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Svegliatevi!

  

Ho sedici anni. Solo sedici anni. Sedici anni di respiri, pianti, risate, mutismo. Mi trovo a metà dell’adolescenza, quegli anni disperatamente difficili, intricati, opprimenti. Quegli anni che dicono siano i più belli, memorabili, fantastici. Ma non ne sono sicura. Non sono sicura di quello che pensa la gente. Non intendo dire che la mia vita faccia schifo, né che sia più difficile di quella di un povero africano che sta morendo di fame. E non sono qui per lamentarmi delle mie storie di origini sociali-amorose, né dei miei fallimenti. E’ una lettera virtuale che funge da emancipazione, uno strumento per scaricare ogni mia oppressione, paura. Sono qui per dire ciò che la gente non dirà mai.
Mi chiamano sfigata perché studio, perché amo leggere, perché seguo Ballarò ed Annozero, perché ascolto i politici per prendere posizioni. Mi chiamano sfigata perché sto sognando un’Italia migliore. E’ corretto? E’ corretto prendersi gioco delle persone che progettano, si istruiscono e amano? E’ giusto nominare “sfigata” una persona perché troppo liberale e perché lotta per i diritti? Una cosa che faccio quotidianamente è lottare: lotto per quei diritti che mi stanno privano giorno dopo giorno, per quell’orgoglio che mi hanno rubato. Per quello spirito ribelle tenuto stretto al mio interno.
Vi sembra opportuno privare quel poco che hanno i poveri per darlo ai ricchi? Perché l’Italia è guidata da persone con un cuore di pietra? Perché nessuno fa qualcosa per pulire ogni singolo vicolo italiano dalle ingiustizie?
I politici, che sonnecchiano in Parlamento, non fanno altro che camuffare il pericolo, la gravità dei problemi che affliggono il nostro caro Paese. I politici ci promettono, ci fanno sperare. Ma quando arriva il momento in cui devono scegliere tra il potere e la giustizia Nazionale, optano per il primo. Vedete, non è difficile entrare nell’ottica delle cose, dopo tutti i loro falsi annunci e azioni infami non possiamo più credere alle loro inutili ciance. Sono tutte chiacchiere. Parlano, parlano e parlano, ma non producono, non progettano, non collaborano assieme. Non c’è alcun feeling tra loro. I politici pensano che promettendo il falso la politica può continuare a sopravvivere, cosa importa a loro di noi poveri italiani?
Tutti i loro problemi simulati riescono a rendere difficile la politica, ma soltanto apparentemente è complicata perché in realtà è la cosa più semplice, più banale, che esiste sulla Terra. Dietro la politica non c’è niente, nessun potere, nessuna supremazia. La televisione, i giornalisti e gli stessi politici, ci fanno credere che chi fa politica è più importante di qualsiasi altra forma vivente, ovviamente umana. Non è vero ciò che viene raccontato.
Berlusconi può aver avuto rapporti sessuali con Ruby, ma non è quello che dovrebbe essere sulla bocca delle persone, perché quello è fare pubblicità. Piuttosto si dovrebbe parlare dei rifiuti di Napoli, della crisi economica e della disoccupazione giovanile, della mafia, della criminalità. Dobbiamo disegnare un’Italia migliore che non ha confini, etichette, separazioni tra le regioni. Dobbiamo levar via quella macchia nera che persiste nella nostra mente malata: la macchia che segna il nostro essere discriminatori. Dobbiamo smetterla di dividere l’Italia in Nord e Sud. Non esistono né i “polentoni” né i “terroni”. La vita del Sud è bella quanto quella del Nord, e viceversa.
Perché si lotta per essere in passerella o per ottenere tanti soldi e non si lotta per raggiungere l’uguaglianza, la pace e la fratellanza? Perché? Perché la politica è soldi, potere, tutto tranne liberalità, umiltà, compassione, amore?
Potrei stare qui a parlare ore ed ore su quest’Italia sporca dalle nostre regressioni. Stiamo indietreggiando. Stiamo correndo sulla corsia sbagliata, in senso contrario. Ci stiamo dirigendo verso la fine, la fine di quell’Italia che desideravo. La fine di quelle speranze nascoste in me.
Ho sedici anni, mi hanno detto di non badare alla politica, né a Ballarò ed Annozero. Ho sedici anni, mi hanno detto di non preoccuparmi della corruzione, del marciume di Napoli, della mafia. Ma ho quasi diciassette anni, e ho capito che se tutti la pensano così nessuno farà mai qualcosa. Ho quasi diciassette anni e farò di tutto per cambiare l’Italia, continuerò a seguire Annozero e Ballarò, continuerò a dar retta alle buone parole di Saviano (il mio idolo), continuerò ad ascoltare le false parole di Berlusconi & Co. Ma soprattutto rischierò tutto allo scopo di porre fine ad una parte delle ingiustizie italiane. Metterò le mani sulla mafia, parlerò senza fermarmi della camorra; farò qualcosa per far funzionare le cose. Lo prometto, non sono un politico… ciò che dico lo faccio.
Io sto sognando, e continuerò a farlo, un’Italia migliorata, dove si vive, si respira, si è liberi da ogni ingiustizia. Un’Italia in cui la politica è lo Stato, e lo Stato siamo noi.

L'autore ha scritto 3 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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7 commenti a

Svegliatevi!

  1. 1
    Mezzaluna -

    Possa la delusione e la disillusione non avere mai alcun potere su di te, giovane Sara. Non arrenderti crescendo, siamo rovinati se ci arrendiamo al senso di impotenza contro il quale la lotta è purtroppo quotidiana. Sfigati sono quelli che aderisno al modello di adolescente che alla nostra società fa comodo proporre, poi ci sono per fortuna i giovani come te. Coraggio carissima, un abbaraccio!

  2. 2
    Giadatempo -

    ah ok,grazie che c hai aperto gli occhi tu.

  3. 3
    silentry -

    ideali nobili…
    si pero okkio a non cacciarti nei guai
    e tanto piu facile quanto realista seguire il gregge.
    le pecore nere stanno in disparte
    e sono preda piu facile per i lupi.

  4. 4
    Dan -

    “Sono qui per dire ciò che la gente non dirà mai.”
    No, sei qui per sentirti dire quanto fai bene ad essere così. Ma, almeno da parte mia, non succederà. Non pensare di essere unica, di essere sola, sono in tanti a provare queste cose alla tua età (che, per inciso, per me è stata solo tre anni fa). Tre anni, dirai, son proprio pochi. Dai 30 ai 33 non cambia, ma dai 16 a 19, fidati, è un salto. Non sono qui per farti la morale, non sono qui per dirti brava, o per dirti “sveglia”, sono qui per dirti che in questi anni prenderai tante di quelle botte in faccia che neanche ti immagini. E devi sempre rialzarti. SEMPRE. Sono sicuro che ne prenderò ancora tantissime, IO. E anche tu. Quanto mi hanno fatto male, per quanto erano vere, queste botte. Per questo forse ho voluto metterti di fronte alla realtà delle cose: ti descrivi come una spanna sopra gli altri, anche se nella frase subito dopo sottolinei che non è così. Quanto mi ritrovo nelle tue frasi. Un ultimo consiglio: non generalizzare mai, MAI MAI MAI. “Gli altri sono stupidi”/”Le bionde sono galline”, fuggi dai luoghi comuni, specifica sempre che è una tua opinione.‎ “Quante sono le menti umane capaci di resistere alla lenta, feroce, incessante, impercettibile forza di penetrazione dei luoghi comuni?” (Primo Levi).
    Un sorriso,
    Dan

  5. 5
    Nopubblicamente -

    Sara, se ti và, lasciami cortesemente un tuo contatto. Ho tante cose da dirti, ma non pubblicamente.
    Ciao

  6. 6
    Sara -

    Grazie, grazie gente. So che l’adolescenza è difficile, cupa e misteriosa. E’ paragonabile alle montagne russe: ha degli alti e dei bassi. Ma qui non conta l’adolescenza, qui conta l’ignoranza dei politici, dei media, della società. Ho espresso tutta me stessa allo scopo di farvi conoscere quanto disprezzo questa vita falsa, corrotta.
    Il mio blog http://saravox.wordpress.com/.
    Grazie di nuovo, ciao!

  7. 7
    incompresa84 -

    Potrei sprecare tutta la mia vita o parte per cercare di cambiare questo mondo ma…il mondo era,è e sarà sempre così sporco e deludente.Personalmente io sono stanca di lottare, e poi crescendo, ti renderai conto che dovrai fare qualcosa semplicemente per “sopravvivere” a questo mondo, per vivere al meglio la tua vita. Del resto non che poco ci importa ma credimi…la gente non cambierà mai e…beati quelli che arrivano al potere e…povera tutto il resto della massa che deve obbedire volere o non volere!

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