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Se non sono stronzi non li vogliamo

di Ofiuco

Views: 2 - Views e voti dal 14 agosto 2026.

Come valuti questa lettera?

Quanti di noi sono incappati nello str..zo durante le personali vicissitudini di vita e soprattutto sentimentali? Credo moltissimi. Direttamente, essendosene innamorati, o indirettamente, perchè superati dal fascino dello str..zo agli occhi dell’innamorata o innamorato (molto meno frequentemente in quest’ultimo caso), ognuno di noi ha avuto a che fare con questa perniciosa categoria, che tuttavia, per motivi che mi piacerebbe comprendere meglio, ha molto successo in campo sentimentale e soprattutto tra le donne, seppure non necessariamente solo tra queste.
Dico soprattutto tra le donne, perchè le caratteristiche tipologiche del personaggio in argomento, paiono essere gradite da un segreto quanto oscuro aspetto dell’animo della femmina dell’uomo; e attenzione, non sto parlando del classico bello e dannato alla Corona per intenderci, anche degli sgorbi che però si sentono dei padreterni ci riescono, basta lanciare un messaggio subliminale del tipo “io sò io e voi nun siete un c....” alla Marchese del Grillo, per trovare qualcuna che ci crede veramente.
Insomma, nonostante i grandi passi fatti dalle sacrosante richeste di pari diritti e dignità tra i due generi intervenute nell’ultimo quarantennio, trovo decine di post, più o meno incentrati sull’argomento, dove lacrimanti donne, giovani e non, lamentano trattamenti da cani bastonati subiti da questi individui, e scopro una quantità di pubblicazioni ad uso esclusivamente femminile che insegnano (apparentemente) come evitarli e non farsi fregare da questi personaggi, dimostrando così che non ci sono conquiste sociali nè culturali che faranno cambiare i profondi desideri dell’istinto.
Questo spiegeherebbe perchè, in realtà, sia in quei post che nelle pubblicazioni, ci vedo sempre un sottile compiacimento nelle autrici (perchè autrici? Perchè siamo intorno al 90% di donne che scrivono sul tema) nell’aver avuto quel “trattamento” dallo str..zo di turno. Quasi fosse un desiderio inconscio, che per chissà quale pudore non può essere dichiarato, spesso neppure a sè stesse.
Inutile dirvi che ne conosco una così, la quale, in condizioni di sobrietà sentimentale è la donna più intelligente, spiritosa e colta che conosca, ma anche lei è rimasta vittima per anni della sindrome dello stronzo, e anche lei, come le famose autrici, mentre sembra fare autocritica, dandosi della stupida per esserci cascata, con un sorrisetto tra il compiaciuto e il beffardo sembra ricordare con nostalgia quei momenti, in cui il suo str..zo la faceva sentire una me.da.
Io ho delle ipotesi al riguardo, e voi, soprattutto voi donne, sapete dirmi il “VERO” perchè del successo dell stronzo?

Data di pubblicazione: 4 Aprile 2013

L'autore, Ofiuco, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore

75 commenti

  • 1
    marisa -

    Lo stronzo è un bugiardo patentato e quando lo scopri spesso è tardi,ti ha già distrutto e resa dipendente in maniera affettiva.

    La soluzione è distruggere ogni cosa che lo riguarda,distruggere l’idea che lui ha fatto credere alla vittima,è un percorso lungo e doloroso e ci vuole tanta forza di volontà e autostima.La cosa si può girare ai maschietti,come ci sono donne distrutte da stronzi,ci sono uomini distrutti da stronze e nonostante tutto ci vanno ancora dietro.

    Molti lo fanno per paura di rimanere soli,soprattuto se hanno superato i trent’anni,altri perchè non hanno altro,avendo perso per lo/la stornzo/a di turno tutti gli amici.Questì esseri paradossalmente diventa l’unico punto di riferimento,l’unica ancora di salvezza in un mare agitato dove si sta annegando.

    Se ne può uscire,bisogna credere in se stessì e non cedere a pensieri pericolosi che ci inducano a pensare di non meritare di meglio…

    meglio soli che male accompagnati.

  • 2
    rossana -

    “Non voglio con questo dire che alle donne piaccia trovarsi in certe situazioni, nelle quali è molto, molto piacevole essere umiliate, nonostante l’apparente indignazione. Ci vanno a finir tutte in situazioni simili; l’uomo in genere arriva persino ad amare molto d’essere umiliato, l’avete notato? Ma per le donne la cosa è particolare… Si può dire che campino solo per questo!”
    (Fëdor Dostoevskij)

    forse ora la situazione non sembra più così “nera” ma… i condizionamenti sociali (se di questi si tratta) evolvono lentamente.

  • 3
    LUNA -

    Concordo con Marisa. Anche se è vero che l’amore può essere cieco e ostinato di per sè molto spesso stronzi e stronze sono anche dei manipolatori e certi loro comportamenti si insinuano in modo strisciante ed è la violenza stessa dei loro comportamenti a confondere ulteriormente ecc.

    Poi è certamente fondamente ripercorrere la PROPRIA storia individuale in concomitanza all’incontro/frequentazione con dei soggetti destabilizzanti, ma non è che sempre vi sia una predisposizione al cercare la stronzaggine. Semmai si può finire anche in una trappola che all’inizio ha tutt’altra aria.

    Ci sono delle persone che ammettono di avere una predilizione per gli stronzi o le stronze, magari non li chiamano proprio così (alcuni/e sì) ma descrivono certe caratteristiche.
    Ci sono persone che a monte hanno un problema di dipendenza affettiva.

    Ma molto spesso chi resta invischiato nella stronzaggine di un’altro o altra sta cercando semmai esattamente il contrario nella persona e nel “luogo” sbagliato, e non partendo per forza da un presupposto: io ti cambierò.

    A volte il problema non nasce dal fatto di essersi innamorati di uno stronzo, ma di essersi innamorati. Quindi di essere più sensibili al fatto che a far restare male, criticare, abbandonare, ricattare, “rinchiudere”, confondere sia una persona a cui si è attribuita a monte una centralità affettiva: della serie non è che ti amo perché sei stronzo, ma poiché mi sono innamorato di te e tu proprio tu sei stronzo (o stronza) ho difficoltà a gestire il fatto che certe dinamiche vengano proprio da chi per me è importante.

    Poi certo ci possono essere dei campanelli d’allarme, ci possono essere delle cose non consapevoli in cui si cade (ecco perché capire la propria parte è importante) e si ricade, tuttavia spesso chi poi si rivela stronzo/a si presenta in modo contrario, come la persona che sembra racchiudere tutta una serie di caratteristiche positive magari in un momento in cui si è già sofferenti o più fragili. Quando la maschera cade il disorientamento è profondo, perché l’attaccamento è già avvenuto, e non in base al negativo, ma al positivo.

    In una relazione normale via via scopri le caratteristiche dell’altro, che ti possono piacere o meno o collimare più o meno con le tue. Se si sta parlando proprio di stronzi stronzi la cosa avviene in modo molto più traumatico.

    Bisognerebbe capire cosa intendiamo per “stronzi”, credo intendi proprio certi atteggiamenti pià gravi, estremi… infine anche chi non ti ama “semplicemente” più, chi cambia atteggiamento nei tuoi confronti ti fa sentire in sofferenza se ci tieni. Ci vuole una rielaborazione di solito per staccarsi, per riuscire a identificare come negativo chi fino a prima non lo è stato/a. A seconda dell’amor proprio e della situazione una persona ci mette di meno a spostarsi fisicamente (poi la rielaborazione dei sentimenti ha dei tempi più lunghi)…

    Chi attua le dinamiche di cui parla Marisa però non vuole che ti stacchi, perché ti “cosifica”.

  • 4
    Ofiuco -

    Tre donne hanno risposto. Grazie. Tra l’altro non credo di sbagliare se dico che dal tono e dalla pertinenza delle risposte apparite mature e sicure dei vostri mezzi, probabilmente in grado di decodificare i segnali stronzici che palesano i personaggi di cui parliamo.
    E’ da un pò che sono interessato al fenomeno, quando ieri sentivo per radio di uno studio, credo americano, dove veniva sottolineato il successo dello stronzo in tutti i campi, da quello professionale a quello amoroso evidentemente. La cosa è avvalorata dalla quantità di comunicazioni che si leggono sulla rete che, come dicevo, sono quasi tutte appannaggio di donne, quasi sempre giovani se non molto giovani. Sappiamo tutti che anche negli ambiti professionali questa categoria è sempre molto ben rappresentata, anche se andrebbe definita con altri aggettivi, ma quello che mi sorprende è il successo nell’ambito delle relazioni sentimentali.
    Evidentemente le caratteristiche di questi personaggi, a prescindere da quanto comunicava Marisa circa la facilità di mentire, o Luna a proposito della manipolazione, devono essere seduttive per una grande quantità di persone, e sottolineo di donne, più del resto.
    Devono essere seduttive perchè probabilmente, forse inconsciamente, rappresentano una specie di forza, di sicurezza e autonomia che in molti caratteri femminili fanno breccia come indice di virilità se non di valore, addirittura.
    E’ un fenomeno strano, che ho verificato anche su di me, involontariamente. Nel momento in cui mi comportavo da gentiluomo con questa o quella donna (relativamente giovani) venivo pochissimo preso in considerazione, se non addirittura educatamente ignorato. Quando ho cominciato ad essere indipendente dalla risposta femminile, accettando il destino delle cose senza patemi o frustrazioni, anzi dimostrando quasi un sereno disinteresse alla possibile relazione, l’atteggiamento femminile cambiava, quasi come fossero sorprese e incuriosite. Tutto il contrario di quello che ci si aspetterebbe, no? Noi uomini normali e normalmente educati siamo abituati a pensare che bisogna essere gentili e disponibili con le donne. Macchè!! Senza voler generalizzare direi che una sana (o malata nel caso dello stronzo) dimostrazione di autonomia se non di virile menefreghismo ha sortito, per me, successi insperati e neppure cercati. E’ sorpendente quanto inquietante, perchè in realtà non si sa come comportarsi con le donne. Paradossalmente per avere fortuna bisogna dimostrarsi quasi indifferenti a loro, e io, pur piacendomi sempre molto, oggi lo sono. Ma sono leale con le donne, lo stronzo invece, quello di cui parlo, sfutta abilmente quelle caratteristiche, che sono un’esca irresistibile, alla quale quasi tutte abboccano.
    L’ho detto, anche donne intelligenti e attraenti restano irretite inspiegabilmente, quindi c’è qualcosa di profondo che ancora non si conosce dell’animo femminile. Rossana lo anticipa molto bene con la frase finale di Dostoevskij. Ma mi piacerebbe scoprirlo.

  • 5
    marisa -

    io conosco una ragazza che dice apertamente di volere lo stronzo ma anche qui bisogna capire cosa una intenda per stronzo.

    Per lei lo stronzo era uno con cui discutere,avere anche litigi e opinioni diverse,per lei era sinonimo di determinazione e carattere ma non intendeva lo stronzo manipolatore o traditore ma semplicemente uno che si infervora un pò,questo,secondo lei,non la faceva annoiare.

    Aveva avuto un ragazzo diverso per vari mesi e all’inizio era molto presa,poi la cosa scemò e lei mi disse che era troppo carino nei modi,le sembrava privo di carattere,le sembrava un cagnolino che aspetta il padrone a casa e vuole la carezzina e questo a lei non piaceva.
    Per me lo stronzo è colui che inganna,che mente,che manipola per i suoi scopi personali.Colui che palesemente vuole avere più ragazze,vuole divertirsi e non vuole legami non è stronzo se comunque lo ammette e non lo nasconde.Ci sono persone(uomini e donne)che mettono subito in chiaro i loro scopi ma se dall’altra parte nasce qualcosa di più non possono essere considerati scorretti perchè sono stati sinceri,al contrario se una persona si fa la santa e poi nasconde altre relazioni,vuole il rapporto fisso ma lo schifa perchè vuole sentirsi libero,per poi tornare come una cagnolino a casa,allora quello si che è uno stronzo.Bisogna essere coerenti con se stessi e le proprie idee,ho sentito tanti uomini lamentarsi del matrimonio o anche di una banale convivenza e quando chiedevo il perchè di quella scelta se non ne erano convinti le risposte sono state:
    1)stavamo insieme da tanto mi sembrava automatico;
    2)lei ci teneva e la sua famiglia pure;
    3)i miei volevano che mi sposassi;
    4)avevo 30 anni e dovevo sistemarmi;
    5)solitudine e paura di non trovare altro;
    &)non lo so;
    Credo ch ebisognerebbe prendere le relazioni in un altro modo,capire in primis cosa vogliamo e cosa no e capire se tutto può trovare un compromesso coi desideri del partner…ovviamente dipende anche dai sentimenti che si provano.Troppe coppie fignono di amarsi quando poi si caverebbero gli occhi.

  • 6
    Kid -

    Per me non è così poi complicato da capire.
    La competizione emotiva o sentimentale è parte dell’istinto femminile.
    Inconsciamente la donna lotta per procreare e un maschio , chiamiamolo non suscettibile a legami e cacciatore , detto cioè alpha attira non solo come idea di conquista ma anche come colui che può dare più garanzie di fecondazione. In realtà questo non è sempre vero , tuttavia l’attrazione spesso nasce da ciò che si percepisce è non da ciò che si ha davanti.
    Detto questo un noto playboy diceva chiaramente non nessuna donna sarà mai fedele tutta la vita , almeno una volta ti tradirà . Pertanto , seppur non voglio dire che questo sia vero in tutti i casi ( poi tradire col pensiero è altra faccenda)lascia intendere come alla fine anche il maschio alpha , messo in una condizione di stabilità sentimentale , perde il suo appeal di maschio alpha dopo un po’.
    Quindi , perchè cercare risposte insondabili . Le donne seguono l’istinto , a volte la ragione , pertanto il tutto si riduce a comprendere che l’incoerenza è parte dell’essere umano e dei suoi tempi. Invece che spaventarsi occorrerebbe dare meno importanza alla tenuta dei rapporti sentimentali . Durano quanto devono durare . Punto. Si può essere stronzi o gentiluomini , questo non cambierà le cose ma semmai solo il tempo in cui esse accadranno , tenuto conto della tenuta emotiva di ogni donna .
    Poi se , invece , parliamo del discorso soldi , mantenimenti , casa , beh allora li si che c’è da spaventarsi .
    Se fosse come in Svezia che ci si può lasciare senza addebiti , credo che la rottura di una storia sia il male minore . Purtroppo noi siamo latini , orgogliosi , sanguigni , possessivi e furbi all’occorrenza(sia uomini che donne) pertanto non ci viene così naturale metterci in quest’ottica , ma credo che occorrerà farlo se non si vuol finire nel rifugiarsi nell’isolamento o nella diffidenza totale tra generi diversi.

  • 7
    Ofiuco -

    Giusta la tua precisazione Marisa, infatti io non sto colpevolizzando lo stronzo, anche se non mi piace come soggetto nè al maschile e ancora meno al femminile, ma chi lo trova attraente proprio per quelle caratteristiche, e ce ne sono come mi dici tu con la tua conoscente. Però non mi trovi d’accordo con la tua definizione del “non stronzo”. Per me lo stronzo è tale solo quando è “dichiarato” e non quando lo è in incognito. Mi spiego meglio. Una donna (o un uomo, ma ripeto, più raramente) che ignora di avere a che fare con un partner traditore e sleale, non ha a che fare con uno stronzo, ma con un vigliacco. Una donna che invece che sa e accetta le condizioni che hai citato, perchè spera che lui cambi per esempio, e spesso è attratta (e devo capire il perchè) da certe caratteristiche di indifferenza, egocentrismo e opportunismo del tipo, ha a che fare con uno stronzo invece, perchè quest’ultimo quasi sempre specula su un sentimento mantenedosi sul filo del rasoio della relazione, prendendo più che può ma dando il minimo se non niente, in sostanza illudendo chi spera e in fondo mentendo, con la scusa del “tanto te lo avevo detto che io ero così”. Lo stronzo sa bene che dall’altra parte c’è desiderio, passione e a volte amore, quindi una condizione di “debolezza”, e la gestisce a suo uso e consumo. Non sono d’accordo che non sia colpevole, anzi lo è di più di chi cerca di non far sapere niente al partner, perchè quest’ultimo rischia di più non avendo la scusa del “te lo avevo detto”.
    Si è stronzi quando si approfitta di qualcuno più debole, si è vigliacchi quando si tradisce. Ma la stonzaggine è un tradimento legalizzato, come quando utilizziamo questa frase con il termine “furto”, parlando di cose che siampo costretti a pagare per forza.
    Il mio cruccio è: perchè ci sono così tante donne, e spesso le migliori, che continuano a dar corda a questi tipi, giustificandone lo stile e facendoli sentire irripetibili? Leggo su questi forum che ci sono decine di uomini che non hanno mai visto una donna, e leggo di donne che si accaniscono, vengono ferite, deluse e umiliate nelle loro aspettative da certi personaggi che le trattano come pezze da piedi, ma come una malattia continuano imperterrite a provarci; non potrebbero entrare in contatto con quegli uomini soli invece di farsi umiliare? Ma cos’è, una sindrome, un bisogno di espiare, masochismo.
    Ho citato anche l’esistenza di diversi libri e di blog sugli stronzi e addirittura uno studio americano; dev’essere una qualità ricercata se c’è tanto clamore sui media e non mi sorprende che la tua conoscente dichiarasse espressamente che ne volesse uno così. Te l’ho detto, conosco donne insospettabili per aspetto e intelligenza che sono state “drogate” dalle perfide qualità di questi tipi. E’ evidente che – in generale, intendiamoci – qualcosa di speciale toccano questi soggetti dell’animo femminile. E’ quel qualcosa che mi piacerebbe scoprire, perchè è il contrario di quello che pensavo volessero le donne.

  • 8
    Luna -

    Ofiuco, dici che non fai lo stronzo ma che il tuo atteggiamento meno.dipendente attira le donne. Essere meno dipendenti e non “zerbini” come dicono alcuni sarebbe equivalente alla stronzaggine? Io non credo. A me non piacciono/attirano gli stronzi, non mi son mai piaciuti, mi piace la gentilezza e la sicurezza in se’ ma intendo dire il vero, positivo amor proprio, non la prepotenza. Il fatto che un uomo abbia delle passioni, interessi, che non mi veda in modo dipendente ma come la persona che ama e stima, amato e stimato, non mi fa pensare che mi ami meno. Se amo una persona e’ ovvio che il fatto che ci sia o no fa differenza, se c’e’ armonia tra noi o no, ecc ma se io considerassi di non esistere come persona sarebbe dipendenza e non semplicemente amare. idem se qualcuno lo pensasse di me.

  • 9
    Ofiuco -

    Mi aspettavo che una partecipazione maschile spostasse le ragioni verso l’istinto, e sono molto d’accordo sulla visione di Kid. Infondo gli istinti comadano e la ragione realizza, secondo i canoni e le consuetudini sociali, ma vediamo che spesso queste due entità creano quei conflitti che possiamo leggere sugli interessanti forum della rete e di questo blog in particolare. E’ evidente che certe caratteristiche stronziche sono viste dall’istinto femminile come tipiche di un maschio dominante, quindi capace, potenzialmente, di assicurare alla femmina il massimo rendimento in termini di investimento per il futuro. La cosa curiosa però è che i personaggi a cui mi riferisco sono quasi sempre solo dei millantatori, che fingono qualità che non hanno, ma le donne abboccano, anche le più sveglie spesso. Non credo di essere retorico se sostengo che un uomo degno di questo nome non ha bisogno di fare il guascone ne il finto duro per convincere qualche femmina, eppure funziona, modulando opportunamente la supponenza e la vanteria: c’è molta credulonità nel mondo femminile. Sembra proprio che molte donne siano attratte proprio dalle metaforiche piume del nostro pavone, anche se spennato alla fine non resta che un pollo; e che le nostre ragazze inoltre amino sospirare e soffrire nella ricerca dell’amore vedendo questo aspetto come una forma di romanticismo da eroina russa, poi però quando dovessero far capitolare il loro campione questo diventa scontato e noioso e cercano di nuovo quelle struggenti emozioni legate alla difficoltà della conquista. In pratica, secondo una logica inspiegabile, misurano il valore di un potenziale partner che piace secondo una scala di valori legata alla difficoltà della conquista, anzi piace sopratuutto se è difficile, anche se è solo un co....... Sembrano seguire istintivamente quasi una legge di mercato, per la quale tanto più “costa” quell’oggetto tanto più vale, senza accertarsi del vero valore effettivo. E’ un giudizio mondano più che altro. Questo è una delle ragioni per cui un maschio donnaiolo è comunque visto come appetibile da una donna in ragione di un confronto con le altre, come dire, se l’ho fatto mio ‘sto stallone rispetto alle altre, io sò la meglio. Poi resta vittima della stallonaggine e se ne lamenta. Boh
    Ho letto un bell’aforisma che riassume bene il grosso problema che abbiamo noi uomini di capire le donne, e che dice: “le donne non vanno capite. Vanno amate”. E a volte non si riesce neanche a farlo perchè non si sa mai come comportarsi con loro.
    Ciao

  • 10
    Luna -

    A parte che tutti hanno una personalita’, tutti, che ci possa piacere o no poi dipende, ho amato uomini che mi affascinavano per la loro personalita’,.per il loro modo di essere, ma non per questo erano stronzi. Il fatto che si abbia carattere entrambi e anche si discuta o si sia passionali non equivale a essere stronzi. Il fatto che si sia anche protettivi l’uno verso l’altro e sensibili o gentili non equivale a essere zerbini. un mio ex aveva il carattere che aveva e delle sue insicurezze che lo portavano a essere “stronzo” (o se vuoi semplicemente molto egoista). Quando me ne sono accorta dopo un tempo ragionevole di riflessione e “sentire” l’ho lasciato. Tuttavia ho anche bei ricordi di lui e di noi e non “che bello, quant’era stronzo!” ma ricordi positivi. In realta’ probabilmente era lui a non reggere il fatto che io non.fossi stronza ma autonoma. Che fossi estroversa ecc. Cmq sia mi ha voluto bene e io a lui, si fa quel che si puo’. Io non credo che la stronzaggine sia forza e la gentilezza e l’assertivita’ siano debolezza di carattere. Non mi ha mai sedotto la stronzaggine ne’ l’atteggiamento “per l’uomo.che non deve chiedere mai”. Non mi.seduce neanche chi ti chiede anche di legargli le scarpe (metaforico) o ha cosi terrore di restare solo che pare che si innamora di te solo perche’ potresti riempire un suo vuoto. Quando dopo molti anni il mio compagno (che non mi aveva sedotto tra prepotenza e stronzaggine o “non chiedere mai” ne’ era uno.zerbino) e’ andato in tilt di certo non l’ho amato di piu’ perche’ era piu’ “stronzo”. E c’e’ anche da dire che comunque nella sua visione, che lo porto’ anche ad andare in possessivita’, stalker, ripicca ecc io non ero “zerbina”. Anzi. Io eroprobabilmente quella che amava meno, pensa te… Il bisogno di controllo cosifica l’altro, ma al contempo se senti il bisogno.di controllare l’altro/a e’ perche’ pensi che altrimenti sia…. incontrollabile. – Avere “carattere” non c’entra .comunque con l’essere stronzi.prepotenti.per me, e peraltro esistono anche persone ..apparentemente straremissive dipendenti che te la cazzano con tutta la banda, con prepotenze meno evidenti o quando hanno finito il ciclo.parassitario. cio’ lo.dico perche’ cosa intendi per stronzo? Suppongo l’uomo.che non deve chiedere mai, che ti tratta con prepotenza, ti tiene sulla corda… ma la stronzaggine ha molte facce. La manipolazione, cmq, seduttiva (in senso di condurre a se’) per forza, senno’ non sarebbe manipolazione, che si tratti direlazione,. ….relazione, vendere un’aspirapolvere, farsi prestare soldi,. o far entrare un una setta. Poi se a qualcuna piacciono glu stronzi sempre,.sempre gli uomini sposati o che non chiamano mai. penso che se ha voglia puo’ andare a scoprire perche’..E potrebbevrisultarle utile

  • 11
    Ofiuco -

    Senza dubbio vi sono molte sfumature della cosiddetta stronzaggine, e elencarle tutte sarebbe inproponibile. Fa parte della unicità della persona dovuta agli incroci che si creano all’interno di una personalità. Ma c’è sempre una caratteristica che accomuna questi personaggi, ed è fondamentalmente l’egocentrismo. Il fatto che quell’aspetto caratteriale, spesso travestito da sicurezza di sè, venga visto da molte donne come una forma di forza, credo sia dovuto al fatto che parecchie di queste cercano un uomo che le protegga dalle proprie insicurezze, o perchè molto giovani ed inesperte o perchè stanno attraversando un periodo di debolezza psicologica. Non è un caso che lo stronzo, “abusi” del suo stile quando ha che fare con donne con quelle caratteristiche, infatti, come sostenevo, nel post precedente, è stronzo proprio perchè abusa del più debole.
    La cosizzazione, come la chiama Luna, con un termine molto apropriato, interviene con un lento lavaggio del cervello e della sicurezza personale della vittima, con un lavorio lento ma inesorabile, con il quale toglie autonomia al soggetto sottoposto. Esattamente il contrario di quello che dovrebbe accadere quando si ama una persona, o semplicemente le si vuole bene, cioè aiutarla a crescere. La vittima, perde così l’autostima di se, sia per la mancanza di sicurezza nella risposta sentimentale dell’oggetto amato (lo stronzo doc ricambia poco o niente) che per il lento impoverirsi della sicurezza delle proprie capacità, arrivando ad essere “dipendente” dall’altro, senza però sentirsi realmente realizzata. L’applicazione di questo metodo è variegata nei termini che spiegavo prima, secondo la tipologia e persino il genere dello stronzo. Da ragazzo, avevo una specie di fidanzata non particolarmente bella mentre io, secondo i canoni di allora e le sue aspettative, rappresentavo molto più di quanto lei sperasse. Dopo due anni di relazione non particolarmente entusiasmante, nel quale mi sentivo insoddisfatto pur “non mancandomi niente” da parte sua (mi riempiva di attenzioni quasi soffocanti) mi resi conto un giorno che tutte qulla dedizione era tendente ad impedirmi di crescere. La cosa scattò quando, nel tentare di pagare una bolletta in posta pensai subito che l’avrei fatta fare a lei. Mi fermai a pensare quanto fossi diventato un incapace, ma soprattutto perchè. Era stata messa in atto da lei la manipolazione di cui parla Luna, privandomi, con un apparente eccesso di dedizione della capacità di pensare e risolvere i problemi autonomamate. In questo modo lei, rendendosi indispensabile alla mia vita, non potendo vantare doti di aavvenenza, riteneva di legarmi a sè. Incredibile eh? Ecco un altro esempio di stronzaggine dissimulata. era una tecnica soft, tipicamente femminile. Quelle maschili sono più hard. ma sempre caratterizzate, abilmente e spesso in maniera innavvertibile, dall’egocentrismo e dall’opportunismo. Se non mi fossi reso conto di quella subdola strategia, oggi dovrei avere un ricordo bellissimo

  • 12
    Ofiuco -

    di quella mia ex che mi riempiva di “attenzioni”, ma che erano strumentali. Ecco perchè molti, anzi molte soprattutto ricordano spesso con nostalgia lo stronzo che ha approfittato di loro. Perchè lo stronzo è bravo nel fare il suo mestiere, sa come blandire la vittima restando al suo posto senza impegnarsi, e quando l’ha fregata questa non sa neppure di essere stata truffata, perchè non ha un parametro di riferimento diverso se non è stata amata come si deve, e quando dovesse accorgersene, spesso è troppo tardi.
    Lo stronzo è indolore al momento in cui ti frega, è come prendersi una ubriacatura, al momento ti da l’ebbrezza del sogno, il vomito arriva dopo.
    Saluti

  • 13
    rossana -

    Ofiuco,
    mi sembra vi siate spostati ad esaminare le generiche “qualità” dello stronzo.

    per me, le risposte denominatore comune a questa domanda: “Ma cos’è, una sindrome, un bisogno di espiare, masochismo.” siano essenzialmente:

    1) masochismo innanzitutto (che include scarsa autostima e che colpisce di più le donne degli uomini – si ama in tanti modi diversi, e non è detto che questo sia quello che dà minor soddisfazione inconscia);
    2) interpretazione pratica di un ruolo assegnato dal contesto sociale dominante (credo che ancora adesso sui libri dei primi anni della scuola elementare la mamma sia la santa che tutto offre e tutto patisce per il bene della famiglia);
    3) passaggi nei processi di crescita emotiva, in cui si può incorrere in visioni distorte dell’amore.

    se in una persona c’è sicurezza, difficilmente si cade in questo tipo di rapporti. se, invece, questa è carente, può capitare di restarne invischiate per sempre oppure, con un pizzico di fortuna e di maturità in più, riuscire a volgersi verso relazioni più appaganti.

    dissento, anche, in linea generale, dal concetto onnipresente di manipolazione. ci si fa manipolare quando si desidera esserlo. tutti, prima o poi, vediamo la realtà e, se continuiamo a viverla, è perchè in fondo ci sta bene o perchè non abbiamo sottomano valide alternative. dare la colpa agli altri, a mio avviso, significa non voler vedere i propri limiti.

    poi, ci si può disperdere in mille e più rivoli personalizzati, relativi alla storia di ognuno, ma questo non può che confondere ulteriormente…

  • 14
    Ofiuco -

    @Rossana.
    Sì, nelle tue considerazioni individuo delle componenti che predispongono alle condizioni di dipendenza di cui stiamo parlando, anche se non sono molto d’accordo che una condizione di sottomissione, più o meno accettata, e vista come una sottile forma di masochismo, sia necessariamente quanto inconsciamente desiderata, a meno che non rientri in una forma relazionale conclamata e ricercata. Diciamo che in alcuni soggetti,soprattutto femminili, anche a causa delle corrette ragioni che tu esponi nel punto 2, può esserci una tendenza a ricoprire quel ruolo loro malgrado, facendolo poi diventare quasi un’identità.
    Da quest’ultima situazione può derivare la condizione di manipolazione, che non sempre, quando è emersa nella coscienza di chi la subisce, è causa di ribellione, vuoi perchè in qualche modo si è raggiunto un nevrotico equilibrio nella posizione che ormai si ricopre e vuoi perchè subentra la sindrome dell’ergastolano, che rimesso in libertà si sente perduto.
    Nel mio post precedente raccontavo la storia della fidanzatina che abilmente mi aveva condizionato a dover dipender sempre da lei, anche per le cose più elementari, col fine di rendersi indispensabile. Io non mi sono reso conto della manipolazione, ma certo la comodità che ne derivava nel delegare a lei anche i compiti più banali, mi aveva portato a non pensarci neanche che potessi farla io quella certa cosa.
    Qui si tratta dell’azione di una femmina che si vuole aggiudicare un maschio che pensava essere appetibile per qualcuna più avvenente di lei, usando un metodo furbo, molto femminile in questo caso, cercando di trattarmi come un pascià. Poi ci sono maschi che hanno mezzi diversi e più hard come li definivo, sfruttando la debolezza di quella femmina per raggiungere lo stesso risultato di farla dipendere da lui continuando a mantenere i suoi privilegi maschilisti, abituandola ad accontentarsi di quello che passa “quel” convento, e rendendola convinta che di meglio non potrà trovare, avendole tolto subdolamente la sicurezza dei propri mezzi che lei probabilmente e candidamente sperava di trovare in quel maschio, che in realtà è solo uno stronzo opportunista.
    Nel primo (il mio) e nel secondo caso una manipolazione c’è, non necessariamente calcolata razionalmente, perchè lo stronzo è tale di natura, non ha nessuna reale voglia di dare ma ti fa credere che lo fa, abituandoti a delle diete affettive iper (me) o “ipocaloriche”. Per cui, bisogna valutare quanta autodeterminazione e consapevolezza della situazione può ancora esserci nel partner che è stato lentamente “istituzionalizzato”. Ci si accorge di essere manipolati quando si ha un parametro a cui rifarsi, ma se non lo si ha, e si ama quella persona, mai e poi mai ti aspettresti che questa ti voglia usare.
    Cosa diceva, credo, Leonardo da Vinci : “Ognuno lo core altrui dal suo mensura”. E in genere lo stronzo o la stronza abusa di questo genere di persone. Ecco perchè li chiamiamo così, perchè sono fatti di quel materiale

  • 15
    rossana -

    cercando “conforto” alle mie opinioni:

    “Nella donna la repressione dell’aggressività, prescrittale dalla sua costituzione e impostale dalla società, favorisce lo sviluppo di forti impulsi masochistici, i quali come sappiamo riescono a legare eroticamente tendenze distruttive rivolte all’interno.
    Il masochismo è dunque, come si suol dire, schiettamente femminile”.

    Sigmund Freud lo considera “essenza della natura femminile”, ma nel quadro della teoria della bissessualità il masochismo femminile è (anche) una possibilità immanente ad ogni essere umano (Laplanche, Pontalis).

    La teoria psicoanalitica classica postula una connessione intrinseca fra masochismo, passività e femminilità .
    Nella vita fantastica degli uomini e delle donne, la situazione femminile di “castrazione”, il rapporto sessuale passivo con un padre aggressivo (o con i suoi sostituti) e il parto suggeriscono tutti l’idea del piacere nel dolore.
    Il masochismo è femminile, qualunque sia il sesso in cui si manifesti.”
    (da: http://www.pepoli.it)

    “I comportamenti di alcune persone e, soprattutto nella sfera sentimentale, di alcune donne, sembrano chiaramente autolesionistici, inutilmente portati alla sofferenza, a volte persino piegati, oltre ogni ragionevolezza, all’umiliazione e al disprezzo da parte del partner. Questi comportamenti e atteggiamenti non sono ovviamente tutti della stessa entita’, ma si situano all’interno di uno spettro, possiamo dire, che va da sporadici e modesti tratti relazionali di sottomissione a veri e propri ‘stili’ comportamentali in cui la persona sembra ricercare, nel rapporto amoroso, tutto cio’ che la fa soffrire. (omissis)
    Poiche’ dobbiamo sempre tenere presente che la natura e la spinta profonda di un tale assetto psicologico e’ essenzialmente inconscia, noi potremmo avere una persona, ad esempio una donna per restare al nostro argomento, che vive ripetute relazioni sentimentali autolesionistiche ed infelici ma consapevolmente non le vorrebbe, sul piano razionale e cosciente desidera invece, in tutta sincerita’, trovare un partner adeguato a cui non sottomettersi e con cui vivere serenamente. La psicoanalisi ci ha insegnato da tempo che questi due registri, conscio ed incoscio, possono purtroppo convivere in piena contraddizione dentro di noi, portando avanti istanze del tutto diverse e opposte, ad esempio conscientemente possiamo sentirci attratti da A (supponiamo, il successo di una nostra iniziativa), ma inconsciamente remare contro verso B (lo scacco, il fallimento della stessa iniziativa), con il risultato di generare in noi un conflitto psichico inconscio. Lo stesso vale per le relazioni affettive: una persona puo’ consapevolmente ed in totale buona fede desiderare una vita sentimentale costruttiva ed appagante, ma inconsciamente ricercare proprio quel tipo di esperienze o di persone con le quali tali realizzazione e’ impossibile.”
    (da: http://www.MALdAMORE.it)

  • 16
    Luna -

    Ofiuco, quando non vi e’ uno scambio che in qualche modo si equilibra tra le esigenze dei due partners (sia pure con dei rapporti di dipendenza o “giochi di ruolo” piu’ o meno intercambiabili, che bene o male in ogni rapporto avvengono, anche in modo vantaggioso dal punto di vista funzionale) ma una vera e propria manipolazione quando una persona se ne rende conto vive un vero e proprio shock. Tanto piu’ se non ha mai pensato al concetto di manipolazione e non lo ha minimamente identificato prima la cosa e’ assolutamente destabilizzante (ovvio anche a.seconda dell’entita’ e durata e dei danni causati). Anche allorche’ la persona non nutra fiducia nel manipolatore il problema e’ che ne ha persa in se’, e non solo perche’ il manipolatore l’ha minata o ha contribuito a minarla, ma perche’ chi e’ stato manipolato si sente in colpa e dubita delle sue risorse e difese per averlo permesso. Se pensi che ci da’ fastidio quando riescono a fregarci con un’offerta speciale o un abbonamento o facendoci pagare troppo dal carozziere pensa come si sente chi e’ stato manipolato dal punto di vista emotivo, psicologico, sociale e dell’identita’ e immagine di se’. non.e’ solo che non si ribella comunque… e’ che il senso di spaesamento non riguarda solo l’esterno

  • 17
    Luna -

    qualcosa da cui spostarsi, a cui ribellarsi, ma l’interno. Ci si confronta con una sindrome post traumatica e se in casi gravi il paragone e’ con la sindrome dei reduci del vietnam… Chi ha subito veramente una forte manipolazione non ha solo un problema di amor proprio leso ma anche di decodificazione delle proprie sensazioni e della stessa realta’.. Poiche’ la manipolazione tende ad isolare chi prende coscienza di una cosa che lo spaventa si trova spesso a non avere interlocutori o a faticare (avere comunque la sensazione di, perche’ il suo malessere e’ molto serio) a farsi comprendere. Spesso parla tra se’ e se’ cercando nessi logici, il piano di realta’ ma il manipolatore non ha alcun interesse al fatto che il manipolato li veda e continua a ribaltargli davanti la realta’. Non e’ un caso se molte persone riescono a liberarsi nel momento in.cui portano il loro problema in una sede adeguata e protetta… ove cioe’ le loro istanze, sensazioni verranno considerate, i nodi sciolti con perizia e il manipolatore (o manipolatrice) sara’ fuori dalla porta, almeno fisicamente e non in viva voce. Se il manipolatore sa che cerchi “aiuto” di solito pero’ smonta la cosa, cerca di invaderla o la combatte. Ma molto spesso chi cerca aiuto tace. E in quello.spazio protetto inizia a trovare anche lo.spazio per ragionare. Cio’ sulla manipolazione, che non necessariamente si attacca al masochismo. anzi. proprio perche’ e’ una parassitosi. puo’ attaccarsi alla dipendenza, al desiderio di essere amati, accolti,.ad un concetto fuorviato di empatia,.a problemi famigliari, economici, ad una autostima non elevata preesistente o contingente, alla stanchezza, all’ansia, ad una fase di cambiamento, ma non necessariamente al masochismo. l’anziano manipolato non e’ masochista, e’ fragile o persino orgoglioso. Chi entra in una setta si sente straordinariamente accolto e confermato ecc… Chi prende un bidone va di fretta o e’ disattento ecc – Sulle qualita’ maschili: la protezione non fa rima con aggressivita’, la capacita’ di destreggiarsi nelle situazioni non con la paraculaggine, il fatto che mi piace che un uomo.sappia ripararsi l’automobile non significa che mi piaccia che mi maltratti brandendo uno spinterogeno, il fatto che possa sentirmi piu’ protetta sapendo che un uomo.mi.accompagna sin sotto casa la sera o che starebbe attento che non.ci siano energumeni in un locale e che nessuno mi torca un capello non significhi che mi piaccia (parlo come donna) chi e’ rissoso e si mette a tirare fuori aggresduvita’ anche per un parcheggio. cio’ in termini di possibili “qualita’” maschili. per contro se mio padre avesse vbevuto durante la mia infanzia potrebbe.sembrarmi meno.strano.che un uomo sia alterato e se fosdi stata apostrofata aggressivamente nel nucleo famigliare potrei avere un parametro di tolleranza inconsapevole molto.piu’ alto (ad. esempio). e persino non trovare tanto strano ma abile gabbare il fisco. Qste interiorizzazioni a volte sono note altre no

  • 18
    Ofiuco -

    Rossana e Luna, grazie per le ottime risposte. Devo dire che le indicazioni di Rossana e i link inviatimi spiegano molti di questi curiosi comportamenti femminili (principalmente) che spesso un uomo che li osserva dall’esterno li valuta inspiegabili. Come dicevo un pò per esperienza personale (con la fidanzatina in gioventù come parte attiva, e una mezza compagna più avanti, come parte passiva, cioè che ha subito il fascino dello stronzo) mi hanno fatto riflettere su questo fenomeno, che è più diffuso di quello che potessi immaginare. Infatti come dicevo in precedenza, ho scoperto molti blog e forum, che in un modo o nell’altro parlano di relazioni improntate a questi giochi di forze. Io non voglio generalizzare solo perchè sono stato testimone diretto ed indiretto di questo tipo di comportamento, ma scoprire che una donna che ritenevo equilibrata, come una mia (ormai) ex compagna e potenziale moglie, sia tornata a cercare un vecchio amore che non l’aveva mai ricambiata, che l’ha tradita più volte, l’ha usata come e quando gli piaceva facendosi i fatti suoi e nonostante avesse incontrato un uomo che la rispettava abbia preferito tornare alla carica con un egoista di quel genere, mi fa fortemente dubitare delle donne in generale. Oggi sono realmente prevenuto, e con la prossima donna che ho in vista sarò sicuramente più cauto nello sbilanciarmi. Sembra quasi che un certo tipo di donne amino più l’incertezza e la precarietà in un rapportoche non il contrario, anche se vanno dicendo che amerebbero avere una realazione tranquilla e stabile, ma quando dovessero averla raggiunta si stancano, e dopo un certo periodo di tempo ricorrono alla fantasia per recuperare certe emozioni, anche se queste sono solo illusorie.
    Io scommetto su questo forum che tra qualche tempo questa lei tornerà a cuccia da me con la coda tra le gambe, ma troverà la porta chiusa, perchè non tornerò mai con una donna così deludente sotto il profilo della dignità. Non sono neanche mortificato e neanche frustrato da quanto mi è accaduto, sono solo sorpreso, perchè non immaginavo che una donna preferisse chi la maltratta a chi la rispetta. Ma poi ho scoperto che esiste il fascino dello stronzo, e ho scoperto anche che questo genere di uomini (e donne, voglio essere equo) non scompariranno mai, perchè in fondo in fondo sono piuttosto richiesti nel mercato dei sentimenti, nonostante le conquiste civili e i progressi culturali nei confronti della figura femminile.
    Si vede che il desiderio di stronzaggine è un bisogno istintivo a cui molte persone non resistono. Non ho altre risposte, oltre le informazioni avute da voi.
    Cordialità

  • 19
    Andrea -

    I commenti sono numerosi e lunghi per cui ammetto di averli letti velocemente.
    Se posso intervenire, credo che molto sia stato detto nei commento 5, 6 e 7 di Marisa, Kid e Ofiuco.
    Il termine “stronzo” è troppo generico e spesso uomini e donne lo intendono in maniera diversa.
    Nessuna donna è attratta a priori dal vigliacco che viscidamente tradisce la moglie e fa poi il santarello, piuttosto dal: “per lei era sinonimo di determinazione e carattere ma non intendeva lo stronzo manipolatore o traditore ma semplicemente uno che si infervora un pò,questo,secondo lei,non la faceva annoiare” come scritto da Marisa.
    Carattere, indipendenza, talvolta sicurezza. Questa è spesso la miscela che scatena l’attrazione in un donna.
    Tuttavia a molte sfugge poi il passo seguente, ovvero che carattere, indipendenza e sicurezza, possono essere nelle mani di persone che pensano a soddisfare principalmente i propri bisogni.
    Per essere stronzi infatti (o stronze) bisogna avere in primis la caratteristica di essere molto più interessanti alla propria vita e alla propria felicità che non a quella della partner.
    Per questo non ne farei una colpa specifica delle donne. Istintivamente sono maggiormente attratte dalla forza che non dall’insicurezzasmette. Poi magari dando una possibilità ad entrambi i generi di uomo, la donna in questione potrebbe anche rimanere piacevolmente stupita dall’insicuro, ma poche hanno l’intelligenza e la capacità di vedere oltre.
    La stessa cosa capita a noi: di fronte a due ragazze, una bella, arrogante e di carattere, l’altra brutta, dolcissima e affettuosa probabilmente saremmo indotti a scegliere istintivamente quella bella, anche se magari la brutta sul piano umano sarebbe in grado di darci molto più affetto e amore.
    Cosa analoga capita alle donne. E molte donne accettano di pagare il prezzo che spesso è implicito quando si frequenta qualcuno di carattere.
    Credo che tutti si siano dimostrati stronzi/e almeno ogni tanto nella vita. Si è stronzi anche quando semplicemente non teniamo a un qualcosa per cui ci permettiamo di trattarlo con sufficienza, possa essere una fidanzata, un amico, un parente.
    Per fare un esempio banale è molto più facile, specialmente nell’adolescenza, che i figli siano stronzi con i genitori che non viceversa. Perchè in quella fase, i figli vogliono essere indipendenti e distaccarsi dai genitori, al contrario i genitori non vogliono lasciarli andare.
    Poi ovvio che generalmente le donne ti dicono: “a me non piacciono gli stronzi” e poi magari ci sono uscite, perché appunto c’è confusione sul termine.
    E secondo me spesso, l’attrazione per lo stronzo decresce con l’aumentare dell’età e dell’esperienza. Difficilmente una donna matura ha bisogno dello stronzo, è più un fenomeno in voga tra le ragazzine o tra le donne mai cresciute.

  • 20
    rossana -

    Andrea,
    concordo con tutto quanto hai scritto, ma in particolare sulle seguenti considerazioni:
    – “Carattere, indipendenza, talvolta sicurezza. Questa è spesso la miscela che scatena l’attrazione in un donna.”
    – “a molte sfugge poi il passo seguente, ovvero che carattere, indipendenza e sicurezza, possono essere nelle mani di persone che pensano a soddisfare principalmente i propri bisogni.”
    – “spesso, l’attrazione per lo stronzo decresce con l’aumentare dell’età e dell’esperienza. Difficilmente una donna matura ha bisogno dello stronzo, è più un fenomeno in voga tra le ragazzine o tra le donne mai cresciute.”

    se hai avuto modo d’imparare a conoscerli in tutte le loro sfumature, li eviti!

  • 21
    Kid -

    Mah , ad ogni modo se si frequenta una persona già sapendo com’è e che vita fà , si frequenta un innocente , moralmente parlando .
    Allora non lo si dovrebbe chiamare strxxo/a ma guardarsi allo specchio e darsi del/lla fesso/a.
    Tanta gente è convinta che dare significhi avere un riscontro dovuto.
    In realtà , come la natura umana è sempre ambivalente , così lo è ogni suo gesto . Nel più grande atto di altruismo , c’è sempre un altrettando grande fine egoistico . Attenzione , non un guadagno o un vantaggio ma l’esprimersi della propria natura . L’altruista è tale sia per la devozione agli altri , sia per il senso di appagamento e serenità o di giustizia che guida e conforta il suo animo ed il suo modo d’essere . In realtà potremmo dire per assurdo che tutto ciò che facciamo per gli altri , lo facciamo contemporaneamente anche per noi stessi , seppur questo non diventi evidente e con si colga dall’esterno.
    Più che lo strxxo/a , io “condannerei” , a seconda dei casi ,chi ci si affida .
    Per me , se non ingannano nessuno e parlano chiaro , son 1000 volte meglio di chi si spaccia per quello che non è . Anzi tanto di cappello. Un playboy o playgirl son molto più apprezzabili , liberi e puliti e dei classici “casa-lavoro” , “casa-chiesa” che poi sotto-sotto……
    Da ex stxxxo ma pulito ( con un pizzico di egoismo che mi è sempre rimasto addosso sotto certi aspetti ) , mi sento di poter sostenere con assoluta tranquillità d’animo questa tesi.

  • 22
    Ofiuco -

    Non c’è dubbio che le caratteristiche di indipendenza e sicurezza di sè siano fonte di attrazione per chiunque. La classificazione di stronzo però, a mio avviso, si addice a chi specula su questo effetto. Se un uomo o una donna vuole mantenere una sua indipendenza nel rapporto, mettendo in chiaro la cosa sin dall’inizio e si ritrova un partner che per una serie di motivi pende dalle sue labbra, ha due possibilità: speculare opportunisticamente, sfruttando da vigliacco la “debolezza” della controparte, oppure far capire che non è il caso di andare oltre. Personalmente da giovane ho vissuto momenti di questo genere, e sono certo di non aver mai tenuto sul filo del rasoio nessuna di queste pretendenti. Può darsi che qualcuna di queste mi abbia considerato uno stronzo perchè non ne ho assecondato le speranze, ma so per certo che non ho illuso nessuna, quindi mi ritengo a posto con la coscienza. Quando invece avessi giocato con i sentimenti dell’altra parte dando qualche speranza, cercandola quando avevo bisogno, sfruttando quei lati del suo carattere per trarne un vantaggio di qualunque genere, ma non dando in cambio niente, allora sì che sarei stato uno stronzo. Quello che accade a molte ingenue fanciulle è che non sanno cogliere il momento di passaggio da uno stato all’altro. Inoltre lo stronzo agisce da oppotunista quando la pera è cotta, quindi in una condizione di “bisogno”, per la quale la parte debole si accontenta anche delle briciole pur di avere uno straccio di attenzione dall’amato. Ecco perchè poi vedi, speciamente donne, lamentarsi di aver buttato via anni e anni di inutile amore, inutile perchè l’amore è inutile quando non è ricambiato. E’ come innaffiare un terreno sterile dove non nascerà mai niente. Mi viene in mente la bellissima canzone di Califano cantata dall’indimenticabile Mia Martini, “Minuetto”. Non c’è migliore rappresentazione poetica dello stronzo e della vittima di questo. Ma non ci saranno canzoni nè esperienze nè tantomeno miglioramenti dell’identità femminile a consentire la scomparsa di quella categoria, maschile soprattutto, perchè l’istinto femminile vedrà in quelle caratteristiche (sbagliando regolarmente) una forza e una sicurezza virile utile, ma disegnata migliaia di anni fa per un mondo che non assomiglia in nessun aspetto a quello odierno.
    Andrea parla degli adolescenti con pertinenza. Ecco, la similitudine calza a pennello. Quel tipo di individui restano perennemente adolescenti, ma trovano sempre chi è disposto a dargli spazio.
    Con una diffrenza, che il vero adolescente cresce gioco forza, e se ha veramente carattere saprà come relazionarsi con gli altri, lo stronzo no, perchè è giustificato nel suo comportamento da chi lo asseconda senza fargli mai notare quanto sia realmente stronzo
    Rossana, è vero che le giovani donne sono maggiormente vittime di questi cialtroni, ma lo sono statisticamente anche quelle mature. Se non direttamente possono esserlo nel ricordo. Perchè lo stronzo non si dimentica. Lo sai.

  • 23
    rossana -

    concordo con il post n. 21 di Kid.

    a mio avviso sono abbastanza rari i veri e propri manipolatori e le vere e proprie manipolatrici. questo presuppone un intento a monte, preciso e determinato, un’attitudine quasi diabolica degna di obiettivi più consistenti che non l’uso fisico e/o emotivo di una persona.

    nella maggior parte dei casi sia gli “stronzi” che le loro “vittime” non fanno altro che esprimere la loro natura oppure saziare loro reciproche, più o meno momentanee, lacune e/o bisogni.

    eccezion fatta per le persone molto giovani, alle prime armi, facilmente abbindolate da altre molto più vecchie o più esperte di loro. queste possono non rendersi conto subito di essere strumentalizzate; tutte le altre, se lo sono, è perchè in qualche modo accettano di esserlo.

  • 24
    Ofiuco -

    Sì Rossana, in fondo nel mio post, contemporaneo a quello di Kid, vi sono molti punti di contatto con la sua visione delle cose. Io aggiungerei, parafrasando un famoso proverbio, che è l’occasione che fa l’uomo ladro. Lo stronzo diventa tale se l’occasione gli è favorevole nel momento in cui trova l’agnellino da sbranare, ma perchè è un vigliacco. La vigliaccheria sta in questo comportamento opportunistico, indice sempre di scarsa qualità umana.
    Certo si può trovare il Pinocchio della situazione, ingenuo e credulone, al quale far credere che piantando gli zecchini questi daranno i frutti, ma non è detto che questo non sia in buona fede. Il burattino di Collodi, in quel caso, voleva speculare a sua volta e si è meritata la fregatura. Invece credo che raramente innamorandosi di un potenziale stronzo ci si aspetta di essere “usati” da questo. Non si decodifica l’atteggiamento egocentrico e sicuro di sè di solito tipico di questi personaggi con il futuro comportamento che questi avranno. Specie nelle donne quel tipo di carattere ostentato è una forte attrattiva sessuale per i motivi atavici che abbiamo accennato, non si aspettano un mediocre ladro di sentimenti, anzi, al contrario: un uomo con gli attributi.
    Il punto è che il messaggio che la vittima si aspetta non è quello che in realtà arriva. In genere quest’ultima gioca a carte scoperte mentre lo stronzo bara scientemente. La naturale predisposizione dell’innamorato vero ad accettare e “tollerare” le frequenti eccezioni ad un rapporto onesto, che lo stronzo subdolamente impone, sposta il senso critico di chi subisce nell’area della sottomissione forzosa. Forzosa in quanto la perdita di autostima che nasce dalla continua accettazione delle eccezioni rispetto alle aspettative, fa scendere il valore delle proprie “azioni” ai propri occhi.
    Ecco perchè ritengo che sì, a volte si formano in quei rapporti dei ruoli intimamente cercati (il sado masochismo è molto presente anche in rapporti ritenuti “sani”), ma se nello stronzo esiste una “costituzionalità” innata non è detto che la vittima cerchi sempre, seppure inconsciamente, proprio di essere tale. E’ il lento lavorio che il seduttivo truffatore fa per venderti la propria merce avariata che porta a quelle conclusioni. Con l’aggravante morale che ha di fronte qualcuno che crede in lui, quindi disarmato. Questa è la differenza tra il play boy descritto da Kid e il vigliacco descritto da me. Il primo non rientra nella categoria, il secondo in pieno, e la onora.
    Ciao a tutti

  • 25
    rossana -

    Ofiuco,
    non nego che “Lo stronzo diventa tale se l’occasione gli è favorevole nel momento in cui trova l’agnellino da sbranare”, nego che si tratti sempre di vigliaccheria: potrebbe essere anche soltanto un proprio modo di essere, non del tutto allineato ai concetti sociali di positività, che ben s’incastra nel modo di essere emotivamente carente della controparte (altrimenti non ci potrebbe essere nessun inizio di storia).

    forse non vedo il male quanto sarebbe necessario ma, a mio avviso, se non c’è una grande differenza d’età o di esperienza fra i soggetti, anche la “vittima” ha la sua parte, magari inconscia, di partecipazione alla “funesta impresa”, destinata all’apparente infelicità o allo scacco. ammesso che alla “vittima” s’intenda riconoscere per lo meno un’intelligenza e una formazione medie.

    è poi scontato che tra il comprendere razionale e l’agire emotivo possa esserci grande differenza ma questa difficoltà per me s’iscrive piuttosto allo stato di necessità della vittima più che non alla volontaria capacità di dominio dello stronzo.

    mi rendo conto che la differenza fra i due diversi punti di vista è molto sottile. non intendo convincere nessuno ma soltanto affermare una personale opinione, che tende a mantenere un equilibrio di buona fede in entrambe le parti e a non giustificare sempre e comunque la cosiddetta vittima.

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