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Scambio di coppia, il gran ritorno

di Seb

Riferimento alla lettera: Da qualche giorno mi sono iscritto a questo sito. Volevo aggiungere la mia opinione al dibattito tenuto qui, ma non ci sono riuscito, per cui, pur riferendomi a TUTTO quanto letto, apro un nuovo articolo di discussione. Ebbene, nessuno si è chiesto come mai tanti opinionisti solo per criticare la...
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4.815 commenti

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  • 2451
    CoppiaBiricchina -

    Dott50, ho letto con attenzione ed interesse quanto da te scritto e credo che sia giusto fare alcune riflessioni: prima di tutto l’utilizzo del “tu” nel nostro dibattito in quanto, anche se a te così è potuto sembrare, non sono un esperto, e la mia cultura è lacunosa, incompleta ed assolutamente inadeguata, e proprio per questo le nostre espressioni non devono assumere un aspetto qualitativamente disciplinare; inoltre, i termini “istinto” e “pulsione” stanno generando un po’ di confusione e forse qualche incomprensione, pertanto reputo sensato continuare nel perseguire un percorso analitico esaustivo sulla strada intrapresa, anche se così facendo, essa risulterà più lunga e difficoltosa. Comprendo che il nostro interesse è quello di interpretare nella maniera più corretta possibile lo SCAMBISMO nella sua accezione più ampia e reale, ma non vorrei che ci trovassimo in disaccordo e, dopo un’infinità di invettive, scoprire che dicevamo la stessa cosa, condizione non rara dal verificarsi nella realtà.
    Ritornando quindi a noi, il termine ISTINTO si riferisce ad un comportamento automatico e quindi non è frutto né di apprendimento, né di scelte personali ma è fisiologico nel nostro stesso organismo (le nostre cellule contengono in sé meccanismi di riproduzione e sopravvivenza come la già citata strateggia K), mentre la PULSIONE si riferisce a quei meccanismi messi in essere dalla nostra specie per riprodursi e sopravvivere ad un livello più individualistico e mentale (si tratta quindi di fattori psicologici). Facciamo un esempio specifico per il nostro caso, anche se in maniera alquanto semplicistica e fantastica, ma giusto per avere un’idea univoca su ciò che intendiamo: la premessa è che l’Es desidera soddisfare il proprio principio del piacere attraverso il sesso, ad esso non interessa assolutamente nulla con chi lo facciamo, quando e come, a lui importa solo dare soddisfazione a questo bisogno di piacere. L’Io che è in collegamento con il mondo esterno attraverso i sensi, analizza ciò che lo circonda alla ricerca di una condizione che possa soddisfare questo bisogno. Esso vuole soddisfare la richiesta in atto, ma non si fida molto e teme che la realtà circostante non sia adeguata, pertanto, utilizzando i programmi ricevuti geneticamente e perciò diremo istintivi, cerca di mediare la realtà vera, trasformandola in una realtà posticcia che presenta all’Es affinché si calmi un po’, almeno fino a quando non si è trovata una condizione favorevole che corrisponda a quanto impartito dai suoi programmi genetici che servono a preservare la sicurezza individuale. Senza questa mediazione, l’Es salterebbe addosso a chiunque, anche sulla ragazza di quell’energumeno che la stringe a se passandoci accanto, con conseguenze prevedibilmente disastrose. L’Io invece fa si che l’immagine di quella donna stupenda, ci appaia brutta come la fame, così l’Es si calma ed aspetta impaziente che l’Io gli trovi una donna almeno decente.

    Continua

  • 2452
    CoppiaBiricchina -

    Nel suo lavoro di ricerca e valutazione, l’Io, avendo ora un momento in cui c’è un po’ più di calma, si avvale anche della consulenza di un super tecnico, il Super-Io il quale ha studiato ad Oxford e gli consiglia sul da farsi da vero esperto. Ciò che scaturisce da questa collaborazione è la PULSIONE.
    La pulsione quindi, si avvale di schemi appresi durante gli insegnamenti ricevuti dai propri tutori, quindi da genitori, parenti, insegnanti, preti e quant’altro, e perdura nel tempo lungo l’intero arco di sopravvivenza della nostra specie, cioè dalla cultura sociale in cui ci siamo formati.
    Come si evince da questa fantasiosa ricostruzione, il tuo chiarimento, anche se fondamentalmente corretto, lasciava alcune insidiose lacune che possono portare a cattive interpretazioni.
    Per concludere quindi, diciamo che l’istinto è quella voglia animalesca di fare sesso, che guarda solo se c’è una donna disponibile per l’accoppiamento, senza porsi tanti problemi. La pulsione invece ha bisogno di soddisfare anche il nostro buon Roberto che ci richiama al dovere morale appreso durante le lezioni di catechismo e che il nostro Super-Io diligentemente ci rammenta.
    Alla luce di quanto fin qui detto rivediamo l’ultima parte del tuo intervento. Non è che la pulsione sia afinalistica e l’istinto no, entrambe vogliono arrivare allo scopo, cioè al fine di sco...., ma la pulsione si pone il problema della conservazione della specie perché influenzata dalle condizioni socio-culturali dell’ambiente che ci contiene ed in cui si è nati, mentre l’istinto non se ne po’ fregà de meno.
    Ma la tua affermazione: “La PULSIONE SESSUALE non c’entra un bel nulla con la scelta sessuale mono o poligamica che dipende solo da regole”; pone un’altra questione che per la nostra indagine è più stringente: la scelta in un rapporto monogamo o meno è strettamente culturale oppure, alla luce di quanto detto nei post precedenti può assumere un valore genetico?
    Alcune indagini scientifiche, come ad esempio quelle precedentemente postate, sembrano confermare la possibilità dell’esistenza anche di questa seconda ipotesi, quasi come se le informazioni culturali perduranti nel tempo potessero inglobarsi in qualche misura in quelle genetiche e perciò divenire addirittura fisiologiche, perdendo così il loro valore squisitamente culturale. Se dovessimo riuscire a confermare quest’ipotesi, potremmo trovarci nella condizione che, essere monogami o meno, può derivare tanto dal dettato dell’istinto che da quello della pulsione, sia in modo inclusivo che esclusivo. Questo naturalmente cambierebbe alquanto le cose, non credi?
    Spero con questo di aver fugato sufficientemente ogni possibilità d’incomprensione, se ritieni che invece qualche passaggio sia in qualche modo ancora insoddisfacente, ti prego d’indicarmelo prima che si possa proseguire oltre, in quanto ritengo significativo stabilire se lo scambismo sia solo una trasgressioni alle regole sociali oppure se in esso vi sia anche una valenza fisiologica

  • 2453
    Roberto -

    CoppiaBiricchina, ti è mai venuto in mente di analizzare a quanto diavoli possono diventare i dottori quando divengono compulsivi con le donne importanti? Dai un occhiata ai film dove si comportano come dei merlini o pagliacci e non riescono nemmeno a toccare una donna che si dedica a dare sesso ai suoi amici. Tutto ciò che possono fare è sbirciare sotto le gonne. Questi tipi buffi, se lo vuoi sapere, sono i peggiori componenti di culti massonici che spiano sempre sulle attività dei fratelli di Gesù per attaccarli con la legge. Fatto strano è che non sono per niente buoni nè meglio dei cattolici perchè generano certi cavolo di diavoli di governo che uccidono chiunque oppone il loro governo e loro fanno finta di nulla ed evitano di arrestare i loro diavoli. Per cui non credere che dall’altra parte ci sia vero amore ma puoi facilmente essere amico con dei falsari che dicono di essere angeli di luce e parlano di amore.

  • 2454
    Aldo -

    La colpa non è di Roberto, ma di chi gli da retta seguendolo nei suoi ragionamenti farneticanti su Gesù e company…

  • 2455
    ste -

    E’ un po’ che non scrivo e sicuramente mi sarò perso qualcosa.
    Sono cattolico praticante anche io, con questo vorrei intervenire con due concetti molto importanti che stiamo tralasciando.
    Il primo riguarda il caro Roberto, cattolico come me, il quale però dovrebbe un attimo cercare di moderare i toni, noi uomini di fede (parolone) non siamo stati generati per condannare gli altri, ci dobbiamo limitare a diffondere i valori Cristiani, ma c’è da aver rispetto per tutti coloro che non la pensano come noi, dall’altro lato sono poche le persone, che si professano atee o agnostiche, che però hanno interesse a conoscere/capire perché tanti milioni di umani come loro credono in un Dio.
    Il fatto di credere/non credere dovrebbe essere motivo di incontro e non di scontro…

    Il secondo concetto, sul quale vorrei essere più esaustivo possibile, riguarda quanto scritto nella bibbia.
    In chiesa prima di leggere il Vangelo si fanno tre piccole croci, una in fronte (la parola va compresa), una sulla bocca (la parola va divulgata), una sul cuore (la parola va vissuta)…
    Tutto ciò che è scritto va quindi capito, divulgato e vissuto. La religione non è nient’altro che una guida.

    Ho visto scritte le parole pulsioni e istinto, bhe prendendolo MOLTO alla larga si potrebbe arrivare a dire che la religione punta a controllare pulsioni e istinti, altrimenti saremmo ancora ai tempi della pietra…GENERALIZZO: se abbiamo un rivale in amore, ad esempio, l’istinto e la pulsione mi porterebbe a scontrarmi col nemico, fino ad ucciderlo, per non avere più concorrenza, il cristianesimo da due semplici regole…NON UCCIDERE, e NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI…basta rispettare le due regole e non si creano conflitti e l’umanità va avanti serena e tranquilla…

    E’ tutto qui, un “fare” e “non fare…”
    Il cattolicesimo dice no alla poligamia semplicemente per evitare conflitti e questioni morali, e tutto ciò ha radici molto lontane, ma non si può dire che la monogamia sia una condanna per l’uomo, come ho letto tra le righe di qualche post, questo è un’esasperazione tanto quanto pensare che l’uomo di natura è “scambista”, perché allora se l’uomo deve seguire sempre l’istinto lo deve seguire in tutti gli ambiti della vita, non solo nel mondo sessuale (dove ovviamente ci fa comodo), istinto è rubare al più ricco, istinto è accoppiarsi come e quando e con chi si vuole, istinto è uccidere il rivale, istinto è cercare di prevalere sul più debole…allora: siamo uomini con coscienza e intelletto? O siamo animali da cortile istintivi e pieni di pulsioni incontrollabili?
    Siamo sicuri che senza le religioni ci sarebbe un mondo migliore? Non potrebbe essere anche peggiore?

  • 2456
    CoppiaBiricchina -

    Aldo, non voglio essere tacciato di colpe che non sento d’avere, io desidererei che ogni essere umano venisse ascoltato e ad ogn’uno di essi venisse data risposta, qualunque condizione occupi, anche quando, e purtroppo succede, facciano male ad altri, in particolar modo se sono a loro volta vittime inconsapevoli [per Roberto: questo è Amore, in quanto rispetta l’individualità altrui, mentre quello di un essere trascendente (o meglio, dei suoi ministri) che bandisce coloro che non seguono il suo verbo, mostrando la poca stima che ha verso la loro personalità, non lo è].
    Cerchiamo però di fare il punto del nostro dibattito, e vediamo quali conclusioni è possibile trarre da quanto detto fino a qui. Il fulcro della discussione si è incentrato su un semplice assunto: lo scambismo è un fenomeno deprecabile; la monogamia è detentrice di un valore in sé. La partigianeria dei due schieramenti in lizza, tenta di addurre le sue ragioni desumendole da proprie convinzioni culturali ed è perciò che io ho tentato di evidenziare gli aspetti del fenomeno, distinguendo i fattori che si possono far risalire a qualità funzionali e perciò non pertinenti alla condizione di biasimo, distinguendoli da quelli potenzialmente riprovevoli. Concentrandoci su questi ultimi è stato possibile evidenziarne gli aspetti legati più intimamente a questioni di scelte faziose, distinguendoli da quelli più oggettivamente connessi al puro bisogno vitale. In questo percorso si è reso necessario determinare anche la qualità della questione morale, individuandone i valori legati all’oggettività della disputa, evidenziando l’aleatorietà della cultura in cui essa si espleta.
    Nel nostro percorso abbiamo constatato che il ricorso a rapporti di promiscuità non è sempre conseguenza di dettami sovversivi e quindi potenzialmente condannabili, ma spesso è legato a fattori biologici e perciò non qualitativamente riprovevoli. Nella realtà questa deprecabilità ha una valenza sospetta proprio per il fatto che la cultura che impone tale disapprovazione è un fattore umano e quindi manchevole di universalità.
    A supporto di questa mia tesi sono state addotte diverse risultanze scientifiche che evidenziano la qualità oggettiva di molti fenomeni. Ad esempio si è potuto evincere che un rapporto promiscuo ha spesso origine in motivazioni fisiologiche di sopravvivenza. In definitiva a me pare che la promiscuità, in qualunque forma la si attui, escluso naturalmente quelle irrispettose della individualità altrui, è perfettamente ed oggettivamente legittima, se non addirittura necessaria.
    X Roberto
    Possibile che non ti sovviene che la distinzione che fai tra i diavoli che cospirano il verbo di Gesù e gli angeli falsari è pura partigianeria e non è sorretta da alcuna oggettività? Io ritengo che la tifoseria, di qualunque specie essa sia, può solo essere distruttiva e quindi da aborrire ad ogni costo. L’amore costruttivo è il solo auspicabile in quanto sintonico con la vita che si evolve.

  • 2457
    dott50 -

    X Coppia Biricchina
    concedetemi qualche giorno di tempo per rinverdire le mie oramai sbiadite rimebranze sulla Psicoanalisi.
    X Ste
    sono ben accette le persone moderate e Tu mi sembri tale, peraltro ho già in casa chi la pensa come Te e che mantiene alto il livello di discussione sul tema.
    X Aldo
    Vale la pena?

  • 2458
    CoppiaBiricchina -

    Ste, io diffido da tutto ciò che viene dato per dogma. L’aspirazione più grande di un imbroglione è essere creduto in tutto ciò che dice, in quanto significherebbe per lui avere gioco facile sugli altri. Quello che intendo dire è che le cose che sono in sintonia con la natura, quindi basate su leggi non variabili e modificabili e perciò rilevabili e dimostrabili è senza dubbio sano, tutto il resto è frutto di umana fallibilità, anche se motivato da buone intenzioni. Se al mio cospetto si pone una persona umana pari a me, e pretende di dire cose per assunti per nulla verificabili, al solo scopo di porsi ad un gradino più alto del mio, io potrei soltanto compatirlo ma assolutamente non seguirlo nelle sue esternazioni.
    Quando tu scrivi: “Il secondo concetto, sul quale vorrei essere più esaustivo possibile, riguarda quanto scritto nella bibbia.”, beh! Per me è già motivo sufficiente per non seguirti (non esiste libro umano fondato su dogmi, che non possa essere confutato), ma io rispetto il prossimo mio e quindi mi predispongo a seguire il prosieguo del tuo dibattito, ma ti avverto che in me si è già generato un moto di diffida.
    Se adoperi termini come “divulgare” (usato ad indicare la diffusione di un verbo, aggiungerei “imporre”) e “controllare”, che sono sintonici con argomenti usati in tempi bui da uomini legati indissolubilmente ad un potere, di qualsivoglia natura, i quali imponevano appunto, a forza la loro legge; mi si raggela il sangue.
    Il semplice accostamento dei termini “dogma”, “credenza” e “fede” sta ad intendere che non vi sono basi naturali e scientifiche, e ciò ha più volte causato danni e sofferenze e principalmente ha frenato un’altra legge naturale che è l’entropia, in particolare quella legata all’evoluzione nel conoscere, a tal proposito è emblematica l’esperienza di Galilei.
    Una legge divina, riportata da umani, che si oppone ad una legge naturale, pertanto scritta dalla stessa mano divina e non interpretabile ma solo verificabile, è una contraddizione in termini assolutissimamente da aborrire. Se io avessi continuato a credere che la terra era il centro di tutto e l’uomo, il centro del centro, nonostante Galileo Galilei (costretto tra l’altro ad abiurare alla sua stessa scienza), e nonostante la riproducibilità dei calcoli che ci hanno permesso di andare sulla luna e vedere il mondo nella sua vera essenza, sarei un pazzo. Così potrei giudicare te se continuassi a credere che l’uomo è qualche cosa di diverso e superiore dagli animali da cortile da cui discende, nonostante le evidenze scientifiche che questo affermano.
    Se il nostro dibattito deve proseguire su queste basi, non credo ci possa essere un gran futuro sul suo prosieguo. Prova piuttosto tu a rispondere a questi interrogativi: Dove si trova scritto che l’uomo deve sottrarsi e controllarsi da istinti e pulsioni? Perché l’uomo dovrebbe rifuggire al piacere che per natura gli è concesso?
    Continua

  • 2459
    CoppiaBiricchina -

    Se fossi un credente, invece di “divulgare” un verbo che non sappiamo se è vero, anzi che è sempre più difficile sostenere grazie alle continue confutazioni comprovabili, mi porrei il problema di rispondere alle mille domande che la chiesa, nella sua essenza pone, come ad esempio: come mai la chiesa cristiana ed in particolare quella romana detiene il verbo e le altre sono per essa abbassate a semplici credenze, oserei aggiungere, con una nota di sdegno. Naturalmente la cosa è reciproca per altre religioni, ed è per questo che si fanno la gran parte delle guerre. Perché un sant’uomo che ha avuto la “disgrazia” di nascere lontano da Roma e perciò impossibilitato a conoscere il suo verbo, mettiamo in Cina, dovrebbe essere condannato alla non salvezza. Qual è la ragione che chi possiede il “dono” di credere è destinato ad essere superiore agli altri. E così via andare.
    Un’entità divina trascendente, soprannaturale, immortale, immanente, onnipotente, onnisciente, onnipresente e addirittura descritto in qualità limitative come ad esempio “perfetta bontà” che naturalmente esclude nella sua essenza il naturale continuum del suo opposto, non può che essere indifferente all’umanità nella sua interezza, pena la decadenza delle sue stesse qualità. In definitiva non è concesso credere a ciò che non può esistere se non nella mente umana come incauto pensiero. Anche se volessi considerare il suo verbo come necessità morale umana, non mi sarebbe consentito arrogarmi il diritto di diffondere questo insegnamento se non come autorità rappresentativa, comunemente eletta. Forse però sono troppo influenzato da valori democratici in cui fermamente credo, ma una dittatura mi è troppo odiosa perché possa scientemente considerarla e mi è quindi impossibile prendere in debita considerazione i suoi ministri che altro non fanno che proteggere i loro propri privilegi.
    Come ho già avuto modo d’esprimere, la logica è materia scientifica che esula da valori teologici e ad essa poco affini.
    Se il nostro dibattito verte sul senso dello scambismo, mi chiedo perché tutte queste ingerenze religiose che nulla hanno a che fare con esso? Per concludere l’intervento, mi sembra utile riprendere l’ultima domanda posta: “Siamo sicuri che senza le religioni ci sarebbe un mondo migliore? Non potrebbe essere anche peggiore?”; La risposta è indubbiamente Sì, il mondo senza religione sarebbe sicuramente migliore, ed è possibile verificarlo in ogni dove essa non esista, dai vari agglomerati animali che vivono con solo la loro entità, raccogliendo solo quello che gli è dato raccogliere, alle comunità atee, perfino nei monasteri buddhisti, denominati impropriamente religiosi dato che non adorano alcuna divinità ma sono solo ad esperire le qualità umane.
    Tutti luoghi dove è possibile raccogliere una qualità individuale sicuramente superiore alla nostra.

  • 2460
    Roberto -

    x Paolo,
    Tu scrivi:
    X Roberto
    Possibile che non ti sovviene che la distinzione che fai tra i diavoli che cospirano il verbo di Gesù e gli angeli falsari è pura partigianeria e non è sorretta da alcuna oggettività? Io ritengo che la tifoseria, di qualunque specie essa sia, può solo essere distruttiva e quindi da aborrire ad ogni costo. L’amore costruttivo è il solo auspicabile in quanto sintonico con la vita che si evolve.

    Io ti rispondo con la logica e non con le opere di parte. Allora se come tu dici tutti sono buoni dimmi perchè tanti di loro si danno un gran da fare per far arrestare i fratelli di Gesù. Perchè sono sempre con le persone di legge attorno a loro e perchè si fanno informatori? Perchè si vendono ai servizi segreti anche per spiare dentro la Chiesa? Perchè fanno massonerie che hanno come intenzione il controllo dei mass-media e dunque le accuse contro i fratelli mentre ignorano droga e corruzione della loro parte? Chi ha amore non si preoccupa di tali cose ma fa qualcosa di tangibile per chi ha bisogno. Chi ha amore non difende dei diavoli con sistemi legali.
    Tu mi parli della Cina. Bene! Tu non potrai mai sapere chi è un diavolo e chi non lo è in Cina. Il motivo per cui non puoi saperlo e che non sai esattamente chi sbaglia e chi fa giusto anche perchè non dici tutta la verità ma continui a coprire le spalle di chi, attraverso la legge e la scienza, fa ministre di strega. Quello non è vero amore.

  • 2461
    CoppiaBiricchina -

    Al mio precedente intervento aggiungerei: se non fossero esistite le religioni, ma anche tutte le altre formule di potentati, quanti milioni e milioni di morti in meno ci sarebbero stati nell’umanità, forse neppure una, delle guerre avute sarebbe scoppiata. Sì, senza religione si vivrebbe meglio, e lo dico con sempre crescente convinzione, anche se probabilmente ci sarebbero state altre formule di sofferenza, del resto l’uomo è sadico, ricordiamo la pulsione di morte (Thanatos) del nostro buon Freud ed ancor prima di Empedocle con la sua forza del Male (Odio o Discordia).
    Il dualismo tra Eros, l’attività psicologica di creare organizzazioni della realtà sempre più complesse o armonizzate (Eros è cioè la vita), e Thanatos che tende a far tornare il vivente a una forma d’esistenza inorganica (quindi è la morte), questo dualismo dicevo, è l’essenza psichica dell’essere umano (ma solo di esso?). Il ricorso ad Eros, al principio del piacere è quindi alla base della vita, che per la biologia è la condizione propria della materia vivente, la proprietà emergente dell’organismo, una “forza vitale” assolutamente non astratta.
    In pratica, negare il principio del piacere, come tenta costantemente di fare la chiesa, significa negare la vita,del resto in essa si pratica il celibato e la castità, fattori assolutamente ricusatori della vita.
    In un interessante libricino intitolato “Il mito della monogamia. Animali e uomini (in)fedeli” di Judith Lipton e David Barash, i quali, con giocosa ironia, ma in base a serie ricerche scientifiche in zoologia comparata, etologia, biologia evoluzionistica, e grazie a nuove tecniche di indagine molecolare, e sull’uomo, scompongono l’ideale monogamico, mostrando come, in particolar modo proprio in quelle specie ritenute monogamiche, la regola è lo scambio dei partner.
    Se io volessi convincere allo scambismo solo attraverso dogmi, avrei vita facile con tutte le evidenze scientifiche di cui oggi disponiamo, probabilmente più di quella messa in essere dai sacerdoti che hanno dovuto inculcare l’indimostrabile, anche se si rivolgevano ad incolti creduloni d’un tempo, semmai con il racconto di qualche mirabolante miracolo, realizzatosi si dice, qua e là, e basandosi soprattutto sulle debolezze specifiche di quel tempo.

  • 2462
    ste -

    x coppia birichina

    io non voglio e non posso decidere cosa sia giusto e cosa sia sbagliato a questo mondo, reputi le leggi della natura le uniche “regole” da seguire? Bene accomodati…
    Io ritengo che tutto ciò che ci è concesso a questo mondo è frutto del lavoro di uomini vissuti centinaia e migliaia di anni fa, non della natura che si è evoluta, altrimenti la carne te la andresti a cacciare nei boschi e non la compreresti al bancone dei surgelati all’esselunga…in modo assolutistico il più grande dogma che tutti abbiamo è il denaro…e pochi si ribellano al dio denaro…
    Ripeto: se sei così fortemente legato alla vita senza dogmi, imposizioni, regole, etc, accetti di vivere TUTTI gli ambiti della tua vita in questo modo (non solo il sesso animalesco), a questo punto avrei diritto di credere che non credi nella sovranità dello stato, il quale IMPONE delle regole (anche contro-natura), come ad esempio la monogamia, non puoi sposare più di una donna in Italia, e poco centra la religione, sono regole di vita sociale (PUNTO)…peccato che in qualche club privato (mascherato da discoteca o centro benessere) venga concessa la possibilità di scambiarsi le mogli per “gioco”..
    Ripeto per l’ennesima volta, che pulsioni e istinti è corretto e normale che ci siano, ma l’intelletto e la coscienza ci sono state date per interpretare e frenare tutto ciò che ci lega ancora al mondo animale, se siamo andati sulla luna dobbiamo ringraziare proprio quel controllo di istinti e pulsioni che si trasformano in ragionamenti e metodi scientifici, altrimenti lo stolto si affiderebbe soltanto alla potenza delle proprie gambe cercando di saltare il più in alto possibile per raggiungere con un balzo la luna, o al massimo andrebbe in cima a un monte illudendosi di avere più possibilità..il dono della ragione è ciò che ci contraddistingue dalle scimmie, e noi invece che distinguerci nel regno animale, regrediamo allo stato brado, dove il capo branco ha il diritto di ciularsi tutte le femmine in calore, senza un minimo di controllo.

    Poi sinceramente, stai facendo un po’ troppa confusione tra dei greci, buddismo, guerre sante..buttiamoci dentro un po’ tutto allora..
    Ti posso dire che la chiesa si è scusata in molte occasioni per tutti gli errori commessi nei 2000 e rotti anni di storia, l’inquisizione, le crociate, Galileo..questo è sintomo di rinnovamento, che ovviamente non tutti sono in grado di percepire e cogliere, si pensa subito all’ipocrisia…

    Visto che mi hai indicato una lettura, te ne voglio consigliare una anche io: “Conversazioni notturne a Gerusalemme” di Carlo Maria Martini, l‘ex arcivescovo di Milano risponde alle domande di un gesuita e affronta i temi della fede e della Chiesa, con qualche risposta scomoda sulle difficoltà del Cattolicesimo e la morale sessuale, non voglio farti cambiare idea, ma semplicemente darti la possibilità di avere un altro punto di vista…

    Vedrai ti sarà utile…tanto quanto spero sarà utile il tuo libricino…!

  • 2463
    Roberto -

    Paolo, mettendo da parte la Chiesa a cui sembri allergico, perchè ti impedisce la tua libertà di pensiero o perchè pensi che non ci debba essere religione, ti vorrei dire che i tuoi accenni a dei e deità non escludono la religione. I dei e deità, al contrario di come tu pensi, sono meccanismi di potere permessi da Dio, quindi è religione. Il problema è che quando i dei e deità divengono arroganti si elevano sopra Dio. Nerone è un esempio di un uomo al potere che dava troppo potere a dei e deità e i dei e le deità furono puniti. Come? Osserva i dipinti e gli affreschi e ti accorgerai che le deità sono nude mentre le persone che servono Dio non sono totalmente nude. I dei e le deità è possibile, molto possibile che siano state fatte schiave del politico che serve Dio.

  • 2464
    CoppiaBiricchina -

    Ste, finalmente un po’ di sano dibattito, non che i precedenti siano insani, anzi, ben vengano tutti coloro che hanno da dire cose sensate. Qui naturalmente si sta dibattendo sullo scambismo e non sulla religione, ma visto che esso implica questioni morali e la chiesa si è fatta paladino di questa qualità, non intendo sottrarmi a questo.
    Dio è senza limiti o ne ha? Perché se non ha limiti esso non può essere infinitamente buono se non essere nel contempo infinitamente cattivo. Se al contrario ha limiti, anche se infinitamente distati dai miei, non può essere perfettissimo. Soltanto la natura sembra esente da questa inconcepibile modalità, essa, come anche tu dici, è in costante evoluzione, quindi non infinita nella sua essenza, ma non perfettibile in quanto ogni suo passo risponde alle leggi che essa stessa scrive. Essa ha un’età che gli consente d’insegnarci grandi cose ed è qui a dircele, senza nascondersi e senza maltrattarci. Se fossi credente direi che la natura è il solo libro che Dio ha scritto ed a me non resta altro che leggerlo, mentre Dio è per sua natura a me inconoscibile, pertanto è inutile tentare di scoprirlo. La conclusione naturale è quindi di comprendere ciò che in natura c’è, evitando di perdere tempo inutilmente, nel tentativo di comprendere ciò che non mi è dato di conoscere.
    Io posso soltanto comprendere quello che la chiesa dice in quanto fatta dagli uomini a me pari, anche se essi si elevano a ministri di Dio. Essendo però a me pari, sono come me fallibili e ciò che essi dicono può essere contestato in quanto interpretano condizioni esclusivamente umane, mediazioni di uomini che si arrogano il diritto di sapere, una qualità che li porta inevitabilmente a fallire.
    Concludo perciò dicendo che io non “reputo” le leggi della natura le uniche da seguire, ma esse sono l’assoluto, indipendentemente da me in quanto mi costituiscono, esse non sono soggette a nulla che possa variarle, adattarle, modificarle, esse sono lì e basta, io posso solo tentare di comprenderle ed eventualmente sfruttarle a mio egoistico vantaggio.
    Il fatto che io non viva in una caverna ma in una comoda ed accogliente casa piena di comodità è frutto di questo sfruttamento delle leggi che la natura ha indelebilmente scritto ed a cui nulla può sottrarsi (imputabile a scienziati e non a religiosi).
    Comprendo che l’uomo abbia necessità a scrivere sue leggi personali perché possa sopravvivere, e sono disponibilissimo a rispettarle, ma non mi si può chiedere di crederle in quanto assolute, queste infatti si adattano alle esigenze del momento, ciò che ieri era giusto, non è detto che lo sia oggi.
    Io vorrei spendere denaro oltre ogni limite, ma devo adattarmi a quanto ho in cassa, il fatto che questa regola che mi sono dato debba essere rispettata, non m’impedisce di tentare di trovare un modo per rimpinguare la mia cassa. Ciò che dice il governo dell’uomo e quello che dice la chiesa pari sono, ed anche tu devi convenirne, come ogni uomo sensato deve fare.
    Continua

  • 2465
    CoppiaBiricchina -

    Io posso rispettare una legge umana anche se per un certo tempo si contrappone a quella naturale, ma questa non potrà mai sostituirsi a quest’ultima indefinitamente, come anche tu convieni quando scrivi: “la chiesa si è scusata in molte occasioni per tutti gli errori commessi nei 2000 e rotti anni di storia, l’inquisizione, le crociate, Galileo..questo è sintomo di rinnovamento”. In realtà il cristianesimo ha 1985 anni ed in questo tempo di veramente pochi misfatti si è scusato, mostrando quindi di non molta capacità rinnovativa, ciò serve a comprendere la qualità morale dei suoi insegnamenti, che proprio in virtù di quanto poc’anzi scritto, non sono poi di così cotanto valore, ed evito di considerare tutte le ipocrisie in cui essa si muove. Per onore di giustizia devo dire che ogni religione umana risponde però a queste stesse qualità.
    Per riprendere però il filo del discorso, consideriamo il senso morale della monogamia, essa ha un valore squisitamente sociale, come tu stesso convieni. La società ha necessità che l’uomo sia monogamo per un suo specifico bisogno interno, ha quindi dato a questa sua necessità un valore morale. Un po’ come è avvenuto per la religione che ha creato una divinità ad immagine e somiglianza dell’uomo stesso ma al contempo ad esso dissimile (contraddizione in termini), che lo protegge senza nulla fare, che lo salva dalla dogmatica dannazione eterna e via così andare.
    Io credo in ciò che esiste anche quando non lo condivido perché so che questa è una mia mancanza, dettata solo dalla mia incapacità a comprendere, è una mia limitazione legata al preconcetto, perciò credo nello scambismo, nella monogamia, nel poliamore, nella poligenia ed in tutto il resto, fermo restando che poi possa scegliere ciò che più risponde alle mie esigenze. Non si tratta di un atto di egoismo, ma di una necessità ad essere sintonico con la natura.
    Cosa si oppone allo scambismo; solo una fantomatica morale umana, una variabile assolutamente innaturale e perciò condivisibile solo nei termini del mio e dell’altrui bene. Essere scambista quale bene e quale male porta oggettivamente nell’unica e vera realtà della natura?
    Se fossi credente dovrei così ragionare (ed in questo caso lo sono perché collima con la natura): l’istinto e la pulsione sono ciò che Dio mi suggerisce, non ascoltare queste parole significa contravvenire al suo volere, resistergli è frutto solo della mia presunzione. La qualità umana non è questa, come non lo è l’intelligenza ed in realtà alcun’altra, l’uomo è un animale né più né meno che tutti gli altri.
    Lo scambismo può essere un valore aggiunto sia nel mio egoistico principio del piacere, perché aggiunge qualità ad esso; ma lo è anche per la natura, perché la specie se ne avvantaggerebbe se usato per la procreazione. In oltre lo scambismo mi permette anche di essere socialmente monogamo, rispettando così anche le necessità di questa.
    Rimando a voi rientrare al percorso intrapreso e concludo al grido: Evviva lo scambismo!

  • 2466
    dott50 -

    X C.B.
    “Io vorrei spendere denaro oltre ogni limite, ma devo adattarmi a quanto ho in cassa, il fatto che questa regola che mi sono dato debba essere rispettata, non m’impedisce di tentare di trovare un modo per rimpinguare la mia cassa”. Si, ma con mezzi leciti e senza “rubare” al prossimo per non arrecargli un danno ingiusto. E’ questo il monito religioso, che mi sembra leggittimo. Non è importante se le tavole dei 10 comandamenti sono state dettate a Mosè da Dio o se le ha scritte Mosè, riportando il pensiero dei saggi dell’epoca e per farle digerire al popolo le ha rese trascendentali; l’importante che fossero regole valide per la convivenza armoniosa tra gli uomini. Ovviamente, ci sono altri moniti religiosi che non sono altrettanto universali. Cmq ciò che è valido sia per il religioso che il laico può essere un punto d’incontro.
    N.B.: monelli che non siete altro, mi avete costretto a “ristudiarmi” la struttura psichica dell’uomo secondo i modelli di Freud e Jung (che sugli istinti e pulsioni la pensava diversamente da Freud e perciò anche sull’ES), per non parlare di Fromm che struttura la psiche diversamente da Freud e Jung. Mia moglie vi citerà in giudizio per richiesta danni da “mancata copula” settimanale ahahah.

  • 2467
    ste -

    Io, in quanto essere umano, (religioso o no) necessito di una guida.
    Giustamente la legge della natura è un validissimo percorso da seguire, ma non è il solo e unico..
    Molti (e credo anche tu) vedono le “regole” imposte da una religione come un peso, o una limitazione del proprio essere e della propria natura, non è così..!

    Non voglio fare il bigotto, perchè spero abbiate capito che non lo sono, però:

    1)Io sono il Signore, tuo Dio… Non avere altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine… Non ti prostrerai davanti a quelle cose…
    2)Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio…
    3)Osserva il giorno di sabato per santificarlo…
    4)Onora tuo padre e tua madre…
    5)Non uccidere.
    6)Non commettere adulterio (poi trasformato in “non commettere atti impuri”).
    7)Non rubare.
    8)Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
    9)Non desiderare la moglie del tuo prossimo.
    10)Non desiderare la casa del tuo prossimo… né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo.

    A parte i primi tre comandamenti che sono impliciti nell’essere Cristiano intravedi delle limitazioni negli altri comandamenti?
    Io sinceramente credo che ogni costituzione di qualsiasi stato del mondo possa restare in piedi con i soli 7 ultimi comandamenti, lascio la libertà ad ogni stato di crearsi un Dio da onorare, rispettare, festeggiare e non bestemmiare..

    Questo è il credo cattolico, guarda caso i problemi nascono quando qualcuno pensa di non rispettare una di queste semplici regole, chi uccide, chi ruba, chi non rispetta la propria madre, e (guarda un po’) chi commette atti impuri, SI, sono tutti peccati..
    Per quanto mi riguarda reputo lo scambismo una pratica oscena e insana, a causa di questo acceso dibattito mi sono pure informato su internet cascando anche in qualche sito un po “così”, cercando di capire se sono veramente tutte rose e fiori, sinceramente ho letto anche di storie malatissime e con triste epilogo senza impressionarmi più di tanto..quindi non sembra tutto oro quello che luccica, e MOLTI si sono rifugiati in questa pratica per sopperire a mancanze (sessuali e non) nel rapporto di coppia a loro giudizio incolmabili e ,in molti casi, peggiorando la situazione…
    Bho nonostante la tua evidente saccenteria in materia tra filosofi, teorie etc..etc.. sinceramente continui a non convincermi…è chiaro che sei preparato e che nel botta e risposta sicuramente sarai più convincente di me, però….

  • 2468
    CoppiaBiricchina -

    È utile, se non necessario, chiedersi se la chiesa è un’istituzione che si pone come obiettivo il bene dell’uomo. La risposta la si può trovare ovunque intorno a noi e non dovrei essere io a suggerirla o indicarla, è sufficiente ad esempio leggere Roberto ma anche lo stesso ste, per vedere quanto oscurantismo da essa viene espresso. Per un cristiano non è difficile scorgerlo in un’altra religione, così come non è difficile per i fedeli delle altre religioni. Ogn’uno di essi è però cieco verso se stesso e verso ciò che la propria religione gli catechizza. Io per fortuna sono esente da questa cecità in quanto mi manca il dogma che ne è la causa. In un intervento precedente ste mi contestava: “Poi sinceramente, stai facendo un po’ troppa confusione tra dei greci, buddismo, guerre sante..buttiamoci dentro un po’ tutto allora..”, io non voglio buttarci dentro un po’ tutto, ma sicuramente per me è naturale considerare tutte le religioni alla stessa stregua non essendo partigiano di nessuna di esse. In realtà non comprendo in base a cosa ogni religioso possa ritenere superiore la sua fede rispetto alle altre e nientemeno considerarla unica; questa distinzione nasce persino all’interno delle stesse fedi che originano così correnti differenti, che tra l’altro si fanno acerrime battaglie (vedi ad esempio cristiani e mussulmani). Si tratta evidentemente di un’aberrazione squisitamente umana e sicuramente non d’ispirazione divina, spiegabile solo con qualità terrene di potere dei propri ministri.
    Il centro del dibattito può essere ascritto alla capacità umana di sviluppare un pensiero complesso in cui ha origine l’istituzione religiosa in genere. Una interessante teoria sull’evoluzione culturale umana, ed in particolare del presentarsi, oserei dire fisicamente, della coscienza, partendo dalle origini della civiltà, e che spiegherebbe tra l’altro la comparsa delle religioni, in particolare di quelle monoteistiche e della loro datazione storica, la si può trovare nel libro intitolato: “Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza” di Julian Jaynes. Si tratta di uno studio sicuramente non esaustivo ma serio, puntuale e multidisciplinare, che ricava indizi dall’archeologia, dallo studio di libri antichi (Iliade, Odissea, Bibbia), dallo studio antropomorfico, in particolare dei profeti e la possessione, la poesia, le musica, l’ipnosi, la schizofrenia ecc… Un utile scrigno di sapere che apre le porte a qualche interessante riflessione pertinente alla nostra discussione.
    Per me è inconcepibile considerare in maniera benevola una “filosofia” orfana di fondamenti scientifici che si professa amorevole e buona e poi condanna la ricerca del piacere e nega nella sua stessa struttura interna la vita attraverso imposizioni assolutamente innaturali. Per me si tratta semplicemente di un’aberrazione, di uno scherzo della natura da non prendere assolutissimamente in considerazione.

    Continua

  • 2469
    CoppiaBiricchina -

    Io misero mortale, per comprendere il cristianesimo, prendiamo ad esempio la corrente cattolica romana o quella ortodossa o protestante , ho necessità di avvalermi di mediatori, che interpretino e diffondano la loro spiegazione che è quasi sempre in antitesi con quella dei mediatori delle altre correnti. In natura tutto ciò non esiste, se mi procuro gli strumenti adatti, posso verificare direttamente io ciò che essa ha da dirmi e sicuramente mi darà sempre la stessa risposta, di qualunque razza, credo culturale, estrazione sociale e da qualunque parte dell’universo io provenga.
    La natura non è soggetta a fraintendimenti, in essa non esistono eccezioni, non ci sono scorciatoie, non necessita di mediatori, e soprattutto non ci sono privilegi.
    Tutto quanto abbiamo detto ci serve a comprendere che in natura, quindi l’unica e sola realtà esistente, il significato dello scambismo è univoco per ogni specie, anche per un abitante del pianeta JKZXY, che non ha una morale cattolica e che probabilmente è anche più evoluto di noi umani. A me interessa solo comprendere qual è questo significato e non me ne po’ fregà de meno di ciò che ne pensa il Sig. Paolo Rossi o della morale espressa dal ministro alla salute del cuculo del nostro piccolo paesino.
    X dott50
    Comprendo che oggi non tutto può essere dato per scontato e chiedo ammenda per non aver aggiunto “con mezzi leciti” al mio semplice esempio di “cassa”. Credevo però di essere stato adeguatamente chiaro che le leggi che la chiesa propone non le ritenga tutte da buttare al ce…o, anzi, la gran parte le considero estremamente valide e la morale poi, penso proprio che oggi ce ne sia veramente troppo poca. Spesso però mi armo di calcolatrice per conteggiare le parole spese per rientrare negli spazi disponibili, sempre troppo esigui per esprimere tutto quello che vorrei senza correre il rischio di fraintendimenti. Mi prostro anche per averti costretto alla ripassatina in psicologia invece di quella più piacevole con la mogliettina. Spero proprio che non tutti i mali vengano per nuocere. Certo è che anche i detti popolari contengono altrettanti valori da considerare, chi sa, raccogliendoli tutti, forse se ne potrebbe fare una nuova religione, probabilmente anche migliore di altre.
    Se Carl Gustav Jung, o Erich Fromm avessero detto le stesse cose di Sigismund Schlomo Freud, detto Sigmund, non li avremmo mai conosciuti, ma non conosceremmo neppure i tanti loro successori, se non avessero aggiunto del nuovo alle conoscenze sul cervello umano. Ma dovremmo richiamare alla mente anche altri studiosi che si sono distinti su discipline affini, come il su citato psicologo Julian Jaynes o il grande Gregory Bateson (sociologo, antropologo, psicologo, semiologo, linguista, cibernetico e chi più ne ha più ne metta), ecc… Ma mi fermo per non spaventare tutti con la mia INFINITA conoscenza (scherzo ovviamente, è meglio specificarlo).

  • 2470
    CoppiaBiricchina -

    Scusami ste, ma io fatico a seguirti, consentimi per chiarezza, di ricostruire un po’ semplicisticamente il percorso della storia. Circa 190, 200 mila anni fa, per una delle tante mutazioni genetiche avvenute nel tempo, si ha la comparsa di un essere che noi tutti chiamiamo Uomo (Homo sapiens sapiens per distinguerlo dagli altri vari ominidi) e da cui discendiamo e che quindi consideriamo ovviamente il migliore di ogni animale esistito ed esistente. Questo cresce e si sviluppa formando gruppi di individui che per una caratteristica peculiare di questa specie, sono ben organizzati e comunicano in maniera molto articolata. Essi formano diverse comunità che nel tempo conoscono vari alti e bassi ma che tutto sommato hanno un grande successo, tanto che circa nel XII secolo a.C. un gruppo di questi, fonda un’associazione con uno statuto e delle regole a cui ispirarsi. Dicono che le regole le ha scritte il creatore di tutto in persona, Yahweh e quindi sono indiscutibili. Il primo fondatore (1° patriarca) fu un certo Avraham il quale adottò un testo sacro chiamato Torah (non l’unico in realtà). Il canone ebraico delle sacre scritture venne definito nel I secolo d.C. In questo periodo (27 d.C), un gruppo di discepoli, agguerriti e con nuove conoscenze acquisite, fonda una nuova associazione, reinterpretando, adattando ed arricchendo le regole e lo statuto iniziale e chiamandosi cristiani, perseguirono in tutti i modi possibili i loro confratelli ebrei. Essi si diedero una nuova figura da adorare che, non potendola sostituire a Dio, chiamarono il profeta Gesù, figlio di Dio. Questi erano molto determinati nello scalzare vecchie credenze ed acquisire sempre più adepti. Ma nel 610 d.C., sulla falsa riga tracciata dai cristiani, un nuovo gruppo, adattando e modificando a loro volta e reinterpretando nuovamente l’esistente, fonda l’Islam in cui un nuovo profeta, Maometto, interpretando erroneamente la trinità cristiana e criticandola, riafferma l’unicità di Dio.
    Ora tu, sulla base delle leggi divine ebraiche, scritte non si sa bene da chi (si dice da Dio, Boh?), adattate dal cristianesimo, ma disconoscendo le modifiche successive adottate nell’Islam, pretendi di condannare il mio operato in quanto non confacente alla tua interpretazione di quanto scritto, e disconoscendo nel contempo addirittura la natura, unica e vera realtà inconfutabile, incorruttibile ed immutabile? Ma mi faccia il piacere!
    Scusa ma quando la tua arroganza si placherà e riuscirai ad essere più obbiettivo se ne potrà ridiscutere. Si dice che non c’è miglior sordo di chi non vuol sentire.

  • 2471
    Roberto -

    Chi ha letto almeno alcuni dei più importanti passaggi delle Sacre Scritture si ricorderà di queste parole che, purtroppo, non vengono ricordate spesso a messa:
    Per esempio, in Apocalsse 22:11 si dice ” Chi è ingiusto continui ad essere ingiusto, chi è immondo continui ad essere immondo, chi è giusto continui a praticare la giustizia, e chi è santo continui a santificarsi.”
    Notare come Dio non punisce chi è immondo o peccatore ma questo richiede un logico rispetto di chi continua a santificarsi.
    In Apocalipse 22:15 si dice: “Fuori i cani, i maghi, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna.”
    Questo insegna chiaramente che chi non si salva pratica la mensogna, ma non le piccole mensogne che ci diciamo l’uno l’altro per via del nostro ego, qui si parla di mensogna nel rinnegare Angeli e Santi e per cui è il negare la sorgente del vero amore.
    Sta scritto anche che vi saranno persone che si innalzeranno nella loro arroganza anche sopra il volere degli Angeli e questi portano ogni tipo di diavoleria umana ed inganno (non ricordo dove è scritto ma l’ho letto).
    Ora Io vi darei un consiglio già sottinteso: chi pecca nello scambismo che continui a peccare ma che non si opponga a coloro che si santificano veramente.

  • 2472
    ste -

    io arrogante?
    Probabilmente hai sbagliato a capire..io sono cattolico e ne vado fiero, mi sono imposte delle regole che sono felice di dover rispettare..mi ritieni un ottuso per questo motivo? Ok, libero di pensarlo…
    Non accetto però che mi venga fatta la morale da uno che si fa sco.... la moglie da sconosciuti, non me ne frega una mazza che questo comportamento é accettato in natura, per me é da depravati, io la penso così, tu la pensi cosà..basta con la sfilza di paroloni, non ho più tempo e voglia di seguirti…!

  • 2473
    dott50 -

    Coppia, non essere “intollerante” verso il prossimo; il riassunto della religione monoteistia e dei suoi due erami eretici che hai fatto, nulla aggiunge e nulla sottrae alla constatazione e consapevolezza che si tratta di un mirabile tentativo umano di redigere delle regole utili al proseguimento del difficile cammino dell’uomo ed in definitiva le religioni rispondono alle esigenze dell’uomo in quanto società. Perchè affermi che la natura cosmica è infallibile? Semplicemente “E'” ossia esiste. Lo “scambismo” è un fenomeno complesso, davvero non immaginavo fosse così complesso, quasi quasi mi arrendo e divento monogamico ahahah

  • 2474
    Roberto -

    No Ste non rispondevo al tuo post. Stavo scrivendo qualcosa in senso generale. Chi ha peccato è libero di riconoscerlo.

  • 2475
    CoppiaBiricchina -

    Caro dott50, temo che qui siamo rimasti proprio in pochi. Io purtroppo ho il brutto vizio di dire ciò che penso e questo, in un mondo abituato a vivere nella falsificazione, non è considerato un pregio, mettiamoci poi che le parole che uso non sono sempre comprese o meglio, che non sempre si vogliono intendere per quelle che sono, risulta evidente che la frittata è fatta.
    A me piace capire, ed essendo un fervente credente di ciò, fatico ad afferrare quello che esula dai canoni del mio credo. Mi compiaccio del tuo stringato sunto di quanto io con tante parole ho tentato di esprimere, ma il valore del genio risiede proprio nel riuscire a rendere semplici le cose complesse. È ovvio che la natura semplicemente è! Io sono però inglobato in maniera inscindibile in essa, pertanto non mi è concesso avere altro campione al di fuori di lei stessa ed è perciò che non può che presentarsi infallibile.
    Proviamo a fare un piccolo esercizio d’immaginazione: se io ho una bacchetta che uso per fare una misurazione di una grandezza che mettiamo, è precisissimamente quanto la mia bacchetta, sarà impossibile trovare un qualsiasi altro strumento più preciso della mia bacchetta, al limite posso trovare un’altra bacchetta perfettamente uguale, ma proprio uguale uguale, qualunque altro strumento sarà evidentemente o più grande o più piccolo fallendo così nel suo compito di misurare.Solo la mia bacchetta si rivelerà infallibile.
    Riguardo poi alla complessità dello scambismo, in realtà non è così. Lo diventa nel momento in cui lo si vuole far passare per una trasgressione, aprendo un dibattito in cui però si tiene sempre a mente questa sua qualità considerata riprovevole; ma a quale regola trasgredisce? A me pare che trasgredisca soltanto ad una regola attribuita ad una divinità che tra l’altro i suoi stessi fedeli disconoscono, visto che si arrogano il diritto di cambiarla al fine di assecondarla ad una loro esclusiva interpretazione.
    In riferimento poi al significato delle regole stabilite nella religione, per me è evidente che esse hanno valenza nel tempo e nel luogo in cui sono state promulgate. Un gruppo di incolti beduini nomadi, abituati a vivere nel deserto, senza un governo sovrano, assoggettati quindi solo a loro stessi ed ai loro impulsi animaleschi ed abituati a farsi giustizia da soli. È evidente che imporre una legge suprema capace di perseguirli anche dove son irrangiungibili, diventava una necessità assoluta. Per me, ora, qui, è sufficiente una normale legge promulgata da un legislatore riconosciuto nella società, ed un giudice dotato di strumenti idonei a perseguirmi se io defeziono.

  • 2476
    dott50 -

    Beh, Io sono laico e ateo perciò non c’è contradittorio, tuttavia ammetto una valenza sociale delle religioni in genere sia quelle che partono dall’interno dell’individuo per raggiungere l’equilibrio con l’universo, sia quelle che ascendono al di fuori dell’individuo per presentargli delle regole che se adottate dovranno renderlo perfettamente sintonico con l’universo; però la nostra religione è troppo invadente, rende il super Io troppo intransigente e l’Io troppo debole.

  • 2477
    CoppiaBiricchina -

    Io posso tentare di comprendere ogni cosa, ma fatico a capire l’ingiustificato. A mio modo di vedere, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria (terzo principio della dinamica), ed essendo questa una legge fisica della natura, non può essere disattesa, se quindi esiste un qualche cosa, deve esserci una causa che l’ha generata, se esiste la religione, da qualche parte deve esserci un motivo scatenante. La ragione della sua esistenza (mi riferisco alle monoteistiche abramitiche), per me è evidente: ci troviamo in zone desertiche di circa tremila anni fa, gente grezza ed ignorante che viaggia per interminabili giorni nel nulla, in grado quindi di comprendere soltanto la loro centralità nell’universo che li circonda e che conoscono. È facile intuire la loro arroganza nel credere che tutto gli è concesso e tutto può essere preso. Per ogn’uno di essi, il cammello, la capra, la stessa moglie ed i figli che gli sono accanto, sono tutte di sua proprietà, ma ciò porta all’autodistruzione, perché se incontra un altro viandante non può che percepire diffidenza nei suoi confronti. Anche l’altro è come lui, anch’esso ha proprietà da difendere. Uccidere, rubare le cose altrui, è soltanto una questione di capacità, non c’è nulla che possa impedirgli di compiere queste azioni se non la sua coscienza che sta nascendo (vedi “Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza” di Julian Jaynes). Se si studia la nostra religione s’intuisce chiaramente che ogni suo passaggio nasce per dare risposte a questo tipo di mondo, la religione quindi è la reazione naturale a questa realtà. Gli uomini più intelligenti di quel tempo intuivano tutto ciò ma come potevano porgli rimedio se non attraverso mirabolanti divinità che tutto vedono e tutti possono raggiungere, che possono elargire premi e punizioni senza essere contrastati, e quale premio se non una vita migliore dopo la morte. In buona sostanza la religione, se la osserviamo con quest’ottica, diviene così puerilmente comprensibile, ogni passaggio diventa chiaro, non vi è più nessun miracolo, non vi sono più ascetiche visioni, vi è semplicemente una pratica reazione alle distorsioni sociali di quel tempo.
    Oggi però le cose sono molto cambiate, il mondo in cui vivo non è più il centro dell’universo, la donna che mi vive accanto non è più una mia proprietà. Propormi ancora quello schema diviene per me un atto d’arroganza insostenibile, dirmi oggi di non uccidere è offensivo, anche se comprendo che non tutti sono ancora così evoluti da capire autonomamente tutto ciò e quindi sopporto l’ardire di chi lo segnala. Oggi esistono tantissime leggi da rispettare, ma la gran parte di noi non le conosce (esclusi forse i legislatori, i giudici, gli avvocati e pochi altri) , eppure la gran parte di noi le rispetta e lo fa anche meglio di quanto sia in grado di fargli fare la giustizia, difatti essa non è quasi mai realmente in grado di raggiungere una vera equità.

    Continua

  • 2478
    CoppiaBiricchina -

    A mio modo di vedere, giudicare lo scambismo “osceno” e “insano” guardandolo solo attraverso le lenti del moralismo imposto da una cultura dominante, senza studiare le ragioni di questo fenomeno è puerilmente immaturo, e se proprio devo dirla tutta, mi sembrano immaturi tutti gli atteggiamenti posti in essere da chi crede per fede e non si pone l’obiettivo di comprendere le ragioni delle cose. Per me è saccente soltanto colui che ostenta una sapienza (conoscenza consapevole ed oggettiva) che non ha, è arrogante chi mostra un costante disdegno verso colui che non condivide il suo stesso credo.
    Io non considero uomo colui che si rifiuta di affrontare un problema solo per paura o preconcetti, un vero uomo valuta e poi decide. Conoscere, è a mio modo di vedere, il primo passo da compiere prima di poter esprimere una valutazione, e questa è il preludio ad una scelta ponderata e libera. Un uomo è tale solo nel momento che effettua scelte libere e non costrittive. Se si è assoggettati a restrizioni, non si è quindi liberi e non si può essere uomini, come non sono leoni quelli chiusi in una gabbia dello zoo che soffrono ed hanno atteggiamenti non più propri della specie. Se al leone gli viene dato il cibo ad un orario stabilito, esso perde il suo istinto a cacciare ma soprattutto perde la sua essenza di leone. Cos’è un leone incapace di sopravvivere nella savana se non un simulacro del leone stesso. Un uomo può soggiacere a leggi che consapevolmente riconosce giuste per un fine oggettivamente sano e che perciò accetta scientemente, ma quando soggiace a costrizioni fondate sulla sua paura e che quindi fanno leva sulla sua consapevolezza di essere fallibile e limitato, esso perde la sua essenza di uomo trasformandosi nella sua misera simulazione. La religione fa questo, trasforma ogni cosa in una recita di se stessa, essa impone simulacri di divinità, rappresentazioni di leggi altrimenti sociali e, cosa più grave, trasforma l’uomo in una recita di sé stesso. A me resta impossibile accettare una religione se questa tende a rendermi innaturale. Reputo accettabili quelle filosofie religiose, che volgono la loro attenzione ad un miglioramento personale, come ad esempio il Buddhismo, il Taoismo, lo Zen, che non aspirano ad alcuna divinità impositiva, ma solo ad un miglioramento individuale, ma soprattutto alla scienza in genere che s’impone esclusivamente la conoscenza oggettiva della realtà.
    L’interpretazione restrittiva della sessualità da parte della religione, tende a sopprimere la bestialità istintuale che spinge a comportamenti insani degli individui in una società primordiale in cui la religione era l’unica modalità costituzionale, ma ciò genera in realtà una deformazione dell’essenza umana, fattore secondario ai tempi a cui si riferisce. Il ricorso ad un valore procreativo della sessualità è reso necessario proprio dalla necessità a ridurre in maniera significativa l’istanza sessuale.

  • 2479
    CoppiaBiricchina -

    X dott50
    Vorrei riprovare a rientrare nei canoni un po’ più stringenti della nostra ricerca, anche se la chiesa trova sempre il modo d’inserire il suo zampino nelle cose terrene (in quanto quelle celesti non gli procurano grandi benefici in terra), ed io, in qualità di ingenuo qual sono, mi lascio immancabilmente tentare.
    Trovo molto interessante lo studio di Herbert Marcuse riportato nel suo: “Eros e civiltà” di cui ne riporto qui un breve passo:
    “… La soddisfazione degli istinti parziali e della genitalità non procreativa viene repressa come perversione, o a seconda del loro grado di indipendenza, sublimata, o anche trasformata in elementi sussidiari della sessualità procreativa. Inoltre, nella maggior parte delle civiltà, quest’ultima viene incanalata in istituzioni monogamiche. Questa organizzazione porta ad una restrizione quantitativa e qualitativa della sessualità: l’unificazione degli istinti parziali e il loro soggiogamento da parte della funzione procreativa, alterano la natura stessa della sessualità: da un «principio» autonomo che governa l’intero organismo, essa si trasforma in una funzione temporanea specializzata, in un mezzo per raggiungere un fine. Nei termini del principio del piacere che regola gli istinti sessuali «non organizzati», la riproduzione è soltanto un «prodotto secondario»; il contenuto primario della sessualità è la «funzione di ottenere piacere da zone del corpo»; questa funzione passa soltanto «successivamente al servizio di quella riproduttiva»…”.
    Come stavo tentando di esprimere, il sesso non è un valore squisitamente procreativo; esso lo diventa come termine aggiuntivo. Del resto basta percorrere l’intero arco evolutivo umano per rendersi conto di quanto esso sia percepito principalmente come un fattore di piacere. Ecco la radice della condanna del piacere da parte di una religione arcaica a cui necessitava stabilire un limite al ricorso verso una sessualità libera e potenzialmente pericolosa per il bene collettivo. Un fattore squisitamente sociale che però necessitava di una qualità inesistente al tempo, un sentimento di appartenenza ad una collettività, paritetica alla forza istintuale esclusivamente individuale.
    Il fattore di sessualità soggiogata dal fattore procreativo e monogamico è quindi un bisogno sociale di cui la religione si fa paladina trasformandolo in valore etico, nella realtà sarebbe meglio definire morale vista la sua validità meno qualificante del suo aspetto. La morale cristiana tenta d’imporre ancora oggi questa prospettiva nonostante il suo aspetto abbia perso nel tempo quello smalto che lo giustificava.
    Che significato ha quindi lo scambismo attualmente? Direi “trasgressione” per quanti lo valutino sotto la prospettiva di una ribellione alle regole morali, mentre invece, come semplice attività ludica legata al piacere (gioco), per quanti hanno raggiunto una consapevolezza del proprio essere, libera da costrizioni impositive da parte di una cultura retrograda rispetto ai tempi.

  • 2480
    dott50 -

    Che la sollecitazione sessuale sia primitivamente rivolta al solo soddisfo di un istinto non procreativo è quasi banale; infatti il sesso praticato al fine procreativo presuppone una coscienza (Io faccio sesso perchè attraverso quest’atto avrò un figlio e mi perpeetuerò) e questa visione procreativa-cosciente del sesso matura successivamente negli anni, nell’uomo; ma sappiamo benissimo che si nasce già con un “energia psichica (libido) sessuale indifferenziata” che è tesa solo al soddisfo di questa sollecitazione, senza altro scopo. Credo che questo è un istinto sessuale non procreativo individuale (genitalità non procreativa) che forse è finalizzata ad una genitalità procreativa di specie. In quest’ottica potremmo vedere lo scambismo come la volontà dell’uomo di ridurre fino annullare l’Io individuale per entrare a far parte di un progetto di più ampia portata, ossia la perpetuazione dell’Io-specie; ossia un istinto di vita colletivo. Mi sorge un dubbio: questo sacrificio dell’individualità a favore della specie non comporta una perdita di identità individuale? Cara Coppia, credo che dovremmo vedere lo scambismo osservandolo come fenomeno della società attuale e non come un fenomeno psicoanalitico individuale, almeno per ora; intanto dobbiamo convenire che esiste e non lo possiamo ignorare. Vediamo ognuno di Noi, compresi i baciapile, di dare una nostra opinione sul perchè esiste questo fenomeno; ossia procediamo con metodo Galileiano, senza lanciarci in deliri ideativi, ma procedendo passo per passo ad analizzare il fenomeno. Quindi prossimo post per ognuno di noi sarà: Perchè nella nostra società occidentale si stà verificando il fenomeno dello scambismo che recluta sempre più coppie? Mi raccomando le opinioni devono essere non cervellotiche e filosofiche, ma quello che vi viene in mente come se steste parlando con un amico, in maniera serena

  • 2481
    ste -

    caro dott..
    Domanda chiarissima!
    La risposta la troviamo nella vita di tutti i giorni, lo scambismo esiste da decenni, ma solo in questi ultimi anni ha reclutato molte coppie..secondo me il motivo é legato semplicemente alla mancanza di quei valori che tanto vengono criticati. Negli ultimi anni si é abbassata notevolmente l’età del primo rapporto sessuale, “bambini” che a 15 anni sanno già tutto dell’amore (o del sesso), la promiscuità diventa sempre più “normale”…sarò bigotto a soli 27 anni, ma le ragazzine che fanno i pom..ni a 12 quando ero ragazzo io non ce n’erano!
    Tutto ciò a mio parere legato ai messaggi subliminali che ci arrivano dai mass media, dove una pornostar può diventare sindaco, un trans può entrare in parlamento, un settantenne si circonda di mignotte, e chi più ne ha…quindi secondo me questa “liberalizzazione” del sesso (estremo, trasgresssivo, omosessuale,etc..) sta diventando una moda, e come tale é passeggera…
    Sarò all’antica, ma preferisco fare l’amore 1 volta a settimana per un giorno intero, piuttosto che una sco.... di 15 minuti al giorno tanto per “gioco”…
    Attenzione, anche per me a volte il sesso é puramente divertente, ma lo pratico solo ed esclusivamente con la mia donna…!

  • 2482
    CoppiaBiricchina -

    Ok dott50, seguire il metodo Galileiano, ritengo sia una buona idea, ma non dimentichiamo mai che quello che percepiamo della realtà è trasformato dall’Io, sotto l’egida del Super-Io, che continua imperituro la sua opera falsificatrice. Cerchiamo quindi di focalizzare la nostra attenzione sulla domanda che poni: “Perché nella nostra società occidentale si sta verificando il fenomeno dello scambismo che recluta sempre più coppie?”
    Prima di tutto dovremmo chiarire se si tratta di un fenomeno legato realmente alla società occidentale, in che misura, e poi è un fenomeno moderno? In realtà basta guardarsi intorno per scoprire che non è così, questa è una falsificazione dovuta al nostro infaticabile amico. Credo che ormai sia da tutti risaputo che in India esiste un antico testo sul comportamento sessuale umano di nome Kama Sutra. Sugli antichi templi induisti si trovano scolpiti innumerevoli bassorilievi che rappresentano in modo inequivocabile ogni tipo di rapporto. Lungo tutte le strade del Nepal, ho potuto ammirare personalmente innumerevoli sculture, oggetti di culto (completamente strofinati da mani fedeli che li ricoprono di polvere colorata), con forme chiaramente falliche, di ogni dimensione e materia, chiamati lingam, conficcati in altrettanto chiare rappresentazioni dei genitali femminili detti Yoni. Negli scavi di Pompei ed in alcuni musei nostrani, si possono ammirare vasi, disegni e rappresentazioni di ogni tipo di rapporto. E poi in Perù, nelle Americhe, in Giappone, insomma in tutto il mondo ci sono antichi simulacri di rapporti non proprio “normali” [secondo il “nostro” (meglio sarebbe dire Super-Io) sentire “comune” (sarebbe a dire catechizzato)], né tantomeno monogami. Ciò dovrebbe farci comprendere che non si tratta proprio di una perdita di moralità dei nostri giorni e del nostro mondo occidentale, anzi spesso sono proprio rappresentazioni religiose e motivi di culto, che ci rammentano che oggi non si può più vendere o dare in sposa la nostra figlioletta 12enne per un tozzo di pane. Proporrei quindi, prima di commettere errori di valutazione, di spogliarci dei nostri pregiudizi, delle nostre convinzioni preconfezionate e provare a guardare il mondo per quello che realmente è (se mai la cosa fosse possibile). Non ci resta altro da fare che tentare di smontare costantemente ogni perversione che il nostro Super-Io c’impone.
    Proviamo ad immaginare il mondo se noi continuassimo a vederlo attraverso le lenti aberranti dei nostri avi, non ci sarebbe possibile vedere la donna che ci è accanto come un essere indipendente ed autonomo che non può essere di nostra proprietà, e di cui non possiamo disporre come più ci aggrada, per contro sarebbe ancora possibile concepire le famose “case chiuse” dove svezzare i nostri ragazzini al sesso, ed il “delitto d’onore” si presenterebbe ancora come naturale, e cosi via. È proprio vero quindi che il mondo di allora era più etico di questo?

    Continua

  • 2483
    CoppiaBiricchina -

    Mi sovviene che quelle mentalità così distorte hanno fatto da freno per millenni al nostro progresso, e se oggi possiamo avere computer, tablet e tutto il resto è proprio perché abbiamo iniziato a comprendere che trasgredire quella morale non era un fatto ineluttabile e distorto, ma un semplice avvicinarci alla realtà vera. Qui trasgredire significa rendere la realtà percepita più simile a quella naturale. In questa visione nuova, la sessualità non è una perversione ma, come indica Freud, «l’unica funzione dell’organismo vivente che si estenda al di là dell’individuo, e che garantisca la sua connessione con la propria specie», ed essa è organizzata e regolata dal principio della realtà.
    Ricordiamo come nonostante gli enormi sforzi e la grande perizia nelle misurazioni che i cartografi di un tempo applicavano; le loro opere presentavano un abnorme distorsione nelle proporzioni tra il continente africano, quello asiatico e quello europeo. Ciò era frutto di una aberrazione che contemplava l’Europa come il mondo in cui essi vivevano e quindi dotato di qualità superiori; come avveniva nell’altra grande falsificazione che riguardava la concezione della terra come il centro dell’universo. Avete mai ammirato un quadro di Giotto, uno dei più grandi pittori nella storia dell’arte, avete mai notato quanto distorte fossero le proporzioni nelle sue opere? Oggi possiamo cominciare a comprendere quale groviglio di interazioni esiste nella realtà del mondo, proprio perché abbiamo smesso di considerare l’uomo come il fine del creato, dandogli una posizione meno egocentrica della sua essenza e quindi più realisticamente naturale.
    È in questo contesto che dobbiamo considerare lo scambismo, non quindi come un’aberrazione dei nostri comportamenti umani, ma come una realtà universale inglobata in un mondo vero e non egoisticamente esclusivo dell’uomo.
    Ritengo perverso ed aberrante ripetere ininterrottamente sempre uno stesso ritornello, tra l’altro senza che se ne possa minimamente verificare l’attendibilità, facendo si che esso ci penetri così profondamente finché non s’inglobi nella nostra stessa pelle, mostrandoci un mondo che non è. Del resto basta assistere a qualunque dibattito di un fedele, per rendersi conto di quanto distorta sia la sua percezione della realtà. Negando l’evidenza, esso si erge a giudice dell’operato altrui, arrivando persino a disconoscere la stessa opera omnia del suo credo. Ciò che si deve sempre tenere a mente è che ciò che ci si presenta innanzi nella vita, è sempre e solo un simulacro di ciò che è vero. La realtà esiste indipendentemente dal nostro essere.
    Cosa ne pensi, sono stato troppo cervellotico? Se si, me ne duolo, ma non vedo altro modo per aprire le porte ad una comprensione più realistica del fenomeno, ritengo che sia ingenuo ed errato valutare le cose non per la loro essenza, ma per i valori che noi gli diamo; sbagliamo già così, figuriamoci cosa avverrebbe se disconoscessimo questo modo d’agire.

  • 2484
    dott50 -

    X Ste
    Tu affermi: “secondo me il motivo é legato semplicemente alla mancanza di quei valori che tanto vengono criticati”; pertanto ritengo Tu voglia dire che oggigiorno c’è una tendenza alla caduta dei valori morali che ci fa diventare “debosciati”. Analizziamo cosa sono i valori morali; essi sono i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico ovvero distinguerli in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati. L’insieme dei valori morali è definita “ETICA” che ha ad oggetto i valori morali che determinano i livelli RAZIONALI più elevati del comportamento umano. Poichè i valori morali derivano dal raziocinio, essi indicano l’assieme di valori, norme e costumi di un individuo o di un determinato gruppo umano in una determinata regione ed in un determinato periodo storico. Non ha senso parlare di “Amor di Patria” al Polo Nord o nella Savana come non ha senso l’onore della propria parola se le transazioni economiche avvengono esclusivamente mediante danaro per cassa e così via. Però prendiamo l’onor di Patria” che possiamo definirlo come il richiamo morale più elevato nell’uomo organizzato e strutturato in un popolo; basti pensare ai milioni di uomini che hanno dato la propria vita per la patria; orbene Tu, in qualità di cittadini italiano non hai dubbi su questo valore morale alla luce della quotidiana evidenza che noi cittadini siamo tartassati ed affamati e chi invece detiene il potere: politici, banchieri (non hai la minima idea dei soldi che prende un “semplice” consigliere di amministrazione di una banca qualsiasi), L’amministratore delegato di Equitalia percepisce oltre 500000 euro l’anno. Insomma rifletti e rispondimi; andresti a dare la tua vita in guerra per Bersani o Monti o Ligresti? Io no, dimmi pure che non ho amor di patria; se invece sei d’accordo con me al prossimo post esamieremo un altro valore morale.
    X Coppia
    Vi leggo volentieri, però mi sembrate un pò troppo tesi a dimostrare a tutti i costi la vs teoria che in linea di massima mi trova d’accordo. Troppo svolazzare nel tempo e nello spazio non giova al ns obiettivo, non potete negativizzare il Super Io in maniera così perentoria. La religione cristiana ha una base filosofica che non si può liquidare con faciloneria; le rinunce, le penitenze, l’opposizione al soddisfo del piacere istintuale (NON SOLO SESSUALE) ha una sua valenza che Io credo non sia sfuggita a persone colte ed intelligenti come Voi

  • 2485
    ste -

    dott..
    Ho capito il tuo ragionamento..però é un po’ troppo tirato..la situazione guerra é assai estrema per prenderla come esempio, anche se ti assicuro che ai tempi forse ce n’era fin troppo di onor di patria, oggi é sparito…!
    Credo che il cittadino medio italiano si possa definire “pecorone”..banalizzo: tutti si lamentano? Mi lamento anch’io!…ci sono un sacco di evasori! Allora evado anch’io..!
    Questo vuol dire mancanza di valori e di identità, ed é proprio questa mancanza che ti porta ad estremizzare la vita: droga, sesso estremo e prematuro, soldi sporchi e avidità..ammettiamolo, negli ultimi 10/15 anni questi problemi si sono amplificati e non solo in Italia..vedi USA…!
    Allora di chi é la colpa? Sicuramente dei possessori dell’informazione che usano i filtri che vogliono loro e manipolano i pensieri della gente…e sicuramente nostra che dovremmo capire e interpretare i messaggi subliminali, e che non ci rendiamo conto che stiamo rovinando questo mondo che (religiosi oppure no) ci é stato lasciato in eredità da qualcun altro…(e lasceremo ai nostri figli)…
    Quindi semplicemente reputo lo scambismo una deviazione infelice della vita sessuale..tutto ciò che é esibizionismo é una deviazione nella morale di un uomo, il voler apparire, il voler sembrare sempre il migliore, il più saccente…ci vorrebbe una bella doccia di Umiltà, con bagnoschiuma alla Sobrietà ed asciugamono al gusto Etica e metà dei problemi di questo mondo si risolverebbero…e qui poco centrano cristiani, buddisti o musulmani…

    X coppia:
    il dono della sintesi…(questo sconosciuto)… 😉
    fatico molto a leggervi, tutti i post sembrano uguali..poi guarda ti invito a fare una chiaccherata con un professore di teologia o con uno studioso di testi sacri, ponendo tutti i tuoi quesiti interessanti e troverai molte più spiegazioni di quanto credi, quel mondo che credi così irrazionale in realtà, va interpretato ed é proprio questo il limiti tra un credente e un non credente, per leggere la bibbia e i vangeli c’é bisogno di una guida..non tutto salta all’occhio con una semplice lettura!

  • 2486
    CoppiaBiricchina -

    Caro dott50, se il Voi è riferito al fatto che mi presento come coppia, devo dire che la mia compagna raramente si sofferma sul dibattito, se esso è invece un valore nei miei riguardi… Ritengo comunque che sia più opportuno usare il tu che mi fa apparire più affabile e fraterno il nostro scambio di opinioni.
    Comprendo la tua prospettiva, che in parte condivido, ma in realtà io non disprezzo affatto il valore del Super-Io, anzi ne stimo positivamente l’importanza. Il mio scopo qui, è di mettere in luce un aspetto che facilmente ci sfugge; cioè che nessun umano ha la possibilità di osservare la realtà delle cose se non attraverso un simulacro della stessa, e che si deve costantemente essere consapevoli di ciò.
    Le mie apparentemente radicali prese di posizioni, hanno l’unico scopo di esasperane gli aspetti stridenti per evidenziarne maggiormente i contorni che spesso sembrano sfumare. Personalmente non ho alcuna velleità a dimostrare alcun ché, ciò che mi preme è di stimolare quante più riflessioni oggettive possibili per avvicinare una realtà soggettiva ella verità, anche se non posso negare di provare un qual turbamento nel ricevere giudizi su basi preconcette, in quanto non solo lo ritengo ingiusto, ma principalmente destrutturante.
    Per concludere vorrei aggiungere due brevi osservazioni: la prima riguarda una distinzione che, semplicisticamente così farei tra la filosofia, che ha fondamento su argomentazioni logiche e razionali rispondenti a criteri d’indagine della conoscenza, e la religione che invece è un credo dogmatico espresso in simboli, miti, rituali e liturgie atte a mantenere viva una nozione sacra; la seconda osservazione riguarda invece l’inappropriata assonanza tra valori morali e religione.
    Nella mia ricostruzione mentale, non vedo un campo di battaglia tra due fazioni in armi, ma piuttosto un laboratorio di ricerca dove tutti sono impegnati a chiarire gli aspetti dissonanti relativi lo studio in atto.
    Una proposta, dai una sbircitina a questo link:
    http://rolandociofi.wordpress.com/2011/06/27/swingingstile-di-vita-alternativo-nel-rapporto-di-coppia-una-ricerca-preliminare-con-le-coppie-scambiste/

  • 2487
    CoppiaBiricchina -

    X ste:
    Speravo tanto di ritrovare un percorso comune, io non biasimo i religiosi in genere, anzi li ammiro per la loro incorruttibile lealtà. Chiarito ciò, non riesco però a tollerare la saccente ed arrogante presunzione della religione che vuole ad ogni costo porsi su un gradino superiore alla laicità. In realtà anche rispetto ad altre religioni se non ad essa stessa, e questo ritengo sia il male, che io rifiuto.
    Se tu ritieni che leggere i libri sacri, quelli scritti dai tuoi confratelli credenti, disconoscendo tutti gli altri, sia illuminante, io non posso seguirti. Dico ciò perché non concepisco come si possa pretendere di considerare sacri dei libri che in realtà sono frutto di riscritture atte a ridefinire gli ambiti criticati del proprio dire. Se la natura dovesse modificarsi o adattarsi, ogni qual volta che qualche sua parte mettesse in dubbio il suo operare, io non potrei più ritenerla degna di fede.
    Vorrei aggiungere qualche piccola riflessione al tuo dire: forse la perdita di valori che tu individui nell’attualità rispetto al passato, potrebbe avere almeno tre ragioni: prima, è aumentata la qualità e la quantità d’informazione; seconda è, che il senso dei valori percepiti si sia modificato adattandosi alla realtà; terza è che la tua percezione non sia libera ma assoggettata a costrizioni intellettuali.
    Sarei disponibilissimo a confrontarmi con la teologia se questa non si basasse su teoretiche dogmatiche che io proprio rigetto, ma essendo questo il suo valore, io proprio sono impossibilitato a considerarla. Secondo il mio sentire, l’unica e vera qualità considerabile è la realtà che ci comprende, orfana però delle falsificazioni umane.
    Quale mondo migliore avremmo se l’umano agire venisse spogliato delle meschinità utilitaristiche dei singoli individui o di gruppi di essi. L’unica qualità che riconosco alla religione è il tentativo di universalizzare la moralità in genere, se non fosse che il suo agire, poi smentisca tale atteggiamento. A me non resta quindi che fidarmi unicamente della natura che disconosce nel suo essere, ogni partigianeria, e non si propone d’insegnare, ma agisce insegnando.

  • 2488
    CoppiaBiricchina -

    Personalmente non ritengo che la causa del fenomeno dello scambismo sia imputabile ad una caduta morale, ma piuttosto ad una crescita di consapevolezza, in particolar modo di quella femminile, sulla personale qualità di genere. La donna non è più propensa ad accettare di occupare la condizione “impostale”, di subalternità all’uomo, essa esige la sua legittima condizione di essere, del suo diritto di godere del piacere del suo corpo e delle sue sensazioni, e questo a me non pare eccepibile né tantomeno immorale. Quanto diceva S. Clemente: “Ogni donna dovrebbe essere piena di vergogna per il solo fatto di essere donna”; questo sì che è immorale. Rinunciare alla propria essenza è immorale. Non vedo quale moralità viene mutilata se il sesso io lo faccia nel salotto invece che in camera da letto, o se lo faccio alla luce o al buio; se non ledo l’individualità altrui, non vedo perché non dovrei condividere il mio piacere con altri se è da tutti voluto. Andare al cinema da soli, se il film è bello, è piacevole, ma lo è ancor di più andarci con amici. Dov’è l’immoralità in questa modalità d’agire? Suppongo che l’immoralità nel fare sesso in comune, risieda esclusivamente nel ritenerlo nella propria essenza, una cosa sporca.
    La perversione risiede nel voler condannare il prossimo qualora si discosti da un nostro sentire; se prediligo un determinato piatto, non posso pretendere che altri faccino altrettanto, pena l’affermazione di una personale deviazione. Cosa c’è di scandaloso o moralmente scorretto nell’amare il porno se non nel mercato che lo alimenta. Quale condanna oggettiva posso addurre all’eleggibilità a carica istituzionale di un essere (fisicamente menomato o trans od altro), se non in rapporto ad una sua personale incapacità intellettiva o ad un atteggiamento scorretto in esclusivo riferimento a quella carica? Per me è degenerante il ritenere che un essere debba rinunciare al proprio piacere, in base ad una interpretazione di parole dette da altri, ma ritenute ineludibili, in particolare se queste in verità non accennano assolutamente ad una tale condanna.
    Perché mi si chiede, non mi avvicini a questo modo d’intendere le cose? La risposta è presto data: perché non lo sento appartenermi in quanto dissonante con la natura. La modalità di affidarmi ad altri che devono mediare ed in mia vece interpretare ciò che mi viene chiesto, mi suggerisce l’idea di un condannabile ed umano conflitto d’interessi. Se un mio genitore pretendesse da me un atteggiamento che lui stesso non persegue, ai miei occhi perderebbe ogni credibilità e rispetto.

  • 2489
    CoppiaBiricchina -

    X ste
    Tu dici che io mi ripeto come un disco rotto: “tutti i post sembrano uguali..”, ma hai provato a rileggerti? A me pare che tu abbia una visione distorta della realtà: consideri tutti fratelli ma, nel contempo condanni gli omosessuali solo perché hanno avuto la sventura di nascere con un fisico ed una mente non collimanti tra loro secondo un tuo sentire, condanni le pornostar perché a differenza degli altri che si vendono (eticamente secondo il tuo sentite) per un tozzo di pane, lo fanno in un modo che non consideri “morale” e così via. Insomma tu valuti il mondo attraverso presunzioni; se consideriamo ad esempio la tua frase: ‘Sarò all’antica, ma preferisco fare l’amore 1 volta a settimana per un giorno intero, piuttosto che una sco..ta di 15 minuti al giorno tanto per “gioco”…’. Tu presumi che uno scambista sia attratto da una botta e via, forse ciò lo fanno quegli uomini che vanno a prostitute per soddisfare il loro istinto, negli annunci che gli scambisti fanno, si trova spesso specificato che cercano rapporti d’amicizia duraturi e non quindi i 15 minuti che tu indichi. Credo che come me siano molti, se non tutti, coloro che Amino al punto tale da voler esprimere il loro amore al mondo intero e condividerlo per tutto il tempo che gli è possibile. Se consideriamo la prima parte della frase, in cui adoperi il verbo “amare”, devo desumere che il tuo rapporto sessuale comprenda oltre al sesso, anche tutto il coinvolgimento sentimentale ed emotivo e tutto l’impianto erotico che ad esso è affine, cosa che giustificherebbe anche :“per un giorno intero”, e tu presumi che questo sia disconosciuto ad uno scambista? Ritieni che le “trasgressioni” siano una “moda passeggera”, anche se probabilmente esiste ancor prima che l’uomo prendesse in considerazione la monogamia. Cosa significa per te :“Sarò all’antica”? E all’antica quanto, ed è proprio come credi che all’antica significhi avere un rapporto di “un giorno intero”, perché allora non mi spiego il significato della frase ricamata sulle vestaglie delle nonne: “non lo fo’ per piacer mio ma per dare un figlio a Dio”, che tra l’altro è proprio indicativo di “una botta e via”: ed ancora, sei proprio sicuro che oggi si disconosca il piacere di fare l’amore per un giorno intero?
    A me, leggendoti, viene in mente un troppo presumere ed una poca aderenza alla realtà, cosa che ritengo tipica di un credente che delega ad altro il suo sperimentare la vita. Uno che sia cresciuto con una “mamma” che gli ha evitato ogni sua caduta per schivargli il male, negandogli così l’esperire del crescere.

  • 2490
    ste -

    Allora, ora credo tu stia esagerando…
    Io non condanno nessuno…io condanno l’esibizionismo…tipico dei nostri giorni…se non appari non sei nessuno oggi!!!
    Questo è il discorso, puoi essere esibizionista al gay pride o al bar con gli amici, in forme diverse ma sempre esibizionismo è…!

    Poi se vuoi farti portavoce del mondo degli scambisti, o scrivere il manuale del perfetto scambista, accomodati…questa ci mancava…!

    Poi ovviamente prendi la mia frase buttata giù così e la amplifichi al mondo senza invece sviscerare concetti ben più complicati che ho citato…chiaro, parliamo di quello che mi fa comodo…!

    E poi l’ultima frase proprio denota la tua saccenteria spicciola…
    Secondo te dovremmo provare tutte le droghe del mondo per sperimentare di persona i danni che fanno?
    A me basta vedere al parco un tossicodipendente che si buca per capire che è una cosa sbagliata…e mi basta sentir parlare un ben informato scambista per sapere che utilizza la donna come semplice giocattolo o figurina da scambiarsi con amici e conoscenti…ce l’ho ce l’ho mi maaaaanca…ah no vero si cerca anche un minimo di amicizia…ci mancherebbe…!!!
    Se il tuo intento era convincermi su qualcosa sappi che stai ottenendo l’effetto contrario, e ammetto candidamente che a me non interessa convincere proprio nessuno…!!!

  • 2491
    claudio -

    si fa sempre più interessante…. però si filosofeggia troppo.
    Lo scambio di coppia non è per tutti, come per tutti non è il free climbing, il paracadutismo, il bungee jumping o altro ancora e le motivazioni che portano a fare questo sono le più varie e tutte, volendo, condannabili”( ma da chi?).
    Anzichè entrare in empatia con queste persone per comprenderne le motivazioni scivolano subito nel giudizio o nella condanna.

  • 2492
    CoppiaBiricchina -

    Il nostro grande Luigi Pirandello ci ha lasciato scritto:
    “Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!”
    Albert Einstein, nel suo parlare epistemologico ci mostra come tutto ciò che ci circonda è relativo, mentre il nostro già citato Sigmund, con il suo “Io” & company, ci ha permesso di capire come si forma la nostra personale “realtà fasulla”.
    Tutto ciò dovrebbe convincerci che nell’universo che viviamo non v’è certezza né potrà mai esserci perfezione alcuna. Eppure v’è in gran parte degli uomini sia l’una che l’altra cosa; per costoro chi non condivide questo vedere è un impostore, e come tale va condannato.
    Secondo il mio sentire, il primo comandamento potrebbe essere: 1) Non commettere atti impuri. Ma ciò comporterebbe scrivere milioni di specifiche che l’uomo, comunque interpreterebbe a suo comodo.
    Reputo cosa buona e giusta il diffidare in primis di sé stessi, di ciò che si ha dentro, e considerare amici coloro che ci aiutano in tale dubbio, ritengo non vi sia altra strada per la salvezza. Trasgredire tutto ciò, per me significa commettere atti impuri.
    Come ci suggerisce Beppe Grillo, la luce che vediamo in fondo al tunnel, potrebbe essere un rapido che ci viene addosso. Siamo dotati di sensi che ci aiutano ad interagire con il mondo circostante, ma ci è necessario anche interpretarli nella giusta maniera se non vogliamo ritrovarci spiaccicati chi sa dove. Questo però non si può insegnare, si possono solo dare indicazioni, è il “fiuto” ed il “fato” a determinare la nostra salvezza. Una buona “mamma” è colei che sa intermediare tra rischio e protezione. Come dice ste, non è necessario provare a drogarsi per sapere quanto male ciò possa farci, ma non è neppure sano condannare aprioristicamente le cose; nella storia dell’uomo, le droghe hanno permesso grandi cose che solo oggi iniziamo a comprendere. Immolarsi per qualche cosa è un gesto insano, ma tanti di questi hanno dato buoni frutti. Dov’è la linea di confine tra giusto ed ingiusto? L’uomo se lo chiede da sempre, ma dove si trova non lo si scoprirà mai perché tale confine si sposta continuamente ed ogni qualvolta lo si raggiunge, ecco che esso non è più lì.
    Concludo dicendo che l’interazione tra gli individui porta a cose grandiose, a meno ché essa non sia volta ad una guerra, soltanto a noi è dato il dono di decidere cosa fare. Disconoscere tutto questo dire, a mio modo di vedere, equivale ad ignorare quel primo comandamento indicato poc’anzi, che non sta certo a significare di non fare sesso così o colà.
    Vorrei aggiungere un affettuoso Benvenuto a Claudio, che pare voglia dare un contributo e nuova vitalità a questo dibattito che appare purtroppo, sempre più di nicchia.

  • 2493
    CoppiaBiricchina -

    X ste
    Abbiamo tutti compreso, oltre ogni ragionevole dubbio, che tu reputi, secondo un tuo sentire squisitamente religioso, lo scambismo una cosa sporca ed immorale. In verità però, qui non interessa il tuo giudizio, ma piuttosto il senso di questo fenomeno.
    Analizzare e giudicare sono due cose completamente diverse, secondo il mio sentire, il primo termine significa esaminare con attenzione. Ciò implica un modo razionale di valutazione il più oggettivamente possibile, dove i fatti sono osservati, verificati e confrontati con la natura che è il metro di misura universale. Il secondo termine invece è legato ad esprimere un parere personale interpretato secondo un credo, che non ha valenza universale.
    Il tuo modo di concepire il mondo è di carattere riduzionistico-meccanicistico, in pratica ogni argomento valutato è limitato ad un’unica modalità d’indagine. Attualmente questo modo di vedere risulta superato dalla realtà. Occorre spostare la prospettiva su un piano più multidimensionale, dove l’analisi viene effettuata con una modalità olistica.
    Oggi assistiamo ad una crisi globale che abbraccia ogni aspetto della realtà e non soltanto nella maniera da te valutata, cioè attraverso ciò che indichi come “una caduta della morale”. Non è possibile giudicare tutti gli scambisti “uomini che usano le donne come figurine”, come non si può valutare tutti i preti come pedofili perché se ne è scoperto uno tra loro, così come tutti i carabinieri, o i meridionali, o gli africani, o tutti gli uomini, o l’intera razza umana; generalizzare è un modo pericoloso di valutare le cose, a meno che non sia consapevolmente utilizzato a fini statistici. Se effettuo un’analisi avendo in mente soltanto il mio concetto di moralità, non posso che ottenere una valutazione distorta della verità. Galileo ci ha insegnato che nell’indagine, bisogna prendere in considerazione tutti i possibili indizi e confrontarli con quanto espresso dalla natura, affinché si possa giungere alla conoscenza; si chiama metodo scientifico. Per questo è stato condannato dalla chiesa che tale atteggiamento non può ammettere. Non dico che ci siano uomini capaci di farlo ed altri no, ma piuttosto che tutti si devono sforzare ad agire in questo modo se vogliono conoscere la verità. Chi non agisce in tal maniera è perché: o non ha interesse ad impegnarsi; o proprio si rifiuta di sapere.
    Se dico che “io non condanno nessuno”, significa che non lo faccio neppure verso gli esibizionisti, ma se poi condanno questo atteggiamento, vuol dire che lo applico anche verso chi lo pratica, smentendomi così da solo. Chi ha detto che lo scambismo sia sinonimo di esibizionismo?
    Lo spazio è sempre tiranno e non rispondere ad ogni quesito postomi, non è dovuto a: “parliamo di quello che mi fa comodo…!”. Se vuoi, puoi indicarmi uno dei: “concetti ben più complicati che ho citato…” a cui io possa dar seguito con un’adeguata risposta.

  • 2494
    dott50 -

    X Coppia
    Io non condivido la “perfezione della natura”. Perchè non siamo immortali? Perchè ci sono esseri che nascono storpi e menomati rispetto agli altri? Perchè sulla Terra c’è vita e su Giove no? Capisco che Tu voglia vivere secondo natura, però l’etica dove la metti? Io non concordo con Ste, credo che non esista la “caduta dei valori morali”, bensì la ” sostituzione di valori morali” poichè anche l’etica ed i valori morali non sono entità fisse, ma dinamiche che vanno di pari passo con le esigenze sociali del periodo storico. Lo scambismo, lo ritengo come un metodo che FACILITA ed AMPLIFICA l’offerta sessuale e non vedo nulla di male in tutto ciò, se entrambi i patners sono concordi; ma nulla di più. Dal punto di vista morale, tale pratica, fino a qualche tempo addietro, avversata dalle religioni di tutto il mondo (Coppia non venirtene fuori con i bassorilievi birmani) e mal tollerata dagli stati di tutto il pianeta, attualmente vive in sordina, poco affrontata dai sociologi, ma cmq esiste ed il fenomeno si va espandendo rispondendo al bisogno della coppia moderna di reintensificare la sessualità, insomma è un “amplificatore sessuale”; ciò non toglie che se Stè ama accoppiarsi solo con la sua donna e non ha altri pruriti, è condannabile. Non è universale nè lo scambismo, nè la monogamia.
    X Stè
    Mia moglie è davvero una bella donna, viso compreso, saresti disposto a corteggiarla con il mio consenso ed eventualmente ad andarci a letto?

  • 2495
    CoppiaBiricchina -

    Caro dott50, io dico che se avessi fatto il mondo, sarebbe stato sicuramente migliore, ad esempio io sarei stato irresistibile a tutti, e non avrei avuto alcun problema di sorta, ma naturalmente solo ed esclusivamente secondo i miei parametri, che forse tu ed altri sette miliardi di uomini non avreste condiviso. Uno storpio, è tale solo per noi, per la natura è esclusivamente un modo per addivenire al miglioramento della specie, A determinare so lo storpio o il sano siamo più rispondenti all’entropia globale lo stabilirà soltanto il tempo, quindi la natura stessa. Se gli umani fossero stati per la maggior parte storpi, quella sarebbe stata la normalità ed un uomo come noi sarebbe stato indicato come storpio. Questo è ciò che io intendo per “perfezione della natura”. Essa è quella che è, punto! Non esiste altra regola al di fuori di essa, e le sue leggi non possono essere modificate, adattate o altro. Esse sono là comunque, indipendentemente da tutto, noi possiamo soltanto provare a non rispettarle, ma sempre a nostro discapito. Vedi la crisi globale che l’uomo ha creato perché si è creduto al di sopra di esse.
    Ma veniamo a noi.
    Lo scambismo esiste solo nel nostro modo di concepire la realtà. In natura esiste solo il sesso in quanto mezzo di procreazione. Siamo soltanto noi a stabilire che gli esseri preposti a svolgere questa funzione siano sposati, monogami, o quant’altro, e stabiliamo anche la modalità con cui rispettare queste regole nostrane: attraverso leggi giuridiche; morali; o altro. Insomma, essere scambisti non è né giusto, né sbagliato, per la natura è solo necessario che noi facciamo sesso. Noi possiamo solo stabilire se è meglio farlo a letto o su un albero; sempre con la stessa donna o con donne sempre diverse; se cogliere il piacere che ne deriva o fustigarci per l’immoralità che ne consegue. La natura, attraverso il tempo che ne è parte, continuerà a farci procreare e svilupparci finché non si sarà esaurita la capacità a mantenere il disequilibrio energetico della nostra specie.
    Se la chiesa, ritiene che usare il preservativo sia un male e far morire di Aids milioni di persone sia un bene, io posso solo ritenere ciò un fatto immorale. Per la natura invece è semplicemente un passaggio del suo inarrestabile percorso come lo sono state le pestilenze ed anche la bomba di Hiroshima, come è stata la vita dei dinosauri per milioni di anni, e come la loro scomparsa. Essa non si ferma a giudicare l’operato di alcuno, figuriamoci dell’uomo.
    Mi permetto di dissentire sulla tua ricostruzione storica, ma essendo questa un’altra faccenda, la rinviamo ad altro momento.
    Lo scambismo è uno dei mille modi con cui fare sesso, la monogamia invece è un’aberrazione concettuale (sancita per la società). Ovviamente questo è il mio modo di vedere, la mia interpretazione di ciò che la natura stabilisce, ma sono gli scienziati quelli più dotati a leggerla ed è per questo che li seguo con piacere.

  • 2496
    dott50 -

    ma che dici, uno storpio è un errore della natura e basta, gli umani contano uan minoranza di storpi e se Tu fai coincidere la normalità con la prevalenza statistica “Se gli umani fossero stati per la maggior parte storpi, quella sarebbe stata la normalità ed un uomo come noi sarebbe stato indicato come storpio” rafforzi il mio pensiero; però non esiste solo il concetto statistico della normalità, ma anche quello biologico/funzionale (se ad un uomo manca una mano avrà un attività prensile dimezzata rispetto a chi ha due mani): Se il concetto di normalità fosse solo statistico ci troveremmo a dire che Galileo Galilei o Einstein sono anormali. Ritornando allo Scambismo, premesso che siamo entrambi favorevoli allo scambismo, vorrei porti una domanda: che ne pensi dell’incesto? La ritieni una pratica normale? Hai preconcetti verso di essa? La pratichi l’hai praticata? Ma scusa non è più semplice ammettere che il sesso procura un piacere e lo scambio di coppia moltiplica questo piacere. Io mi annoio a far sesso sempre con mia moglie e sono disposto a mortificare l’esclusività e perfino il sentimento di gelosia pur di aumentare il ventaglio delle soddisfazioni sessuali.

  • 2497
    CoppiaBiricchina -

    Chiedo scusa al dott50, ma probabilmente non mi sono espresso con adeguata chiarezza. Io ritengo che una cosa sia la valutazione umana di un determinato evento, e tutt’altro è il valore metafisico del fenomeno stesso. Se si interpreta il contenuto di “anormale” come valore negativo, dire che Galilei o Einstein sono “anormali”, farebbe saltare dalla sedia. Il significato del termine però è: essere al di fuori della norma, cioè dell’ordinario, dell’usuale, ed essendo questi dei “geni”, cioè dotati di un Q.I. abnorme rispetto alla norma, consente oggettivamente di definirli anormali.
    Se si considera ora la natura; possiamo convenire che essa non ha antagonisti, cioè essa è il tutto. Come tale è il metro campione di ogni cosa e quindi non può che essere impeccabile. Imperfetto può essere solo la mia interpretazione in quanto parzializzante. L’uomo può giudicare un animale veloce o lento, esclusivamente in rapporto ad un metro campione di riferimento. Solo quel metro conterrà in sé il valore di perfezione.
    Avendo in mente i termini indicati, possiamo analizzare correttamente lo scambismo. Questo fenomeno è essenzialmente una modalità organizzativa di accoppiamenti sessuali tra maschi e femmine, quindi non contiene in sé qualità alcuna.
    Il giudizio umano su questo fenomeno invece, può determinarne dei valori in relazione all’ambito valutativo rispetto al metro comparativo del giudicante. Lo scambismo può essere considerato in base al valore: morale; emotivo; fisiologico; amoroso; sociale. Rispetto ad ogn’uno di questi ambiti, si può poi assumere un metro valutativo guidandoci al giudizio, ad esempio: molto buono; buono; meno buono; indifferente; poco cattivo; cattivo; molto cattivo.
    Se valuto lo scambismo da un’angolazione emotiva, ad esempio, cioè su quali emozioni esso produce, e considero il piacere fisico come un valore altamente qualificante, posso addivenire che esso sia “molto buono”. Per contro, se considero invece il piacere fisico come un termine dequalificante, evidentemente il giudizio non può che essere “molto cattivo”.
    Ecco quindi che rientra il nostro Pirandello :” E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro?”.
    Un’ultima considerazione che ritengo utile se non indispensabile fare riguarda il rapporto d’amore che s’istaura tra due partner. Valutare questo fenomeno significa considerare due elementi che entrano in gioco: il senso dell’amore; ed i termini stipulativi istaurati tra le due individualità che vi partecipano.
    Proviamo a stabilire i termini del primo elemento, il senso dell’amore.
    È evidente a tutti che esso è un fattore emotivo che si presenta sotto diverse sfaccettature, ma quelle che io ritengo attinenti al nostro dibattere, sono principalmente due: quello definito amore romantico e l’amore sessuale.

    — Continua —

  • 2498
    CoppiaBiricchina -

    In psicologia si sostiene principalmente che esistono tre fasi evolutive: infatuazione (o innamoramento); attrazione (o di affetto); e attaccamento. Tutte composte da vari elementi e stadi.
    Tutto inizia con l’infatuazione; una forte passione, ma debole negli altri elementi costitutivi, il primo sprone di questa fase è l’istinto o la pulsione sessuale, cioè quello che abbiamo definito amore sessuale. In questa condizione, una grande qualità è assunta ovviamente dall’aspetto fisico.
    Col tempo questo elemento si riduce dando spazio all’affetto, in pratica intervengono altri componenti valutativi più squisitamente interiori, come la cultura, la stima, gli interessi comuni, ed altre qualità possedute dal partner. Questa è la così detta fase di attrazione o altrimenti detta affettiva.
    Ad essa succede quella detta dell’attaccamento in cui si passa ad amare l’essere nel suo complesso in modo pieno e totale, non più quindi solo per i suoi aspetti materiali e spirituali.
    Sebbene gli esseri umani non siano in genere sessualmente monogami, si ritiene che lo siano emozionalmente, in pratica essi non possono amare (romanticamente) che una sola persona alla volta.
    Secondo recenti osservazioni scientifiche si è appurato che, in relazione alla cultura che determina notevoli oscillazioni; dopo i 10, 15 anni di permanenza in questo stato, si passa dall’amore romantico ad un semplice piacere nello stare insieme.
    Per ciò che attiene invece il secondo elemento, cioè i termini “contrattuali”, il rispetto di questi taciti accordi verso il partner è un valore fondante. Con esso si stabilisce un consenso di fatto alla facoltà di accesso al proprio essere. I mondi individuali si fondono stabilendo limiti comuni del sentire.
    Se io ad esempio esperisco un moto di eccitazione nei confronti di un atteggiamento comportamentale dell’amica della mia donna, nasconderlo significa tradire le aspettative fiduciarie che essa ha posto nei miei confronti. L’unica possibilità che mi è data, non è quindi la negazione, ma di non sentire tali sensazioni; ciò però non è possibile in quanto si tratta di valori estranei ad un controllo emozionale, quindi superabili esclusivamente tramite deformazioni psicologiche della realtà. Ad entrambi i membri della coppia, non resta quindi che conoscere e condividere ciò che viene emotivamente provato singolarmente, pena l’annullamento di quanto stipulato e quindi la perdita del rapporto.
    La consapevolezza di questi fattori ci consente di vivere adeguatamente nella realtà, e lo scambismo è un giusto mezzo per evitare improprie e pericolose menomazioni psicologiche.
    Comprendo che l’estrema semplificazione effettuata per esprimere questi complessi meccanismi, può concedere ampi spazi ad una falsificazione dei termini stessi e me ne duolo, ma ritengo che in questi spazi non sia possibile ottenere di più. Forse sarebbe più opportuno utilizzarli per esprimere esperienze personali, riportando il proprio sentire, ma soprattutto omettendo giudizi.

  • 2499
    dott50 -

    “E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro?”. No amico, in una società omogenea,le personalità sono individuali, ma i valori ed i comportamenti sono per lo più comuni, perciò “c’intendiamo perchè il senso ed il valore che sono dentro di me sono simili a quelle del mio interlocutore se entrambi abbiamo avuto lo stesso mondo”. Si, mi sembra parziale e semplicistico giustificare l’abbandono alla propria emitività (dare seguito all’attrazione che provo per l’amica di mia moglie) con la lealtà verso mia moglie nel tacerle quell’attrazione istintiva verso la sua amica). La religione in proposito ti dice: resisti all’istinto e ne riceverai un beneficio quando avrai la consapevolezza che la ragione ha prevalso sull’istinto, non solo, ma anche tua moglie apprezzerà la tua fermezza di proposito e ti amerà maggiormente. Insomma, mi stai facendo fare il difensore dei monogami, quando non lo sono. Non mi hai risposto: cosa pensi dell’incesto? Lo hai mai praticato? Lo pratichi? Ci tengo a che Tu mi risponda!

  • 2500
    Anna -

    A me sembra che si stia filofeggiando troppo, per dare una giustificazione altisonante a quello che in fondo è una sco...., non diamoci motivazioni elegiache, scambio di coppi, sesso a tre, tradimenti ed anche astinenza, sono tutti metodi che ognuno pratica per alleviare un suo disagio interiore o de coppia, escamotage dettati dal tanto tempo che si sta insieme, o dalla noia o dalla insoddisfazione o dalla voglia di avere esperienze diverse con o senza il compagno, cambiano forse i modi o le spiegazioni che uno si dà ma di fondo resta che si vuole fare sesso con qualcuno di diverso del compagno abituale. Le altre sono tutte coperture per difendersi dai moralismi dando però a propria volta giudizi sul modo di vivere degli altri, perchè ovviamente è diverso dalle scelte che si sono fatte e mi sembra che questa discussione stia diventando un trattato-monologo di teologia.

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