C’è qualcuno che crede ancora nell’amore?
di
kiky9326
Riferimento alla lettera:
Leggendo in questo sito, ma anche sentendo parlare molte persone, sembra che al mondo l'amore non esista più, forse, che non sia mai esistito. Mi domando, qualcuno di voi ci crede all'Amore? Quello che non imbroglia, paziente, comprensivo, sincero, dolce e duraturo? Mi guardo intorno e vedo gente che "utilizza"...
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Data di pubblicazione: 13 Giugno 2013
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Categorie: - Amore

Ho molto apprezzato tutto quello che hanno scritto Fabrizio e Never, uomini così saldi e maturi sono rari, come altrettanto rare sono le donne capaci di ricambiare come si deve il sentimento che hanno descritto.
Tuttavia, secondo me, si dovrebbe sempre vivere nell’incertezza, in quanto il futuro non ci appartiene. Se troppo ci si illude, maggiori sono le possibilità di essere delusi. L’amore ha la stupenda facoltà, finchè dura, di estrarre il meglio da ogni persona innamorata, che percepisce tutto in positivo dell’essere che ama, ma… è irrazionale, non ha fondamenta solide: va e viene come il vento.
Fondamentalmente non si può mai essere troppo sicuri nemmeno di conoscere se stessi (abbiamo spesso sorprese quando e se la vita ci mette alla prova). Figurarsi conoscere un altro essere umano!
Molto dipende dal buon senso e dalla volontà, che possono esserci o venir meno, soprattutto ora che questa assurda società sembra promettere tutto a tutti per dimostrarsi poi, troppo spesso, un guscio vuoto. Questi sono i tempi della pubblicità, del benessere, della gioia a tutti i costi e dell’edonismo, che scardinano i veri valori!
Tutto quello che dite negli ultimi commenti è verissimo. La vita è aleatoria in tutto, nella salute, nel lavoro e negli affetti. Per cui illudersi che nulla cambierà e che sarà sempre uguale è utopistico.
Però arrivati a una certa età, diciamo di una presunta maturità, è anche bello mettere qualche sicurezza. Come si può vivere sapendo che tanto il nostro compagno\a potrebbe sparire domani? 🙂 Io, seppur conscio di quello che ho detto sopra, ho bisogno di un po’ di sicurezza. Devo essere sicuro e fidarmi che dopo una giornata fuori, torno a casa e posso sentire e condividere sinceramente la mia vita con una donna e devo potermi fidare in tutto.
Nel mio caso mi dicevo che era magari la giovane età sua…ma se sento l’esperienza di Fabrizio mi ricredo.
E’ vero poi che la rabbia e la freddezza sono anche date da un senso di colpa…spesso non si è cmq sicuri di aver fatto la scelta giusta. Oppure noi “lasciati” magari sembriamo stressanti ai loro occhi e tendono ad allontanarci con fermezza. Però come potrebbe essere altrimenti? Io credetemi, non l’ho stressata e non l’ho assillata, però è OVVIO, SCONTATO e GIUSTO che ci abbia provato a riparlarne. Cosa potevo fare? Sparire come un ladro nella notte? E’ ovvio che di fronte a mille cose che secondo me funzionavano e a 1 o 2 su cui ci si poteva lavorare, io credevo e provavo a risolverla. Ma niente, fermezza e freddezza assoluta, i giochi ormai erano fatti. Se avessi potuto vederla ancora ed essere trattato male, accorgermi che lei stava rifiutandomi continuamente, se avessimo litigato sempre, allora ok, mi sarei fatto da parte con sofferenza, ma con più fermezza. Ma così, di botto, senti un vuoto enorme. E quindi per forza dovevo sapere un minimo come stava reagendo, cosa provasse ecc.
Cmq ora rivangare tutto è inutile, per ritornare in tema credo che vivrò magari un po’ più disilluso, ma sempre rimanendo me stesso. Non posso vivere una vita totalmente precaria sempre. Come si fa?
@rossana “Tuttavia, secondo me, si dovrebbe sempre vivere nell’incertezza, in quanto il futuro non ci appartiene. Se troppo ci si illude, maggiori sono le possibilità di essere delusi. L’amore ha la stupenda facoltà, finchè dura, di estrarre il meglio da ogni persona innamorata, che percepisce tutto in positivo dell’essere che ama, ma… è irrazionale, non ha fondamenta solide: va e viene come il vento.”
Secondo me è irrazionale l’infatuazione, non l’amore. E’ ovvio che col passare degli anni la passione possa venir meno, che i corpi si imbruttiscono, ecc… ma l’amore è anche questo, è vedersi sempre con gli stessi occhi. E’ chiaro che una persona possa “cambiare” ma questo succede perchè come ho spiegato a never, molte persone danno per scontato ciò che hanno. Bisognerebbe tornare ai tempi in cui si cercava di aggiustare tutto, invece di buttar via subito qualcosa di appena rotto.
Rossana, che il futuro sia incerto é un dato di fatto, ma che nella vita debbano esserci anche delle certezze é un altro dato di fatto.
L’incertezza può essere data dall’imponderabìlita ma non dai sentimenti.
Ha ragione kiki quando dice che l’infatuazione puo essere irrazionale ma non l’amore. Come si fa a ragionare sul “finché dura” ? Ma cosa siamo diventati ?
Se mi volto indietro e guardo i miei genitori, i miei zii, i miei nonni o comunque gente di almeno un’altra generazione non trovo irrazionalità ma solo puro e semplice amore. Sono d’accordo con never quando sostiene che nella vita soprattutto ad una certa età qualche sicurezza si debba avere.
Poi un inciso Rossana: non siamo poi cosi rari gli uominì come hai definito essere me e never. Siamo in tanti credimi. Senza andare tanto lontano leggiti la lettera “la mancanza” e guarda quanti uomini hanno risposto e cosa dicono. Credimi Rossana ne conosco molti come never, non siamo pochi.
Kiki mi fai molta tenerezza quando descrivi l’amore che stai vivendo. Si vede che sei giovane e che sei fidanzata da poco. Adesso é tutto bello. Tu capisci lui e lui capisce te. E il tuo essere imbranata a guidare é preso con il sorriso. Chiedo a te come ti comporterai quando magari si inbervosira’ a un tuo errore sulla guida ? Perche accadrà, ma ciò non vorrà dire che non ti amerà più. Magari quel giorno sara’ solo più nervoso.
Stasera dovrei avere un incontro con una persona. Non per me ma per un mio amico. Voglio verificare dal vivo per l’ennesima volta alcune cose. Vi farò sapere.
Never, Fabrizio,
il mio “amore” è durato ben 18 anni dopo essere stata lasciata, e temo che nemmeno ora, che da qualche anno ho ripreso a vivere, sia del tutto svanito. ci sono passata e so cosa significa sia amare che subire la scelta di chi ama di meno o non ama più.
a niente serve macerarsi e rifiutarsi di guardare avanti: si contribuisce soltanto a rovinare ulteriormente lo straccio di vita rimasto, che vita non è più ma soltanto sopravvivenza.
meglio prendere atto al più presto che non tutto dipende da noi e regolarsi di conseguenza. questo sì che è razionale!
—
Kiki,
mi dispiace non poter aderire alla tua differenza fra innamoramento e amore: sono sì due cose diverse ma, a mio avviso, nemmeno la seconda offre la garanzia che tutti gli innamorati vorrebbero.
un tempo era diverso: all’affetto che spesso subentra all’amore e alla consuetudine, si univano la necessità economica di restare uniti, il buon senso e la responsabilità assunta verso il partner e verso la famiglia. inoltre, la società e la religione condannavano pesantemente una scelta diversa.
oggi tutto questo non c’è più. il mondo occidentale è cambiato, e forse non in meglio in ognuno dei vari aspetti della quotidianità. si dovranno trovare equilibri nuovi anche in ambito affettivo, così come è scomparso quasi per tutti il miraggio del posto fisso…
Che dire, Rossana hai assolutamentre ragione.
E’ anche razionale e regionevole farsene una ragione ed andare avanti, tanto non si può e non si deve costringere nessuno a stare con noi controvoglia.
Un tempo esistevano altri valori e necessità, e spesso si stava insieme per affetto…però non ci vedo poi un gran male. Capisco che in adolescenza si cambia, mi sembra normale..ma se ad un certo punto ci si vuole sistemare un po’, va da se che si fa un patto di unione. Ci si promette di stare insieme anche se cambiano un po’ le cose.Se no è finita, non darai mai sicurezza all’altro ma non ne riceverai mai neanche tu però.A queste persone dico per coerenza, non sposatevi. Fa comodo per l’apparenza della società farsi il bel matrimonio in chiesa con l’abito bianco, mentre se va male si lascia e tanti saluti al vincolo. Eh no, ci vuole coerenza. Se dentro di te sai o pensi che non puoi mantenere una promessa, non farla. Io non sono sposato e quindi per noi non c’era questo vincolo e sentendo della tua storia di 18 anni, di Fabrizio 20 ecc mi sento un pivellino per carità e non condanno la mia ex perchè oggettivamente non si è comportata male. Però ha tradito una promessa cmq. Abbiamo parlato per ore in questi anni dell’amore, di come lo concepivamo, di quanto ci fossimao anche scelti…e alla fine lei mi dice “non sento più le farfalle nello stomaco”? Dopo ore, giorni, mesi, anni di discorsi su valori,sentimenti ecc lei mi parla dell’amore becero da strada? Quello che oggi mi sento a mille, domani no e allora ciao? L’amore per me non è questo, e pensavo anche per lei…pensavo …
Rossana, so che non é carino chiedete l’età ad una donna ma, facendo i conti Immagino tu sia sulla 40ina. 18 anni sono molti e cmq il fatto che scrivi che nonostante sia qualche anno che hai ripreso a vivere e che l’amore non sia del tutto svanito dimostra quanto invece l’amore non sia un sentimento cosi ballerino. Forse é un problema di persone e….di coerenza, cosi come scrive never.
Già, la coerenza. Che parolona oggi. E chi la usa più ? Credo che molti non sappiano nemmeno il significato.
Io credo che la società di oggi abbia generato solo imbecilli. Never ha ancora una volta ragione quando scrive. Io non conosco la tua ex per carità ma, con rispetto parlando, e scusa se te lo dico,ma credo faccia parte di quella schiera. Ieri sera, come avevo scritto, mi sono incontrato con la ex del mio amico, che poi é anche mia amica da tanti anni. Era un bel po’ che non la vedevo e ieri sera ho avuto con lei un lunghissimo scambio di idee. Alla fine della discussione non sapevo se sarebbe stato giusto tirarle un frigorifero in testa, per vedere se un colpo del genere fosse in grado di farla rinsavire. Ne ha dette di “stronzate” in quattro ore di colloquio. E dette da una persona come lei fanno davvero male. Prima che mi separassi ho avuto un amico che per una abandata stava mandando a monte il suo matrimonio. Ci siamo messi di lena io e altri amici in comune e l’abbiamo fatto ragionare. Ha capito l’errore che stava facendo e oggi ancora ci ringrazia. Ma io mi chiedo perché spesso le donne diventano più testarde di un mulo ? La mia amica sta prendendo una cantonata pazzesca in nome di non si sa cosa. Mi sembra pari pari la mia ex. Solo che con le ex non ci si puo parlare. Infatti io non riesco a parlarci né il mio amico puo farlo con la sua ex. Ma mi accorgo che gira che ti rigira dicono sempre le stesse “stronzate”. Non ho molto tempo per precisare alcuni dettagli. Lo farò più tardi.
@Fabrizio “Chiedo a te come ti comporterai quando magari si inbervosira’ a un tuo errore sulla guida ?” E’ già capitato. Un giorno era nervoso per gli affari suoi e io ho il brutto vizio di frenare appena in ritardo. Lui me lo ha detto in malo modo. Solo che per l’esperienza passata quando succedono queste cose io mi comporto in due modi: o divento molto aggressiva (sia chiaro, a parole) oppure mi chiudo in me stessa e capita che piango. Quella volta è capitato l’atteggiamento aggressivo. Poi gli ho chiesto scusa, per le mie parole e lui per il comportamento (stavamo insieme da poco). Un’altra volta era imbronciato e gli ho chiesto se ne voleva parlare, mi ha detto “no” alzando la voce e io sono scoppiata a piangere. Adesso lui sa che deve dosare tono e modi (mi fanno molta paurA gli uomini nervosi o arrabbiati) e io che devo riflettere (anche se non è facile, so che è difficile da capire fin0o a che non ci si è in mezzo). Penso che sia questo, imparare dagli sbagli e conoscersi. So che nessuno è perfetto e non riesco più a mettermi nello stato d’animo del primo innamoramento (quando tutto sembra perfetto), anzi ero piena di dubbi e capita ancora.
“Adesso é tutto bello” Ripeto, non è tutto facile, né sempre bello. Mi sono dovuta recuperare e lui mi ha aiutata davvero tanto e non so come ma adesso ci stiamo saltando fuori. Prima litigavamo (più per colpa mia, lo ammetto) quasi ogni giorno, ma lui cercava di farmi aprire gli occhi. QUante volte abbiamo pensato di mollarci all’inizio! Era molto difficile e per me è stato doloroso trattarlo male, lui che invece mi vuole un bene dell’anima. Mi sento ancora in colpa e maledico il giorno che ho incontrato il mio ex.
@rossana “un tempo era diverso: all’affetto che spesso subentra all’amore e alla consuetudine, si univano la necessità economica di restare uniti, il buon senso e la responsabilità assunta verso il partner e verso la famiglia. inoltre, la società e la religione condannavano pesantemente una scelta diversa.”
Non riesco ad accettare che la politica o l’economia possano regolare la mia vita affettiva, né quella di molte altre persone. Per me non è vero che c’era l’amore di una volta e l’amore di adesso, secondo me è una delle poche cose che ci è rimasta a non esser cambiata (parlo di quello vero). E’ sempre questione di rispetto, se ad una persona hanno insegnato a rispettare, ad esser responsabile, allora sarà in grado di amare “come si deve”. Ma se vedi tua madre farsi cani e porci alle spalle di tuo padre (e viceversa), o vestirsi attillata ecc… che esempio puoi dare ad un bimbo? Anche solo a livello di “gioco”, porca miseria, si rompe un gioco e subito lo vanno a ricomprare e questo un bimbo lo associa anche alle persone. Questa non mi piace? La butto tanto posso averne un’altra.
Ho già espresso le mie personali opinioni, che non intendo ribadire. ognuno ha diritto di avere le sue… e di vivere nello schema d’insieme che si è costruito.
Sintetizzo soltanto la MIA esperienza, portata avanti con la massima serietà e tutta la coerenza di cui sono stata capace: ho provato due volte, per più di un decennio ogni volta, a costruire un rapporto di coppia per amore. in entrambi i casi la mia sete di “per sempre” e di “infinito” è stata delusa, alla faccia dei giuramenti di ogni tipo.
Nel primo caso mi sembra di essere stata amata poco e male e di aver amato in mio marito più l’amore che l’uomo, che pure aveva per me, giovanissima, aspetti molto attraenti. Per anni ho sofferto nel constatare che il suo modo di essere mal si conciliava con il mio, e l’ho lasciato. Dopo la sua prima reazione violenta, ci siamo divisi in modo civile e siamo rimasti in buoni rapporti per il resto della vita.
Nel secondo, invece, in qualità di amante sono stata amata così tanto e in modo così intenso che, quando sono stata lasciata, ho vissuto, mio malgrado, un lutto involontario di quasi vent’anni. L’uomo che più ho amato, che mi aveva promesso mari e monti senza che nemmeno glielo avessi chiesto, forse ha continuato ad amarmi a distanza, avendo preferito il dovere verso la moglie alla scelta definitiva che mi era sembrato giusto chiedergli di fare in mio favore. Non è più su questa terra da qualche anno ma il mio sentimento per lui è ancora molto vivo.
Proprio per essere stata amata, continuo a credere nell’amore. Non in quello delle favole e degli assoluti ma in quello “relativo”, destinato comunque ad affievolirsi, a patteggiare con compromessi vari e, prima o poi, a finire, che è possibile avere in dono da essere umani incapaci di perfezione oppure agitati, loro malgrado, da influenze interne o esterne, presenti o passate.
Sul finire della mia esistenza, essendo da qualche anno entrata nella terza età, posso guardare all’indietro senza rimpianti, grata di quanto ho avuto, anche se non è stato esattamente quello che avrei desiderato. A volte penso persino che forse è stato meglio così, che il mio amante è stato più saggio e migliore di me, nonostante la solitudine che mi ha lasciato e dalla quale sto da qualche anno faticosamente uscendo, per tornare a cercare amore…
Ciao Rossana
Perdonami se ti scrivo questo, ma da quel che esponi nel tuo ultimo post n. 84 mi sembra che le tue due storie d’amore siano un po’ “zoppe” in partenza.
Nella prima, tu stessa sostieni di aver amato più l’amore che l’uomo. Forse eri troppo giovane ? Non lo so. Ma è certo che è l’errore che commettono molte donne che si innamorano più dell’amore che dell’uomo che hanno a fianco. Ed è un errore non da poco.
Dici che per anni hai sofferto nel constatare che il suo modo di essere mal si conciliava con il tuo. E lo immagino. Ma probabilmente lui era se stesso e amave te in senso reale. Tu invece lo amavi per quello che, secondo te, doveva rappresentare. Ma non è certo colpa sua (almeno da quel che scrivi)
Nel secondo caso dici di esserti sentita amata tanto e intensamente da un uomo sposato e che comunque è restato con sua moglie.
Molto facile amare a quel modo senza prendere una decisione definitiva. Non so i problemi che avesse con sua moglie (non ne parli). Ma certo è che comunque in questo modo si tiene un piede in due scarpe: moglie ed amante. Lo fanno in tanti. Ma in partenza non c’è sincerità nè verso una parte nè probabilmente verso l’altra.
A questo punto è ovvio che credi più in un amore relativo che non in quello assoluto, destinato comunque ad affievolirsi e a finire.
La mia è una personale opinione. Ma io non riuscirei mai a stare insieme ad una donna amandola per un’idea di amore e non per quella che è lei realmente.
Così pure non riuscirei a stare con due donne contemporaneamente. Ma soprattutto a prendere in moglie una donna che non amo per poi avere un’amante e continuare a tenere per anni in piedi due storie.
Altresi il contrario. Non riuscire ad essere l’amante di una donna sposata che mantiene due relazioni. D’altra parte non vorrei nemmeno essere colui che causa la rottura di un matrimonio o, addirittura di una famiglia.
Credo nell’amore, nella famiglia, ma anche nell’esclusività.
Ti auguro di uscire comunque dal tunnel e, memore delle tue situazioni passate, di trovare il vero amore: reale e non astratto, fatto di sentimento nei confronti di un uomo che ti ami per quello che sei e che tu ami per quello che è non per quello che vorresti che fosse.
Fabrizio,
un paragrafo o due non bastano per definire una relazione o spiegarne il suo incastro in una vita. se a te sono parse storie “zoppe” in partenza, rispetto la tua opinione, anche se non è scontato che il tipo di sentimento debba essere determinato dal tipo di situazione in cui si viene a trovare.
per me sono entrambe storie d’amore, nè più e nè meno di tante altre, nelle quali si è lottato da ambo le parti per trarne il meglio possibile. di sicuro hanno formato il mio concetto in materia come la tua sta formando il tuo.
resta la differenza che non mi è successo che i due uomini affermassero di aver smesso di amarmi; nè io, nonostante tutto, ho mai smesso di amarli, nemmeno il primo, da cui mi sono allontanata per incompatibilità di caratteri, dopo essere stata ripetutamente tradita.
credo ci si sia amati per quello che eravamo in entrambi i casi, senza farci troppe illusioni sulla perfezione e sulla continuità dei nostri sentimenti.
anche il tuo amore per la donna che non ha mantenuto le sue promesse durerà probabilmente per sempre, magari con il tempo in forma attenuata, ma a me la tua storia sembra più “zoppa” e più dubbia delle mie…
anch’io ti auguro di cuore un nuovo incontro che si dimostri all’altezza del tuo modo d’amare, che sembra a tutti gli effetti degno di ammirazione.
Ciao Rossana
Precisando che il tuo primo uomo (tuo marito), ti ha ripetutamente tradito cambia la storia. Da “zoppa”, la storia è diventata “paralitica”. Ovvio che a quel punto lo hai lasciato. L’incompatibilità di caratteri ok, ma ci sono di mezzo i tradimenti di lui, che sono ciò che di più grave può esistere all’interno di una coppia. Quindi come può quest’uomo insistere sul fatto che non ha mai smesso di amarti se ti ha ripetutamente tradita ? Che amore è quello in cui si tradisce in continuazione la persona che si dice di amare ?
Ho definito “zoppe” le tue storie proprio perchè già in partenza non si partiva in maniera regolare. La seconda poi non ne parliamo: come si può intrecciare una relazione con una persona, sostenendo di amarla, mentre se ne vive contemporaneamente un’altra ?
Per quanto riguarda la mia storia, come vedi, sto arrovellandomi il cervello per cercare di capire dove fosse la “zoppia”. Anche per me non bastano un paragrafo o due per spiegare il tutto. Certo è che per anni tutto era partito con il piede giusto, con la chiarezza di chi sa quello che vuole (da entrambe le parti). Non si era giovincelli alle prime armi, quindi il cervello in testa ce lo avevamo entrambi. Cosa sia successo di così grave durante il matrimonio, al punto tale da scatenare rinfacci, rabbia e odio assurdi (da parte sua) è ancora un mistero per me.
Ciao Kiki
Ho letto con attenzione il tuo post n. 83. Attenzione a dosare il tuo equilibrio. Cerca di capire i motivi per cui diventi aggressiva o scoppi a piangere. Un alzare il tono di voce (in maniera non esagerata si intende) è cosa normale. Perchè devi averne paura ? Così come un “normale” nervosismo. Attenzione ripeto, perchè così rischi di “castrare” il tuo uomo. Guarda è meglio paradossalmente un tuo atteggiamento “aggressivo” che chiuderti in te stessa e scoppiare a piangere. Perchè nel primo caso sarete alla pari, mentre nel secondo costringeresti lui a non essere più se stesso.
Dovete lavorare invece a far si che ci sia meno stress. Innervosirsi per un errore alla guida è perfettamente normale. E a volte non è facile controllarsi, nel senso che può capitare di alzare la voce, ma non è niente di grave. Chiediti se avessi un figlio se pensi che non ti potrà mai capitare di strillarlo se fa i capricci o commette una marachella. Si metterà a piangere, strillerà, ma tu quando si comporterà di nuovo male gli alzerai ancora la voce. Ma non per questo lui ti ripudierà come madre nè tu come figlio.
@Fabrizio purtroppo il perchè lo so già e hai ragionissima quando dici che alzare appena la voce non è nulla di grave, ma io vado nel panico più totale (sempre per gentile concessione dell’ex). C’è anche una spiegazione dal punto di vista scientifico. Quando una persona (o un animale) si sente in pericolo viene rilasciata l’adrenalina e i casi sono due: o scappi o combatti. Infatti mi inizia a battere forte il cuore e sudavo freddo. Adesso sono migliorata perchè so che di male (almeno fisico) non me ne farà, quindi sono un po’ più tranquilla (ma come ha detto lo psicologo, certe reazioni farò molta fatica, sempre che riuscirò, a controllarle). E hai anche ragione per il fatto di non permettergli di comportarsi come vuole. E mi dispiace molto, ma tanto. E mi dispiace ancora di più di non poter fare più di tanto, vorrei tornare ad essere un persona “normale”, ma servirà tanto tempo e non sapere nemmeno di riuscirci al 100% mi rattrista molto.
Kiki…mi sembri una gran bella persona !
Tornerai a vedere il sole con lo sguardo giusto !
Fabrizio,
al di là delle storie “zoppe”, “paralitiche”, perfette o apparentemente perfette, per me la sintesi resta la stessa: l’amore, anche quando è sincero e si concretizza subentrando all’innamoramento, dura molto raramente “per sempre”. non per questo deve essere rinnegato.
imponderabile, indescrivibile, diverso da persona a persona, razionale o irrazionale che sia, a seconda della maggior inclinazione caratteriale di chi lo vive, nasce, si evolve, declina e si conclude (per lo meno nella sua forma più passionale). già è un mezzo miracolo se tutto questo avviene in modo corretto e civile, senza annullare affetti e/o ricordi.
sono gli esseri umani a volersi illudere, a voler credere che le leggi del sentimento siano più solide di quelle naturali, che governano non soltanto il creato ma anche le nostre vite.
Rossana, stranamente questo sentimento nasce, si evolve, declina e si conclude soltanto in questi ultimi decenni.
L’ho già scritto in queste righe. Ho avuto esempi di amori che sono nati, si sono modificati eventualmente, ma non si sono mai conclusi. Basta andare indietro nel tempo e trovare molti esempi di ciò.
Nel mio piccolo posso citare genitori, suoceri, nonni, bisnonni, zii, parenti vari e molti amici, nei quali il sentimento non è mai scemato.
Si sarà modificato si, per carità, dall’amore passionale si sarà passati ad un amore differente, forse meno emozionale sotto alcuni punti di vista, ma altrettanto emozionale sotto altri.
Ho visto coppie di anziani passeggiare mano nella mano, con la stessa tenerezza di due ragazzi.
Quindi se oggi troppo spesso il sentimento si rompe vuol dire che c’è qualcosa che non va in noi.
Fabrizio,
“se oggi troppo spesso il sentimento si rompe” può voler dire che “c’è qualcosa che non va in noi” ma può anche voler dire soltanto che i tempi sono cambiati (non necessariamente in meglio in tutto e per tutto) e con essi le persone e le loro modalità di fare coppia.
secondo me, l’amore che subentra all’innamoramento resta tale finchè venato, poco o tanto, di passionalità. poi diventa affetto oppure resta amore, se continua a contenere, magari anche per sempre (cosa rara ma possibile) sfumature d’innamoramento, che davvero lo rendono eterno, nè più nè meno di tutti gli altri sentimenti davvero profondi.
temo che nelle donne di oggi l’affetto sia meno sufficiente a cementare un’unione di coppia che non in un numero meno elevato di uomini, spesso legati alla compagna più dalla fisicità che da forti coinvolgimenti emotivi. non dico che questo sia un bene, soprattutto per la famiglia: è semplicemente un dato di fatto, che, a quanto leggo abbastanza di frequente, si sta sempre più estendendo a donne mature, ritenute positive, oneste e “in gamba”. che siano diventate improvvisamente stupide e superficiali?
non saprei che altro aggiungere, se non la solita raccomandazione: evitare d’illudersi troppo, d’incensarsi a vicenda per rendere unico ed inimitabile agli occhi del prossimo un legame, che può crollare abbastanza facilmente da un momento all’altro, come un castello di carte.
essere più realisti e restare con i piedi per terra può essere d’aiuto a vivere successivamente con minor sofferenza la rottura, che se poi non capita, tanto meglio! in fondo già è quello che molti stanno facendo con semplici convivenze, al riparo da giuramenti e da impegni difficilissimi da mantenere.
per il resto, ogni caso è a sè e soltanto chi lo vive ne può valutare per se stesso l’intensità, il valore e l’importanza. ci sono amori brevissimi che non si dimenticano mai; altri che lasciano il tempo che trovano e altri ancora, nati “storti”, che possono dare molto di più di quelli dotati di tutti i crismi per essere sia duraturi che concreti… l’amore (se di amore vero e proprio si tratta), come il tempo, si fa beffa delle regole definite dagli essere umani!
Ciao Rossana
Tutto ciò che hai scritto, in cui, in parte mi trovo d’accordo, non è che sia una cosa positiva.
Nel senso che se le cose stanno così…poveri noi !
Se i tempi sono cambiati, e, non c’è dubbio, in peggio in questo caso, probabilmente tenderanno a peggiorare ancora.
Perchè vada per noi che ormai siamo grandini, ma per chi si affaccia alla vita vera…bè chi glielo fa fare al solo pensare di formare una famiglia visti questi chiari di luna.
Scrivi che l’uomo è molto legato alla fisicità, ne sono convinto anch’io. Ma altresì è molto legato anche all’idea di famiglia nel senso pieno del termine: moglie e figli.
Oggi la donna sembra invece protendere verso un solo amore: quello per i figli. E se l’affetto, per le donne risulta meno sufficiente di un tempo potrebbe succedere che negli anni a venire si vada sempre più incontro a situazioni che non sfocieranno più in impegni duraturi, atti a procreare o a costruire qualcosa.
Chi glielo farebbe fare ad un uomo di impegnarsi nella costruzione di una famiglia, ben sapendo che il suo ruolo a breve termine potrebbe essere paragonato solo quello di un fuco ?
Se è vero che l’uomo viene coinvolto più dalla fisicità che dai sentimenti non avrebbe più senso per lui impegnarsi in qualcosa di sentimentalmente importante.
Perchè, tant’è, se bisogna ripararsi da giuramenti e impegni difficilissimi da mantenere con i propri compagni, sulla base di che cosa fare altrettanto per formare una famiglia ?
I figli, la famiglia, hanno bisogno di genitori compatti e non di macchine per la riproduzione, che una volta adempiuto al compito, se ne vanno ognuno per conto proprio, lasciando i prodotti del loro pseudo-amore in balia delle onde, o, nella migliore delle ipotesi alle cure parziali di uno solo dei due, affaccendati tra l’altro in altre nuove pseudo-situazioni amorose o situazioni lavorative.
Io credo altresì che gli amori non si dimenticano quando sono esistiti veramente. E a mio parere sono solo quelli che terminano purtroppo in base alla seguente frase: “finchè morte non vi separi”.
Il resto, a mio parere, sono solo passioni, infatuazioni o semp’lici compagnie
Grazie Caracolito. Sto uscendo da un storia molto dolorosa e leggere le tue parole mi da ancora più forza. Io credo nell’amore con la A maiuscola, purtroppo ho incontrato e condiviso la mia vita con un uomo borderline che ha cercato di distruggermi ma non c’è riuscito. Le ferite stanno guarendo e, anche se qualche volta piango per la delusione, per l’inganno e per il dolore che provano le mie figlie, so che il futuro sarà migliore per me e per loro. Prendero’ tutto il tempo che mi servirà per rifiorire e poi sarò pronta a riaprire il mio cuore alla persona che saprà accogliermi. La tua testimonianza mi fa ben sperare. Grazie avevo bisogno di avere conferma di ciò che penso.