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Sogno sempre i miei genitori

di Esther

Riferimento alla lettera: Come da titolo, non riesco a smettere di sognare i miei genitori o di sentirli vivi e di percepirne i loro sentimenti dentro di me durante il giorno. Sono tormentata e non riesco ad uscirne. Li sogno entrambi, ma in particolare, è mio padre che dirige tutta la situazione. Stanotte...
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Data di pubblicazione: 25 Giugno 2018

L'autore ha condiviso 6 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Esther.

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Categorie: - Famiglia - Me Stesso

46 commenti

Pagine: 1 2

  • 26
    Esther -

    Rossana… mi hanno fatto sentire in colpa da sempre, come se fossi una autentica criminale. Lei mi ha detto: tu dovresti ricordarti per tutta la vita di quello che hai fatto alla tua famiglia!

    Io, invece, sono felice tranne per il fatto che mi manca una famiglia di origine, a volte…

    Loro, al contrario, sembrano sempre – dai social – disperati ed in guerra con il mondo. Lei non fa altro, o loro non fanno, altro che odiarmi e sebbene la cosa non mi tocchi in alcun modo, mi dispiace che al mondo ci siano persone che mi odiano così tanto e che pensano di me (o a cui fa comodo pensare) che io ho rovinato loro la vita. Grazie per il tuo sostegno.

  • 27
    Toroseduto -

    Golem
    Non avevo dubbi che avresti “sentito” e “visto”. Ho imparato a conoscerti leggendo molti tuoi interventi. Sei uno dei pochi che vado a cercare negli “ultimi interventi”. Forse a qualcun’altro non avrei aperto cosi facilmente le mie porte.
    Odio le banalità e le battute di spirito fuori luogo, cosa di cui ormai questo sito abbonda. Che dire? Grazie, si grazie e continua a scrivere. Io ogni tanto mi eclisso, ho altro da fare e il tempo alla mia età vola, a settembre compirò il mio settimo decennio. Niente torte o candeline, una serata tranquilla con mia figlia e i due nipotini.
    Ciao

  • 28
    rossana -

    Esther,
    concordo: nessuno può capire i traumi o intuire con sicurezza l’interiorità altrui. ci si prova e, di tanto in tanto, magari, ci si avvicina un po’ più del solito…

    secondo me, uno degli atteggiamenti più deleteri degli adulti sui bambini/adolescenti, specie se da parte di genitori, è proprio la capacità di farli sentire in colpa. peggio che ricevere botte, perchè a quelle ci si può più facilmente ribellare…

    il tuo sembra essere rimasto un nodo emotivo infantile, che nemmeno il raziocinio adulto riesce a sciogliere. una conflittualità fra i sentimenti che provi per l’uomo, in netto contrasto con quelli verso la donna, che presumo dominante nella coppia e che maggiormente ti rinfocola risentimento.

    forse, almeno per qualche tempo, ti converrebbe prendere decisamente le distanze da loro, anche evitando di andarli a cercare sui social. se non si può superare un ostacolo, meglio cambiar strada e tornarci su in seguito, dopo essersi eventualmente rafforzati…

  • 29
    Esther -

    Rossana, ciao! Grazie davvero del tuo sostegno prezioso.

  • 30
    Gio -

    Ma se vivi la vita che desideri … perchè tutte queste “seghe”???!!
    Pensa a chi non può vivere la vita che desidera ed è costretto a subire tutti i giorni angherie……

  • 31
    Esther -

    Boh, infatti non li sogno più. Se siete sfigati, comunque, ca@@i vostri!

  • 32
    Yog -

    Sognare i propri genitori alla fine è meglio che sognare i propri genitali. Ma dipende, tutto dipende.

  • 33
    Gio -

    @Yog … da che dipende??? ;))

  • 34
    Yog -

    Dipende se per cena ti sei scofanato tre pizze con salsiccia e cipolla e ti sei sgargarizzato otto birre. Dopo facile che sogni pure papa bergoglio, altro che i genitori.

  • 35
    Esther -

    Grazie! Stanotte ho sognato, invece, che gli spaccavo il cranio. Che significa? Avevo tanta rabbia.

  • 36
    rossana -

    Esther,
    dal mio punto di vista, essendo incapace di reazioni violente (forse me le hanno annichilite da piccola), è molto bello che tu possa sognare di reagire, sfogando così parte della rabbia che ancora ti porti dentro. la libertà dei sogni fa capo alla libertà di veglia, priva, però, di controlli razionali.

    in te potrebbe albergare insoddisfazione per non essere in grado di comportarti nei loro confronti come la miglior consuetudine vorrebbe, alternata alla rabbia di non aver potuto farti capire o farti valere con loro.

    un’importante relazione affettiva, che avrebbe potuto, e forse dovuto, aiutarti a superare una perdita e che invece ha contribuito a renderti difficile instaurare solidi legami emotivi.

    il recente sogno deriva quasi certamente dai pensieri suggeriti dalle recenti stimolazioni sul sito.

    un caro saluto.

  • 37
    Esther -

    Grazie, Rossana, forse è così. In effetti a volte è possibile provare una grande – e forte – rabbia dentro, che non si sa da dove provenga, ma soprattutto come contrastare.

    Con loro e con altri, non sono stata in grado di farmi comprendere, forse valere, pure avendo io le migliori intenzioni dentro di me. Ma ero così già all’età di 3-4 anni…

    Sì, in molti non hanno saputo comprendermi ed accettarmi, più o meno “speciale” che fossi.

    Anche stanotte ho avuto un incubo tremendo della stessa portata di questo: ho sognato che stavo ammazzando mio fratello (defunto) e, poi, passando a mia sorella, mi sono fermata, rendendomi conto di amarla. Inoltre, ho sognato di parlare con tutti i cargiver che ho avuto, rinfacciando loro, con profonda rabbia, quasi a giudizio di morte, di essere loro stessi i responsabili di ciò che io sono ora a volte, quando mi impongo più del necessario, e non so fare altrimenti. Grazie, Rossana!

  • 38
    rossana -

    Esther,
    mi sembra molto positivo che ti sia fermata nei confronti di tua sorella. potrebbe essere di ottimo auspicio, su cui t’invito a riflettere.

    tutte le persone con cui siamo venuti in contatto, sia a livello temporaneo/superficiale che continuativo/profondo, hanno assunto, volenti o nolenti, responsabilità più o meno incisive nei nostri riguardi. spetta poi a noi, se ne abbiamo la forza e la capacità, scegliere cosa prendere e cosa lasciare. la forza tu ce l’hai, eccome. un po’ più difficile potrebbe essere per te ritrovare la strada della capacità di estrapolare il meglio dal peggio ma con il tempo niente è mai del tutto impossibile.

    l’infanzia è spesso la culla del nostro intero essere, da cui ci allontaniamo, per poi, se possibile, ritornare… molto di noi comincia e finisce lì!

    un abbraccio.

  • 39
    Esther -

    Può forse voler dire che so amare.

    Rossana, so che ogni persona ci ha lasciato qualcosa, io ero piccola allora, e non avevo la contezza di me stessa, la consapevolezza ed il controllo della situazione di me e al di fuori di me che ho adesso che sono adulta. Ero totalmente abbandonata a chi mi “aveva” e totalmente fiduciosa. Oggi lo so fare, ma tornando al passato, io non riesco a proiettare in esso la consapevolezza che ho oggi, e non riesco a distinguere tra bene e male; come se quel passato fosse “me” ed io non avessi potere su di esso per non capacità di discernerlo, come riesco, invece, oggi con ogni situazione attuale che vivo, traendo consapevolezza dal bagaglio di conoscenze che io stessa mi sono fatta da me, e solo da me stessa buttando via tutto, tutto il marcio ed era solo quello il mio passato, che però resta fonte della mia rabbia non sempre positiva, e ci sono riuscita a farmi da me con moltissimo impegno.

    Grazie, Rossana! Ti abbraccio.

  • 40
    rossana -

    Esther,
    temo che quel passato sia ancora una parte inquietante.

    a mio avviso, la principale problematica che si viene a riflettere sull’indole di base è proprio l’incameramento di quanto si è costretti ad assorbire quando non si è in grado di distinguere, non tanto fra bene e male, che sono estremi astratti, ma fra positivo e negativo, per quanto ci riguarda direttamente.

    il miscuglio di sensazioni che si viene a installare a forza nel più tenero vissuto, incomprensibile nelle sue valenze razionali ma potente ed incisivo nei suoi messaggi inconsci, sarà quasi sempre difficilissimo da decifrare a posteriori, per poterlo riorganizzare in uno schema corretto.

    spesso dipende più dalla sorte che non dalla persona far ricadere sul proprio cammino qualcuno in grado di curare il profondo, nel senso di offrire, non solo professionalmente, l’accoglienza e la comprensione in passato percepite come carenti.

    per me, sai amare ma ti è difficile ammetterlo con te stessa, temendone l’inevitabile rischio.

  • 41
    Esther -

    Ciao Rossana, grazie!

    Sì, io non posso amare, purtroppo, cioè legarmi familiarmente, perché il gravissimo lutto ed il disturbo post traumatico da stress per il lutto di mia nonna, a 5 anni e mezzo, me lo impedisce, ed io non posso e non voglio razionalizzarlo, al fine di richiudere il cerchio col passato cioè con mia nonna, e aspetto, e perché, sì, si avvererebbe nuovamente il precedente atroce che ho vissuto con lei. Chiunque mi lascerebbe e al solo pensiero del ricordo, io ho gli attacchi di panico e la nausea. Posso amare altruisticamente ma non posso legarmi ad alcuno, mai! Segue (…)

  • 42
    Esther -

    Quel passato E’ una parte inquietante. Prima che io mi sposassi nel 2015, mi fecero professare dei voti, pur senza che io dicessi nulla, un mistico capì, per vietarmi di usarlo, quel passato. Ci sono persone, che sanno riconoscere e che riconoscono che so fare, ma che non sempre sono buona. Una volta un avvocato al quale mi rivolsi per separarmi, di tutto parlò con me tranne che della causa di separazione, con venerazione, come fossi una che gestisse come gestiscono il Sacro i sacerdoti, una di altissimo potere, dicendomi: io ti riconosco. puoi avere tutto. sei tra il bene ed il male. tu puoi esperimentare un limbo e poi uscirne, cose che altri non comprendono. e mi illustrò con un disegno, perdendo molto tempo, e venerandomi e dicendo che lui faceva strani riti. mi contattò moltissimo dopo, ma io lo riconobbi simile a mia madre, e lo boccai. era per il male e me lo disse.

  • 43
    Esther -

    Quando ero giovane, mia madre, parlando con me, con esperienza di specialista, invece, mi disse: se avessi capito prima che doni avevi, avrei saputo da chi portarti. ma mia madre non era naturalmente incline alla generosità. Sì, quel passato io lo domino perchè lo conosco, e posso usarlo. E da sempre mi teme come si teme l’inferno stesso.

    Rossana, sì, la mia indole di base è stata nutrita con bene e male e con male di agire fatto passare per giusto e bene, con grande intelligenza, manipolazione e crudeltà gratuita verso il prossimo, con tali insegnamenti, normali come il biberon con latte e miele nella mia infanzia, io sono cresciuta e a forza li ho introiettati e perchè erano l’unico cibo datomi con amore, a me. solo a me.

    Rossana, sì, ho tanto desiderio di una persona capace, intelligentissima, valida, colta e buona, che sappia dimostrare accoglienza e comprensione. Il desiderio che diventa realtà quando la Provvidenza lo stabilisce. Grazie, hai centrato la questione!

  • 44
    toroseduto -

    Esther, continuo a leggere questa lettera. All’inizioti ho raccontato la mia esperienza da adulto. Adesso ti parlo dell’infanzia. Un disastro! Sono nato nell’immediato dopoguerra, mio padre torno dalla prigionia come un rottame.Siamo riusciti a sopravvivere grazie a mio nonno e alle mie sorelle, nate prima della guerra. Mio padre non riusciva a lavorare stabilmente. I mostri della prigionia non l’avevano mai abbandonato.Mi picchiava a calci e pugni, a 7 anni per sfuggirgli mi lanciai dalla finestra al primo piano. Erano 5 metri, mi salvai perché un albero rallentò la caduta. 6 mesi di convalescenza. Mia madre si rivolse ai carabinieri,fu ricoverato.Durante la sua assenza andò in tilt anche mia madre.Ci diceva che il marito attuale, non era l’uomo che aveva sposato. Malediva sua madre che l’aveva fatta sposare contro la sua volontà. Noi figli,sei,eravamo terrorizzati. Io andai a dormire da mio nonno. In me era maturata una certezza; erano due esempi da non prendere in considerazione.

  • 45
    toroseduto -

    Il fatto di essere sopravvissuto alla caduta,per la gente del palazzo ero un miracolato, mi ha fatto crescere con la consapevolezza di aver ricevuto un grande dono.Ne sono convinto ancora adesso, per questo motivo apro le braccia a tutti quelli che hanno il “mal di vivere”.Mio padre l’ho perdonato.Nella maturità,ho letto il libro di Primo Levi “Se questo è un uomo” e facendo delle ricerche ho trovato il campo di prigionia dove aveva passato 2 anni. Allucinante!
    Mia madre no. Ha interferito troppo nella mia vita.
    Il perdono guarisce molti mali, anche se sono passati tanti anni dalla morte,non provo nessun rancore,lei è stata vittima di mia nonna. Ma questo non gli è servito a capire che non poteva fare gli stessi sbagli.
    La tua è una situazione in cui io non mi sarei mai potuto trovare.Quando chiudo con qualcuno che mi ha danneggiato, azzero i rapporti, quella persona per me non è mai esistita.Forse è questo il dono “speciale” del sopravvissuto.A 7 anni si è compiuto il mio destino.

  • 46
    Esther -

    Perfetto! Testimonianza per me esaustiva, la tua, Toroseduto. Grazie! Può davvero bastare così! Mi avete davvero aiutata moltissimo e ve ne sono enormemente grata! Auguro ad ognuno, con il suo personale bagaglio di esperienze e vissuti come il mio, più o meno pesante, un buon proseguimento del proprio cammino! Grazie a tutti e buona fortuna! 🙂

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