Tragedie greche su amori finiti o andati male
Buongiorno,
Sono Gabriele, mi piacerebbe condividere con voi questa riflessione e sapere cosa ne pensate.
Ho notato che, l’argomento centrale di questo sito, sono per l’80 %, tragedie greche legate ad amori finiti o andati male.
Io personalmente disapprovo, questa dinamica, soprattutto perchè chi racconta, racconta esclusivamente la sua versione dei fatti, mentre l’altra campana non si sente mai. La mia massima al riguardo, non solo in questo ambito, è “Il racconto è la peggiore delle menzogne”.
Oltrettutto, sottraendo spazio a storie che necessitano di essere sviscerate meglio, che invece vanno a finire nel dimenticatoio ingiustamente.
È chiaro, che questa è una mia opinione, non sono insensibile, e continuerò per quanto possibile a fare commenti, ma sarebbe auspicabile un cambio di atteggiamento da parte di chi scrive, a spronare un rapporto vero e confronti veri, in temi delicati come le storie d’amore, piuttosto che chiedere consigli e/o suggerimenti su un sito, che comunque rimane anonimo.
Grazie della Vostra attenzione
Gabriele
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Categorie: - Amore - Riflessioni
27 commenti
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Giusto.
Tutti quelli che non la pensano come lei o che non fanno quello che lei vorrebbe andrebbero eliminati.
Chiedo di chiamare questo sito “lettere a Gabriele” e chi vuole pubblicare lettere riguardanti il tema “Amore” deve almeno lasciare il recapito telefonico del proprio partner (o ex).
Gabriele, ma perché tu pensi davvero che le persone siano interessate a dialogare, qui come nella vita reale? Chi scrive lo fa solo per sfogo e raccoglie solo i pareri concordi alla propria posizione, mentre chi commenta offre giudizi leziosi e sostanzialmente inutili. Però nell’ultimo periodo mi sto rendendo conto di quanto la gente sia terribilmente sola, una delle piaghe di questo “fantastico” mondo contemporaneo…
Penso che questa lettera e i commenti sotto siano solo una presa in giro nei confronti delle persone e i loro sentimenti.
I rapporti veri ci sono. Ci sono le parole dette a voce e quelle scritte. Nessuno da eliminare o da telefonare. Ci sono sfoghi fini a se stessi senza la pretesa di raccogliere pareri concordi alla propria opinione.
Ma invece di giudicare chi e cosa scrive su questo sito che mi sembra proprio uno spazio per raccogliere le parole scritte, qualsiasi cosa dicano, se non vi sta bene andate altrove a confrontarvi con le parole dette a voce lasciando libero sfogo a chi decide di servirsi delle parole scritte. A voi cosa succede di male se qui si continua a scrivere? Sono convinto che vivreste lo stesso.
Sole. Tragicamente vero.
Ma c’è chi crede di trovare vere amicizie per quanto è disperato.
Guarda Gorian che non hai capito, la mia non era per niente una presa in giro. La parola scritta può avere mille valenze, destinatari, scopi, ma senza una persona reale a cui indirizzarla perde potere. Io adoro scrivere lettere, ma soprattutto pensando all espressione che farà quella determinata persona leggendola. Il mio discorso comunque era più generico, non necessariamente solo legato a questo sito.
E tutto questo perché non ci date dentro abbastanza con la narda. Però originale l’idea di titolare il sito “Lettere a Gabriele”, sembra una vaccata pentastellare, ma non è, anzi mi piace (il dominio è comunque già registrato, fatevene una ragione).
Il problema non è che la gente è “sola”. Piuttosto, per la maggior parte, è “sòla”. Un accento è poca cosa, ma cambia il mondo. Belen ve la vedete scrivere qui? No, eh? Balen invece sì, scommetto. E cambia una vocale. Pensateci stanotte a messa grande.
Questo che ho scritto voleva essere solo una RIFLESSIONE sul fatto che molte persone chiedono consiglio a perfetti estranei sulla propria vita sentimentale. Non ritengo di aver nuociuto a nessuno esprimendo delle perplessità al riguardo, quanto all’idea dell’indirizzare lettere alla mia persona ne sarei certamente felice, perchè almeno userei argomenti frutto della mia innata empatia e cultura, e non del sentito dire tipico di certi utenti: uno fra tutti un certo Cameo e/o Gorian.
@ Suzanne: hai centrato il punto della mia lettera, grazie non è facile, su un sito come questo
@Yog hai un modo di esprimerti complesso, fuori dagli schemi, sono d’accordo anche con te, incredibilmente. Che mi stia convertendo alla Narda?
Gabriele, io penso che questo sito, come accade spesso, sia potenzialmente uno strumento assai valido di condivisione e confronto/scontro dialettico, ma che venga utilizzato per scopi sbagliati. Utilizzo il termine “sbagliati” proprio perché penso, come te, che richiedere consigli (che poi divengono giudizi) a perfetti sconosciuti non solo sia totalmente inutile, ma anzi dannoso. Ho seguito recentemente un corso di formazione proprio sull’ascolto, che mi ha fatto riflettere su quanto poco siamo inclini ad ascoltare attivamente l’altro, spogliandoci da tutte le nostre sovrastrutture. Uscire dall’ansia di sostituirci all’altro, crederci migliori o pensare di aver compreso qualcuno da poche righe scritte. La comprensione necessita di ben altri canali…
In realtà qui più che consigli si chiedono conferme a quello che già si pensa. Chi lo ha capito si era fatto un nome in termini di popolarità.
Io vedo più persone aperte a un confronto piuttosto che persone che chiedono consigli.
Oppure lettere di sfogo fini a se stesse, come già ho menzionato.
Lasciare le proprie parole scritte in uno spazio come questo (quindi dedicato), permette di conoscere anche il punto di vista di altre persone circa il proprio “problema” o circa la vita in generale. Questo può essere utile per vedere le cose da un’altra prospettiva che forse la persona, fino ad ora, non riusciva a concepire.
Si Gorian, quello che dici tu è giusto, fino ad un certo punto. Se io sono amico di due che si vogliono lasciare la questione sarà ben diversa che dal raccontarlo su di una chat, io questo sto puntualizzando, non la bontà o meno del contenuto. Se io sono in crisi con la mia ragazza, l’ultima cosa che mi verrebbe in mente è quella di scrivere ad una chat, perchè chi mi garantisce che ci sia un interesse vero a dare consigli? Nessuno.
Ha ragione Suzanne, siamo ad un livello tale di solitudine e menefreghismo tale, che i socialmedia hanno davvero surclassato il rapporto umano? Se è così allora comincio ad avere veramente paura.
Gabriele, continui a parlare di richieste di consigli. Ma io sottolineavo il fatto che non mi sembrano richieste di consigli, bensì sfoghi. E rendere “pubblico” uno sfogo, permette di ricevere i punti di vista di altre persone di cui parlavo prima e vedere le cose sotto un’altra prospettiva. Per questo non vedo il motivo per cui condannare così questo sito e ciò che raccoglie. Un amico potrebbe non dare una opinione obiettiva, cosa che invece un estraneo potrebbe fare. Un amico potrebbe non avere la stessa visione utile al “problema” rispetto a un’altra persona, anche sconosciuta.
Non so, pobabilmente sono troppo vecchio per capire il tuo punto di vista e tu, forse, troppo giovane per comprendere il mio.
Non c’è nessun surclassamento dei rapporti umani. C’è solo un nuovo modo di interagire con gli altri che si aggiunge al “tradizionale”. Voi giovani dovreste capirlo molto meglio. Perché sembra il contrario?
Gabriele, tu entreresti in un bar pieno di sconosciuti a raccontare le tue questioni private, attendendo giudizi ( questo sono, anche quando risultano assecondarti) da persone che nulla sanno sul tuo conto? Cavolo, ma le confidenze accompagnate da sguardi, sorrisi, di amici che quotidianamente camminano al nostro fianco dove sono finite? Ridiamo importanza al rapporto umano, altrimenti finiremo relegati ciascuno sulla propria isola di paranoie. Questo spazio è importante per confrontarci, sicuramente, ma come dici tu, su altri livelli e con diverse implicazioni.
Suzanne, non tutti hanno amici.
E sono sicuro che chi ce li ha, prima di scrivere qui, va a confrontarsi con loro. Dopodiché, non c’è nulla di male o di sbagliato nel cercare conforto e confronto in persone sconosciute che, ripeto di nuovo, possono dare una visione nuova rispetto ai fatti. Sta poi alla persona che scrive cogliere ciò che di buono e utile le è stato risposto. Ma la stessa cosa si fa con gli amici. Non tutti hanno la risposta giusta solo perché sono amici! E inoltre, ripeto, alcuni sono solo semplici sfoghi fini a se stessi. Questo significa che le persone che li scrivono non solo si saranno già confrontate con amici e parenti, ma non si interessano poi delle risposte che ricevono. Perché appunto lo scopo era solo uno sfogo.
Secondo i vostri ragionamenti, questo spazio non avrebbe motivo di esistere. Eppure sono andato a “esplorare” meglio, e mi sembra di capire che sono molti anni che centinaia di persone scrivono qui. Di tutto, su tutto. E meno male, direi. Trovo che sia uno spazio molto bello e utile, che non ha senso “condannare” come fate voi, a prescindere da ciò che viene scritto. Ma soprattutto, non ha senso giudicare ciò che viene lasciato scritto.
Ma è un compito in classe da fare a casa?
Comunque lo stile fa riconoscere i personaggi, non avete più argomenti? Convertitevi alla buona vita devota!
Dimenticavo: ma innata empatia e cultura vi è andata Messa a Natale con Confessione ben fatta?
Gorian, probabilmente mi sono espressa male;io non condanno questo spazio, anche perché utilizzandolo sarei piuttosto contraddittoria. Penso semplicemente che si debba dare il giusto peso ad ogni tipo di confronto, altrimenti si rischia di uscirne danneggiati. Se sono solo e non ho amici, oppure considero la mia vita un fallimento, non troverò conforto né benessere in un luogo virtuale ma, anzi, rischierò di alienarmi ancora di più. Il calore umano lo si deve ricercare nella propria vita quotidiana, con persone in carne e ossa che sí, possono anche darci consigli sbagliati, ma basati comunque su un rapporto concreto. Questo spazio è un ottimo luogo per far circolare idee, dibattiti, scontri, battute, ma non si può ricercare un aiuto concreto per il proprio malessere interiore.
Gorian,
concordo con te e ti confermo che in passato più di una persona ha trovato qui supporto e punti di vista alternativi ai suoi, senza doversi esporre con amici e parenti, non sempre fidati o affidabili.
ognuno si rivela per quello che è e per quello che sa, può o vuole dare. a mio avviso è presuntuoso voler esprimere valutazioni su intenzioni, capacità e modalità d’interazione altrui.
Suzanne, tutto è partito dalla “condanna” di Gabriele e di qualche commento che lo assecondava. Per questo ho voluto precisare.
Dicevo, poi, che non mi sembra di aver letto così tante richieste di aiuto per il proprio malessere interiore, ma più che altro sfoghi, un voler lasciare scritto il proprio pensiero. Per raccogliere i punti di vista altrui o solo per lasciare scritto un pensiero e basta.
Quindi, perché preoccuparci tanto di un qualcosa che in fondo non accade e che se anche accadesse, non lederebbe la nostra incolumità?
Di base, c’è il mio disappunto e disaccordo nei confronti del messaggio scritto da Gabriele.
Per tutto il resto, potrei anche essere d’accordo con te. O meglio, anche se non lo condivido, lo accetto.
A rossana esprimo il mio accordo rispetto a ciò che ha scritto. Grazie.
Gorian, il discorso è un pochino più sottile. Io invece di lettere preoccupanti ne ho lette molte, ed è vero che a me non cambia assolutamente nulla nel leggerle o meno, però una riflessione mi risulta inevitabile. Ragazzi giovani che non hanno amici, pensano al suicidio, si provocano autolesionismo, hanno visioni paranoiche dell’esistenza, pensi che scrivano qui solo per sfogarsi? Io vi leggo una richiesta d’aiuto, fosse anche solo di umana comprensione. Non pensi però che stiano convogliando le loro energie in direzioni sbagliate? Questo è l’ennesimo modo per rimanere chiusi nel proprio guscio. Sul discorso invece aperto da Gabriele, beh è semplicemente questione di opinioni. Io non chiederei mai consigli sulla mia vita privata a sconosciuti, poi se qualcuno si sente meglio attraverso gli imput ricevuti, buon per lui/lei. Mi rimane un forte scetticismo…
Si parlava di “tragedie greche su amori finiti o andati male”, non di volontà di suicidio. Quella è una cosa a parte.
Il mio dubbio, invece, rimane sul motivo per cui siete in questo spazio se non chiedereste mai opinioni o consigli a persone sconosciute. Non li chiedete ma li date? Salvo poi “pensare male” di chi li chiede o semplicemente di chi scrive? Come funziona?
Ma non notate che questo è solo un drammatico specchio dei tempi che stiamo vivendo? Siamo sempre più un paese di “single”, e non lo dico io, ma l’Istat, ma lo siamo nostro malgrado, e certi fenomeni che osserviamo anche in questo microcosmo ne sono una prova.
Qui vediamo tragiche storie di solitudini che cercano una soluzione attraverso sfoghi, richieste d’aiuto e bisogno di conferme che in qualcuno durano da decenni. I confronti veri sono rari, sia per l’etereogeneità dei frequentatori, che per la qualità degli argomenti, dove la leggerezza dell’ironia, è pressoché sconosciuta. Altro segnale inequivocabile della pesantezza del vivere.
Questo è realmente un “pronto soccorso” take away, che però più che risolvere i problemi dei malati serve a quelli di certi volontari che lo frequentano.
In effetti Suzanne, Suzanne continua a puntualizzare cose con le quali io mi ritrovo molto. La pensiamo uguale io e te:). In ogni caso, la mia voleva essere una riflessione, quindi ben vengano persone che la pensano diversamente, anche tu Gorian hai ragione, non ti sto dando torto. Tuttavia, certi “sfoghi”, li trovo davvero preoccupanti, come ha già detto giustamente Suzanne: io non voglio giudicare nessuno, sto solo pensando al fatto che per scrivere certe cose, su un sito ANONIMO, dove nessuno ha responsabilità di ciò che dice è veramente pericoloso. Senza contare che alcune storie sono davvero aldilà di ogni comprensione per me, in quanto non mi sento di poter di dire/scrivere qualcosa di confortante, dal momento che non sono al fianco della persona.
P.s. Il titolo del post non l’ho scelto io, è stato messo automaticamente, forse è per questo che in generale può sembrare offensivo
Gabriele, io non ho letto vena polemica nei tuoi interventi, ma solo una riflessione più che lecita. Penso sia anche piuttosto facile sentirsi “importanti” elargendo micro pillole di attenzione qua e là; altra cosa è esserci, quotidianamente e costantemente, per qualcuno. Sarà che ho una visione “antica” dei rapporti umani, pur essendo considerabile “giovane”. La grande piaga della nostra contemporaneità è la solitudine, palpabile e generatrice di mille deformazioni esistenziali…
Suzanne, sono d’accordo. Ma non tutti ci sono quotidianamente per gli altri.
Fin troppe persone ricevono senza dare.
E una persona che si trova di fronte a qualcuno che prende, prende senza dare in cambio, cosa può fare? Sì, prima di tutto allontanarsene. Poi cercare conforto e confronto in se stesso e poi in qualcun altro. E se non ci sono amici o se gli amici non elargiscono le parole “adatte”? Ci si confronta con persone sconosciute, anche su un forum online, vista la nuova era tecnologica.
“Quanto alle relazioni ‘virtuali’, esse non si sostituiscono puramente e semplicemente agli incontri fisici e ai viaggi, che invece molto spesso aiutano a preparare. È, in generale, un errore pensare i rapporti tra vecchi e nuovi dispositivi di comunicazione in termini di sostituzione. […] Il cinema non ha eliminato il teatro, gli ha fatto subire uno spostamento. Si continua a parlarsi anche dopo l’avvento della scrittura, ma in modo diverso. Le lettere d’amore non impediscono agli amanti di scambiarsi effusioni. Le persone che fanno telefonate sono anche quelle che incontrano più gente. […] In realtà, gli abbonati a Internet viaggiano probabilmente più della media della popolazione.” da Cybercultura, Pierre Lévy
Gorian,
“Quanto alle relazioni ‘virtuali’, esse non si sostituiscono puramente e semplicemente agli incontri fisici e ai viaggi, che invece molto spesso aiutano a preparare. È, in generale, un errore pensare i rapporti tra vecchi e nuovi dispositivi di comunicazione in termini di sostituzione.” – Verissimo!
in 17 anni di frequentazione del sito (con all’interno parecchie interruzioni di mesi o anche di anni) ho conosciuto qui DUE amici, poi incontrati e frequentati abitualmente nel reale, con i quali ho un elevatissimo grado di affinità. nessuna frequentazione di anteriore, di un numero elevatissimo di persone in ambito sociale e lavorativo, mi aveva mai permesso incontri nemmeno lontanamente paragonabili.
una ricchezza immensa, che è riuscita a penetrare, quasi a forza, la mia scelta di isolamento. mi sforzo soltanto di non sovrapporre i due diversi tipi di conoscenza e interazione, ritenendo preferibile gli aspetti da apprezzare di persona rispetto a quelli, a mio avviso poco o tanto patinati, che si possono intrattenere on line.
Gorian, mi trovi d’accordo. È sempre una questione di significati e aspettative; dare il giusto peso ad ogni tipo di comunicazione è una buona arma per non prendersi cantonate colossali. Buon anno a te e a tutti!