Saggezza di vita
di
marc
Riferimento alla lettera:
Quì ho scritto frasi, citazioni e aforismi , a volte anche senza autore, che vi potrebbe aiutare a vivere e a riflettere. La mancanza di riflessione per me è uno dei grandi problemi di questo secolo. In una società dove ormai sembriamo tutti schiavi del dio denaro anche se sono...
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Data di pubblicazione: 24 Febbraio 2022.
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Categorie: - Riflessioni
581 commenti
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Trader,
ti ringrazio per l’incoraggiamento. Hai un animo gentile, che compensa alcuni spigoli del tuo temperamento, per me un po’ troppo acuti.
Sto anch’io vivendo, come te, un lungo inverno più freddo del solito. Non tanto per solidarietà con gli ucraini o per favorire la fine della guerra, quanto per non regalare troppi soldi a chi specula senza che nessuno vi metta freno.
Un abbraccio.
“Democrazia è dialogo. Democrazia è rispetto. Democrazia è ragionare assieme non urlarsi contro. E quando si stabilisce a priori cosa dobbiamo pensare, quali opinioni sia lecito avere, si vengono a creare dei meccanismi che non sono più compatibili con il concetto di democrazia.” (G. Middei)
Trader:
“Dante, tengo duro, perché vorrei trasformare LaD in un sito di controinformazione serio come era la grande Indymedia. La strada è ancora lunga e in salita. Non so se ce la farò, ma vale la pena tentare.”
Proverbio arabo:
“Non puoi ricavare farina da un sacco di carbone.”
Lascia stare.
“Gli ipocriti più miti sono anche i più temibili. Le maschere di velluto sono sempre nere”
Victor Hugo
Grazie Rossana, sei una persona di gran cuore.
Dante, forse è come dici tu e infatti sto perdendo le speranze.
Dante,
concordo sul proverbio arabo: LaD è senza speranza di ritorno a una normalità meno aggressiva e meno impositiva.
Diventa quasi disgustoso continuare a leggere le stesse espressioni, trite e ritrite, di odio e disprezzo.
Spettacolo triste e diseducativo per quasi tutti.
“Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca priva di applausi.” (Charlie Chaplin)
È quasi sempre questione di simpatie/antipatie a carattere personale. In chiunque si può trovare tutto il bene o tutto il male del mondo, volendolo fare, per partito preso.
In un gruppo nel reale, esattamente come nel virtuale, si possono creare incroci di insofferenza reciproca, con la sola differenza di essere più o meno propensi al pettegolezzo o al volersi porre in continua posizione giudicante. Per alcuni sembra non ci possa essere vita se non fustigando i diversi da sé. Infastidiscono e sono da allontanare.
In conclusione, se ci si sente respinti o giudicati troppo male da chi critica in noi quanto sente mancante in sé, basterà ricordare l’aforisma del Maestro di gran parte dei conflitti virtuali, alcuni persino da perpetuarsi all’infinito:
“Però io sono contento di me stesso e alla fine quello conta nella vita.”
Proprio così, solo quello davvero conta, innanzitutto per se stessi! 🙂
“Le persone insicure hanno una sensibilità speciale per ogni cosa che alla fine conferma la loro propria bassa opinione di se stessi.”
Nemanja Ciavovòlnsky
“L’intelligenza di un individuo si misura dalla quantità d’incertezze che è capace di sopportare.” (I. Kant)
Se solo potessi vincere alla lotteria Italia, allora si che in quella corcostanza sarei contento di me stesso!
Dante,
ti auguro di vincere, magari non proprio il primo premio, perché è risaputo che mediamente è foriero di rovina.
Tu, giustamente, odi le armi ad altissimo potenziale distruttivo; io considero quasi altrettanto distruttivo, in tutti i sensi, il potere derivante dal denaro.
Anche a me piacerebbe una piccola fortuna in soldi, ma piccola, di modo da poter avere qualche certezza in più nel futuro, senza però esserne troppo scombussolata…
Grazie rossana, sinceramente mi basterebbe vincere anche solo 50.000 euro.
Che poi questa cosa che i soldi non fanno la felicità mi sembra più una leggenda metropolitana, certo dipende se uno è messo bene di salute, ma il 90% dei casi la felicità i soldi la fanno eccome.
Guardiamo in faccia la realtà.
Dante,
avendo sperimentato periodi molto duri sia emotivamente che economicamente, se dovessi scegliere uno dei due come più grave ed invalidante, sarei di certo in difficoltà.
Un minimo di benessere e di sicurezza economica è assolutamente indispensabile per un’accettabile esistenza. Guai, però, a trasporre il valore dei sentimenti in un’esagerata quantità di denaro, che sposta al di fuori di sé quanto è altrettanto indispensabile per il proprio benessere emotivo.
Ci si barcamena spesso fra i due poli, tranquilli e appagati soltanto quando si riesce a conciliarli quanto basta al nostro personale equilibrio. Almeno, così è per me.
Le persone ragionevoli e razionali rendono sempre la vita così difficile!
https://m.youtube.com/watch?v=2Hk_NIBh-rQ
Dante,
ho guardato e ascoltato il video che hai segnalato, più che altro nel ricordo di mia madre. Una contadina, che, dopo aver superato la spagnola, due guerre mondiali, un matrimonio di 60 anni e cresciuto tre figlie, con scarsi mezzi e anche minor gratificazioni, ha conservato fin dopo i 90 anni il desiderio di tentare ogni anno la sorte con due biglietti della Lotteria Italia.
Dagli anni ’60 in poi non le è mancato più niente ma le piaceva tantissimo immaginare di poter vincere!
In effetti, per quanto batostata sia stata un’esistenza e per quanto se ne sia delusi, è difficile non conservare la speranza di essere privilegiati in qualcosa che non ha a che vedere con meriti o fatiche.
Proprio oggi mi è capitato di leggere questo articolo, che in parte dà ragione al tuo punto di vista: https://www.greenme.it/lifestyle/costume-e-societa/relazione-soldi-felicita-studio/
Ma perché il protagonista del video chiedeva soldi? Possibile che debba essere così in quasi tutti i contesti?
Non lo so se quel protagonista chiedeva soldi rossana, cercavo il biglietto migliore tra la lotteria Italia o il gratta e vinci e mi è capitato quel video, qul signore mi è sembrato che vuolesse convincerci a non giocare perché secondo lui è una fregatura studiata a tavolino dallo stato per incassare, già lo stato è vampiro di suo, quindi è palese che la matematica non è un opinione.
È per questo che dico che le persone ragionevoli e razionali rendono la vita difficile, perché dicono sempre la verità.
Meglio accettare una brutta verità che una bella menzogna che porta solamente illusioni.
Rimpiango gli anni 60 perché erano i migliori, mi ha raccontato tutto quanto mia nonna che ora è in campo Santo, se avessi avuto vent’anni in quell’epoca per me era meglio.
Perché questa di epoca fa proprio schifo!
Dante,
Anch’io rimpiango gli anni ’60. Ricordo com’erano e sono felice di averli vissuti.
Il video era comunque interessante e istruttivo sul tema. Vero che la verità, benché spesso amara, è meglio di edulcorate menzogne. Preferisco anch’io, sempre, vedere il mostro in prima pagina e sforzarmi di riconoscere prima possibile il serpente che si ammanta delle sembianze di una colomba.
Qui è di particolare interesse notare chi si affaccia in tutù come una signorile ballerina per rivelarsi poco dopo come un rozzo e prevaricante scaricatore di porto. Concetto valido per entrambi i sessi dichiarati.
Il buongiorno si vede dal mattino e in questi casi mette in scena fin da subito sia vigliaccheria che la madre di tutte le ipocrisie su di sé.
Sono vampiri energetici rossana, e purtroppo prolificheranno sempre più anche qui dentro.
Basta un niente, un pensiero scomodo per finire sminuiti e ridicolizzati, laD ormai è diventato un luogo insostenibile perché certi soggetti come questi che si ostinano a tenersi la “corona” sulla testa cercano solo conflitti e quindi non aperti al dialogo.
Mi chiedo come fai a sopportare tutto questo, sinceramente.
“Non amare chi ti tratta come se fossi ordinario.”
(Oscar Wilde)
Lascia anche tu qualche aforisma, altrimenti ti spostano in Chat!
Dante,
prima d’ora mi ero soffermata a riflettere sui vampiri energetici solo nel senso di persone che ti sommergono costantemente con sfoghi personali, più o meno seri, quasi forzandoti a fartene carico.
Ho invece dovuto rendermi conto, mio malgrado, che sono vampiri energetici anche i soggetti descritti da te. L’ideale sarebbe evitare di entrare in relazione con loro. Non sempre però è possibile perché non è facile identificarli a prima vista in quella veste.
Una volta che ci si è lasciati invischiare diventa durissima uscirne ma a tutto si fa, prima o poi, l’abitudine. Specie se si tratta di molestie virtuali che, a lungo andare, finiscono paradossalmente per rafforzare il carattere.
Benché non si tratti di attenzioni piacevoli per l’autostima, il problema più incisivo non è di chi le subisce ma dell’utente ossessivo che non può che alimentare rancore e illudersi di perpetuare il controllo.
Grazie per l’empatia, rara su un sito online, dove ognuno bada soprattutto a sé.
Segue per Dante,
al fine di evitare, se possibile, che i commenti siano spostati in chat.
Soprattutto sui social, dove si vorrebbe poter continuare a interagire, non bisognerebbe mai aprire un conflitto con nessuno, a meno di avere la consapevolezza che si potrebbe poi essere costretti a continuare il contrasto allo sfinimento.
Ma anche nel reale, in diversa forma, nella sostanza il suggerimento non cambia:
“Con la prepotenza bisogna andar cauti: meglio di tutto è aggirarla. Non serve la provocazione diretta, sarebbe un conflitto inutile, quasi il più sterile che si possa immaginare.” (Elias Canetti)
Rossana e Dante, mi hanno colpito i vostri commenti sugli anni sessanta. Io non ero ancora nato all’epoca, eppure sento di doverli apprezzare. Un periodo in cui non c’era l’opulenza di oggi, ma non si moriva di fame. C’era più semplicità e si andava verso un miglioramento delle condizioni economiche e sociali.
Trader,
proprio così: c’era più semplicità, tutto migliorava molto rapidamente, si rifiutava la guerra e si tendeva all’amore.
Non sono stata nelle forme una figlia dei fiori ma lo sono rimasta nella sostanza.
https://youtu.be/u31moHsGjCQ
Sembra un altro mondo, e in effetti lo era: un mondo in cui prevalevano sia la speranza nel futuro che tendenze a obiettivi positivi, per tutti.
Hahaha.🤣
“Quelli che hanno fretta colmano le loro lacune con i frutti dell’immaginazione. Quelli che hanno pazienza sopportano abbastanza bene la loro ignoranza e sanno custodire dentro di sé le proprie incertezze, in attesa di vere conoscenze debitamente provate.
(Pier Vincenzo Piazza )
Trader, di che anno sei?
Se non sono indiscreto.
@rossana, condivido ciò che hai detto.
Golem, che ci trovi di divertente?
In questa epoca moderna non c’è proprio niente da ridere.
No, io trovavo divertente avere come genitori un rododendro e una magnolia. Comunque Dante, io cerco di farmi andar bene ogni momento della vita, anche questo. Che poi, a parte il traffico e le spiagge del Salento affollate, mai siamo stati meglio di oggi.
Nei ’70 a Milano c’era un morto sparato la settimana, ma ero giovane, la vita mi sorrideva, le ragazze non mancavano (grazie alla liberazione sessuale e agli hippyes) e quegli spari alla fine erano come fuochi d’artificio.
Dante “Trader, di che anno sei?”
Dante, sono un millenial, quella generazione di nati tra il 1980 e 1996.
Immagino che la vita negli anni sessanta fosse come racconta Rossana. Ormai ci si stava lasciando indietro la seconda guerra mondiale e il benessere stava lentamente aumentando, quindi non dovevano esserci più gli stenti di pochi anni prima, ma non c’era ancora la ricchezza che si sarebbe sentita i due decenni dopo. C’era l’essenziale, ma non ancora il superfluo. Forse in questa condizione socioeconomica modesta, ma non drammatica, si viveva più semplicemente, più genuinamente. Nel bene e nel male, grandi avvenimenti sociali iniziarono al termine di quel decennio e continuarono negli anni successivi: il sessantotto, le proteste di piazza, quelle studentesche, l’emancipazione femminile. Certo, poi ci furono anche gli anni di piombo.
Ok Golem nel 70 a Milano c’era un morto sparato la settimana, d’accordo.
Ma guarda l’aumento di omicidi, vedi per esempio i femminicidi e le aggressioni de parte delle baby gang che stanno mettendo ferro e fuoco Milano, e non solo lì da quelle parti.
In quegli anni tutto questo schifo non succedeva, dimmi se mi sbaglio.
Trader, grazie per la risposta, non voglio più entrare in Chet perché non so se riesco ancora a moderare i termini contro certi personaggi, i vampiri energetici sono fra noi.
Dante, tu non sei felice e tutto ti sembra brutto, quindi sogni una ipotetica epoca ideale dove pensi che saresti stato meglio. In realtà in ogni periodo storico potresti trovare momenti peggiori di quelli che viviamo oggi. Dove la vera emergenza non è la criminalità, che diminuisce di anno in anno, specie a Milano, che ha avuto gang criminali da Chicago anni ’30 nei ’70, come fuVallanzasca. Il vero problema di oggi non è il rischio di essere sparati, ma la “solitudine”, perchè se è vero che i social hanno moltiplicato le conoscenze ne hanno diluito l’intensità, e comunque la gente ha meno interesse verso la “relazione” e più verso “l’introversione” egoistica, almeno così mi pare di percepire.
Poi c’è il livello di aspettative indotto dal sistema consumista che frustra molta gente, quando 60, 70 anni fa bastavano poche “sicurezze” per sentirsi “bene”, pur essendo proporzionalmente
molto più poveri di oggi. Insomma è sempre tutto relativo. E poi, comunque, indietro non si torna, meglio cercare di vivere bene il momento. Carpe diem, trote noctis.
Se si vuole spostare il focus dell’epoca su altri aspetti, tanto per “rintuzzare”, questo è il primo dato che mi è venuto in mente di cercare e contrapporre: tra il 1971 e il 1980 (quarant’anni fa) sono stati registrati in media 2.976 decessi sul lavoro all’anno (8,1 al giorno), mentre tra il 1981 e il 1990 (trent’anni fa) il dato era di 2.082 (5,7 al giorno). Ovvio che queste morti non han mai fatto grande rumore, se non a momenti e a vuote parole.
Non so perchè ma mi immagino i “decimi di morto” che tornano a casa in fin di vita. Un decimo di morto negli anni tra il ’70 e gli ’80 e uno morto al 70% nei decenni successivi.
Lei: “Cos’hai stasera Antò, ti vedo distrutto”
Lui: “Taci và, oggi mi sono così stancato in ufficio che mi manca solo il 30% per essere morto. Almeno dieci anni fa lo ero solo al 10%. Non se ne può più, credimi. Non voglio pensare tra dieci anni come tornerò a casa”
“Quando hai a che fare con una persona che si crede superiore agli altri e ne è fermamente convinta, ridici sopra e assecondala, perché non è bello rovinare i sogni di un idiota…” (Totò)
Il principe che la sapeva lunga su come prendere la vita reale, persino quella della povera gente.
Figuriamoci che importanza avrebbe mai dato a tutte le panzane di ogni genere che caratterizzano il virtuale!
Hahaha, Ro, sono d’accordo. Solo che c’è chi lo mostra in modo chiaro e chi ha modalità più “furbe” di ostentarlo. Ecco, tu ridici sopra, a me invece piace rovinare i sogni dell’idiota di turno.
E poi, dai, citi proprio il mio filosofo preferito, da me qui più volte qui richiamato.
In riferimento al commento di Rossana 481, il legislatore è intervenuto più volte per limitare la strage dei morti sul lavoro. Già negli anni cinquanta il codice civile aveva previsto che il datore di lavoro facesse quanto possibile per la sicurezza. Poi venne la 626 del 1994. La rivoluzione sulla sicurezza sui luoghi di lavoro l’abbiamo avuta con il D. Lgs. 81 del 2008. Tra qualche giorno ho la riunione periodica ex art. 35 81/08. Sono un trader, ma come secondo lavoro ho assunto l’importante e delicato incarico di Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione di un’azienda di seicento dipendenti. In questi giorni ho aggiornato il DVR, valutando dei rischi.
I lavoratori devono acquisire una maggiore cultura della sicurezza. La formazione e l’informazione sulla sicurezza sul luogo di lavoro è obbligatoria per tutti i lavoratori, ma putroppo molti lavoratori sono disinteressati. Per esempio dubito che una Suzanne sia interessata seriamente a questa disciplina.
Il mio punto di vista al commento 483, riderci sopra?
Sei troppo indulgente, rossana.
Trader,
utile aggiornamento sulle leggi per la sicurezza sul lavoro. Per me, morti bianche da compiangere più di altre.
Non avrei il coraggio di assumermi le responsabilità del tuo secondo lavoro ma ammiro chi lo fa, con impegno e attenzione.
Concordo sul concetto che molti lavoratori tendano a sottovalutare i pericoli derivanti dal tipo di attività da svolgere, da momentanee carenze di forze o da stanchezza.
Lo stato dovrebbe investire ogni tanto piccole somme in qualche minuto di orientamento in TV, per sensibilizzare sul tema, ma anche impiegare un maggior numero di seri e onesti ispettori, per fare rispettare almeno le regole più necessarie.
Trader, ma che min.... vulissi da mia? Ma smettila di stalkerizzarmi!
Honey,
ritengo di avere un’indole molto tollerante, ereditata in famiglia. Un po’ più ampia nel virtuale, dove due parole di incoraggiamento a chiunque ne senta il bisogno possono essere d’aiuto, anche solo momentaneo, richiedendo un minimo impegno, senza la necessità di approfondire la conoscenza o di mantenere contatti.
Nel reale, frequentando poche persone, mi è facile evitare chi non mi piace. Unica difficoltà: un nipote, che mi è caro e che stimo sotto molti aspetti ma che sopporto poco perché tende a interagire stando in cattedra, sempre due spanne più su dei comuni mortali.
In questo caso, conoscendo le carenze fisiche e psichiche che lo inducono a tale comportamento, mi sforzo di non interagire sui temi su cui sta profondendo le sue ineguagliabili conoscenze/esperienze. Anche se quasi mai mi riesce… 😟
Nel virtuale, se qualcuno ti tratta dall’alto in basso, sarebbe preferibile ignorarlo. Se ci si lascia irretire in un acceso contrasto, può diventare poi davvero difficile uscirne, e allora l’alternativa non può che essere quella suggerita da Totò. 🙂
Il rateo delle morti sul lavoro ha una sola vera causa principale: i tempi di esecuzione dei singoli compiti. Tanto più si accorciano tanto più alto sarà il numero degli eventi. Avendo fatto per diversi anni il responsabile della sicurezza sui cantieri, ho tratto queste conclusioni. A bocce ferme, e dopo l’incidente, il RdS, è di fatto solo un comodo capro espiatorio a cui ricondurre eventuali responsabilità civili e penali. Infatti l’introduzione di quella figura professionale non ha modificato drasticamente gli incidenti sul lavoro, morti compresi.
Pussa via. Manco morto.lo farei più.
Suzanne, l’uso improprio del termine “stalking” evidenzia tutta la tua crassa ignoranza giuridica. Lo stalking, disciplinato nel nostro ordinamento dall’art. 612 bis c.p., è un reato, precisamente un delitto, che si commette in danno di una persona con la quale si ha avuto una relazione sentimentale. Non è un generico comportamento di disturbo. E’ altresì chiaro che non ne sai niente di 81/08, altrimenti me lo avresti fatto presente. Eppure dovresti aver fatto la formazione anche tu, in quanto lavoratrice (lavoratrice per modo di dire). Insomma, la tua risposta stizzita denota i tuoi limiti.
Ti ricordo che sei stata tu a cominciare questa infinita serie di botta e risposta, intervallati da pause. Una guerra con delle tregue.
Cosa voglio io? Ti ho già offerto la mia disponibilità ad intraprendere un atteggiamento di collaborazione e non di conflitto, ma hai rifiutato. Bene, questo è il risultato. Hai pure avuto il coraggio di sfidarmi a scrivere una lettera, dubitando…
provocatoriamente che ne sia capace.
Rossana, ti ringrazio. Purtroppo le morti sul luogo di lavoro passano inosservate.
Investire nella sicurezza costa. Spesso i lavoratori, per lavorare più velocemente, trascurano di adottare le misure di prevenzione, incorrendo in incidenti. La materia della sicurezza sul luogo di lavoro non è ancora molto radicata negli stessi lavoratori, che seguono svogliatamente i corsi di formazione. Essendo stato recentemente nominato formatore, studierò il modo di rendere più interessanti le lezioni. C’è ancora scarsa conoscenza della disciplina. Le RLS mi pongono questioni che poco hanno a che fare con la sicurezza. Constato io stesso che parte del mio lavoro consiste nel rispettare adempimenti burocratici (nomine delle figure come dirigenti, preposti; effettuare prove d’evacuazione fatte male a causa del disinteresse del datore di lavoro e del personale, ecc.).
Ma non dire le tue solite puttanate! Vai a studiare al posto di rompere le palle a chi non ti considera minimamente! Bocciato, per l’ennesima volta!
https://avvocato360.it/news/reato-di-stalking-cose-e-quando-si-configura#:~:text=Il%20reato%20di%20stalking%20si,%C3%A8%20necessario%20effettuare%20una%20querela.
P. S. Chiedo scusa agli amministratori per il linguaggio scurrile, ma quando ce vo ce vo!
Golem, dovevo immaginarlo che, da buon architetto, eri stato anche responsabile della sicurezza di un cantiere! Si vede che noi abbiamo mille risorse, abbiamo fatto mille esperienze e professioni.
Hai visto Suzanne? Golem e Rossana hanno parlato di sicurezza sui luoghi di lavoro, tu invece hai avuto solo qualche brutta parola. Loro hanno scambiato qualche parola sull’argomento, tu non sei stata capace.
Golem, dici che il numero di morti sul lavoro sono indirettamente proporzionali al tempo concesso a loro per eseguire un compito? Il tempo riguarda l’errore umano, però ci sono anche altri fattori, come l’uso dei sistemi di protezione individuale, le misure di prevenzione adottate, la corretta manutenzione dei macchinari. E’ pur vero che che buona parte del lavoro di Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione sono adempimenti burocratici per pararmi il posteriore. Ogni volta che cambia datore di lavoro perdo molto tempo a preparare verbali di nomina dei dirigenti, farli…
firmare al nuovo datore di lavoro e notificarli ai dirigenti. Poi devo indire una consultazione in cui ci riuniamo con l’RLS per firmare l’accettazione del DVR da parte del nuovo datore di lavoro. Infine redigo il verbale della predetta consultazione. Poi cambia datore di lavoro e rifaccio tutto daccapo. Insomma, preparo milioni di carte da firmare, ma non credo che questa attività contribuisca a diminuire gli infortuni.
Molte frasi degli articoli del D. lgs 81/08 in pdf sono sottolineate con i colori, ma non è un abbellimento visivo. Se la frase è sottolineata in viola, la violazione al precetto è sanzionata penalmente, mentre le frasi sottolineate in giallo prevedono “solo” una sanzione amministrativa. L’81/08 è troppo colorato! Eh!
Ma guarda che coincidenza, io sono proprio come te, ma soprattutto con i falsi modesti. Quelli mo sono insopportabili.
Però una cosa è vera, che sei, tollerante. E lo sei talmente tanto che all’apice del tuo “splendore” su LaD, questa era diventata una casa di…tolleranza
“Se ti accusa di essere eccessivamente competitivo o ti dice che sei invidioso dei suoi successi mentre tu sai che l’invidia non è un sentimento che ti appartiene, fai attenzione che sta proiettando su di te i suoi sentimenti.” (Anna De Simone)
Poverino! Non fa che difendere a oltranza l’aura di capoclasse, che sembra essere per lui davvero importante! 😂😂😂
Bè, nelle attività pericolose il tempo è certamente denaro per uno, ma può costare la vita per un altro.
C’è evidentemente un limite temporale oltre il quale il rapporto mente-azione, e la coordinazione del gesto inducono l’errore, al di là dei presìdi dei sistemi di protezione individuali .
È come nello sport, oltre un certo limite non si salta, non si solleva o non si va in generale.
Quando mettevo giù i cronoprogrammi riflettevo su come dovessi gestire le varie operazioni se la data di prevista conclusione mi sembrava “tirata”. E lo era sempre.
Fortunatamente non mi è mai successo niente, ma nelle costruzioni finire nei guai come RdS, non è difficile.
Dopo aver lasciato l’azienda acquedotti venni richiesto dal mio ex direttore per fargli da perito di parte proprio per una causa in cui lui era Rdp e Rds. Durante degli scavi per la posa di certe tubazioni era crollata mezza cascina. La vertenza è durata tre anni e con quali spese puoi immaginarlo. Poi ne uscì bene, ma al momento è muerto da tre anni.
Nel virtuale specialmente in questo sito non si può essere tolleranti con chiunque, rossana.
C’è certa gente priva di empatia che è sempre pronta a ferirti emotivamente, meritano di essere ripagati con la loro stessa moneta.
Ignorate significa scoccombere, ci si indebolisce e si abbassa la guardia.
Cambiando discorso, riguardo alle morti sul lavoro che hai citato, fatti il conto degli incidenti stradali mortali, vedrai che superano di molto le statistiche numeriche.
Ah, la famosa Anna De Simone.
Ti sei cercata l’aforisma apposito, che invece, proprio per la regola che la “nota” intellettuale ingenuamente propone, confermerebbe esattamente il contrario di quello che vorresti far credere.
Rifletti meglio quando fai certe ricerche. Potrebbero rivelarsi controproducenti.