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Ritorno alla natura, felicità del reale e crisi del virtuale

di oliviero trombini

L’anatra del mio cuore, Marietta le ho dato per nome per ricordare mamma, mi saluta al mattino quando anziché buttare nell’umido gli avanzi delle verdure le bucce e vegetali la vado ad incontrare di buonora. Accade che un amico me la regala ed è l’animale meno animale che non voglio più ammazzare, mi ha portato nel mondo reale dal mondo virtuale, riporta a quel che facevano per mangiare persone umane e non cibernetici giovani con cervelli sciolti nell’informatica.
Poi serve il granoturco, le sementi e si nutre di radicchi, ed ecco che un altro amico mi invita a casa sua, e che scopro, che l’uomo viveva di agricoltura e lo si può fare ancora, quante piantine, quante verdure e quante piante da frutta si possono avere e seminare ogni giorno sfamando l’umanità, questo computer mi sa che lo butto. Una semplice serra che avrei costruito anch’io se non avessi perso il mio tempo, forse se avessi comprato della terra, avessi avuto l’acqua, avessi avessi ho sbagliato vita, ma è meravigliosa questa natura che rifiorisce, l’abbiam dimenticata!
Riprendo questi regali di grande valore, anatra, piante di pomodori, prezzemolo, sedano, basilico, zucchine e uova, si, 12 uova che Giordano ha tolto dal nido, le galline starnazzano, una cova, no non cova sta facendo l’uovo, mi spiega, ne ho da imparare, eppure quanti anni dell’infanzia passati nei campi della Val Camonica a raccoglier fieno e mele.. tutto dimenticato.. e l’orto del papà.. e le mie piante di olivo, dove sto andando, questa società mi ha preso e rovinato la vita, commercio auto, commercio ricambi, immobiliare, si vive nel privato e nel pubblico, ancora peggio, esauriti e no che non dan senso alla vita! ECCO IL SENSO DELLA VITA LA NATURA, L’AGRICOLTUIRA, LA NOSTRA Dimensione e quel che abbiamo NEL nostro cuore, l’amore per la terra dei nostri avi che non dobbiamo dimenticare sarà il nostro futuro, anche a 57 anni, volto pagina, tenute agricole e salute valgon ben una speranza anche per i nostri ragazzi dategli la terra come facevano gli Argentini con i nostri emigranti, diverremo felici come 55 milioni di discendenti degli italiani nelle Americhe,… E IL COMPUTER? NELLA RICICLATA E COME MEZZO DI COMUNICAZIONE USIAMO INCONTRARCI DAL VIVO ANZICHE CLICCAR MI PIACE O RICEVERE 300 AUGURI DI BUON COMPLEANNO DA SCONOSCIUTI. Alla fermata dell’autobus ho fotografato 7 ragazzi ognuno con super Ipod nessuno si parlava, accidenti, ma noi sorridevamo e li han ridotti in solitudine non si parlano e con quel che è l’oro della loro età i fisici e la salute, la felicità devono riconquistarsela auguro a tanti di andare a lavorar la terra qui o in Australia o ad allevar cavalli e capre per una vita felice.

L'autore ha condiviso 24 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore oliviero trombini.

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Categorie: - Me stesso - Riflessioni

21 commenti

  • 1
    Angwhy -

    Bella lettera sono anni che ci penso.il problema è che sto in un condominio,dove le metto le galline?sulle scale?pianto i pomodori nella vasca?la fai un troppo semplice tu,fare serre allevare cavalli,la terra costa,mica tutti hanno la villa col giardino.un saluto a Marietta spero che passi una buona pasqua al contrario di tanti altri poveri animali e buona pasqua anche a te

  • 2
    Aton -

    Tutto condivisibile. Peccato che per fare la vita che dici tu occorra terra, acqua e sementi. Occorre un capitale. Patrimonio sonante. In Argentina te la assegnavano, la terra. Ma per schiarirti le idee leggiti “Il bosco veneziano” di Mazzucato.
    Una sbrancata di luoghi comuni, la tua lettera. Peraltro io a Pasqua non mangio nè agnello, nè capretto. Purtroppo mi oriento sull’anatra all’arancia. Salutami Marietta.

  • 3
    oliviero trombini -

    Angwhy queste citta’ sono fatte senza pensare al rapporto uomo natura ma come quartieri per operai o dipendenti prima e ora disoccupati con internet,la campagna e’ in Italia e anche altrove molto cara consiglio andare in siti naturali ove leggi ed uomo ancoraq non ci ha n ridotto in schiavitu’

  • 4
    Katy -

    Il mio sogno, il mio più grande desiderio, è una piccola casa (va bene anche una catapecchia) con un po di terra.

    Saprei già cosa piantare …. e in più, un amica aveva un maiale vietnamita che ha fatto 8 lattonzoli…ne avrei preso volentieri uno…erano così carini!!!!

    L’anatra mi piace, ma ancora di più le ranocchie. Anni fa, sono stata in un posto vicino a uno stagno. Gracidavano come matte…era una delizia starsene ad ascoltare 🙂

  • 5
    Aton -

    @Katy
    A me invece piace molto di più l’anatra, non necessariamente all’arancia. Le rane dalle mie parti le usano per il risotto, ma lo trovo un poco raccapricciante.

  • 6
    Katy -

    @ aton. Sei adorabile 🙂 ma non mangiare le mie ranocchie o mi arrabiero’ sul serio

  • 7
    oliviero trombini -

    Katy ha centrato il problema abbiamo bisogno di vivere nella natura che poi non si possa e’ chiaro ma i sogni molte volte li avveriamo noi,magari andiamocene da dove viviamo 22 milioni cinquecentomila italiani sono andati per il mondo in cerca di un’altra vita con 30 massimo!dollari in tasca allora 150 lire!Esi puo’ partire anche in eta’ avanzata, magari si fan solo 50 km si passa dalla citta’ alla campagna, non per forza si deve comprar terra si puo’ anche fare una vita sana e migliore nella natura anche non avendo l’obiettivo della proprieta’

  • 8
    Aton -

    @Katy
    Non ho mai neanche assaggiato il risotto alle rane, per me è come le trippe o l’andouillette, non c’è la farei neanche in compagnia di una rossa selvaggia con le labbra alla Parietti, il che te la dice tutta.

    @Trombone
    Sei un utopista, ma è meglio così. Paradossalmente tra qualche lustro io invece – che sono uomo avvezzo a guadagnarsi il pane, e anche molto di più, nelle sfere intellettuali, farò, da proprietario, quello che immagini tu bucolicamente. Sempre soddisfacendo il requisito base (essere in vita).

  • 9
    rossana -

    Oliviero,
    io ci ho provato molti anni fa. con il mio ex marito avevamo comprato, e parzialmente ristrutturato, un vecchio casolare, sul limitare di un bosco, lontano dal paese e vicino a uno stagno, abitato in primavera da iris selvatici gialli e per il resto dell’anno da canne e uccelli vari.

    il mio compagno era portato a coltivare la terra e l’orto prosperava a seguito delle sue cure. non altrettanto brava sono stata io: i conigli morirono inesorabilmente, uno dopo l’altro, colpiti da una malattia che immobilizzava i loro arti inferiori e che mi sforzavo inutilmente di curare. galline e faraone risultarono non abbastanza protette dal freddo invernale: cadevano congelate dal loro rifugio al primo piano, con tonfi sinistri nel cuore della notte.

    l’allevamento di anatre prosperò, favorito dallo stagno, ma si presentò molto presto il problema di riportarle anche solo saltuariamente in cortile e di decidere chi di noi due dovesse avere il coraggio di uccidere quelle pronte per la padella, con l’intento di venderle ai ristoranti di lusso che avevo individuato come possibili clienti.

    attenzione: nessun mestiere s’improvvisa facilmente ma, soprattutto, bisogna esserci portati… ho lasciato la vita agreste quando le risorse economiche a disposizione sono finite. ne conservo un buon ricordo ma non vorrei affatto ripetere l’esperienza. troppo freddo, troppo fango (le nostre vecchie auto s’impantanavano e si faceva una gran fatica a rimetterle su strada), troppe difficoltà di vario genere!

  • 10
    Aton -

    @Rossana
    Vero quello che dici. Per fare la vita tipo Mulino Bianco che smena il trombino bisogna essere ricchi e possibilmente assumere qualche extracom che ti fa il lavoro sporco. In realtà la vita del contadino è brutta e allucinante, a meno che tu non ci sia nato. Il trombino, ancorché abbastanza vetusto, ignora cosa sia la baracca delle quattro F. Fame, freddo, fumo e fastidio. Sono belle le papere, ma se devi mangiarle e quindi ammazzare cambia la musica. Il trombino, come molti di noi, ambisce a una proprietà con giardino e laghetto. E supermercato a 200 m.

  • 11
    oliviero trombini -

    Povero colui che giudica senza conoscere da 21 anni vivo in campagna tra la natura e quel che voi chiamate fatica ve la fate pagando in palestra,la tv guardatela a cas,le relazioni sociali sono migliori con i veri amici della campagna che con animali che non si devono per forza ammazzare,vedremo quando mangeremo i fax ,meglio conoscere le erbe buttate tutto nella differenziata intanto anatre e galline si mangiano i vostri avanzi,se non vi ingozzate di prodotti pieni di veleni che comprate nei discount vi fa bene anche l’uovo di gallina,a proposito sapete che differenze ci sono nei cosmetici che usate come i vostri meravigliosi bagnoschiuma ed i miei fondi di olio di oliva od aceto?che a 57 anni il sottoscritto ha ancora i capelli neri,ma quel che conta e’ che la vita si puo’ viverla sia nella natura che con contatti col mondo senza per forza dover avere 4 auto e 40 tasse da pagare,ancora ci sono nel mondo milioni di ettari di terra che vi aspettano se non la volete lavorare nessuno vi obbliga dovete solo capire come vivevano per migliaia di anni gli uomini sino ai vostri nonni noi siamo quel che vogliono farci essere,macchine da soldi x banche e finanzieri le comodita’ e quel che dovete comprare ve lo insegnan loro con la tv

  • 12
    rossana -

    Aton,
    credo che più che “nato” si dovrebbe avere una naturale inclinazione per quel tipo di lavoro e di vita. sono figlia di una contadina, ho vissuto il lavoro dei campi nell’infanzia e nell’adolescenza ma prediligo l’attività della mente a quella delle mani.

    in quel luogo della memoria ho trascorso una delle più belle estati della mia vita (prima che cominciassero i guai): era stupendo girare qua e là nel piccolo podere quasi sempre seguita da un bimbo in età prescolare, dal cane e dal gatto, tutti mantenendo fra loro le debite distanze!

    in città non ci furono più animali (con grande sofferenza dovemmo lasciare anche il cane); ripresi a lavorare in ufficio e il bimbo iniziò malvolentieri ad andare all’asilo… un po’ di bianco e un po’ di nero dovunque!

  • 13
    Aton -

    I fax devono averti traumatizzato, ma non si usano più da molti anni. Proverò invece a usare i fondi d’olio per i capelli. Oggi ho messo in testa il residuo del multigrado che ho cambiato a uno dei miei SUV per Pasqua ed hai ragione, i capelli mi sono tornati nerissimi. Se non fosse per il fatto che sono biondo, sarebbe perfetto.

  • 14
    oliviero trombini -

    offesa sui traumi non mi riguardano come specifica il sito non servono la mia proposta riguarda una vita nella natura che mi sembra migliore di quella che chi ha il suv non mi sembra odino in massa la natura visto che serve per andare dove con l’auto non si riesce,non lo acquisteranno tutti solo per prestigio,altrimenti propongo che lasciate per il giorno di pasqua il suv ed andiate a vedere come vivono gli altri camminando un po..magari negli stessi parchi della citta’ .a proposito di suv in passato ne ho venduti abbastanza per garantirvi che e’ meglio un vecchio fuoristrada o una semplice utilitaria anche il mito dell’auto e’ una buona cosa per banchieri e chi ve li vuol finanziare

  • 15
    Zero -

    Salve, io sono un ragazzo di 21 anni con una grandissima passione per l’informatica e i videogiochi. Ho sviluppato questa passione nonostante io sia cresciuto in campagna con un padre muratore che ha la passione per l’agricoltura. In particolare ci occupiamo di olive e olio, ma abbiamo anche molte piante da frutto, e un orto molto vario. Secondo me la vera intelligenza sta nel non fossilizzarsi su nessuna strada, ma di seguire i propri interessi e coltivarli. Io sono programmatore e coltovatore e artista marziale e religioso. Una cosa non esclude l’altra, assolutamebte. Anzi, la vera felicità si ottiene secondo me quando si media fra le varie sfaccettature della nostra esistenza. Lei stesso, scrivendo su questo sito, nonostante dica di voler gettare il pc alle ortiche, lo sta utilizzando. Io passo le giornate fra videogiochi, campagna, libri, fidanzata, chiesa, e i miei amatissimi cani. Mi sembra ridicolo che un 21enne dia un consiglio ad un uomo adulto, ma faccia come le dico, non escluda nulla. C’e inoltre da dire che per avere una terra da coltivare bisogna avere i soldi per comprarla. Le auguro do trovare la sua strada. Con affetto, Zero.

  • 16
    rossana -

    Complimenti, Zero, e tanti auguri per il tuo futuro, ricco e sfaccettato, aperto e libero!

  • 17
    oliviero trombini -

    Ognuno da lezione chi con Suv chi con mediazione chi ha il coraggio di parlar male del virtuale,nessuno ha il coraggio di dire che si e’ impossessato della gran parte di noi , internet, videogiochi ,senza confronto, e l’errore e’ proprio esserne assuefatti non gettare questo alle ortiche, esserne succubi non ci mostra altra vita,ma il rimedio ideale per impedire che il virtuale si impossessi di voi e’invece allontanarvi da esso dai videogiochi o dal cellulare ormai non piu’ telefono ma internet. Usatelo a far ricerca quando dovete scrivere una relazione un libro o studiare Ed altra falsa contrapposizione il proporre la tecnologia e l’informatica utile alternativa in quanto poveri alla proprieta’ della terra non e’ essere proprietari di terra vivere la natura nei boschi o nei campi ci si puo’ andare senza cellulare anche senza essere proprietari di nulla, giornate spese sui cellulari in simbiosi con il lavoro del raccoglitore di olive e’ non veritiero conosco molto bene la raccolta delle olive,proprio oliveti,so cosa significhi stare mesi nei campi per guadagnare con fatica,quanto tempo serva,intere giornate da mattino a sera per potare le piante bruciarne i rami concimare e la raccolta non e’ certo possibile farla col cellulare in mano, Ben venga l’informatica che aiuta ma questa generazione sta solamente esagerando,lo sviluppo delle comunicazioni e dell’informatica ben venga,possiamo scambiarci meglio oggi domenica queste opinioni, e’ soltanto alternativa alla macchina da scrivere, scrivere dei libri puo’ esser fatto meglio su un computer ma non toglie nulla alla diversa meravigliosa vita della natura reale in rapporto al mondo virtuale e il lavorare la terra e’ si piu’ faticoso che schiacciar tasti ma anche molto bello!

  • 18
    Cassandra -

    Che bella questa lettera, condivido ogni parola…

    Per fare una vita meno dura, rossana, la comunità è la soluzione. In 2 sole persone non si riesce a portare avanti una fattoria e senza le dovute competenze!
    Forse siete partiti in quarta con idee troppo ottimistiche 🙂 magari con più umiltà ed aprendo le vostre porte di casa a chi avrebbe potuto aiutarvi avreste preservato il vostro sogno.

  • 19
    rossana -

    Cassandra,
    in effetti, la vita di campagna, scelta in coppia negli anni ’70, avrebbe dovuto aprirsi a una specie di cenacolo per artisti e simpatizzanti. Avevamo fondato in piena regola un’associazione a tali fini, e avevamo iniziato ad organizzare spettacoli teatrali amatoriali all’aperto…

    ma… in quel periodo la mia salute faceva acqua da tutte le parti, per cui non ho potuto trarne più di tanto… è stata comunque una bella esperienza!

    ora sono tornata ai prati e campi di quand’ero bambina. la maestra delle elementari mi aveva insegnato il nome di quasi tutti i fiori spontanei, nomenclatura che negli ultimi anni ho ampliato con una ricca raccolta di cartoline di fiori di tutto il mondo.

    mi piace moltissimo contemplare quasi tutti i vegetali che mi circondano, nel susseguirsi dei loro cambiamenti stagionali. sto anche approfondendo le possibilità di comunicazione con il mondo animale…

    tutto molto più piacevole e rasserenante di qualsiasi relazione con qualsiasi essere umano!

  • 20
    Cassandra -

    Gli esseri umani stancano… anche me, non ti credere!

    Preferisco lavorare piuttosto che ciaccolare di stronzate od interagire con persone superficiali.

    Invece la natura mi rilassa e mi dà soddisfazione.
    Mi stanca, anche, ma è una stanchezza buona, positiva.

  • 21
    ilgattopardo -

    ancora con questa cretinara che l.uomo viveva in armonia con gli.animali mangiando solo verdure… sono solo cagate partorite dal benessere del nuovo millennio, i poveri mangiavano verdure ma appena potevano cacciavano e erano bramosi di farsi un bel pasto di carne innanzitutto per gusto e poi anche per bisognodata la vita che facevano non e che stavano davanti un pc a scrivere cagate come noi…
    il rapporto con la natura esisteva si! ma non come lo si vuole vedere oggi… ovvero come una sorta di paradiso dove tutti vivono felici in mezzo a prati verdi e animali saltellanti… era un rapporto molto rozzl e crudo… e spesso spietato e sta tranquilla che l uomo nn era di certo felicie di mangiare foglie ma appena ppteva rimediare carne ci si riempiva ben volentieri lo stomaco

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