Saggezza di vita
di
marc
Riferimento alla lettera:
Quì ho scritto frasi, citazioni e aforismi , a volte anche senza autore, che vi potrebbe aiutare a vivere e a riflettere. La mancanza di riflessione per me è uno dei grandi problemi di questo secolo. In una società dove ormai sembriamo tutti schiavi del dio denaro anche se sono...
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Data di pubblicazione: 24 Febbraio 2022.
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Categorie: - Riflessioni
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In quale ti piacerebbe vivere?
Golem, mi piacerebbe andare a stare in un paese dove non succedono fatti gravi come quello che è successo a Civitanova Marche, sono sempre più schifato!
Il Meraviglioso Mondo di Amelie praticamente, Dante. Qui c’è già chi ci vive, puoi chiedere informazioni.
Ti suggerisco la Svizzera, almeno lì puoi stare sicuro che di reati predatori non succedono, con le leggi che ci sono, chi sbaglia la paga molto cara.
Il guaio però è che non ci entri tanto facilmente.
Dante,
a me, invece, piacerebbe vivere in un paese meno segnato da pesanti disuguaglianze. Ma questo diventa difficile in qualsiasi Paese mediamente coinvolto dal dominio del dio denaro, che risucchia le anime nella proliferazione di oggetti, quasi tutti pressoché inutili.
Oggi, ai cassonetti dell’immondizia, ho incontrato un vicino di casa, di 62 anni. Mi ha detto di avere un’anca spappolata, di non potersi abbassare senza inginocchiarsi e di non potersi rialzare senza appoggiarsi a un secchio di ferro.
Niente pensione, prima dei 67 anni. Non ho avuto il coraggio di chiedergli se ancora lavorava e da cosa traeva il suo sostentamento.
Vive in una bella casa, che gli hanno lasciato i genitori, ma è uno dei parecchi compaesani che non hanno trovato una compagna, né per una stagione, né per la vita…
Ecco, non vorrei vivere in un Paese che non ha cura di chi ne ha grande bisogno.
“Si impara di più accettando le critiche che non ricambiandole.”
(J. Jelinek, ex calciatore)
A condizione che non si tratti di critiche volte a delegittimare, per partito preso e inguaribile acidità esistenziale.
In tal caso, basta lasciarsele scivolare addosso, come acqua fresca durante la calura estiva…
A me piacerebbe vivere a Vinchiaturo, Molise.
L’Italia ormai è destinata a peggiorare, rossana.
Quel anziano signore di 62 anni ha diritto ad una pensione di invalidità, cosa che purtroppo la vedrà solo col binocolo, questo paese è morto, è finito.
Sono sconvolto per quello che è successo a Civitanova, quello che mi ha lasciato basito è stata l’indifferenza della gente che non è intervenuta per fermare quel pazzo, che schifo.
@Tommy, allora la prossima volta dai qualche suggerimento migliore, grazie.
Dante, se te lo puoi permettere di andartene fallo e basta.
Intanto c’è da restare basiti perché uno psicopatico del genere era a piede libero, certo che dovevano intervenire, ma bisogna vedere quante persone c’erano la.
Tommy,
forse sarebbero bastati tre uomini che, in contemporanea, prendessero l’aggressore per le braccia, all’altezza delle ascelle, mentre stava letteralmente addosso alla vittima.
In Italia si reagisce dal divano all’aggressione sulla soglia di casa della Russia all’Ucraina ma si assiste per 4 minuti, di persona, a un massacro a mani nude, senza intervenire.
Non vorrei essere nei panni di chi si è limitato a immortalare l’evento con il cellulare…
Vabbè, rossana, però bisogna vedere quanti c’erano lì a filmare l’aggressione, e come erano messi fisicamente quelli che filmavano l’accaduto.
Comunque la fortuna di quel balordo è di trovarsi in Italia dove si farà al massimo 15 anni di galera.
Negli USA avrebbe avuto la sediolina ad elettrodi già pronta.
Tommy,
tutto vero: dipende dai fatti concreti, cioè da quanti erano lì e da come erano messi, sia fisicamente che a capacità di essere coraggiosi.
Concordo anche sull’eccessiva tolleranza dei nostri tribunali, forse troppo enfatizzata dall’influenza della Chiesa. A volte, però, mi viene da sorridere quando sento di condanne in USA a tre ergastoli o a 120 anni di carcere…
@Tommy, almeno in America i cittadini sani di mente che non hanno precedenti penali possono difendersi con un’arma da fuoco in caso di una brutale aggressione, cosa che in Italia te lo puoi scordare.
@rossana, il problema è che per fermare un bastardo, ci vuole un bastardo.
Uno che ha la fedina immacolata non vuole certo andare a mettersi nei guai con le leggi che abbiamo.
L’eccessiva tolleranza dei nostri tribunali non è solo influenzata dalla Chiesa ma da un governo antidemocratico che è in maggioranza.
@Dante, dici?
https://m.youtube.com/watch?v=f8ZqFxkR5L8
Anni fa schiantai uno scippatore di vecchiette contro il muro, che scappava appena dopo aver fatto il colpo sul marciapiede di fronte casa mia, dove aspettavo l’arrivo di un amico. Dopo averlo bloccato a terra accorse gente che aspettava di entrare in una vicina pizzeria, mentre io rientravo in casa per curare una botta che avevo rimediato sul naso. Tornato sul posto, vedo che il gruppetto di “eroi per caso” avevano liberato il ladro. Chiesi il perchè, e mi risposero che tanto la polizia lo avrebbero comunque rilasciato dopo poco (?). Ma quello che dice tutto sulla gente fu il commento di qualcuno, che mi disse: “ma chi te lo ha fatto fare. Hai rischiato per niente”. Peraltro la signora non seppe mai chi realmente le aveva recuperato la borsa.
Quindi, le parole, le buone intenzioni, sono facili da mettere insieme, e c’è gente che si è fatta un nome a parole, persino qui. I fatti però sono tutt’altra cosa.
E solo quelli contano.
Tommy,
punto di vista pienamente condivisibile quello sul concetto che con le nostre attuali leggi è meglio star fuori da qualsiasi evento che porti a indagini.
Le sintesi sono istintive e soggettive, tralasciando spesso parti fondanti della valutazione che meriterebbero maggior approfondimento.
Infatti… nel reale le persone non si rivelano, come nel virtuale, da ciò che raccontano di sé o dei loro vissuti, ma da ciò che le si vede fare, di cui su un sito online, frequentato da nick anonimi, non è dato verificare un… bel niente.
Concetto valido per tutti, non solo per utenti o utentesse sgraditi!
Il virtuale NON è certo, in nessun aspetto, per nessuno. In cambio, offre il passatempo di imparare a distinguere tra i due diversi piani d’interazione e, magari, anche a calibrare nel virtuale linguaggio e attitudine a seconda del temperamento e delle capacità relazionali dell’interlocutore DI INTERESSE.
Io sono comunque favorevole alla pena di morte.
Proprio oggi pomeriggio ho appreso una notizia che negli Stati Uniti, un ragazzo di 23 anni ha sterminato una famiglia in campeggio, un bambino di 6 anni per fortuna è sopravvissuto, il movente resta ignoto, anche perché il killer si è suicidato sparandosi un colpo di pistola alla tempia.
Alla fine questi assassini psicopatici, squilibrati, cosa campano a fare?
Per fare del male a vittime innocenti?
Dai.
In realtà le pene sono severe anche in Italia, ma non si applicano, tra sconti di pena e quant’altro.
Credo che in Italia la legge sia più blanda, perché la criminalità è meno diffusa che in altri paesi.
Golem, hai fatto un bel gesto prendendosi dei rischi per aiutare quella vecchietta, ma putroppo l’altruismo non paga. Il comportamento di Golem dovrebbe essere d’esempio per tutti. La gente resta indifferente quando vede una persona aggredita. Le istituzioni, come polizia, carabinieri, tribunali esistono proprio perché la giustizia fai da te non funziona.
Tommy,
“Io sono comunque favorevole alla pena di morte.”
Hai mai riflettuto sulla realtà di fatto che con questa legge esiste il rischio di uccidere persone innocenti?
Per me, se anche soltanto uno su mille dovesse perdere la vita per un errore giudiziario, varrebbe la pena porre fine a questa violenza di stato.
Trader,
a integrazione della tua opinione sull’entità di diffusione della criminalità in Italia, riporto uno scampolo di notizia, pubblicata non so più dove, all’inizio di luglio.
“Nel 2021 in Giappone si sono registrati solo 21 arresti per uso di armi da fuoco, il numero di omicidi è 0,2 per 100 mila abitanti, rispetto a 0,5 in Italia e a 6 negli Stati Uniti.”
Secondo me, là dove vige una cultura meno esasperata nell’impulso alla competizione sfrenata (che porta poi alla classificazione di vincenti o perdenti), la criminalità è meno diffusa.
Quella giapponese è una delle società più competitive della Storia. I fallimenti sono talmente temuti da portare sino al suicidio molti infuvidui, a partire già dalle scuole primarie.
I fallimenti sono talmente temuti da portare sino al suicidio molti infuvidui, a partire già dalle scuole primarie.
Vero. Questo non lo ricordavo…
Allora perché in Giappone le armi si usano molto meno che da noi o in Usa? Forse per la religione (un misto di shintoismo e buddhismo)?
No: menefreghismo.
Ma… Come si coniuga il menefreghismo con la competitività?
Mi sa che dovrò provare ad approfondire un po’ di più.
Sicuramente. Ma la rima con le due religioni era troppo allettante.
Io penso che le licenze di acquisto e detenzione di armi dovrebbero essere un diritto libero del cittadino che si vuole difendere, non una concessione.
A condizioni che il cittadino sia incensurato e che sia sano di mente, quello è palese.
Scommetto che certi balordi ci penserebbero su prima di andare a recare danno alla gente per bene.
“la rima con le due religioni era troppo allettante.” – allettante e divertente nello scombinare le carte! 🙂
—
Urbex,
mi sa che le licenze (e la produzione di armi) abbiano un peso nell’elevato numero di omicidi in USA.
Sul resto non mi pronuncio perché, non amando le armi, non sarei obiettiva.
Ampliando in modo superficiale il colpo d’occhio su dati relativi a un più ampio concetto di criminalità, sono giunta a una visione d’insieme che presenta l’Asia meno coinvolta rispetto all’Europa e all’America Latina.
Pur entrando in gioco molti più fattori, sembra abbastanza probabile che religione e cultura possano influire nella definizione degli indici: Giappone 22,24 – Cina 28,82.
La pacifica Svizzera ha un indice quasi uguale a quello del Giappone, mentre altri Paesi europei con culture abbastanza affini vanno dal 34,97 della Spagna al 54,39 della Francia.
Sorprendente che Svezia e Stati Uniti condividano un indice intorno al 48, mentre l’India raggiunge 44,57.
Rossana comm. 221.
Interessante, è un fenomeno che non avevo mai considerato.
Credo che la criminalità proliferi dove ci sono condizioni socio-economiche precarie, dove la ricchezza è distribuita in modo non uniforme nella popolazione.
Per quanto riguarda gli omicidi, i tanti casi di sparatorie in USA sono la conseguenza della proliferazione delle armi
Per quanto riguarda gli omicidi, i tanti casi di accoltellamenti in Italia sono la conseguenza della libera vendita dei coltelli.
Come la mettiamo?
Tommy, il problema non è la libera vendita dell’arma, ma il porto dell’arma. In Italia si può comprare e detenere un’arma, se nulla osta. Però in Italia per girare per strada armato di pistola occorre il porto d’armi e non esistono porti d’arma per i coltelli. Quindi è sempre vietato il porto di coltello senza giustificato motivo.
In USA invece si può portare un’arma da fuoco addosso in giro per strada.
“In USA invece si può portare un’arma da fuoco addosso in giro per strada.”
E perché è forse un problema?
Peccato che in questo schifo di Italia quel diritto non esiste, qui da noi è una concessione che danno solo a determinate persone, non al primo Pinco Pallino.
Però qui da noi invece danno la PATENTE facilmente ai giovanissimi diciottenni cosa che è assai più grave a mio modesto parere, visto quello che è successo a Godega dove 4 ragazzi ci hanno lasciato le cuoia, vai a vedere quante stragi hanno causato e che causano tutt’ora i MOTORI che secondo me dovrebbero essere cancellati dalla faccia della terra definitivamente.
Ti renderai conto che le armi sono il minimo del problema!
@Il cacciatore di crotali, non posso non essere d’accordo con te dato che anch’io ho rischiato di lasciarci le penne quando 8 anni fa ho distrutto la mia motocross 125 in un incidente, me la sono cavata con una gamba ingessata per un mese.
Risultato?
Con le moto ho chiuso definitivamente. Ho saputo la notizia di quei quattro ragazzi e il solo pensiero che quella volta potevo passare a miglior vita mi fa accapponare la pelle, me la sono vista brutta quella sera.
Pensa che non avevo nemmeno il mio casco perché delle luride carogne me l’avevano inculcato.
Ma credimi che se mi capitassero davanti ci farei passare il triplo di quello che ho passato io all’ospedale.
In sintesi,é tutta una “nazional popolare “Tristezza!!
Qui l’unica Tristezza sono quei 1000 stronzi che governano il mondo con la loro pandeminchia e guerra!
Questo è il dramma..
Non ce la faccio più, sono stanco!
Tommy,
spero per te che anche questa sia una battuta scherzosa
Io, invece, sono davvero stanca. Non mancano gli stimoli per continuare a vivere intensamente ma non ho quasi più voglia di niente. Per ragioni diverse da quelle di chi si misura con una società, a mio avviso, stupidamente competitiva, ma con lo stesso risultato. Il mio, per fortuna, a fine percorso.
Quando si chiede a una persona: “cosa fai?”, in realtà si desidera sapere quanto vale economicamente. La si valuta in denaro, non per quello che è in se stessa.
Non ci sono più ruoli da rispettare ma solo individui da consumare. Il desiderio è la bussola guida dell’esistenza. Niente si ripara: se in un rapporto amoroso qualcosa si incrina, basta cambiare il partner, e tutto sarà di nuovo effervescente.
Quando la società valorizza un soggetto in base a ciò che ha realizzato nella vita piuttosto a chi è come persona, la gente tende a concentrare gli sforzi per raggiungere potere e ricchezza, e quindi a calpestare tutto e tutti per ottenerle.
Segue per Tommy
Dal mio punto di vista l’amore è sia un lusso che una fortuna destinati a pochissimi. E sono ancora meno quelli che possono goderne per l’intera vita, non troppo appannato dall’affetto derivante dall’abitudine e da altri collanti di coppia.
Di recente ho letto che il 52% delle mogli (in definitiva quelle che scelgono) non ritengono di stare con la loro “anima gemella”. Credo che, per convivere con un partner, sia necessaria una buona dose di adattamento, che non tutti possono o vogliono attuare.
Resta logico rendere brillante ogni scelta finché è possibile che, vista dall’esterno, possa essere considerata invidiabile. La realtà è quasi sempre dietro le quinte.
Se tutti fossero dotati dalla nascita delle stesse carte da giocare, in ambito fisico, estetico e mentale, la corsa all’essere “vincenti” potrebbe avere un minimo di senso ma, dato che così non è, non capisco come si possa pretendere da tutti le stesse prestazioni e gli stessi risultati, in qualsiasi ambito.
Ma no rossana, che avevi capito?
Lascio solamente laD, mi ritiro!
Vedrò di riuscire in qualche modo di passare a fare l’eremita da qualche parte lontano da tutto e da tutti, non voglio più stare male, voglio stare in pace.
Sono stanco di vedere un mondo che gira male, che gira sempre al contrario, sono stanco di dovermi assorbire lo stereotipo di chi non sono, questo succede quando uno dice delle verità scomode per troppi politicamente corretti, ma dove sto sbagliando rossana?
Se ho scelto di non voler più relazioni amorose è perché ho subito cose che veramente non auguro a nessuno/a, ma non sono solo quelli i problemi, magari fossero solo quelli i problemi, devo passare per superficiale, un bambinone, sfigato e perdente?
Merito di essere snobbato o fatto bollire a fuoco lento, per questo?
Rossana solo tu mi puoi capire.
Tommy,
credo di poterti capire soprattutto perché è sempre molto facile sopportare il dolore e le disgrazie degli altri. Capita a tutti di sottovalutare quanto non si prova sulla propria pelle.
La tua scelta è valida come quella di chiunque altro. Lo stesso evento non può essere vissuto nello stesso modo da tutti. La sua incidenza dipende da tali e tante piccole e grandi diversità che non avrebbe senso nemmeno provare ad accennarle.
Immagino tu sia consapevole della tua parte di responsabilità in scelte amorose che non sempre possono essere orientate dal raziocinio. Questo è quanto conta per TE. Gli altri possono ragionare e valutare come sembra loro più giusto ma restano punti di vista, opinioni.
Mi sono volutamente isolata da più di 20 anni dalla vita sociale. Ne ho avuta anche troppa prima. Oggi sto benissimo quando non attendo nessuno, non squilla il telefono e non suonano al cancello. LaD mi ha dato e tolto molto: ne è valsa la pena in entrambi i sensi.
Tommy, sei tu che ti stai definendo un perdente. Non sei capace in una cosa, ok, ma è il tuo comportamento successivo ad essere da perdente. Tu sei cuoco, io non so cucinare un granché. Facciamo finta che sia negato per la cucina. Chiedo qualche consiglio, ma niente da fare, brucio tutto. Sai come reagisco? Mi faccio una risata e vado a raccontarlo a tutti per riderci su. Ecco, sono un perdente? No. Semplicemente non sono esperto in quel campo. L’atteggiamento da fallito subentra se, roso dalla frustrazione e dall’invidia, sostengo con tono saccente che cucinare fa schifo, aggredisco chi sa cucinare bene come te, sostenendo che prima o poi si scotterà con i fornelli e mollerà tutto. È ovvio che per risposta gli altri mi insulterebbero e mi ridicolizzerebbero.
Non so i particolari della vicenda con la tua ex, ma devi averci sofferto molto. Hai un dolore dentro che sai solo tu. Mi dispiace. Si soffre, ma devi essere positivo, pur soffrendo. Va bene, non vuoi più saperne di relazioni sentimentali, ma non essere così negativo, altrimenti raccogli solo negatività.
Voglio esprimere anch’io la mia solidarietà nei confronti di tommy,cui va tutta la mia comprensione.L’unica perplessità può dipendere dal fatto se abbia detto tutta la verità a riguardo ,ma visti i toni sicuri dei suoi interventi é un dettaglio che si può tranquillamente sorvolare.
Apprezzabili,in tal senso,anche le successive repliche di rossana alla quale rivolgo pure a lei la mia più sentita comprensione!
Beata te rossona che ce l’hai fatta ad isolarti dalla vita sociale, in qualche posto tranquillo. Qui in laD a volte bisogna essere in grado di difendersi bene con certa gente, conosco una tipa davvero tosta, quella il sarcasmo lo sa usare benissimo, quando serve.
Devo contattarla e chiederle se mi può insegnare il sarcasmo pungente, sono stato umiliato e snobbato anche troppo, ora basta.
Grazie di avermi ascoltato rossana.
Tommy, il segreto del successo sta nel reagire positivamente ai fallimenti. Che non significa che debba reprimere il dolore, ma devi farvi fronte positivamente.
Il sarcasmo non si può insegnare Tom, è qualcosa che sorge spontaneo, e, come l’umorismo, è una condizione dello spirito che nasce da una visione della vita vista come una commedia e non come una tragedia.
Tu purtroppo mi sembri portato a drammatizzare le situazioni e a cercare, o ad avere anche se non richiesto, conforto da altri soggetti simili a te, che non fanno altro che peggiorare il tuo stato psicologico. D’altra parte capisco che per gli altri non è facile sostenere la vicinanza di chi non fa altro che lamentarsi. Insomma se non ti fai piacere quello che fai e quello che sei, ti “capirà” solo chi è messo come te.
Basta lamenti e vittimismi, agisci per cercare di vivere meglio. E volta pagina.
Grazie CLAUDIO, lo so che potrà sembrare assurdo quello che mi è successo, anche per me lo è. Una sera porto il mio cane sotto casa mia a fare un giro poi incontro una ragazza che accarezza il mio cane, 4 chiacchiere, la ivito al bar, e lì il colpo di fulmine.
Finalmente fidanzati e felicemente innamorati, che figata, il giorno di San Valentino abbracciati io e lei, che bello sentire le persone anziane dirsi tra loro:”Guarda quei ragazzi come si vogliono bene.” poi arriva quel giorno dove lei mi dice che abbiamo corso troppo, che i sentimenti che provava per me sono cambiati, per colpa dell’ex, che si era fatto vivo, chiedendomi se mi andava bene rimanere amici, no le ho detto, non puoi chiedermi questo.
Lei è scoppiata a piangere scusandosi di aver fatto la stronza con me, in quel momento mi è crollato il mondo addosso, la fine era iniziata.
Un pomeriggio la rivedo in città con le sue amiche, le vado incontro per salutarla, lei mi da la mano: “piacere”.
Continua per CLAUDIO, una delle sue amiche si gira e le chiede se ero o no il suo ex, lei risponde esclamando:”ma per l’amor di Dio”. Io in quel momento mi sono sentito come una lama di un coltello penetrarmi nello stomaco, ero paralizzato, un mio amico che era con me quel giorno mi prende e mi porta via da lì.
Da dietro di me e del mio amico le sentivo pure ridere.
Lo so, è assurdo, lo è anche per me.
Capisci adesso Trader?
Brutta storia, vero?
Non è una balla, purtroppo è tutto vero quello che mi è successo, vorrei poter dire che quella esperienza è stata solo un brutto sogno, ma non posso.
Sapete che cos’è la Philofobia?
Io purtroppo l’ho provata sulla mia pelle, e credetemi che è una cosa veramente drammatica che ti segna per tutta la vita.
È così, e non ci si può fare niente.
È stata colpa mia?
Si, lo ammetto. Perché quella volta il passo avanti per conquistarla lo fatto io, me la sono cercata, si è vero.
Ma ho imparato la lezione!
Si crede di conoscere la persona che abbiamo vicino, ma è sempre quella che conosciamo di meno, credetemi è così.
Tommy, tu sbagli. Pensi di risolvere i tuoi problemi facendo un corso di sarcasmo? Il sarcasmo non ti dà ragione, ti rende solo più antipatico e cattivo. Siamo qua per trattare tematiche, non per fare una gara a chi offende di più.
Se qua tu avessi detto:”Ho deciso di non avere legami, essendo rimasto scottato dall’acqua calda, ora ho paura anche della fredda”, all’inizio ti avrei spronato a riprovarci, ma alla fine avrei rispettato la tua decisione. Esattamente così era andata la discussione tra me e l’utente Alienus. Alienus, come te, era uscito da una relazione con una “iena”, come l’ha soprannominata, e non ne voleva più sapere di donne e amori.
Ma tu ti poni in maniera aggressiva e presuntuosa, millantando di essere un grande esperto di relazioni sentimentali, prevedendo sventura al tuo interlocutore e dicendo insensatezze per avere ragione a tutti i costi. Come vuoi che reagisca chi viene bersagliato dalle tue cattiverie? Ti risponde per le rime. Se insisterai con…
stupide battute sarcastiche non dimostrerai di avere ragione, ma di essere diabolico.
Tommy, lascia stare il sarcasmo e prendi la vita con più leggerezza.
Rossana: “Quando la società valorizza un soggetto in base a ciò che ha realizzato nella vita piuttosto a chi è come persona…”
Una persona è ciò che realizza nella vita. Il resto sono chiacchiere. Realizzare non significa solo accumulare ricchezze e posizioni lavorative ambiziose. Nella vita puoi aiutare le persone, fare opere di bene, essere generosi. Anche quello è un realizzo. Per esempio, io non ho mai giudicato un uomo dai soldi che ha.
“Se tutti fossero dotati dalla nascita delle stesse carte…”
Una competizione sportiva ha senso anche tra chi è più forte e chi meno, ma magari è più astuto o più tecnico nel gioco.
“…non capisco come si possa pretendere da tutti le stesse prestazioni…”
Infatti non possiamo essere tutti vincenti in tutti i campi. Un vincente presuppone l’esistenza dei perdenti.
Ho finito i caratteri, proseguo domani
Trader,
in natura non esiste bene e male, giusto e sbagliato ma la vita in tutte le sue forme. Negli animali sono espresse tutte le indoli e le modalità d’interazione, con l’obiettivo primario di sopravvivere.
È stato l’uomo a voler razionalizzare, applicare la logica, l’ordine, anche dove questi non potranno mai annullare istinti e sentimenti.
Non si può scegliere come si dovrebbe vivere un evento traumatico, qualsiasi esso sia. Si potrà forse, ma non sempre, superare la reazione emotiva con il tempo. Nel frattempo, resta indispensabile mantenere il proprio equilibrio, nel modo che più è congeniale alle proprie esigenze.
Le persone con cui si entra in contatto, non sempre per scelta ponderata, sono più complesse di un fornello di cucina, e l’impegno spesso non basta a fare in modo di essere ricambiati da chi amiamo.
In alcune circostanze “dovresti” è meno aggressivo di “devi”. Nessuna delle due forme può cambiare granché ma un suggerimento sembra più adeguato di un’imposizione.