Stare in casa è un’agonia
Ciao a tutti!
Premetto che ho già scritto una lettera in un’altra sezione e sinceramente non è stata una buona idea. Vorrei se possibile avere un confronto e uno scambio…
Allora, inizio da principio. Il mio lavoro consiste in molti viaggi e periodi lunghi fuori casa. Dato che al momento non sono né fidanzata né sposata (ho i miei validi motivi) quando torno a casa sto dai miei, pur avendo un’età non più giovanissima.
Ovviamente nella mia zona non ho amici dato che non ci sono quasi mai. Ogni volta che devo rientrare sento un’angoscia profonda. non riesco ad avere un dialogo con i miei, non riesco ad avere contatti con amici con cui divertirmi e ho frequenti crolli. Ciò non succede Mai quando sono fuori casa. I miei fanno una vita molto sedentaria, abitano in un paese senza nessuna attrattiva. Io mi sento in gabbia. Sono abituata ai grandi viaggi, alle grandi città… non riesco a stare in quella gabbia. Se dico qualcosa vengo tacitata in malo modo perché disprezzo una casa grande ecc.. E additata come una che sputa nel piatto dove mangia. L’estate è il momento peggiore. C’é qualcun altro che ha il mio stesso problema e può provare a capirmi? Ho provato con la psicologa (seguita x altri motivi) ma non è migliorata molto la situazione. Aggiungo alla vita sedentaria anche una certa chiusura su argomenti un po’ osé. non c’é spazio per scherzi o battute. Vivo questi mesi in una gabbia. E non consigliatemi di andarmene perché peggiorerei la situazione ulteriormente. Già ci sono minacce e ricatti..
Io non so che caspita fare. è un incubo così.. Aidez moi!
Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Me stesso
55 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.
Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.
▸ Mostra regolamento
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Io non ti consiglio di andartene, ma di non andarci proprio.
🙂
dici bene, ma io d’estate nn lavoro e dunque nn sono pagata.. É comodo risparmiare… Nn so parlare nn serve a molto…
Ho letto i tuoi blog precedenti, questa storia mi pare di capire, non ha coerenza con le precedenti, sembra quasi che fuori casa ti dia alla pazza gioia, quasi una ripicca nei confronti dei tuoi, mentre quando sei a casa accetti pure i ricatti, ricatti che non seguo, ti lasciano andar via per lavoro, ma ad abitare per conto tuo no?
E come sei arrivata a fare questo lavoro allora se sembrano così despoti, in fondo i paesini sono tranquilli perchè ci vivi poco, ci sono altri aspetti da vivere in un paesino, e poi di solito, dove vanno i ragazzi la sera a ballare e divertirsi? ci sarà un posto a qualche chilometro di distanza, insomma una mezza via tra il tranquillo e lo scatenato.
Infatti…forse la “colpa” in un certo senso è delle continue novità ke accendono la tua vita..che possono essere si belle e interessanti,ma poi ti fanno perdere i veri valori,come la famiglia,il focolare,gli amici costanti… So ke il lavoro è lavoro,ma se devi stare depressa..forse è meglio cercarne uno più tranquillo!
A meno che appunto non vai via e basta..ma alla fine non ne vale la pena
“Il mio istinto mi suggerisce che il tuo esternare sicurezza, in realtà è un grido d’aiuto”.
L’ho scritto, sull’altra lettera, leggendo quest’altra,ho la conferma che avevo visto giusto.
Se non puoi cambiare le cose, ti suggerisco di dedicare il tempo che stai a casa a leggere qualche buon libro, se l’idea ti va, ti fornirò qualche consiglio ad hoc!
esci con rossana:)
chiarisco che é un lavoro ambitissimo e molto particolare. Ciò che sognano tutti quelli del mio campo. I miei pensano che sia una cosa temporanea e che io tornerò all’ovile. Tutti quelli che vogliono collegare questo post agli altri, facciano la cortesia di star zitti. Nn c’entrano niente e nel tempo libero posso adottare lo stile di vita che voglio. Nn é assolutamente per ripicca.
Se i valori sono la famiglia e ne hai una come la mia che vuole costringerti a stare in una zona infelice dove nn potresti mai realizzarti, beh, nn mi sembra una gran famiglia..
Toroseduto io nn ho bisogno di leggere…
vai a vivere con qualcuno, le sperse di casa non sono un problema in due…
provaci almeno, mica ti terranno in catene in casa no??
reagisci e vivi…..
Ok, starò zitto, mi sa l’unica soluzione in questo caso.
Vorrebbero costringerti a stare a casa, ma tu lo fai solo quando il tuo strano lavoro si ferma…non accetti niente, sembra che tutto ti scivoli addosso, scusa ma che scrivi a fare le lettere, tanto ti rispondi da sola…dici che non hai bisogno di leggere. Giusto e coerente! ragazzi non scriviamo, lei è autosufficiente, dedichiamo il nostro tempo a chi sa confrontarsi, qua si perde solo tempo!
ciro, il tuo commento nn vale la mia risposta. La situazione é seria. Nn sto scherzando. E se tu nn hai provato nn puoi capire che nn basta un libro e nn é sufficiente avere tante belle idee ma irrealizzabili.
Sto lavorando per mettere da parte i soldi che mi serviranno per vivere da sola. Io nn voglio regalare soldi e stare in affitto. Vorrei una casa di proprietà. Vorrei vivere una vita decorosa. Oggi é difficile avere un lavoro stabile. Il mio nn lo é, e mi auguro che lo diventi presto. Il fatto che qualcuno lo definisca ‘strano’ mi fa ridere. Nn é la sede in cui posso permettermi di specificare di cosa mi occupo, né é così importante.
La cosa che nn capisco, ora lo dirò più chiaramente é che nn capisco l’insoddisfazione e il pessimismo dei miei. Gli altri sono sempre migliori, tutti fanno di più e hanno risultati migliori, ma nn esiste nessun confronto con quel che faccio io! Da quando avevo 15 anni mi sono data da fare per lavoricchiare, buoni risultati scolastici nonostante i lavoretti e i viaggi che facevo. Niente di cui lamentarsi. Tempo addietro ho portato un fidanzato che nn é stato per niente ben accolto, benché fosse normalissimo e intelligente. Anzi, ci si é adoperati per farmelo lasciare, con lunghe litigate al telefono e i pianti di mia madre che mi accusava di esserci andata a letto (é convinta che il sesso si faccia dopo il matrimonio) e balle varie.
Se casualmente, dopo 18 ore di aereo e 5 di treno accuso un po’ di stanchezza c’é sempre chi sta peggio di me, chi ha lavorato più duramente e con risultati migliori.
MI si rinfaccia che nn ho una famiglia e che dovrei pensare a avere un figlio in un modo o nell’altro perché soli nn si può stare.
Sinceramente e con tutto il rispetto che ho per toroseduto (mi piace molto quello che scrivi e come scrivi) nn credo di essere io quella che ha bisogno di leggere.
Chiedo a voi, esperti e non, se vi sembra normale questo rapporto familiare. e per favore nn tirate in ballo altri post solo per fare i fighetti e scrivere tanto per. nn ho bisogno delle polemiche sulla mia condotta morale. Ggrazir a tutti quelli che hanno cercato di rispondere …….
riscrivo l’ultima frase perché sono dal cell che si era impallato e nn mi faceva correggere. Ringrazio chi ha cercato di darmi una mano prendendo seriamente la mia lettera. Io sono fortemente preoccupata per la situazione di mia madre. Continua a dire che sta bene e nn accetta un consulto con uno psicologo. Vorrei capire come posso aiutarla senza impazzire. Ho un cuore anch’io anche se molti nn lo credono…
Solo una cosa mi sento di dirti,cara,anche se già immagino la tua reazione:datti una calmata,scendi dal pulpito e modera l’arroganza.
Qui,ciascuno a suo modo,cerca di darti un parere.Ma sembra che a te interessino solo quelli che ti fanno le coccole,ti assecondano,ti trattano da principessina.
Mi pare di capire che anche nel tuo mestiere ‘molto ambito’ (che poi ambito da chi?Da tutti?Altra dimostrazione di arroganza!) tutti ti trattino da principessina,ma ti svelo un segreto:non lo sei,almeno non per tutto il mondo.Perciò,se ti va,metti un po’ i piedi a terra e comincia a renderti conto di come gira la vita,quella vera!
La percezione del tuo spessore sta tutta nella risposta che hai dato a Toroseduto(che a differenza tua ne ha un sacco di cose da dire!)
“Toroseduto io nn ho bisogno di leggere…”
…ecco brava,tanto sarebbe tempo perso!
Buona vita!
No.Non è normale, per quanto mi riguarda alle mie figlie ho inculcato fin dal liceo che la cosa più importante,principalmente per una donna, è di realizzarsi nel lavoro.
Infatti la primogenita lavora a Milano da 5 anni e non ritornerà più a Napoli, si è realizzata ed io, anche se un po’ di malincuore c’è sempre, sono contento per lei. La seconda è sulla stessa strada, e pure lei ha avuto la mia benedizione.
Probabilmente i tuoi genitori, sono rimasti fermi ad una certa epoca, vedendoti lavorare sempre lontano, ti considerano una povera disgraziata che non riesce a trovare un lavoro stabile. Non voglio offendere nessuno, rispondo su quello che leggo, forse sono coetaneo dei tuoi genitori, ma il mio vissuto è stato molto intenso, mi sono fermato con un lavoro stabile a 37 anni, mia moglie era stanca dei miei continui viaggi, ho scelto di cambiare vita e per pacificare la famiglia, non mi è costato molto, ero stanco pure io di vedere le figlie a singhiozzo. Con i tuoi genitori (basandomi sull’intuito naturalmente) non riuscirai mai a spuntarla, già soffrono così, figuriamoci un’allontanamento definitivo!
Voglio dirti che questo problema l’ho avuto anch’io, con mia madre particolarmente, fra sette figli è toccato proprio a me il ruolo di prediletto! Ad ogni ritorno (ero in giro per il mondo a suonare) ero allagato da una marea di lacrime. Mi decisi a tagliare definitivamente
il cordone ombelicale e presi un bilocale in affitto a 10 Km da casa.
Tutti mi hanno criticato, nessuno mi ha giustificato, e sotto un certo aspetto potevano aver ragione loro, ma io ero nato per la musica
ho studiato tanto per quello. Chi mi poteva capire? Nessuno! Avevo 25 anni, come in tutti i campi, devi affermarti da giovane. Tornavo, quando potevo per Natale, facendomi precedere da una telefonata in cui chiarivo che se ero sgradito a uno solo, non sarei tornato neppure
per le feste.
Con il tempo mi sono riconciliato con tutti, avevo cambiato lavoro come ho detto sopra. Ma se non avessi fatto di testa mia, mi sarei sentito uno stupido mammone e frustrato a vita.
Per quanto riguada tua madre, è la prima volta che leggo di lei e del suo malessere. Rifiuta di andare da uno psicologo? Forse volevi dire psichiatra? Un consulto significa stabilire l’entità di un malessere, uno psicologo prende in cura anche cani e gatti…
Va bé, non sconfiniamo, affrontiamo un problema per volta.
Anche se penso che al punto in cui siamo arrivati, diventa sempre più difficile parlare dei tuoi problemi nel forum, sarebbe meglio una corrispondenza privata. Sarai daccordo con me… quando ci sono delle risposte che si limitano alla battuta, allo sberleffo, buoni solo per irritarsi di più… è finito il dialogo e ci si confonde tra il falso e il vero…Purtroppo questo è il limite di questo blog….
TS
Bah ! Ho l’istintiva impressione che il modo di scrivere di Stregatto , sia davvero mal recepito nei suoi contenuti.
Forse lei vuole dire che malgrado si sia data sempre da fare (Diciamo una figlia di cui non potere lamentarsi), sia inseguendo le proprie aspirazioni , sia cercando una sua “felicità ” e dimensione ed indipendenza, non si sia mia sentita appoggiata dalla famiglia in nulla .
Dal ragazzo normalissimo (Sul quale magari non c’era nulla da dire ..un classico bravo ragazzo) al lavoro seppur ambito pero’, al momento privo di certezze e che soprattutto la porta lontano(E quindi visto dalla famiglia in maniera negativa). Insomma , diciamo che “tutto non si puo’ avere ” ma la sua famiglia sembra sempre vedere il bicchiere mezzo vuoto. Anzi totalmente vuoto.
Cioè , la famiglia non solo non incoraggia Stegatto nella costruzione del suo futuro , e sfortunatamente neppure la ignora , ma al rovescio con le loro continue critiche , ne preannuncino il fallimento in ogni campo . Cioè “Figlia mia , ti vogliamo tanto bene ascoltaci!..dovresti fare questo e quest’altro ! Non lo fai? Bene , poi se ti và male , non dire che non ti avevevamo avvertito!” . Ecco questo mi sembra un po’ il senso della sua lettera . Credo che il fatto che dica di non aver bisogno di leggere ,volesse ribadire che il suo non è un problema superficiale (come infatti ha detto), che di certo una buona lettura non risolve , non che lei non abbia bisogno di leggere in assoluto.
In pratica ,se lei non fà quello che per la sua famiglia si aspetterebbe che lei faccia (o facci..come direbbe Lapo Elkan:P) è una figlia che sbaglia in tutto.
Insomma, spingerla a lasciare il ragazzo con le sceneggiate , colpevolizzandola sul sesso prima del matrimonio , beh sembra una forma di coercizione , che fà leva sull’affectio familiaris , piuttosto grave e meschina .
Dall’altra parte , non so’ per quale ragione , non puo’ andarsene , quindi un po’ di tempo con loro lo deve passare per forza ,altrimenti la minacciano e la ricattano non so’ di cosa. E soprattutto perchè!
Per questo si sente in gabbia e del resto , non puo’ neppure mettere a frutto quel tempo , visto che il dialogo con la famiglia non è produttivo. Anzi non puo’ esserci , visto che i punti di vista sono inconciliabili.
Beh a parte questa analisi , sui fatti , direi che la cosa piu’ “triste” che immagino che Stregatto ometta è che lei non si senta amata dai suoi genitori . Altrimenti la appoggerebbero.
Poi per quanto riguarda una risposta , non è facile.
Occorrerebbe capire cosa vorrebbe la sua famiglia Es. che torni a vivere nel paese dei quattro gatti per stare vicino a loro ( Quà non ti manca nulla , guarda che casa grande che hai!!) , che prospettive avrebbe là( Magari vorrebbero che adocchiasse il figlio del Tale invece che portarsi il fidanzato da fuori e allora si spiegherebbe la sceneggiata per farla lasciare col ragazzo ) .
Ed infine quali sono sti ricatti e minacce ( Forse economici?) a quali Stregatto non puo’ sottrarsi.
aria85: i tuoi sono meri sberleffi e nn mi disturbo nemmeno a risponderti. É evidente che nn sai riconoscere i problemi veri da quelli finti. Il mio lavoro nn é un tuo problema, é ambito da chi é nel mio campo… Anzi, ambitissimo. Ho contatti con tutto il mondo, viaggio per ambasciate, hotel lussuosi e conosco le persone che contano. E, si, é un lavoro principesco e ringrazio la mia bravura e i santi in paradiso per avermelo concesso. Su 1000 persone siamo in 30 a farlo. Nn so se rende l’idea… É un’opportunità unica.
E toroseduto ha colto pienamente il significato della mia lettera.
Il problema nn é cosa faccio, e come lo faccio ma il rapporto traballante con i miei. Mi hanno sì fatto studiare molto ma ora é come se mi ostacolassero. I genitori di miei colleghi incentivano i figli a continuare, c’é tempo per i ripieghi.
A casa mia no. Perché dove abito io secondo loro ho degli interessi notevoli su beni immobili e terreni. Grazie, ok, ma io nn trovo niente da fare nel mio paesino del cavolo. L’unica cosa sarebbe affettare salumi e nn ho intenzione di farlo per il momento. Il ricatto é più o meno il seguente: ‘dici sempre che te ne vuoi andare, allora noi vendiamo tutto e ci mangiamo i soldi a spasso. vEDrai quanto troverai alla fine’. Personalmente mi sembrano ricatti stupidi. L’ultima volta ho risposto che nn mi frega niente di due boschi e due case se devo fare una vita di depressione sotto tortura di mia madre. Sottolineo che più volte ha detto che dovrei rivolgermi a qualche banca del seme per sfornare qualhe bambino così la stirpe continua, lei si realizza come nonna e io nn sarò sola. Ma che razza di discorso é? Prima mi si dice che é vietato il sesso prima di un matrimonio e poi mi si dice di fare figli così? Toroseduto, nn ha molta importanza quello che blaterano gli imbecilli, sicuramente c’é qualche buona riflessione in questo pollaio. Se avremo contatti privati di dirò che lavoro faccio. Poi sarai tu a dire se mi vanto o se dico anche troppo poco, il settore é quello artistico comunque. C”é da aggiungere che anche mia sorella ha avuto e ha tutt’ora forti attriti con i miei. Più grande di me e più scavezzacollo (ne ha fatte un po’ di tutti i colori) sostiene che mia madre sia depressa. Ha anche un umore molto instabile. É veramente difficile starle vicini. Qulsiasi cosa uno faccia viene regolarmente smontata. Mi permetto di dire solo che nel mio caso l’autostima é maturata a seguito di incontri mirati. La fantomatica eredità di cui parlo mi fa sentire in gabbia e dà una sensazione di soffocamento.. Toroseduto forse tu capisci…
Luna7310,
ritengo malevolo il tuo suggerimento a Stregatto che mi coinvolge.
che io ricordi, non sono mai stata scortese con te e ti sarei grata se tu volessi ricambiare con lo stesso rispetto e la stessa correttezza.
@stragatto
non sono ‘meri sberleffi’…comunque,visto che ti sei ‘disturbata a rispondermi’,farò altrettanto.
Non so riconoscere un problema,dici,eh?
Vabbè,mettiamo che hai ragione tu.
Il fatto è che non credo nel buonismo,e nella pacca sulla spalla tanto per dire ‘oh,povera cara…ma quanto sei sfortunata!’
Il tuo lavoro non è assolutamente un mio problema,mi pare ovvio!
Da come ne parli,sembra che ti dia una serie di opportunità che,se ben gestite,possono garantirti il futuro che vuoi.
Una che salta da un albergo principesco all’altro,credo guadagni bene.Quindi,se si fa due calcoli e ragiona in prospetiva,può avere l’opportunita,che a molti manca per scarsità di opportunità servite dalla vita,di costruire qualcosa per se.
Detto questo,i miei ‘meri sberleffi’ cercavano (e spero siano stati) di essere un sonoro schiaffo che ti spingesse a pretendere meno ‘coccole’ e ad agire di più.
Non aspettarti sempre che tutto ti sia dovuto,compreso il sostegno da parte della tua famiglia.
Crea,visto che mi sembra di capire tu possa farlo,le tue opportunità.
Una famiglia che non ti appoggia non ti ha comunque impedito di fare il lavoro che vuoi.Però ti impedisce tutto il resto?Forse sei stata molto fortunata in un senso,e meno in un altro.Tutto non si può ‘avere’,ma molto si può costruire.
Basta avere il coraggio di tagliare il cordone,di non ascoltare i sensi di colpa reconditi,e scegliere coraggiosamente chi essere e come essere.
grazie kid, la tua riflessiome é molto matura e profonda. Chiedo scusa per le frasi scarne e per i modi un po’ bruschi di questi giorni, la difficolta di esprimersi con il cell é grande.
Esattamente, come dici tu nn ho la presunzione di dire che nn mi serve leggere niente. Io sono quella che va in libreria, nonostante le critiche (‘cosa compri a fare, c’é la biblioteca’) e compra moltissimi libri… Aggiungendo elementi che mi vengono in mente dico anche che da quando avevo 20 anni nn ho mai chiesto un centesimo per i vestiti, i profumi, i cosmetici e spesso anche per i libri. Quello che i miei davano erano le tasse universitarie e gli abbonamenti dell’autobus. Sinceramente nn credo di aver chiesto molto.. E chiaramente con tutte queste spese, lavoricchiando con contratti a progetto nn si mette da parte molto.. E questo ovviamente nn va bene.
Secondo l’idea di casa mia io compro troppi vestiti di marca (esattamente quelli che nn ho mai avuto nella mia vita fino ai 20 anni e che hanno dato adito a prese in giro scolastiche perché inadeguata agli standard) che tra l’altro regalo anche ai miei poiché viaggiando si trovano ottime occasioni. Di questo se ne fa una malattia nonostante abbia sistemato il guardaroba di due persone e nonostante arrivi sempre a casa con regali stupendi.
Cito solo un esempio. Lo scorso inverno ho acquistato un cappotto pezzo unico (pagato come un cappotto di marca minore) del campionario di Armani. Arrivata a casa, devo dire anche molto orgogliosa, mi sento dire da mia madre ‘cosa credi che questo cappotto sia di gran qualità? L’hai sicuramente pagato troppo’.
Io credo, personalmente che nn sia questione di amore. Credo sia insoddisfazione generale, un male di vivere che ricade su di me. Sono stufa di fingere che il mondo sia come la pubblicità, sono stufa di sentire che qualcuno fa tutto meglio di me, che gli altri sono bravi e intelligenti perché hanno una famiglia e sono io che nn vado bene se nn trovo un uomo.
Scusate lo sfogo ma é difficile spiegare a una così chiisa che ho avuto molti uomini ma tutti sbagliati che mi hanno trattata a loro piacimento. Lei nn sa cosa vuol dire, il primo che ha incontrato l’ha sposato e nn ha idea del marcio che io ho incontrato. Nn si può parlare perché é convinta che se nn sono sposata nn ho fatto sesso. Mai.
Dico un’ultima cosa. Se ci sono delle donne inorridiranno. Ho preso per anni la pillola per dolori acuti dovuti al ciclo, cose da finire in ospedale e svenire qua e la. Pur di nn farla venire alla visita ginecologica (a cui avrebbe partecipato attivamente entrando e parlando con il dottore) ho rimandato per un bel po’ l’appuntamento. Il suo unico scopo era leggere sulla carta ‘paziente virgo’. Avevo 23anni, nn 15. A me sembra tutto assurdo.
riassumo i punti (che ora mi vengono in mente) su cui i miei genitori sono in forte disaccordo con me:
1-la mia gestione finanziaria secondo loro inadeguata perché sarei una dissipatrice futura delle ricchezze da loro accumulate in anni di sacrifici
2-la mia vita sentimentale (che per loro nn esiste, visto che a parte quell’ex nn ho portato mai più nessuno a casa)
3-il fatto che mi senta una persona gradevole anche se nn ho una famiglia. E ciò nn perché nn la voglia.
4-nn garba il mio modo di vedere le cose. Nn giudico (modalità di paese, persa vivendo in giro con altre persone) gli altri e guardo piuttosto me stessa.
5-la mia inclinazione per la vita movimentata, osteggiata da chi ha passato una vita nell’ombra per comodità e convenienza.
6-il mio disinteresse per il paese d’origine che nn ha mai offerto niente ai giovani e in cui l’omertà regna sovrana (classico modello dello struzzo ‘io-nn-parlo-che-si-arrangino-gli-altri)
7-il fatto che chieda di poter usare la macchina per uscire il sabato sera desta preoccupazione, musi lunghi e spesso scenate (anche se sono astemia e nn torno poi tardissimo, nn amando le discoteche o locali simili).
Tutte le volte che cerco di spiegare che voglio vivere altrove (nello specifico Piacenza) si rinfacciano le suddette proprietà che io dovrei ereditare (la sorella che ho é considerata una poco di buono che mi influenza negativamente, quindi devo vederla di nascosto). Ogni volta la stessa storia:’adesso vendiamo tutto e ci godiamo i soldi così nn resterà niente’ oppure ‘adesso decidi cosa vuoi fare perché noi dobbiamo sapere’ (discorsi che facevano quando ancora ero all’università).
E poi tizio si é fatto la casa a 22 anni, caia si é sposata con uno ricco, sempronio ha due bambini… Ma chissene frega dico io! Se vuoi un bambino adottalo o fai come la Nannini. E che cacchio!
Se rispondo a tono ovviamente mia madre scoppia a piangere farfugliando che nn la devo trattare così perché lei nn fa niente di male ecc..
Io mi sono resa conto che nel momento in cui sono uscita di casa ho capito molte cose, anche banali e il mio punto di vista si é evoluto. Lei che é stata solo in quel paesaccio nn capisce che oggi bisogna apparire in un certo modo, che quella zona nn mi aiuta, che nn si può aspettare il principe azzurro a casa e la storia di cenerentola nn si ripeterà.
Ci provo a spiegare che nn é più come una volta ma nella sua chiusura mentale ritiene che una volta fosse peggio di adesso. Nn credo proprio.
La cosa più pesante é comunque nn poter condividere esperienze anche negative. pEr esempio mi é capitato di uscire al cinema con un caro amico quand’ero più giovane. Questo dal nulla mi ha messo le mani addosso. Dato che nn avevo la macchina né molti soldi nn potevo andarmene in taxi ed é stato umiliante essere portata a casa da quel porco. Ovviamente nn ne ho fatto parola perché sarei stata io ad averlo istigato… Sono così demoralizzata che mi trascino apatica per casa e rispondo a monosillabi.
cara aria 85 ti prego di leggere gli ultimi post da me pubblicati. La faccenda é seria e nn é sufficiente tagliare il cordone ombelicale. Per sfuggire a questa condanna nn basterebbe nemmeno cambiare emisfero. Nn capisci che mia madre si impiccia troppo e di tutto ciò che nn la riguarda? Infila tutt’ora le mani nella mia borsa per guardare nn so cosa. Il mio lavoro nn mi fa guadagnare quanto pensi e nn é nemmeno fisso. É un’occasione per trovare altro. Ma nn credere che sia così remunerativo. Io credo che dovresti immedesimarti nella mia situazione prima di giudicare il bisogno di ricevere schiaffi, detto, tra l’altro da qualcuno che apre la bocca e sputa sentenza senza aver mai provato. Io nn voglio andarmene sbattendo la porta come ha fatto mia sorella. Vorrei aiutare i miei in qualche modo. I tuoi schiaffi nn mi servono.
Niente mi é dovuto, ho sempre fatto i salti mortali per conciliare i miei due-tre pomeriggi di lavoro, un liceo classico, e due pomeriggio dedicati al settore artistico. La prima volta che ho avuto tempo di uscire il sabato sera é stata che avevo 20 anni. Nn mi pare di essere una che dormiva sugli allori e aspettava che le cose scendessero dal cielo.
Capisco…capisco che se andiamo avanti così, arriveremo a 100 post su questa lettera. Ora, forse rinfrancata da quello che ho scritto, hai tirato fuori che subisci un ricatto su una eventuale eredità.
Dici che fai un lavoro che ti piace, forse ti blocca il fatto che il lavoro non è fisso, bè, anche il mio non era fisso però mi permetteva di guadagnare molto e avevo la soddisfazione di misurarmi sul campo con “colleghi” disposti a tutto, in un campo dove conta la sostanza
la capacità di essere avanti, metteva tutto a tacere. Non mi dilungo su questo,il concetto è chiaro. Quello che ancora mi sfugge,riguardo te, ma solo perchè scriviamo in pubblico, è cosa ti impedisce di volare con le tue ali. Visto che in famiglia ci vivi male, senza scendere nei particolari assurdi, come il fatto di fare un figlio senza padre, e con un lavoro che per la sua natura non ti permetterebbe di fare la mamma come si deve, per me sta diventando “un canale grottesco” fuori dalla logica e privo di verità complete; mi riferisco al fatto che hai aggiunto nuovi particolari.
Quando dico mancanza di verità complete, so bene che ti senti frenata per il fatto che ricevi molti attacchi, per questo motivo penso sia difficile arrivare a parlare in modo positivo-costruttivo.
In passato ho avuto una corrispondenza privata quando si arrivava ad una situazione stagnante. Veniva fuori tutta la storia e si poteva tentare con il confronto, a creare delle linee guida. Tu dici di no, che ritieni interessante interloquire con varie persone. Allora mi arriva la conferma sulla prima sensazione quando ho letto le tue prime lettere, ti piace fare la passerella, rispondi a tutti, siano belli oppure brutti.
Io mi tiro indietro, la mia natura è indirizzata all’agire, al confronto stretto, queste chiacchiere di agosto fra un attimo saranno insulse e obsolete.
Confermo quello che ho già ho detto in precedenza, prenditi la tua vita, se non vuoi avere rimpianti, se tentenni sui ricatti, sei in mezzo al fiume, indecisa se andare avanti o se tornare indietro, se torni indietro hai la certezza che troverai l’acqua bassa, se vai avanti c’è il rischio di affogare…Nessuno potrà spingerti in una direzione o nell’altra, non saranno le vuote belle parole di sconosciuti a darti la maturità che ancora ti manca.
Ricordo lo sguardo fiero di mia figlia quando tornò a casa dal colloquio dicendomi che era stata assunta! L’abbracciai fiero di lei.
Questo a te manca, non hai chi crede in te, ma la risposta che cerchi, non ti arriverà da uno sconosciuto, e io non voglio spingerti da una parte o dall’altra, ti ho raccontato alcune esperienze, ma non ti ho ancora detto che non ho mai chiesto consigli, ho sempre affidato all’istinto e alla mia capacità di conoscere i miei limiti le scelte importanti.
Ti saluto e spero che ti arrivi “chiaro e forte” quest’ultimo messaggio. Buona Fortuna.
grazie toroseduto. Apprezzo quello che dici.
Ma nn sono tipo da passerella. Ho scritto in anonimato, ho inventato un nick irriconoscibile e ho protetto le informazioni personali. Nessuna passerella, speravo di ottenere consigli utili sulla gestione dei rapporti anche telefonici del futuro. Nn voglio sbattere porte i faccia ma nemmeno sottostare a meschini ricatti. Nn mi interessano 100post, rispondo a tutti per educazione, snobbare sarebbe insultare. So benissimo che la soluzione nn sta in parole di estranei, cerco un confronto. E nn sono l’unica evidentemente. Se nn ci fosse questo bisogno nn esisterebbero questi blog. Scrivo per capire cose nuove. Per sapere come fare. Nn sono cose di cui vantarsi e nn le racconto in giro. Hai sbagliato persona se scambi, in questo post, l’ambizione per una richiesta d’aiuto.
Io ho sempre operato così: dal generale al particolare. Nn ti stupire se aggiungo altre informazioni cammin facendo.
Ti ringrazio dell’in bocca al lupo e mi permetto di invidiare tua figlia per il rapporto cristallino che avete e per la tua apertura mentale. Io nn avrò mai questo. Ti ringrazio.
ciao Stregatto,
mi piacerebbe sapere cosa ti ha consigliato la psicologa in merito a al problema con cui hai aperto questo thread. diventa difficile analizzare la situazione e dare suggerimenti dopo di lei…
premesso che, come i genitori non possono scegliere i figli, nemmeno i figli possono scegliere i genitori. affermazione banale, nella quale però c’è per intero il cruccio che ti affligge. aggiungo, per completezza, che i legami di sangue sono di solito gli unici su cui si può contare per l’intera vita. dovrebbero essere la scuola primaria che educa ad amare e che fornisce la più grande e importante eredità: quella di sentirsi amati e accettati per quello che si è (aspirazione che permarrà nel tempo e che a volte non potrà mai più essere del tutto saziata).
è ovvio che questo spesso non avviene per una miriadi di cause, difficili da incasellare. il dialogo fra generazioni non si costruisce dall’oggi al domani. a volte la reattività dei figli fà sì che da una famiglia di borghesi di destra spunti un figlio comunista. questo esempio si avvicina per certi versi a quanto è successo a te.
la soluzione che ti prospetto è complessa e difficile da realizzare ma sono sicura che se ti ci volessi impegnare a fondo potrebbe dare qualche buon risultato. viene un momento in cui si deve diventare per forza genitori dei propri genitori, possibilmente con amore, anche se di amore se n’è ricevuto poco oppure se quello che ci è stato dato era inadatto. per te è molto presto, me ne rendo perfettamente conto, soprattutto perchè, a mio avviso, la tua immaturità è essenzialmente affettiva, la più pericolosa per il tuo futuro e la più difficile da satollare.
visto che loro non riescono nè a comprenderti nè a seguirti nei tuoi progressi, e che è giusto che tu segua la strada che ritieni più adatta a te fra quelle possibili, prova a sforzarti ad essere tu a comprendere loro, non continuando a contrariarli a parole ma cercando di dimostrare loro nei fatti che fai tutto il possibile per accontentarli in quello che puoi. piccole cose, ovviamente…
nello stesso tempo, lascia da parte i ricatti ereditari e l’idea di mettere da parte i soldi per comprare casa al prezzo di subire mesi di abitazione coatta insoddisfacente. l’eredità può sfumare anche solo a seguito di una grave malattia oppure di una lunga vecchiaia che necessita assistenza. non hai idea di come se ne vanno in fretta i soldi messi da parte in questi casi! senza contare, poi, che spesso alle minacce verbali non seguono i fatti…
ti faccio alcuni esempi pratici di comportamento da seguire: evita di mettere a confronto la tua situazione esistenziale di oggi con quella che tua madre ha vissuto in passato. ammetti, con lei, che tutte le epoche hanno i loro punti dolenti. permettile di raccontarti le sue difficoltà di allora e spiegale, pazientemente, quali sono le tue di oggi, glissando su quanto potrebbe allarmarla.
non regalar loro abiti preziosi che sai non essere da loro apprezzati ma sforzati di donar loro la tua comprensione, mettendoli magari al corrente del progresso dei risparmi che riesci a mettere da parte per un tuo futuro di autonomia economica. se ti scoraggiano con l’evidenza della tua inadeguatezza agli standard evolutivi che vorrebbero per te, temporeggia affermando che magari, prima o poi, ci arriverai ma che per il momento senti il bisogno di sperimentare la vita in altri modi…
in poche parole, se tu smetti il tiro alla fune verso di te, potrebbero allentarsi anche i loro sforzi nel senso opposto, e questo già ti renderebbe la convivenza meno oppressiva. c’è molta differenza d’età o di preparazione scolastica fra voi?
a essere sincera, mi sembrano davvero molto “chiusi”, soprattutto nello scoraggiare la relazione fra sorelle, che sussisterà dopo la loro dipartita e che potrebbe essere il solo vincolo forte nell’esistenza di entrambe. tuttavia, non è che se ne possa far loro una colpa. si deve prendere atto che sono così (forgiati dalle loro famiglie e dal loro ambiente) e li si dovrebbe accettare per quello che sono, se non altro per rispetto e gratitudine per quanto ti hanno dato, educazione scolastica inclusa.
per risolvere più rapidamente il disagio, potresti cercare un lavoretto estivo di basso livello lontano da casa nel settore alberghiero. questo ti consentirebbe di stare meno con i tuoi genitori e di aumentare la tua esperienza di vita in ambiti diversi da quello del tuo attuale lavoro, oltre a favorire i tuoi risparmi.
in ultimo, con il tempo e preparandoli a poco a poco, potresti condividere una camera con un’altra ragazza, in modo da ridurre le spese, e iniziare una tua vita autonoma, tornando però spesso a casa, in modo da non tranciare i contatti con i tuoi. lascia che siano semmai loro a farlo ma tu non scoraggiarti mai e continua sempre a dimostrare loro il tuo affetto, qualsiasi cosa essi dicano o facciano per allontanarti.
altro dirti non so, se non che la vita non è facile per nessuno e tutti incappano, prima o poi, in prove difficili da superare. ormai sei adulta e, anche se non sufficientemente ben equipaggiata dal lato emotivo, comincia a contare solo su te stessa e a non ipotecare il futuro. chi vivrà vedrà, meglio se sempre con amore…
ciao rossana,
Grazie per le tue parole sempre ben accette.
La psicologa ha proposto una soluzione drastica (andarsene) e lasciarli perdere. Dice che il tempo darà ragione a me.
Cosa che, sinceramente nn condivido visto che sarebbe sbattere la porta in faccia a qualcuno.
Per quanto riguarda il livello scolastico nn sono laureati, invece per l’età si collocano nella sessantina di anni. Quello che secondo me é il loro limite é nn aver girato il mondo, avere pochi scambi di informazione (aggiungo al ‘chiuso’ anche un atteggiamento ‘selvatico’) con pochissimi amici. Nn sono mai stati due simpaticoni circondati da persone amichevoli. L’opposto mio.
Rossana, io so le difficoltà che hanno passato, ne sono cosciente, così come sono cosciente del fatto che mia madre ha subito dei traumi mai risolti. Ecco perché ipotizzo depressione ed esaurimento. Nn può esistere un confronto costruttivo se tutt’ora mi si controllano i movimenti di conto corrente e si commentano le mie spese come inutili e mal fatte. Nn ci può essere dialogo se alla mia età si guarda ancora cos`ho nella borsa. Fumo? beh saranno anche affari miei! Ci si fida ancora di quello che dicono gli altri. Il ‘ricatto’ secondo loro peggiore é “ecco, d’ora in avanti racconterò cosa fai e come ti comporti a tutti e nn dirò sempre che va tutto bene”. COme se agli altri importasse qualcosa. Come se gli altri raccontassero a lei i problemi!
É questo che nn va. Capisci?
Ieri c’é stato l’ennesimo scontro e sono stata definita ‘cattiva’ perché voglio andare via, lontano.
Io ci provo a lasciar perdere…
Per quanto riguarda l’eredità gliel’ho ripetuto mille volte che la vita é lunga e possono aver bisogno di molti soldi per l’assistenza. Ma se parlo di questo cominciano i ricatti più seri ‘spero di morire presto’, ‘lasciami in pace che mi viene un infarto’.
La psicologa dice che con sto ritmo impazzirò. Forse é l’unica cosa buona che dice…
Ciao Stregatto,
quasi certamente la psicologa ha ragione ma, se fossi in te, prima di mollare vorrei mettercela tutta nel tentativo di trovare un equilibrio in una relazione così importante.
cerca di farti più forte emotivamente, anche se già lo sei parecchio, nel senso di non prendertela per niente se frugano nella tua borsa, disapprovano la tua condotta e ti controllano le spese sul conto corrente. perchè non ne apri uno che i tuoi genitori non possano individuare?
se non fai del male a nessuno e segui semplicemente la strada che ti sembra più congeniale per te, sei a posto con la coscienza, consapevole della diversità che c’è fra te e loro (senza per questo volerli in nessun modo sminuire). dovresti agire con dolcezza e lasciar da parte qualsiasi atteggiamento di ribellione, come farebbe un adolescente. non contrariarli a parole, cerca invece di convincerli della tua buona fede e onestà d’intenti a poco a poco, come la goccia d’acqua che scava la roccia. portali a comprendere che essere figlia del tuo tempo non significa essere cattiva.
so che è difficile, e che per te può essere difficilissimo, ma a mio avviso vale la pena provarci, se non altro per non avere rimpianti. il distacco è sempre doloroso per i genitori ma i tuoi, vista la tua età, avrebbero dovuto favorirlo da tempo… può avvenire con uno strappo o gradualmente, passo dopo passo.
pur considerandoti quella più “grande” sotto l’aspetto culturale e più inserita nei tempi, che deve “condire la minestra” del rapporto, dovresti fare in modo di non esautorarli negli atteggiamenti. sii affettuosa: una goccia di miele attira più mosche di un fiasco d’aceto e può far crollare anche i temperamenti più arroccati nelle loro convinzioni. fai almeno qualche tentativo in tal senso.
non ritengo possibile, però, pensare di convincere tua madre a curarsi, ammesso che ne abbia davvero bisogno. è troppo tardi per lei e, comunque, questo tipo di impulso al miglioramento difficilmente può essere indotto dall’esterno.
perchè, nel transitorio, non cerchi una vecchia roulotte da affiancare a un piccolo prefabbricato in legno, da sistemare non lontano dalla casa, dove poter trascorrere in estate parte del tuo tempo da sola? potresti dire che hai bisogno di solitudine per ricaricarti, per cominciare a misurare la tua autonomia e per evitare le discussioni, senza volerti allontanare troppo da loro…
potresti anche comprarti una bicicletta o un motorino per raggiungere la città più vicina, dove poterti incontrare con gli amici o andare semplicemente a vedere un film che ti attrae. so che tutto questo contrasta con la vita che sei solita fare sul lavoro e con la tua visione di te ma a volte i compromessi sono necessari, anzi spesso diventano indispensabili. quello che conta nel tuo caso non sono i mezzi ma il fine!
una qualche soluzione ci dovrà pur essere per alleggerirti il carico: spetta a te individuare la migliore, quella che potrebbe darti un qualche anche minimo risultato…
buona serata
“Io credo che dovresti immedesimarti nella mia situazione prima di giudicare il bisogno di ricevere schiaffi, detto, tra l’altro da qualcuno che apre la bocca e sputa sentenza senza aver mai provato.”
Certo,perchè tu sai esattamente cosa ho fatto o non fatto nella mia vita…come no!
E non è arroganza questa?
Son sempre più convinta (e i tuoi post li ho letti,eccome) del fatto che cerchi solo di essere compatita e commiserata.
Accetti solo le pacche sulla spalla perchè ti fanno sentire nel giusto.Se qualcuno,in un modo o nell’altro,prova a spronarti,facendoti notare che ci può essere qualcosa che non va,magari,nel tuo atteggiamento,ecco che ti parte l’acido!
Sai che c’è?
Ha ragione toroseduto…ti piace troppo fare la passerella…
E anch’io come lui,me ne chiamo fuori!
Ciao
aria 85: ma vai a farti un bagno. Che é meglio. Arrivi, attacchi senza capire e ora te ne vai. Perfetto. Nn mi mancherai. La passerella la faccoo im strada dove mi conoscono…
Comunque nn mi sono permessa di commentare le tue lettere con tutta questa rabbia. Sinceramente rispetto il dolore degli altri e se devo solo sparare a zero sto zitta. Se posso aiuto, con tatto e gentilezza. Perché le storie degli altri vanno rispettate dato che ognuno ha la sua sensibilità..
Rossana, grazie per i tuoi consigli. Cercherò di fare del mio meglio e di moderare il mio carattere molto diretto. Nn mi piacciono gli ammenicoli e di solito dico le cose in faccia senza tanti pensieri, esattamente come nei post. Quello che mi fa impazzire é che loro sanno sempre una pagina più del libro, senza averlo nemmeno sfogliato. Tutt’ora dimostrano di sapere più di me anche nelle materie studiate all’università. É fastidioso. É umiliante. É da immaturi. E posso essere tollerante su molte cose ma nn su tutto.. Vorrei avere la tua moderazione, rossana. Perché anche se sopporto un po’ nn é detto che riuscirò a farlo sempre. E quando sbotterò saranno dolori…
Su mia madre hai ragione. É tardi per lei, nn si può fare più niente..
Stregatto,
capisco quando scrivi:
“Quello che mi fa impazzire é che loro sanno sempre una pagina più del libro, senza averlo nemmeno sfogliato. Tutt’ora dimostrano di sapere più di me anche nelle materie studiate all’università. É fastidioso. É umiliante. É da immaturi.”
ma quando tu stessa riconosci che è da immaturi, non dovresti andare a cercare altro. limitati al rispetto, che devi loro per tutto quello che ti hanno dato e che ti ha permesso di essere come sei. e poi sforzati di aggiungervi anche un pizzico dell’amore che affermi di provare per loro, forse soprattutto per tua madre, visto che tuo padre compare di meno nei tuoi post.
negli anni ho scelto da sola i principi con i quali orientare la mia vita. uno di questi, che troppo ingenuamente ho esteso a tutti (non solo a chi mi era affettivamente più vicino) è stato il seguente detto francese, forse di un anonimo:
“Aime-moi le plus lorsque je le mérite le moins,
c’est alors que j’en ai le plus besoin”
che, tradotto, suona:
“Amami di più quando lo merito di meno,
è allora che ne ho più bisogno”.
banale affermare che amare chi dimostra di amarci è molto facile. ben più difficile quando è necessario impegnarsi a fondo e superare barriere…
potrebbe essere anche un utile esercizio per migliorare l’impulsività del tuo carattere. mi sembra di aver compreso ora perchè tendi in qualche modo a metterti in luce più del necessario. a mio avviso, cerchi costantemente quanto inconsciamente di sconfiggere l’oscurità in cui i tuoi genitori ti hanno sempre tenuta e continuano a tenerti, forse soltanto per timore che tu ti estenda troppo e che questo possa arrecarti danno, come di fatto sta avvenendo, per lo meno nella tua difficoltà di comunicare con chi non ti conosce.
gran brutta cosa quando i genitori non sono capaci di accettare i figli per quello che sono, limitandosi a dirigerli ma ostinandosi a tutti i costi a volerli modificare! ti sembrerà strano ma anch’io ho commesso questo errore, sia pure in tono minore, spaventata da un figlio più “grande” di me. misurando le sue ali con le mie ho avuto paura che volasse troppo in alto e cadendo si facesse troppo male. così mi sono sempre ostinata a spingere un aquilotto a restare non dico a livello di un passero ma poco più in alto. e tuttora, pur avendo razionalizzato il tutto migliaia di volte, ancora non riesco a fare diversamente.
al diavolo Kant e la razionalità che dovrebbe permettere all’uomo di governare l’intera sua vita e di consentirgli di non sbagliare. come si fa a razionalizzare sentimenti come la paura o l’amore?
anche a te, come a mio figlio, manca quasi del tutto l’umiltà. cerca, se puoi, di modificare un poco questo tuo limite, cominciando magari ad andare in città in bicicletta…
con affettuosa simpatia
(segue post 30) dimenticavo: sbottare qualche volta, sui temi giusti e con le parole appropriate, potrebbe essere anche salutare per migliorare, reimpostandoli, gli equilibri nei vostri rapporti.
Ciao Stregatto, premetto che non ho letto altri tuoi post, anche se credo che ci siamo incontrate in uno scambio di commenti su un altro argomento. Lascio qui qualche riflessione, fermo restando che la tua vita la sai tu, quindi appunto sono solo riflessioni e non ti sto giudicando.
Io non ho notato sinceramente l’effetto passerella. La scelta di uno scambio nel forum o privato mi sembra assolutamente personale.
Penso che nel momento in cui una persona fa il punto della situazione per raccontare chi è possa anche dire ciò che secondo lui o lei nella sua vita va o non va, in cosa si sente realizzato e in cosa no.
Peraltro (e ciò lo dico in generale) quando una persona è molto abituata ad essere criticata e giudicata dagli affetti più prossimi (ovvero quelli da cui tutti desideremmo essere più confermati, perché è umano, anche se poi andando avanti nella vita possiamo rapportarci anche con maggiore serenità rispetto al fatto che non ci possano confermare, per carattere, indole, schemi diversi, o anche una questione culturale… ove non intendo un’ignoranza culturale, ma una propria visione di ciò che è giusto o sbagliato, e la proiezione delle proprie ansia e dei propri desideri ecc) può capitare che anche inconsciamente tenda a dover dirsi più di altri: questo nella mia vita va, questo mi riesce, in questo mi realizzo, e anche, sì, in questo sono brava/o.
E che spieghi che il suo lavoro funziona magari anche perché, poiché fa un mestiere insolito, artistico, si sente tormentato da anni con una sorta di schema per cui esistono i veri lavori e quelli “finti”, quelli in cui si suda sul serio e quelli in cui si gioca. Da quello che racconti pare, purtroppo, che tu abbia sempre dovuto mantenere in famiglia una posizione di difesa, rispetto al controllo, al ricatto morale, e altre dinamiche. Non dico ciò giudicando i tuoi genitori. Le loro strategie servono a loro per restare in equilibrio, il problema è che qui stiamo parlando del tuo.
Anche le resistenza che possiamo avere rispetto ai consigli o la nostra sensazione che i consigli che pure cerchiamo ci invadano non credo siano solo dettati dal fatto di non voler ascoltare o che si tratti di immaturità, non sempre e non per forza. Le resistenze che possiamo avere, anche che ci portano a dire: “non posso fare che così, voi non capite” sono più complesse. E’ vero che una maggiore indipendenza ci rende liberi e ci permette di conoscere meglio le nostre risorse, e anche magari di uscire da un copione che consideriamo senza scampo… tuttavia il fatto di restare nello schema cercando una soluzione al suo interno senza permettersi realmente di staccarsene di più ha spesso dei costi altissimi, deriva anche da sensi di colpa, dalla paura di ferire più che di emanciparsi e altro, quindi dire a qualcuno che non si emancipa maggiormente per mera comodità non porta molto lontano. fermo restando che concordo con la tua strizzacervelli, fermo restando che comprendo che lo stacco ti spaventi perchè il distacco
la libertà, l’autodeterminazione e l’indipendenza, l’uscire dagli schemi dei tuoi genitori, ti sono sempre, mi pare, fatti passati attraverso il filtro del ricatto morale, della conseguenza catastrofica, sia a livello materiale che emotivo. Ed è soprattutto quello emotivo che genere ansia, più di quello materiale. Peraltro per chi in qualche modo (e non sto dicendo che sia il tuo caso, te lo pongo solo come riflessione generale) si è sempre ritrovato anche in una posizione di risolutore dei conflitti (spetta a me trovare un modo per mantenere l’equilibrio generale, spetta a me capire, spetta a me non esagerare nel ecc) ciò può avere una forte valenza anche nello scegliere.
Mi ripeto, Stregatto, io non conosco te, i tuoi genitori, la tua vita, mi permetto di fare alcune riflessioni dicendo delle impressioni sperando possano esserti utili. Se non hanno nulla a che vedere con te buttale via e bon.
Tu parli di una parte della tua vita in cui ti senti bene, realizzata, più libera, se ho capito bene, poi parli della tua vita a casa che è di tutt’altra specie. e’ vero che noi siamo fatti di tante parti e possiamo usare diversi registri a seconda delle situazioni, tuttavia è difficile essere se stessi in modo part-time. E la nostra vita è fatta comunque di vasi comunicanti. Se il nostro lavoro va bene può darci energia per resistere nel privato che è duro, il nostro privato che è duro può comunque toglierci energie e lucidità nel nostro lavoro. Cioè, anche se facciamo 1000 magari faremmo 12000 se fossimo in generali più sereni. E anche nella nostra vita sentimentale non viaggiamo a compartimenti stagni rispetto al nostro più generale sentire. Quando dico 12000 non intendo produttività, intendo altro. nè parlo di una perfezione generale. Ma intendo dire che comunque Stregatto è Stregatto, e che anche se è molto brava a barcamenarsi per tenere in equilibrio tutto ciò le costa molta fatica, tanto più se ha scelto un compromesso di una vita divisa in due. Un compromesso che, se è così, e se lo hai scelto per mantenere un equilibrio, ovviamente ha un senso. Tuttavia forse (non mi permetto di intromettermi nel tuo percorso con la strizzacervelli, ripeto è solo un’ipotesi, una riflessione) quello che la tua striz cerca di dirti è che non potrà funzionare all’infinito. Ma non perché esploderanno gli altri, ma perché esploderà la tua voglia di una vita e identità (che certo è un concetto ampio, ma c’è una naturalezza nel sentirsi fatti di tanti lati, o una sofferenza nel sentirsi castrati) unica e completa, e non part-time. Così come va ora non ti dai forse la possibilità di realizzarti completamente in quello che vorresti, anche inconsciamente potrebbe darsi, perché farlo per i tuoi corrisponderebbe ad un abbandono? Ma tu sai che non li abbandoneresti mai, anche se andassi a vivere in australia. anche se comprendo il tuo timore di perderli se esci dallo schema e dal compromesso, che però, mi sa, non fa bene a nessuno. Ciao!
Luna,
ho molto apprezzato la tua analisi. se fossi in Stregatto mi spaventerebbe il suggerimento finale, anche se mi sa che sia quello più azzeccato, quasi la strada obbligata, da attuarsi nel modo meno doloroso possibile.
Ciao Rossana, sono sempre molto felice di risponderti! Mi piace questo confronto! =)
Allora, un conto è la paura che un figlio voli troppo in alto, un altro ostacolare il suo cammino per futili motivi e con mediocri mezzi. Loro all’inizio appoggiavano il mio lavoro, mentre ora…Non c’è possibilità di un confronto e se anche ho delle sconfitte e ne parlo (come si dovrebbe fare in famiglia) ricevo in risposta nessun conforto e il solito leitmotiv ‘ma io da giovane alla tua età ero… e facevo…’
Questo è impedire che uno possa vivere la sua vita. Tutto per un sistema proibizionista e moralista. Il confronto non c’è su niente, non solo sul lavoro. E poi si lamentano che parlo solamente di cose futili. -.-‘
Da parte di mia madre non c’è mai stato un discorso come il tuo che ammetti di aver raffreddato gli entusiasmi di tuo figlio per paura. Da me c’è solo presunzione di sapere cosa è meglio per me (neanche avessero una sfera per le previsioni del futuro). Davvero, Rossana, per come sono fatta è impossibile resistere alle provocazioni di chi non sa niente e crede di sapere tutto.
Io non so tutto, cerco di essere nel mio una persona umile anche sul posto di lavoro, per quello che riesco, ovviamente. Si ha da imparare da tutti e sempre. Ho girato tutt’Italia e l’Europa tenendolo ben presente, ma detesto chi mi mette i piedi in testa e parla di come va fatto il mio lavoro pur non avendo mai provato. Non ha minimamente senso! e fa infuriare le persone!
Quel che non ho ancora detto è che alcuni amici che sento regolarmente notano i miei cambiamenti quando sono a casa. Dicono che mi sentono perennemente nervosa, pessimista, sul negativo andante. E credo che sia merito di tutta la ‘positività’ che trasmette mia madre.
Luna, ciao! è un piacere parlare con te. Ho letto i tuoi post e mi sono piaciuti tantissimo. Grazie per essere intervenuta.
Hai ragione, la mia posizione è quella di difesa. Difesa del mio lavoro e della fatica che faccio! Come dici tu siamo nella vecchia concezione di lavoro=fatica. Io non produco niente di concreto, dunque il mio non è lavoro (ma hobby) e di conseguenza non faccio alcuna fatica (magari!).
La scelta di parlare qui di questi problemi è oltre che uno sfogo (non me ne vogliate, per favore!)un modo per cercare altre idee per risolvere la situazione!
Come dici tu l’emancipazione ancora incompleta della sottoscritta non è dovuta alla comodità del guscio domestico (che per me è estrema scomodità) ma ai continui ricatti morali e materiali a cui giornalmente vengo sottoposta. Se me ne andassi nelle zona di mia sorella la porta sarebbe sbattuta in faccia automaticamente. Vorrei evitare rotture drastiche.
Giustamente il compromesso dell’equilibrio è destinato a durare per poco ancora. Troppo spesso sbotto, o mi innervosisco o litigo. Perchè il mio livello di sopportazione è giunto al punto critico. Una madre impicciona, egocentrica, capricciosa, ricattatrice e demolitrice non è decisamente quel che ci vuole.
Siamo d’accordo che niente è dovuto ma è alquanto illogico non trovare alcun appoggio in casa! è da pazzi. Si dice che in famiglia si condivide tutto, il bello e il brutto. Beh da me non si condivide affatto, perchè il bello viene smontato e il brutto non è comodo da ascoltare.
Mia madre e mio padre vivono nella favola di Alice nel Paese delle Meraviglie. Non sanno cosa c’è fuori eppure dicono che il problema sono io! Eh si. Sicuramente. Perchè una che piange tutto il giorno no che non ha problemi!
In definitiva quando dici che spendo energie per mantenere l’equilibrio hai ragione. A volte sono così stanca di fingere di essere un’altra persona che non ne posso più.
L’estate poi è il momento peggiore. =/
Comunque Luna mi ha fatto piacere leggerti e ti ringrazio di cuore per il tempo che mi hai dedicato con la tua risposta!
Ciao Stregatto…Io posso darti solo il mio modesto parere sulla base – purtroppo – anche della mia esperienza, per certi versi simile alla tua…E comprendo anche, perfettamente, che tu non voglia una rottura netta con i tuoi. Ma il sistema c’è, nei limiti perlomeno della TUA PARTE (e dopo te lo dico). Prima vorrei dirti che la tua psicologa, e mi dispiace, ma penso che abbia ragione. Stregatto: per la mia esperienza non si può “curare” un’altra persona… Puoi solo cercare di stare bene tu, e in caso mantenere il più possibile un buon rapporto: visitare i genitori, buttarti alle spalle le critiche (peraltro insensate e fondate in prevalenza su problemi psicologici dell’altro, su vario tipo di violenza e ricatti…). Qualcuno qui ha parlato, anche giustamente, di buttare giù BARRIERE. Ma vedi, se tu le butti giù e l’altro le crea continuamente, puoi farci veramente qualcosa? Puoi ottenere una vera comunicazione? Ecco che si rimane fregati… I rapporti diventano continui litigi, conflitti sempre uguali… No, Stregatto, così non si può andare avanti. Vengo allora alle soluzioni CONCRETE, quelle sole contano, i fatti, dopo le analisi… Le soluzioni, nel tuo caso (ma parlo anche per me), sono avere una tua vita, purtroppo lontana dai tuoi genitori. Dalla loro, purtroppo, negativa influenza. Il tuo problema, Stregatto, è solo il lavoro, la tua indipendenza, e il dover stare, periodicamente, sotto ricatto…Allora, secondo me, la soluzione è: avere un lavoro per tutto l’anno, sostituire in caso il lavoro che vuoi, quando non lo hai, con un altro lavoro per l’estate. Dai tuoi genitori devi andare solo per vacanza… Per andare a trovare loro, e non per non sapere come passare il tempo, litigando su se fai tardi la sera o no. Vai per un poco, stai con loro, fai quello che loro desiderano (non conosco le loro abitudini, ma una vaga idea la posso avere) e RIPARTI. Non dire loro che vai da tua sorella. Se necessario MENTI. Di’ che sei costretta ad andare, per LAVORO e basta. E quando te ne vai, vai tranquilla, senza litigi, A CAUSA DEL LAVORO. Se loro sono arrabbiati, comportati normalmente. Se loro cercano lo scontro, tu non lo fare: stai semplicemente andando via per lavoro… Telefona loro, come nulla fosse, quando sei lontana, per sapere come stanno. E se tua madre piange… Francamente, è ovvio, è un problema suo…In questa famiglia mi pare evidente che ci siano dei problemi, e da parte dei genitori, per i figli in conseguenza: due figlie che hanno problemi con i genitori non sono un caso.
Se possibile vai pure vicina a tua sorella, è bene coltivare il rapporto con lei, e non perdere anche lei… Basta non dirlo ai tuoi genitori. Di’ sempre che vai per lavoro, che la sorella non la vedi e non la senti (se così loro, nella loro estrema problematicità, desiderano…),e piuttosto organizzatevi voi due a sostenervi a vicenda, anche nei periodi in cui non hai lavoro tu. Si adatteranno alla situazione. DOVRANNO. Dipenderà anche da te, per la tua parte.
clarissa, io sto già facendo un po’ di quel che dici. Mento sempre sui rapporti che ho con mia sorella. E vego accusata di falsità e altre cose.
Davvero nn capisco il motivo di tanto astio. Nn ha senso. E come dici tu dovrebbero chiedersi cosa c’é che nn va se in due abbiamo problemi! Grazir clarissa, cercherò di cambiare lavoro sennò come dici tu esploderò a breve!
Stregatto,
se ho capito bene (altrimenti contraddicimi pure), al momento non puoi contare su una tua indipendenza economica, pur avendo un lavoro che ti piace molto. e non è che con i tempi che corrono sia facile trovarne altri più sicuri o più remunerativi…
se vuoi mettere da parte il denaro per comprarti un piccolo appartamento tutto tuo (per non sprecare risorse in affitti, nemmeno condivisi), non ti resta che barcamenarti meglio che puoi nella relazione con i tuoi (che pure affermi di amare), fermo restando che un distacco da loro (più “morbido” possibile) sia nella logica evoluzione della vita di una giovane donna, soprattutto se angariata e incompresa in casa.
se vogliamo essere concreti, forse al momento qualche lavoretto estivo, che riduca la tua permanenza in casa e ti consenta di raggiungere prima il tuo obiettivo di autonomia, resta il compromesso più semplice per superare questa stagione.
il resto avverrà con tempi e modi non facili da identificare a tavolino… quanto al motivo di astio dei tuoi, se non è dovuto a una loro chiusura al mondo esteriore, facilitata dall’ambiente ristretto in cui vivono, questo dovrebbe essere da te analizzato a fondo, perchè è sempre utile capire, pur essendo consapevole che difficilmente, a questa loro età, i loro punti di vista potrebbero cambiare…
Ciao Stregatto. Oh, io lo immagino che tu stia facendo già (e che tu lo stia facendo da chissà quanto tempo) quello che dicevo… Non staresti così, cercando una mediazione, un dialogo, con chi è rigido e ti aggredisce e ti dimostra continuamente sfiducia (nemmeno a una ragazzina di quindici anni, un genitore SANO, io ritengo, dovrebbe guardare dentro la borsetta: un genitore dovrebbe insegnare la buona educazione, essendo lui estesso educato… Ritengo, e insieme fondare i rapporti sulla FIDUCIA, e principalmente poi con i figli… A partire da quando sono piccoli…) e avresti rotto come tua sorella, che probabilmente era più grande e non sapeva che altro fare. Tu invece hai il suo esempio e vuoi evitare gli stessi “errori”. Infatti non devi rompere con loro, devi solo andartene PER LAVORO, perché hai un impegno e non puoi non mantenerlo… Non possono dirti niente così. Diranno lo stesso, ma se tu vai senza litigi non potranno chiuderti la porta definitivamente… E se lo faranno sarà una scelta tutta loro, non potrai farci niente. Spero che potrai almeno mantenere e continuare a mantenere un rapporto importante con tua sorella. Penso – immagino – che lei abbia sofferto molto e soffra ancora. Restate unite, almeno voi due. Vi sono mancati, purtoppo, dei genitori equilibrati… Non credere: è cosa abbastanza diffusa… Non perdere tempo ed energie preziosissime, a chiederti perché loro non si fanno domande… Hanno dei problemi e tu non puoi aiutarli. Non ora, almeno. Hai bisogno tu. Di pensare alla tua vita in maniera positiva. Di evitare scontri continui dovuti a loro comportamenti irrazionali, assurdi, che non ti portano a niente: solo a farti male.
Sei una ragazza in gamba, Stregatto. Hai bisogno di ritrovare la fiducia: e non la troverai lì, ma dove avrai qualcuno ti dimostri che ti stima e che ti ama veramente.
Quando sarai più forte, più sicura, allora, forse potrai fare qualcosa per i tuoi genitori. Li vedrai per quello che sono; li accetterai per quello che sono, probabilmente provando solo bene per loro, compassione per i loro umani limiti e i problemi irrisolti… E anche avendo la consapevolezza che non cambieranno mai… Tuttavia sarai serena: se avrai costruito la tua vita non potranno distruggertela.
Poi vorrei aggiungere una cosa, sul fatto che tu venga accusata (assurdamente, appunto) che fingeresti di non avere rapporti con tua sorella (mentre dietro questa accusa c’è l’altra accusa/imposizione: che tu NON DEVI avere rapporti con tua sorella. Perché? Perché così HANNO DECISO LORO, punto, questa è la sostanza, che non tiene, peraltro, MINIMAMENTE in conto della TUA SOFFERENZA, la mancanza di tua sorella e l’essere preoccupata per lei…). Pensa a questa cosa, ai numerosi tentativi che devi aver fatto: con soggetti come i tuoi genitori, per esempio sul “problema sorella”, le soluzioni sono due, A e B.
A, dici loro la verità. E ti aggrediscono e ti mettono in croce. Continuamente.
B, menti. Ovviamente loro possono capire che tu puoi invece al momento avere rapporti con tua sorella, che stai mentendo ecc. Risultato? Ti aggrediscono e ti mettono in croce. Continuamente. (Menti e inoltre vedi tua sorella: doppio errore tuo, secondo loro, e “dramma” loro, secondo loro).
Dunque, come vedi, con qualcuno, una comunicazione “normale” non è possibile. Si tratta allora solo di difendersi, per quanto si può, da assurde e inutili aggressioni.
Ergo: se menti qualche dubbio almeno lo hanno. E quindi i conflitti, le aggressioni, sono limitate, rispetto a dire loro, spavaldamente: sì, è mia sorella, le voglio bene e io voglio vederla!
Capisci bene che questa, per loro, sarebbe una dichiarazione di guerra, equivalente a dire loro: allora chiudete anche con me.
In un certo senso, forse inconsciamente, è quello che vogliono: perché loro, essendo negativi, cercano solo di perpetuare conflitti e crearne di nuovi.
Tu a questo giochino non devi stare.
E’ per questo che devi MENTIRE, stare CALMA, e inventare persino che l’unica ragione per cui te ne vai è UN IMPEGNO IMPROROGABILE DI LAVORO, e naturalmente lontanissima da tua sorella, che loro ci credano o no.
Mi raccomando, quando sarai lontana, chiamali, fatti sentire presente per sapere – semplicemente – come stanno: tu mica hai litigato con loro… :-))
Auguri Stregatto…
Clarissa, hai perfettamente ragione. Di fatto i miei genitori odiano mia sorella che ha avuto gli stessi problemi miei ma ha reagito più bruscamente. Del resto ognuno è fatto a modo suo…
Come dici tu che io dica che la vedo o che io dica che non la vedo è uguale. Il fatto poi di uscire di casa, io vorrei, ma senza un lavoro fisso non c’è possibilità di mutuo e posso risparmiare quel tanto. E’ un casino e mi chiedo perchè noi giovani non possiamo avere la possibilità di sognare un posto fisso, soprattutto se si vive in un clima come il mio….
Rossana, per fare quello che dici tu dovrei spostarmi in una zona turistica e fare la stagione… Ciò risulta difficile perchè dovrei anche lì pagare l’affitto e non risparmierei niente! Che situazione del cavolo….
Rossana, scusa non ho capito bene @se fossi in Stregatto mi spaventerebbe il suggerimento finale
intendi dire il distacco?
Stregatto: @Siamo d’accordo che niente è dovuto ma è alquanto illogico non trovare alcun appoggio in casa! è da pazzi. Si dice che in famiglia si condivide tutto, il bello e il brutto. Beh da me non si condivide affatto, perchè il bello viene smontato e il brutto non è comodo da ascoltare.
La logica del quel che dovrebbe essere e invece non è spesso purtroppo distoglie dal quel che è. Anche perché genera ancora più frustrazione. In realtà, a diversi livelli, si verifica spesso che nei rapporti famigliari ci siano attriti ed incomprensioni, anche solo per un modo diverso di guardare le cose, per dinamiche che hanno radici antiche e tramandate, per disagi personali che inevitabilmente si riflettono, o anche e persino per il fatto che il concetto di “appoggio” viene interpretato proprio nel modo che risulta invece l’esatto suo contrario.
Ho sofferto molto per il “la logica dovrebbe essere che”.
Combattevo non solo con la frustrazione del quel che era, e del fatto di trovare il modo di stare in equilibrio anche con i sensi di colpa o con il naturale desiderio di opposizione che può nascere nel momento in cui ti vengono imposte le cose (di fatto ci si castra da soli nel momento in cui non si riesce a sentire veramente il “cosa è meglio per me”) ma anche con il dolore del “non dovrebbe essere così”.
In realtà attiviamo le nostre risorse nel momento in cui affrontiamo ciò che è, anche se il confronto con ciò che dovrebbe essere ci genera dolore.
Io posso dirti che con i miei c’è stato un salto di comprensione e di venirsi incontro e di appoggio proprio nel momento in cui basandomi sul quel che è, e non potendone più, istintivamente più che razionalmente, mi sono allontanata.
Io non ne potevo più di diverse cose, ero in una situazione meno grave riguardo i genitori in sè (non comunque semplice, credimi) ma globalmente più grave, da ogni punto di vista (veramente ogni, inclusi soldi, vita privata, salute, mia ansia e stanchezza, un disastro). avevo intorno persone che anche in buona fede mi generavano però confusione, ansia, frustrazione… in buona fede intendo che seguendo i loro schemi e le loro modalità mi caricavano, ecco perché ti dico che non sempre chi ti fa male pensa che non sta facendo invece il tuo bene. Basta essere quel tanto solipsisti che basta.
un giorno non ho potuto che allontanarmi, da tutto. E non ci ho pensato, l’ho fatto. Con una soluzione solo provvisoria, quattro cents in tasca, il cuore che andava come un tamburo, una depressione post stress e molestie morali, sapendo che la mia famiglia avrebbe letto la cosa in maniera negativa (non vivevo già con loro, ma sarebbe un casino spiegarti il tutto). Non ho pensato: uè che figo, la mia vita ora sarà splendente.
Non ho pensato: ora do loro un segnale.
Non ho pensato: dopo tutto si rivolverà.
Ho pensato: o mi sposto da tutto o crepo. Anzi, ho sentito.
E ti assicuro che era vero.
Ho passato mesi a sapere che era la cosa giusta, e al contempo a soffrire come un cane che ulula alla luna. Perché pensavo che mai più mi sarei seduta con i miei allo stesso tavolo. Quando mi sono seduta allo stesso tavolo non mi guardavano in faccia. LORO erano incazzati con me. LORO. quando io avevo milioni di ragioni per essere incazzata come un toro. Ma mi ero anche stancata di cercare di spiegare il perché, di cercare un punto di incontro. Li amavo? Sì,ma avevo anche ragione di essere incazzata, delusa da loro, quanto loro potessero esserlo di me, ma anche per delle loro idee su cosa è giusto e sbagliato. Ero devastata da ciò che in teoria dovrebbe essere e non era. Perché da un lato il fatto di starmene a distanza mi era necessario. dall’altro pareva a tutti incredibile, allucinante, pazzesco che i miei non venissero a informarsi di dove stavo, con chi stavo, come stavo. Che facessero gli incazzati invece di dirsi: roger, abbiamo un problema. Forse lei sta cercando di dirci qualcosa. Forse non sta cercando di dirci niente, semplicemente è, però forse anche noi di alcune cose non abbiamo capito un c.....
Non sto dicendo che questa sia la soluzione, e ti racconto la mia esperienza perché è mia, non perché possa essere in qualche modo esemplare. Sto dicendo però che se spesso il compromesso continuo è una perdita di energie devastante anche l’idea che per staccarsi – il giusto – debba essere tutto a posto e sotto controllo con mamma e papà che ti dicono ti auguro tanta fortuna stella mia rischia di essere proprio ciò che rischia di far vivere tutti in una situazione di merda avanti e avanti. Allora il contributo al mantenimento di copione è di tutti. ad un certo punto se qualcuno decide di uscire da uno schema malato forse gli altri vorranno starci lo stesso, perché non possono farci nulla. O forse qualcosa si muoverà anche in loro. Forse. Non è scontato. Prendere atto che non sia scontato è molto doloroso. Prendere atto del fatto che non se ne può proprio più anche, certo.
Ieri un mio amico, fidanzato con un uomo da 10 anni, mi ha detto che la mamma di lui finalmente ha accettato l’idea che stanno insieme. Loro due sono una bella coppia, solida. La loro storia funziona. Per 10 anni sicuramente hanno patito lo stress di questa situazione. Hanno dovuto fare dei giochi di equilibri, però hanno anche portato avanti il fatto che non potevano certo negare a se stessi nè di essere gay nè di voler stare insieme. Hanno difeso il loro spazio, il loro sentire, combattendo anche la frustrazione/dolore che dà il distacco dalla volontà di chi ti ama, ti ama come sa, ti ama male, ti fa venire pure il dubbio che non ti ami. Non c’era certezza che le cose sarebbero cambiate. E dubito che adesso la mamma sarà contentona ye ye. Ma anche lei ha dovuto valutare il quel che è loro, fare la sua parte. Tu sai per te, Stregatto, ovviamente. Non può dirti qualcun altro quando e come e se. Comprendo le tue paure. Un abbraccio.
Grazie Luna, cercavo appunto un confronto con chi avesse avuto situazioni simili non all’interno della mia famiglia.
Io sembro la pazza, quella ribelle, quella controcorrente. Gli altri? tutti bravi, figli modello. Già, una si faceva un professore alle superiori, quell’altro si fa di canne, un altro è mezzo alcolizzato e un altra ancora ha avuto un figlio a 20 anni. Giusto o sbagliato non sta a me dirlo ma sentire che questi sono migliori di una che si è sempre fatta il c..o studiando e lavorando senza fare cazzate di questo tipo mi fa veramente incazzare. Idem mia sorella. Povera, lei ha avuto una vita veramente difficile con i miei. L’ottusità regna sovrana a casa mia.
Si dicono cose sbagliate solo per ferire. E se uno sta male c’è sempre un altro che piange al posto suo, si dispera e fa la vittima per lasciare intendere che lui sta peggio.
Pochi giorni fa litigando su banali questioni qualcuno si è messo a sputare sentenze: “eh, tu non esci mai perchè qui nessuno ti calcola, non hai amici…” Questo non è vero. Gli amici ce li ho ma si sono scocciati di venirmi a prendere ogni santa volta e poi riportarmi a casa solo perchè non posso mai usare la sua dannata macchina. Non ha minimamente senso! A questo ho risposto che se non esco è perchè vorrei evitare capitassero spiacevoli situazioni come in passato. Ovviamente bella scenata con lacrimoni.
Dico io, ma con tutto quello che guardano Chi l’ha visto e i tg ma non hanno proprio capito una mazza??? A me anni fa un tipo ha messo le mani addosso in macchina, svoltando in una stradina buia. Sono scappata in mezzo ai campi e ho chiamato un taxi. Tutto perchè non si deve usare la sua macchina. Bene. Peccato che si trattava di un amico che conoscevo da 10 anni e non aveva bevuto. Io poi non bevo mai. Mai una multa o un incidente. Direi che si può stare più che tranquilli.
Dopo aver detto questo ovviamente arriva da me mia madre con la coda tra le gambe e comincia a dire che avrei dovuto parlarne con lei. Cooosa? Con una con cui non ho mai condiviso niente devo parlare? Con chi mi ha ostacolata in qualsiasi storia semi seria o seria con un ragazzo? Con chi mi ha portata all’esasperazione facendomi mollare il mio ex? Come no, mi viene così spontaneo.
‘Non hai mai niente da dire’ ‘il nostro rapporto da madre a figlia non esiste più da oggi’. Il rapporto non c’è mai stato perchè non è mai stato fatto niente per coltivarlo.
Racconto questa per far capire con che persona ho a che fare quotidianamente. Mia sorella a 31 è stata bloccata in corridoio da mia madre che le disse “cosa credi, che io e tuo padre siamo stupidi? sappiamo che con quello (rif. al suo ragazzo del tempo) non giochi a carte. Ci vai a letto, eh?”
31 anni. E’ scandaloso. Io me ne voglio andare a gambe levate. Io non sarò mai come lei. Io ne ho passate un po’ di tutti i colori e non ho avuto un cammino facile. Posso essere immatura finchè volete ma so cosa voglio dalla vita e so come dev’esse
scusate lo sfogo, ma a volte ne ho piene le tasche di questa bagarre che continua da anni… Non se ne può più. Ci si lamenta del rapporto inesistente e poi non si fa nulla per pensare a come ci si è comportati per ostacolarlo in ogni modo.
Luna come dici tu il problema non è essere decisi, ma che rimani purtuttavia condizionato da quel modo di pensare, agire e giudicare. Ti riempiono di sensi di colpa, fanno il teatrino degli infilzati quando torni a casa. Sperano di farti male e di controllarti. No, non è controllo. E’ solo un modo per manipolare le idee e non funziona sempre e su tutti.
Grazie ancora Luna, farò tesoro dei tuoi consigli. Ps. La tua esperienza è abbastanza simile alla mia!
Luna,
sì, intendevo il distacco (inevitabile) in modo violento. so che hai ragione su tutta la linea ma temo il fatto che percepisco Stregatto ancora troppo legata emotivamente (ma posso anche sbagliare), in quanto troppo reattiva.
che debba lasciarsi alle spalle questi genitori che non capiscono i mutamenti generazionali è innegabile (fra l’altro, tutti i figli dovrebbero farlo, a maggior ragione quelli che sono in sintonia con la famiglia). preferirei, per lei, che questo avvenisse in modo graduale, acquistando prima, passo a passo, la sua autonomia economica, per non fare un salto nel buio non soltanto nel recidere di netto il sentimento che prova.
so, per esperienza, che certi distacchi avvengono proprio come hai descritto: “Ho pensato: o mi sposto da tutto o crepo. Anzi, ho sentito.”. tuttavia, vorrei che lei potesse contare almeno su una minima sicurezza a livello economico.
proprio la mancanza di questa mi ha indotta a suggerirle di trovare ancora dei compromessi per il tempo necessario a raggiungerla.
poi, lei sola sa come si sente, cosa può fare per migliorare la situazione sotto tutti i punti di vista e come riesce a giostrarsi nei suoi equilibri. sono sicura che la tua esperienza diretta e il confronto con te le potranno essere molto utili.
cara Rossana, ciò che dice mia sorella é esattamente quello che dici tu. Lei é stata quella del salto nel buio. Ha passato i suoi anni migliori a portare pizze per guadagnare da vivere e pagarsi in parte gli studi.
Lei mi sconsiglia di ripetere la sua esperienza e mi esorta a sopportare finché mi é possibile. Certo é dura.
E il limite maggiore é quello economico.
Mi scuso per la reattività, giorno dopo giorno il vaso si riempie, finché nn straripa. A quel punto é impossibile contenere tutto a magguor ragione se si é in anonimato in un forum comprensivo e d’aiuto. Grazie anche a te, cara rossana, per l’aiuto che mi dai!
ROSSANA: capisco quello che vuoi dire, le tue perplessità. Il fatto è che potremmo metterla così: un file per volta.
E il fatto che non possiamo controllare i pensieri e le reazioni degli altri. Intendo dire che è ovvio che in una situazione con queste dinamiche e molto tesa, vista anche l’esperienza di sua sorella, pare scontato l’assioma: se mi sposto, se penso a me, inevitabilmente taglierò i ponti. Loro reagiranno in un certo modo perchè io sarò la traditrice numero due. Tuttavia il fatto di considerare ogni personale dichiarazione di indipendenza interiore, prima che esteriore, un attacco, un tradimento, una volontà di mettere disordine in un ordine costituito e non per ciò che è, cioè una semplice manifestazione di se stessi, che potrebbe equilibrarsi in maniera più armonica anche in una dinamica di gruppo famigliare, è un problema loro, non di sua sorella o stregatto. Può darsi, non è scontato, che loro reagiscano così. Poiché noi basiamo le nostre considerazioni sull’esperienza, l’esperienza dice a Stregatto che difficilmente i suoi potranno capire o reagire in modo assertivo. Cio è più realistico che pensare al Mulino Bianco. Tuttavia Stregatto continua a non centrarsi su se stessa (in modo costruttivo) perchè appunto è sempre in atteggiamento reattivo-difensivo-oppositivo ecc.In sintesi vive in ansia generalizzata. Cercando di far quadrare il cerchio ogni mattina, saltando come un canguro, non riesce a dirsi veramente: quali sono i passi che posso fare veramente per me? di fatto si autolimita in continuazione. Può darsi che i suoi reagiscano secondo il loro copione (in quel caso faranno una scelta, a loro volta. non è che loro sono esonerati dal fare scelte, solo perché hanno un certo copione, pure che quelle scelte non riescano ad esularne. Ma non è che loro non abbiano scelto se rifiutare o accogliere le istanze di autodeterminazione di sua sorella). e se così è, per quanto ovviamente non possa essere irrilevante anche dal punto di vista emotivo (soprattutto) che reagiscano in opposizione ecc, comunque Stregatto percepisce che così per lei è impossibile continuare. Il fatto che sua sorella abbia avuto a sua volta certe dinamiche con i suoi genitori da un lato ha creato altri giochi di equilibri globali di cui Stregatto si sente responsabile, credo (è rimasta lei di guardia al fortino?) e di cui si sente faticosamente parte. Al contempo però se fosse figlia unica le sarebbe ancora più difficile forse notare quanto una certa dinamica sia proprio dei suoi genitori e quanto loro si siano ostinati a mantenerla nonostante la reazione della sorella. Di fronte ad un diverso stimolo insomma hanno scelto di non cambiare strategia. D’altra parte però hanno ancora Stregatto, Stregatto su cui investire ancora di più tutto ciò che è possibile per dimostrare che non è loro l’errore, che loro hanno ragione, e che quella della sorella è stata mera insubordinazione. Abbiamo una figlia dissidente, ma l’altra è ancora qua. Questa la raddrizziamo.
Così dimostreremo anche all’altra, oltre che a noi stessi, che noi abbiamo ragione. Ovviamente Stregatto io faccio delle ipotesi, e anche mi scuso perché non posso sapere se le dinamiche sono proprio queste (e non è che i tuoi giocano a Risiko, i tuoi, da come tu racconti, mettono semplicemente in atto un copione che per loro è scontato, pessimo pure che sia. Privano anche loro stessi di una vita più armonica e più aperta, prima che tua sorella e te. Ma come possono dare agli altri quello che non sono capaci di dare a se stessi? Sopratutto se considerano ogni apertura un pericolo). Tu hai detto che non hai bisogno di leggere libri, ciò lo sai tu. Io onestamente credo che ci siano invece dei testi che potrebbero aiutarti, se non li hai già letti. Non ovviamente testi tipo “diventa manager in 4 giorni” o cose del genere, ma dei testi, seri, seppure divulgaltivi, che parlano di certe dinamiche forse, anche se non possono risolverti i tuoi problemi, potrebbero affiancarsi al tuo lavoro personale, anche darti dei punti di vista inediti rispetto al meccanismo. Non sono del tutto convinta che non potrebbero anche dirti cose che non sai, o che non riesci a cogliere essendo così dentro a questa dinamica. Apparenti sfumature anche. Riguardanti il tuo ruolo, non solo il loro.
Rossana, io non stavo dicendo a Stregatto di scappare stile chi l’ha visto senza soldi in tasca. E’ ovvio che le scelte vanno sentite e fatte con logica. ma bisogna riuscire a permettersi quella logica, costruttiva, più ampia, che nelle sue risorse va oltre alle idee fisse e anche autolimitative proprie del copione. Convidido il tuo punto di vista. Stregatto deve fare delle “svolte” per stare meglio, non peggio. Ma non penso sia questione di salti nel buio, quanto di vedere e vedersi. Bisogna stare anche attenti a non restare incastrati in un meccanismo per cui è proprio la situazione a impedire di attivare le risorse di cui si pensa si dovrebbe aver bisogno per spostarsene. Mi spiego?
Si rischia di andare per estremi: se non ho 3000 euro (dico per dire) non mi posso spostare, mi sposterò quando avrò 3000 euro. Nel frattempo però sono in blocco e non mi concedo neanche di trovare delle vie per mettermi sulla strada di averne 1500 e scoprire che non è vero che se mi allontano così morirò o succederà una catastrofe. Il fatto di stare continuamente in opposizione-difesa-tenere sotto controllo una dinamica di controllo ruba tanta energie e lucidità, anche nella persona più lucida ed intelligente. Il punto di svolta quindi è interno, riuscire a cercare soluzioni non più solo dal punto di vista della difesa-opposizione-controllo della situazione. Fossero pure passi minimali, che al momento possono pure passare inosservati, ma, uno vicino all’altro, cambiano la propria parte nel copione. da dentro. ciao 🙂