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Stare in casa è un’agonia

di Stregatto88

Riferimento alla lettera: Ciao a tutti! Premetto che ho già scritto una lettera in un'altra sezione e sinceramente non è stata una buona idea. Vorrei se possibile avere un confronto e uno scambio... Allora, inizio da principio. Il mio lavoro consiste in molti viaggi e periodi lunghi fuori casa. Dato che al momento...
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Data di pubblicazione: 3 Agosto 2011

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Categorie: - Me Stesso

55 commenti

  • 26
    Stregatto88 -

    ciao rossana,
    Grazie per le tue parole sempre ben accette.
    La psicologa ha proposto una soluzione drastica (andarsene) e lasciarli perdere. Dice che il tempo darà ragione a me.
    Cosa che, sinceramente nn condivido visto che sarebbe sbattere la porta in faccia a qualcuno.
    Per quanto riguarda il livello scolastico nn sono laureati, invece per l’età si collocano nella sessantina di anni. Quello che secondo me é il loro limite é nn aver girato il mondo, avere pochi scambi di informazione (aggiungo al ‘chiuso’ anche un atteggiamento ‘selvatico’) con pochissimi amici. Nn sono mai stati due simpaticoni circondati da persone amichevoli. L’opposto mio.
    Rossana, io so le difficoltà che hanno passato, ne sono cosciente, così come sono cosciente del fatto che mia madre ha subito dei traumi mai risolti. Ecco perché ipotizzo depressione ed esaurimento. Nn può esistere un confronto costruttivo se tutt’ora mi si controllano i movimenti di conto corrente e si commentano le mie spese come inutili e mal fatte. Nn ci può essere dialogo se alla mia età si guarda ancora cos`ho nella borsa. Fumo? beh saranno anche affari miei! Ci si fida ancora di quello che dicono gli altri. Il ‘ricatto’ secondo loro peggiore é “ecco, d’ora in avanti racconterò cosa fai e come ti comporti a tutti e nn dirò sempre che va tutto bene”. COme se agli altri importasse qualcosa. Come se gli altri raccontassero a lei i problemi!
    É questo che nn va. Capisci?
    Ieri c’é stato l’ennesimo scontro e sono stata definita ‘cattiva’ perché voglio andare via, lontano.
    Io ci provo a lasciar perdere…

    Per quanto riguarda l’eredità gliel’ho ripetuto mille volte che la vita é lunga e possono aver bisogno di molti soldi per l’assistenza. Ma se parlo di questo cominciano i ricatti più seri ‘spero di morire presto’, ‘lasciami in pace che mi viene un infarto’.
    La psicologa dice che con sto ritmo impazzirò. Forse é l’unica cosa buona che dice…

  • 27
    rossana -

    Ciao Stregatto,
    quasi certamente la psicologa ha ragione ma, se fossi in te, prima di mollare vorrei mettercela tutta nel tentativo di trovare un equilibrio in una relazione così importante.

    cerca di farti più forte emotivamente, anche se già lo sei parecchio, nel senso di non prendertela per niente se frugano nella tua borsa, disapprovano la tua condotta e ti controllano le spese sul conto corrente. perchè non ne apri uno che i tuoi genitori non possano individuare?

    se non fai del male a nessuno e segui semplicemente la strada che ti sembra più congeniale per te, sei a posto con la coscienza, consapevole della diversità che c’è fra te e loro (senza per questo volerli in nessun modo sminuire). dovresti agire con dolcezza e lasciar da parte qualsiasi atteggiamento di ribellione, come farebbe un adolescente. non contrariarli a parole, cerca invece di convincerli della tua buona fede e onestà d’intenti a poco a poco, come la goccia d’acqua che scava la roccia. portali a comprendere che essere figlia del tuo tempo non significa essere cattiva.

    so che è difficile, e che per te può essere difficilissimo, ma a mio avviso vale la pena provarci, se non altro per non avere rimpianti. il distacco è sempre doloroso per i genitori ma i tuoi, vista la tua età, avrebbero dovuto favorirlo da tempo… può avvenire con uno strappo o gradualmente, passo dopo passo.

    pur considerandoti quella più “grande” sotto l’aspetto culturale e più inserita nei tempi, che deve “condire la minestra” del rapporto, dovresti fare in modo di non esautorarli negli atteggiamenti. sii affettuosa: una goccia di miele attira più mosche di un fiasco d’aceto e può far crollare anche i temperamenti più arroccati nelle loro convinzioni. fai almeno qualche tentativo in tal senso.

    non ritengo possibile, però, pensare di convincere tua madre a curarsi, ammesso che ne abbia davvero bisogno. è troppo tardi per lei e, comunque, questo tipo di impulso al miglioramento difficilmente può essere indotto dall’esterno.

    perchè, nel transitorio, non cerchi una vecchia roulotte da affiancare a un piccolo prefabbricato in legno, da sistemare non lontano dalla casa, dove poter trascorrere in estate parte del tuo tempo da sola? potresti dire che hai bisogno di solitudine per ricaricarti, per cominciare a misurare la tua autonomia e per evitare le discussioni, senza volerti allontanare troppo da loro…

    potresti anche comprarti una bicicletta o un motorino per raggiungere la città più vicina, dove poterti incontrare con gli amici o andare semplicemente a vedere un film che ti attrae. so che tutto questo contrasta con la vita che sei solita fare sul lavoro e con la tua visione di te ma a volte i compromessi sono necessari, anzi spesso diventano indispensabili. quello che conta nel tuo caso non sono i mezzi ma il fine!

    una qualche soluzione ci dovrà pur essere per alleggerirti il carico: spetta a te individuare la migliore, quella che potrebbe darti un qualche anche minimo risultato…

    buona serata

  • 28
    aria85 -

    “Io credo che dovresti immedesimarti nella mia situazione prima di giudicare il bisogno di ricevere schiaffi, detto, tra l’altro da qualcuno che apre la bocca e sputa sentenza senza aver mai provato.”

    Certo,perchè tu sai esattamente cosa ho fatto o non fatto nella mia vita…come no!
    E non è arroganza questa?
    Son sempre più convinta (e i tuoi post li ho letti,eccome) del fatto che cerchi solo di essere compatita e commiserata.
    Accetti solo le pacche sulla spalla perchè ti fanno sentire nel giusto.Se qualcuno,in un modo o nell’altro,prova a spronarti,facendoti notare che ci può essere qualcosa che non va,magari,nel tuo atteggiamento,ecco che ti parte l’acido!
    Sai che c’è?
    Ha ragione toroseduto…ti piace troppo fare la passerella…
    E anch’io come lui,me ne chiamo fuori!
    Ciao

  • 29
    Stregatto88 -

    aria 85: ma vai a farti un bagno. Che é meglio. Arrivi, attacchi senza capire e ora te ne vai. Perfetto. Nn mi mancherai. La passerella la faccoo im strada dove mi conoscono…
    Comunque nn mi sono permessa di commentare le tue lettere con tutta questa rabbia. Sinceramente rispetto il dolore degli altri e se devo solo sparare a zero sto zitta. Se posso aiuto, con tatto e gentilezza. Perché le storie degli altri vanno rispettate dato che ognuno ha la sua sensibilità..

    Rossana, grazie per i tuoi consigli. Cercherò di fare del mio meglio e di moderare il mio carattere molto diretto. Nn mi piacciono gli ammenicoli e di solito dico le cose in faccia senza tanti pensieri, esattamente come nei post. Quello che mi fa impazzire é che loro sanno sempre una pagina più del libro, senza averlo nemmeno sfogliato. Tutt’ora dimostrano di sapere più di me anche nelle materie studiate all’università. É fastidioso. É umiliante. É da immaturi. E posso essere tollerante su molte cose ma nn su tutto.. Vorrei avere la tua moderazione, rossana. Perché anche se sopporto un po’ nn é detto che riuscirò a farlo sempre. E quando sbotterò saranno dolori…

    Su mia madre hai ragione. É tardi per lei, nn si può fare più niente..

  • 30
    rossana -

    Stregatto,
    capisco quando scrivi:
    “Quello che mi fa impazzire é che loro sanno sempre una pagina più del libro, senza averlo nemmeno sfogliato. Tutt’ora dimostrano di sapere più di me anche nelle materie studiate all’università. É fastidioso. É umiliante. É da immaturi.”
    ma quando tu stessa riconosci che è da immaturi, non dovresti andare a cercare altro. limitati al rispetto, che devi loro per tutto quello che ti hanno dato e che ti ha permesso di essere come sei. e poi sforzati di aggiungervi anche un pizzico dell’amore che affermi di provare per loro, forse soprattutto per tua madre, visto che tuo padre compare di meno nei tuoi post.

    negli anni ho scelto da sola i principi con i quali orientare la mia vita. uno di questi, che troppo ingenuamente ho esteso a tutti (non solo a chi mi era affettivamente più vicino) è stato il seguente detto francese, forse di un anonimo:

    “Aime-moi le plus lorsque je le mérite le moins,
    c’est alors que j’en ai le plus besoin”

    che, tradotto, suona:
    “Amami di più quando lo merito di meno,
    è allora che ne ho più bisogno”.

    banale affermare che amare chi dimostra di amarci è molto facile. ben più difficile quando è necessario impegnarsi a fondo e superare barriere…

    potrebbe essere anche un utile esercizio per migliorare l’impulsività del tuo carattere. mi sembra di aver compreso ora perchè tendi in qualche modo a metterti in luce più del necessario. a mio avviso, cerchi costantemente quanto inconsciamente di sconfiggere l’oscurità in cui i tuoi genitori ti hanno sempre tenuta e continuano a tenerti, forse soltanto per timore che tu ti estenda troppo e che questo possa arrecarti danno, come di fatto sta avvenendo, per lo meno nella tua difficoltà di comunicare con chi non ti conosce.

    gran brutta cosa quando i genitori non sono capaci di accettare i figli per quello che sono, limitandosi a dirigerli ma ostinandosi a tutti i costi a volerli modificare! ti sembrerà strano ma anch’io ho commesso questo errore, sia pure in tono minore, spaventata da un figlio più “grande” di me. misurando le sue ali con le mie ho avuto paura che volasse troppo in alto e cadendo si facesse troppo male. così mi sono sempre ostinata a spingere un aquilotto a restare non dico a livello di un passero ma poco più in alto. e tuttora, pur avendo razionalizzato il tutto migliaia di volte, ancora non riesco a fare diversamente.

    al diavolo Kant e la razionalità che dovrebbe permettere all’uomo di governare l’intera sua vita e di consentirgli di non sbagliare. come si fa a razionalizzare sentimenti come la paura o l’amore?

    anche a te, come a mio figlio, manca quasi del tutto l’umiltà. cerca, se puoi, di modificare un poco questo tuo limite, cominciando magari ad andare in città in bicicletta…

    con affettuosa simpatia

  • 31
    rossana -

    (segue post 30) dimenticavo: sbottare qualche volta, sui temi giusti e con le parole appropriate, potrebbe essere anche salutare per migliorare, reimpostandoli, gli equilibri nei vostri rapporti.

  • 32
    LUNA -

    Ciao Stregatto, premetto che non ho letto altri tuoi post, anche se credo che ci siamo incontrate in uno scambio di commenti su un altro argomento. Lascio qui qualche riflessione, fermo restando che la tua vita la sai tu, quindi appunto sono solo riflessioni e non ti sto giudicando.
    Io non ho notato sinceramente l’effetto passerella. La scelta di uno scambio nel forum o privato mi sembra assolutamente personale.
    Penso che nel momento in cui una persona fa il punto della situazione per raccontare chi è possa anche dire ciò che secondo lui o lei nella sua vita va o non va, in cosa si sente realizzato e in cosa no.
    Peraltro (e ciò lo dico in generale) quando una persona è molto abituata ad essere criticata e giudicata dagli affetti più prossimi (ovvero quelli da cui tutti desideremmo essere più confermati, perché è umano, anche se poi andando avanti nella vita possiamo rapportarci anche con maggiore serenità rispetto al fatto che non ci possano confermare, per carattere, indole, schemi diversi, o anche una questione culturale… ove non intendo un’ignoranza culturale, ma una propria visione di ciò che è giusto o sbagliato, e la proiezione delle proprie ansia e dei propri desideri ecc) può capitare che anche inconsciamente tenda a dover dirsi più di altri: questo nella mia vita va, questo mi riesce, in questo mi realizzo, e anche, sì, in questo sono brava/o.
    E che spieghi che il suo lavoro funziona magari anche perché, poiché fa un mestiere insolito, artistico, si sente tormentato da anni con una sorta di schema per cui esistono i veri lavori e quelli “finti”, quelli in cui si suda sul serio e quelli in cui si gioca. Da quello che racconti pare, purtroppo, che tu abbia sempre dovuto mantenere in famiglia una posizione di difesa, rispetto al controllo, al ricatto morale, e altre dinamiche. Non dico ciò giudicando i tuoi genitori. Le loro strategie servono a loro per restare in equilibrio, il problema è che qui stiamo parlando del tuo.
    Anche le resistenza che possiamo avere rispetto ai consigli o la nostra sensazione che i consigli che pure cerchiamo ci invadano non credo siano solo dettati dal fatto di non voler ascoltare o che si tratti di immaturità, non sempre e non per forza. Le resistenze che possiamo avere, anche che ci portano a dire: “non posso fare che così, voi non capite” sono più complesse. E’ vero che una maggiore indipendenza ci rende liberi e ci permette di conoscere meglio le nostre risorse, e anche magari di uscire da un copione che consideriamo senza scampo… tuttavia il fatto di restare nello schema cercando una soluzione al suo interno senza permettersi realmente di staccarsene di più ha spesso dei costi altissimi, deriva anche da sensi di colpa, dalla paura di ferire più che di emanciparsi e altro, quindi dire a qualcuno che non si emancipa maggiormente per mera comodità non porta molto lontano. fermo restando che concordo con la tua strizzacervelli, fermo restando che comprendo che lo stacco ti spaventi perchè il distacco

  • 33
    LUNA -

    la libertà, l’autodeterminazione e l’indipendenza, l’uscire dagli schemi dei tuoi genitori, ti sono sempre, mi pare, fatti passati attraverso il filtro del ricatto morale, della conseguenza catastrofica, sia a livello materiale che emotivo. Ed è soprattutto quello emotivo che genere ansia, più di quello materiale. Peraltro per chi in qualche modo (e non sto dicendo che sia il tuo caso, te lo pongo solo come riflessione generale) si è sempre ritrovato anche in una posizione di risolutore dei conflitti (spetta a me trovare un modo per mantenere l’equilibrio generale, spetta a me capire, spetta a me non esagerare nel ecc) ciò può avere una forte valenza anche nello scegliere.
    Mi ripeto, Stregatto, io non conosco te, i tuoi genitori, la tua vita, mi permetto di fare alcune riflessioni dicendo delle impressioni sperando possano esserti utili. Se non hanno nulla a che vedere con te buttale via e bon.
    Tu parli di una parte della tua vita in cui ti senti bene, realizzata, più libera, se ho capito bene, poi parli della tua vita a casa che è di tutt’altra specie. e’ vero che noi siamo fatti di tante parti e possiamo usare diversi registri a seconda delle situazioni, tuttavia è difficile essere se stessi in modo part-time. E la nostra vita è fatta comunque di vasi comunicanti. Se il nostro lavoro va bene può darci energia per resistere nel privato che è duro, il nostro privato che è duro può comunque toglierci energie e lucidità nel nostro lavoro. Cioè, anche se facciamo 1000 magari faremmo 12000 se fossimo in generali più sereni. E anche nella nostra vita sentimentale non viaggiamo a compartimenti stagni rispetto al nostro più generale sentire. Quando dico 12000 non intendo produttività, intendo altro. nè parlo di una perfezione generale. Ma intendo dire che comunque Stregatto è Stregatto, e che anche se è molto brava a barcamenarsi per tenere in equilibrio tutto ciò le costa molta fatica, tanto più se ha scelto un compromesso di una vita divisa in due. Un compromesso che, se è così, e se lo hai scelto per mantenere un equilibrio, ovviamente ha un senso. Tuttavia forse (non mi permetto di intromettermi nel tuo percorso con la strizzacervelli, ripeto è solo un’ipotesi, una riflessione) quello che la tua striz cerca di dirti è che non potrà funzionare all’infinito. Ma non perché esploderanno gli altri, ma perché esploderà la tua voglia di una vita e identità (che certo è un concetto ampio, ma c’è una naturalezza nel sentirsi fatti di tanti lati, o una sofferenza nel sentirsi castrati) unica e completa, e non part-time. Così come va ora non ti dai forse la possibilità di realizzarti completamente in quello che vorresti, anche inconsciamente potrebbe darsi, perché farlo per i tuoi corrisponderebbe ad un abbandono? Ma tu sai che non li abbandoneresti mai, anche se andassi a vivere in australia. anche se comprendo il tuo timore di perderli se esci dallo schema e dal compromesso, che però, mi sa, non fa bene a nessuno. Ciao!

  • 34
    rossana -

    Luna,
    ho molto apprezzato la tua analisi. se fossi in Stregatto mi spaventerebbe il suggerimento finale, anche se mi sa che sia quello più azzeccato, quasi la strada obbligata, da attuarsi nel modo meno doloroso possibile.

  • 35
    Stregatto88 -

    Ciao Rossana, sono sempre molto felice di risponderti! Mi piace questo confronto! =)

    Allora, un conto è la paura che un figlio voli troppo in alto, un altro ostacolare il suo cammino per futili motivi e con mediocri mezzi. Loro all’inizio appoggiavano il mio lavoro, mentre ora…Non c’è possibilità di un confronto e se anche ho delle sconfitte e ne parlo (come si dovrebbe fare in famiglia) ricevo in risposta nessun conforto e il solito leitmotiv ‘ma io da giovane alla tua età ero… e facevo…’
    Questo è impedire che uno possa vivere la sua vita. Tutto per un sistema proibizionista e moralista. Il confronto non c’è su niente, non solo sul lavoro. E poi si lamentano che parlo solamente di cose futili. -.-‘
    Da parte di mia madre non c’è mai stato un discorso come il tuo che ammetti di aver raffreddato gli entusiasmi di tuo figlio per paura. Da me c’è solo presunzione di sapere cosa è meglio per me (neanche avessero una sfera per le previsioni del futuro). Davvero, Rossana, per come sono fatta è impossibile resistere alle provocazioni di chi non sa niente e crede di sapere tutto.

    Io non so tutto, cerco di essere nel mio una persona umile anche sul posto di lavoro, per quello che riesco, ovviamente. Si ha da imparare da tutti e sempre. Ho girato tutt’Italia e l’Europa tenendolo ben presente, ma detesto chi mi mette i piedi in testa e parla di come va fatto il mio lavoro pur non avendo mai provato. Non ha minimamente senso! e fa infuriare le persone!

    Quel che non ho ancora detto è che alcuni amici che sento regolarmente notano i miei cambiamenti quando sono a casa. Dicono che mi sentono perennemente nervosa, pessimista, sul negativo andante. E credo che sia merito di tutta la ‘positività’ che trasmette mia madre.

    Luna, ciao! è un piacere parlare con te. Ho letto i tuoi post e mi sono piaciuti tantissimo. Grazie per essere intervenuta.
    Hai ragione, la mia posizione è quella di difesa. Difesa del mio lavoro e della fatica che faccio! Come dici tu siamo nella vecchia concezione di lavoro=fatica. Io non produco niente di concreto, dunque il mio non è lavoro (ma hobby) e di conseguenza non faccio alcuna fatica (magari!).
    La scelta di parlare qui di questi problemi è oltre che uno sfogo (non me ne vogliate, per favore!)un modo per cercare altre idee per risolvere la situazione!

    Come dici tu l’emancipazione ancora incompleta della sottoscritta non è dovuta alla comodità del guscio domestico (che per me è estrema scomodità) ma ai continui ricatti morali e materiali a cui giornalmente vengo sottoposta. Se me ne andassi nelle zona di mia sorella la porta sarebbe sbattuta in faccia automaticamente. Vorrei evitare rotture drastiche.

    Giustamente il compromesso dell’equilibrio è destinato a durare per poco ancora. Troppo spesso sbotto, o mi innervosisco o litigo. Perchè il mio livello di sopportazione è giunto al punto critico. Una madre impicciona, egocentrica, capricciosa, ricattatrice e demolitrice non è decisamente quel che ci vuole.

  • 36
    Stregatto88 -

    Siamo d’accordo che niente è dovuto ma è alquanto illogico non trovare alcun appoggio in casa! è da pazzi. Si dice che in famiglia si condivide tutto, il bello e il brutto. Beh da me non si condivide affatto, perchè il bello viene smontato e il brutto non è comodo da ascoltare.
    Mia madre e mio padre vivono nella favola di Alice nel Paese delle Meraviglie. Non sanno cosa c’è fuori eppure dicono che il problema sono io! Eh si. Sicuramente. Perchè una che piange tutto il giorno no che non ha problemi!
    In definitiva quando dici che spendo energie per mantenere l’equilibrio hai ragione. A volte sono così stanca di fingere di essere un’altra persona che non ne posso più.
    L’estate poi è il momento peggiore. =/
    Comunque Luna mi ha fatto piacere leggerti e ti ringrazio di cuore per il tempo che mi hai dedicato con la tua risposta!

  • 37
    Clarissa -

    Ciao Stregatto…Io posso darti solo il mio modesto parere sulla base – purtroppo – anche della mia esperienza, per certi versi simile alla tua…E comprendo anche, perfettamente, che tu non voglia una rottura netta con i tuoi. Ma il sistema c’è, nei limiti perlomeno della TUA PARTE (e dopo te lo dico). Prima vorrei dirti che la tua psicologa, e mi dispiace, ma penso che abbia ragione. Stregatto: per la mia esperienza non si può “curare” un’altra persona… Puoi solo cercare di stare bene tu, e in caso mantenere il più possibile un buon rapporto: visitare i genitori, buttarti alle spalle le critiche (peraltro insensate e fondate in prevalenza su problemi psicologici dell’altro, su vario tipo di violenza e ricatti…). Qualcuno qui ha parlato, anche giustamente, di buttare giù BARRIERE. Ma vedi, se tu le butti giù e l’altro le crea continuamente, puoi farci veramente qualcosa? Puoi ottenere una vera comunicazione? Ecco che si rimane fregati… I rapporti diventano continui litigi, conflitti sempre uguali… No, Stregatto, così non si può andare avanti. Vengo allora alle soluzioni CONCRETE, quelle sole contano, i fatti, dopo le analisi… Le soluzioni, nel tuo caso (ma parlo anche per me), sono avere una tua vita, purtroppo lontana dai tuoi genitori. Dalla loro, purtroppo, negativa influenza. Il tuo problema, Stregatto, è solo il lavoro, la tua indipendenza, e il dover stare, periodicamente, sotto ricatto…Allora, secondo me, la soluzione è: avere un lavoro per tutto l’anno, sostituire in caso il lavoro che vuoi, quando non lo hai, con un altro lavoro per l’estate. Dai tuoi genitori devi andare solo per vacanza… Per andare a trovare loro, e non per non sapere come passare il tempo, litigando su se fai tardi la sera o no. Vai per un poco, stai con loro, fai quello che loro desiderano (non conosco le loro abitudini, ma una vaga idea la posso avere) e RIPARTI. Non dire loro che vai da tua sorella. Se necessario MENTI. Di’ che sei costretta ad andare, per LAVORO e basta. E quando te ne vai, vai tranquilla, senza litigi, A CAUSA DEL LAVORO. Se loro sono arrabbiati, comportati normalmente. Se loro cercano lo scontro, tu non lo fare: stai semplicemente andando via per lavoro… Telefona loro, come nulla fosse, quando sei lontana, per sapere come stanno. E se tua madre piange… Francamente, è ovvio, è un problema suo…In questa famiglia mi pare evidente che ci siano dei problemi, e da parte dei genitori, per i figli in conseguenza: due figlie che hanno problemi con i genitori non sono un caso.
    Se possibile vai pure vicina a tua sorella, è bene coltivare il rapporto con lei, e non perdere anche lei… Basta non dirlo ai tuoi genitori. Di’ sempre che vai per lavoro, che la sorella non la vedi e non la senti (se così loro, nella loro estrema problematicità, desiderano…),e piuttosto organizzatevi voi due a sostenervi a vicenda, anche nei periodi in cui non hai lavoro tu. Si adatteranno alla situazione. DOVRANNO. Dipenderà anche da te, per la tua parte.

  • 38
    Stregatto88 -

    clarissa, io sto già facendo un po’ di quel che dici. Mento sempre sui rapporti che ho con mia sorella. E vego accusata di falsità e altre cose.
    Davvero nn capisco il motivo di tanto astio. Nn ha senso. E come dici tu dovrebbero chiedersi cosa c’é che nn va se in due abbiamo problemi! Grazir clarissa, cercherò di cambiare lavoro sennò come dici tu esploderò a breve!

  • 39
    rossana -

    Stregatto,
    se ho capito bene (altrimenti contraddicimi pure), al momento non puoi contare su una tua indipendenza economica, pur avendo un lavoro che ti piace molto. e non è che con i tempi che corrono sia facile trovarne altri più sicuri o più remunerativi…

    se vuoi mettere da parte il denaro per comprarti un piccolo appartamento tutto tuo (per non sprecare risorse in affitti, nemmeno condivisi), non ti resta che barcamenarti meglio che puoi nella relazione con i tuoi (che pure affermi di amare), fermo restando che un distacco da loro (più “morbido” possibile) sia nella logica evoluzione della vita di una giovane donna, soprattutto se angariata e incompresa in casa.

    se vogliamo essere concreti, forse al momento qualche lavoretto estivo, che riduca la tua permanenza in casa e ti consenta di raggiungere prima il tuo obiettivo di autonomia, resta il compromesso più semplice per superare questa stagione.

    il resto avverrà con tempi e modi non facili da identificare a tavolino… quanto al motivo di astio dei tuoi, se non è dovuto a una loro chiusura al mondo esteriore, facilitata dall’ambiente ristretto in cui vivono, questo dovrebbe essere da te analizzato a fondo, perchè è sempre utile capire, pur essendo consapevole che difficilmente, a questa loro età, i loro punti di vista potrebbero cambiare…

  • 40
    Clarissa -

    Ciao Stregatto. Oh, io lo immagino che tu stia facendo già (e che tu lo stia facendo da chissà quanto tempo) quello che dicevo… Non staresti così, cercando una mediazione, un dialogo, con chi è rigido e ti aggredisce e ti dimostra continuamente sfiducia (nemmeno a una ragazzina di quindici anni, un genitore SANO, io ritengo, dovrebbe guardare dentro la borsetta: un genitore dovrebbe insegnare la buona educazione, essendo lui estesso educato… Ritengo, e insieme fondare i rapporti sulla FIDUCIA, e principalmente poi con i figli… A partire da quando sono piccoli…) e avresti rotto come tua sorella, che probabilmente era più grande e non sapeva che altro fare. Tu invece hai il suo esempio e vuoi evitare gli stessi “errori”. Infatti non devi rompere con loro, devi solo andartene PER LAVORO, perché hai un impegno e non puoi non mantenerlo… Non possono dirti niente così. Diranno lo stesso, ma se tu vai senza litigi non potranno chiuderti la porta definitivamente… E se lo faranno sarà una scelta tutta loro, non potrai farci niente. Spero che potrai almeno mantenere e continuare a mantenere un rapporto importante con tua sorella. Penso – immagino – che lei abbia sofferto molto e soffra ancora. Restate unite, almeno voi due. Vi sono mancati, purtoppo, dei genitori equilibrati… Non credere: è cosa abbastanza diffusa… Non perdere tempo ed energie preziosissime, a chiederti perché loro non si fanno domande… Hanno dei problemi e tu non puoi aiutarli. Non ora, almeno. Hai bisogno tu. Di pensare alla tua vita in maniera positiva. Di evitare scontri continui dovuti a loro comportamenti irrazionali, assurdi, che non ti portano a niente: solo a farti male.
    Sei una ragazza in gamba, Stregatto. Hai bisogno di ritrovare la fiducia: e non la troverai lì, ma dove avrai qualcuno ti dimostri che ti stima e che ti ama veramente.
    Quando sarai più forte, più sicura, allora, forse potrai fare qualcosa per i tuoi genitori. Li vedrai per quello che sono; li accetterai per quello che sono, probabilmente provando solo bene per loro, compassione per i loro umani limiti e i problemi irrisolti… E anche avendo la consapevolezza che non cambieranno mai… Tuttavia sarai serena: se avrai costruito la tua vita non potranno distruggertela.

  • 41
    Clarissa -

    Poi vorrei aggiungere una cosa, sul fatto che tu venga accusata (assurdamente, appunto) che fingeresti di non avere rapporti con tua sorella (mentre dietro questa accusa c’è l’altra accusa/imposizione: che tu NON DEVI avere rapporti con tua sorella. Perché? Perché così HANNO DECISO LORO, punto, questa è la sostanza, che non tiene, peraltro, MINIMAMENTE in conto della TUA SOFFERENZA, la mancanza di tua sorella e l’essere preoccupata per lei…). Pensa a questa cosa, ai numerosi tentativi che devi aver fatto: con soggetti come i tuoi genitori, per esempio sul “problema sorella”, le soluzioni sono due, A e B.
    A, dici loro la verità. E ti aggrediscono e ti mettono in croce. Continuamente.
    B, menti. Ovviamente loro possono capire che tu puoi invece al momento avere rapporti con tua sorella, che stai mentendo ecc. Risultato? Ti aggrediscono e ti mettono in croce. Continuamente. (Menti e inoltre vedi tua sorella: doppio errore tuo, secondo loro, e “dramma” loro, secondo loro).
    Dunque, come vedi, con qualcuno, una comunicazione “normale” non è possibile. Si tratta allora solo di difendersi, per quanto si può, da assurde e inutili aggressioni.
    Ergo: se menti qualche dubbio almeno lo hanno. E quindi i conflitti, le aggressioni, sono limitate, rispetto a dire loro, spavaldamente: sì, è mia sorella, le voglio bene e io voglio vederla!
    Capisci bene che questa, per loro, sarebbe una dichiarazione di guerra, equivalente a dire loro: allora chiudete anche con me.
    In un certo senso, forse inconsciamente, è quello che vogliono: perché loro, essendo negativi, cercano solo di perpetuare conflitti e crearne di nuovi.
    Tu a questo giochino non devi stare.
    E’ per questo che devi MENTIRE, stare CALMA, e inventare persino che l’unica ragione per cui te ne vai è UN IMPEGNO IMPROROGABILE DI LAVORO, e naturalmente lontanissima da tua sorella, che loro ci credano o no.
    Mi raccomando, quando sarai lontana, chiamali, fatti sentire presente per sapere – semplicemente – come stanno: tu mica hai litigato con loro… :-))

    Auguri Stregatto…

  • 42
    Stregatto88 -

    Clarissa, hai perfettamente ragione. Di fatto i miei genitori odiano mia sorella che ha avuto gli stessi problemi miei ma ha reagito più bruscamente. Del resto ognuno è fatto a modo suo…
    Come dici tu che io dica che la vedo o che io dica che non la vedo è uguale. Il fatto poi di uscire di casa, io vorrei, ma senza un lavoro fisso non c’è possibilità di mutuo e posso risparmiare quel tanto. E’ un casino e mi chiedo perchè noi giovani non possiamo avere la possibilità di sognare un posto fisso, soprattutto se si vive in un clima come il mio….

    Rossana, per fare quello che dici tu dovrei spostarmi in una zona turistica e fare la stagione… Ciò risulta difficile perchè dovrei anche lì pagare l’affitto e non risparmierei niente! Che situazione del cavolo….

  • 43
    LUNA -

    Rossana, scusa non ho capito bene @se fossi in Stregatto mi spaventerebbe il suggerimento finale

    intendi dire il distacco?

    Stregatto: @Siamo d’accordo che niente è dovuto ma è alquanto illogico non trovare alcun appoggio in casa! è da pazzi. Si dice che in famiglia si condivide tutto, il bello e il brutto. Beh da me non si condivide affatto, perchè il bello viene smontato e il brutto non è comodo da ascoltare.

    La logica del quel che dovrebbe essere e invece non è spesso purtroppo distoglie dal quel che è. Anche perché genera ancora più frustrazione. In realtà, a diversi livelli, si verifica spesso che nei rapporti famigliari ci siano attriti ed incomprensioni, anche solo per un modo diverso di guardare le cose, per dinamiche che hanno radici antiche e tramandate, per disagi personali che inevitabilmente si riflettono, o anche e persino per il fatto che il concetto di “appoggio” viene interpretato proprio nel modo che risulta invece l’esatto suo contrario.

    Ho sofferto molto per il “la logica dovrebbe essere che”.
    Combattevo non solo con la frustrazione del quel che era, e del fatto di trovare il modo di stare in equilibrio anche con i sensi di colpa o con il naturale desiderio di opposizione che può nascere nel momento in cui ti vengono imposte le cose (di fatto ci si castra da soli nel momento in cui non si riesce a sentire veramente il “cosa è meglio per me”) ma anche con il dolore del “non dovrebbe essere così”.
    In realtà attiviamo le nostre risorse nel momento in cui affrontiamo ciò che è, anche se il confronto con ciò che dovrebbe essere ci genera dolore.
    Io posso dirti che con i miei c’è stato un salto di comprensione e di venirsi incontro e di appoggio proprio nel momento in cui basandomi sul quel che è, e non potendone più, istintivamente più che razionalmente, mi sono allontanata.
    Io non ne potevo più di diverse cose, ero in una situazione meno grave riguardo i genitori in sè (non comunque semplice, credimi) ma globalmente più grave, da ogni punto di vista (veramente ogni, inclusi soldi, vita privata, salute, mia ansia e stanchezza, un disastro). avevo intorno persone che anche in buona fede mi generavano però confusione, ansia, frustrazione… in buona fede intendo che seguendo i loro schemi e le loro modalità mi caricavano, ecco perché ti dico che non sempre chi ti fa male pensa che non sta facendo invece il tuo bene. Basta essere quel tanto solipsisti che basta.
    un giorno non ho potuto che allontanarmi, da tutto. E non ci ho pensato, l’ho fatto. Con una soluzione solo provvisoria, quattro cents in tasca, il cuore che andava come un tamburo, una depressione post stress e molestie morali, sapendo che la mia famiglia avrebbe letto la cosa in maniera negativa (non vivevo già con loro, ma sarebbe un casino spiegarti il tutto). Non ho pensato: uè che figo, la mia vita ora sarà splendente.
    Non ho pensato: ora do loro un segnale.
    Non ho pensato: dopo tutto si rivolverà.
    Ho pensato: o mi sposto da tutto o crepo. Anzi, ho sentito.

  • 44
    LUNA -

    E ti assicuro che era vero.
    Ho passato mesi a sapere che era la cosa giusta, e al contempo a soffrire come un cane che ulula alla luna. Perché pensavo che mai più mi sarei seduta con i miei allo stesso tavolo. Quando mi sono seduta allo stesso tavolo non mi guardavano in faccia. LORO erano incazzati con me. LORO. quando io avevo milioni di ragioni per essere incazzata come un toro. Ma mi ero anche stancata di cercare di spiegare il perché, di cercare un punto di incontro. Li amavo? Sì,ma avevo anche ragione di essere incazzata, delusa da loro, quanto loro potessero esserlo di me, ma anche per delle loro idee su cosa è giusto e sbagliato. Ero devastata da ciò che in teoria dovrebbe essere e non era. Perché da un lato il fatto di starmene a distanza mi era necessario. dall’altro pareva a tutti incredibile, allucinante, pazzesco che i miei non venissero a informarsi di dove stavo, con chi stavo, come stavo. Che facessero gli incazzati invece di dirsi: roger, abbiamo un problema. Forse lei sta cercando di dirci qualcosa. Forse non sta cercando di dirci niente, semplicemente è, però forse anche noi di alcune cose non abbiamo capito un c.....
    Non sto dicendo che questa sia la soluzione, e ti racconto la mia esperienza perché è mia, non perché possa essere in qualche modo esemplare. Sto dicendo però che se spesso il compromesso continuo è una perdita di energie devastante anche l’idea che per staccarsi – il giusto – debba essere tutto a posto e sotto controllo con mamma e papà che ti dicono ti auguro tanta fortuna stella mia rischia di essere proprio ciò che rischia di far vivere tutti in una situazione di merda avanti e avanti. Allora il contributo al mantenimento di copione è di tutti. ad un certo punto se qualcuno decide di uscire da uno schema malato forse gli altri vorranno starci lo stesso, perché non possono farci nulla. O forse qualcosa si muoverà anche in loro. Forse. Non è scontato. Prendere atto che non sia scontato è molto doloroso. Prendere atto del fatto che non se ne può proprio più anche, certo.

    Ieri un mio amico, fidanzato con un uomo da 10 anni, mi ha detto che la mamma di lui finalmente ha accettato l’idea che stanno insieme. Loro due sono una bella coppia, solida. La loro storia funziona. Per 10 anni sicuramente hanno patito lo stress di questa situazione. Hanno dovuto fare dei giochi di equilibri, però hanno anche portato avanti il fatto che non potevano certo negare a se stessi nè di essere gay nè di voler stare insieme. Hanno difeso il loro spazio, il loro sentire, combattendo anche la frustrazione/dolore che dà il distacco dalla volontà di chi ti ama, ti ama come sa, ti ama male, ti fa venire pure il dubbio che non ti ami. Non c’era certezza che le cose sarebbero cambiate. E dubito che adesso la mamma sarà contentona ye ye. Ma anche lei ha dovuto valutare il quel che è loro, fare la sua parte. Tu sai per te, Stregatto, ovviamente. Non può dirti qualcun altro quando e come e se. Comprendo le tue paure. Un abbraccio.

  • 45
    Stregatto88 -

    Grazie Luna, cercavo appunto un confronto con chi avesse avuto situazioni simili non all’interno della mia famiglia.
    Io sembro la pazza, quella ribelle, quella controcorrente. Gli altri? tutti bravi, figli modello. Già, una si faceva un professore alle superiori, quell’altro si fa di canne, un altro è mezzo alcolizzato e un altra ancora ha avuto un figlio a 20 anni. Giusto o sbagliato non sta a me dirlo ma sentire che questi sono migliori di una che si è sempre fatta il c..o studiando e lavorando senza fare cazzate di questo tipo mi fa veramente incazzare. Idem mia sorella. Povera, lei ha avuto una vita veramente difficile con i miei. L’ottusità regna sovrana a casa mia.
    Si dicono cose sbagliate solo per ferire. E se uno sta male c’è sempre un altro che piange al posto suo, si dispera e fa la vittima per lasciare intendere che lui sta peggio.
    Pochi giorni fa litigando su banali questioni qualcuno si è messo a sputare sentenze: “eh, tu non esci mai perchè qui nessuno ti calcola, non hai amici…” Questo non è vero. Gli amici ce li ho ma si sono scocciati di venirmi a prendere ogni santa volta e poi riportarmi a casa solo perchè non posso mai usare la sua dannata macchina. Non ha minimamente senso! A questo ho risposto che se non esco è perchè vorrei evitare capitassero spiacevoli situazioni come in passato. Ovviamente bella scenata con lacrimoni.

    Dico io, ma con tutto quello che guardano Chi l’ha visto e i tg ma non hanno proprio capito una mazza??? A me anni fa un tipo ha messo le mani addosso in macchina, svoltando in una stradina buia. Sono scappata in mezzo ai campi e ho chiamato un taxi. Tutto perchè non si deve usare la sua macchina. Bene. Peccato che si trattava di un amico che conoscevo da 10 anni e non aveva bevuto. Io poi non bevo mai. Mai una multa o un incidente. Direi che si può stare più che tranquilli.

    Dopo aver detto questo ovviamente arriva da me mia madre con la coda tra le gambe e comincia a dire che avrei dovuto parlarne con lei. Cooosa? Con una con cui non ho mai condiviso niente devo parlare? Con chi mi ha ostacolata in qualsiasi storia semi seria o seria con un ragazzo? Con chi mi ha portata all’esasperazione facendomi mollare il mio ex? Come no, mi viene così spontaneo.

    ‘Non hai mai niente da dire’ ‘il nostro rapporto da madre a figlia non esiste più da oggi’. Il rapporto non c’è mai stato perchè non è mai stato fatto niente per coltivarlo.

    Racconto questa per far capire con che persona ho a che fare quotidianamente. Mia sorella a 31 è stata bloccata in corridoio da mia madre che le disse “cosa credi, che io e tuo padre siamo stupidi? sappiamo che con quello (rif. al suo ragazzo del tempo) non giochi a carte. Ci vai a letto, eh?”

    31 anni. E’ scandaloso. Io me ne voglio andare a gambe levate. Io non sarò mai come lei. Io ne ho passate un po’ di tutti i colori e non ho avuto un cammino facile. Posso essere immatura finchè volete ma so cosa voglio dalla vita e so come dev’esse

  • 46
    Stregatto88 -

    scusate lo sfogo, ma a volte ne ho piene le tasche di questa bagarre che continua da anni… Non se ne può più. Ci si lamenta del rapporto inesistente e poi non si fa nulla per pensare a come ci si è comportati per ostacolarlo in ogni modo.
    Luna come dici tu il problema non è essere decisi, ma che rimani purtuttavia condizionato da quel modo di pensare, agire e giudicare. Ti riempiono di sensi di colpa, fanno il teatrino degli infilzati quando torni a casa. Sperano di farti male e di controllarti. No, non è controllo. E’ solo un modo per manipolare le idee e non funziona sempre e su tutti.

    Grazie ancora Luna, farò tesoro dei tuoi consigli. Ps. La tua esperienza è abbastanza simile alla mia!

  • 47
    rossana -

    Luna,
    sì, intendevo il distacco (inevitabile) in modo violento. so che hai ragione su tutta la linea ma temo il fatto che percepisco Stregatto ancora troppo legata emotivamente (ma posso anche sbagliare), in quanto troppo reattiva.

    che debba lasciarsi alle spalle questi genitori che non capiscono i mutamenti generazionali è innegabile (fra l’altro, tutti i figli dovrebbero farlo, a maggior ragione quelli che sono in sintonia con la famiglia). preferirei, per lei, che questo avvenisse in modo graduale, acquistando prima, passo a passo, la sua autonomia economica, per non fare un salto nel buio non soltanto nel recidere di netto il sentimento che prova.

    so, per esperienza, che certi distacchi avvengono proprio come hai descritto: “Ho pensato: o mi sposto da tutto o crepo. Anzi, ho sentito.”. tuttavia, vorrei che lei potesse contare almeno su una minima sicurezza a livello economico.

    proprio la mancanza di questa mi ha indotta a suggerirle di trovare ancora dei compromessi per il tempo necessario a raggiungerla.

    poi, lei sola sa come si sente, cosa può fare per migliorare la situazione sotto tutti i punti di vista e come riesce a giostrarsi nei suoi equilibri. sono sicura che la tua esperienza diretta e il confronto con te le potranno essere molto utili.

  • 48
    Stregatto88 -

    cara Rossana, ciò che dice mia sorella é esattamente quello che dici tu. Lei é stata quella del salto nel buio. Ha passato i suoi anni migliori a portare pizze per guadagnare da vivere e pagarsi in parte gli studi.
    Lei mi sconsiglia di ripetere la sua esperienza e mi esorta a sopportare finché mi é possibile. Certo é dura.
    E il limite maggiore é quello economico.

    Mi scuso per la reattività, giorno dopo giorno il vaso si riempie, finché nn straripa. A quel punto é impossibile contenere tutto a magguor ragione se si é in anonimato in un forum comprensivo e d’aiuto. Grazie anche a te, cara rossana, per l’aiuto che mi dai!

  • 49
    LUNA -

    ROSSANA: capisco quello che vuoi dire, le tue perplessità. Il fatto è che potremmo metterla così: un file per volta.
    E il fatto che non possiamo controllare i pensieri e le reazioni degli altri. Intendo dire che è ovvio che in una situazione con queste dinamiche e molto tesa, vista anche l’esperienza di sua sorella, pare scontato l’assioma: se mi sposto, se penso a me, inevitabilmente taglierò i ponti. Loro reagiranno in un certo modo perchè io sarò la traditrice numero due. Tuttavia il fatto di considerare ogni personale dichiarazione di indipendenza interiore, prima che esteriore, un attacco, un tradimento, una volontà di mettere disordine in un ordine costituito e non per ciò che è, cioè una semplice manifestazione di se stessi, che potrebbe equilibrarsi in maniera più armonica anche in una dinamica di gruppo famigliare, è un problema loro, non di sua sorella o stregatto. Può darsi, non è scontato, che loro reagiscano così. Poiché noi basiamo le nostre considerazioni sull’esperienza, l’esperienza dice a Stregatto che difficilmente i suoi potranno capire o reagire in modo assertivo. Cio è più realistico che pensare al Mulino Bianco. Tuttavia Stregatto continua a non centrarsi su se stessa (in modo costruttivo) perchè appunto è sempre in atteggiamento reattivo-difensivo-oppositivo ecc.In sintesi vive in ansia generalizzata. Cercando di far quadrare il cerchio ogni mattina, saltando come un canguro, non riesce a dirsi veramente: quali sono i passi che posso fare veramente per me? di fatto si autolimita in continuazione. Può darsi che i suoi reagiscano secondo il loro copione (in quel caso faranno una scelta, a loro volta. non è che loro sono esonerati dal fare scelte, solo perché hanno un certo copione, pure che quelle scelte non riescano ad esularne. Ma non è che loro non abbiano scelto se rifiutare o accogliere le istanze di autodeterminazione di sua sorella). e se così è, per quanto ovviamente non possa essere irrilevante anche dal punto di vista emotivo (soprattutto) che reagiscano in opposizione ecc, comunque Stregatto percepisce che così per lei è impossibile continuare. Il fatto che sua sorella abbia avuto a sua volta certe dinamiche con i suoi genitori da un lato ha creato altri giochi di equilibri globali di cui Stregatto si sente responsabile, credo (è rimasta lei di guardia al fortino?) e di cui si sente faticosamente parte. Al contempo però se fosse figlia unica le sarebbe ancora più difficile forse notare quanto una certa dinamica sia proprio dei suoi genitori e quanto loro si siano ostinati a mantenerla nonostante la reazione della sorella. Di fronte ad un diverso stimolo insomma hanno scelto di non cambiare strategia. D’altra parte però hanno ancora Stregatto, Stregatto su cui investire ancora di più tutto ciò che è possibile per dimostrare che non è loro l’errore, che loro hanno ragione, e che quella della sorella è stata mera insubordinazione. Abbiamo una figlia dissidente, ma l’altra è ancora qua. Questa la raddrizziamo.

  • 50
    LUNA -

    Così dimostreremo anche all’altra, oltre che a noi stessi, che noi abbiamo ragione. Ovviamente Stregatto io faccio delle ipotesi, e anche mi scuso perché non posso sapere se le dinamiche sono proprio queste (e non è che i tuoi giocano a Risiko, i tuoi, da come tu racconti, mettono semplicemente in atto un copione che per loro è scontato, pessimo pure che sia. Privano anche loro stessi di una vita più armonica e più aperta, prima che tua sorella e te. Ma come possono dare agli altri quello che non sono capaci di dare a se stessi? Sopratutto se considerano ogni apertura un pericolo). Tu hai detto che non hai bisogno di leggere libri, ciò lo sai tu. Io onestamente credo che ci siano invece dei testi che potrebbero aiutarti, se non li hai già letti. Non ovviamente testi tipo “diventa manager in 4 giorni” o cose del genere, ma dei testi, seri, seppure divulgaltivi, che parlano di certe dinamiche forse, anche se non possono risolverti i tuoi problemi, potrebbero affiancarsi al tuo lavoro personale, anche darti dei punti di vista inediti rispetto al meccanismo. Non sono del tutto convinta che non potrebbero anche dirti cose che non sai, o che non riesci a cogliere essendo così dentro a questa dinamica. Apparenti sfumature anche. Riguardanti il tuo ruolo, non solo il loro.
    Rossana, io non stavo dicendo a Stregatto di scappare stile chi l’ha visto senza soldi in tasca. E’ ovvio che le scelte vanno sentite e fatte con logica. ma bisogna riuscire a permettersi quella logica, costruttiva, più ampia, che nelle sue risorse va oltre alle idee fisse e anche autolimitative proprie del copione. Convidido il tuo punto di vista. Stregatto deve fare delle “svolte” per stare meglio, non peggio. Ma non penso sia questione di salti nel buio, quanto di vedere e vedersi. Bisogna stare anche attenti a non restare incastrati in un meccanismo per cui è proprio la situazione a impedire di attivare le risorse di cui si pensa si dovrebbe aver bisogno per spostarsene. Mi spiego?
    Si rischia di andare per estremi: se non ho 3000 euro (dico per dire) non mi posso spostare, mi sposterò quando avrò 3000 euro. Nel frattempo però sono in blocco e non mi concedo neanche di trovare delle vie per mettermi sulla strada di averne 1500 e scoprire che non è vero che se mi allontano così morirò o succederà una catastrofe. Il fatto di stare continuamente in opposizione-difesa-tenere sotto controllo una dinamica di controllo ruba tanta energie e lucidità, anche nella persona più lucida ed intelligente. Il punto di svolta quindi è interno, riuscire a cercare soluzioni non più solo dal punto di vista della difesa-opposizione-controllo della situazione. Fossero pure passi minimali, che al momento possono pure passare inosservati, ma, uno vicino all’altro, cambiano la propria parte nel copione. da dentro. ciao 🙂

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