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Sogno sempre i miei genitori

di Esther

Views: 2 - Views e voti dal 14 agosto 2026.

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Come da titolo, non riesco a smettere di sognare i miei genitori o di sentirli vivi e di percepirne i loro sentimenti dentro di me durante il giorno. Sono tormentata e non riesco ad uscirne. Li sogno entrambi, ma in particolare, è mio padre che dirige tutta la situazione. Stanotte ho sognato che eravamo in un atelier prestigioso, perché come al solito dovevano viziarmi comprandomi di tutto e stando con me, attaccati a me per non perdermi. Con mio padre c’era un rapporto per cui ci leggevamo nel pensiero e poi le situazioni lo confermavano. Erano innamorati pazzi di me. Non riesco a smettere di sognarli, sebbene io non desideri altro che il tipo di vita che faccio. Mamma mia, che rottura!!!! Hanno 73 anni, ma il legame per me non si è mai creato. Perciò non ho nessuna pretesa io nel merito. Rispondete cazzate e vi sputo in faccia in primis ignorandovi. Astenersi gli idioti che già ho emarginato in chat.

Data di pubblicazione: 25 Giugno 2018

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Categorie: - Famiglia - Me Stesso

46 commenti

  • 1
    Toroseduto -

    Scusa, non sono riuscito a capire se i tuoi genitori sono ancora in vita. Anche se sembra la cosa più probabile,penso che dovresti fare più chiarezza.

  • 2
    Esther -

    Sì, quelli a cui mi riferisco sono ancora in vita. E … Io li ho lasciati per incompatibilità di carattere con la mia ex madre e non voglio più saperne niente.

  • 3
    Toroseduto -

    Non conosco la tua età, comunque ho vissuto un’ esperienza simile alla tua. Ho 5 fratelli e sorelle, la mia sfortuna è stata quella di essere il prediletto dai genitori. Ero il più dotato fisicamente e intellettualmente, ho avuto successo in tutte le cose che mi prefiggevo. Fino all’età di 26 anni tutto bene. M’innamorai di una ragazza molto bella, un vero amore ricambiato. Mia madre non volle conoscerla, aveva già pronta la ragazza per me. Unica figlia di gente altolocata i quali genitori erano felicissimi se ci fossimo fidanzati.
    Mi arrabbiai di brutto, la ragazza era bella, ma a me non diceva niente. L’ altra era figlia di gente modesta, cosa che a me non faceva ne caldo ne freddo. Eravamo molto legati, un’ intesa perfetta. Andai a vivere da solo, la situazione si era fatta pesante. Continuavo a vedermi con la ragazza che amavo. Mia madre mandava le mie sorelle a casa mia per farmi sapere che stava male, non si sarebbe mai aspettata… A natale decisi di chiarire la…

  • 4
    Toroseduto -

    …situazione. Una frana. Dopo un paio di mesi sposai la ragazza che amavo, fortunatamente trovai lavoro in un’ altra regione. Sono tornato a casa solo per i funerali di mio padre e dopo poco tempo quello di mia madre. Non ho mai avuto rimpianti. Ho vissuto 30 anni di felicità, due figlie ormai laureate e sposate, ho 3 nipoti. Purtroppo mia moglie è morta 12 anni fa. Non ho mai cercato un’altra donna, quando hai la fortuna di conoscere il vero amore, dopo non ti accontenti di niente.
    Scusami se mi sono dilungato, avrai capito che sono un uomo di una certa età. Il mio pensiero è questo:
    finché non troverai l’amore non ti libererai facilmente da quello che oggi ti opprime. A me ha dato la determinazione di chiudere con il passato il mio unico grande amore. E anche la certezza che stavo facendo la cosa giusta. Da sola sarà molto difficile. Ti auguro di trovare la persona giusta per te, sarà tutta una vita in discesa! Ciao

  • 5
    Esther -

    Ciao, grazie della tua testimonianza. ce l’ho un grande Amore, L’ho sposato 2 anni e mezzo fa. Sono felice con Lui. Ho preso questa decisione dopo molti anni di discernimento, mettendo alla prova la vita con le esperienze più varie. Sto vivendo esattamente come volevo ed è così che desidero concludere la mia vita, un giorno. Sono una donna matura, preferisco non specificare la mia età, comunque, anche io, come te, sono avanti negli anni, ed ho già fatto le mie necessarie esperienze per acquisire la mia consapevolezza critica. È davvero questa la vita che desidero vivere fino alla fine. Non ho rimpianti. Ed ho chiuso quella porta, di cui ho scritto sopra, diversi anni fa, e ad oggi lo rifarei.

  • 6
    Esther -

    Non penso mai ad un ricongiungimento, perché, dopo aver dato loro innumerevoli possibilità di accoglierci e di accettarci vicendevolmente, sono rimasta puntualmente delusa. Concordo con te sulla necessità di essere sazi affettivamente, per rimuovere anche dall’inconscio ogni rigurgito del passato. Voglio solo rimuovere ogni istante di quel passato. Forse mi legano interessi materiali, potrebbe essere questo? Vi rinuncerei pur di rimuovere dalla mia mente ogni dettaglio di quella vita passata. Voglio questo, cancellare, rimuovere TUTTO! Sono disponibile a continuare il confronto sull’argomento, se gradito. Un caro saluto e grazie, Vvb.

  • 7
    Mia -

    Prova a staccare dalle aspettative economiche e orienta i tuoi interessi pecuniari molto altrove rispetto a loro. Le tue aspettative di danaro ti stanno rendendo schiava della loro memoria, evidentemente non positiva. Puoi farcela meglio senza di loro: pensa che quei soldi sono avvelenati e che buon uso potrai mai farne dal momento che sono il motore generante odio e morte della tua vita, da anni? Loro non ti servono. Io al tuo posto non vorrei nemmeno saperlo quando se ne andranno. Meglio avere 1 milione di euro in meno e la serenità di essere liberamente sè stessi nel proprio cuore che un compromesso di morte esclusivamente per legame col denaro. Ama la povertà ma senza di loro perché in questo caso è l’unica via di uscita per troncare ogni legame tra di voi.. il denaro vi tiene uniti, anche loro lo sanno, il tuo sogno è esplicativo. Ci sei tu con te stessa a quanto pare e non loro.

  • 8
    Mia -

    Taglia il legame di schiavitù stretto dal denaro che ti fa dipendere dalle aspettative pecuniarie nei loro confronti. Taglia e da sola, sono sicura che farai meglio e di più anche economicamente!

  • 9
    Esther -

    Grazie del consiglio, cercherò di fare PER ME STESSA molto più di quanto loro avrebbero potuto o dovuto fare per me, da ogni punto di vista.

  • 10
    rossana -

    Esther,
    – “Erano innamorati pazzi di me.”
    – “ma il legame per me non si è mai creato.”

    azzardo un’ipotesi. il sogno ha l’effetto di calmare le rimostranze del tuo senso del dovere, secondo cui avresti dovuto amare chi ti dimostrava amore ma non sei riuscita a farlo. in particolare nei confronti del padre, con cui c’era grande affinità, e da cui hai forse dovuto allontanarti per la mancata accettazione da parte della madre.

    prendila per quello che vale per te.

    un caro saluto.

  • 11
    Esther -

    Rossana, sì, è anche così. Vale molto per me il tuo parere, lo sai. Loro hanno sofferto molto a causa mia e io non riesco a perdonarmelo. Ci sono mille attenuanti per me, ma la loro sofferenza resta, vera, forte e prolungata nel tempo. Io vorrei cancellare tutto il male fatto loro, perché forse è questo che a volte non mi fa dormire bene di notte. Vorrei. Essere a posto. Ricordare di aver fatto il mio possibile per il bene. Ma non è così. Provavo ad allontanarmi per non farla soffrire ma non ero autonoma e non potevo permettermi lunghe permanenze in albergo nel mio paese. Sognavo di scappare per smettere di fare quel male, in risposta al suo carattere orrendo, polemico, insicuro, vittimista, giudicante, maldicente, ipocrita… volevo solo smettere di farle del male.

  • 12
    Esther -

    Era diventata la mia “vittima” e sfogavo su di lei ogni rabbia, quando con le sue polemiche e le sue maldicenze me ne dava l’occasione. Ho scelto la solitudine a 20 anni, pur di smettere di farle del male. Vorrei cancellare quel passato, ma non ha un nome da rimuovere lettera per lettera. È scolpito immagine per immagine nella mia mente.

  • 13
    Toroseduto -

    Esther
    Parlare di beni materiali mi induce a pensare a quella che è sicuramente la differenza fra me e te. Io avevo la completa indipendenza economica, anche se è brutto parlarne, ma questa cosa ha la capacità di condizionare le situazioni che si vengono a creare. Non ho ereditato niente, ho lasciato tutto al resto della famiglia. Alla loro morte non ho provato nessun rimpianto. Per essere costruttivi ti propongo la lettura di due libri fondamentali per la mia formazione. INNAMORAMENTO E AMORE di F. ALBERONI e L’ARTE DI AMARE di ERICH FROMM. Quando si è sposata la mia prima figlia, insieme alle altre cose, gli ho regalato questi due libri. L’Amore per se stessi, l’amore per il prossimo, l’amore per una persona speciale, hanno varie sfaccettature. Crediamo di sapere cos’è l’Amore, un po’ come le religioni, ognuno si fa la sua idea, Personalmente l’ho capito quando è venuta a mancare la mia compagna di vita. Sai da sola quando scompariranno i tuoi mostri.Non aspettare tanto.

  • 14
    Esther -

    È la verità, Toroseduto, anche se è brutto parlarne: è vero che la COMPLETA indipendenza economica fa la differenza, anche se di fronte ai propri mostri, si può avere il vantaggio dell’età, della salute, dell’intelligenza e della forza di volontà. Senza soldi, non si hanno amici, è brutto a dirsi, ma veramente non si è del tutto liberi. La brutale verità è che i soldi servono! Ma sai una cosa? Mi piace il tuo discorso sul non aver avuto rimpianti alla morte dei tuoi e mi piace il tuo incoraggiamento a cominciare a liberarmi dei miei mostri quanto prima. Non sai quanto siano importanti per me le tue parole. Le leggo e le rileggo, e cerco di identificarmici sempre di più, perché è così che voglio essere.

  • 15
    Golem -

    E avendo capito così tragicamente cos’è l’amore (vero, immagino), perché non ce ne dai una tua spiegazione Toro?

  • 16
    Esther -

    Le tue parole mi danno la forza di credere in una rinascita all’insegna della completa liberazione di me stessa da amori falsi e malati spacciati per buoni da persone ignoranti ed egoiste, profittatori della buona fede più totale e della ingenuità di chi doveva essere aiutato e sostenuto moralmente e psicologicamente per aver perso qualcosa di irrecuperabile, l’amore gratuito ed autentico della sua vera famiglia, strappato troppo presto al suo cuore, purtroppo. Credo che seguirò volentieri il tuo consiglio sulla ricerca della vera dinamica amorosa con sè stessi e con gli altri, e mi auguro che sia l’inizio della mia vera guarigione affettiva, realizzando in me la realtà di quel passato, per ritrovare la strada di “casa” cioè della vera libertà psico-affettiva dai quei mostri! Ho fame della tua esperienza di vita sul dopo il non amore, così simile al mio, di vissuto. Ti ringrazio di vero cuore per la tua preziosa testimonianza.

  • 17
    Toroseduto -

    @Golem
    “La morte di una persona amata lascia lo stesso vuoto, lo stesso rifiuto di rassegnarti a quel vuoto. Anche se sapevi, l’hai temuta ed attesa, quando arriva ti senti mutilato. Ti senti con un occhio solo, un orecchio solo, un braccio solo, una gamba sola, il cervello a metà e non fai che invocare la metà perduta di te stesso: con lei ti sentivi intero.Il rimpianto ti consegna la memoria di una persona pregevole, anzi straordinaria: un tesoro unico al mondo. Poi dopo un po’ ti passa, senza che tu ne sia consapevole lo strazio si smorza, si dissolve, il vuoto diminuisce e il desiderio di rassegnarti ad esso scompare.
    Ti rendi conto che il tuo amore morto non era né una persona pregevole, né un tesoro unico al mondo.
    Lo sostituisci con un’altra metà di te stesso, e per un po’ recuperi la tua interezza. Però nell’anima rimane uno sfregio profondo, un livido nero che la deturpa e capisci che non sei più quello di una volta, o quello che eri prima del lutto.

  • 18
    Toroseduto -

    L’energia s’è infiacchita, la curiosità affievolita e la fiducia nel futuro s’è spenta, perché hai perso qualcosa di prezioso che nessuno ti rimborserà.”
    E’ una citazione di Oriana Fallaci.
    Altre volte ho paragonato l’Amore ad un ponte. Un enorme ponte sostenuto da due pilastri. Solido,niente lo scalfisce, sopporta tutte le tempeste e gli allagamenti, è eterno!
    Poi, come in un libro scritto male, uno dei pilastri cede. Volontà divina? Debolezza umana? No. Non credo a queste cose.
    Sopravvivo grazie alla musica. E ai pochi veri amici. Ho 3 nipoti che purtroppo vivono lontano da me. E’ dura, ma dedicando parte del mio tempo in un centro di terapia psichiatrica, faccio cantare i “malati” inventando canzoni adatte a loro. Stiamo formando un coro. Mi riempie il cuore quando dopo anni di sofferenza, qualcuno ritrova la voglia di continuare a credere che anche per lui ci sarà un futuro. Questo è l’Amore per me.

  • 19
    rossana -

    Esther,
    sai bene anche tu che, volendo, ci si può imporre di smettere di amare in modo intenso e costante ma NON ci si può imporre d’amare chi è troppo diverso dal nostro modo di essere, e, per di più, tende a imporsi su di noi, come nel caso di alcuni genitori.

    eri troppo giovane, ancora in cerca di una tua identità, per riuscire a mediare, con un formale compromesso. in seguito, poi, è difficile riallacciare i rapporti dal punto in cui sono stati incrinati.

    non c’è colpa nella sofferenza inferta senza la specifica volontà di farlo. resta la responsabilità e la possibilità, in alcuni casi, di rimediare, almeno in parte. ma anche questo intento, per essere efficace, dovrebbe avvenire su basi di spontaneità, non per puro senso del dovere.

    regolati come meglio ti senti ma datti pace. accettati per come sei e per quanto puoi spontaneamente offrire.

    un caro saluto.

  • 20
    Golem -

    Sì Toro, quello che descrivi è l’effetto della “mancanza”, ed è normale che questa intervenga dopo tanti anni di convivenza, persino in coppie non affiatatissime. Quello che volevo sapere è quali sono le riflessioni che ti hanno fatto “scoprire” che quello con tua moglie era vero amore, visto che tu hai dichiarato di averlo capito dopo la scomparsa della tua compagna. Quello per il “prossimo”, di cui parli alla fine, serve solo a far sentire “bene” noi. Ci aiuta a riempire i nostri vuoti.
    Cosa lo ha differenziato rispetto ad una visione evidentemente diversa che potevi avere prima di quella “scoperta”, sia pure avvenuta a quel prezzo.

  • 21
    Esther -

    Rossana, quello che più mi fa soffrire è che danno la colpa a me, sentendosi nel giusto. Questo mi fa impazzire dalla rabbia e dal dolore. Addirittura hanno scritto su un post, tempo fa, che la colpa delle separazioni dei genitori è dei figli che strumentalizzano l’amore per portare alla distruzione la famiglia. Io provo molta rabbia verso la loro ottusità e non capisco come non si rendano conto di quello che tu mi hai appena scritto cioè che a poco più di dieci anni non si ha una identità propria e che per di più, avendo vissuto un trauma per due lutti a breve distanza l’uno dall’altro, quella figlia che loro avevano voluto tanto, non era in grado di far loro da spalla per attutire i colpi della vita, dovuti alle loro carenze per la separazione forzata che vivevano, stando l’uno a mille km dall’altra. E non vedendosi praticamente mai!

  • 22
    Esther -

    Quindi, una volta a casa, lui è sparito senza salutarmi e lei, scocciata che glielo avessi chiesto, come a sminuirla, mi ha risposto che eravamo solo io e lei e che lui lavorava fuori stabilmente. Lì mi è crollato il mondo addosso. Era un lunedì mattina a colazione, io ero felice di incominciare una nuova giornata, tutti e tre insieme, facendo programmi per la serata, dopo il lavoro e la scuola. Non puoi capire il trauma che ho sperimentato in quel momento.

  • 23
    toroseduto -

    @ Golem
    26 novembre 05
    Te ne sei andata, non voglio andare a dormire nel nostro letto…dormirò, se dormirò, nel mio
    Studio, come ho fatto altre volte che stavo componendo non ho voglia di scrivere, voglio
    Fissare nella mia mente l’immagine di te, eri distesa, quasi sorridente, quando hai emesso l’ultimo respiro, hai smesso di soffrire. Anche se eri la metà di sei mesi fa, sembravi una bambina.

    Nel 2009 mi sono svegliato di colpo, stavo sognando di Lei. Una melodia strana mi riempiva la testa. In silenzio e con le cuffie,(le figlie dormivano)ho memorizzato e poi elaborato insieme a Lei, si era dentro di me. fino all’alba questa musica.All’epoca avevo la connessione telefonica questa è la mia risposta a quello che mi chiedi. Io parlo con la musica. Scusa la scarsa qualità delle immagini.
    https://www.youtube.com/watch?v=melto2z7qPc
    Lo so che sembra tutto molto strano, forse se “entri” nella musica capirai tutto. Ciao Mario

  • 24
    rossana -

    Esther,
    sai bene che “dare la colpa ad altri” è il tipico atteggiamento di persone poco mature. chi è cresciuto abbastanza, emotivamente, parte sempre da sè. anche se l’esercizio è duro e doloroso.

    i tuoi genitori adottivi ti hanno cercato per usarti, per assorbire linfa vitale che a loro mancava, nell’illusione che la tua presenza li potesse unire, come accade spesso a coppie che faticano ad accettarsi.

    tuttora incapaci d’introspezione, come potevano capire il tuo animo devastato e sofferente? se non c’era unità fra loro, come potevano offrirti un rifugio accogliente e ristoratore?

    una scomoda prerogativa dei figli adulti è quella di valutare i propri genitori come se non fossero tali. per di più, i tuoi erano acquisiti, senza aver vissuto la tua fase iniziale, quella che maggiormente avrebbe potuto unirli nella ricerca del tuo benessere, fin da quando era da loro che interamente dipendevi…

    lasciali andare: per loro non sembrano esserci possibilità di recupero.

  • 25
    Golem -

    Ti ho “sentito” Toro. Ho capito. Ho “visto” in quello che hai scritto quello che chi non ha provato quella sensazione non potrá mai comprendere, dibattendosi in una ricerca senza fine per capire cos’è l’amore.
    Quella “melodia” era il risultato di quell’amore costruito in tanti anni di “armonie” comuni. Eravate “voi” e il vostro sentimento che la tua anima di musicista ti ha “reso” sotto forma di melodia.
    Mi ha colpito il tuo ultimo racconto, e non è facile che mi accada.
    Ciao

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