Non so dirti quello che tu non sai
di
ventolibero
Riferimento alla lettera:
Sono un uomo del dolore: perché l’ho conosciuto, perché con quello degli altri ci “lavoro”, perché l’ho causato! Vado in barca a vela per sfogare il dolore, per ballare il mio male di vivere, per giocare d’astuzia con quel vento che è contrario al mio camminare e mi fa tremare....
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Data di pubblicazione: 22 Ottobre 2010
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Categorie: - Me Stesso

Alessandro,
in questa tua frase: “Di questo,parlo da fratello,non riesco a “perdonarla” e fatico ad accettare un simile comportamento.” risiede, per me, il punto da cui dovresti partire. lavorare innanzitutto su te stesso per riuscire a comprendere, e ad accettare, che lei è più giovane (cinque anni non sono pochi) e diversa, sia per temperamento che per genere.
con il tempo comprenderà di certo l’importanza della sua famiglia d’origine, anche se, per quieto vivere, a volte bisogna schierarsi con la famiglia acquisita. quando si ama una persona, come di certo sai meglio di me, non bisognerebbe mai spingerla, direttamente o indirettamente, a scegliere.
ti auguro di tutto cuore di riuscire a sanare i contrasti con lei al più presto, sia perchè questo è il momento di farlo ma anche perchè spesso c’è un tempo in cui si può raggiungere l’obiettivo mentre, più avanti negli anni, può poi risultare impossibile. non perdere l’occasione… e la sorella!
buona domenica anche a te e a tua mamma.
Rossana,
concordo pienamente sul fatto che ci sia un lavoro da fare! Ripercorrere la propria storia,comprenderne i significati “assurdi” e poco chiari,rivedere e magari avere il coraggio di superare le certezze granitiche dietro le quali,per paura,ci si arrocca nel timore di apparire inadeguati,poco rispondenti alle aspettative altrui,poco funzionali alle necessità di coloro che ci sono accanto.
Mia madre non è figlia unica: ha due fratelli e altre due sorelle! Tutte persone con una loro famiglia,con dei figli,impegni,responsabilità,egoismi e indifferenze. Mi hai capito! Non voglio giudicare ma,se non fosse stato per lei,per questa mia giovane madre,per la sua fatica,il suo impegno,le sue lacrime io non sarei quello che sono,non sarei uno dei più giovani psichiatri italiani all’inizio della sua difficile avventura umana e professionale che osa non adeguarsi a tutto ciò che gli garantirebbe soldi,carriera,successo… Mio nonno non avrebbe conservato la sua dignità di persona nei suoi ultimi sette anni di vita e,in special modo,penso agli ultimi quattro,quando faceva fatica a parlare,a deglutire,a sorridere e occorreva sostenerlo nei suoi passi,tenerlo per mano,aprirgli e chiudergli le porte,interpretare ogni suo gesto per cercare di capire se stesse chiedendoti di bere un po’,stargli accanto le molte notti in ospedale e non “affidarsi” a prestazioni mercenarie. Lui,dimenticato o trascurato dagli altri suoi quattro figli,lui,abbandonato,di fatto,dalla propria moglie al principio della sua malattia. A lui tutto questo,proprio a lui che con gli altri,con quegli altri,ha condiviso parole,pranzi,sorrisi e il mare,la grande passione per il mare. A lui,al suo grande cuore,le parole di De Andrè: “Lode a Dio,lode all’uomo,lode a chi,nella vita,sente pietà per gli ultimi”.
Ora,con tutto questo,cosa voglio dire? Per ognuno ci sono le sue priorità,le sue ragioni ma ci sono eventi che ci interrogano e questa è la domanda: nel vortice di quegli eventi che ti assalgono e ti annientano hai mai provato a pensare che forse,dico forse,le tue ragioni non reggono il confronto con le necessità di quanti ti sono accanto? E’ questo che mia sorella si è sempre rifiutata di accogliere. Non la sto giudicando,ma ripeto,le scelte che decidiamo,le ragioni che ci giustificano,i malesseri che ci allontanano relazioniamoli anche al punto di vista degli altri per non chiuderci e perderci nella mediocrità dei nostri egoismi,per non farci vincere dalle sofferenze che sempre ci sono e sempre
ci saranno.
Alla mamma dico solo questo: GRAZIE PER QUELLO CHE MI HAI DATO,PER QUELLO CHE MI DAI,PER QUELLO CHE MI DARAI!
Scusami Rossana,l’ho presa alla larga ma ho avvertito la necessità di fare un discorso più ampio,più libero e ti ringrazio di avermene data l’occasione.
Ti sono grato per l’augurio e spero che per te sia stata una giornata piacevole! Qui dalle mie parti il sole è stato radioso e le onde leucane oggi mi hanno dato l’impressione intensa di quello che in fondo siamo realmente: solitudine e infinito in un frammento d’autunno.
Alla prossima,
Alessandro
Alessandro,
ben comprendo e apprezzo tutto quanto hai scritto. le nostre priorità non sempre coincidono con quelle delle persone che amiamo, purtroppo.
tuttavia, dato che ognuno ha i suoi tempi, se ti sforzi di fare serenamente il primo passo nei confronti di tua sorella, anche se magari sul momento non avrai il riscontro che speri, la tua mano tesa resterà per lei come una porta aperta per quando potrà capire e avrà desiderio di corrisponderti.
con mia sorella ho passato tutto questo. il problema fra noi è che siamo maledettamente diverse e spesso i ponti che ci gettiamo l’un l’altra per poterci capire non sono sufficienti…. ma restiamo sorelle, di fronte al dolore e agli imprevisti della vita.
sei stato fortunato ad avere un nonno che ti ha dato e lasciato tanto di sè, e una madre che ha seguito il suo esempio. tocca a te ora essere generoso e disponibile anche verso chi non lo è nei tuoi confronti, soprattutto per amore di tua madre. aiutala a ricomporre i suoi affetti: potrebbe esserle di grande conforto.
te lo scrivo pensando che alla mia morte vorrei poter chiudere gli occhi senza rimpianti, e credo che per molti altri possa essere la stessa cosa. un desiderio semplice, di riconciliazione con se stessi e con il mondo intero…
ti auguro tutto il bene possibile.
Grazie Rossana,
grazie davvero! E’ importante sapere che ci sono persone che possono comprendere certe situazioni non perché facciano uno sforzo e cerchino di immedesimarsi ma per il fatto che hanno vissuto gli stessi malesseri,gli stessi contrasti,le stesse lontananze.
Cerco di farlo,credimi,lo sforzo di “recuperarla”,di trasformare lo scontro di orgoglio e presunzione in un abbraccio di affetto e comprensione ma tutto è cosi dannatamente complicato! E certo non aiuta il fatto che io sia uno psichiatra. Quando sei nel pieno di quel vortice che ti avvince a se con quel trasporto tremendo di rabbia e disperazione tutto viene confuso e mischiato: amore e rabbia,affetto e rancore,orgoglio e capacità di ascolto e comprensione e così,nel pieno svolgersi di una forza che non domini,ti viene a mancare la lucidità,l’attenzione,la disponibilità! Ci sei dentro,c’è la tua storia lì,quello che sei stato,quello che sei e quello che credi di essere e non sei! Non puoi fuggire,non puoi scappare,non puoi affidarti a un tiro mancino anche se ne hai la tentazione.
Grazie davvero,di vero cuore Rossana!
Stammi bene,
Alessandro
ciao Alessandro,
se ancora frequenti il forum, ci sarebbe bisogno di un tuo parere professionale e di un tuo aiuto a una ragazza che si trova in gravi difficoltà.
ti va di darle una mano?
mi farebbe piacere, anche, avere notizie sulle condizioni di salute di tua mamma…
un abbraccio.