Non so dirti quello che tu non sai
Riferimento alla lettera:
Sono un uomo del dolore: perché l’ho conosciuto, perché con quello degli altri ci “lavoro”, perché l’ho causato! Vado in barca a vela per sfogare il dolore, per ballare il mio male di vivere, per giocare d’astuzia con quel vento che è contrario al mio camminare e mi fa tremare....
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Data di pubblicazione: 22 Ottobre 2010
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Categorie: - Me Stesso
81 commenti
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Non ho mai inteso dire,né tanto meno pensare,che tu e altri siate dei suggestionati (semmai vittime),semplicemente,facendo un ragionamento oggettivo,dire che quelle sono metodiche che fondano il loro agire proprio sulla suggestione. Se hai onestà intellettuale dovresti ammetterlo! Tuttavia,sono presuntuoso lo so,non mi occorre avere una tua conferma. E’ cosi ed è questa la ridicola tragedia: se ne conosce la negatività e non ci si sottrae ad essa. Anzi,si propaga,si promuove l’inutile e il dannoso. Le difficoltà accecano è proprio vero. Tuttavia non è certamente una colpa! Purtroppo va così,quando si sta male ci si aggrappa a tutto!
Ripeto,con maggiore forza:si tratta di scempiaggini adatte a soggiogare chi si smarrisce nella propria “crisi esistenziale”(e questo non significa dire che una di queste identità in crisi sei tu. Mai mi permetterei) che certo non è il dolore di cui io intendo parlare. Sai,ti do una notizia: c’è chi queste “crisi esistenziali” non se le può permettere.
Il dolore cui faccio riferimento,il dolore che mi sfida ogni giorno e mi da un senso di impotenza eh… E’ ben altra cosa eh. Sei mai stata a contatto con uno schizofrenico catatonico?Ti sei mai fatta compagna di quel suo camminare col cuore vuoto,col cuore spento,col cuore di pietra ma che pure,qualche volta,aspetta disperatamente che un’ondata d’amore torni a riscaldare il mondo,il suo mondo sempre in bilico tra realtà e delirio? Hai mai avvertito,standogli accanto,il suo abissale senso di strappo e lacerazione?Ti è mai capitato di dover affrontare (senza contenzione per giunta,sono un po’ matto:ho l’ardire di slegare i “matti”,dovresti vedere l’astio degli infermieri! Ma il medico sono io e mi devono “obbedire” ) il vortice furioso di una improvvisa riaccensione psicotica da uno stato pregresso di inibizione chimica,i suoi deliri,le sue allucinazioni e,finita l’emergenza,le percezioni distorte di un proprio mondo in frantumi che si cerca disperatamente di ricostruire?
Hai addosso quelle vite lacerate e da esse non puoi sfuggire: sempre con te anche quando ti feriscono,anche quando ti distruggono,anche quando ti annichiliscono!
Non credo che puoi capire di cosa parlo. Certe esperienze bisogna viverle,bisogna farsene carico! I miei mari…
Ti è mai accaduto di stare accanto a un depresso vero,accanto a quell’angoscia stremata del suo volto e del suo sguardo che sigilla ogni cosa?Ma ormai,almeno stando a quanto viene scritto su questo sito,tutti siamo “depressi”.Perciò ti sarà capitato certamente!
A parte questo soffio di ironia,come vedi parlo di DOLORE,dolore vero,autentico,logorante,lacerante che avvolge con la sua cappa di solitudine. A fronte di tale malessere non desiderato, c’è chi della vita sente un peso insostenibile. Considera la vita una malattia non cercata, una inevitabile condanna. A quel punto la morte diventa l’ultima difesa inconscia all’insopportabile minaccia di dover esistere per costrizione. Cerchi di farti compagno di un simile cammino di devastazione solo che poi ti accorgi che la realtà che speravi (meglio ti illudevi) di conoscere si allontana sempre di più dalla cornice di chiarezza che sembrava acquisita, e a quel punto si sfaldano convinzioni e certezze.
Non credo,per tua fortuna,che tu abbia vissuto tali esperienze,anche solo di contatto.
Loro non rinunciano al loro dolore,perche soltanto il dolore può restituirgli il senso della realtà. E allora la verità,mia cara “amica” è che davanti a certe esistenze e a certi strappi laceranti bisognerebbe inchinarsi! Bisognerebbe tacere! Ma ormai ogni alito fa rumore, e capita che arrivi qualche “messaggio” di un qualche “maestro” a profanare il silenzio e l’angoscia! Ormai scatta l’applauso per ogni tragedia!
La medicina ha il compito di debellare tali indicibili sofferenze ma, nel tentativo di debellarle velocemente,spesso con le suggestioni come nel caso di Weiss,fa accettare alla gente i rischi della “cura” (il virgolettato sempre in riferimento a Weiss come pure,sempre in suo riferimento,va usato con il termine medicina)piuttosto che quelli della malattia.
I vaghi malesseri esistenziali,quindi,io non me li posso permettere proprio perché navigo per i miei mari. E i miei mari non sono certo i tuoi mari! Vai a farti un giro in quegli inferni disumanizzati degli SPDC (servizio psichiatrico di diagnosi e cura)e conoscerai i miei mari. Conoscerai i miei “equilibri”! Conoscerai le mie “meraviglie”! Conoscerai i miei significati! Io,in questi inferni,gioco il mio destino! Se mai ti capitasse di passare per Lecce (ammesso che tu non sia di quelle parti) possiamo stabilire un incontro (non ho problemi a lasciarti mail e cellulare)e organizzare una traversata. Per i miei mari! E nei miei mari il vento soffia forte.
Se te la senti,l’invito è aperto! Poi vediamo se riuscirai a mantenere la sufficienza che dimostri nel tuo post!
E poi scusami:ma come fai a dire che se una risposta non è di “natura pessimistica non e di mio gradimento”? Ma se non faccio altro che parlare di fiducia,speranza,coraggio? Se proprio in una risposta a un commento esorto a concepire l’uomo,anche il più abominevole o meglio,chi ha compiuto atti abominevoli,come “infinita possibilità”?
Come hai potuto vedere,ho detto che per me il pessimismo e l’ottimismo è sprofondare nello stesso abisso di banalità. Io mi soffermo su ciò che esiste ed è vero! Si faccia,se non chiedo troppo,almeno lo sforzo di comprendere quanto uno va dicendo per favore! A questo punto devo pensare che tutto ciò che dicevi di me e delle mie condotte nei tuoi commenti alla mia precedente lettera erano,o frutto di malafede,oppure travisamento dei miei concetti. Anzi,direi proprio distorsione del vero. Confesso la mia impotenza di psichiatra: mi hai letteralmente mandato in tilt! Non riesco a dare una risposta,non riesco a intravedere una logica in tutto questo. Il dissentire va bene (su Weiss abbiamo,certamente,pareri che sono agli antipodi e di certo la mia lontananza da lui l’ho palesata con espressioni forti e decise)ma il livore e l’astio che erompe prepotente dalle tue parole proprio non lo capisco. Ripeto:se mi fossilizzassi sul DSM avrei già ricavato una facile e riduttiva spiegazione,ma io l’ho sempre considerato privo di ogni fondatezza scientifica!
Ultima nota: “credo che la vita ha un senso”! Come a dire che per me la vita è priva di senso! Questa è pura malafede! Qual è il senso di tutti gli apprezzamenti che,bontà tua,hai manifestato se con questa affermazione di fatto affermi che per me la vita non ha senso? Com’è: plaudi a concezioni che in fondo ti ripugnano?
Dico che è malafede perché,se così non fosse,tali palesi contraddizioni sarebbero percezione alterata del reale,sarebbe dissociazione mentale,sarebbe,per intenderci,schizofrenia. Fermo restando che io apprezzo più questa che quella!
No,cara “amica”,tu questo a me non puoi venire a dirlo:io ho scelto di investire la mia vita non nel volontariato ma nella difficile arte della compassione. E l’arte, qualsiasi arte dicevano i romantici, è grande quanto le emozioni che riesce a suscitare, quanto i turbamenti che riesce a provocare.
Gli psichiatri,in genere,sono quei medici capaci solo di trovare anomalie in ogni comportamento. Se leggi quel manuale (la Bibbia di tutti gli psichiatri organicisti del mondo,scoprirai che praticamente tutto,ogni condotta umana è malattia. Io mi rifaccio alla corrente fenomenologica,anche per auto protezione perché per il mio modo di affrontare la vita rientro prepotentemente nei quadri nosologici di patologia ivi descritti. Quindi con me non corri rischi ).
La vita è meravigliosa? Mah,può darsi. Certo è che la vita è un incontro!
Brian Weiss. Mi è capitato tra le mani qualche suo testo ma,dopo aver letto uno di questi,Messaggi dai Maestri e visto le allucinanti farneticazioni ivi contenute ritengo di poter fare tranquillamente a meno della sua “conoscenza”. Ho prestato servizio,come medico,come laureato in Medicina e Chirurgia e non come psichiatra perché ancora non lo ero,per poche settimane,presso una comunità di recupero dalle tossicodipendenze che adottava metodi,diciamo, “alternativi”?,che si rifanno alle “metodologie” parapsicologiche. Ho visto le tragedie a cui fanno approdare. Quindi anche qui:attenzione!
L’arte della compassione dipana le sue coordinate alla ricerca di una possibile strada di salvezza attraversando i sentieri del travaglio,della sofferenza,della miseria,della solitudine ma anche dell’entusiasmo,della gioia e della fiducia. Io lotto ogni giorno per cercare di ridare un residuo di senso a delle vite che per i molti troppo presi dalle loro “recitate euforie”,sembrano non averne più alcuno,per cercare di colmare quel vuoto incolmabile che ti priva della percezione di te stesso.
E cerco di farlo senza ricorrere alle scorciatoie,che siano psicofarmaci o fantomatiche regressioni a vite precedenti.
Con me puoi parlare liberamente senza timore di riuscire troppo “dura”. Fosse questa la durezza che devo affrontare ogni giorno.
Io certo,devo ancora molto navigare per i miei mari,indubbiamente,perchè l’uomo è un’infinita traversata solo che,diversamente da te,io sfido la furia dei venti e cerco il senso del mio andare camminando col ritmo lesto di chi fugge nella notte e con quello lento di chi sta per cedere. Ti rinnovo l’invito!
Nel risponderti ho cercato di muovermi in punta di piedi ma di essere anche franco e schietto!
Ora scusami,ma i miei mari,le mie onde aspettano!
Ah,quanto al “sublime” Brian Weiss prenderò ripetizioni,cercherò di colmare questa imperdonabile ignoranza del suo splendore!
P.S Per chi vive il DOLORE vero: le scorciatoie non servono. Non perdetevi in mezzo al rumore,in mezzo alle distrazioni,in mezzo alla chiacchiera! Piuttosto si rinnovi in noi il coraggio e la speranza,non deragliamo nei facili e rassicurativi sentimentalismi da parapsicologia. Alla fine sarà tragedia! Solo tragedia!
Alessandro
Mario,una domanda a te:quali sono i vantaggi e le conquiste raggiunte in cinquant’anni di psicofarmacologia? La mia risposta puoi gia immaginarla perciò andiamo avanti. Dico solo che le mie considerazioni sono suffragate e corroborate da ciò che i miei occhi partecipi e spesso inumiditi (non ho vergogna ad ammetterlo)mi danno da vedere e quello che vedo è una precarietà umana estrema che i farmaci aggravano1
Capisco che la mia enfasi,la foga e l’ardimento che traspare dalle mie parole può dare adito a equivoci,può fare credere che io faccia non altro dche delle “passerelle” (non me la prendo assolutamente,anch’io al tuo posto mi sarei espresso con le tue parole) ma,non si tratta assolutamente di questo nè di autocompiacimento letterario e culturale ma solo e unicamente di passione.Ho espresso la mia distanza da Weiss in termini fermi e decisi ma non intendevo assolutamente accusare chi,come voi,per superare le vostre difficoltà e i malesseri che vi gravano dentro ricorre a queste soluzioni solo,mi prmetto di dire,che ai dolori che io incontro ogni giorno non posso proporre tali soluzioni.Detto questo mi scuso con tutti coloro che nelle mie parole hanno intravisto scarsa sensibilità per il loro disagio.
Io rispetto tutti ma certo non posso dire di stimare tutti e percò mi espongo e rischio,gioco le facili comodità delle mie noie quotidiane in difficili contesti.
Rispetto il tuo tentativo di superare le tue difficoltà ricorrendo a soluzioni che non condivido e mi sono lontane e,ancora una volta,chiedo umilmente scusa se sono apparso saccente e presuntuoso ma,consentimelo,non venirmi a illuminare sugli effetti benefici anzi,a questo punto miracolosi,dei farmaci il cui largo uso e diffusione giova e conviene solo e soltanto alle case farmaceutiche a algi psichiatri con queste conniventi. L”invito rivolto a Tiffany lo estendo,pubblicamente anche a te. Venite e insieme guardiamo in faccia il dolore,quello vero e autentico e confrotiamo,civilmente e serenbamente i nostri diversi punti di vista. Quanto all’aut aut Cassano – Weiss è un pò riduttivo.Esistono altri orientamenti in psichiatria che non siano la parapsicologia e l’organicismo di Cassano.Io mi rifaccio alla psichiatria fenomenologia il cui oggetto di “indagine”non è il cervello ma l’interiorità dell’uomo:i suoi sogni,le speranze,le anosce,gli entusismi,gli affanni ecc. Guardo all’esperienza di questi uomini che hanno osato strade marginali e hanno ottenuto immensi risultati.
Io non ho proposte solo ti esorto a conoscere l’esperienza umana,professionale e ideale di Giorgio Antonucci e capirai i miei punti di vista,capirai i miei tormenti nel cercare una strada diversa per dare dignità all’umana sofferenza.
Quanto a De Andrè mi ha sempre divertito e fatto riflettere ma,più acora,per me è stato,è e sarà sempre un’etica da vivere.
Ma,come vedi,non disdegno nemmeno Guccini.Battiato no,troppo cerebrale!Quanto ad Hesse,di lui preferisco Il lupo della steppa,questione di gusti.
In conclusione,ancora sincere scuse per gli equivoci che ho generato.e una richiesta di perdono per essere apparso per quello che in realtà non sono.
Rinnovo l’invito a te e a Tiffany!
Alessandro
Mi rendo conto del peso che ti sei caricato sulle spalle, e non metto in dubbio la tua “compassione” avresti potuto adagiarti nei sentieri facili, e sono felice per te che non li hai percorsi. In effetti tutti
vorremmo agire in concreto, non per sè stessi ma per l’altro, l’amico fragile. Ma prima di dare bisogna avere, e non mi stanco nell’affermare che ho vagato per mille strade, ho rinunciato a facili
armonie (deformazione personale)mi hanno sempre affascinato gli innovatori. Resta un fatto. Le cose migliori le hanno partorito gli autodidatti. Lennon, Hesse, saprai bene che era un depresso cronico,
lo stesso Guccini. Purtroppo alla mia età si smette di credere ai giganti! Sapessi quanti mi hanno deluso!
Ho due sorelle vicino ai 70, vado a trovarle ogni tanto, fanno terapia di gruppo. Recitano il rosario tutti i pomeriggi assieme a una
folta schiera di coetanee. Mi piace mettermi nella stanza accanto e ascoltare, danno un senso di pace. questo intendevo nel dire a ciascuno il suo…Continua la tua strada, stai attento al lupo di Hesse, tanto cambierai idea mille volte, capita a tutti, le certezze di oggi diventano rimpianti. Io ero un attivista nel 68, ora non vado nemmeno a votare! Non vedo giganti in giro, un nano che dirige un gregge…a volte mi devo tappare le orecchie. E’ un commiato questo.
Almeno su questo argomento, interessante ma troppo squilibrato. Non te ne rendi conto? L’Avvelenata è nelle tue corde, anche se Checco ne ha preso le distanze, però è servita a tanti ex giovani come me. Ciao
Mario
Ciao Mario,oggi non sto lavorando e sono al mare.Concordo pienamente con quello che dici:certamente la vita,nel corso del suo scorrere,ti darà occasione di constatare la friabilità e fragilità di tutti quei muri(leggi certezze)che avevamo alzato pensando che dietro di essi fosse sempre possibile ripararsi all’accenno della più lieve folata di vento che ci minaccia.Fuor di metafora io,pur nell’esiguità dei miei ventt’otto anni di vita,infinite volte ho assistito allo svanine di tutte le mie facili illusioni.C’è la necessità del cambiare idea però,come sai,ci sono anche principi e valori che sentiamo profondamente e ai quali mai saremmo disposti a rinunciare.E come tu mi insegni,questi non sono illusori muri (certezze) che crediamo ben saldi e solidi ma ispirazioni e speranze che ci entusiasmano nelle lotte.Penso a uomini come Giovanni Falcone,Paolo Borsellino e a tanti altri. Nel mio campo (la medicina) penso a chi lascia tutto e va a operare in zone di guerra,di fame,di miseria estrema e,per venire alla psichiatria,penso a Giorgio Antonucci.Poi ognuno,certo,segue le proprie personali strade dell’entusiasmo e dell’affano.Nella mia miserabilità,cerco di farlo anch’io e ti assicuro che è davvero strano incontrare uno psichiatra che si oppone ai farmaci.Ammetto che ci siano state situazioni dove l’uso di questi abbiano dato un qualche “aiuto” ma,quasi nella totalità dei casi,questi macellano il corpo e stuprano l’anima.
Concordo altresì con te riguardo i tanti “giganti” che vediamo in giro.Chi sono io per distoglierli dalla loro tragica illusione? Lascio che si credano tali. Spesso capita,nelle difficoltà familiari,di crederci capaci di poter risolvere ogni contrasto e risanare ogni diatriba.In casa mia vivo delle difficoltà hce mi danno il senso vivo della mia impotenza.Quanto è difficile fare lo “psichiatra” con i propri affetti! E,in questo senso,comprendo benissimo le virgolette che usi con la parola compassione.Penso a mia madre che oggi rifiuta di sottoporsi a tutti i necessari controlli post-operatori-carcinoma al pancreas-dopo che mia sorella è andata via di casa è non da più notizie di sè.Ma penso anche a lei,mia sorella,a questa mia sorella di 23 anni che non ha più retto i costanti giudizi e confronti(con me) di cui era fatta oggeto.Lei,ragazza fanatica delle palestre,forzata degli sballi da discoteca,”menefreghista” e presa unicamente dal suo ego.Io,dalla sensibilità estrema,”candido e angelico” che si è logorato i suoi occhi azzurri sulle parole.
ventolibero,
le tue parole sono un diluvio, e mi lasciano perplessa.
non conosco Weiss, nè sono esperta in psichiatria, ma credo fermamente che ognuno debba trovare la sua strada.
l’uomo e il mondo sono un infinito in cui è facile perdersi. anche la suggestione può dare un piccolo aiuto, se adatta alla persona che la predilige…
è giusto avere i propri principi e i propri orientamenti. personalmente li ho ma non mi sento di negare in modo assoluto quello di altri esseri umani, anche se, magari, non li condivido affatto…
Quante stronzate nella vita eh? Ed è tragico che noi ci vantiamo e beiamo di queste.Come mia sorella nonn è solo questo,certamente io non sono “candido e angelico” come dicono.Ricordo,e la cosa mi fa ancora sorridere,che il mio parroco,ai tempi del catechismo,insisteva con mia madre perchè diventassi chierichetto perchè,diceva lui,”con quell’aspetto angelicato non può non esserlo”.Tutto è apparenza!Il mio apsetto poi,non posso dire di sapere da chi lo abbia ereditato.Dalla mamma e dai suoi non certo,forse da mio “padre” ma,pur avendolo a distanza di 4-5 km da dove io sto non l’ho mai visto.Nemmeno questa certezza posso avere!
Sì,hai ragione caro “amico”:i lupi sono molti e sempre in agguato!Possibili difese?Lascio aperta la domanda…
Una mia,possibile,risposta è il mare (sono nato e vissuto i miei primi anni a Genova,città di mio nonno)che sempre è il mio approdo quando lo sgomento e il malessere sale prepotwente a invadere il mio animo.Ho la patente nautica (ho preso il diploma superiore all’Istituto Nautico di Gallipoli)e ogni volta che “nell’anima mi sale come un novembre umido e piovigginoso” (perdona la citazione,è Melville)allora mare,mare,mare.
Grazie per le tue considerazioni!
P.S Il fatto che Tiffany non abbia risposto alle mie considerazioni seguite ad un suo intervento mi fa pensare che forse-dico forse-quando parlo di una sua possibile-dico possibile-malafede non sono del tutto in torto.
Forse ho utilizzato una logica un pò troppo da psichiatra con la quale mi sono permesso di evidenziare le palesi sue contraddizioni.
Mi credete allora se dico che la psichiatria può fare danni? Io ho perso un’ “amica”.
Alessandro
@ventolibero
Ieri non ero in casa,sai mi relaziono anche lì fuori,oggi mi risulta difficile poter rispondere a tutto ciò che hai scritto.
Il mio nome non lo metto per motivi personali,almeno per il momento è così..
Volevo risponderti ad alcune cose:
1, si sono stata a contatto con gli schizofrenici,certo non come te,per due anni mi sono “divertita”con loro perchè cantavo nella loro stanza “di ricreazione”,lo facevo per un’associazione.
Ricordo ancora(sono passati vent’anni ne ho 37)il sorriso sdentato di Rita,che mi rubava sempre il microfono per cantare l’Ave Maria,loro ridevano,a volte,gridavano,piangevano.
Mi ha arricchito quella esperienza.
2,si sono stata accanto a un vero depresso,oltretutto alcolista : mio padre.
3,non mi sento vittima,ma ho intrapreso con consapevolezza le mie scelte.
sbagliate che siano sono le mie scelte.
vedi la malafede di cui parli l’hai tu,hai subito sospettato che io avessi la coda di paglia,ma ero al cinema a vedere” Benvenuti al sud”..e non ho acceso il pc fino ad oggi pomeriggio.
4,L’arte della compassione è a prescindere da chi ti trovi accanto,sia esso uno schizofrenico,uno sano,un medico,un clochard,la compassione se vera è per tutti.e proprio per i motivi che ti hanno fatto conoscere su questo sito(sei tu che dici di essere contrario alla cinicità dei tuoi colleghi) avresti dovuto provare compassione anche per me,non sbattermi in faccia che secondo gli psichiatri potrei essere affetta da” disturbo schizoide di personalità”
5,io oggi non sono più incavolata con te,mi è passata,ma questo non significa che sono un incoerente,non rinnego affatto nulla di tutti i post che ti ho scritto,anzi li trovo assolutamente appropriati agli argomenti trattati.
Del resto anche altri si sono dissociati dalla tua ultima lettera..
6,diciamo che Lecce è moooolto lontana da dove abito,ma potrei anche capitarci,nella vita non si sa mai.
Tiffany
dimenticavo…io litigo,ma poi faccio la pace,il rancore lo lascio fuori di me,gli scambi di opinione coloriti,possono anche essere costruttivi,spero sia il nostro caso.
Tiffany
Rossana,ti posso chiedere la cortesia di chiamarmi Alessandro?Credo che sia più bello,più vivo e più vero e,oltremodo,meno spersonalizzante!
Quanto alle tue considerazioni,concordo pienamente con esse e,credo di aver già detto tutto e quindi di averti già risposto. Lungi da me il voler mancare di rispetto a quanti percorrono strade che mi sono lontane,nella foga e nella passione è trasparsa,purtroppo,una distanza che non c’è da questi disagi. Vedi,mi capita spesso di lasciarmi trasportare da una passione impetuosa e questo è certamente una male perché poi,inevitabilmente nascono degli equivoci e delle incomprensioni e qualcuno,come te,con ragione rimane perplesso. Tutto questo ardimento è dovuto al fatto che interpreto,concepisco e cerco di svolgere il mio lavoro non come un qualsiasi mestiere. Per me è autentica vocazione!
Ho le mie pecche purtroppo che sono molte e limitanti. Tuttavia,devo dirlo,il semplicismo e la sufficienza di Tiffany nel suo ultimo commento mi hanno “costretto” a ricorrere a metodi da psichiatra per evidenziare palesi “““anomalie”””(vedi il pericolo di uno psichiatra?) e forse lei,vista la sua non risposta,ne ha tratto spavento. Mi scuso di questo però,il dialogo e il confronto vero e sincero nella vita è fondamentale. Guarda con Mario (Toroseduto) col quale pure sono in disaccordo su molte questioni.
In conclusione,davvero,sincere scuse se la foga dei sentimenti ha lasciato spazio a delle incomprensioni.
Comunque,confermo il mio pensiero su Weiss,le suggestioni e la parapsicologia. Con questo,hai ragione tu:ad ognuno le sue strade per la felicità!
Alessandro
Alessandro,
se desideravi essere chiamato con il tuo vero nome, perchè non ti sei iscritto al forum con questo?
rossana è soltanto il mio nick, e non ho nessuna intenzione di tradurlo con il mio vero nome…
adeguati alle regole generali se vuoi evitare di far confusione fra chi si presenta in entrambe le vesti e chi preferisce l’anonimato. consenti a chiunque di rivolgersi a te come meglio crede. sii flessibile…
Rossana,liberissima,ci mancherebbe,di adottare il nome che più desideri e che meglio ti esprime ma,credo che tu abbia voglia di polemizzare ad ogni costo! Ora,non avendo altri pretesti,ti aggrappi al nome. La mia è solo una gentile richiesta di essere chiamato Alessandro (ti sono grato di averla soddisfatta). Al di là del nick (che rievoca in me emozioni e commozioni particolari),dato che lo rendo noto,quale fastidio crea nel pronunciarlo? Vuoi polemizzare anche su questo? Padronissima! Se permetti però (mi perdonerai l’inflessibilità vero?)io mi tiro fuori.
Veniamo alle cose serie. Tiffany (se puoi ti prego di chiamarmi Alessandro) sono felice che tu abbia più certezze di me. Ho parlato di malafede sì,ma sempre accompagnando questo termine con l’avverbio “forse” e l’aggettivo “possibile” mentre tu lo usi con certezza e sicurezza. Sottigliezze dirai tu. Hai ragione! Domanda: Ti sei “dissociata” (termine da usare con cautela) dalla lettera “NON SO DIRTI QUELLO…” o dalle mie considerazioni in merito a Weiss (che confermo)? La mia distanza da lui,non è un pregiudizio verso di te a altri che in lui vedono la possibilità di un qualche aiuto ai loro disagi e malesseri. Con foga e con passione (per le quali ancora una volta mi scuso se hanno generato incomprensioni) intendevo semplicemente dire che quelle sono soluzioni che mi sono personalmente lontane e che non condivido ma,più ancora,che non posso ricorrere a queste per cercare di dare un minimo di sollievo ai dolori che mi interessano e mi interrogano come uomo prima ancora che come medico e psichiatra. Ti apprezzo se,stando a contatto con sofferenze estreme ne sei “uscita” arricchita e con maggiore sensibilità. Tanti,al contrario di te,si sono persi purtroppo. Io,comunque,non lo faccio per volontariato ma per vocazione. Questa è la mia vita: ogni mattina,per dirla con Anna Oxa “sbadiglio sopra un cappuccino,pago il conto al mio destino” e via di corsa verso l’inferno. La compassione cerco di viverla come uomo,come figlio,come fratello e,infine,come medico. A Bologna,dove ho studiato,sono membro dell’Associazione dei Medici di Strada composta di soli medici e infermieri,presente in tutti quei luoghi cittadini che fanno da ricettacolo di umani destini alla deriva,di vite devastate da una cascata di illusioni bruciate dagli eventi della vita e dal destino: stazione centrale,giardini di periferia,quartieri popolari… realtà dove la violenza e la crudeltà dell’uomo erompono distruttive.
Luoghi,se mi è permessa una metafora,dove il vento vola e se ne va ma dove ancora ci sono ali che vogliono volare. Rossana,ecco il significato del mio nick.
I barboni (il termine clochard non mi piace),i tossici,gli sbandati,quelli,come canta Jannacci,con le scarpe da tennis per necessità e non per moda,quelli che non sanno dove andare e ci vanno lo stesso,quelli senza una lira e senza niente,i prigionieri di un carcere o di un sogno che non si realizza e forse mai si realizzerà,quelli che non sono degni d’attenzione né da vivi né da morti,gli emarginati,gli spiantati,i sognatori,i reduci dalla guerra o dalla vita sono stati sempre i miei compagni non perché con loro mi sento solidale ma perché sono uno di loro. Ma oggi,indosso un camice bianco,ho sulla mia auto lo stemma dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e tutti mi chiamano Dottore. Grandioso il mio De Andrè,proprio immenso il grande amico Faber!
Sono uno di loro perché come loro sono consapevole di essere un idiota che non può fare nulla per arginare tutto il male che lacera il mondo. Il nostro piccolo mondo. Il mio mondo familiare ad esempio,con una madre di appena cinquant’anni sicuramente depressa(dovrei imbottirla di cipralex?) e con un tumore che la divorando e che lei non vuole più combattere e una sorella che si sta perdendo nel vortice dei suoi rancori.
Sai,cara amica (e questa volta senza virgolette) alle volte,mi viene da pensare: “Ma che c.... ci sto a fare qua? Ma vaffanculo a tutto e a tutti,vorrei prendere un fiammifero e bruciare tutto questo schifo,questo marciume,questa ingiuria” . Perdona il parlare “forbito”,il mio è un ironico e amaro sfogo.
Io,nonostante l’apparenza, “angelicata” come diceva il mio parroco,sono una persona inquieta e tormentata e per placare il mio senso di sgomento e insoddisfazione prendo la barca e me ne vado via sopra un’onda che mi porta. Mi lascio graffiare il viso e corteggiare l’anima dallo sciabordio delle onde e dall’infuriare di un vento gelido che è il che si abbraccia al gelo della ma anima.
Detto questo,nemmeno io ho rancore e concordo sul fatto che il confronto aspro e crudo ma vero e sincero può dare origine ad un rapporto più vero,più vivo,più libero! Allora…PACE?
Con amicizia,
Alessandro
@Alessandro
ovvio di si,ti abbraccio tanto
prendi un pò di onde anche per me…abito nella città che hai mensionato,se avevi i capelli un pò lunghi qualche anno fa è probabile che io e te ci siamo conosciuti.
A presto
Tiffany
Alessandro,
non ho nessuna voglia, nè avrei alcun motivo, per polemizzare con te.
in ogni caso, francamente, non mi piace il tuo modo di porgerti. vuoi sempre avere tutta la scena, come con i tuoi malati. ti piace incantare con le parole, che usi molto bene, ma a me le parole non bastano, e nemmeno mi soddisfa la sostanza che le sorregge.
una laurea non basta per fare un buon medico. spero tu sia più serio e meno sfarfalleggiante nella tua professione.
scusa la sincerità, abbastanza priva di compassione.
Tiffany no,non ho mai avuto i capelli lunghi. Una folta chioma bionda,quella sì ma,non così lunga da poter fare una coda di cavallo.
Tutte le considerazioni espresse,con fermezza e decisione da parte di entrambi,non hanno guastato il dialogo e il confronto,sia pure virtuale,bello e sincero che avevamo avuto modo di instaurare. Ne sono davvero felice!
Perdona l’espressione “disturbo schizoide …”,non intendevo certo dire che tu ne sia “affetta,era per dire che molti psichiatri sono facili a etichettare le persone in modo davvero “disumano” oltre che privo di deontologia umana e professionale! E puoi facilmente immaginare quali ricadute,nella sua dimensione interiore e sociale,assuma una diagnosi psichiatrica nella vita di una persona! Ricevere una diagnosi psichiatrica non è minimamente paragonabile a una qualsiasi altra diagnosi medica perché,comporta pregiudizio,emarginazione,scherno ecc. Sono cose ovvie,purtroppo,è inutile dilungarsi. Così sei di Bologna? Ah,che anni esaltanti quelli! Che nostalgia,che poesia,quale candore e ingenuità… Ma,anche quanto affanno,quanto impegno,quante speranze e attese. Mi capita di ritornarci ogni tanto per l’Associazione di cui ti parlavo e per rivedere degli amici.
Quando la stanchezza ti prende e il malessere sale prepotente e superbo in te,è un “consiglio” il mio,le virgolette sono d’obbligo sennò l’amico Faber (De Andrè) si irrita,vai al mare,con me funziona sempre. Sarà che il soffio leggero di Genova dove sono nato non ha mai smesso di agitarmi!
Adoro Genova,mio nonno era di lì e ogni volta che mi è possibile non so resistere alla malia del suo mare di ponente! Sto pensando di fare una pazzia: andarci in barca! Mah,poi vediamo…
Grazie per l’abbraccio,lo ricambio con affetto e amicizia!
Alessandro
Rossana,no-comment! E mi riferisco a “come con i tuoi malati”. Invidio la tua pretesa di poter giudicare con tanta sicurezza e facilità e di capire tutto quanto così fulmineamente! Che ci sappia fare o no,con le parole ci lavoro,altrimenti,in alternativa,solo la chimica!
Alessandro,
il mio non è un giudizio: è soltanto un’opinione, o meglio una sensazione personale, derivante dal mare di parole che hai scritto. davvero troppe, a mio avviso…
nella vita a volte è più utile un parere critico che un’infinita serie di applausi.
buon lavoro e buona vita!
@ale
Sono d’accordo,poi per me il mare,l’acqua hanno un significato particolare..
A Bologna ci vivo da tanti anni,ma sono meridionale e non so se ci rimarrò a lungo qui..sono stata in Puglia il mare è caraibico,mangiavo solo friselle( o freselle)…fantastiche!!
A Genova più di una volta,sono rimasta incantata dai suoi palazzi,dai panomarama mozzafiato,e dall’accento.
Ad ogni modo visto che oggi sono single conto di viaggiare spesso e se sono dalle tue parti ti faccio sapere
Ciao a presto
@Rossana
E’da un pò che voglio risponderti,ma preferirei in privato,il problema è che non amo lasciare la mia mail su un sito.
Hai un’alternativa?Avrei cose da dirti..
Tiffany
Rossana insisto,il tuo era un giudizio: gratuito,volgare e meschino (perché tiri in ballo persone davanti alla cui sofferenza dovresti inchinarti e tacere! E ho detto tutto). Ma,nel definirlo così,anche il mio lo è,lo ammetto!
“Nella vita a volte è più utile un parere critico che un’infinita serie di applausi”. Altro giudizio! E ti pare che se fossi in cerca di applausi mi complicherei l’ersistenza,nel mio lavoro che è l’essenza stessa della mia vita,opponendomi a ciò che viene comunemente accettato,approvato, adottato ed applaudito? Ma di cosa parli? Finché ritieni di avvertire nelle mie parole un “vago senso di autocompiacimento letterario” va bene,lo accetto (anche se di questo non si tratta come ho detto) ma quando hai la pretesa di entrare a gamba tesa in questioni sulle quali dimostri poca attenzione e sensibilità… Beh,a questo punto credo sia inutile continuare.
E è un giudizio il mio (ho la dignità e la sfrontatezza di ammetterlo): classica persona a cui non va mai bene nulla e incapace di fare autocritica anche se poi,sfidata su questo,cerca di dimostrare il contrario. Sono pur sempre uno psichiatra!
Buona vita a te!
Tiffany,contrariamente a te,io sono un settentrionale che abita al Sud per via dell’ “emigrazione al contrario” del nonno (questioni d’amore). Magari poi,quando sono a Bologna,anch’io te lo farò sapere.
Stammi bene,
Alessandro
Alessandro,
non mi pare ci sia niente di volgare nè di meschino nell’esprimere un’opinione su qualcuno che è venuto qui per mettersi in vetrina.
non è che gli psichiatri abbiano sempre il bastone del comando, nè tu il monopolio della sofferenza.
inutile continuare anche per me. d’altronde non avevo più niente da dire, nè più alcun interesse a leggerti…