Saggezza di vita
Riferimento alla lettera:
Quì ho scritto frasi, citazioni e aforismi , a volte anche senza autore, che vi potrebbe aiutare a vivere e a riflettere. La mancanza di riflessione per me è uno dei grandi problemi di questo secolo. In una società dove ormai sembriamo tutti schiavi del dio denaro anche se sono...
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Data di pubblicazione: 24 Febbraio 2022
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Categorie: - Attualità
581 commenti
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E per buona misura aggiungo:
“Una delle cose più tristi dell’invidia è la sua ristrettezza. Essere invidiosi significa girare eternamente come un topo in gabbia entro gli stretti limiti della malevolenza.” (Detto cinese)
So che non è SOLO così, ma non ho interesse a dilungarmi oltre, né gareggiare con i casti e puri che si sentirebbero sminuiti nell’ammettere le loro ben più serie sbandate…
Beh Golem, da quello che ho capiti rossana e stata provocata dal querelante, lei ha risposto ad una azione.
Una volta due miei inquilini cercavano un pretesto per farmi partire la brocca, insultando mia sorella in pubblica piazza, tutto il vicinato ascoltava il repertorio, se avessi abbandonato la logica e seguito l’istinto l’avrei pagata molto cara io, ma ci sono cascati loro nella rumenta mettendo le mani addosso a mia sorella rompendole gli occhiali, hanno dovuto pagare 2000€, se reagivo facendoli finire all’ospedale non credo proprio che i giudici mi avrebbero concesso le attenuanti della legittima difesa, fatto sta che ci hanno minacciato loro di farci passare dei guai, quindi gli infami capaci di rovinarti la vita purtroppo ci sono, guarda che basta un buon avvocato.
Dante, una transazione bonaria, ma onerosa in una sola direzione, è già un giudizio in sè. Io qui ho letto decine di volte che nelle dispute bisognerebbe sentire le due campane, ma forse in quel momento serviva dire quello, e ci mancherebbe che le nostre ragioni non abbiano ragione, specie se il diverso momento consiglia di dire questo.
Guarda io frequento i Giudici di Pace da almeno 18 anni, perché contesto ogni singola multa che mi arriva (venerdì ho depositato l’ultima) da quando ho avuto la certezza che, almeno a Milano, queste sono un mezzo surrettizio per far cassa, e non per migliorare sicurezza e circolazione. Bè, sarò fortunato ma ho il 95% di successi. Sai perché? Perché porto argomenti validi, e i giudici sanno leggere l’italiano, non temere. È che siamo tutti bravi a presentarci -e addirittura a giudicarci- brave persone, ma i tribunali traboccano di cause di brave persone contro altre brave persone. Io che non lo sono, riconoscendo con piacere i miei difetti/qualità, non ho mai visto un tribunale come convenuto.
Vaccapirla come mai. Tu che dici? È un caso?
“Se ti comporti come una vittima, è naturale che sarai trattato come tale.”
(Mimmo Coelho)
Non ho mai creduto al caso, Golem, ma è evidente che sei un tipo che sa bene il fatto suo.
Sulla questione di rossana però ho capito che la parte offesa era lei, se ha detto che è stata bistrattata da quello che poi la querelata, vabbè, la sua reazione da una parte è anche comprensibile.
Ah, divertente vedere il lato positivo della cosa, soprattutto questa:
“Comunque in questa brutta storia almeno un “car scrachter” e un carrozziere hanno lavorato, dai.”
😂
Caro Dante, come ripeto ognuno si fa le proprie ragioni, e c’è anche chi è talmente bravo da convincersi che non possono che essere quelle giuste. Poi sono i fatti che ne decidono la giusta visione, e la vita è l’unico vero giudice delle nostre scelte e azioni. È lei che sentenzia.
Comunque tutto ciò che produce lavoro e fa girare l’economia è cosa buona alla fine, no? Anche se penso che il “graffiatore in affitto” sia solo una figura retorica. Quelli sono tipici lavori “fai da te”
“Anche se penso che il “graffiatore in affitto” sia solo una figura retorica. Quelli sono tipici lavori “fai da te”.
Dal giudizio su un episodio di attuale normale isteria collettiva, a quello sulla vita, vista dal proprio punto di vista, per tornare all’insinuazione che mi considera incapace di avere amicizie più agili e più scafate di me.
Tutto bene. Tutto più che nella prevedibilissima norma, sia ossessiva che tendente all’eliminazione virtuale di presenze fastidiose.
Amicizie che spaziano dai Sir nominati dalla Corona inglese, a viaggiatori nel tempo con elicotteri antelitteram, sino a teppisti da Vele di Secondigliano. Si spazia mentre si spiazza l’auditorium.
Più che liberi tutti quanti di non crederci. Magari senza la necessità di farne un problema di stato, da contestare in eterno, unitamente al provincialismo.
Sir John Page, reperibile online, era il direttore di un’azienda che a fine anni ’60, a Londra, commerciava in cineprese.
Quando ho lavorato per lui avevo poco più di 20 anni. Parlavo, scrivevo e stenografavo tre lingue.
Era un uomo gentile, sui 50 anni, con una bellissima fidanzata, Vanessa, che aveva più o meno la mia età. Spesso era lui a portarmi il caffè, arrivando in ufficio, dopo essere passato davanti alla macchinetta a pian terreno.
A una serata di promozione dei film di Harry Saltzman partecipò Sean Connery, allora non ancora famoso.
Buon proseguimento di malevoli commenti all’infinito. Ormai diventerebbe quasi inquietante esserne crudelmente privata.
È stata una giovane donna a eseguire la mia vendetta, senza che abbia dovuto sostenere spese. Mi riferi’ che non suonò l’allarme, che era comunque pronta ad affrontare con scarpe da ginnastica…
“La calunnia è come il carbone: quando non brucia, sporca la mano.”
(Detto brasiliano)
Excusatio non petita…
Perché mai non dovremmo crederci? Tutti più o meno potremmo vantare qualche nome “illustre” tra le frequentazioni, ma cosa cambia? Io per esempio ho avuto l’onore di avere la stima di Serafino, filosofo e clochard per scelta, con residenza sotto i portici di Porta Ticinese, e non era uno che la stima la dava a tutti. È la variegata “tassonomia” delle amicizie dichiarate che colpisce. Dalle stelle alle stalle insomma, un range invidiabile.
Rossana, ti domando una precisazione tecnica della tua vicenda processuale, ma ovviamente non pretendo che tu risponda se non vuoi.
Immagino che l’auto era parcheggiata in strada, quindi il reato che si configura rigandola è il danneggiamento aggravato dal fatto che il bene danneggiato era esposto alla pubblica fede (artt. 635, 625 codice penale). Essendoci l’aggravante, il reato è perseguibile d’ufficio e non a querela di parte. Ne consegue che, una volta presentata la denuncia, essa non può più essere ritirata. Dunque l’iter processuale prosegue il suo corso anche contro la volontà del denunciante.
I 750 Euro che hai pagato non potevano essere un accordo stragiudiziale per ottenere in cambio il ritiro della querela. Forse erano il risarcimento del danno, per ottenere la prevista attenuante nel caso del risarcimento fatto prima del termine del processo. Ma la condanna per danneggiamento (o applicazione di pena, nel caso di patteggiamento) è stata emessa.
Dico bene?
Provincialismo: gusto o costume caratterizzato da una certa arretratezza e ingenuità.
Accetto l’ingenuità, inclusa quella di aver accolto come veritiero quanto mi è stato raccontato da chi non traeva alcun beneficio dal racconto. Ma non mi ritengo per niente arretrata.
Per accusarmi di spacconeria o, peggio ancora, di essere bugiarda, si devono avere prove certe, confermate da terzi. Altrimenti non si fa che ribadire, per la TERZA volta, un’opinione, tesa a svalutare la persona, a livello persecutorio.
Cosa devo fare: accusare a mia volta un autista tuttofare morto da decenni? Non lo farei mai, anche se avessi la certezza che mi ha mentito, per affetto e devozione all’uomo a cui ha dedicato la vita.
Tengo traccia del commento, ben sapendo che dovrò ripubblicarlo in seguito. A beneficio di persone conosciute qui che frequento anche nel reale.
Sull’avviso di garanzia ti hanno contestato i seguenti articoli?
artt. 110, 62 commi 2 e 6, 635, 625 c.p.
L’art. 110 c.p. è il concorso, perché, se ho ben capito, tu hai ideato il reato, ma lo ha compiuto un’altra persona, perciò il reato è stato compiuto da due persone;
62 circostanze attenuanti generiche (generiche perché esistono altri articoli con attenuanti e aggravanti specifiche di determinati reati) per aver risarcito il danno (comma 6) e, se sei riuscita a dimostrarlo, per aver agito in stato d’ira (comma 2);
635 è il danneggiamento;
625 se vai leggere, troverai le aggravanti specifiche riferite al furto (624), ma si applicano anche per il danneggiamento.
Sono d’accordo, bisogna conservare i commenti “interessanti”, anche senza bisogno di richiamarli a terzi quando sono espliciti.
A una certa età si vive di ricordi, e io ne sono…pieno.
“Excusatio non petita…” risponde a calunnie fuori tema, vecchie di anni e già almeno un paio di volte sviscerate fino alla nausea. Sempre utili per continuare a screditare.
—
Ciao Trader,
grazie per l’attenzione e per il tempo dedicato a una traversia subito cavalcata e gonfiata, che in realtà si è svolta su binari molto più semplici.
Ho posseduto per quasi 30 anni una bella mansarda, al 5° piano senza ascensore, in un piccolo stabile d’epoca a Torino, poco lontano dall’università.
Mai avuto problemi con la mezza dozzina, o poco più, degli altri proprietari, né con l’amministratrice, che era una di loro. Nemmeno quando ho dovuto indurli ad affrontare l’ingente spesa per far rifare il tetto, che di fatto arrecava problemi solo a me…
Nell’inverno in cui mi accadde di accapigliarmi con il nuovo amministratore stavo poco bene, avevo difficoltà a scendere in città e volevo vendere al più presto la mansarda. Sia per l’impegno ad occuparmene
che per la linea discendente in corso sul valore degli immobili.
Segue per Trader
Dopo aver dato mandato a un’agenzia di cercare acquirenti, alla prima visita di uno di questi salta fuori una perdita d’acqua, a livello del tetto.
A vuoto molti tentativi di contattare l’amministratore per telefono e per mail. Attesa quasi infinita per un appuntamento. Inutile la richiesta di far verificare le tegole di quell’angolo di tetto dall’impresa che si era occupata del rifacimento.
Il suo suggerimento, per me assurdo perché sapevo che in quel tratto di muro non c’erano tubi per l’acqua, è stato di fare rompere il muro, fare posare a terra due pezzi di tubo mal ridotti e poi contattare l’assicurazione dell’immobile.
Risultato finale: ho venduto la mansarda deprezzata dalla perdita. Se avessi riferito la disavventura a una riunione di condominio non avrei corso alcun rischio. Informando, invece, i condomini con una lettera, contenente un avverbio quasi mai usato, sono stata querelata per diffamazione.
Ho chiuso subito la denuncia e gli ho poi fatto rigare l’auto, grazie all’aiuto di un utente di LaD.
“Una cosa più spiacevole dell’arrivismo è l’esibizione della modestia.”
Jules Renard,
“I nostri amici ci perdonano d’essere infelici, noiosi, incomodi, rovinosi; ci perdonano tutto, fuorché d’essere perduti nella pubblica opinione…” (G. Sand)
Forse sarebbe meglio che virtuale e reale restassero sempre accuratamente separati ma per me non è così. E già ho avuto di recente un assaggio di parziale perdita di stima per una pubblica interazione molto disapprovata.
Non ho aziende registrate all’estero per evadere le tasse. Mi è soltanto capitato di litigare e di essere danneggiata da un soggetto svogliato e arrogante, che poteva avvalersi gratuitamente di un amico avvocato.
Mi sono vendicata. Ed è finita lì. Si dovrebbe sempre fare attenzione a tirare i baffi alle gattine indifese, che possono reagire con grinfie da tigri.
Rossana, grazie per il riscontro.
Putroppo quandi si ha un problema con qualcuno, non è facile riuscire a muoversi in bilico tra il subire in silenzio oppure reagire, usando qualche parola forte. Una semplice parola ci espone ad una querela per ingiuria (reato commesso in presenza dell’offeso) o diffamazione (quando l’offeso non è presente, quindi anche tramite una lettera), anche se si hanno tutte le ragioni.
Trader,
concordo con la sintesi del commento 170.
Mentre andavo a mettere la lettera nella buca dei condomini, sentivo che non dovevo farlo ma ero troppo arrabbiata per desistere e troppo sicura del significato dubbioso dell’avverbio difficile da comprendere.
Negli ultimi mesi tendo a evitare commenti sulla chat, dove troppo spesso ci sono modi e toni che non mi piacciono ma anche su questa lettera, che speravo calma e riflessiva, la polemica perditempo non manca quasi mai.
Per fortuna, a tutto si fa l’abitudine, anche nel virtuale.
“Per quanto una gatta morta possa essere scaltra, prima o poi una trappola ben messa la farà capitolare.”
John Wasmawuallera
Sono in città. Seduta, in attesa, alla fermata dell’autobus.
Si siede accanto a me un giovane di mezza età, che ha voglia di chiacchierare.
“Hai visto passare il 72? Dove vai? Da dove vieni…” per finire con il propormi di iniziare un’amicizia a distanza…
Poverino! Non può intuire che ha a che fare con un essere rissoso e perfido. Una specie di carciofino sott’odio, da anni, da cucinare a fuoco lento!
La targa dell’auto del mio amministratore preferito mi è stata indicata da un utente di LaD, residente in Lazio, che ha così ricambiato le attenzioni che gli avevo dedicato.
Ovviamente, ho rifiutato, con garbo, l’odierna offerta d’amicizia…
“Hai per caso visto se piove?”
“Sono…le 8 e mezza”
“Ah, grazie. Prendo l’ombrello.”
Non c’è vendetta più bella di quella che gli altri infliggono al tuo nemico.
Ha persino il pregio di lasciarti la parte del generoso.
(Cesare Pavese)