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Dov’è finita la sicurezza del cittadino?

di Antonella

Caro Direttore,
Mi rivolgo a voi in un giorno in cui tutto resta ancora sordo, in cui a parlare sono solo le voci di quei cittadini che pur denunciando e lamentandosi per l’inaccettabile, non vengono ascoltati. Da tempo il livello di criminalità nelle regioni italiane ha assunto i connotati di un far west: tra i tantissimi episodi, che ormai non si contano più, due giorni fa abbiamo assistito attraverso le pagine di cronaca, all’ennesimo assalto con sparatoria a un furgone portavalori, questa volta a Veggiano in provincia di Padova. Un commando di sei banditi armati di pistole e mitra kalashnikov ha assalito tre poveri vigilanti all’esterno di un supermercato. I dati parlano chiaro, il 2011 si è rivelato un’annata tinta di nero per la cronaca italiana, basti pensare che 32 cittadini italiani su 100, nel 2011, hanno dichiarato di non sentirsi sicuri, rivendicando il proprio sacrosanto diritto alla sicurezza, un numero che si innalza vorticosamente nella Capitale, dove abbiamo ben 34 omicidi nel 2011 e già 9 delitti solo agli inizi del nuovo anno. A Milano, se vuoi acquistare una casa, alcune agenzie immobiliari mettono a disposizione dei clienti addirittura le mappe della cronaca nera del quartiere in cui si sceglie di acquistare l’abitazione, considerando poi che anche queste ultime parlano chiaro e non certo in indici positivi di legalità e sicurezza. I risultati visivi suscitano a dir poco impressione: i crimini sono distribuiti in modo uniforme ed intenso anche sul territorio di Milano, proprio come quello di Roma, senza risparmiare alcuna zona della città. Da tempo si cerca di suggerire soluzioni per un’ Italia più vivibile. Ma queste soluzioni, fattibilissime, restano tuttora inascoltate. E c’è addirittura chi cerca di far credere, o forse lo crede, che il problema non esista affatto: se non addirittura teorie di alcuni sociologi i quali affermano che per funzionare bene una società ha bisogno dell’omicidio! Cosa siamo arrivati a raccontarci pur di far passare come normalità una condizione di instabilità, di carenze profonde nella sicurezza e nel quieto vivere di oggi? Che cosa dobbiamo sopportare ancora, noi cittadini onesti e profondamente stanchi di dare tanto e ricevere poco da questo Stato? Secondo alcune fonti l’Arma dei Carabinieri, ha un deficit di organico stimabile di oltre 7000 unità. Non si potrebbero dunque reintegrare in servizio quei Carabinieri Ausiliari che esistevano un tempo, adeguatamente addestrati per emergenze di questo tipo e ai quali probabilmente sarebbe sufficiente un breve corso di ricondizionamento per tornare operativi da subito sulle strade? I cittadini Italiani non possono essere schiavizzati dalla delinquenza! Lasciare i malviventi tranquilli nel violare la nostra esistenza, è come mostrare disinteresse per il problema, facendo si che, come si affermava anche a Barletta un paio di mesi fa, la delinquenza si dica che in questo paese tutto è possibile! Il problema della criminalità dilagante e sempre più efferata non può essere risolto installando sistemi di video-sorveglianza nei punti critici delle città, abbiamo bisogno della presenza fisica di qualcuno che realmente e costantemente ci protegga! Con l’augurio di poter essere ascoltata come goccia in mezzo al mare che si rende portavoce di un vasto malcontento, porgo a tutti voi un saluto cordialissimo, sperando queste mie righe possano essere spunto di riflessione. Antonella Marchisella

Lettera pubblicata il 23 Aprile 2012. L'autore, , ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.
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Categorie: - Cittadini - Riflessioni

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