamo se non si prestano a lavori umili. Il fatto è che non c’è niente di male nello sperare di trovare un lavoro che almeno vagamente si avvicini a un percorso di studi portato avanti con fatiche personali e della propria famiglia. Inoltre un lavoro nettamente inferiore al percorso di studi seguito, costituisce anche uno spreco sia della cultura e delle capacità acquisite grazie a tali studi, sia delle risorse economiche profuse dalle famiglie e dallo Stato per garantire questa preparazione.
Certo, da che mondo è mondo i laureati baristi o commessi di supermercato son sempre esistiti. Il problema sorge quando queste situazioni non si presentano come transitorie, come avveniva un tempo, ma si permanentizzano. Pensare di prendere i propri studi e il proprio titolo e buttarli giù per il water credo sia frustrante per chiunque. E infine: può aver senso proporre a un giovanottone sano e robusto di andare a fare il muratore anche se laureato, ma come la mettiamo con le ragazze, o con le persone – davvero tante – afflitte da una qualche forma di disabilità? Per tutti costoro, un mestiere più tranquillo è pressoché d’obbligo. Così come per coloro che si trovano a perdere il proprio impiego a un’età piuttosto avanzata, che magari nonh consente loro di andare in pensione ma che per contro, li rende inidonei allo svolgimento di numerose professioni più adatte ai “giovincelli”.
Ottime osservazioni!
@ Nikolas: sei stato preciso e spietato come un cecchino (e il concetto che hai espresso ha la potenza di un Barrett M82 cal.50)!
@Trader: concordo e mi piace il tuo pragmatismo calvinista!
@Max: concordo anche con te, e la tua socio-psicologia invece la trovo molto acuta e chirurgica.
Ci tengo comunque a precisare che il fulcro della mia critica non è “i giovani che non hanno voglia di lavorare” sul quale si potrebbe aprire un ulteriore topic, quanto la mancanza di reale sostenibilità economica delle scelte importanti di vita (tipo convivenza, matrimonio, figli) da loro effettuate… cosa succederà quando i loro vecchi verranno a mancare se nel mentre non si sono costruiti una fonte di introiti stabile (o il più possibile stabile)?
Ah e sia chiaro che non critico un legittimo e fisiologico aiutino da parte dei genitori, quello ci sta, ma la totale dipendenza da questi anche in età avanzata e con convivenza, matrimonio, figli ecc.