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Non so dirti quello che tu non sai

di ventolibero

Riferimento alla lettera: Sono un uomo del dolore: perché l’ho conosciuto, perché con quello degli altri ci “lavoro”, perché l’ho causato! Vado in barca a vela per sfogare il dolore, per ballare il mio male di vivere, per giocare d’astuzia con quel vento che è contrario al mio camminare e mi fa tremare....
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Data di pubblicazione: 22 Ottobre 2010.

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Categorie: - Me stesso

81 commenti

Pagine: 1 2

  • 51
    rossana -

    Tiffany,
    purtroppo nemmeno io amo mettere in rete la mia e-mail, per cui, se vuoi, scrivi pure qui.

    personalmente non ho difficoltà a interagire a lievello pubblico…

    ciao!

  • 52
    ventolibero -

    Rossana,confermo (quello che ho detto) e concordo sull’ ADDIO!

  • 53
    toroseduto -

    Penso che la lettera sia conclusa, scrivo per un motivo che non c’entra niente. Tiffany e rossana, non vogliono mettere la loro mail.
    E fate bene. Io l’ho messa un sacco di volte, ed ho avuto molti grattacapi. Ma non me ne faccio un problema. Quindi mi rivolgo a Rossana, che mi conosce da molto tempo, ci incontriamo su varie lettere, dato che è stata Tiffany a chiedere di parlare in privato con te, lo sta facendo anche con me. Quindi ho pensato, avendo messo la mia mail sul post n°5, se tu rossana sei daccordo scrivi a me e io ti manderò la mail di tiffany. In privato, specie di questi argomenti,
    è più facile aprirsi. Non sentirti obbligata, mi ha spinto il fatto che ci conosciamo da tempo. Non rispondere qui, se mi arriva una tua mail, abbiamo risolto il problema. Che ve ne pare? A volte anche toroseduto si alza in piedi! Ciao TS

  • 54
    Tiffany -

    @Toroseduto
    Grazie per l’aiuto!stasera non riesco a stare al pc ma domani faccio di tutto per risponderti un abbraccio..grazie per la mail è stupenda la rileggerò ho ancora la pelle d’oca.
    Tiffany

  • 55
    rossana -

    Molte grazie, Toroseduto alzato in piedi!
    ti scriverò presto, in modo che tu possa dare la mia mail a Tiffany.

    mi sento un po’ in colpa per essere stata troppo severa con Ventolibero, che, se non ricordo male, è ancora così giovane…

    ammetto di averlo fatto soprattutto per la sua chiusura netta nei confronti di cose che nemmeno conosco bene, sorretta dal pensiero del ben noto “effetto placebo” delle medicine, che sollevano l’umanità dal dolore da sempre, quasi del tutto soltanto per effetto della… suggestione!

    buon 1° novembre a tutti!

  • 56
    ventolibero -

    Rossana non occorre sentirsi in colpa! Tuttavia,se il tuo è un sentimento sincero,lo comprendo e lo apprezzo.
    In questi giorni non sto lavorando,ho bisogno di dedicarmi ad altro,ho bisogno di respirare un po’,ho bisogno del mare,del suo orizzonte calmo,lontano,del suo tumulto vicino. Ho bisogno di stare vicino a mia madre che piange sempre e vuole cedere. Ora sono con lei qui nella nostra piccola casa di Santa Maria di Leuca,estremo lembo di terra di’Italia.
    Sentimenti di rabbia e rancore non mi appartengono,non li vivo e non li capisco. Mio padre non lo cerco,pur avendolo vicinissimo ma,se lui accennasse un minimo interesse a conoscermi non starei lì a chiedere il perché e il per come questa storia sia andata così,non cercherei di sapere per addossare facili colpe qualcuno. Lo abbraccerei e basta! Ora,con le dovute,differenze,posso fare così con te? Vedo che,forse siamo in disaccordo anche sui farmaci,almeno su quelli di mia competenza:gli schifosi psicofarmaci. Apprezzo il tuo ammettere che sono cose con le quali non hai molta dimestichezza (buon per te!). Potrei dirti di tutte quelle giovani madri che assistono impotenti al macello dei loro spaventati figli. Qualcuna grida,qualcuna piange,molte si disperano…
    Giorni fa,un giovane uomo di 32 anni ricoverato con TSO (che Basaglia non accettava) nel vedermi esclamò “dottore dottore vieni dottore vieni”… Ci sedemmo nella mia stanza (non amo dire studio) e gli chiesi di dove fosse e lui: “mah sai dottore Alessandro,io mi sento un po’ nomade. Sono capitato qui e mi ci sono fermato perché ho visto che all’entrata della città c’è un cartello dove è scritto “città di pace”! Tanta bellezza ti mette a tacere! Ti disarma! C’è un principio in medicina che recita: “primo non nuocere”. Un medico non ha il diritto di avvelenare le persone e un uomo che fa il medico non può avere la pretesa di mettere a tacere un cuore “caldo d’amore ma un po’ affannato”
    come dice una canzone dei nomadi. Sono un medico e conosco l’effetto benefico di alcuni farmaci per altre diverse patologie delle quali pure mi occupo quando sono di turno in guardia medica (sono in attesa di definizione e non di ruolo) ma gli psicofarmaci no,questi devastano il corpo,lo macellano,lo danneggiano,lo distruggono e,certamente,non recano sollievo ai malesseri che ci vengono dal nostro essere uomini gettati in un’infinito che non conosciamo e ci spaventa.

  • 57
    ventolibero -

    Sono un giovane ragazzo di 28 sì,ma che non si è risparmiato e a cui nulla è stato risparmiato,che cerca di costruirsi un futuro senza calpestare quello degli altri,che “faccio i miei sbagli quando sono sicuro ma cerco sempre di mantenere il cuore puro” che crede in “un ideale ma con lealtà,con coraggio orgoglio e fedeltà” che non accetta i sorrisi pieni di rancore e che cerca di combattere senza odiare. Sono le parole di una canzone che mi è molto cara e che descrivono quello che,cerco,di essere. Sbaglio,cado in errore,mi dispero. Ma cerco di andare avanti per rendere omaggio a chi non ha mai ceduto. Penso al tanto amato nonno Lorenzo. Ma ormai,come dice il mio adorato De Andrè: “A l’è xeua à l’è xeua a cumba gianca”. E ‘ volata è volata la bianca colomba.
    Grazie per l’opportunità di chiarimento!
    Ti stringo la mano con amicizia e rispetto,
    Alessandro

  • 58
    toroseduto -

    Ciao rossana. Non sei stata severa con vento libero, è il suo modo di porsi, a 28 anni, ero peggio di lui! E guai se non si fosse così da giovani. Il mondo non progredirebbe! Ho letto da qualche parte che a 20 anni si è rivoluzionari, a 40 tolleranti e comprensivi, dopo i 60, che è il mio e il tuo caso, s’impara a mettere un distacco con i “rumori” si accetta il fatto che dei grandi maestri bisogna fare proprio solo qualcosa, si diventa diffidenti e comprensivi, in fondo Noi vecchietti sappiamo che non esiste nessuna Verità assoluta,quelle certezze che avevamo da giovani, si sono spente come candele consumate, siamo tolleranti, siamo coscienti che non esistendo
    altra maniera, evitiamo giudizi. Un giovane non lo farebbe mai! Io ho
    sempre imparato ad ascoltare, quando ero bambino, le persone di una certa età, a quei tempi era raro che ci fosse un laureato, ma quella saggezza generata dall’esperienza, dalla fatica e dal vivere di poche cose, aprivano i miei occhi, ero pieno di rispetto nell’apprendere che la vita vera é quella vissuta, non quella sui banchi di scuola. Ti racconto un’episodio che chiarisce il mio pensiero. Fleming, premio Nobel e gran benefattore dell’umanità, con la scoperta della penicillina,ha salvato molte vite.
    Non aveva scoperto niente! In Sardegna i contadini e i pastori curavano molti mali con la muffa che si formava sui formaggi, molte malattie. In effetti Fleming, non si sa come, ma non ho mai creduto al caso, studiò questo rimedio empirico, e partendo dalla muffa dei formaggi, arrivò alla penicillina! Avrebbe dovuto dividere il premio Nobel con quegli ignoranti che usavano questi rimedi,senza conoscere niente di medicina e laboratori, pare che lo facessero già 2 secoli prima dell’avvento della penicillina. Ho una grande passione e nel corso degli anni leggendo sullo stesso argomento da varie fonti, ho scoperto cose che hanno modificato le mie certezze. Freud, il fondatore della psicoanalisi, lo scopritore dell’inconscio,è morto con il gran senso di colpa di aver creato centinaia di dipendenti dall’oppio. Sono cose note, io leggevo i suoi libri da giovane, quando ho saputo la verità, ho avuto una grande delusione. Oggi la penso come te, non a caso ho raccontato il fatto delle mie sorelle che trovano conforto assieme alle amiche a recitare il rosario. Mi piace ascoltarle, ma non sarei capace di stare 2 ore a ripetere meccanicamente sempre le stesse parole. Ho un’altro tipo di Spiritualità, e non è nata con Weiss. Ciao TS

  • 59
    toroseduto -

    Voglio precisare che mentre stavo scrivendo, sono comparsi i due post di vento libero. Colgo l’occasione per salutarlo, in effetti ci siamo già chiariti. Nella lunga escursione che ha fatto, ha citato vari suoi
    miti. Falcone e Borsellino, e De Andrè. Siccome ho conosciuto tutti e tre, prima dell’enfatizzazione, non voglio essere nel ruolo del nonno,
    ma solo invitarti a documentarti accuratamente, non sui tanti libri che hanno esaltato e creato il mito, ma sulla cronaca antecedente i fatti. Sono anche io, nel mio piccolo un ricercatore, e avendo vissuto
    all’epoca dei fatti antecedenti i drammi, ho conosciuto a fondo il prima il durante e dopo gli avvenimenti succitati. Non capire male,
    Dal fascismo ad oggi, le cose in Italia, non sono cambiate un granchè.
    Cerca di scoprire perchè la Germania distrutta e divisa, oggi se la passa molto meglio di noi. E in ultimo, se non l’hai fatto, leggi il libro di Saviano GOMORRA. E’ stato attaccato da più parti, ma è attuale, nessuno ha contestato con argomenti seri, una certa parte politica ha ritenuto che non sarebbe stato il caso di far conoscere all’estero le nostre miserie. E’ stato tradotto in 42 lingue, più del Manzoni…Ciao, le cose vanno viste, quando è possibile, a 360°. Mai fermarsi alle apparenze, l’evoluzione continua! TS

  • 60
    ventolibero -

    Caro Toroseduto,con tutto il rispetto nei tuoi confronti,per la tua storia e l’evoluzione che hai avuto,posso permettermi di dirti con l’umiltà che mi riconosco,con voce lieve e sommessa che mi sei apparso un po’ “presuntuoso” ? Se mi permetto di dire questo è perché ti stimo e ti apprezzo però,perdonami,qual è il mio modo di pormi? Riconosco i miei sbagli,la foga che accompagna le mie parole in certe occasioni,sono ben consapevole che sì,alle volte esagero nel voler dare idea di quello che mia agita,mi sconvolge,mi interroga e mi impegna.Sono mortificato se per questo trasporto appaio un po’ “presuntuosetto” e ancora sincere scuse a te e agli altri se è questo,per colpa mia certamente,che è stato percepito. Rischio adesso di scadere nelle litanie e non mi va per il rispetto che porto a tutti voi che avete avuto la bontà di interagire con me.
    Altra cosa,cosa ti fa pensare che Falcone,Borsellino De Andrè siano i miei miti? L’amico Faber l’ho conosciuto anch’io,era amico di mio nonno e a Genova si incontravano molto spesso insieme ad altri compagni di una vita. Non mi interessa andare a scandagliare i pregressi della sua vita. Facendolo magari potrei trovare dei lati oscuri,degli aspetti un po’ ombrosi,delle condotte “peccaminose” ma dimmi: chi non ha di queste dimensioni nella sua vita? Ma tutto questo a me non riguarda,non mi tocca,non mi interessa. Mi lascio angosciare (sì certamente),interrogare,arricchire dalle sue parole che sono un richiamo ad una vita più vera,più bella,più intensa. Poi,e sono d’accordo con te,è facile che lui tutto questo non sia stato in grado di viverlo. Come anche chi apprezza le sue parole del resto! Stesso discorso per Falcone e Borsellino. Però questi due hanno lottato,hanno penato e sono morti! Qui non si tratta di certezze che,ed è un bene,scompariranno con gli anni e le sofferenze,qui,a mio modesto e limitato avviso,si tratta di scelte di vita che senti di dover portare fino in fondo contro ogni ostacolo o impedimento. Sarò nel torto,sarò nel giusto mi si lasci l’inganno del mio idealismo!
    Ti lascio con il testo di quella canzone già citata che spiega perfettamente il mio punto di vista:

    Caro Ragazzo
    Caro ragazzo del tempo che viene
    com’è difficile affrontare il domani
    senza bandiere senza frontiere
    senza una ragione per la quale morire
    prenditi un popolo a cui appartenere
    non solo una curva dalla quale gridare
    una divisa una croce un’idea

  • 61
    ventolibero -

    Toroseduto,purtroppo mi si dice che non vengono pubblicati testi di canzoni o poesie se non brevi citazioni. Se può interessarti la canzone si intitola “Caro ragazzo della classe ’80” ed è degli Amici del Vento.
    Con stima,
    Alessandro
    P.S Qui nessuno vuole fare rivoluzioni! Sui farmaci ho le mie idee e a queste non rinuncio! Lo dico con forza,con intensità,con passione,con convinzione,con fermezza,con orgoglio: sono diventato medico per dare un contriburo ad alleviare l’umana sofferenza non certo per aggravarla. Come te,io le mie risposte le cerco non sui libri ma nella vita,in una vita di abnegazione e condivisione. Ti prego di non avere la pretesa,dall’alto della tua esperienza di vita,di venirmi a illuminare sui come devo agire nella mia professione!

  • 62
    toroseduto -

    Alessandro, ma hai letto alla velocità della luce? Ho semplicemente detto che a 28 (20) anni si è un po’ sulle barricate, si vuole cambiare il mondo, si sogna alla fine. Ho specificato che non volevo fare “il nonno”, perchè oggi tale ruolo è scaduto ai saldi!
    Io ho sognato alla tua età, leggo alcuni sapientono giovani che maledicono il “68” io l’ho vissuto tra decine di cortei, manganellate della polizia, attacchi di ragazzi fascisti, che si intrufolavano nei cortei, sbucando dai vicoli con catene e spranghe di ferro, colpivano e poi si andavano a nascondere nelle fogne. Noi che protestavamo per l’arresto di Valpreda, per la guerra nel vietnam, idealisti che non sopportavano i soprusi, le carenze di stare in trenta in un’aula seduti a turno, e non avere i soldi per comprare i libri, i doppi turni, si le scuole erano insufficienti, la scusa era che non c’era l’obbligo, dopo la terza media, era meglio fare quello che facevano altri ragazzi, almeno a Napoli, vendere sigarette di contrabbando, se non di peggio. Ho avuto delle microfratture alle dita, il mio sogno di
    completare il corso di chitarra classica svanito, le manganellate venivano date a noi, che nelle occupazioni delle scuole, dovevamo proteggere le ragazze, che per la prima volta passavano la notte fuori casa, e i genitori a sobillare l’intervento della polizia, ragazzi come noi che presi dallo spavento si scagliavano su di noi inermi e pacifisti. Ti ho semplicemente invitato a documentarti, dimmi dove sta la presunzione. Anzi ti raccomando un’altro libro UN UOMO di Oriana Fallaci, sono sicuro che non l’hai letto, ti assicuro che non è tempo perso: se vuoi capire il presente devi illuminarti sul passato. Ho trovato (professione a parte) molto di me nei tuoi malesseri, con la differenza che noi sfidavamo il POTERE con ogni mezzo, oggi vedo tanti che subiscono le scelte politiche isolati, noi eravamo a migliaia, non ho documentazioni, ma ti posso garantire che non c’era uno, dico uno che andava a scuola o all’università. E gli operai…volevano chiudere una fabbrica di 20 operai, andammo in massa
    ad appoggiarli e a resistere agli attacchi della polizia.
    Scusa se mi sono lasciato andare, oggi vedo un gregge a seguito di un nano, sono affascinati, quello è il loro modello! Abbiamo sbagliato in tante cose, ma se si è arrivati al confronto pacato e sono stati sfatati tanti tabù, il divorzio, l’aborto clandestino che arricchiva medici senza scrupoli, anche se io sono per principio contro l’aborto,
    non

  • 63
    toroseduto -

    potevo permettere che tante ragazze si rivolgessero a delle “mammane”
    con i soldi di una colletta. Mi fermo perché sono stanco, sto attraversando uno dei momenti più brutti della mia vita. Scusami
    Mario

  • 64
    ventolibero -

    Mario io non ti devo scusare di nulla e la parola presunzione l’ho virgolettata. Anch’io non è che stia vivendo un bel momento,tutt’altro. La mamma ha interrotto,ormai da 4 mesi,i cicli di chemio terapia e nemmeno intende sottoporsi ai più “banali” controlli di routine (esami del sangue,indagini radiografiche ecc.). In questi giorni non lavoro per tale ragione,sono solo a dover affrontare questa situazione,solo e mi sento impotente. Non posso obbligarla a darmi il braccio per fargli il prelievo,non posso trasportarla di peso in ospedale,non posso ricorrere a metodi coercitivi. Già questi li vedo nel reparto nel quale lavoro e mi disgustano e mi danno il senso della mia inutilità.
    Qualche libro mi è capitato di leggerlo,tra questi non c’è quello della Fallaci. In verità devo dirti che la Fallaci non mi piace perciò non lo leggerò! Come non ho letto Gomorra e non lo farò!
    Per darti l’idea del mio idealismo e del perché sono diventato medico ti racconto una storia. Era il luglio del ‘98(tra l’altro mese in cui sono nato), mi rivedo ancora esile ragazzino dai capelli biondi e gli occhi azzurri –ero proprio un angioletto – ero in campagna,ero solo in quel momento quando un anziano signore alto,robusto,forte e vigoroso mi chiamò chiedendomi se potevo aiutarlo a sistemare delle sterpaglie cui intendeva dar fuoco. Ben volentieri quando,nel suo casolare,mi girai di colpo perché sentii come un’ombra che mi avvolgeva e lui mi si catapultò addosso tacendomi la bocca con la sua mano. Cominciò… beh lasciamo perdere,puoi facilmente immaginare cosa si mise a fare. Tuttavia,trovai una forza (fisica) che ignoravo di possedere e con uno spintone me lo tolsi di dosso prima che tutto degenerasse (tutto si è concluso con un tentativo) e cominciai a correre forsennato. Raggiunsi casa,la casa di campagna,e mi ci rintanai dentro. Non piangevo ma il nonno,quell’immenso uomo che è stato,capì tutto e a quel punto raccontai. Convinsi mio nonno a non andarlo a denunciare e a non dire nulla alla mamma. Lui non era del mio stesso avviso ma riuscii a convincerlo. Sono stato uno stronzo lo so! Spero solo che quell’animo tormentato non abbia sfogato la sua dannazione su qualche altra fragile creatura! Spero solo che quel dolore profondo,incompreso e distruttivo che erompe furioso da un orribile pianto,possa essere accolto,un giorno,dalla misericordia di Dio. Ecco il mio idealismo: l’uomo,non la politica.

  • 65
    ventolibero -

    Tutto quello che dico cerco di viverlo: credo fermamente nell’uomo come “INFINITA POSSIBILITA’”. Non ho rancore,non nutro inconsci sentimenti di vendetta verso di lui,non ho odio. Vita di “infinito pianto” diceva mio nonno. Non ho un animo angelico,non sono così candido come dicono ma cerco di rapportarmi agli altri tenendo ben presenti queste parole del nonno,che a suo modo era un poeta: “prendimi solo nel vento e confondimi solo nel pianto”. Il vento come metafora delle tempeste della vita che,nella mia e nella sua,sono state davvero tante,molte,troppe. Lui non ha ceduto. Non lo farò nemmeno io!
    Con rinnovata stima,
    Alessandro

    P.S A tutti coloro che hanno vissuto esperienze simili: non fate come me! Denunciate,non lasciatevi sopraffare da un malessere subdolo e silenzioso che lentamente logora!

  • 66
    rossana -

    per Toroseduto e Tiffany
    mi scuso per non aver ancora preso contatto diretto.

    ho riflettuto a lungo e mi dispiace dover ammettere che non mi sento di intrattenere rapporti in privato.

    sono troppo incostante e spesso assorbita dai miei guai.
    spero mi possiate comprendere…

    per Alessandro
    ti sono vicina nel dolore che provi per la tua mamma. sei molto giovane per affrontare questo tipo di prove ma sei anche in gamba e preparato. non perderti mai d’animo e rispetta la sua volontà. credo abbia bisogno soltanto di non essere sola e di sentirsi compresa in questo periodo così duro e difficile…

    un abbraccio

  • 67
    ventolibero -

    Grazie Rossana per le tue parole di comprensione! E’ un periodo duro e pesante ma,a dire il vero,questo si trascina da poco meno di due anni,da quando è morto il nonno,suo padre. Una mancanza enorme,immensa. Farei fatica a rendere l’idea a parole! Per giunta è avvenuta pochi mesi dopo che fu sottoposta a intervento chirurgico di quasi sette ore per neoplasia pancreatica. Ti lascio immaginare…
    A tutto questo,come fulmine a ciel sereno,si è aggiunto l’allontanamento da casa di mia sorella. Era il 4 gennaio scorso e da allora non si fa più sentire. Troppi rancori,troppi malumori,troppi malesseri che hanno sempre la meglio su ogni cosa,che prevaricano sempre su quell’amore che non vogliamo vivere,che non sappiamo vivere!
    Il mare ci aiuta un pò,è rigenerante per me e la mamma potere passeggiare sul lungomare di Santa Maria di Leuca. Non voglio fare lo psichiatra con mia madre no,con lei voglio fare il figlio,un figlio che la ama e la rispetta. Spero che lei mi dia la possibilità di poterlo continuare a fare!
    Ricambio l’abbraccio e grazie ancora per la tua vicinanza!
    Buona domenica,
    Alessandro

  • 68
    Tiffany -

    @Rossana
    Comprendo la tua posizione anche io non sono costante,spero che continueremo a scambiare opinioni e messaggi su questo sito almeno,ho notato che è per tutti un periodo un pò buio,del resto in tutto il mondo sembra che ci sia poca luce,voi per me siete delle persone speciali,mi avete aiutata,ascoltata,consigliata,e vorrei solo ringraziarvi,so che chiedervi di avere fiducia forse è un pò troppo,ma vorrei sentirvi felici e sereni,ed è questo che vi auguro..con tutto il cuore
    @Alessandro
    Vorrei poterti dire tante cose,mi piacerebbe poterti assicurare che tutto andrà bene,ma non so se andrà cosi,è un momento molto duro per te,quanta sofferenza,quante lacrime dai tuoi occhi chiari,eppure sei lì accanto a lei,con le vostre passeggiate a respirare il mare.
    Una volta ti ho detto che per me l’acqua ha un significato molto importante,è l’archetipo madre,rappresenta proprio lei,e tu,lupo di mare,sei sempre tra le sue braccia..
    Ci vuole coraggio ma sei “un’infinita possibilità”,e non cederai,proprio come tuo nonno,sii forte ti abbraccio..
    Tiffany

  • 69
    rossana -

    Tiffany,
    grazie del pensiero e dell’augurio.

    credo che gran parte degli utenti di questo forum abbiano o abbiano avuto problemi, in quanto sono queste esperienze di dolore che rendono più inclini a comprendere e sostenere il disagio o la sofferenza altrui.

    personalmente, ritengo che la felicità si trovi soltanto nell’amare e nell’essere riamati mentre mi riesce, a volte, di trovare la serenità al mio interno, lontano dal frastuono esteriore e dai tanti mali che affliggono sia il mondo in generale che le persone in certi loro momenti acuti.

    la vita non è mai facile ed è difficile che migliori nel tempo…
    un abbraccio

  • 70
    ventolibero -

    Tiffany,
    quale gioia vederti pronunciare quelle parole per me così importanti!
    Credo,se le hai riprese,che anche in te abbiano riecheggiato un qualcosa,un qualcosa di bello,di vero,di essenziale.
    Questi sono davvero giorni pesanti durante i quali tocco con mano il peso della mia insignificanza. Ma come: nella vita di ogni giorno cerco di impegnarmi a capire cosa è che grava nell’animo di certe persone e poi…? E poi non sto riuscendo a salvare mia madre! Quale credibilità potrò avere verso chi da me,come uomo e come medico,aspetta qualcosa,un conforto,un sollievo,un benessere? Non fraintendermi ti prego: non è che badi a riuscire credibile,dico di più,dico a me stesso che se nulla posso fare,riesco a fare,per riportare mia madre ad un nuovo incontro con la vita come posso avere la “pretesa” di essere utile a chi soffre lo stesso senso di abbandono? La verità,l’unica di cui sono certo,è che nella vita tutti ci portiamo un DANNO,un danno dentro! Come superarlo? Come affrontarlo? Come viverlo? Ahh guarda,non lo so proprio.
    Ora,in questi giorni più che mai,mi sveglio la mattina e addosso sento tutto il peso e la stanchezza di una giornata già consumata ma la mia nulla è quando guardo gli occhi di questa mia giovane madre così provata e stanca. Se mi vedessi privato anche di lei cosa mi resterebbe? Il rancore di una sorella? Una “famiglia” divisa e indifferente? Cosa?
    Nella vita,davvero,nulla accade per caso! Per fare un mestiere come il mio che ti porta a ripercorrere le vite degli altri,di quegli altri,forse un qualche trauma devi averlo vissuto oltre al danno che tutti abbiamo. Di fronte a situazioni di sconvolgente sofferenza ti puoi fare accanto a chi la vive e dirgli semplicemente: “ti capisco”. Credimi,ti capisco!
    Il dolore,quello vero,può dare di queste ricchezze e può rendere libera la tua anima. E’ l’amore,l’amore e solo l’amore che ti salva poi ci affanniamo a percorrere tutte le strade possibili e disponibili ma quella vera resta lei.
    Non è facile e allora,spesso mi capita,penso di poter comprare la felicità a prezzo di saldo. Ma mi è concesso vivere di più,voglio vivere di più,merito di vivere di più. Allora un bacio al cielo,a colui che immensamente mi ha amato,a quel nonno,amico,compagno,PADRE. Quel padre che è indispensabile per vivere,per amare,per soffrire.

  • 71
    ventolibero -

    Penso a mia madre,e gli dico questo: non ti sei mai sposata,hai avuto due figli da due uomini diversi e per questo ti hanno giudicata e condannata. Per me sei te e ti amo,ti ho sempre amata!
    Quando penso al nonno,alla sua vita burrascosa e vera,mi vengono alla memoria le parole di un famoso passo del Flauto Magico di Mozart nel quale Pamina compagna di Tamino,maturata dal dolore,si fa accanto al giovane compagno spaventato da terribili prove e gli dice: “In tutti i luoghi io sarò accanto a te. Io ti conduco. L’amore mi guida”. Ho certezza che queste siano le liete parole di coraggio e di fiducia che il nonno sempre mi sussurra. Ma tu continua a incoraggiare la mamma,stagli accanto,aiutala e,non ti dimenticare di Deborah,tua giovane nipote,comprendi il suo grido,il suo urlo,la sua infelicità ribelle!
    CIAO NONNO TI VOGLIO BENE!
    Perdonami Tiffany,mi sono lasciato andare ma,forse,è giusto così!
    Un abbraccio a te!
    Alessandro

  • 72
    rossana -

    Alessandro,
    mi permetto di darti un suggerimento per la tua attuale situazione familiare. ho avuto l’esperienza di essere la preferita di mia madre, a danno di mia sorella, e ho avuto modo, dopo la morte di mia madre, di pentirmi per non aver fatto nulla per migliorare i rapporti fra mia sorella e mia madre.

    tua sorella potrebbe esserti di supporto nel terribile momento che stai vivendo. inoltre, in futuro resterà l’unica persona facente parte della tua famiglia, e c’è sempre bisogno emotivo di familiari quando le radici sono state quasi del tutto distrutte.

    cerca, se puoi, un riavvicinamento con lei, che di certo potrebbe far piacere anche a tua madre… sii strumento di unione: non avrai a pentirtene!

  • 73
    ventolibero -

    Rossana,
    certamente la mamma sarebbe felice di vederci tutti uniti e vicini gli uni accanto agli altri. Avrebbe,forse,uno stimolo in più a combattere,per decidere di reagire,di non arrendersi alla prepotenza tragica degli eventi.
    Mia sorella,di cinque anni più giovane di me,è sempre stata all’opposto di tutto quello che io sono stato,e ti confesso,che un po’ la invidiavo. La vedevo più libera,più spensierata,più capace di cogliere il momento,l’attimo e goderselo. Poi ho capito… Quel danno di cui parlavo,ricordi? La sua ribellione,la sua trasgressività,il suo “menefreghismo” erano l’espressione più alta delle sua sofferenza,del suo disagio,del suo sentirsi “inadeguata” a me e alle quotidiane contingenze familiari molto destabilizzanti che abbiamo vissuto in casa.
    Inadeguata perché è stato il giudizio degli altri,limitato e riduttivo,ad averci incasellati in degli schemi di comodo e ipocriti. Io in un modo e lei in un altro. Ma,per cogliere la vera essenzialità di una persona e del suo animo,occorre avere “sguardi e non solo occhi” come dice Sartre nella Nausea. Quegli sguardi che io e nemmeno la mamma siamo stati capaci di avere. Nostra madre ci ha amati entrambi con la stessa intensità,lo stesso fervido e premuroso amore ha accompagnato le nostre vite ma con me,c’è sempre stato una sorta di senso di protezione perche,oltre che dagli altri,anche da lei ero visto come un ragazzo estremamente sensibile e delicato. Certo che l’aspetto faceva la sua parte! Mia sorella all’opposto:forte,decisa,determinata,di impatto e di impeto! Quindi con lei la mamma si è dimostrata più “fredda” e distaccata. Quel senso protettivo a me rivolto mi ha un po’ oppresso e quella considerazione verso mia sorella l’ha allontanata. E’ paradossale tutto questo ma è la pura verità. L’amore accecante di una madre inganna e fa sbagliare!
    Anche oggi vedi,quando vado in ospedale e mi fermo all’ingresso per timbrare a inizio del mio turno di lavoro ,sono accompagnato da frasi di scherno mascherate da amicizia e ironia frasi del tipo: “ah eccolo il candido dottorino che vuole cambiare il mondo”. Non mi curo di tutto questo,sono quello che sono,sbagliato e imperfetto ma vero e fiducioso. Gli stereotipi non hanno mai avuto peso su di me! Su mia sorella hanno esercitato un potere che l’ha allontanata dai suoi affetti a da chi gli vuol bene e la ama. La cerco,la cerco sempre e non mi arrenderò!
    Grazie per la considerazione Rossana e per il tuo interessamento!

    Alessandro

  • 74
    rossana -

    Alessandro,
    la tua situazione familiare ricalca, quasi in fotocopia, un’altra a me ben nota, in quanto anch’essa parte della mia famiglia.

    guai alla madre che lascia trasparire preferenze tra due figli: spesso è la rovina psicologica di uno dei due e la distruzione dell’affetto che dovrebbe legare i figli prima e dopo la sua morte.

    qui dovresti proprio riuscire ad avvalerti delle tue competenze mediche per fare di tutto per ristabilire i giusti equilibri. non ti arrendere, parla a tua sorella con il cuore in mano, spiegale quello che ti pare di capire sia successo tra voi. anche lei non potrà che essertene grata…

    in questi casi una lunga lettera sincera potrebbe essere d’aiuto per rompere il ghiaccio…

  • 75
    ventolibero -

    Hai ragione Rossana,
    una lettera potrebbe essere d’aiuto solo,che non saprei a quale indirizzo spedirla. So che mia sorella si trova a Milano col proprio fidanzato ma dove si appoggi e cosa faccia proprio non ho idea. La situazione è molto complessa e difficile ma cerco di mantenermi lucido per poter intravedere una possibile strada da percorrere. Tra mia madre e la famiglia del fidanzato di mia sorella ci sono stati non pochi contrasti ma anche mia sorella ci ha messo del suo. Francamente non ritengo giusto addossare le tutte le “colpe” di questa situazione su dei comportamenti errati di mamma. Ci saranno stati sicuramente e questo accomuna ogni madre ma ci sono una serie di eventi che hanno fatto degenerare tutto quanto e appena se ne è presentata l’occasione mia sorella non ha perso tempo a fare quello che da molto desiderava e che in sè ha represso. Di questo,parlo da fratello,non riesco a “perdonarla” e fatico ad accettare un simile comportamento. Di ogni nostra scelta,desiderio e decisione bisogna essere chiari con se stessi e con quanti ci sono accanto. Scegliere i nostri percorsi di vita con lealtà e rispetto verso chi ci ama e ci vuol bene. Continuerò a cercarla anche con l’appoggio di alcuni suoi amici coi quali è rimasta in contatto (ha cambiato numero di telefono) ma sui quali io non faccio pressione perché non sarebbe giusto per nessuno. In me competenze mediche e orientamenti di vita sono inscindibili e spero,un giorno,che mi aiutino a superare il mio danno.
    Grazie ancora per l’attenzione e per i suggerimenti Rossana!
    Buon weekend,
    Alessandro

  • 76
    rossana -

    Alessandro,
    in questa tua frase: “Di questo,parlo da fratello,non riesco a “perdonarla” e fatico ad accettare un simile comportamento.” risiede, per me, il punto da cui dovresti partire. lavorare innanzitutto su te stesso per riuscire a comprendere, e ad accettare, che lei è più giovane (cinque anni non sono pochi) e diversa, sia per temperamento che per genere.

    con il tempo comprenderà di certo l’importanza della sua famiglia d’origine, anche se, per quieto vivere, a volte bisogna schierarsi con la famiglia acquisita. quando si ama una persona, come di certo sai meglio di me, non bisognerebbe mai spingerla, direttamente o indirettamente, a scegliere.

    ti auguro di tutto cuore di riuscire a sanare i contrasti con lei al più presto, sia perchè questo è il momento di farlo ma anche perchè spesso c’è un tempo in cui si può raggiungere l’obiettivo mentre, più avanti negli anni, può poi risultare impossibile. non perdere l’occasione… e la sorella!

    buona domenica anche a te e a tua mamma.

  • 77
    ventolibero -

    Rossana,
    concordo pienamente sul fatto che ci sia un lavoro da fare! Ripercorrere la propria storia,comprenderne i significati “assurdi” e poco chiari,rivedere e magari avere il coraggio di superare le certezze granitiche dietro le quali,per paura,ci si arrocca nel timore di apparire inadeguati,poco rispondenti alle aspettative altrui,poco funzionali alle necessità di coloro che ci sono accanto.
    Mia madre non è figlia unica: ha due fratelli e altre due sorelle! Tutte persone con una loro famiglia,con dei figli,impegni,responsabilità,egoismi e indifferenze. Mi hai capito! Non voglio giudicare ma,se non fosse stato per lei,per questa mia giovane madre,per la sua fatica,il suo impegno,le sue lacrime io non sarei quello che sono,non sarei uno dei più giovani psichiatri italiani all’inizio della sua difficile avventura umana e professionale che osa non adeguarsi a tutto ciò che gli garantirebbe soldi,carriera,successo… Mio nonno non avrebbe conservato la sua dignità di persona nei suoi ultimi sette anni di vita e,in special modo,penso agli ultimi quattro,quando faceva fatica a parlare,a deglutire,a sorridere e occorreva sostenerlo nei suoi passi,tenerlo per mano,aprirgli e chiudergli le porte,interpretare ogni suo gesto per cercare di capire se stesse chiedendoti di bere un po’,stargli accanto le molte notti in ospedale e non “affidarsi” a prestazioni mercenarie. Lui,dimenticato o trascurato dagli altri suoi quattro figli,lui,abbandonato,di fatto,dalla propria moglie al principio della sua malattia. A lui tutto questo,proprio a lui che con gli altri,con quegli altri,ha condiviso parole,pranzi,sorrisi e il mare,la grande passione per il mare. A lui,al suo grande cuore,le parole di De Andrè: “Lode a Dio,lode all’uomo,lode a chi,nella vita,sente pietà per gli ultimi”.
    Ora,con tutto questo,cosa voglio dire? Per ognuno ci sono le sue priorità,le sue ragioni ma ci sono eventi che ci interrogano e questa è la domanda: nel vortice di quegli eventi che ti assalgono e ti annientano hai mai provato a pensare che forse,dico forse,le tue ragioni non reggono il confronto con le necessità di quanti ti sono accanto? E’ questo che mia sorella si è sempre rifiutata di accogliere. Non la sto giudicando,ma ripeto,le scelte che decidiamo,le ragioni che ci giustificano,i malesseri che ci allontanano relazioniamoli anche al punto di vista degli altri per non chiuderci e perderci nella mediocrità dei nostri egoismi,per non farci vincere dalle sofferenze che sempre ci sono e sempre

  • 78
    ventolibero -

    ci saranno.
    Alla mamma dico solo questo: GRAZIE PER QUELLO CHE MI HAI DATO,PER QUELLO CHE MI DAI,PER QUELLO CHE MI DARAI!
    Scusami Rossana,l’ho presa alla larga ma ho avvertito la necessità di fare un discorso più ampio,più libero e ti ringrazio di avermene data l’occasione.
    Ti sono grato per l’augurio e spero che per te sia stata una giornata piacevole! Qui dalle mie parti il sole è stato radioso e le onde leucane oggi mi hanno dato l’impressione intensa di quello che in fondo siamo realmente: solitudine e infinito in un frammento d’autunno.
    Alla prossima,
    Alessandro

  • 79
    rossana -

    Alessandro,
    ben comprendo e apprezzo tutto quanto hai scritto. le nostre priorità non sempre coincidono con quelle delle persone che amiamo, purtroppo.

    tuttavia, dato che ognuno ha i suoi tempi, se ti sforzi di fare serenamente il primo passo nei confronti di tua sorella, anche se magari sul momento non avrai il riscontro che speri, la tua mano tesa resterà per lei come una porta aperta per quando potrà capire e avrà desiderio di corrisponderti.

    con mia sorella ho passato tutto questo. il problema fra noi è che siamo maledettamente diverse e spesso i ponti che ci gettiamo l’un l’altra per poterci capire non sono sufficienti…. ma restiamo sorelle, di fronte al dolore e agli imprevisti della vita.

    sei stato fortunato ad avere un nonno che ti ha dato e lasciato tanto di sè, e una madre che ha seguito il suo esempio. tocca a te ora essere generoso e disponibile anche verso chi non lo è nei tuoi confronti, soprattutto per amore di tua madre. aiutala a ricomporre i suoi affetti: potrebbe esserle di grande conforto.

    te lo scrivo pensando che alla mia morte vorrei poter chiudere gli occhi senza rimpianti, e credo che per molti altri possa essere la stessa cosa. un desiderio semplice, di riconciliazione con se stessi e con il mondo intero…

    ti auguro tutto il bene possibile.

  • 80
    ventolibero -

    Grazie Rossana,
    grazie davvero! E’ importante sapere che ci sono persone che possono comprendere certe situazioni non perché facciano uno sforzo e cerchino di immedesimarsi ma per il fatto che hanno vissuto gli stessi malesseri,gli stessi contrasti,le stesse lontananze.
    Cerco di farlo,credimi,lo sforzo di “recuperarla”,di trasformare lo scontro di orgoglio e presunzione in un abbraccio di affetto e comprensione ma tutto è cosi dannatamente complicato! E certo non aiuta il fatto che io sia uno psichiatra. Quando sei nel pieno di quel vortice che ti avvince a se con quel trasporto tremendo di rabbia e disperazione tutto viene confuso e mischiato: amore e rabbia,affetto e rancore,orgoglio e capacità di ascolto e comprensione e così,nel pieno svolgersi di una forza che non domini,ti viene a mancare la lucidità,l’attenzione,la disponibilità! Ci sei dentro,c’è la tua storia lì,quello che sei stato,quello che sei e quello che credi di essere e non sei! Non puoi fuggire,non puoi scappare,non puoi affidarti a un tiro mancino anche se ne hai la tentazione.
    Grazie davvero,di vero cuore Rossana!
    Stammi bene,
    Alessandro

  • 81
    rossana -

    ciao Alessandro,
    se ancora frequenti il forum, ci sarebbe bisogno di un tuo parere professionale e di un tuo aiuto a una ragazza che si trova in gravi difficoltà.

    ti va di darle una mano?

    mi farebbe piacere, anche, avere notizie sulle condizioni di salute di tua mamma…

    un abbraccio.

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