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Solitudine e stanchezza

di ExBeppino

Riferimento alla lettera: Buonasera, Di solito scrivo sul mio diario, però stasera ho rifiutato di farlo perché fra i miei confidenti, non era presente nessuno, e mi sono sentito solo, e abbandonato. Non ho amici. Sono una frana. L'unica cosa che mi andrebbe di fare, sarebbe di impiccarmi. Così sparisco e tutti sono...
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Data di pubblicazione: 1 Novembre 2024

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Categorie: - Me Stesso

54 commenti

  • 26
    ExBeppino -

    Cara Maria Grazia,

    Ieri ho parlato con il capo, della collega che tiene il broncio. Lui mi ha detto che martedì prossimo dovremo lavorare insieme ( io e la collega ) e che quindi per forza dovremo parlarci…

    Questa è la tecnica proposta dal capo : Vi faccio lavorare insieme e così la collega smetterà di fare il broncio…

    A parere mio, sarà peggio, perché ci dovremo affrontare, e lei è una narcisista, vorrà di nuovo “stringere amicizia” con me, e dovrò leccarle i piedi per anni…Preferisco provare il metodo del sasso grigio, e non avvicinarmi di nuovo a quella signora tossica e sciocca…

    Ti ringrazio tanto per le tue risposte.
    Sei un amore.

    Beppino.

  • 27
    maria grazia -

    Beppino spero veramente che i miei suggerimenti potranno in qualche modo esserti di aiuto. Ne sono felice. 
    Spesso i capi sembra che si divertono a metterci dove ci troviamo male o a farci stare a fianco di persone con cui non andiamo d’ accordo. Magari lo fanno pure in buona fede, credendo che sia utile, che la cosa può “migliorarci”. Ma è una convinzione sbagliata perché se non c’è sintonia si lavora male. 

    La tecnica del sasso grigio ho imparato a usarla con mia madre, anche lei narcisista, e adesso la adotto abitualmente in tutte le situazioni perché purtroppo le persone tossiche le trovi in ogni contesto. Davvero ti salva la vita. Anche se la cosa migliore resta quella di non vivere costantemente fianco a fianco con questo tipo di persone. La tua fortuna è che le vedi solo al lavoro, una volta finito il turno le puoi togliere dalla testa e pensare ai fatti tuoi. 

    Grazie delle tue gentili parole.

  • 28
    ExBeppino -

    Oggi…ho discusso con la mia collega. Ero stufo per il fatto che mi facesse il broncio. Ho discusso con lei e con un’altra collega…Abbiamo fatto pace, però…la collega problematica è di tipo narcisistico, e non ha empatia. Non ha un briciolo di empatia, pensa solo a se stessa, punto e basta. E l’altra collega non è meglio. Sono due compagne inseparabili…

    Mi viene la nausea quando penso al genere umano. Solo la musica vale, e gli animali. L’uomo è solo delusione.

    Non sopravvivrò, con tale collega in ufficio con me.
    Finirò in depressione.

    Mi salverà solo l’italiano.

  • 29
    maria grazia -

    Beppino hai fatto bene a parlare con queste tue colleghe e a chiarirti, ma se hai capito che hanno una personalità tossica purtroppo non potrai aspettarti più di tanto. Il consiglio che posso darti è pensare solo a svolgere il tuo lavoro, scambiare con loro giusto qualche battuta senza dare loro troppa corda, diventare impermeabile a livello emotivo. Si deve essere dei “sassi”, appunto. Senza mettere il broncio o cose del genere, semplicemente sbattendosene di quello che dicono. Quando ti punzecchiano non devi mostrare alcuna emozione particolare, la cosa migliore è buttarla sull’ ironia.

    La maggior parte dell’umanità purtroppo è parecchio scadente, ma ogni tanto si trova qualche gioiello. Da tenersi caro.
    Anch’io sono salva grazie alla musica e alle altre mie passioni.
    Per “italiano” intendi letteratura?
    Io amo anche la letteratura tedesca, quella francese e quella anglosassone.

  • 30
    ExBeppino -

    Maria Grazia,

    Studio la lingua italiana da 28 anni. Nel 2026, l’avrò studiata da trent’anni, e smetterò lo studio, però leggerò sempre dei libri in italiano.
    Da mesi non posso più leggere, non riesco a concentrarmi abbastanza, e…i miei svaghi sono : scrivere, e ascoltare musica. Mi piace la letteratura francese, anglosassone, e italiana, ma come ho detto, leggo poco, ho una visione sfuocata, spesso, un problema agli occhi, e con la stanchezza, inoltre, non ce la faccio a concentrarmi a lungo…

    La collega mi fa ancora il broncio. Era migliorato ma è tornato al brutto: tiene il broncio di nuovo, e non so perché, quindi…andare al lavoro è pesantissimo.

    Un abbraccio umido come il tempo autunnale.

  • 31
    maria grazia -

    Beppino, se non le stai più dando il rifornimento narcisistico è naturale che ti metta il broncio. Loro fanno così quando trovano il “distributore” chiuso. Non curartene, pensa solo a far bene il tuo lavoro, sii educato e gentile ma senza farti trascinare nelle loro beghe. Vedrai che alla fine si stuferanno e cercheranno altre prede. Fanno sempre così.

    Lo stress emotivo fa abbassare la vista purtroppo. Devi cercare di trattarti bene. Segui una buona alimentazione ed evita il più possibile di farti coinvolgere nelle situazioni tossiche. E ricordati che molte persone non sopportano quando uno sta bene, perché stanno male e vogliono trascinare anche gli altri nel loro fango. Basta saperlo e non dar loro importanza.

  • 32
    ExBeppino -

    Le colleghe sono dei vampiri, ti succhiano il sangue, e ti indeboliscono. Però sono “armato”, mi so difendere. Sarò gentile con i due vampiri…Tutto qua. Non mi lascerò coinvolgere nelle loro beghe, appunto.

    Cerco di sopravvivere rilassandomi appieno, quando sono a casa. Mi godo la solitudine…e la calma necessarie per ritrovarmi, e riposarmi.
    Poi posso affrontare una giornata di lavoro…o perlomeno spero che andrà tutto liscio martedì prossimo…

  • 33
    maria grazia -

    Anni fa Beppino lavoravo in una fabbrica delle mie zone, i miei colleghi erano quasi tutte donne, un covo di serpi. Stavo malissimo in quell’ambiente così tossico. Trovai però una via di fuga mentale appassionandomi di paranormale e racconti horror. Pian piano si dipanava davanti a me quello che poi avrei fatto nella vita, cioè non dipendere da nessun padrone, datore di lavoro, ecc… ( se non per brevissimi periodi ) e fare esclusivamente quello che mi piaceva.
    Poco tempo dopo mi assunsero come autista di autobus. Non era esattamente quello che intendevo per “lavorare in proprio”, ma perlomeno stavo tutto il giorno per conto mio, e comunque i miei colleghi autisti erano persone squisite ( a parte uno, ma si sa, la testa di caxxo non manca mai ).

    Ad ogni modo quello fu per me un punto “di svolta”, un momento di stacco dalla mia vecchia vita. Non tornai più a lavorare tutto il tempo fianco a fianco con altre persone. Ma in realtà tutto era nato già da tempo “dentro di me”.

  • 34
    ExBeppino -

    Io dovevo fare il professore d’italiano alle medie, però mi sono ammalato di depressione, che è andata sempre peggio…e ho lasciato l’università. Per cinque anni non ho fatto nulla : né studi, né lavoro. Alla fine mi sono formato per lavorare nell’ambito delle biblioteche, e da otto anni lavoro in biblioteca, con delle colleghe abiette. All’inizio andava tutto bene, poi la “Strega” si è messa a tenere il broncio per un’inezia…Che dire : adesso per me conta solo la sopravvivenza. Quando vado al lavoro, sto malissimo.

  • 35
    maria grazia -

    Beppino, capisco. Purtroppo è tipico delle persone manipolative fare così: si attaccano alle inezie, da quel momento se la legano al dito, e ai loro occhi diventi la “macchia nera” da condannare e da perseguitare per sempre. E’ una situazione tipica anche nelle dispute tra vicini di casa, dove il livello di malessere psichico è altissimo. La depressione è terribile, ti toglie le energie per fare qualsiasi cosa. Io ne ho sofferto per anni a causa dell’abuso narcisistico che subivo da vari soggetti affetti da disturbi di personalità. Allora però non realizzavo tutto ciò, pensavo che quello che mi succedeva fosse a causa degli eventi, del caso, o per colpa mia e delle mie presunte pecche. Mi colpevolizzavo insomma, e introiettavo dentro di me il fatto di “meritare” una vita ingrata. Tu sei risalito alle cause della tua depressione?

  • 36
    maria grazia -

    Non lasciarti destabilizzare dal tuo ambiente di lavoro, tieni duro ancora un po’ e nel frattempo cerca di cambiare posto, fai almeno un tentativo. Da quello che intuisco sei ancora abbastanza giovane e hai il tempo di rifarti. Considera anche l’idea di dover viaggiare all’ estero, l’Italia purtroppo non offre nulla. L’importante è non darsi per sconfitti perché c’è sempre una via d’uscita da qualche parte.

  • 37
    ExBeppino -

    Insegno l’italiano ad un gruppo di studenti. Però in realtà non ce la faccio. Gli studenti non mi stimano, non riescono ad assimilare nulla. Non mi vogliono bene. Vogliono solo modernità, Rock, Hard-rock, sport, calcio, attualità…ed io me ne frego di tutto ciò…Non mi interessa. Cerco di appassionarli per la lingua italiana, ma se ne fregano.
    Non voglio più fare il professore. Non sono idoneo all’insegnamento. Sono negato.
    Sono depressivo, voglio riposarmi………

  • 38
    maria grazia -

    Beppino, a quell’ età i ragazzi si annoiano facilmente. Ma a parte questo, lo studio è sempre una cosa un po’ ostica per coloro a cui viene impartito senza la loro iniziativa. Io ti suggerirei di cercare di parlare il loro stesso linguaggio, provare un po’ a entrare nella loro mente, se non lo hai già fatto. Cioè capire come lo studio dell’ Italiano possa essere reinterpretato in chiave moderna. Dopotutto non è detto che le lezioni debbano per forza essere noiose ( noiose per i ragazzi intendo, non per chiunque ). Fossi in te farei un tentativo, perché da quello che intuisco è il rinunciare all’ insegnamento che ti porta alla depressione e quindi è per te una cosa molto importante.

  • 39
    ExBeppino -

    Maria Grazia,

    Ci proverò ma penso che sarà per il semestre prossimo, non per questo, dato che mancano ancora due lezioni, e poi i corsi del primo semestre finiscono.
    Ma sono stato assunto ANCHE per il secondo semestre…e francamente non mi va di insegnare ancora. Io sono appassionato d’italiano, vivo da anni in mezzo alle parole italiane, leggo, scrivo, in questa lingua…E non concepisco che agli studenti non piacciano le “parole”, la grammatica, imparare a PARLARE questa bella lingua…
    Io sono francese, vivo in Francia, non sono italiano…ma vado pazzo per l’Italia da 28 anni. Non vorrei viverci, perché non c’è lavoro, in Italia, però…mi piace la vostra lingua ! Infinitamente !

    Un abbraccio con il cuore.

  • 40
    ExBeppino -

    La mia collega continua a fare il broncio. Non mi parla, come se non esistessi.
    Cerco di non farci caso però…è complicato lavorare nello stesso ufficio, e non parlarsi a vicenda.

    È un peccato…che le cose siano diventate così.
    Io…sono altamente depresso, a causa dell’atmosfera nauseante che c’è in ufficio.

  • 41
    maria grazia -

    Beppino non avevo capito che fossi francese. È bellissimo vedere che ti appassiona così tanto la nostra cultura e la nostra lingua. Magari potresti affiancare l’insegnamento scolastico rivolto a ragazzi giovani, con quello extrascolastico, che si rivolge cioè a un pubblico adulto. Forse troveresti una platea più ricettiva. Molte persone adulte non italiane sono innamorate del nostro paese e della nostra lingua. Però si, non è consigliabile venirci a vivere. Anche la Francia comunque è stupenda, come del resto tutta l’ Europa. Siamo il gioiello del mondo, diciamolo.
    Io comunque proverei con il metodo “funny learning” per provare a invogliare i tuoi studenti. La bellissima poesia di Leopardi, “L’ infinito”, è commutabile in un’ opera rock, per esempio..

  • 42
    maria grazia -

    Mi dispiace per quello che stai passando al lavoro, ti capisco molto bene.. anche per me è difficilissimo sopravvivere in ambienti tossici, infatti quando mi ci ritrovo non resisto più di tanto. La serenità è molto importante. Spero che riuscirai presto a cambiare in meglio 💗🌺

  • 43
    ExBeppino -

    Chi conosce l’album “Resilience” Di Yulianna Avdeeva, su Spotify ? È musica moderna, per pianoforte. L’album rappresenta la “vita caotica dell’essere umano”, io lo vedo così.
    Forse per qualcun altro avrà un’altra risonanza, però per me lo immagino così.

    Buonanotte!

  • 44
    maria grazia -

    No Beppino non lo conoscevo quel brano. Interessante..
    Comunque si, la musica per ognuno ha una valenza diversa. Molti per esempio considerano il metal frastuono insopportabile, per me invece ascoltarlo è un modo per “ricaricarsi”.

  • 45
    ExBeppino -

    Arrivo al lavoro : la mia collega non mi parla, oppure lo fa in un modo che significa : “non ti voglio parlare”.

    E così sia.
    Purtroppo.
    Mi tiene il broncio.
    Non ne posso più.

  • 46
    sherazade -

    Per Beppino

    È necessario che questa collega ti parli per motivi di lavoro oppure ognuno di voi è autonomo nello svolgere le proprie mansioni?

  • 47
    ExBeppino -

    No, non siamo autonomi. Io ho bisogno del materiale che lei conserva, e questo pomeriggio l’ho aiutata a riordinare certe cose in biblioteca. Se non mi parla, il lavoro non può andare avanti.

    Piove in ufficio. Il tetto lascia passare l’acqua…Ho sistemato dei cestini per raccogliere l’acqua. Viva l’Istituto per i futuri ingegneri !!!

  • 48
    Argo -

    Beppino non avevo capito che fossi francese.

    D’altronde sono solo 20 anni che scrive qua(che scrive che vuole suicidarsi 😵‍💫) e ha ripetuto anche negli ultimi post la sua età e nazionalità. Maria ma li leggi i commenti prima di rispondere o ti lanci a fare la maestra di vita e di psicologia senza manco capire cosa scrivono gli altri?

    E ricordati che molte persone non sopportano quando uno sta bene, perché stanno male e vogliono trascinare anche gli altri nel loro fango.

    Detto a chi si è iscritto solo per lamentarsi che non ne può più e vuole suicidarsi ..🙄

  • 49
    sherazade -

    Per Beppino

    Allora non c’è scampo: devi per forza impegnarti a non farti intristire dal suo comportamento. Se il lavoro non va avanti, il problema sarà rilevato, e magari risolto.

    È triste che ci siano persone che rendono più difficile quanto già è pesante ma ci si deve render conto che non possono capire. Il loro mondo è molto diverso e la loro empatia pressoché nulla.

    Mi dispiace per te. Un abbraccio.

  • 50
    ExBeppino -

    Da vent’anni penso al suicidio.
    È vero.
    Perché sono affetto da un disturbo dell’umore di tipo unipolare.

    Da vent’anni scrivo, in italiano e in francese, e meno male che lo faccio.

    Se mi viene voglia di lamentarmi, lo faccio. E lo faccio scrivendo qui, e altrove.

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