Suicidio passato
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Mi chiamo michele ed ho quasi 19 anni. Anni passati velocemente, soprattutto i 15-18 che forse me li sono dimenticati da qualche parte. A volte guardando l’uscita di un film visto o un libro, mi meraviglio rendendomi conto di quanto tempo è passato, che invece è sembrato un soffio. Ho vissuto molto intensamente e la vita mi è precipitata addosso già da piccolo. Non ho avuto un padre e mia mamma tornava stanca dal lavoro e io ero il suo sfogo. Mi picchiava tanto con cazzotti sulla schiena, scope e assi della porta, insegnandomi cosi la rabbia più nera. Mia sorella stava dalla sua parte rendendosi conto che cosi per lei era meglio. Mia mamma mi ha consegnato alla morte ogni giorno della mia esistenza ed ha sbriciolato ogni mia voglia di vivere. Per colpa di tutto questo stress adesso soffro di una malattia psichiatrica che mi ha fatto sentire in balia del male ed è stata la sensazione peggiore che si possa sentire da sani. Il suicidio l’ho superato tagliandomi i polsi e rendendomi conto che la morte è VERA ed è li a portata di mano, cosi da apprezzare più la vita. Adesso mi chiedo però, come si deve comportare un brandello di destino che vive senza vivere. . . cosa dovrebbe fare una persona morta dentro costretta a vivere per codardia?
Data di pubblicazione: 22 Giugno 2009
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Categorie: - Me Stesso
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MICHELE, la tua storia è tristissima e non credo che bastino per aiutarti le mie parole, le parole di una sconosciuta che per età potrebbe essere abbondantemente tua madre. Vorrei dirti che puoi uscire dall’inferno in cui ti trovi solo amando e perdonando chi ti ha fatto del male, ma è un bel dire a chi come te non ha avuto nessuna possibilità di imparare ad amare. La madre è per un bambino che viene al mondo il modello di ogni amore e se questo modello ti è mancato è come se ti mancassero le radici. Vedo che dal punto di vista razionale tu sei intelligente e capisci molte cose, sai che tua madre non è pienamente responsabile per ciò che di gravissimo ti ha fatto in quanto lei stessa vittima del dolore e dell’abbandono. Solo una donna felice può essere una buona madre, e la tua mamma non era felice affatto ed era tanto stanca. Di tuo padre non parli, ma forse ha avuto tanti guai e problemi anche lui. Per poter aprirti alla vita dovresti perdonarli, ma non avendo imparato l’amore ed il perdono questo ti riesce impossibile. È come un cane che si morde la coda. Eppure qualcosa nelle tue parole mi fa pensare che in te c’è un seme di amore, chissà da dove viene, forse dai tuoi poveri genitori che pure nel concepirti si sono amati o forse direttamente dall’albero della Vita. Tu scrivi molto bene in italiano, sei riuscito a frequentare la scuola con profitto, ti accorgi del passare del tempo notando l’uscita di un film o di un libro. Non è da tutti alla tua età, Michele, credimi. Tu hai molti talenti e molti tesori in te, forse maturati proprio nella sofferenza della tua situazione familiare. Forse per te è possibile un miracolo, forse puoi essere capace di amare anche senza averlo mai imparato. Forse non sei vivo perchè sei codardo, ma perchè il tuo spirito viva fino in fondo la sua grande avventura.
Ti abbraccio forte, spero che scriverai ancora.
Ho avuto un’infanzia simile alla tua e la tua lettera ha risvegliato in me cose che avevo dimenticato, o forse credevo dimenticate. Non rievochiamo niente, ma voglio raccontarti la mia rinascita. Ho sempre avuto la passione per la musica e a 13 anni finalmente riuscii a comprare una chitarra,era malridotta, la pagai poco e mio nonno mi aiutò a riparala alla meglio.Insieme ad un amico ci procurammo un prontuario degli accordi ed è stata la compagna di tutta la mia prima adolescenza,la passione era tanta che passavo tutto il tempo che potevo ad esercitarmi, in breve tempo ero capace di suonare le canzoni che preferivo. Comprai un metodo avanzato, e mi riusciva facile quello che molti consideravano difficile. Per niente al mondo mi separavo da questo strumento,cominciai anche a scrivere canzoni, non m’interessavano gli apprezzamenti degli amici,sentivo quanta più musica era possibile,un mio amico che cantava bene partecipò ad un concorso con una mia canzone accompagnato da me alla chitarra. vinse la canzone, l’amico fu solo terzo. Col premio comprai una chitarra decente e la canzone fu incisa da un cantante più noto, a me non importava tutto questo,sapevo che avevo ancora molto da imparare e cosa importante, mi sentivo finalmente Vivo. Preferivo esercitarmi e studiare musica invece di uscire con le ragazze!…Penso a te, io ho trovato questa strada mai più abbandonata, anzi! Non ti suggerisco di imparare la chitarra, ti suggerisco di “trovare” la tua chitarra…potresti scrivere, un libro, delle canzoni, nelle tue parole c’è molta comunicazione come ha rilevato anche Fanny…il mio consiglio è di trovare in te la voglia di fare e imparare qualcosa di impegnativo, quello che ora nemmeno pensi, puoi realizzarlo! Come è successo a me. Ho ripreso pian piano a vivere e mi sono ripreso tutto quello che mi era stato tolto con gli interessi.Scrivi ancora, abbiamo molte cose in comune, tranne l’età…con affetto mario
MARIO-TOROSEDUTO, hai scritto un poster molto bello, come molto bella è la tua storia, roba da “vecchio cinema paradiso”, dove il destino e la favola si incontrano nella figura del ragazzo designato per compiere grandi cose. Bella anche la figura del nonno e quella dell’amico, messi come angeli sul tuo cammino pieno di demoni. La tua tenacia ha vinto, ma al principio della tua avventura c’è una passione, quella per la musica, e la passione è qualcosa di irrazionale che o c’è o non c’è, è un po’ come la fede, che pure é utile nella vita, ma uno non può farsela venire se non ce l’ha. Spero che Michele guardando dentro di sè scopra i suoi talenti e spero che scoppi in lui la sua passione. Anch’io concordo con te che potrebbe essere lo scrivere e che se scrivesse un libro potrebbe aver successo.
Posso chiederti, se non sono indiscreta, come mai passavi di qui, dove si parla di suicidio, alle tre della notte? Che ci fa qui una persona come te? Se non vuoi dirmi la verità non rispondermi, semplicemente scusami, il confine tra il sincero interessamento e l’indiscrezione è molto sottile, e io so camminare assai male quando il margine è stretto.
Ti saluto, Mario, e complimenti ancora.
MICHELE, come stai? un caro saluto anche a te.
Cara Fanny quando hai toccato il fondo,non puoi far altro che cercare di risalire. La notte compongo musica, e quando sono su un qualcosa di speciale,non riesco a staccarmi finchè non ho scritto l’ultima nota. Vado a letto all’alba, non è sempre così, solo quando mi è venuta l’ispirazione giusta mi dimentico del tempo e sono completamente immerso nella musica. Scrivo da tempo su questo sito, ho molti amici virtuali e quando trovo qualcuno che ha bisogno di una mano, mi viene spontaneo dire qualcosa. Con Michele poi è stato un colpo al cuore, anche se sono passati tanti anni, ci sono cose che ti segnano per tutta la vita, ma si rinasce. Quando comprai la chitarra, non avrei mai immaginato che sarebbe stata la molla giusta, ero frastornato, ma riuscivo a concentrarmi solo studiando musica,non credevo di riuscire…ero ridotto troppo male, e invece ho scoperto che suonerò e comporrò musica fino alla fine dei miei giorni,sapessi quante rinunce comporta lo studio della musica, ma vengo ripagato abbondantemente quando raggiungo vette inimmaginabili nello spirito e nell’anima. Se vuoi puoi sentire qualche mio brano sul sito puoi cliccare anche qui
http://www.myspace.com/mariusmusica sarai direttamente sulla mia pagina con tanto di foto e dediche. Ascolta la musica “IN VOLO CON TE” ci sono anche altre musiche,ma questa è dedicata a mia moglie che purtroppo a 50 anni è stata stroncata da un male incurabile. Ci misi una settimana e la sentivo vicino a me, anzi era dentro me.30 anni di felicità e un amore insostituibile, sono passati 4 anni e continuerò a vivere nel suo ricordo da solo con le due figlie grandi ormai.Non rattristarti però, io sono sereno, ho avuto tanto amore e quando penso a lei mi viene un sorriso. So che da lassù continua a farmi compagnia. Michele, ascolta anche tu le mie musiche, le ho messe a disposizione degli amici e anche se sei giovanissimo,ti sento istintivamente vicino e vorrei chiamarti amico, posso? Ci sentiremo presto spero. ciao Fanny, ciao Michele….mario
MARIO, ho visitato la tua pagina, ho cliccato su tutte le musiche, non so dirti quale mi ha toccata di più, forse Babette, quella che hai scritto per tua moglie mi sembrava quasi indelicato ascoltarla, comunque sono dovuta andar via in gran fretta per non piangere. Amavo tantissimo la musica, ma ora non più, non so ascoltarla da sola. È strano, ma quando se ne va una persona a cui hai dato il cuore pare che insieme al tuo cuore si porti via anche i tuoi occhi, le tue orecchie, ed ogni parte di te.
Anche io scrivo qui molto spesso, sul forum “Il Suicidio”, ma non credo di averti mai incontrato o almeno non col nick di toroseduto. Mi dispiace per quello che è successo, che tua moglie sia dovuta andar via così presto. I figli sono una cosa bellissima, ma non riempiono il vuoto del cuore. Ti capisco fin troppo bene, sono sola anche io da due anni, con la differenza che mentre tu dici di sentire vicina tua moglie, che se non fosse stata sconfitta dal male non ti avrebbe mai lasciato volontariamente, io sono proprio sola perchè mio marito è andato via da me, da nostro figlio e da questo mondo di sua spontanea volontà.
Ti auguro ogni bene, Mario, che le tue ragazze e la musica riescano a farti buona compagnia fino a quando il tuo viaggio terreno non sarà finito.
MICHELE, ma che fai? Hai iniziato questo forum ed ora sei sparito… Sarà mica che è perchè siamo troppo vecchi per te?
Salve a tutti.
Non credo che fosse questo il genere di consigli che cercava Michele quando ha scritto il suo post. Si dovrebbe capire che il ragazzo è distrutto, anzi, l’ha scritto esplicitamente che è morto dentro; del resto, ha tentato il suicidio. Quindi è difficile che nelle sue condizioni possa prenere uno strumento e dare fiato al suo dolore, è una cosa che si può fare solo quando lo si è esorcizzato diversamente, e lui non l’ha ancora fatto. Perciò l’unico consiglio che mi sento di dargli, anche se può sembrare banale, è quello di cercare un aiuto psicologico orientato alla terapia di gruppo. Infine, non è educato appropriarsi dello spazio altrui mettendosi a parlare dei fatti propri.
Saludos
Grazie, NESSUNO, per il tuo breve e simpatico intervento educativo-didattico. Vedo che studi psicologia ed ancora credi alla sua onnipotenza. Sei comunque lontano dalla laurea, per non parlare di formazione terapeutica, altrimenti sapresti che proprio nella dinamica del gruppo è importante a volte riempire i vuoti e dare al soggetto momentaneamente più in crisi il tempo di riorientarsi, riprendere fiato, riorganizzare le idee, smaltire l’ansia per essersi messo al centro dell’attenzione con un intervento, per aver messo a nudo di fronte ad estranei la sua anima.
Un forum poi è a mio avviso esattamente un posto in cui si parla dei fatti propri, dove nessuno è proprietario esclusivo dello spazio e dei temi, eccetto eventualmente lo staff del sito, quindi non credo che Mario ed io, finora i due unici frequentatori di questo posto oltre Michele, abbiamo fatto torto a nessuno. I “fatti nostri” di cui abbiamo parlato sono fatti tragici che hanno distrutto le nostre vite. Non si parlava mica di dove andare in vacanza sai? Tu piuttosto che ci fai qui a parte il voyeur delle disgrazie altrui?
Concordo con te che il consiglio che dai a Michele è assai banale. Se dovessi ricapitare sulla mia strada ti ignorerò, non mi sembri degno di ulteriore considerazione.
@ Nessuno. Hai ragione, questa lettera doveva rimanere senza nessuna risposta. Io ho cercato di stabilire un contatto,perchè mi è sembrato di rivivere per intero la mia esperienza, so bene in che stato è,ho parlato di me cercando di poter essergli utile, a non chiudersi, come ha trovato la forza di postare la lettera, spero ancora si faccia vivo. Forse abbiamo sbagliato qualcosa io e Fanny,nella speranza che lui avrebbe scritto qualcosa,infatti appena ho visto che c’era un nuovo post, sono andato subito a vedere se era lui, purtroppo era Nessuno. Non è affatto banale invitarlo a cercare un supporto psicologico, se si fa sentire ancora, era di questo che avrei voluto parlargli, e aggiungere ancora molte cose. Ripeto che sono stato peggio di lui, ho voluto raccontargli che nonostante tutto, si può uscire dal buio e ritornare alla luce, una testimonianza raccontandogli di me,e queste cose fanno bene,a chi come lui vive un profondo stato di prostrazione, il sapere che altri ce l’hanno fatta, aiuta molto. E non credo di essere stato invadente parlando con Fanny di altre cose, un clima disteso di conversazione per conoscersi meglio non intacca l’argomento base. Al centro del discorso c’è Michele,sei tu che hai contorto tutto, hai steccato paurosamente offendendo due persone che hanno i loro guai, e aspettano e sperano in un nuovo scritto del ragazzo. Nessuno di noi ha bisogno di maestri improvvisati. in conclusione te lo potevi risparmiare, tanto non hai detto niente di costruttivo, Nessuno …mario
Michele, cerca di ignorare tutto quello che si è detto finora. Voglio riportare le parole che concludono la tua lettera . . cosa dovrebbe fare una persona morta dentro costretta a vivere per codardia?
Se tu vuoi rinunciare alla vita, prima o poi ci riuscirai, ma vale la pena? Tanto tutti dobbiamo morire, e io penso che sia meglio morire col sorriso sulle labbra. Noi,me compreso,sentiamo questo peso che ci è stato caricato sulle spalle,e spesso mi chiedo perchè? Da chi? Non so rispondere. So solo che dentro di me sento gli echi di voci lontane, a volte solo immaginate, e allo stesso tempo reali, che mi urlano rimproveri ingiustificati,colpe che non ho commesso,e la voce di mio padre, tornato dalla guerra e da adulto ho capito che per lui la guerra non era mai finita. E’ stato prigioniero e ha subito cose che posso solo immaginare,a volte si scagliava su di me, avevo 4 o 5 anni, sfogava la sua ira a pugni e calci,ho purtroppo un ricordo ancora vivo di dolori e sangue…e non ne capivo il perchè. Mia madre interveniva e lo faceva infuriare ancora di più. A 6 anni e mezzo dopo una scazzottata e calcioni ho visto la finestra aperta e mi sono buttato giù. Fortunatamente la caduta fu in parte rallentata dagli alberi ma ero al secondo piano di quei palazzi antichi dai piani molto alti. Me lo hanno raccontato perchè io non ricordo niente, sono stato in ospedale vari mesi, quando sono tornato a casa sono stato ancora dei mesi prima di riprendermi comletamente,ma nel frattempo non ero lucido, vivevo con la mente ovattata, mio padre lo avevano portato via. A 8 anni ho fatto la prima elementare, avevo incubi e ossessioni di paura indescrivibili.Guardato in modo strano e trattato diversamente dagli altri bambini. A quei tempi c’erano le cosiddette punizioni corporali e i maestri non si facevano pregare,solo un episodio, perchè per me fu traumatico, il maestro picchio un bambino con il bastone dalla scopa e io mi sentii male, fui assalito dal panico e mi ritrovai di nuovoCONTINUA
In ospedale. solo pochi giorni. Mi trattavano tutti in un modo che a me dava fastidio,tante volte ho pensato che era meglio se morivo. Ma forse al di sopra di noi c’è qualcosa che decide per noi. Mi fermo qui, e la prima volta che racconto questa storia.
Voglio precisare che è diretta a Michele, ho trovato il coraggio di rivivere queste cose perchè forse solo lui può capire, e per invogliarlo a ritornare a scrivere. Se decidi che non ne vale la pena, o che possa arrecarti danno, io capirò e non aggiungerò nient’altro. Gradirei, qualora qualcuno si sente di dire ancora qualcosa, di ignorare questo mio post,non avendo altra possibilità di comunicare con Michele, fate conto che è una mail privata che ho inviato ad un mio caro amico in difficoltà. Sicuro della comprensione di tutti, perchè non è stato facile, mando un saluto e un abbraccio….ciao Michele…mario
nel caso mi vuoi scrivere la mia mail è frattinima@gmail.com
Vi ringrazio per tutto ciò che avete detto. Non ho più guardato in questo sito perchè pensavo nessuno volesse rispondermi,ma voi l’avete fatto e ci avete messo una parte molto bella di voi e vi ringrazio,grazie toroseduto e grazie anche a fanny dei vostri preziosi consigli. Ora posso solamente tentare,ancora,per vedere se riesco a rendere dritta una storia nata storta. Devo ancora capire se ne vale la pena tentare di ricostruire tutto e spesso mi domando se ci sarà mai un premio per chi ha una vita difficile,o è solo più sfortunato. Intato che cerco delle risposte dalla vita vi ringrazio tanto delle vostre (ringrazio anche nessuno del suo consiglio)un abbraccio,michele.
Ciao Michele!
Ho letto la tua lettera. Quello che mi colpisce non è solo il frammento di storia, ma la sincerità profonda e sofferta che dimostri. Non importa se davanti a un computer, non importa se era solo uno sfogo..quello che conta è che tu, solo con le TUE forze, hai avuto il coraggio di leggerti dentro. Non farti mai passare per la testa di vergognarti, devi essere orgoglioso di questo, lo dico con tutto l’affetto di cui sono capace. Sono una tua coetanea (ho 18 anni); ho pensato più di qualche volta di lasciarmi scivolare sotto un treno, ma nulla in confronto a quanto succede a te. Ho capito che il tuo problema ha radici lontane, che fanno parte del tuo dna e che qualunque strada tu possa percorrere te le porterai dentro, ma quello che ti sto provando a dire è che devi cercare di trarre dal tuo passato la forza di andare avanti. Lo so che sembra una banalità, ma prova a pensare che se sei arrivato fin qui, pur trascinando una vita, sei riuscito a salvarti. La tua vita non deve continuare per codardia, ma per piacere: sei giovane, molto maturo per la tua età e un bravissimo ragazzo. Cercati un interesse e vivi per un obiettivo da raggiungere che può essere semplicemente trovare un sorriso sincero, lasciati trasportare dagli imprevisti e scopri la fantastica sensazione di essere amato e capito da qualcuno.
Adesso ti racconto una cosa, non crederla inopportuna: lunedì 15 giugno ho dato l’ultimo saluto a un mio compagno di classe, a 10 giorni dalla maturità. Un ragazzo semplice, umile, buono davvero. Aveva una malattia incurabile, ma ha tentato l’impossibile..ti assicuro che darei 10 anni della mia vita pur di non sapere che lui adesso è chiuso dentro quella bara e che ci rimarrà PER SEMPRE. Quando è rimasto senza capelli, con un visino bianco e pallido sembrava la fine, ma non lo era. Ti prego, pensa a lui quando ti viene la malinconia..e che io sono qua. Se c’è un modo per poterti aiutare a stare meglio..beh, fai un fischio! Ti prego.. Un abbraccio!
Stefy_
Ti ringrazio Stefy…mi resta comunque difficile credere in qualcosa…riesco spesso ad essere spensierato,scherzo con gli amici…ma ho comunque la morte negli occhi e tutto mi sembra nero marcio,mi sento nero marcio…la cosa che mi pesa più addosso è che ho avuto un passato di cui,per certi aspetti,sono fiero…e mi dispiacerebbe molto rovinarlo consegnandolo ad un futuro cosi arido..Ho voluto sfogarmi in quella lettera,e mi ha appassionato molto leggere i vostri commenti anche se credo che neanche il mio psichiatra possa tirarmi su…continuerò a vivere cosi come sto vivendo adesso…all’ombra di un passato che si è fatto sentire…non mi ucciderò purtroppo,non credo di avere altre possibilità,dopo morto…un giorno forse si riempirà il vuoto che ho dentro,ci ha pensato l’alcol per un periodo…grazie di aver condiviso questo con me…un abbraccio a tutti quanti
Micky,
Sì, ci riuscirai e sai quando? Quando sarai tu un papà e darai a tuo figlio/tua figlia tutto l’amore che a te, purtroppo, è stato un pò negato. Guarderai quel fagottino appena nato e gli prometterai protezione eterna, ti innamorerai di lui prima ancora di averlo visto e sarà la medicina delle tue ferite e il sale del tuo avvenire. Avrai una famiglia tua, che costuirai con un senso di responsabilità e amerai la tua compagna con dolcezza, anche se alla sera tornarai a casa stanco. Però prima secondo me hai bisogno di perdonare i tuoi familiari..non è buonismo, al tuo posto probabilmente li odierei. Tuttavia, mi rendo conto che solo provando a metterti nei loro panni, giustificandoli un pò riuscirai forse a trovare un equilibrio, seppur debole, tra i ricordi tenerissimi di te piccolo, indifeso e solo e loro cattivi, insensibili, incapaci di capire. Da quello che colgo nella tua testa c’è questo contrasto, legittimo perchè altro non eri che un bambino, innocente e fantastico: come un temporale, le nuvole nere e minacciose sconvolgono, lasciano un’impressione subliminare.
Io non lo so se vivi nella stessa città che è stata il teatro buio di un passato che non auguri a nessuno, ma credo di farebbe bene allontanarti anche fisicamente..almeno per un pò e tornare magari un giorno, con l’amaro in bocca ma con uno spirito adulto, rafforzato dagli anni e dalle storie. Ti capiterà, forse, di incontrare chi ti stupirà dicendoti che ha passato la tua stessa esperienza ma adesso ha il cuore libero, o magari ti racconteranno storie che giudicherai peggiori ma può essere anche uno strafortunato che dalla vita ha avuto tutto. E vale la pena di cercarle queste persone, capire come sono fatte, perchè oggi sono così e cercare con loro il punto di unione per un rapporto costruttivo. Sai, in un noto film una donna che subisce un dolore immenso dice a suo figlio “Guarda il cielo, e non odiare mai nessuno”..a volte perdersi nell’immensità dell’azzurro che ci sovrasta aiuta davvero..
Potrei perdonare i miei..perdono tutti..eppure qualcosa si è rotto dentro..e non sempre è possibile aggiustarlo.Sono cieco verso il mondo e il mondo lo è verso di me.Posso sperare in anni migliori,ma c’è qualcosa dentro di me che deve distruggere tutto.Niente mi passa accanto e si ferma.Mi fa un piacere immenso che voi vi siate presi la briga di rispondermi,adoro le persone come voi.Ti ringrazio..ti auguro tanto tanto bene…ciao Stefy
E visto che ci adori, non abbandonarci. Sembra che stai salutando tutti, mi lasceresti un amaro in bocca.
Ti lascio la mail nel caso in cui ti venisse la malinconia, la voglia di una chiacchierata..: daveste@hotmail.it .
Non ti sto facendo un favore a te, probabilmente lo sto facendo a me stessa.
Perchè anch’io mi sento male, da morire…
Grazie di avermi risposto.
Stefy_
Michele, noto con piacere che nonostante tutto hai cominciato a essere reattivo. Per fortuna che è arrivata Stefy! Ha la tua età e penso sia importante questo, io che la vita l’ho spesa quasi tutta, ho imparato a cogliere dei segnali ed è giusto che ora tu continui a scriverle, ha posto la sua mail, dimostrando grande sensibilità, non deluderla,io nelle tue parole intravedo quello che pensavo tanti anni fa. Devo farcela da solo, è un buon inizio, ma il dialogo aiuta, oh se aiuta io credo che nessuno è mai solo, certe caratteristiche ci vengono imposte in età immatura, ma ora sei abbastanza motivato, sai, io sono stato molto felice, gran parte della vita, da un’esperienza drammatica, quando riesci a buttarla definitivamente nel passato, ti senti rinascere, hai voglia di recuperare il tempo perduto, di conoscere le persone giuste,insomma è così per tutti. Apriti all’amore, al dialogo, a leggere qualche buon libro, a realizzare te stesso attraverso una quasiasi forma d’espresione, questo è capitato a me, facendomi capire che pur vivendo molti anni nel buio più nero, LA VITA E’ BELLA veramente, non aggiungo altro,ti abbraccio, e ringrazio Stefy delle belle parole che ti ha detto, molto sincere e sentite. Coraggio ragazzi, la vita è vostra! mario
Grazie mille Mario, è da un sacco di tempo che non ricevo complimenti così disinteressati.. Li percepisco sinceri, mi emozioni!
Se Michele si dovesse far sentire sarò molto contenta, se non lo dovesse fare mi dispiacerebbe ma gli augurerei davvero il meglio comunque. E ovviamente anche a te..
Un saluto grande grande
Grazie ancora
Se ti senti male questo credo sia il posto migliore per farti sentire…a me è servito molto..anche solo per sfogarmi…scrivi una lettera e vedrai che siamo tutti pronti a risponderti…ciao stefy
ciao michele, premetto che domani ho l’esame di maturità e sinceramente ancora nn capisco il motivo per il quale io abbia scritto “suicidio” su google, abbia trovato la tua lettera,e soprattutto abbia deciso di scriverti.Non so.forse perchè ho talmente tanto messo da parte il mio tentato suicidio,da sorprendermi ogni volta in cui lo ricordo.Ho 17 anni,e tre anni fa mi gettai dal balcone di camera mia, distruggendomi bacino,fronte piedi..ma la morte non mi trovò.Ero poco più di una bambina e il ricordo di quel giorno ormai appare sfumato nella mia mente. Ti chiedeerai perchè io l’abbia fatto..e ti rispondo che l’ho fatto perchè vivevo una vita dolorosa..nonostante l’età,la famiglia,gli amici.A distanza d poco tempo,mi sono ripresa, ho cominciato a vedere le cose belle dlla vita,di cui gia ero a conoscenza,ma che nn avevo mai incontrato;e adesso,la morte mi ha strappato via due persone care,ti posso dire che si è vero..la soferenza esiste e tutti siamo chiamati prima o poi a confrontarci con lei..ma Dio con una mano toglie e con l’altra dona..per cui abbi fede..e vedrai che vale la pena vivere gioie e dolori.. perchè il raggiungimento della felicità è senza dubbio bello..ma è bello anche il cammino verso di essa. buonanotte. virginia.
Ciao Virginia!
Scusami se mi permetto di “intromettermi” in quello che hai scritto a Michele.
E’ incoraggiante che tu sia riuscita ad aggrapparti alle cose belle..anche a me capita di “sprofondare” nel cioccolato, nel riscoprire la bellezza di un’alba, dei fiori, della luna. Solo che per me sono attimi di passaggio, a volte lunghi, a volte brevi.
Con le persone mi riesce un pochino più difficile, non perchè non voglia, perchè sono un pò più sfortunata di te forse.
Sai perchè ho voluto scriverti? Perchè anch’io, esattamente come te, un paio di giorni prima della maturità (10 giorni fa? ho perso la nozione del tempo!)ho digitato “mi sento sola”. Perchè? perchè non ero tanto preoccpata per uno stupido esame, quanto perchè mi assaliva la tristezza di non vedere più i miei professori e alcuni dei compagni.
Sorpresa! La scoperta di questo blog e l’aver avuto la fortuna di trovare alcune persone speciali! Mi stanno aiutando tanto, forse non lo sanno..non le ho ringraziate abbastanza!
Grazie a quelle persone, grazie di tutto cuore..
Riguardo alla sofferenza permettiti di riportarti il passo di un libro: “La vita è una tale fatica, bambino. E’ guerra che si ripete ogni giorno, e i suoi momenti di gioia sono parentesi brevi che si pagano un prezzo crudele”. Poi aggiunge: “Io perfino nelle pause in cui piango sui miei fallimenti, le mie delusioni, i miei strazi, concludo che soffrire sia da preferirsi al niente”.
Conclude, preludendo alla felicità: “Battersi è molto più bello che vincere, viaggiare è molto più divertente che arrivare: quando sei arrivato o hai vinto, avverti un gran vuoto”..
Avverto questo vuoto come la nostalgia di esser stata protagonista della tua storia..
Ciao ciao,
Stefy_
“La vostra gioia è il vostro dolore senza la maschera. E’ il pozzo da cui scaturisce il vostro riso fu spesso pieno delle vostre lacrime.
Quanto più penetra e scava il dolore dentro di voi, tanta più gioia potrete contenere. Quando siete gioiosi,guardate a fondo nel vostro cuore e vedrete che solo quello che vi ha dato dolore vi dà ora gioia!
Quando siete dolenti, guardate ancora nel vostro cuore,e vedrete che state in realtà piangendo per quello che vi ha dato diletto”
E’ una citazione da un famoso libro, che rafforza le citazioni di Stefy. Mi sfugge l’autore che tu hai citato, credo di averlo letto,o magari è un concetto riportato in maniera diversa da un altro autore, è da qualche parte nella mia memoria, che meraviglia la mente! E’ un archivio che si apre quando trova un’assonanza, una nota simpatica che attrae altre note fino a comporre la melodia perfetta. Scusate la deformazione professionale, ma a volte mi diverto a trovare assonanze fra scrittori vari, non è copiarsi, è arrivare in cima alla stessa collina salendo da sentieri diversi.
La mia citazione viene da un libro tanto conosciuto che penso sia inutile citare l’autore…vero? Buona passeggiata…mario
Ciao Mario,
la citazione non mi suggerisce niente, mi spiace.
La mia è tratta da “Lettera a un bambino mai nato”, lo sto leggendo proprio in questi giorni..
Sì, la mente è il motore della nostra esistenza, è un mondo fantastico, dai meandri immensi e a volte contorni, ma strepiotosi!
Le emozioni ci fanno sentire vivi.
Un abbraccio forte..
Che c’è Stefy, ho mirato troppo in alto? O forse sei talmente presa dalla lettura del libro della Fallaci che non hai avuto il tempo o lo stato d’animo sincronizzato? Le associazioni letterarie hanno questa potenza,produrre percorsi diversi in menti diverse, e fortuna che la memoria custodisce questi tesori di saggezza, non siamo tutti uguali, l’umiltà scarseggia in quest’epoca di declino, fortuna che la Cultura ci cura e protegge, guai a restare a crogiolarsi nel pantano del dare tutto per scontato,siamo eterni studenti e gli stimoli non mancano a chi si pone un solo dilemma :crescere, tornare bambini, e poi ricrescere, è l’unica speranza in questo mondo malato…mario
Ho l’impressione di essermi persa qualcosa..
Se vorrai suggerirmi il libro lo leggerò molto volentieri..