Riflessione sull’amore di un cuore in ricostruzione
Ho gia scritto della mia storia su questo sito.
Ho gia scritto di quanto possa essere pericoloso ricercare la felicità là dove se ne può trovare di più, in quel luogo unico e misterioso fatto di sensazioni che non conoscono né verbi né parole concrete per poterlo descivere concretamente. Quel luogo che costruisci con tanta fatica, superando tanti ostacoli, tante paure, ma che ti promette di ripararti dalla a volte dura realtà del mondo.
Quel luogo che diventa la casa del tuo essere, l’acqua del tuo spirito, il custode della tua serenità. In questa casa cambi il modo di pensarti, l’ “io” diventa il “noi”, il “mio” futuro diventa il “nostro” futuro.
Una casa fatta con le pareti invisibili dell’amore, capaci di ripararti dal più forte dei venti, dal più feroce animale, dai più impetuosi terremoti. Ma quando uno dei residenti decide di abbandonarlo queste pareti che prima sembravano invisibili mura invalicabili crollano lasciando entrare il più debole soffio, il più esile animale, il più lieve terremoto.
Ti ritrovi nudo nel crudo, reale, vero mondo.
I colori che prima erano fantastici diventano semplici qualità.
I profumi semplici odori.
I suoni dei rumori.
E il tempo che prima viaggiava passando per innumerevoli strade ora sembra non riuscire ad uscire da una ruotatoria.
Molti sostengono che con il dolore si cresca, ci si fortifichi, ci si conosca meglio.
Forse è vero.
O forse serve solo a diventare più prudenti, per meno soffrire, a discapito delle emozioni più vere e più pericolose. Come un bambino che con gioia vorrebbe dar vita alle più strambe fantasticherie a cui gli viene insegnato che certe cose non può farle.
Non è forse questo il crescere?
Comunque sia, imparando le regole dell’amore, della vita, si imparerà a soffrire di meno.
Ciò che più mi manca è quell’ingenuità che da vita alla vita.
E’ solo uno, dei tanti, sfogo. E’ solo l’ennesimo tentativo di non so cosa. E’ solo vita quotidiana.
Data di pubblicazione: 2 Agosto 2011.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Me stesso - Riflessioni

Ciao.:)sai una cosa.?:)dovresti fare il poeta.:)
Il dolore ha la stessa importanza della felicità,ma si manifesta nel modo opposto…In realtà nesssun dolore è però fine a se stesso,ma ci permette si di crescere e di rinforzarci.. di entrare all’interno del nostro intimo. Il dolore è la goccia di sudore ke scivola dalla nostra fronte durante una salita…una salita lunga,dura e tortuosa. Ma che ci rassoda i muscoli e che,al suo termine ci fa assaporare la bellezza di una discesa! La discesa ke è la felicità x la quale tutti noi siamo nati..quella felicità che ti fa respirare come mai,ke ti fa tornare ad amare più di prima,ke ti fa ricostruire piano piano quelle mura invalicabili,che diventano sempre più forti!
” Una volta ho letto in un libro che l’amore non esiste per renderci felici,ma per dimostrarci quanto sia forte la nostra capacità di sopportare il dolore”
Bianca come il latte,rossa come il sangue
ciao Leonardo,
scrivi davvero molto bene…
mi ha colpita questa tua frase: “Ciò che più mi manca è quell’ingenuità che da vita alla vita.”
se quanto intuisco in te (sensibilità, intelligenza, bontà) esiste davvero, credo di poterti rassicurare che, passato e sepolto il dolore, l’ingenuità tornerà. fa parte di quelle connotazioni di base che non si perdono con il passare degli anni.
in certe circostanze, magari, si attutiscono ma poi tornano ad essere parte fondante di un temperamento.
abbi cura di te.
Rossana
Grazie, sei sempre troppo generosa nei complimenti. Probabilmente sono molto profondo e buono, oppure sono semplicemente impaurito dalla vita. Non lo so, come non so se qualità come la bontà e la sensibilità siano virtù che ti possano rendere effettivamente piu felice. Credo comunque che il dolore e il piacere siano correlati: una persona molto profonda è capace di toccare picchi altissimi di goia, ma è anche destinata a soffrire pene a volte insopportabili. Io sono un bambino ancora e me ne rendo conto guardandomi in giro. Non ero ancora temprato sufficientemente per sostenere un dolore cosi grande. Tanto grande quanto comune. Tutti ci passano, e in fin dei conti il mio non è piu eccezionale di altri. pero’ vedo che la gente bene o male tira avanti. Sono passati 4 mesi e mi sento al punto di partenza, come se mi dimenticassi ogni volta di tutti i bei discorsi che ho fatto e sentito. Certe persone credo non sono fatte per amare. Io non ne sono capace evidentemente. Ho amato troppo e male e ora non so gestire la situazione
Non abbatterti..tutti sanno amare..e anche tu!
Se hai amato troppo e male (é successo anche a me) avrai occasione per imparare dai tuoi errori e amare in modo migliore! Ma non devi ma buttarti giù.
Imparerò dai miei errori, ma come ci si può fidare dell’amore quando tutte le tue certezze sono state spazzate via da un giorno all’altro, in un modo tanto violento? Certi traumi si sedimentano nelle profondità dell’anima e li ci rimangono per lungo tempo. Non dovrei buttarmi giu, ma giu mi ci ha buttato lei. Il problema è che sotto di me non c’era una strada gia spianata e ben costruita, da cui potersi facilmente rialzare. C’era e c’è una strada fangosa che mi trattiene a terra.
Vorrei tanto non entrare più in questo sito per scrivere del mio dolore.
Vorrei tanto sbrigarmela da solo senza parlarne più con nessuno.
Vorrei tanto essere più Uomo e non piangermi più addosso, rifugiandomi nel mio dolore..
Lo vorrei tanto e forse non mi aiuto abbastanza.
Ma tutte le strade che si creano nel mio flusso di coscienza portano allo stesso posto. E’ una coazione a ripetere il trauma che non accenna a fermarsi. Mi sento come imprigionato nei miei pensieri. Non sono più libero di viaggiare con la mente. E’ come se avessi perso parte delle mie capacità intellettuali. Sono come paralizzato, impantanato negli stesi monotoni pensieri.
E la cosa peggiore in tutto questo è che mentre io sono immerso in questo diabolico vortice lei vive e non ci pensa neppure nel suo nuovo mondo con i suoi nuovi amori. C’è qualcosa di profondamente ingiusto in tutto questo, ma in fin dei conti non scopro l’acqua calda dicendo che spesso la vita reale è ingiusta.
Leonardo,
non considero bontà e sensibilità virtù ma semplici connotazioni di carattere. penso, non so se a torto o a ragione, tanto per fare un esempio, che una persona di fondo molto buona non sia capace di vendicarsi indirettamente del male subito in amore infliggendolo a sua volta a persone innocenti, alimentando così una brutta catena di negatività.
è logico che ogni dotazione ricevuta abbia i suoi lati positivi e negativi: se si è intelligenti e sensibili, si possono comprendere meglio persone e situazioni ma il prezzo da pagare è quello che hai espresso, e cioè una percezione più acuta sia delle gioie che dei dolori. fa parte del pacchetto!
comprendo lo choc che ti ha scompaginato un’esistenza che ti eri ormai prefigurato. voglio essere dura con te, per indurti a reagire: forse che sai cosa ti accadrà domani? se il futuro materiale, oggi prevedibile, si può annientare in una frazione di secondo per circostanze imprevedibili, come può un sentimento darti la matematica sicurezza di consolidarsi nel tempo? se tu stesso puoi ammettere di non sapere fino in fondo chi sei e cosa cerchi, come puoi pensare di aver indovinato in tutto e per tutto com’era fatta e cosa andava cercando la persona che ti ha deluso?
conosci Machado? c’è l’inizio di una sua poesia che a mio avviso racchiude in poche strofe quasi tutte le origini del dolore. te la vado a cercare e te la riporto nel post successivo, sperando possa esserti d’aiuto…
a questo aggiungo, per buona misura, che la vita stessa tradisce quasi tutti, fin dalla nascita. così come spesso ci tradiscono non solo gli amanti (traviati dalla sessualità) ma anche gli amici e talvolta, purtroppo, pure i parenti più cari, quelli che consideravi alla stregua di figli, com’è successo a me nel momento di maggior bisogno. niente è sicuro per sempre. anche la natura, che ci è madre, mostra aspetti di infinita tenerezza e dolcezza frammisti ad altri di brutale e inaudita crudeltà…
Siamo tutti fragili e chiedere aiuto anke se ci risulta difficile in realtà ci ricopre di onore. Se ad attutire la tua caduta non c’é una strada spianata,allora è perché la stai costruendo!In vista del futuro anche. Il mondo è ingiusto,vero, ma tutto avviene un motivo che anche se spesso noi non lo conosciamo c’è! E col tempo ti renderai conto che ciò che adesso è apparentemente negativo pian piano ti accorgerai che in realtà doveva accadere,per darti una maggiore felicità.
Manzoni diceva che Dio “Non turba mai la gioia de’ suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande”.
“Non è vero, dolore, io ti conosco,
tu sei NOSTALGIA DI VITA BUONA,
e SOLITUDINE DI CUORE OSCURO,
di nave senza naufragio o rotta.
Come cane abbandonato che non ha
traccia nè olfatto e vaga
per le strade, senza meta, come
il bimbo che la notte di una festa
si perde tra la gente… (omissis)”
(dalla poesia LXXVII di Antonio Machado – lettere maiuscole aggiunte da me… validissime, a mio avviso, le prime tre righe…).
infatti non credo che alla tua bimba, incapace di capire e di dare, sia da attribuirsi il massimo della colpa del tuo attuale malessere. buona parte della sofferenza in questi casi deriva dall’orgoglio ferito ma, soprattutto, dalla perdita improvvisa del sogno che sulla persona avevamo incautamente costruito. questo è quello che ho imparato a mie spese e che magari, se non ricordo male, pure già ti ho scritto in un altro post.
quanto alla giustizia della vita, credo ne abbia una a livello complessivo, visibile a grandi linee, nella maggior parte dei casi, solo a fine percorso (intendo dire: chi ha avuto una triste infanzia, può riuscire a conquistarsi una serena vecchiaia, fermo restando che, quando durante una vita si riescono ad estrapolare almeno 3-6 anni “buoni”, già ci si dovrebbe considerare fortunati, soprattutto se non si è nati ricchi!). molto dipende da come si è capaci di mettere a frutto i talenti ricevuti e dalle circostanze in cui si è stati calati…
non voglio dire che questa sia, come nel “Salve Regina” una valle di lacrime, ma nemmeno credo in tutto e per tutto all’Eden del sogno americano, nel quale si afferma non solo che tutti hanno diritto alla felicità ma che questa è a portata di mano per chiunque la voglia cogliere. la verità e l’equilibrio stanno sempre nella vituperata via di mezzo e in quanto si è capaci di realizzare all’interno di noi stessi.
ciò non toglie che se si fa del bene, si può sì ricevere in cambio del male (anzi, di solito proprio questo accade, in quanto le persone buone sono spesso ingenue e incapaci di autodifesa o di previsioni a lungo termine) ma, se si fa del male, è quasi certo che il bene di ritorno sarà in linea di massima di tipo materiale, non certo spirituale. si dovrebbe essere in grado di distinguere nettamente i due filoni ed evitare di credere che al bene possa corrispondere sempre il bene, magari mischiando la tipologia degli addendi da sommare o da sottrarre. in ogni caso, operando correttamente, non ci si arricchirà di certo ma si dovrebbe star meglio in compagnia della propria coscienza, che non è cosa da poco.
scuaami la carenza di chiarezza: mi rendo conto di aver fatto un gran insalata russa. è ora di “staccare” e di andare a fare una bella passeggiata nei campi, in cerca di more, facendo attenzione alle spine…
Rossana sei stata chiarissima..
Hai ragione, stare bene con la propria coscienza non è cosa da poco. Ma certe persone evidentemente non se ne curano. Mi auguro per lei che prima o poi capisca del male che può fare giocando con le persone, probabilmente non ci è mai passata. Ad ogni modo non deve essere più un mio interesse.
La cosa che non comprendo è come dall’avere un rapporto crisi intimo e profondo con una persona si passi ad un tratto ad un completo disinteresse. E non parlo di fisicità. Io ho preso a cuore la mia ex per un anno e mezzo, e con lei tutto il suo mondo: la sua famiglia, le sue attività, i suoi sogni. Come si può da un giorno all’altro annullare tutto? Anche da parte mia la passione era scemata, però il mio interesse per il suo mondo era ancora forte. E in un certo senso lo è ancora. Come può lei fregarsene così di me e del mio mondo? Mai nemmeno un come stai…nemmeno un messaggio.. Come è possibile? È allora questo l’amore? Puro egoismo? Finito l’amore finisce ogni rispetto e interesse per l’altro? Che razza di persona si comporta cosi? Sono queste le cose che non riesco spiegarmi. Ok, ho imparato e constatato che al mondo c’è veramente tanta gente scoppiata, ma è dura, troppo dura accettare che la persona che amavi cosi tanto (e poco importa il perché l’amavi cosi tanto) possa trasformarsi cosi. Certo sono consapevole che non si è trasformata, ma anzi lo è sempre stata. Pero’ è comunque difficile accettare che amavi un immagine fittizia di quella reale.
Fattene una ragione . Spesso sopravvalutiamo chi abbiamo davanti .
Non farti troppe domande , io come te e tanti altri abbiamo visto recitare lo stesso patetico copione.
Qualsiasi sua spiegazione , non sarebbe neppure sufficiente a darti soddisfazione , perchè non ci sono spiegazioni plausibili per certe conclusioni . Nè puoi auspicare che in quelle che siano state date risieda la verità.
Una risposta non data puo’ alterare a tempo indeterminato la percezione delle cose , l’affidarsi ai principi , alla logica o alla pazzia umana per cercare in quel buio , un barlume di luce , che ci avvicini ad una parvenza di verità , per poi poter guardare ancora avanti.
Sapere ?
Non servirebbe a molto , davvero. Giungi pure alle tue conclusioni , che ti aiuteranno anche a cancellarla , a tua volta , dalla tua mente. Di certo , le tue risposte , seppur immaginarie ,saranno piu’ vicine alle verità di quelle che avresti sentito uscire dalla bocca di chi , in un attimo , cancella tutto.
Come è possibile, ti chiedi?
Rivedi la tua storia , come un film , e osserva chi era il protagonista e chi la comparsa . Chi solcava il mare e chi si lasciava trascinare dalla sua scia .
E tienilo a mente per il futuro , per distinguere chi ti sà amare , da chi si lascia amare .
Leonardo,
rischiando di ripetermi, provo ad analizzare quanto ti è successo in termini generali:
1) oggi, poichè si ha tutto il necessario, si tende ad enfatizzare l’amore, che è una delle poche cose che non si possono comprare e che è piacevole sfoggiare: quindi, si rende unico ed eccezionale anche quello che, se si fosse onesti, potrebbe essere soltanto comune e poco più che banale;
2) quasi tutti, sbagliando, si è portati a mostrare il lato buono ed accattivante in un rapporto a due, anzichè quello solito e ordinario: è un atteggiamento umano, discutibile ma comprensibile;
3) credo che in particolare la donna sia incline ad uniformarsi all’uomo che si è scelta sforzandosi di aderire il più possibile al suo modo di vivere e di pensare. forse oggi non è più così a tutto tondo ma resta nella donna la tendenza all’armonia e alla fusione anche spirituale più di quanto questo non avvenga nell’uomo.
4) quando, voglio sperare in buona fede, si rende conto che la relazione non va, che non ci trova quello che sperava, dopo aver tentato il tutto per tutto per farla funzionare, il sogno si sgonfia tutto d’un botto, come un pallone aerostatico che non ce la fa non solo a salire più in alto ma nemmeno a restare in quota. e quando la donna chiude, dopo aver investito tutta se stessa magari anche a lungo, poichè il sogno si reggeva sul sentimento, di solito la storia è finita, indipendentemente dalla buona volontà dell’uomo di apportarvi cambiamenti in positivo.
5) forse per l’uomo crea meno sofferenza un distacco dolce e lungo, in quanto lui già si è staccato, essendo essenzialmente legato all’aspetto fisico del rapporto, mentre la donna, proprio perchè il suo contributo è essenzialmente psichico, soffre di più a tirarla per il lungo, temendo fra l’altro di restarne invischiata.
6) a questo punto, per porre rapidamente un punto fermo dal quale difficilmente si smuoverà, entra in gioco la parte diabolica che è in ognuno di noi nel suo aspetto peggiore, tesa a non lasciar spazio a ripensamenti. spesso si soffre anche attuando questa mossa crudele, ritenuta indipensabile per uscire al più presto dalla propria stessa delusione e amarezza.
7) la qualità di un rapporto si riconosce non da come comincia ma da come finisce. restare amici non sempre si può, perchè magari ancora in parte coinvolti dalla sessualità, ma questo non dovrebbe portare ad essere totalmente indifferenti nei confronti della persona che si è lasciata e del suo dolore. chi si comporta così conosce poco la sofferenza o è una persona molto egoista, che è meglio perdere che trovare.
dopo aver letto tutto questo, su cui puoi assentire o dissentire, la tua situazione emotiva resterà a grandi linee immutata. purtroppo, non si possono razionalizzare i sentimenti! nè è facile superare le delusioni…
Rossana *.* caspita ma fai la psicologa?xD
No, MariùlnLove, amo la psicologia come complemento di comprensione, là dove è possibile, ad atteggiamenti e reazioni umane complessi ma non sono psicologa.
ho semplicemente accumulato parecchie esperienze di vita nel corso degli anni… mai abbastanxa, comunque…
guardarsi dentro…
avevo poco più di vent’anni ed ero molto più aperta di ora ai sogni e all’incanto positivo della vita. avendo risorse fisiche e parecchio tempo a disposizione, dedicavo la mia affettuosa tenerezza a chiunque incontrassi sulla mia strada che potesse averne bisogno: al barbone che dormiva sulla panchina del parco (portato in auto alla sua casa fra i monti e ritrovato la settimana dopo in città, rifiutato dalla famiglia), alla giovane conoscente in carcere per l’omicidio del fidanzato, che visitavo spesso e a cui procuravo libri usati per lo studio…
sposata da poco, una sera mi trovai in una casa che non conoscevo, attorniata da persone che non avevo mai incontrato prima. ero elegante e quasi infantile nella mia gonna di velluto nero, ravvivata da una camicetta rosa, ornata di pizzi…
protetti da luci soffuse, gruppetti di persone s’intrattenevano discorrendo qua e là su comode poltrone. a un tratto mi trovai appartata con un uomo di cui non ricordo che il tono di voce, duro e penetrante. quasi certamente era noto per essere un sensitivo.
non ho idea di cosa avessi fatto o detto per suscitare il suo disprezzo. mi disse, convinto: “tu non sei quello che sembri. in te c’è un mare oscuro, che ben nascondi, ma che prima o poi affiorerà. sei sporca, lurida e per di più falsa e ingannevole. eviti accuratamente di mostrarti per quello che sei ma, ricordati, prima o poi tutti vedranno e sapranno…”
turbata, mi allontanai con una scusa. nel tempo alcuni aspetti poco nobili di me sono effettivamente venuti alla luce, mai però con il peso e la gravità che mi erano stati preannunciati.
di tanto in tanto ancora ripenso a quella predizione nefasta, che mi aveva molto inquietata e che continua, se non altro, a farmi riflettere che non è possibile nemmeno a noi stessi sapere chi veramente siamo, finchè non ci capita di veder emergere parti di noi che non avremmo mai neppur lontanamente immaginato di avere…
A volte Kid, ho paura di perdermi cercando di trovarci un senso. A volte ne ho bisogno, ho bisogno di ripetermi tutte quelle risposte immaginarie che mi aiutano ad accettare questa situazione. Ma la consapevolezza che non esiste una verità mi fa impazzire. A volte, e ne sono consapevole, quando non si può avere una risposta certa, quando tutte le risposte sono ipotesi, la cosa migliore da fare è sceglierne una e portare avanti con coerenza quella scelta. In questa situazione non riesco. Ogni giorno mi ritrovo a ripercorrere la stessa strada, e ogni giorno mi dimentico le vie giuste da imboccare per non perdermi. Ogni giorno mi ritrovo a dover ragionare su come raggiungere un minimo di tranquillità, che spesso e volentieri trovo solo nella distrazione forzata.
Per quanto riguarda il trascinare forse hai ragione tu, ma solo nell’ultimo periodo, perchè inizialmente era più avanti lei, anzi è lei che inizialmente mi ha scelto e ha fatto il primo passo. Ma anche qui, è difficile avere un giudizio obbiettivo.
Concordo, Rossana.
Il tuo elenco coincide con quello che è successo, è un’ottima analisi. La situazione psicologica della donna è diversa da quella dell’uomo e le sue modalità cambiano. Quanto sono distanti i due mondi. Per quanto sono in sintonia con quello che dici ammetto che non mi va di giustificare il suo comportamento asserendo che l’ha fatto per via della sua psicologia. La sera che mi lasciò, lo ammetto, io andai in escandescienza. Non perchè mi lasciò, diciamo che prima feci una bella scenata di gelosia, esagerando sicuramente. Niente di assurdo comuque. Lei ha preso la palla al balzo per troncare di netto. Io mi sono anche sentito in colpa per la mia scenata e quindi tendevo a giustificarla. Da allora mi sono sempre controllato, anche quando avrei voluto dirle di tutto e di più. Lei stessa però affermò che la decisione non c’entrava logicamente con la litigata, però ha comunque trovato una via facile per lasciarmi facendomi sentire addirittura in torto! Ha anche avuto il coraggio di dire che l’avevo delusa quando una settimana dopo già stava con l’altro. La litigata era scaturita dal fatto che io non stavo bene, ero un po’ giu e le avevo chiesto di vederci. Le avevo lasciato anche la mia macchina dal giorno prima, le serviva per andare in università. Lei non solo non è venuta da me, ma è rimasta fuori con i suoi nuovi amici (dove credo abbia conosciuto anche il suo attuale ragazzo) con la mia macchina mentre io ero a casa, giù di morale per altre cose, da solo. Ovviamente me la presi, litigammo per telefono e a una certa lei iniziò a ignorare le mie chiamate e i miei messaggi. Non credo faccia a piacere a nessuno vedersi rifiutato dalla persona che amavi, in un momento no, di solitudine, mentre lei è fuori con sconosciuti, con la mia macchina!!!
Una che è capace di agire cosi non solo non conosce la sofferenza ed è una grandissima egoista, ma è decisamente una grande stronza. Siamo sempre li. Togliersi questo stramaledetto velo e accettare di aver amato una persona ancora un po’ troppo immatura.
Sono veramente colpita.
Scusa se sono stato poco chiaro nel mio ultimo commento ma scrivevo di fretta. Quello che volevo dire è che preferisco credere che lei sia una persona orrenda piuttosto di credere che le donne agiscono cosi per via della loro posizione. E credo che in fin dei conti lei lo sia orrenda, perché non ci si comporta cosi con chi non ha fatto altro che amarti. Ad ogni modo sono cose trite e ritrite e piu scrivo piu perdo l’interesse nel farlo. Tutto questo lavoro analitico mi strugge. Vorrei solo staccare la spina e non pensare piu a nulla. Ma non ci riesco. E anche se ci riesco per un po’ dopo ricomincia tutto quanto.
Comunque non voglio annoiarvi con i miei piagnistei, scusatemi, non era mia intenzione. Ho evidentemente ancora troppo veleno dentro.
Peró fa male. E dopo 4 mesi non ho voglia di continuare ad assillate amici o parenti. Mi sento veramente inadeguato. Forse mi farebbe bene parlarne con uno psicologo. Non riesco a capire se la mia situazione emotiva rientri nella norma o se sto rischiando di entrare in una crisi depressiva.
Comunque sia, paranoie a parte, Rossana, il fatto di essere ognuno di noi governati da pulsioni aggressive è evidente in ogni ambito della vita. Il tuo profeta secondo me ha semplicemente detto una verità universale, che potrebbe essere applicata ad ognuno di noi. Quando io mi definisco un “buono” non asserisco che non ci sia dentro di me un’aggressività latente. Paradossalmente potrebbe essercene anche di piu di un prepotente. Piuttosto credo di riuscire a reprimerla perché ho capito che non giova a nessuno il manifestarla. Non mi stupirei pero nel vederla all’opera in un momento di debolezza, anzi non mi stupisco quando succede. Pero deve essere soppesata da un comportamento benigno, il cosi detto senso di colpa. Se non provi rimorso vuol dire che credi di avere agito in modo corretto. Io gli accetto gli errori, tutti noi sbagliamo e feriamo le altre persone. È inevitabile all’interno di una società farlo. Ma non tutti sanno chiedere scusa e ancor peggio non è nel loro interesse farlo. E non parlo di utilizzare soltanto la parola scusa, esonerandosi dallo scusarsi vero e proprio. Ci vorrebbe un certo impegno nelloscusarsi e nel cercare di riconciliarsi con l’offeso. Io sono convinto che il mio sarebbe un dolore piu accettabile se lei mi avesse cercato e mi avesse dato delle spiegazioni, in sostanza se mi avesse dimostrato di volermi bene. Le sue uniche spiegazioni sono state: è da un mese che mi sento piu lontana, siamo diversi, non ti ho lasciato per lui, l’avrei fatto comunque. Stop. Mi rendo conto che è propriostupida ma nonostante cioci sto male ancora…
Leonardo,
concordo che il comportamento della ragazza è stato da str..za. ti faccio alcune domande: al di là di come lei si poneva nei tuoi confronti, dalla storia del suo passato o dal mondo in cui ti ha introdotto, era possibile intravvedere le radici del suo vero modo di essere? ci sono state avvisaglie che potesse trattarsi di infatuazione da parte sua? ti ha mai manifestato problematiche da risolvere per il vostro stare insieme?
ti ha mai spiegato a fondo le ragioni per cui ti ha coinvolto nel rapporto? secondo me, non le sa bene nemmeno lei, così come non sa bene i motivi per cui ha deciso di invertire la rotta. non sono cose che si possono definire nero su bianco. a volte si hanno delle idee in merito, per scoprire poi, nel tempo, che ne esistevano anche altre, del tutto ignote nel momento dei fatti…
in ogni caso, quando si lascia un partner dopo un’illusione d’amore ci si dovrebbe sempre sforzare di essere il più possibile sinceri, ed anche amorevoli. se questo non accade, a mio avviso, la persona in questione non merita nè considerazione nè rimpianti. ma, si sa, questo è raziocinio!!!
non volevo raccontare la mia ultima esperienza. lo faccio solo per te. dopo circa 18 anni di solitudine emotiva, derivanti da una grande delusione, un uomo maturo, conoscendo il mio passato, mi ha indotta a riaprirmi all’amore scrivendomi “ti amo”, che per me sono parole pesanti, quasi sacre.
per mia sfortuna possiede un tratto che potrei forse trovare in uno su mille, e me ne sono innamorata, come una ragazzina, tanto che nel giorno del nostro primo incontro ho avuto un’amnesia globale transitoria di circa 10 ore, avendone trascorse sei in sua compagnia.
si è dimostrato subito renitente alle manifestazione d’affetto, mentre io lo colmavo di attenzioni e gli offrivo una passione repressa da molto tempo. la storia del suo passato m’induceva ad essere indulgente sulla sua chiusura. purtroppo, l’amore è il migliore degli avvocati…
per nove mesi, fra tira-molla vari, ho atteso che qualcosa più della sessualità (superlativa) maturasse in lui, poi l’ho lasciato perchè il rapporto era troppo sbilanciato.
avesse mai ammesso UNA VOLTA SOLTANTO che era interessato essenzialmente al sesso!!! no, ha continuato anche tre mesi dopo ad affermare che avrebbe voluto essere AMATO, quando si concedeva quasi unicamente in camera da letto! se mi dicesse la verità, e potessi scordare le volte che, mi ringraziava per piccole cose, potrei dimenticarlo più in fretta!
ho finito solo ora una lunga serie di esami per accertare se in quell’episodio di perdita di memoria (per niente piacevole) non ci fossero i germi per qualcosa di più pericoloso. credi che mi abbia chiesto a quali risultati sono approdata?
ed è anche lui alla soglia della terza età, con figli adulti e parecchi vissuti estremamente dolorosi alle spalle. si è chiuso nel silenzio, dopo aver affermato come sarebbe stato bello stare insieme se fosse stato più libero da impegni!
che se ne può dire?
segue da post 21
magari si potesse comprendere davvero un qualsiasi comportamento dettato dal sentimento con il raziocinio con cui tentiamo di analizzarlo! l’amore diventerebbe molto meno pericoloso e quanti altri eventi spiacevoli potrebbero essere evitati!
a mio avviso, quando il sentimento che proviamo è profondo avviene una lotta furibonda fra mente e cuore, e non c’è verso di venirne fuori se non dopo esserne stati lacerati e sconfitti dal tempo su ENTRAMBI i fronti…
il trasporto amoroso, quando è sincero, è quanto di più altruistico possa esistere al mondo: tende alla felicità dell’essere amato quasi più che alla propria. il rovescio della medaglia è che, quando l’incantesimo finisce, riemerge brutalmente tutto l’egoismo che connota qualsiasi atto o affetto umano. tanto prima si era tesi ad unire quanto dopo ci si impegna a distruggere tutto, quasi si dovesse annullare l’errore in cui si ritiene di essere caduti, incuranti del prossimo. anche quando si tradisce, l’altro non è più presente nè nella mente nè nel cuore di chi se lo lascia alle spalle.
e purtroppo esiste sempre uno dei due che ama di più benchè non si riesca quasi mai a capire chi stia vivendo, in un preciso momento, il sentimento più profondo. a volte, poi, i tempi non coincidono nemmeno nella consapevolezza. chi può comprendere a fondo l’evoluzione anche soltanto del proprio sentimento?
forse l’atteggiamento distruttivo è indispensabile per poter ripartire e riprendere a sognare. sì, perchè alla fine dei conti solo di sogni ad occhi aperti si tratta, che molto raramente reggono alla luce della realtà crudele di cui è impregnato l’essere umano fino alle midolla, scorrere del tempo incluso.
temo che solo chi non ama profondamente sia in grado di padroneggiare del tutto il proprio comportamento in tutti i suoi aspetti.
credi non tenda anch’io a pensare che l’uomo che ancora amo è orrendo? cerco di convincermene tutti i giorni, ogni volta che lo penso, più volte al giorno… ricordo i suoi “grazie”, che ancora mi commuovono… penso abbia avuto timore di legarsi perchè da un momento all’altro posso dovermi trasferire in un altro continente, ma a che serve tutto questo? a lui non interessa impegnarsi con me (stava già tentando di sostituirmi con una signora più giovane, che a suo dire, gli complicava molto la vita), nè può accettare che si resti amici.
affermava di apprezzare i miei messaggi via mail ma non risponde più ad essi da tempo… l’ultimo, dopo aver accennato a un grosso guaio in cui si era cacciato, si chiudeva con “un abbraccio silenzioso”. e allora perchè dirmi, solo poco prima di chiudere, che gli faceva piacere ricevere posta da me? perchè oppone alle mie richieste di spiegazione il silenzio? per il solo piacere di sentirsi desiderato il più a lungo possibile? non è questo anche più crudele di un no schietto e tranciante?
la verità è che comunque si venga lasciati, se si è ancora presi, non ci sta bene. facile a comprendersi, mentalmente…
E’ significativo vedere che per quanto ci si possa muovere nello spazio e nel tempo, per quanto si possa variare tutto il variabile, i meccanismi dell’emotività umana rimangano sempre gli stessi. Mi dispiace per la tua delusione. Io sono un bambino a confronto, e di certo la mia delusione non compete con la tua. Ma le dinamiche e le sensazioni credo siano molto simili, come lo sono per ogni altro deluso. Dicevo, è significativo perchè ciò mette in evidenzia come in fin dei conti è vero quando si parla di legalità strutturali per quanto riguarda l’amore. Altro che astrazione e magia. Così mi spiegava la mia ex, per lei era magia. Io di contro sono sempre stato per la razionalità. Mi affascinano i racconti e le storie magiche, ma se rimangono tali. Poi puoi anche evitare di andare a fondo nelle cose, puoi scegliere di omettere certe motivazioni, ma tutto ha un significato. Se le radici del suo essere erano evidenti? Certamente si. L’ho sempre vista come una ragazza un po’ acida ed egoista. Perchè me la facevo andare bene? Risposta semplice, perchè l’amavo. Risposta illusoria e altruistica, perchè comprendevo che il suo essere dipendeva molto da una difficile situazione familiare. Risposta reale ed egoistica, perchè avevo paura di non trovare nessun’altra e di ritornare alla mia vecchia vita solitaria. Se ci sono state delle avvisaglie? litigavamo spesso, per la mia eccessiva gelosia (paura di perderla e ritornare solo) e per la sua immaturità che veniva fuori in varie occasioni. Ma soprattutto litigavamo perchè annoiati. Ci eravamo chiusi al mondo, nel nostro nido d’amore che ha retto fin quando a potuto. Altro che due cuori e una capanna.
Poi mi ricordo, soprattutto agli inizi, litigammo per via del nostro passato. Lei era la mia prima esperienza (prima di lei solo pochi eppisodi ma mai una storia) mentre io ero gia il suo 4 ragazzo. E lei ha tre anni in meno di me. Tutti lasciati da lei. Mai stata più di un mese o due senza un uomo. E lei stessa affermava che non li amava, ci stava per non rimanere sola. Ma io ero Lui per lei… Beh comunque io ho sempre diffidato, non è un comportamento che apprezzo in una donna e non ho nascosto la mia delusione quando mi raccontò del suo passato. Però non potevo giudicarla e sentenziarla per questo. Con me in fin dei conti non ha fatto nulla che non avesse gia fatto in passato. Per questo un po’ me lo aspettavo. E qua entra in gioco quello che secondo me risulta essere il collante con il quale l’amore può esistere: la sessualità. Io, e mi dispiace essere arrivato a questo modo di vedere, ritengo sia proprio vero che sia tutto li il segreto dell’amore. Perchè ci stavo bene insieme, nonostante tutto? Perchè ero così perdutamente innamorato di lei e del suo essere? Perchè mi piaceva fisicamente, per una sessualità appagante e per paura di perdere questa possibilità fisica. E’ dalla sessualità che si innalza il valore spirituale e morale di una persona. Ogni sua qualità viene amplificata, ogni sua…
…caratteristica divinizzata e ogni suo sogno assecondato. Certamente una persona simile o con gli stessi interessi rappresenta una garanzia in più per il perdurare della storia. Semplicemente. E’ cosi semplice come il saziarsi con il solo pane. Puoi farcirlo come vuoi ma in fin dei conti hai bisogno di mangiare, stop. Per apprezzare di più un pasto puoi insaporirlo, e questo varia a seconda del tuo gusto personale. Ma lo scopo lo si raggiunge mangiando anche cibo sgradevole. E’ cosi semplice l’amore, è così facile in realtà da comprendere e da sintetizzare. E’ un compromesso tra ciò che ti serve a livello pulsionale e tra ciò che può garantirti il perdurare di tale necessità. Anche il concetto di bellezza a mio avviso rientra in questo perdurare. La verità è che noi rifuggiamo di continuo dal principio di realtà: ci inventiamo divinità che ci proteggono, giustizie meritocratiche, amori celesti.
Guardare in faccia la realtà, come dicevi te, è una cosa da cui ce ne teniamo il più possibile alla larga. E tuttavia è proprio la realtà a determinare le nostre azioni.
Nella realtà io ho perso il mio amore sessuale, al quale avevo conferito qualità celesti, almeno per me. Era la mia ragazza-ideale, o ancora più esattamente, il mio ideale. Era la medicina delle mie ferite, ma in realtà era semplicemente un placebo. Ero io a conferirle questo potere risanatore. Perchè lei era semplicemente una persona, come lo è ogni persona! La verità, ammesso che si possa chiamare così, è che noi non accettiamo il buio. Non riusciamo ad accettare di non sapere. Abbiamo paura di ciò che non vediamo. Ogni cosa deve rientrare nella cornice dell’evidenza della ragione. E la fantasia è un’arma portentuosa dell’essere umano per placare l’irriquietezza primordiale. Nel mondo di persone con le quali possiamo trovare delle sintonie ce n’è a chili. Per ognuno di noi, per ogni “specialità”. Ma il non sapere dove si trova, sia nello spazio che nel tempo, ci terrorizza. E il fatto è che non ne esiste solo una. Per la stessa ragione per cui noi stessi mutiamo in continuazione, o per lo meno potenzialmente ne abbiamo la facoltà. Immagina un campo rettangolare nel cui interno tante palline colorate si muovono casualmente sbattendo le une tra le altre. Cambiano colore con frequenze differenti: talune rimangono per lungo tempo sulle stesse tonalità, altre spaziano dal rosso al verde al giallo freneticamente. Stessa cosa vale per la velocità e per la traiettoria: alcune saranno lente e lineari, altre veloci e incostanti. Quando due palline nel momento in cui, ad esempio, si trovano a rappresentare il blu si scontrano, ecco, li nasce l’amore. Tutto questione di tempistica e casualità, ma la certezza è che più ti muoverai, più palline incontrerai e più avrai la possibilità di trovare la pallina del tuo colore.
Forse tutta questa storia delle palline serve solo a complicare quello che volevo dire, però mi piaceva come metafora =)
Quindi la nostra è solo paura di non sapere come, dove e quando reincontreremo una persona che si sintonizzi con il nostro modo di essere. Probabilmente, sarebbe curioso, in futuro si inventeranno un modo per segnalare dove e chi sono le persone più simili a noi. Non mi sorprenderebbe affatto vedere una cosa del genere. E forse non è nemmeno una brutta idea. Certo più pregmatica, ma efficace.
Però…
Però l’esperienza insegna che quando un uomo affronta le proprie paure, le comprende e le vince, allora in quel momento si sente realizzato.
Quindi, dopo tutto questo parlare, dopo tutto lo sfogo, ritorno a dire che sono comunque sia felice di ritrovarmi in questo vortice. A patto di venirne fuori! L’illusione che ho vissuto è stata comunque sia una dolce illusione. Ma, dato che vivere illudendosi non è produttivo, allora è stato meglio conoscere il prima possibile tutti i risvolti di una dipendenza affettiva: non potevo limitarmi nel conoscere solo quelli piacevoli..
E ora che sono svezzato mi auguro di in futuro, quando e dove sarà, chi lo sà, riuscirò a vivere il rapporto in un modo migliore.
In realtà giudico tanto l’aggressività e la cattiveria della mia ex. E’ constatato che non sono frutto della mia immaginazione. Ma il mio orgoglio, il mio stare male è sempre indice di quella medesima pulsione aggressiva ed egoistica. Lei ora sta bene. Se fosse solo una conosciente o una parente, ciò che conterebbe sarebbe solo il suo stare bene, la sua felicità. E allora, ancora una volta, che cos’è l’amore? certo potrei pensare se fosse solo una conosciente che non ha agito proprio correttamente. Ma io non credo che le toglierei il saluto. Alla fine l’ammunirei per il suo comportamento ma poi mi riterrei contento per la sua felicità. E perchè questo? perchè non mi coinvolge emotivamente la cosa. L’amore, quello romantico, è un invenzione nociva. E’ come la religione. Regala delle dolci illusioni. ma, a costo di ripetermi, l’unica cosa che più mi mancherà sarà quella stessa illusione. Perchè è vero che il conoscere la realtà aiuta a giostrarsi meglio nella vita, ma la potenza della fantasia è un qualcosa di effettivamente trascendentale. Si può adottare uno sguardo naturalistico del mondo per meglio comprendere e meno soffrire. Ma ciò che anima le nostre emozioni è proprio ciò che non esiste.