Saggezza di vita
Riferimento alla lettera:
Quì ho scritto frasi, citazioni e aforismi , a volte anche senza autore, che vi potrebbe aiutare a vivere e a riflettere. La mancanza di riflessione per me è uno dei grandi problemi di questo secolo. In una società dove ormai sembriamo tutti schiavi del dio denaro anche se sono...
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Data di pubblicazione: 24 Febbraio 2022
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Categorie: - Attualità
581 commenti
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In quale ti piacerebbe vivere?
Golem, mi piacerebbe andare a stare in un paese dove non succedono fatti gravi come quello che è successo a Civitanova Marche, sono sempre più schifato!
Il Meraviglioso Mondo di Amelie praticamente, Dante. Qui c’è già chi ci vive, puoi chiedere informazioni.
Ti suggerisco la Svizzera, almeno lì puoi stare sicuro che di reati predatori non succedono, con le leggi che ci sono, chi sbaglia la paga molto cara.
Il guaio però è che non ci entri tanto facilmente.
Dante,
a me, invece, piacerebbe vivere in un paese meno segnato da pesanti disuguaglianze. Ma questo diventa difficile in qualsiasi Paese mediamente coinvolto dal dominio del dio denaro, che risucchia le anime nella proliferazione di oggetti, quasi tutti pressoché inutili.
Oggi, ai cassonetti dell’immondizia, ho incontrato un vicino di casa, di 62 anni. Mi ha detto di avere un’anca spappolata, di non potersi abbassare senza inginocchiarsi e di non potersi rialzare senza appoggiarsi a un secchio di ferro.
Niente pensione, prima dei 67 anni. Non ho avuto il coraggio di chiedergli se ancora lavorava e da cosa traeva il suo sostentamento.
Vive in una bella casa, che gli hanno lasciato i genitori, ma è uno dei parecchi compaesani che non hanno trovato una compagna, né per una stagione, né per la vita…
Ecco, non vorrei vivere in un Paese che non ha cura di chi ne ha grande bisogno.
“Si impara di più accettando le critiche che non ricambiandole.”
(J. Jelinek, ex calciatore)
A condizione che non si tratti di critiche volte a delegittimare, per partito preso e inguaribile acidità esistenziale.
In tal caso, basta lasciarsele scivolare addosso, come acqua fresca durante la calura estiva…
A me piacerebbe vivere a Vinchiaturo, Molise.
L’Italia ormai è destinata a peggiorare, rossana.
Quel anziano signore di 62 anni ha diritto ad una pensione di invalidità, cosa che purtroppo la vedrà solo col binocolo, questo paese è morto, è finito.
Sono sconvolto per quello che è successo a Civitanova, quello che mi ha lasciato basito è stata l’indifferenza della gente che non è intervenuta per fermare quel pazzo, che schifo.
@Tommy, allora la prossima volta dai qualche suggerimento migliore, grazie.
Dante, se te lo puoi permettere di andartene fallo e basta.
Intanto c’è da restare basiti perché uno psicopatico del genere era a piede libero, certo che dovevano intervenire, ma bisogna vedere quante persone c’erano la.
Tommy,
forse sarebbero bastati tre uomini che, in contemporanea, prendessero l’aggressore per le braccia, all’altezza delle ascelle, mentre stava letteralmente addosso alla vittima.
In Italia si reagisce dal divano all’aggressione sulla soglia di casa della Russia all’Ucraina ma si assiste per 4 minuti, di persona, a un massacro a mani nude, senza intervenire.
Non vorrei essere nei panni di chi si è limitato a immortalare l’evento con il cellulare…
Vabbè, rossana, però bisogna vedere quanti c’erano lì a filmare l’aggressione, e come erano messi fisicamente quelli che filmavano l’accaduto.
Comunque la fortuna di quel balordo è di trovarsi in Italia dove si farà al massimo 15 anni di galera.
Negli USA avrebbe avuto la sediolina ad elettrodi già pronta.
Tommy,
tutto vero: dipende dai fatti concreti, cioè da quanti erano lì e da come erano messi, sia fisicamente che a capacità di essere coraggiosi.
Concordo anche sull’eccessiva tolleranza dei nostri tribunali, forse troppo enfatizzata dall’influenza della Chiesa. A volte, però, mi viene da sorridere quando sento di condanne in USA a tre ergastoli o a 120 anni di carcere…
@Tommy, almeno in America i cittadini sani di mente che non hanno precedenti penali possono difendersi con un’arma da fuoco in caso di una brutale aggressione, cosa che in Italia te lo puoi scordare.
@rossana, il problema è che per fermare un bastardo, ci vuole un bastardo.
Uno che ha la fedina immacolata non vuole certo andare a mettersi nei guai con le leggi che abbiamo.
L’eccessiva tolleranza dei nostri tribunali non è solo influenzata dalla Chiesa ma da un governo antidemocratico che è in maggioranza.
@Dante, dici?
https://m.youtube.com/watch?v=f8ZqFxkR5L8
Anni fa schiantai uno scippatore di vecchiette contro il muro, che scappava appena dopo aver fatto il colpo sul marciapiede di fronte casa mia, dove aspettavo l’arrivo di un amico. Dopo averlo bloccato a terra accorse gente che aspettava di entrare in una vicina pizzeria, mentre io rientravo in casa per curare una botta che avevo rimediato sul naso. Tornato sul posto, vedo che il gruppetto di “eroi per caso” avevano liberato il ladro. Chiesi il perchè, e mi risposero che tanto la polizia lo avrebbero comunque rilasciato dopo poco (?). Ma quello che dice tutto sulla gente fu il commento di qualcuno, che mi disse: “ma chi te lo ha fatto fare. Hai rischiato per niente”. Peraltro la signora non seppe mai chi realmente le aveva recuperato la borsa.
Quindi, le parole, le buone intenzioni, sono facili da mettere insieme, e c’è gente che si è fatta un nome a parole, persino qui. I fatti però sono tutt’altra cosa.
E solo quelli contano.
Tommy,
punto di vista pienamente condivisibile quello sul concetto che con le nostre attuali leggi è meglio star fuori da qualsiasi evento che porti a indagini.
Le sintesi sono istintive e soggettive, tralasciando spesso parti fondanti della valutazione che meriterebbero maggior approfondimento.
Infatti… nel reale le persone non si rivelano, come nel virtuale, da ciò che raccontano di sé o dei loro vissuti, ma da ciò che le si vede fare, di cui su un sito online, frequentato da nick anonimi, non è dato verificare un… bel niente.
Concetto valido per tutti, non solo per utenti o utentesse sgraditi!
Il virtuale NON è certo, in nessun aspetto, per nessuno. In cambio, offre il passatempo di imparare a distinguere tra i due diversi piani d’interazione e, magari, anche a calibrare nel virtuale linguaggio e attitudine a seconda del temperamento e delle capacità relazionali dell’interlocutore DI INTERESSE.
Io sono comunque favorevole alla pena di morte.
Proprio oggi pomeriggio ho appreso una notizia che negli Stati Uniti, un ragazzo di 23 anni ha sterminato una famiglia in campeggio, un bambino di 6 anni per fortuna è sopravvissuto, il movente resta ignoto, anche perché il killer si è suicidato sparandosi un colpo di pistola alla tempia.
Alla fine questi assassini psicopatici, squilibrati, cosa campano a fare?
Per fare del male a vittime innocenti?
Dai.
In realtà le pene sono severe anche in Italia, ma non si applicano, tra sconti di pena e quant’altro.
Credo che in Italia la legge sia più blanda, perché la criminalità è meno diffusa che in altri paesi.
Golem, hai fatto un bel gesto prendendosi dei rischi per aiutare quella vecchietta, ma putroppo l’altruismo non paga. Il comportamento di Golem dovrebbe essere d’esempio per tutti. La gente resta indifferente quando vede una persona aggredita. Le istituzioni, come polizia, carabinieri, tribunali esistono proprio perché la giustizia fai da te non funziona.
Tommy,
“Io sono comunque favorevole alla pena di morte.”
Hai mai riflettuto sulla realtà di fatto che con questa legge esiste il rischio di uccidere persone innocenti?
Per me, se anche soltanto uno su mille dovesse perdere la vita per un errore giudiziario, varrebbe la pena porre fine a questa violenza di stato.
Trader,
a integrazione della tua opinione sull’entità di diffusione della criminalità in Italia, riporto uno scampolo di notizia, pubblicata non so più dove, all’inizio di luglio.
“Nel 2021 in Giappone si sono registrati solo 21 arresti per uso di armi da fuoco, il numero di omicidi è 0,2 per 100 mila abitanti, rispetto a 0,5 in Italia e a 6 negli Stati Uniti.”
Secondo me, là dove vige una cultura meno esasperata nell’impulso alla competizione sfrenata (che porta poi alla classificazione di vincenti o perdenti), la criminalità è meno diffusa.
Quella giapponese è una delle società più competitive della Storia. I fallimenti sono talmente temuti da portare sino al suicidio molti infuvidui, a partire già dalle scuole primarie.
I fallimenti sono talmente temuti da portare sino al suicidio molti infuvidui, a partire già dalle scuole primarie.
Vero. Questo non lo ricordavo…
Allora perché in Giappone le armi si usano molto meno che da noi o in Usa? Forse per la religione (un misto di shintoismo e buddhismo)?
No: menefreghismo.
Ma… Come si coniuga il menefreghismo con la competitività?
Mi sa che dovrò provare ad approfondire un po’ di più.