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Entrare per sbaglio in uno stato depressivo acuto

di Leonardo88

Ciao a tutti,
Sono un ragazzo che per caso è entrato e si è perso in una stanza sbagliata della propria mente. In realtà mi ci ha spinto la mia ex, lasciandomi un annetto fa.. Ma ad ogni modo come biasimarla?! Mi auguro sia felice ora. Quanto a me, disgraziatamente mi sono perso nei meandri di questa ostica stanza, piena di tanti simulacri che pretendono di essere scambiati per spettri del mio passato, e a volte riescono ad ingannarmi e convincermi della mia inettidudine. Fatto sta che ho grippato il motore del mezzo con cui avrei potuto uscire velocemente e senza troppe energie dal labirinto, che per altro coincide proprio con la mia mente, quindi mi ritrovo a vagare senza meta e senza energie in uno scenario postapocalittico all’interno del mio cervello. Queste lande desertiche e labirintiche sono soliti chiamarle Depressioni. Uso il plurale per rendere meglio l’idea: ogni frammento della mia polivalente identità è pervaso da questo stato cronico. Nessun “me” possibile si salva, siamo (io e tutti i miei vari me) tutti fottuti! Se ne fosse salvato anche solo uno, solo uno che fosse rimasto fuori da questa stanza! Avrebbe potuto aiutarmi, ma nada. Avrei potuto fare affidamento su di lui, investirlo di tutta la mia energia, magari il me studioso, concentrandomi su quella che dovrebbe essere la priorità in questo momento. Ma niente, tutti così assurdamente persi in queste terre insulse. Wow! Vi dirò, a volte è interessante (e lo dico da studioso di filosofia) osservare dall’interno questa condizione mentale. Si possono capire molte cose. Però non sempre si ha voglia di studiarsi.. La cosa assurda è che per uscire avrei bisogno di un cavallo, dal momento in cui non ho un briciolo di energia mentale per smuovermi. Ma qui i cavalli scarseggiano e comunque sarebbe difficile cavalcarli: cadrei dopo un paio di metri. Infatti la cosa più brutta è che sai che solo nell’azione puoi uscirne ma nello stesso tempo sei sfinito, non hai le forze di reagire. E’ come chiedere di scalare l’everest ad un lombrico depresso (aggiungo depresso perchè che ne so, magari qualche lombrico nella storia è riuscito nell’ardua impresa!). Voi che dite? Ce la farò ad uscire o no? Voi vi ci siete mai persi nella vostra mente? Ne siete usciti? (il tono ironico della lettera non vuole essere preso sul serio, il che sembra effettivamente un’ovvietà.. l’ironia è frutto di un malessere esteso non di serenità mentale, per chiarezza..e forse anche per non deprimervi, perchè un depresso non per forza deve deprimere, anche se effettivamente se è depresso è deprimente. E in effetti questo rappresenta anche un mio problema, nel senso: allontano anche la gente che ho attorno se sono depresso, ma nello stesso tempo mi serve aiuto..è un casino! Continuo a moltiplicare i circoli viziosi in cui mi ritrovo.) Questo mi porta a chiedervi anche qualche consiglio sulla circolarità viziosa: come renderla virtuosa? Come uscire da un paradosso?

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Categorie: - Me stesso - Salute

16 commenti

  • 1
    ramona -

    ti è bastato tanto poco per deprimerti? una donna? ma dai..non ne vale la pena. Ci sono cose più deprimenti per deprimersi! un lutto..una malattia..devo continuare? In fondo lei chi è? nessuno..non è nella tua vita dove invece potrebbero esserci tante cose..vista la mente..depressa..ma comunque brillante!

  • 2
    sospeso -

    amico se sei studente di filosofia capirai bene che le risposte x uscire da qst situazione (nella quale mi trovo esattamente anche io) la possiamo trovare solo dentro noi stessi.

    Ti dico la mia. CAro mico filosofo…ormai è assodato che religioni, monogamia, patriarcato, amori “romantici”…sono solo questioni culturali e non naturali. Noi siamo vittime che hanno ricevuto imprinting sbagliati (passando x mamma e papà vittime pure loro) dalla culla alla scuola…e poi dal pulpito. L’unico amore vero e disinteressato che una donna puo’ provare è unicamente quello dell’istinto materno.CHE E’NATURALE. Nessuna ti amerà mai come ha fatto tua madre, cioè x tutta la vita, senza interessi o tornaconti.

    Una volta raggiunta questa consapevolezza…già si puo’ abbassare la soglia del dolore…perchè ci si rende conto di cio’ che sono le illusioni della società patriarcale…e si puo’ anche ,meno difficilmente, smettere di soffrire per esse.

    Detto questo…(discorso che meriterebbe uno spazio molto piu’ ampio ..e che se vuoi possiamo fare),

    devi trovare dentro di te quela forza x uscire. Dobbiamo farlo ! dobbiamo quindi rimettere in moto il nostro cervello, ormai arrugginito dalla sofferenza illusoria di questa nostra brutta esperienza.
    Ci costerà molta fatica, xchè ormai ci siamo abituati a vivere in qst stato. Questa illusione ci ha fatto perdere l’orgoglio verso noi stessi, l’autostima, la fiducia in noi e nelle nostre risorse,

    Niente di più sbagliato e privo di senso logico!!!!!
    Che colpa possiamo mai avere noi se non quella di essere vittime, come tutti, di un’illusione culturale??

    Il raggiungere la CONSAPEVOLEZZA ci eleva invece dagli altri e ci permette di non cadere piu’ in trappole, gabbie culturali.
    diceva Gianmaria Volontè in un film in cui interpretava Giordano Bruno: “tutti gli uomini hanno il diritto alzare la testa verso il cielo, dove splende il sole della verità!”

    X trovare nuovi stimoli, oltre che la forza di volontà, ci vuole un po’ di entusiasmo. E l’entusiasmo possiamo “accenderlo” cercando di porci NUOVI obiettivi…anche stupidi se vuoi…ma che rimettano gradualemnte in moto il nostro KARMA.

    Io per esempio ho ricominciato a fare sport un giorno si ed uno no…e mi sta molto aiutando. Ho poi intenzione di farmi un viaggio x i fatti miei (nel mio caso andrò a piedi da bologna a firenze sull’appennino tosco emiliano…tra paesaggi bellissimi, pieni di storia e reperti interessanti, cultura, flora e fauna, percorsi enogastronomici!!!)

    Oppure Da piccolo x es volevi scrivere un libro? beh, quale occasione migliore…fallo!

    Vuoi imparara a suonare la chitarra? ne vendono a 10 euro al supermercato…e con internet non spenderai una lira x il professore 🙂 !!!non dobbiamo rimanere fermi a rimuginare…ma attivarci x uscire dal CIRCOLO VIZIOSO ENL quae ci siamo cacciati

  • 3
    brend@ -

    Vai in chiesa,confessati e partecipa alla Messa,vedi come ti sentirai bene e ogni cosa nella tua mente andrà al suo posto.un abbraccio

  • 4
    ape -

    leonardo88
    come mai stai cosi male?
    Cose che ti pesa di piu della rottura del rapporto? Se ti interessa uscirne veramente lo devi volere tu ln prima persona.
    Non parlarmi della filosofia, che studi, parlami di come vivi tu questo disturbo, ti va di raccontarmi di lei?
    Ciaoooo ape

  • 5
    s. -

    si, se ne esce.
    quando ti rendi conto che l’eccesso di razionalizzazione è un meccanismo di difesa che non porta lontano.
    talvolta l’abbinata intelligenza-dolore è una tragedia: scavi scavi, ti arrovelli e ancora scavi, ricerchi motivi lontani e sbiaditi ma in realtà attuali più che mai.utile, certo…ma forse a volte è meglio pensare meno e sentire di più.
    dopo anni passati ad arrovellarmi ho concluso che un po’ di concretezza in più mi avrebbe salvata prima.

  • 6
    Leonardo88 -

    Sospeso..
    Beh, il problema non sono le idee. Ho viaggiato, ho visto posti meravigliosi, ho stilato una lista con le cose che vorrei fare. Ho un mucchio di buoni propositi. Ma quando entri in questo tunnel non c’è niente che possa smuoverti. Poi come ho detto l’abbandono mi ha solo dato una spinta, ma ha portato in superficie un mucchio di problemi che fatico a risolvere. Dovrei costruirmi la vita, ripartire da zero con le amicizie, trovare delle vere passioni da portare avanti in parallelo con lo studio, riprendere in mano la mia vita. Per fare tutto questo però devi avere energia. Io sono vuoto! Lo so anche io, come tutti i depresssi immagino, che la chiave sta nell’azione, ma il problema della depressione è proprio quello di non avere le energie necessarie per crearsi una vita! E’ come dire ad un affamato senza cibo che per stare bene deve mangiare.. Ora, io sono un ragazzo, sono giovane e la mia età è l’unica cosa che mi tiene vive le speranze di potermi decidere, di potermi progettare. E perchè no, di credere ancora in un qualcosa come un sogno, anche se siamo in un’epoca arida di sogni. Ma in ogni caso il problema è che se da una parte mi sento paralizzato, dall’altra so che potrei dare molto e ricevere molto. Ma non riesco a reagire. E la mia ex non c’entra più niente! Per 8-9 mesi non pensavo ad altro che a lei. Poi gradualmente l’attenzione si è spostata quasi ed esclusivamente su di me, sulle mie lacune, su tutto ciò che di negativo c’è nella mia esistenza. Purtroppo per una serie di motivi mi ritrovo anche senza molti amici il che complica quella sensazione di solitudine e inasprisce l’autocritica facendomi sprofondare nel non-senso di tutto. Certo, per gente analitica e introspettiva come me ogni esperienza emotiva viene razionalizzata cercando di capirne la struttura logica che la sottende, portandomi ad una consapevolezza che mi tornerà utile nella prassi, ma ora ho bisogno di staccare, il tempo per pensare a me, al mio passato, al mio futuro, al mio essere si è esaurito. Non ci sono più pensieri che possono aiutarmi a stare meglio. Ma il cervello se ne va per conto suo, si è talmente abituato a questa coazione a ripetere il trauma che ormai non lo controllo più e continua a proiettare nella mia coscienza immagini a volte veritiere a volte fasulle della mia identità! In pratica è una continua autoaccusa esagerata, amplificata, a volte del tutto irreale. A volte arrivo pure a sentirmi inferiore pure di un piccione (nel mio mondo è un essere proprio insulso), anche se so di non esserlo (inferiore..non il piccione!). Mi piace il mio stile, mi piace il mio modo di pensare, mi piaccio esteticamente.. Eppure mi sento assolutamente inferiore. E tutto è nato perchè lasciato per un altro dalla persona che amavo! Lei non mi manca ma il mio orgoglio è logorato. Al di là di tutto, vorrei solamente staccare la spina da tutti i miei pensieri. Vorrei tacitare la mia mente per più di un film o più di una notte. Ma non so come.

  • 7
    sospeso -

    devi cominciare con piccoli obbiettivi. x esempio va a correre. Insomma….dovrai pure provarci…altrimenti finirai col prendere le medicine (nulla di male ci mancherebbe altro)…ma prima almeno provaci per conto tuo. comincia da cose piccole, MA FALLE. Non mi interessa se non hai vogli…le devi fare. O te ne convinci o non ci esci piu’ leo

    ti assicuro che sono nella tua identica situazione. IDENTICA E mi fa anche strano…prorpio l’hai descritta bene. Stessa causa…stesso effetto…stesse problematiche e sintomarologie. Anche io sono così …e forse quel motivo scatenante mi ha messo faccia a faccia con le mie debolezze che già esistevano. identico per davvero. Se vuoi ne possiam parlare anche in privato….nel caso ti lascio mail o skipe .

    ad ogni modo sappi che ne dobbiamo venire fuori con le nostre forze , meglio senza le medicine. Io queste le ho già provate svariate volte…e tolgono i sintomi …MA NON TOLGONO IL PROBLEMA ALLA BASE:

    La sensibilità è un fardello che ci è toccato in sorte….o impariamo a sfruttarla a nostro vantaggio…oppure ci sovrasterà come in qst momento

  • 8
    ape -

    la chiave sta li` nel fatto che sei stato toccato nella tua virilita` di uomo, sei prigioniero della tua stessa mente. Lo capisco benissimo,leo,mi son trovata in unsimile situazione due anni fa` una merda di uomo si e` permesso di offendermi, dicendomi che io non ero una bella persona, che fino a poco tempo prima ero una bella donna, sono arrivata a dubitare di me stesssa, ho cominciato ad avere problemi con l`alimentazione, con la bilancia, con cosa mi facesse ingrassare, finche ultimamente sto cominciando a prenere fiducia in me stessa perche una perdona mi ha detto che ho un bel corpo, che sono da sballo. La mente, e`difficile da spiazzare, da fregae, ti fotte lei a te. Lei certo ormai nn conta piu nulla perche` tu consciamente la stai cancellando, ma il tuo inconscio e` ancora vigile. Quanfo ti sboccherai con unàltra persona che ti sapra` apprezzare tu pian piano ti sboccherai, comincia a curare di piu la tua persona e` a farti notare quanto sei figo, e vedrai che le avrai tutte dietro, tu sei bloccato nei sentimenti, nell amore,nel tuo essere virile, sta li il trucco
    ciao ape, hai dei nuovi amici ti stai ricostruendo da zero, a presto

  • 9
    sospeso -

    mi spiace ape. x noi uomini l’aspetto fisico non ci turba come a voi donne (è vero che ultimamente gli uomini si stanno effeminando…ma di fatti nn son veri uomini).
    finche’ voi donne continuerete a scambiare la bellezza estetica x l’amore…e dare a qst tutta qst importanza x relazionarsi con gli altri…soprattutto dal punto di vista “affettivo”…sarà dura riuscire ad andare d’accordo. X noi uomini è importante la personalità (in un uomo intendo) ..e credevamo fosse importante x voi donne (cioè che la prima cosa da guardare fosse la personalità x una donna verso un uomo)…ben piu’ dell’aspetto fisico.

    Ma nell’era della televisione era scontato che quasi tutti si rin-co-glo-nissero in qst modo.

    Invece certsmente agli uomini piacciono le belle donne…MA Una puo’ essere anche bonissima…ma se c’ha il cervello di gallina c’è poco da fare. anzi preferisco una brutta simpatica ed intelligente e buona d’animo…che una bonona tutta rincretinita dai vestiti e l’acconciatura, che è superficiale e non sa apprezzare un uomo di cultura e di gran cuore. E che lei stessa sa solo andare in disco, spettegolare, farsi la ceretta. che tristezza! che odio mi fanno quelle cretine, le piglierei a calci. Queste ragazze non capiranno mai cosa significa l’amore(affetto…e lo stesso e per quei pirloni effeminati ed ingellati. 0 cervello, zero!che vi aspettate voi donne da quattro neuroni? d’altronde si sa che la maggioranza della gente è popolina

    E’giusto tenersi in forma…certo ok essere belli e tenersi curati…ma da qui a fare dell’aspetto fisico il motivo fondante di ogni relazione o di ogni attrazione….beh cristo santo che tristezza

  • 10
    Leonardo88 -

    Ape,
    Non mi serve sentirmi dire che so figo purtroppo. La mia mente si è convinta che il nostro rapporto si sia esaurito soprattutto perchè vivevamo come una coppia di sposi con figli: eravamo troppo chiusi in noi stessi. Questo soprattutto perchè entrambi per motivi diversi stavamo passando un periodo socialmente negativo, di cambiamento. Lei ha provveduto a cambiare ma nel pacchetto c’era anche il cambiare partner. Ma ad ogni modo meglio perderla una così che trovarla. Ma ha fatto emergere prepotentemente il mio problema, ossia la vita sociale. E’ in questo che il mio essere si è sentito ferito. E’ questo l’aspetto che ne risente, che non coincide con l’aspetto fisico o intellettivo, ma sociale-esistenziale. Credo che si inneschi un meccanismo abbastanza standard, ossia la mente rileva lo pseudo-problema del perchè si è stati feriti e finché non lo si risolve non se ne esce. Non è un caso che nei primi due o tre mesi da quando sono stato lasciato fantasticavo (in base alle pochissime informazioni che avevo) al mondo in cui lei si era calata, e a volte non nascondo che provavo invidia ed è come se il mio subconscio dicesse “lei ti ha lasciato per lui, che è così e che frequenta amici così. Tu devi diventare così”. Sono cose semplici e banali ma è così che lavora la mente. Ora, questo l’ho superato ovviamente, ma ho ancora necessità di cambiare. Solo che non è così facile soprattutto a quest’età e con questa depressione.. E’ un circolo!

    Sospeso,
    concordo ma solo idealmente. Io credo che la donna di quest’epoca (nelle altre non saprei non esendoci stato) sia anche lei figlia dell’immagine. Guarda io mi ritengo un ragazzo piacente e non sai quanti giochi di sguardi insceno in università: la cosa mi diverte un sacco perchè si è vero ci sono delle belle donne ed è piacevole che ti cercano con lo ssguardo, ma poi mi dico “si può che una persona così senza nemmeno conoscerti si possa infatuare del solo aspetto fisico?” naturalmente no, eppure funziona così. Il fatto è che le donne idealizzano all’ennesima potenza un uomo e si, in un certo senso sommano all’aspetto fisico la personalità. Quello che facciamo anche noi, solo che c’è una grande differenza nel mio modo di vedere: la donna filogeneticamente è più insicura, più debole: vuole essere protetta. Questo chiaramente avviene ad un livello più profondo, più o meno conscio, e dipende dai residui storici che per centinaia di anni hanno determinato lo iato tra i due sessi. E’ un dato di fatto che a volte al giorno d’oggi sembra irrilevante. Ma persiste questa datità e quindi è per questo che un uomo deve garantire alla donna certe cose prime tra tutte la sicurezza. Un uomo può innamorarsi di una bella donna insicura (anzi forse è più appetibile la donna da proteggere), la donna di un uomo insicuro è già più difficile secondo me, ovviamente salvo particolari eccezioni. Detto questo, al giorno d’oggi sono sempre di più gli uomini insicuri e sempre meno le donne da proteggere: ecco che i rapporti crashano

  • 11
    Leonardo88 -

    Ritornando alla questione dell’estetica: io mi ritengo una perona di buon senso, con buone capacità logiche. Ovviamente quello che cerco nelle persone sono una comunanza di volori e piaceri, di virtù e di passioni. Ma nello stesso tempo riconosco di essere vittima anche io dell’importanza dell’apparenza. Però noi siamo anche il nostro corpo, non è che siamo entità a se stanti incapsulate dentro un guscio. Anzi il nostro corpo, la consapevolezza del nostro essere estetico, la possibilità di vederci allo specchio e di sapere come siamo,ci determina e determina il nostro fare, le nostre azioni. Io credo che se io stesso fossi nato con una malformazioni che mi facesse che so sembrare elephant man la mia vita sarebbe assolutamente stata diversa, e anche il mio modo di pensare, la mia “anima!”. Pur avendo potenzialità intellettive identiche. Quindi quanto conta l’esteriorità? beh io credo parecchio, fermo restando che non ci si può fermare li, ma come non ci si ferma a nessuna delle altre carattewristiche umane. Il problema sta nell’assolutizzazione di una qualità e nel velamento o svelamento delle altre. Purtroppo quello che sovente capita è che una persona di bell’aspetto abbia il “potere” di rendere più belle qualità tuttosommato mediocri e di rendere meno brutte qualità negative. Il problema quindi non sta tanto nella bellezza estetica che di per se è una qualità assolutamente da considerare, ma è il fuorviamento che questa procura all’identificazione di una persona. In fin dei conti è proprio quello che succede quando si riconosce un’altra grande caratteristica in un’altra persona, ovvero il suo apprezzamento e amore nei tuoi confronti. Il mix tra i due aspetti è devastante e l’effetto di fuorviamento e di occultamento qualitativo ssi amplifica a dismisura… Forse da qui nasce l’amore! Ovvio, non sto dicendo che ogni relazione corra sulla falsa riga dell’errata valutazione, però capita spesso. Considerando poi che l’identità di un essere umano è qualcosa di inafferrabile totalmente se non altro per l’essenza stessa dell’Uomo che è il mutamento, beh la cosa si compica. E’ in effetti difficile accettare che le persone cambiano. Spesso vorremmo congelare una persona in modo da non perderla. Ma la ricerca dell’eterno paralizza la vita…. ok sto cagand0 fuori! =D

  • 12
    sospeso -

    ma se le donne la pensano cosi’ che trovino pure da un’altra parte un fesso disposto a “proteggerle” in cambio di NIENTE!!!!
    ( e cmq sposeranno pure chi le mantiene…ma le corna le fan lo stesso con l’idraulico o chi per lui!!!!)

    Quindi se sposo una e finisco su sedia a rotelle chi la difende piu’!?? ah se una mi ama in salute poi l’amore finisce con la malattia!

    Io a questo teatrino patetico non ci sto! Anche io allora aho bisogno di una donna che mi ami per quel che sono, mi accetti in tutto e per tutto, mi voglia un bene puro e disinteressato… e non x quel che faccio per lei! IO SON CAPACE DI FARLO ED ACCONTENTARMI; E VOI? Ma chi è il co...... che si sposa sapendo che le cose non stanno cosi?

    IMPOSSIBILE amarsi nel modo puro e “normale”? allora che vadano a farsi fot da altri!Di certo il pistola che le “protegge” non sarò io! e guarderò sempre l’uomo di successo con villa e suv e moglie bona come un poraccio che si è messo in galera da solo e che accetta il compromesso. La moglie lo ama solo per i soldi = sicurezza e per la villa con l’allarme = protezione

    voi potete amare delle tipe del genere? sapere che lei vien con voi solo ed esclusivamente x questo? siete sereni? non vi sentite presi x i fondelli? in bocca al lupo!

    Allora siamo coerenti con la natura, visto che è questa. visto che la bellezza è imprescendibile allora smettiamola tutti di frignare con noi stessi se l’amore romantico non esiste! perdere fiducia in noi o continuare a credere in tutte ste cavolate da asilo!

    questione di estetica? questione di soldi? questione di sicurezza preistorica? allora col PIFFERO che perdo il mio tempo a credere nell’amore romantico e a farmi le pare se lo perdo!!!!!!sposarne una??? MA SIAMO MATTI? SIAMO AMMATTITI?

    Io adesso le donne me le xxxxxx e basta..solo sul piano orizzontale, mai su quello sentimentale. son ancora piacente il problema x una botta e via non mi manca e se dovesse venire a mancare mi faccio le professioniste.

    e vivo molto meglio.. e sereno.

    e cmq la monogamia io son convinto che non esiste. la poesia si. ma ha un inizio ed una fine. L’amore eterno e fedele invece NO!

    Ps: per la cronaca: Ho un sacco di amici brutti, senza muscoli e poveri, ma con grande carisma! come mi spiegate che le tipe belle se le fanno lo stesso?? BOH…forse nn funziona come di te voi. Forse è solo questione di personalità! come credo io!

  • 13
    Leonardo88 -

    No sospeso, il carisma è proprio una dimostrazione di sicurezza! Io per sicurezza non intendevo l’avere villa e suv. intendo un tipo di sicurezza diversa, cioè di essere ciò che si crede di essere. Le donne che guardano alla sicurezza della materia, pur essendocene tante, per me sono come marziane. Io parlavo in buona fede, considerando una donna ideale, con determinati virtù e valori. Non credo che le donne serie non esistono! Credo però che a differenza del passato bisogna essere più in gamba nel rapporto, e questo vale sia per l’uomo che per la donna. Poi ovvio, una donna piacente ci mette meno a farsi conoscere e le costa meno, questo si sa, è sempre stato così. Ma in ogni caso io non credo più nelle parole, un rapporto è da ricreare ogni giorno. L’amore incondizionato è una chimera, non è mai esistito. Io credo che però un modo per tenere in piedi un rapporto sia la comunicazione: se senti che qualcosa non va ne devi parlare. Non devi arrivare all’ultimo per poi cancellare tutto all’improvviso. Perchè poi chi subisce il rifiuto viene traumatizzato! Purtroppo però funziona quassi sempre così… Ma il problema sta nell’instabilità delle persone. Sono poche le persone che si prendono REALMENTE la briga di capire cosa vogliono essere. E non è un caso che le donne siano più inclini al cambiamento, alla novità. Noi siamo più comodi. Ma comunque credo che ciò risieda nel fatto che in linea di massima le donne sono più corteggiate e quindi è più probabile cadere in tentazione. E’ un bel casino, di certo io ho imparao che non investirò mai più gran parte delle mie energie in un rapporto. Ciò non vuol dire crederci meno. Vuol dire solamente ssvegliarsi e comprendere certe dinamiche. Perchè l’uomo più sstronzo attira? Non perchè è “cattivo”, ma perchè è più difficile conquistare la sua totale attenzione. L’uomo sstronzo ama più se stesso e quindi vince. Poi il guaio è che ogni estremo è sbagliato ed è difficile rimanere in equilibrio. Ma in ogni caso sono discorsi abbastanza inutili, sono solo parole e non risolvono nulla. Ben che meno nel mio stato attuale mi interessa conoscere una donna. In generale è meglio non pensarci troppo. Quando si parla di amore ci sono due strade: una scientifica e l’altra esistenziale. In quella scientifica si possono rilevare quelle dinamiche comuni per cui ci si innamora e ci si lascia. Può essere confortevole a volte adottare questo ssguardo perchè in un certo senso ti deresponsabilizza. Poi c’è quella che si plasma soggettivamente. Qui si può dire tutto e niente, ma ci saranno solo e sempre punti di vista soggettivi, senza un concetto astraibile. E in quest’ultima ottica puoi osservare analiticamente la storicità dei rapporti umani, tenendo in considerazione epoca e cultura, non che la considerazione comune (le esperienze delle persone intorno a te) ma sarà sempre una concettualità labile, soggetta a modifica secondo ciò che ti succede. Vedremo se succederà qualcosa che mi porti a rifidarmi di una donna..

  • 14
    Leonardo88 -

    Quindi per concludere (scasate la lunghezza) secondo me è sbagliato fissarsi su un’idea. Ovviamente la nostra mente cerca disperatamente di farlo, ha bisogno di razionalizzare ogni esperienza, di valorizzarla. Però il rischio è che nella foga la si valorizzi nel modo sbagliato convincendosi di cose dannose. Abbiamo un disperato bisogno di incatenare tutto quanto, di etichettarlo e immagazzinarlo, dare un senso stabile alle cose, concettualizzare la vita. Certamente lo dobbiamo fare altrimenti non sopravviveremmo, noi ci serviamo di immagini mentali, si parole, di segni, però così facendo perdiamo di vista la fluidità dell’esistenza. Arrivare a cogliere il non senso, la vastità che ci circonda, forse arrivare a cogliere tutto questo può farti stare meglio. Forse dovremmo iniziare con lo staccarci dalle passioni più violente e accettare la vita per quello che è. Il concetto di proprietà (eri tu sospeso a parlarne?!) è proprio quel voler imprigionare le cose, fermarle. Si estende in tutte le situazioni, non solo quelle materiali. E per quanto si possa riconoscere che stia alla base di precomprensioni che ci determinano erroneamente, continuano a determinarci comunque, pur ammettendo che sia così. Una cosa è riconoscere l’assurdità della proprietà, l’altra è vivere coerentemente con questa consapevolezza. Credo sia impossibile farlo fino in fondo in una forma di vita aggregata cosi evoluta (?) come la nostra. Però ci si può andare vicino, soffrendo molto, ma è il prezzo da pagare per la libertà..

  • 15
    sospeso -

    ciao leo sono abb. d’accordo con quello che hai detto. Sec. me è la proprietà privata appunto a distruggere i rapporti…xchè nn credo proprio che sia un concetto naturale.per lo meno nn lo si può applicare al rapporto tra un uomo ed una donna, non x tutta la vita. Ecco xchè noi, che abbiamo invece ricevuto questo imprinting culturale/religioso/patriarcale fin da bambini (quindi falsi ed illusori), rimaniamo sconvolti di fronte a certi accadimenti che generano in noi sofferenza.
    Io nn credo che sia evoluto per niente questo concetto di monogamia applicato alla nostra civiltà…xchè se ci pensi di civile non ha proprio niente, tanto meno di spontaneo e naturale.
    Solo dopo esserci riusciti a staccare da questi preconcetti culturali (cosa molto difficile e non x tutti senza un’adeguata preparazione),potremmo vivere il rapporto tra uomo e donna senza sofferenze,evitando quei teatrini patetici come x esempio : “ora sono sua/o e non posso parlare con nessuno/a x rispetto di quello nuovo”; “ma se mi conosci da 10 anni e quello da soli 2 mesi????…mica dicevi di volermi un bene dell’anima? Bene svanito, affetto dissolto per colpa del primo pirla che ti ha mandata in calore? se vuoi trombarlo va pure…ma perchè mi tratti come un lebbroso se mi volevi bene?”

    “Sappiamo tutti e due benissimo che probabilmente tra due mesi o due anni o chissà x quanto ti sarai rotta/o pure di questa/o perchè vorrai la tua libertà e desidererai altro”

    Cioè Leo, questa società soffoca il vero amore nell’ipocrisia ed esalta la passione. Il vero amore è unicamente affetto, il quale non prescinde x forza dal desiderio sessuale…e non comprende la proprietà privata;l’affetto è puro . Poi c’e la passione che, invece, è scambiata x amore quando è unicamente attrazione, istinto di riproduzione, sessualità.

    Se uno dice di volerti bene allora, perchè manco ti fa piu’ gli auguri di compleanno se tu non gli hai fatto niente di male se non unicamente volergli bene? oppure neanche una chiamata x sapere come stai? eppure se si scopa un altro per me non c’è problema…ma il suo bene mi manca, dove è finito?”

    Ma il bene/affetto esiste o è tutta una questione solo di c.... e di fi.. tra un uomo ed una donna?

    Il bene è lo stesso che provo per i miei familiari o i miei amici o le ragazze che ho “davvero”amato. Fare i conti con la loro stupidità e superficialità , ignoranza ed insensibilità è qualcosa di disarmante che ti fa cadere le braccia. Io è qst che non ho capito ancora: se la donna, x come è strutturata biologicamente, è in grado o no di provare vero affetto (a parte quello materno) o se altrimenti è solo una macchina x trombare il cui compito su questa terra si esaurisce con la procreazione!Servono solo x farsi mettere incinte.sai benissimo che una volta avuto il figlio il marito conta meno di zero COME AMORE, lo sai vero???

    sarebbe triste ma è cosi’ che si comportano loro! Se c’è qalche donna a leggere qui è inutile che si scaldi!

    una società evoluta? ridicoli

  • 16
    Leonardo88 -

    Purtroppo è vero, in un’unica parola si riuniscono troppi concetti. Che dire, poche sono le menti libere. La maggior parte delle persone vive di preconcetti ed è schiava del “Si” (concetto di heideggeriana memoria). Il “si fa così, si dice così, si pensa così”. Tutti livellati a secondo di un’agire normale, il che per suo conto non esiste neppure, ovvero non esiste nessuno che lo possa incarnare integralmente. Purtroppo però questo dimostra come le persone siano deboli, come vivano di preconcetti che coprono un vuoto esistenziale che certe volte fa spavento. Se levi questi preconcetti non trovi nulla, è questo il problema. Perchè noi siamo quei preconcetti, ossia siamo quello che la società in cui viviamo ci dice di essere. Perciò io non posso che comprendere il comportamento di certe persone. Non è ira quella che provo ma compassione, comprensione. Il nostro volere non è così libero come poeticamente potremmo credere. Per guadagnarla la libertà, la saggezza, la virtù c’è da perdere non da guadagnare. Quante persone sono disposte a perdere il proprio sé? La maggior parte delle donne, come degli uomini, vive stordita e con un unico punto fisso: se stessi. Siamo tutti, nella società dell’individualismo, così concentrati su noi stessi che quando una situazione o una persona esaurisce ciò che ci interessa, ci mettiamo poco a sostituirla con un nuovo smartphone! Società individualistica, dell’immagine e del consumo. Non c’è spazio per i sentimenti incondizionati, per l’affetto genuino. La colpa di chi è? Io credo che faccia più comodo e meno male il continuare a conformarsi con la gente piuttosto che trovare un equilibrio più personale e legato a sani valori. Quanta gente dice di non riuscire a trovare una persona buona, giusta e virtuosa, lamentandosi dell’aridità spirituale che c’è in giro?! Però magari sono i primi/le prime a usare le persone e magari senza nemmeno accorgersene! Io dico, non lamentiamoci, a me non serve una donna con sani valori per praticare una vita di sani valori. Che siano tutte ipocrite e assetate di c...., a me non importa. Nessuno però mi può portare via la mia visione romantica e genuina della vita, come dell’amore. Questo lo so mi porterà a patire non poco nella vita, starò male e soffrirò parecchie volte ancora, ma almeno potrò voltarmi indietro ed essere fiero di quello che sono. Una cosa è certa, con questa mentalità sarà più difficile trovare quella che potrebbe essere la donna della mia vita, si alza notevolmente la selezione. Perchè comunque, pur essendo la monogamia un concetto forse innaturale, è pur sempre ciò che vorrei, una famiglia, un nido. Definirlo naturale o innaturale effettivamente non ha molto senso. L’essenza stessa dell’uomo sta nel trascendere tale concetto.

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