Essere abbandonata a pochi mesi dal matrimonio
Ti ho conosciuto che avevo 25 anni. Ci siamo conosciuti online quando ancora non erano esplosi i social e non era una cosa sdoganata conoscersi così. Ricordo che nelle nostre chat si intuiva da subito la sinergia delle nostre passioni: i viaggi lunghi on the road, la musica rock, i concerti, i Guns n’ Roses, “ah a te piace cucinare? io amo mangiare”. Se ti piacciono anche i Foo Fighters e i Queens of the stone age ti sposo domani. ah ah ah. Non sapevo che quel ragazzo, anni dopo, mi avrebbe chiesto di sposarlo sul serio.
Ci frequentammo per qualche mese. 6 anni di differenza, all’epoca io 25 e tu 31.
Ricordo che la prima volta che ci incontrammo dal vivo pensai che mi avresti creato problemi perchè io mi scioglievo quando ti guardavo. Altissimo, possente, lo sguardo bello ed il sorriso dolce.
La tua risata Ale, che se ci penso adesso, nonostante tutto quello che mi hai fatto, mi commuovo.
Ma come era possibile che io che avevo sempre tutto sotto controllo, proprio io così attenta e razionale, con te diventavo un altra cosa. Mi perdevo. Mi lasciavo andare. Mi fidavo.
Ci amammo follemente per qualche mese, poi la tua paura, il non voler etichettare quel rapporto che seppur acerbo era chiaramente amore. Ce lo hai sempre avuto forte questo senso di libertà. Volerla a tutti i costi sacrificando tutto e tutti anche te stesso e i tuoi sentimenti. Che controsenso.
Ti mandai a quel paese. Ero arrabbiata, partii per gli Stati Uniti, iniziai il percorso di studi lì.
Riuscii a dimenticarti.
Trascorso un anno e mezzo, un giorno ero a Roma nel mio studio. Ricordo che stavo scrivendo un atto di citazione. Vibrò il telefono, distrattamente sbirciai lo schermo. c..... Un tuo messaggio.
Un messaggio lungo di scuse, di se e di ma, di prese di coscienza.
Grande orgogliosa io come al solito visualizzai, non risposi.
Continuasti a scrivermi più volte al giorno per una settimana. Un giorno ti risposi, andammo a cena quella sera stessa.
Parcheggiando la macchina di fronte al ristorante pensai che “tanto chissenefrega adesso staremo a cena… tanto io mi frequento con uno…tanto non mi piace più…gli scrocco la cena a questo stronzo…”
Alzai lo sguardo e ti vidi. c..... Mi hai tramortito dal primo istante. Proprio come anni prima quando ti vidi per la prima volta. A cena con le mani intrecciate come se non fosse passato un solo giorno. Occhi fissi negli occhi, risate. Le frasi scorrevano da sole come il vino che bevevamo e l’estate sembrava una carogna ad arrivare perchè le vacanze erano già prenotate ormai ed io stavo per ripartire per gli Stati Uniti stavolta per un periodo più lungo di tre mesi.
Alla fine della cena eravamo già innamorati.
Il nostro è sempre stato un colpo di fulmine. La classica botta in testa dalla quale non ti riprendi mai.
Per i successivi 30 giorni antecedenti la mia partenza ci vedemmo tutti i giorni anche più volte al giorno. Eravamo inseparabili. Ci amavamo. Avevamo 27 e 33 anni, ci eravamo ritrovati, non era cambiato nulla, sentivamo di avere il mondo in mano.
Il giorno della partenza fu straziante. Tu mi regalasti un libro di Murakami da leggere in aereo. Frequentavo un master intensivo in lingua a New York, era impegnativo e con ritmi molto stressanti, era l’inizio del mio percorso per abilitarmi come avvocato negli Stati Uniti.
Eppure la mia testa volava sempre a Roma dove eri tu.
Chiamate Skype, Whatsapp, foto, video. Facevamo anche l’amore a distanza. Eravamo pazzi.
Dopo venti giorni mi hai fatto una sorpresa.
Sei venuto a New York per tre giorni.
Sono stati i più belli della mia vita.
Una sera ti portai in cima all’Empire State Building, New York sotto di noi in quella notte di mezza estate. Le luci tutto intorno provenienti dai grattacieli alti e bassi, l’Hudson sulla destra, il calore delle tue carezze in viso. I baci. Avevamo davvero tutto. Mi chiedesti di andare a vivere insieme a te e tornare a Roma, proprio lassù, all’86 piano dell’Empire.
Finito il master tornai. Andammo a convivere.
Ero la donna più felice del mondo. Tu vivevi per me ed io per te.
Abbiamo preso il caffè ogni mattina per quattro anni insieme. L’ho sempre trovata una cosa carina di noi due, che dopo anni avessimo ancora la cura di iniziare la giornata insieme.
20 giugno 2018. Avevi preso un giorno di ferie e mi hai detto di mettermi un jeans che saremmo andati a fare un giro in vespa. Mi portasti al Giardino degli Aranci sull’Aventino. Seduti sulla “nostra” panchina mi hai chiesto di sposarmi. Sorridevamo e piangevamo insieme abbracciandoci, baciandoci. Abbiamo delle bellissime foto di quel giorno. Una scolaresca in gita ci ha visto, le bambine mi hanno chiesto “signora si sposa?” Non potrò mai dimenticare la gioia di quel momento. L’uomo della mia vita mi aveva chiesto di diventare sua moglie.
Iniziammo i preparativi. Eravamo felici.
A Dicembre 2018 prendemmo con noi Margot una cucciola di Jack Russell di un mese e mezzo. Parlavamo dei nostri bambini di quando li avremmo concepiti, tu avevi 37 anni. A Gennaio 2019 compio 31 anni. Tu mi hai fatto una sorpresa e mi hai regalato dei bellissimi orecchini, li avevi incastonati nelle candeline e io non me ne ero accorta fino a quando mi hai detto di spezzare le candeline.
Quella settimana di Febbraio la ricordo come se fosse l’ultima della mia vita.
Il martedì andammo a firmare il contratto con il catering.
Il mercoledì accompagnammo i miei in aeroporto dovevano partire per 15 giorni per la Thailandia.
Il giovedì era San Valentino, abbiamo cucinato insieme una cenetta romantica e fatto l’amore.
Il giorno dopo mi svegli e mi porti la colazione a letto mi dici “Buona giornata amore vado a lavoro”.
Tornato dal lavoro mi fai sedere sul divano mi dici che non ti sposi più.
Che vuoi la tua libertà. Che vuoi fare i tuoi sport senza avere pensieri.
Che non sei fatto per il matrimonio.
In 48 ore vai via di casa con la valigia. Torni da tua madre.
Io rimango sotto shock. Gelata. Morta. Ammazzata da quelle coltellate alle spalle che mi hai dato da un momento all’altro. Sono rimasta dentro casa per due o tre giorni senza parlare, senza avere nemmeno la forza di riuscire a chiamare qualcuno, cosa potevo dire? “aiuto, aiutatemi, mi hanno ammazzato, venite a prendere il mio cadavere, portate il mio corpo morto altrove ma non lasciatelo qui in questo soggiorno dove mi hanno massacrato”.
I miei dall’altro capo del mondo. Margot che ti cerca dappertutto dentro casa ed ogni volta che suonano alla porta.
Il telefono che squilla io che devio ogni chiamata.
I due mesi seguenti nemmeno li ricordo. Ero perennemente sotto Xanax. Nemmeno quello poi riusciva a calmare completamente la sofferenza atroce che avevo dentro. Bruciava sotto pelle, nel cuore, nella testa.
Ho perso 12 chili Ale. Ho perso il sonno. Ho perso i ricordi Ale. Ho perso le emozioni Ale.
Tu invece dopo quindici giorni con una moto nuova in centro, mi hanno detto.
Tu invece in settimana bianca con tuo fratello, mi hanno detto.
I fornitori per il matrimonio continuarono a chiamare per mesi. Ogni volta dire loro che era tutto annullato era come strapparsi quel velo di pelle nuova che si era formata su quella immensa ferita. Ad ogni chiamata ricominciava a sanguinare.
Definire i mesi appena trascorsi è impossibile e le parole non bastano per raccontare il mio dramma. L’averti perso. L’aver perso la mia famiglia. Avere scelto e comprato il mio abito da sposa con il quale immaginavo di avanzare verso di te nella navata di San Pietro in Montorio davanti ai nostri genitori, davanti ai nostri amici. Quel giorno non c’è mai stato.
Lo stesso vestito che mi hai detto che avresti venduto in una delle poche e gelide conversazioni che ci sono state successivamente, di quelle per “regolare i conti economici” che tanto ti interessavano.
Ti amavo come si amano quelle cose segrete, quelle cose belle, tanto che non si può raccontare.
Mi hai spezzato, schiacciato come una formica piccola e inerme. Mi hanno trovato dopo giorni, in quella casa, la nostra casa, con 72 coltellate piantate nel petto. Tu lo hai fatto a me, tua moglie, me, che sono cosi forte e orgogliosa – la valchiria – come dicono tutti quelli che mi conoscono.
Non tornerò mai più la stessa.
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Ti posso capire. Non tornerai la stessa. Infatti devi fare qualcosa per evitare di aderire in modo acritico ai canoni imposti da chi amministra la legge. Assumi su di te questo incarico. Non essere orgogliosa. Citalo per i danni. Se non lo vuoi citare per i danni fallo venire a parlare a casa in presenza di almeno due o tre persone che lo facciano sentire emarginato dal nuovo benessere. Questa fotografia scarna e crudele lo porterà fuori dalla corrente unitaria nella quale ti trascina con la sua volontà di potenza. Non startene con le mani in mano, non farti distruggere la vita da un “miserabile”.
Diciamo che le cose vanno chiarite subito: cioè se uno non ti chiede di sposarlo dopo 1 mese, è meglio mollarlo. Oppure te lo tieni a mo’ di cane sciolto. Però, le aspettative vanno chiarite subito. Del tipo, quando mi chiamano per un nuovo lavoro, io li faccio parlare, ma la prima cosa che chiedo è: qual è l’ammontare dei soldi al mese in netto? Tutto il resto, passione, cavoli vari, dipende da questo, cioè io ho delle priorità, metto dei paletti. Tu hai vissuto una storia libera, senza progettualità stabile, basata appunto sulla libertà del finché dura, ti è andata bene, ti sei goduta il momento, e così è andata. Finché è durata è andata bene. Senza responsabilità si sa che le cose possono finire dall’oggi al domani. La vita non è solo gioia di vivere, è pure pararsi il “gool”.
Una bellissima storia d’amore, peccato non abbia avuto il lieto fine che ardentemente desideravi. Sarebbe potuto arrivare a questa scelta prima, evitando d’illuderti fino all’ultimo a preparativi cosi inoltrati. Spero che il tempo possa aggiustare le cose e darti la serenità che meriti per poter andare avanti e provare a ricostruire la tua vita.
Sii forte.
La tua lettera è molto intensa, si percepiscono tutta l’amarezza e soprattutto il grande amore provato per lui. Penso che un sentimento così limpido sia un gran dono, forse il più grande. Eppure tra chi lo riceve, in molti lo sprecano, non riuscendo a coglierne il senso nella sua interezza, persi ad inseguire altri progetti o altre persone, accorgendosene quando ormai è troppo tardi. Peccato. Credo che un giorno il tuo ex si renderá conto di ciò che ha perduto, a mio avviso nessun paesaggio vale un sentimento cosí sincero. Mi spiace, sono convinto però che sarai in grado di risollevarti presto.
Bella batosta la tua e ovviamente uomo di merda…qua su questo sito ci tacciano sempre di essere dei misogini perennemente arrabbiati con il mondo femminile ma non è così..gli stronzi ci sono sia dall’ una che dall’ altra parte…Prova ad andare avanti piano piano, ci vorrá molto tempo ma alla fine la supererai anche se non dimenticherai mai. Sei ancora giovane cerca di non farti indurire troppo il cuore da questa esperienza.
Ti sposo io
Una lettera struggente. Vero che non posso sentire la campana di lui, ma spero si renda conto della gravità di quello che ha fatto. Cioè, non rifiutare di sposarti, ma lasciarti di punto in bianco. Perché di sicuro quella sua decisione non è stata improvvisa, ma era certamente un pensiero che ha maturato nel corso di mesi. Avrebbe dovuto parlartene per tempo, non a matrimonio già organizzato e magari, vedere se si riusciva a trovare una soluzione, visto il tanto bel tempo che avete trascorso insieme. Invece ha nascosto la cosa, recitando, per poi tirarla fuori all’improvviso. E poi, bisogna vedere se quelli che ti ha elencato sono davvero gli unici motivi. Magari chissà, c’è stata da parte sua anche una buona dose di codardia, di paura a fare il grande passo. C’è da sperare che si renda conto del male che ti ha fatto e che un giorno magari capiti poi a lui una cosa del genere. A te non posso dire altro che cerca di guardare avanti e fatti forza. Un saluto.
non hai avuto nessun sentore? Nessun cambiamento nei giorni precedententi?
Se vuoi racconta nei dettagli…
ciao
@Esther Aldilà dell’assenza di empatia trovo che il tuo commento sia un tantino superficiale e generalmente connotato da luoghi comuni. Quattro anni di convivenza, discorsi QUOTIDIANI dal giorno 1 su matrimonio e figli, con la conseguente proposta quando abbiamo avuto entrambi la possibilità economica, non mi sembra che si possano qualificare come tu hai descritto “una storia libera, senza progettualità stabile, basata appunto sulla libertà del finché dura”.
Inoltre, ti dirò, non convengo nemmeno su quanto tu sostieni in merito a “Diciamo che le cose vanno chiarite subito: cioè se uno non ti chiede di sposarlo dopo 1 mese, è meglio mollarlo. Oppure te lo tieni a mo’ di cane sciolto. Però, le aspettative vanno chiarite subito” ma che stai a di? ma chi è la persona sana di mente che potrebbe concretamente senza ombra di dubbio affrontare una cosa cosi importante come il matrimonio dopo cosi poco tempo? e chi sarei stata io ad accettare una roba cosi?
Il tuo commento non solo è offensivo per i toni ma soprattutto per i contenuti che sono chiaramente non contestualizzati e buttati là per creare scalpore e disturbare tra quelli che leggono.
Ma nella lettera c’è il dolore di qualcuno che cerca sollievo. E tu non sei di aiuto.
Presente e solidale,
a me è capitato il 15.10.2015. 2 figli, all’epoca di 4 e 1 anni.
Dopo sei anni di amore, una convivenza stupenda, mai un litigio serio…il nome pronto per la sorellina che volevamo regalare ai nostri due maschietti…di punto in bianco, senza nessun sentore, questa persona (per me non ha nemmeno più un nome) se ne esce con un:
“NON SO PIÙ COSA PROVO PER TE”
Da li il baratro. persi 10 kg in due settimane.
Molte altre cattiverie che non sto qui a descrivere..
Ormai sono passati quasi quattro anni. Ci penso ogni giorno. Odio questa persona dal più profondo del mio cuore, non ci parlo più da allora, sebbene versi tutti i mesi l’assegno mensile e veda i figli 4 giorni al mese. Io e loro abbiamo un rapporto stupendo, come è sempre stato e come sarà sempre.
ti auguro buona fortuna. Io non posso più innamorarmi di nessuna donna, non funziona più…Amare non è difficile, basta essere svegli. Ma innamorarsi no… nemmeno se mi impegno. Per certi versi vivo meglio cosi, per certi sono un morto che cammina, da molto tempo ormai. Questi VERMI senza forza d’animo che ti lasciano dopo anni sono da lasciar marcire nell’oblio.
un abbraccio sincero
Leggendo la tua lettera mi sono sentita male pure io.
No, non tornerai mai più la stessa. Puoi essere peggio o meglio. Questo dipende da te. Ma mai più la stessa. E’ vero, una fine così uccide. Ma tu puoi sempre rinascere. Anzi. Non “puoi”. DEVI. Lo devi a te stessa. Ci riuscirai, vedrai. Ti salverà la tua gioia di vivere…che è anche il nome del tuo nick.
Leggendo la tua lettera si capisce perfettamente che sei una donna forte e intelligente.
Poi lui, per me, è un perdente. Ha avuto tra le mani un diamante e l’ha buttato nel fango. Un amore così grande è un dono prezioso.
Ultime due cose: è possibile che tra qualche mese/anno tornerà con il solito msg di bla bla, ma io, ma tu, se fosse, cip, cip. L’ha già fatto. Può tranquillamente rifarlo. Ecco, ti prego. Non cedere.
Poi, se nella tua vita arriva un altro uomo, non frenare il tuo amore per lui per questa brutta esperienza. Lui sarà un altro uomo, non c’entra niente con il tuo ex.
Un abbraccio.
Mi dispiace,e rispondo anche a caprone, ma pensare di fidarsi degli altri oggi come oggi è una ipotesi che non va assolutamente piu presa in considerazione,mai,in nessun campo e per nessun motivo(le ultime vicende politiche,non a caso,stanno li a dimostrarlo).se si sta insieme senza impegno non ci sono problemi,in caso contrario (figli,casa,matrimonio o quant’altro) nessuna remora a firmare un vero e proprio pre contratto di fronte a un legale accettandone costi e benefici.troppo comodo uscire fuori un giorno con un “non sono piu cosa provo” sapendo che poi ti becchi tutto quanto.
il mondo è cambiato,sveglia!
Gioia di vivere, allora te riformulo il mio pensiero: avete vissuto more uxorio, ma senza una presa di posizione ufficiale sulle vostre reciproche responsabilità. Questo ha comportato quanto è seguìto: lo scappar via di lui, senza nessuna presa in carico di responsabilità, quando non gli è più convenuto e quando ha trovato evidentemente migliori lidi in cui emigrare. Questi sono i fatti e parlano da soli. Se lui avesse avuto una moglie, e magari dei figli, a casa ad attenderlo, forse, di fronte ad una famiglia ed alla società, ci avrebbe pensato mille volte prima di uscire fuori di casa. E comunque se ne sarebbe assunto ogni responsabilità civile. In quanto uomo libero, invece, la sua civiltà si è potuta manifestare per quella che è: empatia uguale a zero. Lo hai scelto tu e avresti dovuto conoscerlo, visti i suoi precedenti. Non c’è nulla di male a chiedere di sposarsi e ad organizzarsi, dopo un mese di convivenza, stando giorno dopo giorno insieme. Possono passare anche due anni rispetto alla data di matrimonio, ma si mettono in chiaro le cose da subito. E ciò significa: io cerco per tutta la vita, e tu cosa cerchi?
Riguardo alla mia empatia, diciamo che non sono solita vittimizzare nessuno ma invito ognuno a fare autocritica, perché si può cambiare solo sé stessi. Mi spiace per quello che ti è successo e so cosa provi. Ma nessuno potrà farti stare meglio se non per 5 minuti. Yog, avrà sicuramente molta più empatia di me. Quello che empaticamente posso dirti è di non ricascarci, né con lui né con altri, e di mettere in chiaro sin da subito che cosa cerchi. Può finire anche un matrimonio, e voglio anche paragonare la tua relazione ad una unione seria ed ufficiale: ed anche in quel caso ti direi, prima di riprenderlo in casa, accertati che sia cambiato con i fatti e non con le parole, e nel tempo. Si sta bene anche da soli. Il tempo di recupero è di 4, max 6 mesi.
Mannò, Esther carissima. Io, a differenza della gioiosa postatrice, ho trovato i tuoi commenti “a sesto pieno”, equilibrati e intelligenti. Poi è ovvio che ci sono persone che amano sentirsi dare ragione anche se tutta questa ragione non ce l’hanno.
Confermo la prognosi per il recupero, in ogni caso non si superano i 4 mesi (in 6, oggettivamente, superi anche l’eccidio della famiglia d’origine, l’elaborazione del lutto è un processo più rapido di quanto qualche lagnoso ci abbia abituato a credere).
“Ti mandai a quel paese. Ero arrabbiata, partii per gli Stati Uniti, iniziai il percorso di studi lì.
Riuscii a dimenticarti.”
Ed in effetti era meglio forse che la storia si fosse chiusa quì… Oppure no? Perché se avresti rifatto tutto quello che è successo dopo non dovresti avere rimpianti. Purtroppo è la cruda verità si era visto già che era una persona poco coerente, in fondo lo avevi già capito, ma ti sei voluta illudere di avere davanti una persona diversa. Perché? Vàbe forse uno quando è innamorato tende ad idealizzare. Però te lo voglio dire uno che dopo aver mandato all’aria il suo matrimonio e quelli di sua moglie e poi dopo 15 giorni gira in moto come nulla fosse non può fingere così bene mi sà che tu non hai visto le avvisaglie che per forza c’erano. In caso contrario sarebbe pazzo, giusto?
Ma mica se lui torna te lo riprendi dopo sta lezione? Sarei curioso di sapere…
Romanzo molto ben scritto.
Partecipo come se fosse vero, perchè di storie così se ne sentono effettivamente tante, quindi un fondo di verità c’è.
Penso che “lui” ti abbia lasciata la prima volta perchè non ti amava, e che non ti abbia mai amata, e che ti abbia ripresa in seguito per non aver trovato di meglio, essendo “tu” benestante (sia per nascita che grazie alle capacità personali), quindi stava con te per interesse.
Purtroppo ad un certo punto deve aver trovato di meglio e ti ha mollata di nuovo.
Ciao a tutti. Giustamente voi fate notare a Gioiadivivere che forse è stata un po’ troppo ingenua, poiché il bellimbusto di cui si parla le aveva già dato buca una volta, quindi lei non avrebbe dovuto ricascarci. Ma santo d’un Iddio, la richiesta di matrimonio è stato lui a farla, non è stata lei a forzarlo: o sbaglio? Dopo aver lui, in prima persona, illuso una persona in questo modo, con che cuore e con che faccia ha potuto tirarsi indietro in questo modo e tirare una coltellata come questa? Lei si sarà anche illusa, ma lui per primo l’ha portata a questo, non è stata lei a trascinarlo. Poi certo, uno può dire meglio prima che dopo, almeno non si sono create ulteriori complicazioni con un matrimonio effettivamente in vigore, dei figli ecc., ma lo schiaffo al cuore e ai sentimenti è stato bello sonoro. Ma dico io: uno si comporta in modo inqualificabile, da vero bastardo, e la morale che se ne trae è che è colpa dell’altra persona che si è lasciata fregare? Ma in che mondo vogliamo vivere: un mondo nel quale non ci si può fidare di nessuno e nel quale persino le cose più intime vengono biecamente usate per fini propri? No gente, non ci siamo proprio, evidentemente qui si è persa completamente la bussola.
Detto questo, cara Gioiadivivere, non posso però fare a meno di precisare che se lui dovesse tornare a farsi vivo e, dopo quello che ti ha combinato, tu dovessi dargli un’ulteriore possibilità, lì sì la tua ingenuità sarebbe imperdonabile, perché hai avuto prove più che sufficienti per capire che, se anche non è in malafede, di sicuro l’amico ha seri problemi di equilibrio e di chiarezza con sé stesso in merito a ciò che vuole fare, quindi se anche facesse mille promesse e accettasse di mettere in piedi chissà quali progetti, sarebbe ancora capace di lasciarti a piedi, come già ha fatto. Per cui: non sono in sintonia con la filosofia Yog-Esther-RDF et alii quando parlano di sfiducia ex ante e a prescindere, ma in questo caso un minimo di ammaestramento e di autodifesa credo tu debba averli.
E comunque ti auguro di trovare la serenità che in ogni caso meriti e di incontrare una perssona onesta e coerente, che sappia il significato e la portata delle cose che dice e che se spende parole così impegnative sia in grado di darvi seguito.
Un abbraccio
Max
Leggendo mi è venuto da piangere.
Ti sono vicino, leggendo mi sono sentito vicino a te e ha aiutato anche me. Tutti viviamo o abbiamo vissuto esperienze simili. Non credo ci siano consigli da dare per il futuro. Non credo serva rimuginare sul passato e sull’ingenuità. Hai seguito il cuore. Condividere e sentire la vicinanza delle persone sicuramente aiuta.
Ti abbraccio forte.
“non posso però fare a meno di precisare che se lui dovesse tornare a farsi vivo e, dopo quello che ti ha combinato, tu dovessi dargli un’ulteriore possibilità”
“se anche non è in malafede, di “sicuro l’amico ha seri problemi di equilibrio e di chiarezza con sé stesso in merito a ciò che vuole fare, quindi se anche facesse mille promesse e accettasse di mettere in piedi chissà quali progetti, sarebbe ancora capace di lasciarti a piedi, come già ha fatto.”
“E comunque ti auguro di trovare la serenità che in ogni caso meriti e di incontrare una perssona onesta e coerente, che sappia il significato e la portata delle cose che dice e che se spende parole così impegnative sia in grado di darvi seguito.”
E vabè dopo tutte ste parole quindi convieni che il nostro sia solo uno dei tanti punti di vista e pure, in fondo, valido. Consigliandogli pure di trovare uno più coerente. Ma sopra gli dici che se torna deve riprenderselo.
Coerente.
Forse ho sbagliato a digitare: ciò che intendevo dire è che se quello torna lei NON deve riprenderselo.
10 anni fa conoscevo questo sito e scrivevo la mia unica lettera perché mi sentivo esattamente come te. Stessa storia, lasciata pochi mesi prima del matrimonio, di punto in bianco, senza segnali, senza umanità, senza la minima sofferenza dall’altra parte. Avevo 27 anni. Stanotte, sono passati dieci anni, ho cambiato lavoro, città, tantissimi uomini, non riesco a dormire e capito su questo sito leggendo la lettera di una ragazza che sembra la me di dieci anni fa. Ho i brividi per le coincidenze. No, non sarai mai più la stessa, e a volte proverai tanta rabbia per questo, ma non vuol dire che non sarai più felice, anche se ora ti sembra impossibile. Ti abbraccio forte e se vuoi ci sono.