Si può stare così male per amore?
di
Quirino
Riferimento alla lettera:
Salve la mia storia è finita dopo 9 anni. E' già un mese e mezzo, possibile che a lei non gli freghi più nulla di me? Che mi abbia già cancellato? Tutte le cose belle che le ho dato in 9 anni dove sono finite? Credo che nel nostro periodo...
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Categorie: - Amore
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Rachele, ti serve solamente un sacco di tempo per metabolizzare, chi ce n’è ha messo di più, chi di meno, tutti ne siamo usciti, non dipende da quanto tempo si era assieme, dipende da quanto la nostra mente crede di aver perso,dopo,è solo il tempo saprà quando,ti mangerai le mani per averne sprecato così tanto per una persona che non ne valeva la pena.
Il tempo a soffrire per una persona che ci lascia è buttato, però inevitabile, siamo persone che viviamo di emozionI, grazie a Dio.
Ho scritto con lo smartphone e il correttore ha giocato un po’.
“Non c’è momento migliore di questo per essere felice.
La felicità è un percorso, non una destinazione. Lavora come se non avessi bisogno di denaro,
ama come se non ti avessero mai ferito e balla, come se non ti vedesse nessuno.
Ricordati che la pelle avvizzisce,
i capelli diventano bianchi e i giorni diventano anni.
Ma l’importante non cambia: la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è il piumino che tira via qualsiasi ragnatela.
Dietro ogni traguardo c’è una nuova partenza. Dietro ogni risultato c’è un’altra sfida.
Finché sei vivo, sentiti vivo.”
Madre Teresa di Calcutta
“ci sono specie di uccelli le cui coppie si ritrovano dopo mesi di volo”
ok. ma cosa hanno fatto nei mesi in cui non si incontravano ? ….
“Se fosse vero che la fedeltà/gelosia sono “diktat culturali imposti dalla società patriarcale”,nessuno si separerebbe.”
invece ci si separa proprio per questo ! perchè ci si sposa generalmente per conformismo, non per un reale e profondo convincimento.
“l’esclusività non è tipica solo dell’amore ma di ogni ambito affettivo.Ad es., è normale che un bambino baci i suoi genitori, ma non che baci estranei, dimenticando per sempre padre e madre. ”
qui si parla di sentimenti tra i due sessi, che sono totalmente avulsi dal rapporto genitori-figli. fai un paragone del tutto improprio
“ma perché nella tua mente hai cominciato a ricordarlo e a costruire un sentimento d’amore: ma questo si costruisce in due (salvo eccezioni innaturali), come ha stabilito la natura. Non è una regola fatta da noi!”
nooo. torno a dire che la natura a noi esseri umani NON CI HA CREATO MONOGAMICI, lo siamo diventati a seguito di grossi condizionamenti culturali. fino ad assorbire la monogamia dentro di noi come se facesse parte del nostro dna !
“Non c’è momento migliore di questo per essere felice.
La felicità è un percorso, non una destinazione. Lavora come se non avessi bisogno di denaro,
ama come se non ti avessero mai ferito e balla, come se non ti vedesse nessuno.
Ricordati che la pelle avvizzisce,
i capelli diventano bianchi e i giorni diventano anni.
Ma l’importante non cambia: la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è il piumino che tira via qualsiasi ragnatela.
Dietro ogni traguardo c’è una nuova partenza. Dietro ogni risultato c’è un’altra sfida.
Finché sei vivo, sentiti vivo.”
Madre Teresa di Calcutta”
LEGGE DI ATTRAZIONE 🙂
LEGGE DI ATTRAZIONE?
si golem ! quelli che hai elencato sono i precetti della famosa Legge di Attrazione. Cioè la Legge Universale per attirare denaro, amore, fortuna, prosperità, gioia, amicizia.
Scusa MARIAGRAZIA, allora non mi sono spiegata.
Chi non ama, e cambia partner, è forse monogamico? No. E’ poligamico, come dici tu: ma se è così, come mai non subisce il “diktat culturale della società” di cui parli?
Il fatto è che tu confondi l’attrazione con l’amore: l’attrazione può portare a vivere una avventura dopo l’altra o contemporaneamente all’altra (c’è chi lo fa).
In questo caso, non c’è implicazione sentimentale ma solo fisica.
Ed è quello che succede nel mondo animale dove non ci sono coinvolgimenti emotivi e si cambia partner al momento della riproduzione annuale, perché l’animale non ricorda il partner precedente, salvo rare eccezioni.
Invece, nell’amore, dove c’è coinvolgimento emotivo legato al ricordo che consente di rielaborare e di sognare l’altro e progettare un futuro insieme, c’è esclusività e, quindi, monogamia.
E questo, appunto, è pressocché sconosciuto nel mondo animale (le coppie di uccelli che si riuniscono sono quelle che ritornano insieme dopo estenuanti viaggi, ritrovandosi nella stessa destinazione dell’anno precedente).
Gabry,
molto chiaro il tuo post 3958.
—
se non ho capito male da quanto espresso in alcuni post sparsi su diversi thread in merito alle relazioni amorose odierne, la maggior parte di queste si differenziano da quelle del passato perchè:
– in Italia, prima del ’68, a seguito dell’attrazione, quando l’unione non era combinata, si cercava di stabilire, se possibile, un rapporto d’amore di coppia per poi passare al sesso.
– oggi, può accadere che tramite l’attrazione si giunga rapidamente al sesso e poi, in alcuni casi, oserei dire piuttosto rari, che dal sesso possa nascere l’amore.
una bella rivoluzione davvero! e allora non c’è affatto da sorprendersi se le coppie si prendono e si lasciano con una frequenza impressionante!
concordo con Gabry 🙂
ROSSANA: anch’io sottoscrivo in pieno il tuo post 1944 ed anche quest’ultimo.
Purtroppo, a proposito della tua riflessione su quella che è stata definita “rivoluzione sessuale”, proclamata già negli anni ’20 e poi dalla scuola di Francoforte negli anni ’40, è notorio ormai che è stata un fiasco. Separazioni, divorzi, donne e uomini soli, figli devastati: ecco i frutti amari del non-amore, del sesso a go-go.
L’amore è altro, il sesso è solo un mezzo, un modo -stupendo- per comunicarlo: ma ogni gioco ha le sue regole. Nessuno si sogna di giocare a scacchi, infrangendo le regole del gioco.
Invece, l’essere umano pretende di cambiare le regole della vita. Almeno stesse meglio! invece, no, ma insiste, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Ma si sa, è più facile perdere un regno che un’abitudine (nel caso, il sesso senza regole=senza buon senso).
GOLEM: a te vorrei ricordare che, se è vero che l’istinto porta uomini e donne a cercare il partner migliore per avere la prole più sana, forte etc., è anche vero che la ragione ci porta a capire che l’istinto non è l’unico parametro per la scelta. Ci sono cose che sfuggono alla ragione, che conosce solo il cuore (v. Pascal). Uno sguardo, un sorriso
superano anche l’istinto. Così, una donna sposa uno che è diverso da come lo sognava, meno forte, magari timido e insicuro, perché lui sa parlare al suo cuore…
Buona serata a tutti!
Concordo anch’io con Gabry,dettato senz’altro dalla sua maturitá e spiritualitá.Ogni persona deve scoprire se stesso!Rivoluzionare la sua qualitá di vita,cambiare tutto ció che non va!Navigare nelle acque delle sue emozioniNon aver paura di parlare e dire tutto ció che ha in mente e se sbaglia non aver paura di piangere.Se piange,ripensare alla sua vita,ma non arretrare.Bisogna sempre dare una nuova chance a se stesso.Lottare per conseguire i suoi sogni ed essere appassionato per la vita,che é sempre una sola,perció necessita viverla nel migliore dei modi, e non sempre negativamente.Chi conosce la Legge di Attrazione e la pratica,sicuramente cresce. La vita é uno spettacolo da non perdere!Chi non apprende a proteggere le sue emozioni e governare i suoi pensieri ha chances ridotte per essere felice,tranquillo,saggio.Purtroppo molte persone anche colte,restano ingessate a quanto appreso in casa non sempre positivo,ma anche negativo e non riescono a esprimere il linguaggio dell’emozione,a vincere le difficoltá perché si chiudono invece di partire per nuove conquiste(lavoro,amore ecc.)Insomma, invece di volgere lo sguardo al passato,ripartire per un bel presente e brillante futuro.Durante l’adolescenza sono anni rivoluzionariVerso i 20 anni,se tuutto corre bene ed il giovane non é forzato dalla societá a fare qualcosa che non é naturale in questa epoca,si interessa piú per l’ambizione che per l’amore.É il periodo in cui non sta entrando solo nel mondo della natura;sta entrando nel mondo dell’umanitá,
nel mercato.Insomma,nel mondo della pazzia.
Tutto gira intorno al mercato,la cosa + importante,il suo interesse;soldi,potere,prestigio.Dai 21 al 28 anni,l’uomo ha paura del rischio e di solito vive avventure.Quindi,dopo i 28,iniziano ad interessarsi di sicurezza e conforto e meno in avventure.Insomma sono alla fine della febbre hippie.Iniziano a pensare a comprare una casa,formare una famiglia e pensare a una sicurezza.Al 31esimo anno,l’energia vitale raggiunge il suo punto omega.Il circolo sta parzialmente completo,non é + interessato alla sicurezza e conforto,ma diventa un conservatore.ora diventa una parte di establishment.E ció é naturale,a meno che qualcosa dá errato,un uomo non permarrá un hippie x sempre.
Questa é una fase buona da passare ma brutta quando si rimane preso in essa.Significa che
rimani preso in qualche fase.Fu buona essere omosessuale fra i 7 ed i 14 anni,ma se la persona rimane omosessuale per tutta la vita,significa che non é cresciuta,che non é adulta.É necessario avere un contatto con una donna;questo fa parte della vita.L’altro sesso deve essere importante,perché solo cosí sará capace di conoscere l’armonia degli opposti,il conflitto,l’infelicitá e l’estasi-agonia e estasi nello stesso tempo.É
un allenamento necessario.In questi anni,la persona deve prender parte del mondo convenzionale.La persona é assolutamente contro i cambiamenti,perché ogni cambiamento significa che la sua propria vita sará perturbata;ora ha molto da perdere.Intorno ai 42 anni,tutti i tipi di malattie fisiche e mentali vengono a galla,perché adesso la vita inizia a decadere.Ogni giorno si diventa piú fiacco,ma le sue abitudini persistono.Ti sei alimentato bene fino ai 35 anni;adesso,se mantieni quest’abitudine,cominci ad ingrassare.Adesso non hai piú necessitá,perché se continuerai a riempire la pancia come prima,arriveranno tutti i tipi di malattie:pressione alta, attacchi di cuore,insonnia,ulcere ecc.Tutto questo accade intorno ai 42 anni,uno dei punti + pericolosi.I capelli iniziano a diventar grigi,a cadere,e la vita si sta trasformando.In questa fase,per la prima volta,inizia a voltar interessante anche una religione;la precedente o altra scoperta dopo.Jung scrisse che,in tutta la sua vita,osservó che le persone che lo procurarono intorno ai 40 anni,sempre ebbero necessitá di religione.Se diventavano pazze,neurotiche,psicopatiche,non potevano essere aiutate se non incontravano radici profonde nella religione.Tutte quelle persone,precisavano di religione,una necessitá basilare.E se la societá,anche secolare mai avesse loro insegnato la religione,la maggior difficoltá sorgeva intorno ai 42 anni,perché per quelli di quest’etá,la societá non apre nessun cammino,nessuna porta,nessuna dimensione.
La societá era buona quando aveva 14/16/18 anni,perché gli dava bastante sesso-tutta la societá é estremamente sessuale;il sesso pare essere l’unica merce nascosta in ogni merce.Se si vuol vendere un camion si mette nella pubblicitá una donna nuda.Lo stesso per un dentifricio!Una donna nuda sempre si trova dietro tutto,sorridente.Di fatto,la donna viene vendutaIn tutte le parti,é il sesso ad essere venduto.
Gabry, il tuo romanticismo è bello e consolante, ma irreale. Quando si sposa un uomo diverso da come lo si sognava o che ti ha fatto sognare, se chi si è sposato non riesce a fare altrettanto, quel sogno, sbiadito quanto vuoi, resterà sempre vivo.
Non dimentichiamo che il matrimonio è una cosa, ma la passione è un’altra cosa, che con le regole, il rispetto, la stima, i progetti e la “sicurezza” NON C’ENTRA NIENTE, ma è quella, la passione che ti resta scolpita nel cuore, come lo chiami tu.
Vorrei proprio scoprire quante donne, felicemente sposate, non ricordano nell’intimita della loro memoria le famose emozioni di cui parlo, ma provate per un altro. Trovare nella stessa persona chi riesce ad essere contemporaneamente passione e stabilità è impossibile. I due termini sono antitetici, e se quando hai la prima vorresti anche la seconda (sono pazza di lui e lo vorrei tutto per me), lo stesso capita all’inverso (la routine, l’abitudine) ma molto, molto più spesso del primo caso, perchè le passioni, per antonomasia, sono fugagi, brevi, intense e destabilizzanti, ma ti fanno sentire in corsa, VIVA. Per quello si stampano nella memoria grazie alle emozioni che ha dato.
E’ la memoria, e quindi la mente, che manda i famosi impulsi al “cuore” di cui parli tu, facendolo palpitare, ricordando le emozioni che solo quell’uomo è stato capace di dare.
Ma alla fine sempre di istinto si parla, e l’aspetto romantico serve solo a dare e a darsi una veste ufficiale socialmente accettabile.
Golem,
mi dispiace contraddirti ma, secondo me, non è vero che sia impossibile “trovare nella stessa persona chi riesce ad essere contemporaneamente passione e stabilità.”
è evidente che ci sarà sempre una preponderanza di uno dei due aspetti in entrambi i partner ma ti assicuro, per esperienza diretta, che è possibilissimo conciliarli in termini accettabili in una sola persona. forse è una questione di maturità o di fortuna, non saprei dare una spiegazione precisa, ma se incocci la persona giusta, questa hai e questa ti basta, in tutto e per tutto.
questione anche, forse, come già devo aver scritto, di temperamenti: non tutti amano quello che non riescono ad avere facilmente. non vorrei mai al mio fianco chi non è coinvolto fin dall’inizio, e di cui sono magari anche innamorata. per me, se non c’è reciproca convergenza profonda e immediata, non c’è storia ma soprattutto non c’è durata!
gabry
ha ragione golem.
l’ amore di cui tu parli è solo una proiezione mentale della nostra cultura per giustificare gli istinti sessuali ( o passionali, se preferisci ). le donne – per svariate ragioni – raramente sposano l’ uomo per cui hanno provato una passione molto coinvolgente, in genere il matrimonio non è il coronamento di un sogno d’ amore, ma uno status che garantisce ( o dovrebbe garantire ) stabilità e protezione sociale, specie per la donna. ma il vero amore come noi lo intendiamo ( che poi altro non è che la passione erotica ) non può essere automaticamente accomunato alla stabilità ( quindi all’ abitudine ). sono due cose diverse.
e anche qui si stanno creando due opinioni contrapposte, in base a temperamenti e a vissuti/desideri personali differenti…
possibile che nessuna delle due abbia valenza assoluta su un’unione di coppia che può essere retta da un’infinità di varianti soggettive, magari anche diverse da un momento all’altro della vita emotiva delle persone in questione?
oppure dobbiamo essere tutti bianchi o tutti neri per forza? non è forse vero che nella vita, come nelle relazioni, esistono tante sfumature di rosa e/o di grigio?
premesso quanto sopra, cercherò di attenermi al detto di Lao Tze: “Il buono non pretende di avere ragione; chi pretende di avere ragione non è buono.”…
Rossana, sai quanto sia un fautore del ruolo degli istinti, ma so anche quanto questi siano stati “raffinati” dalle varie culture attraverso la mediazione dei personali caratteri. Dico questo perchè non dobbiamo trascurare il fatto che le unioni del duemila sono completamente diverse da quelle dei famosi 10.000 anni fa, ma gli scopi profondi restano gli stessi: sesso con successiva riproduzione dei propri genii per il maschio; riproduzione, allevamento della prole e protezione (anche alimentare) per la femmina. I secoli hanno modificato i costumi e le relazioni, ma non gli scopi. Naturalmente la cultura, intesa come “cognizioni” ha fornito uno strumento in più di seduzione, attraverso la dimostrazione dell’intelligenza, per cui un’attrazione può essere corroborata dalla presenza di questa, che, infondo, risulta essere un’altra arma che il maschio (in questo caso) può offrire per la soluzione delle esigenze ataviche di cui accennavo. Ma non basta per far scatenare il terremoto degli ormoni, che poi è quello che induce certi colpi di testa di cui mi hai sentito parlare fin troppo. Questo fenomeno scuote tutto il nostro essere per condurci a riprodurci con questo o con quella, ed è tipico dell’adolescenza (ma non solo) periodo durante il quale è RICHIESTO dalla natura. Il termine deriva da “olescere”: coloro che emanano odore: quindi i mitici feromoni. Questo indipendentemente dalle regole sociali indicate per il BUON matrimonio, che è una norma, questa, prodotta da e per la società. La natura se ne strafrega se uno è un deliquente tossicomane e lei una eterea ballerina del Bolscioj, perchè quei benedetti feromoni, attraverso quei bollori comunicano ai due (o a uno dei due) che quello è il partner giusto. Che poi la ballerina voglia vederlo come l’uomo con cui vorrebbe vivere è comprensibile, tanto più quanto questa è educata, raffinata e colta. E’ ovvio che l’educazione ci faccia vedere un volto “accettabile” del fenomeno e NON la causa bruta del fenomeno stesso.
Può accadere che nello stesso partner convivano passione e amore, ma mai con le modalità della “cotta”, chiamiamola così, di cui sopra. O c’è uno o l’altra, perchè la cotta è e sarà sempre legata allo stato di “attesa”: il famoso viaggio per la vetta. Ma quando questa fosse raggiunta, anche il più emozionante dei desiderati delinquenti in quel momento non lo sarà più. Resterà tale solo se quella vetta non la si è mai raggiunta, emozioni comprese.
Ti invio col prossimo post un articolo al riguardo.
Articolo del Sole 24ore Salute
Piacersi «a pelle»:sudore e feromoni, mix da sesto senso?
È successo a tutti di provare simpatia o antipatia nei riguardi di persone appena conosciute senza essere in grado di spiegarne il motivo. E se fossero i feromoni a “pilotare” i nostri giudizi? Il dibattito sulla materia è controverso, ma diversi studi sostengono che anche negli umani i feromoni siano in grado di scatenare l`attrazione verso gli individui dell`altro sesso.
Negli animali, i feromoni vengono rilevati da un organo chiamato vomeronasale, situato all`interno del naso e in grado di inviare gli stimoli direttamente al cervello. Negli umani esiste un organo simile, ma non risulta collegato alla mente, pertanto gli studiosi ritengono che questa “forma di comunicazione” si sia persa a un certo punto della nostra evoluzione.
Secondo uno studio condotto da David Berliner e Luis Monti-Bloch dell`Università dello Utah, tuttavia, l`organo vomeronasale si attiverebbe anche nell`uomo in risposta agli ormoni del sesso opposto. I ricercatori hanno infatti osservato che nelle donne, l`organo in questione reagirebbe in risposta all`inalazione di estratti contenenti androstadienone – un derivato del testosterone presente nel sudore maschile -, mentre negli uomini si registrerebbe una reazione molto simile in presenza estratetraenolo, riscontrabile nell`urina femminile. Inoltre questi estratti di ormoni liberati nell`aria sarebbero in grado di modificare l`umore: provocherebbero un effetto calmante sugli esponenti del sesso opposto.
Un altra ricerca, condotta da Ivanka Savic del Karolinska Institute di Stoccolma, in Svezia, ha dimostrato, tramite l`utilizzo della tecnica di neuro-imaging, che le persone esposte a estratti di androstadienone mostravano segni di reazione nella parte anteriore dell`ipotalamo, una zona del cervello coinvolta nel comportamento sessuale. Dai risultati è emerso che la sostanza provocava una risposta solo nelle donne eterosessuali e negli uomini omosessuali, ma non negli etero e nelle donne gay. In seguito ha ripetuto l`esperimento con l`estratetraenolo, ottenendo l`effetto opposto.
Nonostante gli esiti di questi studi, non si chiude il dibattito sui “feromoni umani”, come resta sempre aperto il mistero su quale sia la scintilla in grado di accendere l`attrazione.
di nadia comerci (31/12/2008)
Ergo, la natura crea l’innesco sessuale con queste sostanze, e la cultura “accomoda” la relazione cercando di adeguarsi alle regole, sociali e morali.
Rossana, hai chiosato benissimo, e forse ho omesso di sottolineare meglio il fatto che per forza di cose i due fattori Yin e Yang (a proposito di Lao Tze) convivono nelle relazioni con differenti valenze. Ma non dimentichiamo che quello che “leggiamo” della nostra vicenda sentimentale è relativo solo al disegno che ne ha fatto la parte razionale, perchè con le leggi dell’istinto questo non è possibile. Sono come la legge di gravità, o quella dell’entropia: vi si è sottoposti e le subiamo.
Ecco quindi che le esigenze istintuali vengono tradotte nelle componenti sentimentali che sono appannaggio solo della “coscienza” (che gli animali infatti non hanno) e con questa dobbiamo fare i conti, giustificando “moralmente” l’azione, sia a noi che alla “tribù”; non a caso si dice “farsi l’esame di coscienza”.
Una passione “sconsiderata” (che ignora la reciprocità p.e.) induce in chi la osserva dall’esterno una riflessione bonaria che suona con: “Ha perso la testa”. Ciò vuol dire che la richiesta istintuale non ha trovato (ancora) una veste “istituzionale” accettata dalla società, qualificandola quasi come una… malattia mentale. Invece, paradossalmente è proprio l’unica assolutamente “innocente”, VERA oserei dire.
Per questo vado dicendo che quelle storie restano scolpite nel ricordo, perchè non sono frutto di nessuna “costruzione” nè progetto, per cui spesso vengono definite come provenienti “dall’anima”, perchè non spiegabili. Prova a chiedere a chi è preda di queste emozioni, per quale motivo desidera o AMA quel partner. Te ne dirà due o tre di ragioni ma poi finirà per concludere che non lo sa. E le cose che NON si sanno non appartengono alla coscienza (la cui etimologia è la stessa di conoscenza) ma all’istinto, che coscienza NON ha.
Le regole morali hanno sempre avuto lo scopo di incanalare gli istinti, che per loro natura sono anarchici.
Ho postato una risposta a una certa Silvietta, ennesimo caso di donna usata, lasciata, maltrattata e umiliata, ma che accetta ancora le profferte del bellimbusto. Si mangia le mani, si dà della stupida ma appena il soggetto le si presenta davanti finiscono a letto. Con grande soddisfazione di lui e ulteriore mortificazione di lei, dopo l’ennesima delusione.
Ha scritto che ORA non risponderà più ai suoi messaggi. L’ho pregata di farci sapere quando lo rifarà, invece, perchè sono CERTO che accadrà ancora: ci sono tutti gli elementi perchè succeda. Ma non l’ho chiesto per sfotterla o per criticarla. Solo per statistica.
credo che golem abbia esposto egregiamente ciò che ho cercato di spiegare ( purtroppo con scarsi successi e passando per quella che vuole avere ragione a tutti i costi ). credo che il sunto di golem sia illuminante, sopratutto per chi si ostina a non voler analizzare in modo realistico il rapporto tra i due sessi nella nostra società.
rossana, a me non frega nulla di essere considerata buona ! 😉
Golem,
per favore, ti vuoi soffermare per un momento a riflettere che non in tutti i soggetti i feromoni si scatenano con la stessa intensità nemmeno nel momento di maggior capacità riproduttiva?
esistono persone che sentono molto poco o quasi per niente stimoli sessuali. in queste potrebbero forse agire istinti che orientano in modo altrettanto potente ma diverso all’autoconservazione e all’autorealizzazione, in una forma maggiormente psico-emotiva ma non per questo meno coinvolgente.
sempre d’impulsi e di istinti si tratta… in fondo potrebbe bastare che uno dei due sia più “portato” per la sessualità (solitamente il maschio) e che l’altro (di solito la femmina) l’assecondi sempre, per amore, non necessariamente per la stessa sete di sesso. i due generi potrebbero avere in linea di massima attitudini e aspettative diverse ma complementari nell’ambito del rapporto. poco importa che non le sappiano specificare, perchè derivanti da particolari e intricati mix suggeriti dall’inconscio.
tu ripercorri e ricostruisci dall’esterno le scelte della donna che ami, mentre io mi baso sulle mie scelte e sul mio modo d’amare. mi sembra che, con un minimo di buona volontà, entrambe le versioni dovrebbero aver diritto a rispetto.
e con questo, per me l’argomento è chiuso. 🙂
PS: ho messo la faccina, per evitare che anche tu prenda troppo sul serio le mie chiose scherzose…
Ciao Rossana, ora non ho molto tempo, ma mi pare di aver detto che i due famosi fattori agiscono con diverse valenze. Ripromettendomi di essere più dettagliato, mi permetto di fare a te la domanda che ho descritto relativamente alla condizione di amore o innamoramento. Cioè, sapresti dire con certezza TUTTI i motivi che ti hanno fatto innamorare? Se qualcosa dovesse sfuggirti ma ” sentirla” come presente, puoi ritenere che quell’aspetto ” ineffabile” dell”amore , attiene alla parte istintuale e quindi chimica diciamo pure? In definitiva, a tuo parere, può esistere un rapporto passionale ESCLUSIVAMENTE intellettuale, senza “barare” nella lettura del medesimo, non volendo – per non ” voler” limitare il valore del sentimento- intravedere QUELL’ istinto di cui ho parlato?
Sai quanto stimo la tua opinione.
Golem,
dicutere e ragionare con chi è corretto nei termini e argomenta in modo lineare è sempre di reciproco arricchimento, anche quando non si è del tutto in sintonia.
non ritengo che un rapporto passionale possa essere esclusivamente intellettuale, così come non ritengo che un rapporto passionale possa essere esclusivamente fisico (chimico, tanto per chiarezza). sarà sempre un insieme vario dei due.
esistono parecchi aspetti dove nè la scienza nè altri metodi d’indagine più empirici sono finora giunti a una posizione definitiva, dimostrabile a tutti gli effetti. uno di questi, tanto per fare un esempio, è la maggior influenza della genetica sui fattori ambientali nella formazione del carattere, o viceversa.
esistono sì indagini statistiche di tutto rispetto, volte in un senso o nell’altro, che pur hanno il loro peso ma la questione impulsi verso ragione ancora non è giunta a un definitivo capolinea. ognuno può propendere verso la versione che più si sente di condividere, pur non escludendo a priori e in senso assoluto l’altra.
come te, personalmente, penso che gli istinti siano il motore vitale. a seguito del nostro lungo interscambio in merito, ho riesaminato alcuni aspetti dei miei vissuti di donna del 19° secolo e sono giunta alla conclusione che, se era come affermi tu nella preistoria, quando tutto era più semplice, più crudele ma anche più genuino, l’inconscio ha fatto da allora ad oggi un suo percorso, atto a orientare al benessere creature che iniziano la loro vita adulta con ferite emotive da sanare. casi ora enormemente più numerosi di allora (pare che il 31% della popolazione europea abbia patito di disturbi psichici nell’anno di riferimento di una ricerca di alcuni anni fa).
mi veniva in mente “Bella di giorno”, film degli anni ’60, come esemplificazione estrema di rottura di schemi pregressi. l’amore è il più valido medico, sia del corpo che dello spirito. credo che chi ha difficoltà a rapportarsi con l’altro sesso si muova in modo istintivo, sempre nell’obiettivo di uscire dal suo vicolo cieco. le donne, più degli uomini, soffrono di disistima o di carenze affettive, e sono anche quelle maggiormente condizionate dai dettami sociali.
segue…
segue da post precedente…
senza contare che sono esistiti grandi amori, per lo più infelici, in cui il sesso non era preponderante (ad esempio Rilke e Salomé). ogni individuo ha una sua parte fisica e una sua parte spirituale. per qualcuno può essere più importante soddisfare la fisicità; per altri (probabilmente in quantità numericamente inferiore) può essere di maggior appagamento un’intesa caratteriale e/o mentale, anche se l’una non esclude mai l’altra.
forse non mi riesco a spiegare, e mi dispiace.
Buongiorno Rossana. Naturalmente la differenza tra scambiare delle opinioni e volerle imporre dà la cifra di quelli che possono essere le vere ragioni della partecipazione ad un forum. Non possiamo dimenticare che questi sono spesso dei “rifugium peccatorum” di solitudini, dove si entra per dimostrare di “esserci”, e tutto sommato per avere una relazione, anche conflittuale se serve, ma importante per dare un segno di sè.
Tornando a noi. Ti spieghi più che bene invece, e in fondo diciamo la stessa cosa quando accenniamo alle differenti azioni soggettive che ho assimilato al Yin e Yang.
Quello che resterà un mistero sarà sempre come questi mondi si combinino tra loro per far scattare quella scintilla che chiamiamo amore. Perchè con quella persona, in quel momento e in quel modo. Sembra tutto talmente casuale che vien da pensare che la stessa persona, in un altro momento e in condizioni diverse, non necessariamente potrebbe dare lo stesso esito. E’ come un’estrazione della lotteria: assolutamente casuale.
Si dovrebbe tenere presente come in realtà sia proprio il caso a guidare il nostro destino, a cominciare dal nostro concepimento, anch’esso legato alla casualità dell’incontro dei nostri genitori, a quello spermatozoo, che tra milioni, più o meno fortunosamente feconda quell’ovulo.
Vorremmo spaccare il mistero dell’amore (come tento pateticamente di fare io) per scoprirne i segreti, come fanno i fisici con l’atomo, e come loro, ti accorgi che ogni volta che sei arrivato a isolare i quark dell’amore ci percepisci che c’è qualcos’altro da scoprire, come il bosone di Higgs per la fisica.
L’amore appartiene alla “divinità” della vita, e come per i credenti nella Fede, e forse l’unico mezzo per convivere con questo motore dell’universo è, appunto… crederci.
Un saluto
Certo che ne avete di voglia di raccontarvela voi 2, siete scrittori mancati…
Perchè mancati?
Io sono io,
non posso darti torto: molto mi sarebbe piaciuto avere idee non troppo usurate da mettere sulla carta. malauguratamente, mi manca la fantasia!
sto riflettendo sulla risposta da dare a Golem, che sta volando sempre più in alto… 🙂
PS: forse la differenza più importante fra noi e la gran parte degli altri utenti sta nel fatto che abbiamo interessi e formazioni di base affini.
Perchè se foste scrittori non stareste qui a scrivere su questo forum, o no?
Comunque sono talmente ampie le emozioni che proviamo e diverse, che è impossibile trovare chi ha torto o ragione.
vUOI vedere che tra rossana e golem sta nascendo una nuova storia d’amore?? :)) E’ questo il bello del virtuale no??
GOLEM: quando distinguo il vero amore dal gioco sessuale (alias, avventure), dico solo che il primo cerca la stabilità e la protezione della persona amata, cose garantite solo dall’esclusività del rapporto, mentre il secondo si accontenta della precarietà, si basa sull’indifferenza per mancanza di interesse profondo e, quindi, porta alla promiscuità (quella che MARIAGRAZIA chiama “poligamia”, che tale, però, non è, perchè questa presuppone più donne contemporaneamente mentre la sessuomania prevede una donna per volta).
Ho anche cercato di dire che la stabilità caratterizza ogni forma di affetto, genitoriale, parentale o amicale. Perché? Perché amore significa protezione, rispetto. L’amore occasionale non protegge e non rispetta: in altre parole, non ama.
Ma quanto detto non esclude affatto la passione che è prerogativa di una storia d’amore. Anche se ROSSANA sembra dire che la passione potrebbe non esserci, se le persone sono tipi cerebrali, cosa che può capitare, si dice.
Quindi, non intendevo affatto parlare di un matrimonio di convenienza – qui tu e MARIAGRAZIA avete davvero frainteso – privo di istintualità, complicità etc…
La stabilità di un sentimento non è sinonimo di opportunismo
ma è la conseguenza di un amore vero e sincero: chi ama garantisce sicurezza nel tempo alla persona amata.
Né la cosa cambia per il fatto che anche la società, da sempre, mira alla sicurezza della coppia per garantirsi generazioni sane in famiglie stabili (salvo che nelle culture che ammettono la poligamia perché fortemente maschiliste: la poligamia, vorrei ricordarlo, è solo per l’uomo): che poi la legge ammetta separazioni e divorzi traumatici e se ne infischi allegramente di quanto la società desideri e, sostanzialmente, contribuisca con tali licenze ad infliggere inutili e lunghissime sofferenze a coniugi abbandonati e figli devastati, destabilizzati etc., è cosa notoria.
Spero di essermi spiegata, spero.
“quella che MARIAGRAZIA chiama “poligamia””
gabry, non ho mai usato questo termine ! forse ti confondi con un altro utente del forum. io ho solo detto che il nostro desiderio ( dettato sopratutto da convenzioni sociali ) di avere un rapporto esclusivo ( che può anche essere giusto, ma questo si traduce quasi sempre in possesso e invasione nella vita dell’ altro… ), deve poi fare i conti – a lungo andare – con la nostra naturale tendenza a NON ESSERE MONOGAMICI, nè sessualmente, nè mentalmente.
“L’amore occasionale non protegge e non rispetta: in altre parole, non ama.”
cara gabry, nella mia vita ho avuto modo di conoscere tantissimi uomini sposati che affermavano con forza di amare la moglie, ma poi andavano a trans o con ragazze da marciapiede ( anche minorenni ) o si facevano schiere di amanti giovanissime. e non perchè la loro moglie mancasse in qualcosa, ma semplicemente perchè questi uomini erano fatti così. se questo è il rapporto stabile, preferisco gli amori occasionali !
“che poi la legge ammetta separazioni e divorzi traumatici e se ne infischi allegramente di quanto la società desideri e, sostanzialmente, contribuisca con tali licenze ad infliggere inutili e lunghissime sofferenze a coniugi abbandonati e figli devastati, destabilizzati etc., è cosa notoria.”
ti voglio ricordare che però il divorzio è anche l’ unica salvezza per le mogli che si ritrovano dentro casa un marito violento, magari anche adultero, menefreghista e scellerato ! ed è anche l’ unica salvezza per i mariti che si ritrovano ad avere per mogli delle vere streghe !
non vorrei azzardare gabry… ma francamente mi sembri una di quelle donne che, non riuscendo a trovare l’ anima gemella, se la prende con la dissolutezza dei tempi moderni.
Roberto,
hai ragione su tutta la linea ma soprattutto su questo concetto: “è impossibile trovare chi ha torto o ragione”.
—
MaestrodiVita,
fra me e Golem si tratta soltanto di interessi condivisi. a mio avviso, le storie d’amore virtuali sono più pericolose di quelle reali. 🙂
Quindi, se lo fossimo non scriveremmo qui? E con tutti questi congiuntivi a disposizione (quasi una …congiuntivite) non credi che potremmo permetterci più ampi scenari ove sciorinarli?
“Fatti non fummo per scriver su li forum, ma per seguirne storie e anco vicende.”
Maestro: Rossana ama Cristiano de Neuvillette, e il mio naso è di dimensioni normali. E se ciò non bastasse per apparir più sciocco, al fin della licenza io… non tocco. ( Un pò di sana e leggera facezia mi è necessaria, di tanto in tanto) Ciao
Vedi Gabry, forse non è apparso chiaro dai miei ragionamenti che E’ la Natura, L’ISTINTO che “move il sole e l’altre stelle”, e che ha PRODOTTO L’AMORE come conseguenza evolutiva dovuta alla comparsa della COSCIENZA.
Non voglio essere complicato, ma dall’esigenza basica della riproduzione, per cui a un maschio serviva una femmina e viceversa, l’emergere della CONSAPEVOLEZZA, figlia dell’intelligenza, ha fatto nascere anche il SENTIMENTO.
Una femmina di 10.000 anni fa aveva bisogno di avere la SICUREZZA che il proprio maschio avesse cura di lei durante la gravidanza, l’allevamento e la cura della prole. Questa necessità VITALE, doveva essere supportata da un atteggiamento di sottomissione e disponibilità, necessaria per ingraziarsi colui da cui DIPENDEVA la sua vita e quella dei figli. Una femmina aggressiva e scostante non avrebbe riscosso molto successo, nè avrebbe indotto il troglodita a fermarsi in quella tana quando già rischiava la pelle per procurarsi il cibo e difendersi dai nemici.
Quindi, la FAMIGLIA, e l’amore in essa cresciuto e sviluppato fino ai modelli che conosciamo, compresa l’impronta cattolica che connota quello occidentale, nasce da una forma di SOCIETA’di MUTUO SOCCORSO. Ma questo non significa che si tratti di una genesi opportunistica, quanto di una necessità vitale che ha trovato così un suo equilibrio di ONESTA convenienza del “do ut des”: io ti offro il sesso, allevo i figli, cucino il cibo e ti aspetto nella tana, e tu procuri il cibo e ci difendi tutti quanti. Partendo da questo primo equilibrio, si è trasportata sino ai nostri giorni secondo le vicende storiche, religiose e politiche che l’hanno formata come la conosciamo, compresa l’odierna tendenza alla “nuclearizzazione” che osserviamo, dovuta ANCHE alla indipendenza economica femminile che si sta imponendo sempre più.
Quando parlavo del binomio passione/amore come incompatibili, ponevo l’accento sul fatto che la prima è mossa da potenti ragioni fisiologiche che IGNORANO la fase “sociale”, chiamiamola così, del rapporto di coppia, che EVENTUALMENTE potrà intervenire successivamente, ma non NECESSARIAMENTE. Anzi spesso mai, perchè OGGI, quasi sempre le follie passionali per un uomo o una donna, sono mosse sì dagli istinti, ma mal indirizzate dai falsi segnali del vero valore del soggetto del desiderio. Cioè i recettori istintuali sono sempre quelli del cervello primordiale, ma i giudizi sono emessi da quello odierno, alterati dalla cultura dell’immagine e dell’immaginario
Golem,
sono andata a rileggere alcuni tuoi post precedenti, per meglio capire l’accenno a Yin e Yang.
sottoscrivo questa affermazione: – quelle storie restano scolpite nel ricordo, perchè non sono frutto di nessuna “costruzione” nè progetto, per cui spesso vengono definite come provenienti “dall’anima” -, che ritengo molto vera. quando scatta una scintilla, provenga essa più dai feromoni o più dall’anima (o spirito o psiche), essa non ha alcuna costruzione, nè progetto, ma mira ugualmente a una costruzione e a un progetto (più o meno temporaneo) che in quel momento razionalmente si ignora, e che probabilmente mai sarà rivelato del tutto alla ragione neppure ai diretti interessati, anche nel corso di un’intera vita.
amore e morte sono i due aspetti più misteriosi dell’esistenza. sull’amore in particolare si sono scritti oceani di parole, senza mai venirne a capo in modo definitivo e soddisfacente. si può analizzare e passare al setaccio più e più volte un sentimento amoroso senza quasi mai riuscire a comprenderne l’essenza più vera o più profonda.
concordo anche su questo concetto: “Perchè con quella persona, in quel momento e in quel modo. Sembra tutto talmente casuale che vien da pensare che la stessa persona, in un altro momento e in condizioni diverse, non necessariamente potrebbe dare lo stesso esito.”, in quanto siamo esseri in continuo cambiamento, evolutivo o involutivo, a seconda dei casi e della maggior o minor stabilità o maturità emotiva. quello che va bene oggi, spesso si rivela non essere più valido anche soltanto dopo qualche tempo, se avvengono grandi passi in controtendenza a come si era interiormente strutturati in precedenza.
il resto, ben più complesso, alla prossima puntata. buon pomeriggio!
Rossana, leggiamo cosa dice Dante quando parla di Francesca da Rimini e Paolo Malatesta e del loro “amore”:
“Amor ch’a nullo amato amar perdona, mi prese di costui piacer si’ forte che, come vedi, ancor non m’abbandona”.
“Il verso appartiene al primo intervento di Francesca e narra del perché lei si innamorò di Paolo. Come altri versi del canto, si presta a molteplici letture.
1.Da una lato vi è la forza dell’amore passionale, che travolge i sensi e non consente a una persona che sia davvero amata di non ricambiare il sentimento; l’amore è di tale intensità, che anche dopo la morte resiste.
2.Dall’altro, l’amore consacrato dal sacramento del matrimonio, quello di Francesca col marito, che non le perdona e non le consente di amare nessun altro;
L’amore è dunque per Dante permeato da contraddizioni naturali ed esiti anche tragici, tanto che pochi versi dopo lo indica come causa della morte di entrambi. Francesca non potrebbe, essendo sposata, amare altri se non suo marito; è però l’amore stesso a costringerla a farlo, e a ricambiare il sentimento sincero di Paolo.
Questa contraddizione tra precetto religioso e forza naturale dell’amore, contornata dalle tragiche e innocenti spiegazioni di Francesca, struggono Dante muovendolo a un forte sentimento di pietà e comprensione, evidenziata dal finire del canto” (wikypedia)
Ora, non credo che vi sia bisogno di sottolineare che la passione di Francesca per Paolo sia eminentemente istintuale, quindi “sessuale”, certamente legata alla prorompente vitalità ormonal-giovanile dei due protagonisti, agevolata dalla lontananza del di lei marito e fratello di Paolo, Gianciotto.
Si tratta di pura, sana, incontrollabile attrazione erotica, sublimata da Dante attraverso la citazione dalla letturada parte dei due (allegoria del coito), delle vicende amorose di Lancillotto e Ginevra, come imponeva “l’amor cortese” dei tempi. Ma i due “giacquero” insieme evidentemente quanto profanamente, travolti dagli ormoni, dai feromoni o da semplice fame di sesso, semplicemente seguendo gli ordini di Madre Natura.
Infatti Dante, pur condannandoli all’inferno per aver rotto il “patto sociale” del matrimonio, ne ha compassione e lo dimostra attraverso una delle più belle descrizioni in versi di tutta la Divina Commedia, riconoscendo come NON SI POSSA CONDANNARE qualcosa che sembra NON DIPENDERE DA NOI: la passione appunto. E come questa cozzi contro le regole sociali, come quando spesso NON coincide con l’uomo da sposare.
va bene, Golem: mi arrendo! quasi certamente hai ragione tu, anche se personalmente non concordo in tutto e per tutto. 🙂
bella la tua descrizione dell’episodio e dell’opinione di Dante in merito. non ricordavo che fin dalla sua epoca si ponesse in contrasto con convenzioni sociali tuttora molto ben radicate, tanto da condannare, quasi sempre brutalmente e senza attenuanti, gli amanti.
Rossana, non era una sfida ma uno scambio di opinioni, e le tue sai bene che le tengo in grande considerazione. Anzi, le tue obiezioni sono tuttora uno stimolo per integrare una visione di questo aspetto della vita, che viene interpretato dai protagonisti secondo una PERSONALE idealizzazione, umanamente comprensibile, trattandosi di uno dei rapporti, l’amore, che più ci identifica e ci VALORIZZA, dopo quello con la madre o il padre.
Ho voluto citare Dante perché nella sua “Commedia” c’è tutto quello che riguarda il rapporto degli uomini tra la “sacralità” e la “carnalità” della vita. Non a caso fu Giovanni Boccaccio, che col Decamerone aveva avvicinato l’eros come forma di espressione dell’ essenza umana, che la definì “Divina”, per la straordinaria capacità di Dante di essere riuscito a cogliere, e descrivere come sappiamo, quel dualismo immanente nell’uomo tra l’istinto e la ragione, di cui mai tuttavia si intravede la vera, completa essenza nelle azioni e negli scopi che perseguiamo.
Un caro saluto
Golem,
la mia voleva essere una chiosa scherzosa, non avendo altro da aggiungere.
le discussioni portate avanti con equilibrio e correttezza sono un reciproco arricchimento, mai una sfida!
buon pomeriggio!
MARIAGRAZIA: uomini sposati che dicono di amare la moglie e vanno con trans, prostitute etc.? Beh, questi sono proprio gli “amori occasionali” che tu preferisci. Instabili ed egoistici. Uomini non amano, gozzovigliano nel sesso, disprezzando le persone oggetto del loro stesso desiderio (a cominciare da come li chiamano)!
Separazioni e divorzi: non salvezza ma incentivi ad affossare il matrimonio. Da quando la legge li consente, aumentati a dismisura. L’occasione fa l’uomo ladro. La legge non aiuta a risolvere i problemi ma a distruggere le famiglie per rendere l’uomo solo, cioè più debole contrattualmente, economicamente e socialmente. Servono solo al mercato (per ogni separazione: due case, due frigoriferi, due lavatrici etc.), ad avvocati, psicologi, medici etc..
..”Dissolutezza dei tempi moderni?”.
Ti contraddici: se ammetti gli amori occasionali in nome dell’istinto poligamico, perché condanni questi tempi come dissoluti?
GOLEM: ammetterai di essere criptico, talvolta! Binomio passione/amore incompatibili? Ma perché?
Poi,le tue frasi successive obbligano ad un impegno interpretativo notevole: la passione sarebbe mero istinto fisiologico che raramente porterebbe ad una formalizzazione del rapporto di coppia (la tua spiegazione è INCOMPRENSIBILE: “…le follie passionali…mosse sì dagli istinti, ma mal indirizzate dai falsi segnali del vero valore del soggetto del desiderio”.
ROSSANA:”..l’opinione di Dante..fin dalla sua epoca si poneva in contrasto con convenzioni sociali tuttora molto ben radicate, tanto da condannare, quasi sempre brutalmente e senza attenuanti, gli amanti”.
Mi stupisci:la soluzione, secondo te, sarebbe accogliere gli amanti a braccia aperte?
Scena grottesca a tre (se non peggio): la moglie torna a casa e trova il marito a letto con un’altra. Che dovrebbe dire? “Prego,faccia pure quel che vuole con mio marito (mia moglie). Vi aspetto di là con tè e pasticcini”. Sceneggiata da teatro di Ionesco…
Poi, a te e GOLEM, farei notare che l’adulterio è condannato da sempre e da tutte le culture e religioni,molto prima di quella cristiana.
Infine: mi sembra che le corna non piacciano a nessuno.
O forse voi sareste così tolleranti anche nei fatti, così da approvare l’ingresso di intrusi nel letto altrui? Ma questa tolleranza varrebbe..solo per gli altri..?
Gabry buongiorno. Mi permetto di dire che, al di là della mia capacità espressiva, credo che la tua interpretazione delle mie argomentazioni, sia condizionata dai tuoi, legittimi, principi morali. Ma un conto è quello che, secondo le personali visioni, vorremmo che fosse un rapporto sentimentale, un’ unione, un matrimonio, e quello che in realtà E’.
Io sto conducendo una mia personale ricerca al riguardo, da circa due anni, e credo di avene spiegato i motivi,e durante questo periodo le “sorprese”, emerse in merito alla questione, per come la interpretavo prima di allora, sono state tante. Se penso a quelle che erano le mie idee sull’argomento prima che cominciassi questa mia modesta ricerca, mi rendo conto che queste erano più che altro frutto di luoghi comuni e idee “prefabbricate”, provenienti in parte della cultura tradizionale di matrice cattolica, e in parte da quella mass medilogica, ma MAI riflettute razionalmente attraverso la lettura delle ragioni profonde, ancestrali che ci spingono a compiere certe scelte.
Come avrai compreso, io sono un convinto sostenitore dell’azione degli istinti nelle scelte che facciamo e nelle azioni con le quali queste scelte perseguiamo. Ma sostengo anche che queste richieste istintuali vengono filtrate dalla componente morale, che deve esprimersi secondo le NORME che una certa società si è data, per consentire una convivenza che altrimenti, senza il “filtro morale”, sarebbe in preda al caos e all’anarchia selvaggia degli istinti appunto. Cosa però che di tanto in tanto capita. Uno di questi casi l’ho spiegato con il semplice esempio di coloro che “perdono la testa” quando si innamorano, giudicati in questo modo da coloro i quali, in assenza di quella bramosia istintuale giudicano come “irrazionale”, spesso oggettivamente, quella storia. Cosa che capita anche ai protagonisti una volta rientrati in possesso di quella “testa” che avevano perso.
Ora, da cosa viene eccitato questo istinto che ci fa fare delle follie per questo o per quella? Da diversi fattori certamente, ma tutti principalmente fisiologici: la giovane età (ma non obbligatoriamente) e la voglia di sesso che nasconde la necessità riproduttiva che madre natura ha inserito di “defualt” nel nostro istinto. Prima, molto prima che comparisse la coscienza!
Faccio una piccola digressione per spiegare come riteniamo normali certe cose quando, osservate da un certo punto di vista, mostrano le loro reali finalità.
Ti sei mai chiesta perchè fare l’amore è…
…bello? Perchè anche solo il pensiero di quell’atto è gradevole? E perchè molti maschi, una volta raggiunto lo scopo provano quasi un senso di ripulsa verso la femmina con la quale hanno copulato? Pensaci.
Un etologo ti saprebbe dare subito la risposta: è un riflesso condizionato dall’aspettativa del premio. Insomma se la natura, con l’istinto sessuale non avesse posto come PREMIO per quel gesto, necessario alla riproduzione della specie, il GODIMENTO, anche solo immaginato, ma chi si prendeva la briga di fare quella fatica che NON SERVE alla “propria” sopravvivenza?
Da questo semplice esempio puoi capire come il lento sopraggiungere delle norme sociali che hanno normato i nostri comportamenti (specie quelli sessuali) hanno modificato “l’espressione” con i quali vengono messi in atto, rendendoli moralmente accettabili, MA NON LA SOSTANZA. La sostanza è quella che maschi e femmine si cercano per accoppiarsi, che l’accoppiamento produce bambini che hanno bisogno di cure, che la femmina da sola non può cercare il cibo per sè, nè durante la fase di gravidanza e ancora meno durante l’allevamento. Che quindi ha bisogno di chi lo faccia per lei e la protegga assieme alla prole, offrendo al candidato appunto, sesso al preponderante istinto maschile oltre alle cure e al confort ambientale. Da qui la famosa associazione di mutuo soccorso di cui accennavo, che in migliaia di anni, essendosi dimostrata di successo per la sopravvivenza sia della specie che della società si è configurata secondo le dinamiche MORALI E SOPRATTUTTO ECONOMICHE più convenienti a quel particolare ambito antropologico.
Ti riporto la mia frase:
“..le follie passionali mosse sì dagli istinti, ma mal indirizzate dai falsi segnali del vero valore del soggetto del desiderio”.
La traduzione è che se una donna (in questo caso) oggi è ancora soggetta a sentirsi attratta senza spiegarsi il perchè da un tipo, fino a perdere la famosa testa, è perchè dentro di sè l’istinto le sta dicendo che quel maschio ha le caratteristiche adatte a quei bisogni primordiali, cosa che oggi è quasi sempre FALSA. E’ una recita che il maschio ha istintivamente imparato per accoppiarsi, utilizzando anche i parametri massmediologici dai quali veniamo quotidianamente bombardati.
In definitiva passione e amore sono due momenti diversi perchè hanno scopi diversi: il primo riproduttivo, il secondo “sociale”.
E siccome il primo è antisociale, difficile che coincida con chi si AMA.
Paolo e Francesca lo dimostrano.
Continuerò.
Graby, avrai capito che questa mia ricerca nasce da un’esigenza personale, ed è tutt’ora in corso, quindi suscettibile di integrazioni e modifiche, anche perchè non sono un sociologo, quindi la materia, pur interessantissima, è relativamente nuova per me, ma da quando me ne occupo ho sicuramente chiarito certi aspetti del fenomeno che vado trattando, anche con il riscontro autorevole di studi fatti da scienziati e letterati, di cui Dante in questo caso è il più eminente rappresentante.
Se tu obiettassi che Francesca sta “amando” Paolo, oltre a ricordarti la famosa frase con la quale si rivolge al Sommo Poeta, dove dichiara che NON POTEVA RESISTERE a quella richiesta di amore (di sesso) da parte di Paolo, tanto lui era “insistente”, non dobbiamo dimenticare che la stessa aveva sposato il fratello di lui, per imposizione famigliare. Quindi in Paolo vedeva la “passione” che non provava per Gianciotto, declinata come “amore”, in quanto il ceto sociale, l’educazione e la “morale” del tempo non le consentivano di esprimersi diversamente, come farebbe tranquillamente e legittimamente oggi Maria Grazia ad esempio, ma era il SESSO, quindi l’istinto, il vero responsabile della storia con il Malatesta.
Forse quel bisogno avrebbe potuto esprimerlo anche con altri che le avessero fatto “sangue”, ma era quello che in quel momento aveva a disposizione, come accade a molti di noi, in ufficio, in palestra, all’oratorio o sul pullman che prendiamo tutti i giorni. E qui entra in gioco il “caso” di cui Rossana a postato alcune domande in un altro thread. Il Caso, che è una delle componenti immanenti delle nostre scelte, sia che esse siano guidate dall’istinto che dalla ragione.
Mi permetto di intervenire anche sulla tua obiezione rivolta a Rossana, visto che la sua era una considerazione ad un concetto espresso da me attraverso il pensiero dantesco. Credo che Rossana constatasse solo quanto anche ottocento anni fa, quando la morale cattolica aveva già imposto delle regole “sull’amore”, queste venivano disattese dalla forza della “vita”, tramite l’istinto di cui parliamo, che lo ripeto: NON è NE’ BUONO NE’ CATTIVO: E’ e basta.
Sono i mezzi con cui questo si realizza che cambiano nei secoli. 10.000 anni fa prendendo con la forza la femmina, che è ancora attratta, anche solo “simbolicamente”, da quella caratteristica maschile, tanto che i latini hanno coniato la frase “vis grata puellae” per spiegare quanto la forza virile, anche millantata, accenda il desiderio femminile…
… e con questo mi riallaccio ai famosi “equivoci” nei quali incorrono molte donne scambiando certi “vis millantatori” come maschi con le famose caratteristiche ataviche, solo perchè questi percepiscono che la femmina è sensibile a livello profondo a certi segnali. Ma oggi non siamo nel paleolitico, e l’errore tra quello che sembra e quello che si è, porta molte di queste donne, vittime di quell’equivoco, a scrivere e a lamentarsi su questo forum delle fregature che hanno preso. Ma non capiranno mai il perchè se non capiscono che chi le ha fregate non è il loro “campione”, ma quell’istinto, (sempre lo stesso, ieri come oggi) che ha dato via libera agli ormoni e … all’amore. Che amore non è, in quel caso, ma solo la “veste” sociale che giustifichi a sè stessi che non si è vittima di un bisogno in fondo…animale, ma assolutamente naturale, vitale.
Spero di aver chiarito il perchè dell’incompatibilità tra “quella” passione e l’amore, che invece è un’evento RARISSIMO, ed esiste solo quando è scevro da tutte quelle componenti “fisiologiche” che ne paludano la vera forma. L’amore tra DUE PERSONE è una “COSTRUZIONE” consapevole (quindi intellettuale) che ha già superato la fase della “rimodellazione” ad uso sociale del puro desiderio sessuale, di cui ho discusso, dove la componente dell’attrazione erotica, fin quando dura, è successiva alla scoperta del vero “essere” dell’altro, e non dell’immagine che l’istinto o le regole morali ci proiettavano di questo soggetto.
Ovviamente questo richiede che prima di tutti si sia “conosciuto” SE’ stessi, altrimenti gli equivoci si sommano. Ma quest’ultimo è un traguardo cui pochi, a mio avviso, giungono nella vita.
Quest’ultimo è una, e forse LA più importante, delle cause di separazioni, divorzi e violenze che trasformano coppie che dicevano di amarsi, in nemici giurati che si condannano inconsapevolmente al fallimento della vita. Perchè, spesso non per loro colpa, finiscono per conoscere sè stessi “strada facendo”, ricercando, mentre sconvolgono la vita di coppia e le promesse fatte, la soddisfazione delle nuove esigenze che sono emerse con quella nuova conoscenza di sè e di cosa vogliono, o “vorrebbero” dalla nuova vita che intravedono.
Non voglio esprimere opinioni sul divorzio che mi sembrano superflue a questo punto. Ma certo non credo che l’imposizione forzosa di una regola che agisca sul “libero arbitrio”, ancorchè conquistato a “rate” come ho appena spiegato, serva a rendere migliori le persone o il mondo. Bye
Gabry,
concordo con te che “L’occasione fa l’uomo ladro”. la libertà è stupenda ma difficilissima da gestire, se non si è imparato a farlo attraverso la formazione o l’esperienza.
per me la scelta fondamentale, in amore come più o meno in tutto il resto è: verità, con tutto il bene e il male ad essa connessi oppure forma, che ricopre e falsa la sostanza? ognuno di noi, più o meno inconsapevolmente, si orienta sull’una o sull’altra delle versioni, entrambe più che rispettabili, forse anche in rapporto alle esigenze del proprio temperamento.
quanto agli amanti, non li approvo nè li giustifico più di tanto: cerco di comprenderli, quando mi sembra che il caso lo meriti, cioè quando almeno uno dei due esprime un sentimento profondo e sincero. certo è che avrebbero DOVUTO non tradire, nel senso di allontanarsi prima dal partner con cui non hanno trovato benessere, ma chi sono per giudicare la debolezza umana?
—
Golem,
hai visto che, per non inquinare questo thread con un argomento a cui hai fatto cenno ma troppo lontano dal tema qui trattato, ho aperto una discussione su casualità-causalità?
secondo te, l’istinto (che teoricamente dovrebbe essere orientato all’autoconservazione, alla riproduzione e all’autorealizzazione), se ascoltato, volge sempre al bene o, in alcuni casi, trovandosi un po’ sperduto in quest’epoca molto diversa da quella in cui ha avuto origine, può portare anche fuori mano, o meglio al peggio?
questo è per me un “momento comunicativo”, e mi sto divertendo davvero molto!
Rossana, io, ma non solo, sostengo che l’istinto NON è moralizzabile, essendo mosso da necessità FONDAMENTALI, come la SOPRAVVIVENZA tout court, quindi il nutrimento, il benessere (un riparo e il calore e tutto ciò che da benessere) e la riproduzione, che alla vita e alla sopravvivenza di questa è legata, al di là della caducità del singolo soggetto.
L’istinto può essere ascoltato “civilmente” e quindi soddisfatto secondo le dinamiche che evitino conflitti con la famosa morale, oppure ignorato per la forza dirompente che IN QUEL MOMENTO prevale su ogni altra cosa. Ecco le cosiddette follie amorose, più o meno rivoluzionarie rispetto all’immagine che si aveva e si dava di sè al gruppo sociale e alla cultura di appartenenza. Oppure assolutamente anarchiche,incontrollabili e antisociali, come è il caso degli “sciacalli” durante i disastri naturali, o il cannibalismo in Russia subito dopo la Rivoluzione dei Soviet, o come nel caso degli studenti sudamericani precipitati sulle Ande, che si nutrirono dei corpi delle vittime, superando uno dei tabù più potenti. Ma anche come nel caso delle aggressioni sessuali, da quelle santificate col vincolo matrimoniale a quelle estemporanee che sentiamo periodicamente. I freni inibitori delle norme sociali vengono “aggirati” quando l’esigenza contingente e le condizioni di mancanza di controllo e sanzioni morali lo permettono.
La nota di Gabry “dell’ occasione fa l’uomo ladro” lo dimostra nella sostanza dei fatti. Sia che si tratti di “rubare” un altro accoppiamento sessuale perchè nessuno ci vede, quanto il televisore della casa crollata col terremoto.
Naturalmente la “civiltà” del soggetto ha un ruolo importante nella modalità di realizzazione di quel bisogno, nel caso dei disperati russi che mangiavano i bambini, (anche perchè non potevano mantenerli), ha un aspetto brutalista che non è presente nell’episodio, per esempio, degli studenti sudamericani, dove la loro cultura cognitiva ne ha giustificato le ragioni, anche dal punto di vista “morale”.
Mi sono riferito ai segnali sessuali inviati da un certo “tipo” maschile, che vengono letti dall’istinto femminile. Come ripeto l’istinto NON è suscettibile di “aggiornamenti” se non in ambito evolutivo come specie animale, e così è da quando migliaia di anni fa maschi e femmine si riproducevano (e quindi trasmettevano le loro caratteristiche ai posteri) SOLO se erano di un certo tipo.
Oggi l’istinto è sempre quello ma non lo è più la vita. E così si “fraintende” il segnale.
“Oggi l’istinto è sempre quello ma non lo è più la vita. E così si “fraintende” il segnale.”
questa tua ultima frase golem secondo me riprende un punto davvero interessante, che rappresenta la chiave interpretativa della “confusione” che caratterizza i rapporti odierni!
Ma certo Maria Grazia. Il passaggio tra la la “prevalenza” degli istinti e la comparsa delle culture e della morale ad esse collegate, non è stato e non è indolore. Si parla della sessualità e della figura femminile che ne ha sempre rappresentato la parte più importante, soprattutto per la capacita di generare figli. Questi rappresentavano la forza e il futuro di quella famiglia nelle società patriarcali e maschiliste che ci hanno preceduto, pertanto era assolutamente necessario che la gestione di colei che doveva assicurare una discendenza “sicura” andava necessariamente “istituzionalizzata” dalla società di quel momento. Le norme religiose furono le prime ad occuparsi del problema, e sappiamo come. Non di meno l’istinto reclamava sempre i suoi bisogni, e con le stesse modalità degli albori, ecco perchè i rapporti sessuali extraconiugali erano nella stessa percentuale odierna, e la prova erano le migliaia di bambini che venivano abbandonati nelle cosiddette “ruote degli esposti”, presso conventi e chiese.
Immagina che una percentuale notevole di cognomi italiani sono originati da questo fenomeno: Esposito, Proietti, Del Prete,Diotallevi, Benenato, e potrei andare avanti dalla A alla Z quasi all’infinito. Tutto questo cominciava nell’alto Medioevo, quando con si rendeva necessario binomare le persone che cominciavano a circolare per l’Europa, dopo le scorribande dei barbari.
Oggi che la donna è libera dai timori di gravidanze non desiderate e nei Paesi occidentali ha anche raggiunto una certa indipendenza economica, questa libertà acquisita ha privato una certa categoria di maschi di prerogative che solo sino a mezzo secolo fa non pensava di perdere. E i risultati si vedono, anche su questi forum.
Così come ci sono ancora le donne che ho citato, che dipendono da una genetica che le fa interessare, almeno come attrattiva sessuale, a quei “machi” che immaginano in certi personaggi che ho ampiamente descritto, allo stesso modo trovi uomini che non trovano mezzi per relazionarsi con donne “liberate”.
Generalizzando su comportamenti che essi ritengono destabilizzanti per la famiglia, non pensano che questa è cambiata radicalmente in 50 anni e che oggi uomini e donne sono una diarchia, anzi una “democrazia” in una famiglia, se si decide di dividere la propria vita con un altro.
Certo, oggi la sottocultura dell’immagine seleziona molto il maschio che solo ieri non aveva bisogno di estetica per trovare una donna. Ma, almeno di questo le donne non hanno colpa.