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Quel che politici e TV non dicono: i più grandi evasori sono le mafie

Lettere scritte dall'autore  albert

La notizia ha del clamoroso, soprattutto per il fatto che i dati si riferiscono già al 2004 e 2005, ma da allora a oggi le cose sono rimaste pressoché immutate.

In un’inchiesta del Secolo XIX di Genova, dei giornalisti Menduni e Sansa (ripresa ieri anche dal Corriere online), si è accertato che da anni le macchinette videopoker, che dovrebbe essere collegate agli impianti di rilevazione della Sogei, la società che cura la riscossione delle imposte, erano e sono in realtà scollegate almeno per 2/3 delle macchinette, con enormi responsabilità dei Monopoli e dei funzionari addetti alla riscossione.
I proventi dei videopoker illegali venivano riscossi da Cosa nostra e dalla cosca di Nitto Santapaola.

Il Gat (gruppo antifrodi tecnologiche) della Guardia di Finanza, ha quindi accertato che il totale delle imposte evase in questi anni, più sanzioni e interessi, è pari a quasi 98 miliardi di euro, una cifra enorme pari a diverse finanziarie.

L’inchiesta “stranamente” era già nota da molto tempo eppure l’avevano già occultata una volta e se ne parla solo ora.

Probabilmente fa comodo a molti politici, sia quelli che qualche anno fa dicevano che “con la mafia bisogna convivere”, sia quelli che oggi vogliono far credere che la colpa dell’evasione sia del negoziante che non batte lo scontrino del caffè, ignorare questo tipo di notizie.

E cioè che quel 30% circa del PIL sommerso, e che quindi evade totalmente le imposte non viene dall’artigiano, dalla bottega, ecc., gente che lavora e produce e che opera alla luce del sole, e paga anche per chi fa il furbo.

Il 30% circa del PIL è sommerso, con buona pace dei sindacalisti che la menano con gli autonomi cattivi (che secondo loro dovrebbero dichiarare tutti almeno come i notai!), viene dalle mafie, dal gioco illegale, dallo sfruttamento della prostituzione, dallo smaltimento illegale dei rifiuti, dalla contraffazione dei marchi e delle opere dell’ingegno, dal traffico di droga, dal contrabbando, dalle estorsioni, ecc.

Questa è l’amara verità che si vuole nascondere: l’Italia è uno dei Paesi d’Europa a più alta percentuale di economia criminale, che ottiene flussi di reddito enormi e che può reinvestire nell’economia legale (immobili, centri commerciali, ecc.)

E il fatto che Prodi, Visco e soci, anzichè mettere mano energicamente alla repressione della criminalità organizzata, quanto meno in parte (sarebbe stato già molto collegare le macchinette videopoker all’ente di riscossione) abbiano preferito andare a spremere i soldini dai soliti, cioè dipendenti e autonomi che già pagavano, dimostra perchè il centrosinistra non abbia capito nulla delle ragioni del profondo malcontento del nord, e abbia così consegnato per chissà quanti anni i futuri governi al centrodestra, che per lo meno non mette continuamente nuove imposte.

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