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Non so dirti quello che tu non sai

di ventolibero

Sono un uomo del dolore: perché l’ho conosciuto, perché con quello degli altri ci “lavoro”, perché l’ho causato!
Vado in barca a vela per sfogare il dolore, per ballare il mio male di vivere, per giocare d’astuzia con quel vento che è contrario al mio camminare e mi fa tremare.
Quando sono in mare, tra lo sciabordio delle onde, cerco un’altra strada per un altro cielo, cerco un orizzonte di libertà e di fiducia come un marinaio dall’impavido cuore che vive sfidando l’impetuosità delle onde, e spesso mi perdo nei percorsi incerti dell’essere uomo. Giovane uomo del dolore!
Da uno psichiatra ognuno attende risposte che abbiano ragione di ogni malessere. Troppe volte questo si perde nel teatro già troppo vuoto della realtà collettiva, ma quelle stigmate roventi del dolore indicibile e dell’angoscia, della tristezza e della disperazione e della fatica di vivere non scompaiono dalla storia di chi ne è assalito.
Questo male di vivere che incontro ogni giorno e che sfida la mia storia, questo urlo angosciato che non si placa e si perde come un alito di vento nelle tenebre dell’egoismo e dell’indifferenza, questo agitarsi terrorizzato su scenari di precarietà che non fanno battere più il cuore. No, non ci batte più il cuore, questa è la verità!
Perché è patologia mentale la depressione, che è espressione della fatica di vivere di chi vuole realmente vivere, e non invece la freddezza e l’indifferenza, che sanno di orrore, con cui si assiste alla morte di chi “senza luna, senza stelle e senza fortuna” “ceca dal terzo piano la sua serenità”, per rimediare la sua lacuna, per dirla col tanto adorato De André?
Perché è follia la schizofrenia, con i suoi deliri e le sue allucinazioni che sono espressioni di un senso che si nasconde dietro l’apparenza del mondo, e non anche la mente di chi, destinato a “curarla”, ritiene di poter ridurre il suo senso di strappo e lacerazione non altro che a “disfunzioni del sistema neuroendocrino ubiquitario”?
Colleghi psichiatri di differenti concezioni mi esortano ad abbandonare la mia “pietà della tenerezza”come dice Pascal, perché nulla può contro le “interazioni neuronali alterate ”, che in questo caso occorre la chimica, servono i farmaci, serve lo sguardo lucido e razionale, serve la distanza emozionale! Tutte stronzate: basta guardare all’esperienza umana e professionale di quel grande uomo e grande psichiatra, di quella mente illuminata che è Giorgio Antonucci.
Ho scelto di essere psichiatra perché un giorno, giovane studente in medicina a Bologna, spaventato ragazzo che si era perso nell’inganno ingenuo del colore azzurro dei suoi occhi, avevo deciso di ingoiarmi nell’animo il gas del tubo di scappamento dell’auto.
Psichiatra perché “mi alzavo la mattina con addosso tutta la stanchezza della sera” (e non parlo di una stanchezza fisica) , psichiatra perché stravolto e sopraffatto da un dolore che, improvviso ma non inaspettato, mi si è avventato sopra e che da allora non mi ha mai più lasciato.
Mi ha sempre intenerito (non affascinato) la figura del medico come di una persona che con la sua COMPASSIONE è l’ideale e doveroso controcanto all’aridità e avidità che stiamo attraversando.
Questo medico, solo, di guardia al turno di notte, a difesa di quel po’ di umanità, di solidarietà, di attenzione agli altri che ancora ci rimangono. Psichiatra anche per questo!
Ma la nostra, è una società del volontariato e non della compassione. È la società di chi concede a ore servigi a basso prezzo con indosso i guanti della prevenzione e il terrore di una contaminazione immaginaria. Questo mondo rigurgitante di umanità scomposta e di umane sofferenze che giocano il loro destino sugli avamposti dell’emarginazione, questo mondo che porta “un volto d’arsura” offeso dalla trivialità trionfante di giorni sguaiati così pieni, carichi, intrisi, onusti di odio, rancore e violenza è compensato da un volontariato operato, per lo più, da gente che si annoia e che non ha nulla da fare e allora va ad assistere allo spettacolo della povertà, va a godersi la tragedia di chi si logora sulla trincea della miseria e dell’abbandono.
Contro questo, medico e psichiatra: per vivere un nuovo umanesimo, per armarmi di bontà e compassione. Perché se non conosco cosa fa soffrire lo “sconosciuto che mi passa accanto” come faccio a dire che lo amo?
Psichiatra per cogliere il dolore dell’altro, per capirlo, per rispettarlo, per amarlo, per cogliere il dolore dell’altro come ingiusto, indicibile, intollerabile, per sentire il dolore dell’altro come imperativo a fare qualcosa per alleviarlo e condividerlo, per avere voglia di compassione verso chi si incontra e soffre, per amare la compassione come capacità di sentire il dolore e l’angoscia di un amico disperato.
Io non ho risposte da dare, posso solo regalare “ciò che non ho” come dice il mio omonimo Alessandro Manzoni:
“Occupati dei guai, dei problemi del tuo prossimo. Prenditi a cuore gli affanni, le esigenze di chi ti sta vicino.
Regala agli altri la luce che non hai, la forza che non possiedi, la speranza che senti vacillare in te, la fiducia di cui sei privo. Illuminali dal tuo buio. Arricchiscili con la tua povertà.
Regala un sorriso quando hai voglia di piangere. Produci serenità dalla tempesta che hai dentro.
“Ecco, quello che non ho, te lo do”. Questo è il tuo paradosso.
Ti accorgerai che la gioia a poco a poco entrerà in te, invaderà il tuo essere, diventerà veramente tua nella misura in cui l’avrai regalata agli altri”.
È davvero così! Ho vent’otto anni e più volte ho pensato al suicidio, prima di essere psichiatra e dopo esserlo diventato.
Oggi ho scoperto il mio vento libero e corro felice e leggero nella brezza dei sogni e delle speranze, delle paure e delle debolezze, dei “dubbi e delle incertezze”. Corro, corro in punta di piedi verso infiniti orizzonti di amore.
Non ho la pace dentro: non la posso avere perché ogni giorno vedo letti di contenzione negli inferni disumanizzati degli SPDC (servizio psichiatrico di diagnosi e cura) , vedo occhi storditi dai farmaci neuroplegici, vedo vite ridotte la limite della possibilità di esistere.
Non ho la pace dentro ma credo che non mi sia preclusa la possibilità di essere felice perché sto imparando ad amare comunque la mia vita. Nell’avverbio “comunque” stanno tutte le inevitabili amarezze, le tribolazioni, le angosce che tutti sperimentiamo. “Autopsicanalizzandomi” ho capito che mi era d’obbligo passare dall’attesa vana e impossibile di risarcimenti per le sofferenze attraversate, alla costruzione quotidiana e generosa di momenti che dessero felicità e benessere a me e agli altri. Ho mutato le mie condotte da atteggiamenti di richiesta a quello di un’offerta di me stesso e del mio valore (scarso) , di quel poco che sono e che posso all’altro, agli altri, al mondo.
Mi immergo nel respiro affannato del mondo e senza paura tengo dritta la rotta verso l’avventura della compassione. Senza più concedermi facili comodità nel rischioso mestiere di vivere sfido il rischio e tento l’azzardo e non ho timore di lasciarmi sopraffare dalle sofferenze indicibili e laceranti di tutti coloro che il mio mestiere mi porta ad incontrare perché il loro urlo è il mio urlo.
Questo urlo corre veloce e ardimentoso ad artigliare le coscienze banali che si ostinano a ignorare l’immensa forza del trauma, sempre pronte a giudicare e condannare quelle voci che, seppure in agonia, ancora osano levare un’estrema e appassionata voce di sdegno contro questa tenebra di pregiudizio e diffidenza che accompagna il disagiato psichico. Non mi curo di questo e vivo la mia follia dell’amore. La follia e l’amore di un giovane psichiatra per i suoi “matti”!
Alessandro

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Categorie: - Me stesso

81 commenti

Pagine: 1 2

  • 1
    SenzaEmozioni -

    Un giorno morirò e finirà così la storia di una vita triste e logorata; lacerata da dolore estremo. sentirsi falliti…perdenti…e avere la consapevolezza che l’amore altrui non esiste perché è sentimento egoista ma è la cosa più bella e grande che possa esistere. non ci si deve aspettare nulla dalla vita… l’amore che provo per quella persona nasce da sentimenti veri! È amore vero e disinteressato… darei la mia inutile vita per far si che ricambiasse i miei sentimenti… i suoi occhi, i suoi occhi mi hanno stregato.. occhi profondi e penetranti. non riuscirò a provare + tutto questo x una persona… la mia vita inutile e triste va avanti per l’unico motivo ancora non crollato! Se solo potesse comprendere i miei sentimenti avrei una ragione per continuare a vivere…
    Ho bisogno d’affetto! D’amore! Ho bisogno dell’unica persona che amo! Ho bisogno di vivere una vita felice..voglio essere felice…voglio morire senza rimpianti.
    Una volta si vive ed io non voglio + soffrire!
    (la verità è che viviamo in un modo schifoso e privo di emozioni VERE!)

  • 2
    toroseduto -

    Cosa pensi del tuo collega Brian Weiss?

  • 3
    Tiffany -

    @ventolibero,
    Ciao credo di essere matta posso venire in barca a vela con te?
    A parte gli scherzi,pochi anni fa ho conosciuto un giovane psichiatra alto e con i capelli abbastanza lunghi da poter fare una coda di cavallo.(non è che sei tu?)
    Chiacchierammo e mi sorprese perchè ebbi l’impressione che fosse più umano di me,gli confidai che mio marito(ex oggi)aveva il vizietto di alzare le manine,mi diede il numero di telefono di un suo amico psicologo al quale non ho mai telefonato.Non ero pronta.
    bando alle cose futili…sai come la penso di te quindi non mi ripeterò voglio solo darti ancora il mio appoggio,la mia solidarietà.
    @toroseduto
    sono curiosa di come la pensi tu su Brian Weiss,ho letto molti suoi libri,mi sono sottoposta a sedute di ipnosi-regressiva da un medico italiano paragonabile a lui.Questo durante una psico-terapia.
    L’ipnosi mi ha cambiato letteralmente la vita.
    Aspetto qualche tua opinione, avrei voluto parlare già di questo argomento,ma ho sempre avuto l’impressione che fosse ancora poco conosciuto e facilmente travisabile.
    Grazie Tiffany

  • 4
    giovanna -

    @tiffany mi fai morire!!! : ) non sei matta!sei stata sposata?non lo sapevo!io una domanda ce l ho prima di ritrovarmi dallo psicologo ho fatto 5mesi di semi vegetale,all inizio quasi mi piaceva vedere tutte quelle ossa quello svanire prima di tornare in me e capire quanto in realtà mi stessi decomponendo,e quindi iniziai a dirmi quanto facevo schifo talmente appuntita che mi davano fastidio persino seduta a guidare!da li gocce per dormire,per l ansia per il panico,pastiglie per la depressione mattina e sera,pastiglia per la fame,un ora di terapia,insomma in tutto questo ora sono passati altri due mesi,in cui passo per passo mi sto riprendendo,però qual è lo scopo della terapia?vado parlo parlo e parlo e ancora non mi ha dato un analisi,il mio cervello era una centrifuga di passato presente sensi di colpa inesistenti,auto punizione,tutto questo per il mio grande amore buttato nel cesso,ma lo psicologo?dove sta lo scopo?e poi le medicine funzionan veramente?all inizio mi facevano sentire quasi drogata mi svegliavo completamente sfasata…io ancora non ho capito perché ci devo andare se cmq sta li ad ascoltarmi e a dirmi cose che già so…mia cara tiffany dopo questo mio post,pensi veramente di esser pazza?no abbiamo solo avuto la sfortuna di esser capitate in mani sbagliate.

  • 5
    toroseduto -

    Ciao Tiffany. Anche io come te, sono restìo a parlarne su questo blog.
    L’ho scoperto per caso, quasi vent’anni fa. Sono onnivoro, leggo di tutto, è la mia seconda passione. Di Weiss penso tutto il bene possibile. Ho letto tutti i suoi libri, tranne l’introvabile “LO SPECCHIO DEL TEMPO”, sicuramente uscirà una nuova edizione. Non ho mai dubitato della sua buona fede, in effetti mi è capitato di conoscerlo in un momento molto particolare della mia vita, e nel leggerlo avevo la sensazione di conoscere da tempo quello che lui si trovò per caso tra le mani.
    Il primo caso che ha cambiato la sua vita. Ho da sempre avuto la sensazione che stavo facendo una cosa già fatta, ho praticato Yoga per molti anni, se ti dicessi che riesco a regredire da solo mi credi? Non sempre, solo in determinate circostanze. Ho conosciuto anche io uno psicoterapeuta che pratica come unica terapia la regressione, mi scrivo con varie persone sull’argomento, sai benissimo che farlo qui, non è possibile, avrei da raccontarti molte cose, se sei daccordo,
    preferirei farlo in privato. frattinima@gmail.com
    Se vuoi naturalmente, Ciao TS

  • 6
    diego -

    non me ne voglia l’amico ventolibero se esulo dal suo post per chiedere a Tiffany o a chi chiunque voglia parlarne, di aprire un 3d dedicato all’ipnosi-regressiva, ne sono particolarmente interessato
    grazie, buona serata

  • 7
    tennenbaum -

    Mi ricordo che avevo già letto la tua altra lettera e che mi aveva molto (postivamente) colpito, come del resto anche quest’altra.
    Da entrambe di evince senz’ombra di dubbio che sei una persona quantomento “fuori dal comune”. Mi ha colpito non solo la tua giovane età in relazione sia per quello che scrivi sia al fatto che sei già psichiatra. Di questa lettera mi ha in particolare colpito il male di vivere che sai che c’è, contrapposto all’amore e a quella che può essere la bellezza della vita. Mi ha colpito perché è un po’ l’ambivalenza che vedo in me ormai da vario tempo. Sono consapevole che nella vita ci sia e possa esserci bellezza (visto che ti piacciono le citazioni, mi collego a quel fantastico film he è American Beauty). Ma sono pure consapevole che la vita, fondamentalmente, fa schifo. Non è da leggersi in tono lamentoso e nemmeno voglio fare una critica – troppo facile e pertanto anche troppo in voga – alla società o all’uomo moderno. Non so se in tempi passati si stesse meglio: per certi versi sì, per altri no, immagino. La vita fa schifo perché quando acquisti coscienza di te e degli altri e di come va la vita capisci proprio che fa schifo. La bellezza di Lester Burnham per me non è ontologica, semmai ontologico è lo schifo. La bellezza è riuscire ad amare, a cogliere quello che di positivo c’è, è riuscire a perdonare, gli altri, noi stessi, e anche la vita. Insomma è arrivare come lui alla fine del viaggio e vedere che comunque, pur essendo andata da schifo, ce l’hai fatta. Ed essendo passata puoi anche vederne la bellezza, più come esperienza che altro. Ma la vita in sé, che non è un passato ma è un eterno presente (eterno fino al capolinea, s’intende), la vita sé è il dolore del momento. Certo capitano momenti belli, sicuramente bisogna imparare a gioire di quelle che sono le cose belle della vita, altrimenti è proprio il caso di accelerare la “percezione finale della bellezza”.

    Quanto a quella triste specie che è l’umanità, purtroppo non è ancora in via di estinzione, anche se ce la sta mettendo tutta per riuscire a farsi fuori, a spese però di tutto il pianeta. Che dire? Sicuramente sarebbe stato meglio se l’uomo non fosse mai esistito. Per tutti, lui compreso. La (auto)coscienza purtroppo è il peggior optional in dotazione per l’essere umano, quindi non mi sento troppo di condannare chi si oggigiorno si aliena, sia “impazzendo” che riversandosi nella mondanità… Pensare fa male.

  • 8
    tennenbaum -

    Aggiungo un breve ringraziamento per la stupenda citazione di Manzoni. Pregna di male di vivere e amore. L’avevo già letta in passato, ma poterla rillegere è stato proprio bello. Magari me la segno così la prossima volta passerà meno tempo prima che mi capiti di riaverla sotto gli occhi.

  • 9
    rossana -

    Tiffany,
    sono molto interessata alla tua esperienza di ipnosi regressiva. ti va di dirmi qualcosa di più?

    Ventolibero,
    stavolta ho percepito nel tuo post un vago senso di autocompiacimento letterario. attenzione: a volte le parole possono enfatizzare i sentimenti…

  • 10
    toroseduto -

    Noto che molti sono interessati alla regressione, ma non ritengo che
    sia opportuno parlarne su questa lettera, e nemmeno nel forum. Al post 5 ho messo la mia mail, chi è interessato può scrivere a me o mettere la sua mail. Evitiamo come dice rossana, l’autocompiacimento letterario. Anche se a me non è parso tale, piuttosto una sofferenza descritta bene, ma che non offre via d’uscita, alla fine è questo che desideriamo condividere, come superare il mal di vivere concretamente. Ciao TS

  • 11
    Aria85 -

    Fortunato chi può contare sul tuo impegno di medico e di uomo.
    Mai dimenticarsi dell’anima,che si tratti della propria o di quella altrui.
    Continua a guardare il mondo,così com’è,aspro,doloroso,crudo,con gli occhi azzurri e limpidi.
    Perchè coloro che hanno gli occhi velati da intrugli chimici,non possono farlo.E hanno bisogno dei tuoi.
    Spero,un giorno,di avere l’immensa fortuna di incontrare un uomo come te.

  • 12
    ventolibero -

    Tennenbaum,la tua è una bella riflessione,tuttavia (mi pare)intrisa di sfiducia e sgomento davanti alla pochezza e miserabilità che il mondo ci propone.Capisco il malessere,capisco l’amarezza,capisco il disorientamento e il sentirsi soli e privi del necessario sostegno,della vitale comprensione.Tuttavia,dato che definisci stupende (lo sono)le parole del Manzoni,guarda all’uomo come “infinita possibilità” come dice Turoldo in una sua poesia,facile a sentimenti di rabbia,vendetta,rancore,capace di male indicibile,di orrori inenarrabili ma capace anche di altro.Mi perdonerai l’accenno biografico:solo per dirti che nella mia pur giovane esistenza ho provato,come moltissimi,intensi malesseri col rancore lì,sempre in agguato ma poi,ho capito…ho capito che se miravo alla salvezza dovevo affrontare la vita come incontro e non come sfida e l’incontro ci porta a ballare la danza della nostra gioia ma anche a a piangere le lacrime del nostro dolore.Non si tratta di essere nè ottimisti nè pessimisti,l’uno e l’altra è sprofondare nello stesso abisso di banalità.Si tratta,a mio modesto parere,di alzarsi la mattina e fare il “proprio mestiere di uomo” come dice Prevèrt.Allora l’uomo e il mondo come “infinita possibilità”.Io ci credo!E tu? Se vorrai rispondere,potresti usarmi la benevolenza,se puoi e se vuoi,di dirmi il tuo nome?Come vedi il mio lo lascio sempre in calce ad ogni intervento. Brian Weiss.Cosa ne penso?Tutto il male possibile.Ho inteso parlare di compassione,di remote profondità dove si annidano laceranti sofferenze,di voglia di vivere nonostante tutto,volontà di vità dove e quando ogni cosa sembra costringerti alla resa e qui ve ne uscite col parapsicologismo da new age?Che Brian Weiss,come Giovan Battista Cassano d’altronde (per dire due poli opposti di una stessa tragica e pericolosa illusione)vengano visti come psichiatri è un’onta che potrà cancelare chi?Non lo so?Cos’è la psicanalisi se non una regressione a quelle tracce nascoste di sè che si cerca di recuperare per costruire una nuova dimensione della propria persona nel mondo.E questo è Freud.L’immenso Binswanger parla,riferendosi alle nevrosi depressive,di “riflusso regressivo di colpa”.Ritornare al proprio senso di inettitudine che si è interiorizzato per riconoscerlo e accettarlo.Accettare la propria fragilità. Lasciamo stare il suggestionismo alla Weiss.Sono farneticazioni allucinanti e pericolose adatte per coloro che si perdono nel turbinio dei propri vaghi malesseri esistenziali.

  • 13
    Tiffany -

    @toroseduto
    concordo pienamente, ho preso nota della tua mail ti scriverò al più presto
    Tiffany

  • 14
    ventolibero -

    Adatto solo per coloro che ritengono il proprio mal di denti più dolorante,più minaccioso e più logorante del tumore devastante di chi gli è accanto. Adatto,oltremodo,alle casse della Mondadori!
    Il suggestionismo e,di conseguenza,l’autosuggestionismo ti dà quella sensazione di sollievo e benessere che poi,inesorabilmente,è scalzata da un senso di profondo vuoto e voragine. Perchè è proprio nell’attimo in cui credi di stringere ben salda una certezza tra le mani ecco che già allora,in quel preciso istante,che ti sta già sfuggendo. E’ lo stesso meccanismo degli psicofarmaci,per questo facevo riferimento a Cassano che non ho esitazioni nel definire come infamia e vergogna della psichiatria. Andiamoci piano,si abbia cautela perchè la psichiatria è una cosa seria,delicata e perciò pericolosa. Può fare enormi danni la psichiatria che non è nè parapsicologismo e suggestionismo (vedi Weiss) nè riduttivismo a mera encefaloiatria (vedi Cassano).La psichiatria può fare davvero molti danni,danni indicibili e,tal volta,irreversibili. Perciò,davvero,facciamo attenzione a quello che diciamo,quantomeno quando lo diciamo in pubblico. Il dolore di cui parlo,un dolore logorante,lacerante,devastante,il dolore dissociativo dello schizofrenico,ad esempio,pensate davvero di poterlo banalizzare in questo modo? Rossana,lo riconosco:esagero con le metafore. Perdonami,non è autocompiacimento è passione.
    La mia formazione si basa sui testi,sulle parole s sui concetti di immensi scandagliatori dell’animo umano:parlo di Binswanger,parlo di Danilo Cargnello,parlo di Minkowskji,di Basaglia ecc.Parlo di tutto l’aorientamento psichiatrico-fenomenologico tedesco. Pagine di profondità abissale,dove domina e trionfa un reale amore per l’uomo.Pagine,parole e concetti di autentio umanesimo.
    Provo disgusto,anche solo al pensiero,di accostare a così tanta bellezza,la spazzatura di Brian Weiss!

  • 15
    tennenbaum -

    La sfiducia di cui dici essere intrisa mia riflessione c’è, ma più che altro verso l’uomo. Anche se questo argomento l’ho solo sfiorato (anzi, l’ho evitato proprio, dicendo che non intendevo fare una critica alla società odierna).
    Ci tengo però a fare due precisazioni.

    1. Malessere, amarezza, disorientamento e “sentirsi soli e privi del necessario sostegno, della vitale comprensione” non sono proprio ciò che intendevo esprimere. Forse sembra un paradosso dopo ciò che ho scritto. Io mi ritengo tutto sommato fortunato rispetto a molti altri che stanno sulla mia stessa barca, quella che noi chiamiamo “vita”. Per cui non volevo esprimere il mio pessimismo alla luce di un mio personale malessere o di una mia personale solitudine. Sarò presuntuoso (ma almeno non l’unico, visto che non sono certo il primo ad esprimere un punto di vista del genere), ma intendevo esprimere qualcosa di più universale. Più che la condizione del sottoscritto, la condizione umana.

    2. Devo ammettere di sapere ciò che scrivi su pessimismo e ottimismo. So che la vita, di per sé, non fa né schifo né è magnifica. In se stessa è avulsa da ogni giudizio. Ma quello che ho scritto, che indubbiamente non riflette questa assenza di valutazione, è la quanto più “realista” valutazione dell’esistenza che riesco a dare. Certo basterebbe riconoscere che la vita non è né bella né brutta, non è nulla. E infatti questo passo l’ho fatto: so che è così. Ma ho deciso di spingermi un po’ più in là (consapevole che c’è un intervento mio sopra la nuda realtà) e vedere che effettivamente l’uomo non è che trascorra un periodo neutro, né bello né brutto. Se fosse un animale privo di (auto)coscienza, allora, pur soffrendo, l’uomo non realizzerebbe le qualità (brutta/bella) della vita. Ma così non è: l’uomo è da sempre alla disperata e vana ricerca di un senso per la sua vita. Un senso che non c’è e che troppo spesso si inventa (vedasi la religione). Ma la verità è che il senso non c’è: noi cerchiamo qualcosa che non c’è. Ecco perché la vita-che di per sé altro non è che il nulla-fa schifo. Fa schifo non già in se stessa, ma per l’uomo.

    Andrea

    P.S. Scusa se pare un linguaggio filosicheggiante (mi riferisco a tutti i “di per sé”), ma ho solo cercato di essere il più chiaro possibile nella mia riflessione.

  • 16
    ventolibero -

    Andrea,eri già stato abbastanza chiaro,adesso hai ulteriormente delucidato e ti ringrazio.
    Perdonami la presunzione,ma avevo colto che non ti riferivi ad un malessere personale e che la tua era,lucida e vera,una riflessione sullo stato effettivo della vita umana. E’ una tua visione e la rispetto.
    La condivido (in parte)anche però,rilancio,cerchiamo di cogliere quei residui di bene che comunque ci sono. Anche nel peggiore degli esseri umani,anche in quelle esistenze che ai nostri occhi si presentano come limitate e imperfette ma che cercano il loro senso in tutto ciò che noi ci ostiniamo a non voler vedere perchè,tranne pochi spiriti capaci di libertà,tutti noi riusciamo a non vedere quello che non vogliamo vedere. Ma,direbbe qualcuno,”chi ignorantemente pecca ignorantemente si danna”. Ecco:la mia umile esortazione è quella di non condannarci a questa dannazione.
    Aria,non faresti un grande affare ad incontrare uno come me! Sì,cerchiamo di conservare il nostro sguardo limpido e puro,non perdiamoci nel vortice degli inganni che spesso,a me è successo e potrà risuccedermi,fanno da facile alibi a tutte le nostre meschine mancanze. Vivi l’incanto dei tuoi venticinque anni ma ricorda sempre che la vita,purtroppo,non è quel genere di opera d’arte. Andrea ha ragione!
    Buona domenica a entrambi!
    Alessandro

  • 17
    tiffany -

    @vento libero
    ti rispondo dopo, ora vado a meditare,cosi evito di essere troppo dura con te.

  • 18
    Aria85 -

    Ventolibero,
    purtoppo vivo sulla mia pelle la consapevolezza che la vita non è propriamente un sogno.C’è molto più disincanto in me di quanto si possa supporre in relazione ai miei (appena) venticinque anni.
    Ho avuto a che fare con la tua ‘sfera’ diciamo così,che avevo appena quattordici anni.Diciamo che sono dovuta crescere un po’ in fretta.
    Ed è per questo che ti dico di cercare di conservare qualcosa di pulito nel tuo modo di guardare la vita,e soprattutto ciò che ti circonda.
    La vita non è una grande opera d’arte…ma qualcuno diceva che ogni uomo è artefice del proprio destino.
    Forse non è del tutto vero,ma se tra tanti tormenti,desolazione interiore,disillusioni,smettiamo tutti di cercare qualcosa per cui valga la pena vivere,allora che ci stiamo a fare a zonzo su questa terra?
    Per raccontarci l’un l’altro quanto fa schifo la vita?
    Io,che ho lottato con la morte appena adolescente,cerco di essere in questa vita qualcosa che somigli più ad una piccola luce che ad una grande ombra.
    E in te leggo qualcosa di simile.L’impegno e l’amore che investi nel tuo lavoro e nella cura dei tuoi pazienti mi sembra un sorriso alla vita,una speranza,non un pessimistico abbandono ad una realtà disincantata.
    Buona domenica anche a te.
    Alessandra.

  • 19
    Tiffany -

    @ventolibero
    Ok cercherò di non essere troppo dura,sai anche una persona dall’indole buona può ,a volte ,risultare un pò cattivella..
    ma non ho intenzione di essere finta quindi per il rispetto che ho nei miei confronti,ti dirò ciò che penso.
    Mi dissocio completamente dai tuoi ultimi post,sei stato arrogante,insensibile,presuntuoso.
    Come una persona come te che critica il cinismo dei suoi colleghi mi casca proprio nel pregiudizio?
    EH no!! caro ventolibero allora sei tu che non sei quello che dici di essere,un animo umile e sensibile non può chiamare spazzatura le persone che non la pensano come lui
    puoi citare tutti i nomi che vuoi,non ti farà onore nè ti migliorerà se poi disgusti chi nella vita fa altri studi o altre scelte.
    Scusa ma chi ha parlato di New Age?Il tuo discorso è fuori luogo,si denota una certa ignoranza riguardo all’argomento.Stai semplicemente imponendo il tuo pensiero.
    Quindi io sarei una suggestionata?Una che si perde nel turbinio dei suoi vaghi malesseri?
    Forse hai ragione,d’altronde sei tu il dottore,quello che si è formato “sui testi”sei tu che devi dare la soluzione,decidere cosa sia o non sia pericoloso per una banda di ignoranti quali noi.
    Ma forse oggi non ti chiederei più un consiglio perchè nemmeno tu sai quello che dici
    Credo di essere una povera anima libera,e ascoltare senza giudicare mi ha reso così,solo se apri la mente puoi dichiararti libero,perchè le catene le abbiamo in testa,e stavolta mi sei sembrato un pò troppo chiuso,quindi incatenato,quindi con la mente chiusa.
    Non tratterò mai l’argomento ipnosi su questo sito per il rispetto delle tantissime persone che si sottopongono a questa terapia,perchè ci sono persone come te colme di pregiudizio,che sparano a zero senza il minimo segno di sensibilità e\o conoscenza.
    Se tutto è marcio sia tra i tuoi colleghi sia tra i tuoi non colleghi chiedi il perchè a te stesso,non chiederlo a noi,perchè ogni risposta se non è di natura pessimista non è di tuo gradimento.
    Io(scusa se mi permetto di esprimere un opinione)credo che la vita sia meravigliosa,ed è fatta di equilibri,e ,cosa più importante :Ha un senso,ma prima di poter parlare con te di questo argomento dovrai ancora navigare molto per i tuoi mari..
    Arrivederci Tiffany

  • 20
    ventolibero -

    Alessandra,portiamo lo stesso nome e tu sai qual è il suo significato: “protettore degli uomini”. Nel mio caso,come dice quella “mente deragliata” del mio amico Cesare che è un enologo (infatti lo vedo spesso e volentieri molto “allegro”) e quindi per lui vale il detto “in vino veritas”,il mio nome è il mio destino.
    Vedi,a parte l’ironia,prima di aver la pretesa di “proteggere” gli altri salviamo noi stessi cercando,scusa la ripetizione e l’autocitazione,di non concederci facili comodità nel rischioso mestiere di vivere. Spesso è forte il proposito di incrociare le braccia a lasciarci trasportare dalla corrente,ma a quel punto quale valore di noi stessi potremo mai scoprire? Le tempeste della vita sono tante,troppe,innumerevoli e come vedi anche qui c’è chi cerca le scorciatoie,le facili vie traverse,c’è chi cerca di sgusciare via furtivo. E’ lampante l’esempio di tutti coloro che venuti a lasciare un commento alle mie parole hanno palesato la loro infatuazione per fantomatiche “terapie” d’accatto che non ti fanno approdare a nulla. No,non funziona così! Quando siamo nel pieno vortice della tempesta,quando siamo sopraffatti da onde impetuose che sovrastano le nostre forze è proprio in quel momento che dobbiamo darci il coraggio e la dignità di nuotare. Ogni persona che incontreremo riceverà da noi ricchezza e miseria,male e bene,amore e rancore. In questa ambivalenza che accompagna il nostro agire,con Roberto Vecchioni in una sua splendida canzone,possiamo dire “perdonami del male,ricordati del bene”.
    In conclusone,cara Alessandra,anche in risposta a Tiffany (con simpatia) e agli altri “regressivi” lasciami citare le parole di un collega molto più autorevole di me che in apertura di un suo libro del 2005 così dice: “Non dar retta a chi ti indica le scorciatoie,prova a osare strade difficili. Fa crescere dentro di te rabbia e sete per l’inquietudine. Non buttarti via,impara a dannarti senza perderti”.
    Non permettiamo a nessun Brian Weiss di profanare il nostro dolore!

  • 21
    tennenbaum -

    Francamente nella vita non ho vissuto esperienze traumatiche che mi abbiano fatto perdere il disincanto “puerile” (non in senso negativo) sulla realtà. Banalmente, la più traumatica è stata una delusione amorosa (invero molto pesante, di quelle che ti fanno cogliere l’assurdo dell’esistenza).
    Dico questo perché non vedo un legame necessario tra un’età di 25 anni e l’illusione della vita come bellezza. E non lo vedo non solo perché c’è chi vive esperienze traumatiche da giovane (come nel caso di Alessandra a contatto con la morte) e che quindi può cogliere il male del mondo. Non vedo questo nesso anche perché pure chi come me non ha ancora 25 anni e può ritenersi piuttosto fortunato, se un minimo si guarda attorno e riflette (e intendo proprio un minimo… sono riflessioni piuttosto lineari e banali le mie), se non si lascia alienare – com’è facile oggi – dai luccichi dell’apparenza tipica di un mondo-spettacolo, allora credo venga abbastanza facile capire quel che ho scritto prima.

    Condivido il fatto di saper apprezzare le cose positive che accadono. Ma lo condivido nell’accezione di quella bella (e pertanto da me apprezzata!) poesia di Manzoni. Cogliere il bello quasi con l’amaro in bocca. La cosa migliore è riuscire a farlo in maniera totale, cioè fino a dimenticare lo schifo in se stesso, che ti aspetterà però sulla soglia.

    Detto questo non sono affatto contrario ad un’etica che io definisco “menefreghista”, anche se l’accezione potrebbe apparire fuorviante. Al giorno d’oggi poi! Comunque non è il caso di parlarne qua.

    Grazie per l’augurio, la mia è stata una buona domenica. Nonostante la pioggia forsennata mi son goduto un pomeriggio degli amici che non vedevo da un pezzo e mi ha fatto piacere. Anzi, tutta la settimana è stata abbastanza piacevole. Ovviamente questo non cambia le carte in tavola. Spero la tua sia stata almeno altrettanto piacevole.

  • 22
    Aria85 -

    Alessandro…si,conosco il significato del mio nome.E in un certo senso sono anch’io dell’idea che nel nome sia scritto un po’ il destino di chi lo porta.Più o meno…
    Hai ragione,salviamoci dal qualunquismo e dalla comodità del dolore.
    E’ un errore comune quello di crogiolarsi sui propri guai,cullarsi tra le proprie lacrime,rintanarsi nel proprio buio per nascondersi e non lottare.
    Trovo,invece,di gran lunga migliore chi cerca un appiglio,una via d’uscita al proprio malessere anche attraverso percorsi non propriamente ortodossi,estremamente condivisivili o eccellenti.
    E’un po’ come dire che la religione è l’oppio dei popoli.Magari è vero.Ma esistono persone che,purtoppo,non hanno altro appiglio che quello,e se quel loro ‘credo’ non crea danni,è meritevole e degno di rispetto.
    La sacrosanta spinta a ‘fare’ unita a quel recondito spirito di sopravvivenza che accompagna ciascuno di noi è,a mio avviso, sicuramente un buon punto di partenza.
    Visto che ami le citazioni,ti lascio con una a me molto cara:Essere o non essere,questo è il problema.
    Che cos’è piu’ nobile,soffrire nell’animo per i sassi e i dardi scagliati dall’oltraggiosa fortuna,o impugnare le armi contro un mare di affanni e combatterli fino a farli cessare?
    Buona giornata…
    Alessandra

  • 23
    toroseduto -

    Visto che non ci troviamo a scrivere su una rivista scientifica, solo scambio di opinioni. Non ho ancora capito, come te del resto, cosa bisogna aggiungere…Cassano No Weiss No, di nuovo non c’è niente all’orizzonte. Montanelli, che accettò con riluttanza la cura farmacologica, ha rilasciato un’esauriente testimonianza dei benefici chimici. E’ una domanda la mia, qual’è alla fine la tua proposta?
    In alcuni momenti penso che tu stia facendo una specie di passerella.
    Ho letto una notizia poco fa di un depresso che ha sparato al medico generico, che si era recato a casa sua. Tiri fuori citazioni e ti esalti del tuo sapere. Bene, per te naturalmente. C’è gente che fa di peggio. Tipo un mio parente psicologo depresso, si è rivolto alla chimica. Io mi curo dell’anima e della spiritualità, e leggendo Weiss, mi rilasso e rifletto positivamente. Tu mi angosci. De Andrè non mi è mai piaciuto, questione di gusti, ho sempre preferito il montanaro Guccini, ai suoi concerti mi dava l’occasione di divertirmi e riflettere. De Andrè come l’ultimo Gaber, mi angosciava. Prova, solo per dare spessore a quello che dici, che rispetti chi lavora in maniera diversa, e se piace a determinate persone, non sarai certo tu a far cambiare idea chi si trova in situazioni di disagio e trova sollievo ascoltando Battiato o De Gregori. E con la “chimica”.
    Vuoi esplorare nuovi sentieri, padronissimo, ma su questo forum non esternare giudizi, alla fine sono i risultati che contano. Ti confido che il libro più interessante e (per me) introspettivo è stato Siddharta di H. Hesse, Ad ognuno il suo…mi è scappata la citazione!
    Amichevolmente TS

  • 24
    ventolibero -

    Tiffany (un nome tuo ce l’hai vero?il mio è Alessandro),prima di indossare il mio camice bianco da dottore e affrontare l’inferno,ti ringrazio per il livore.
    Mettiamo subito in chiaro un punto fermo: il mio è un mestiere complicato e qua mi sembra che vi improvvisiate psicologi se non psichiatri. Ciò che faccio richiede delicatezza e senno,richiede costante presenza e disponibilità,richiede rispetto e riconoscibilità dell’altro. Richiede preparazione umana,scientifica e culturale!Per cortesia,non banalizziamo! Forse chi è fuori e avulso da certi contesti può permettersi il semplicismo,io non me lo posso concedere!
    Altro punto fermo:quando una cosa è spazzatura è spazzatura e va pattumata. Punto! Poi possiamo arzigolare tutte le elucubrazioni che vogliamo ma purtroppo certo tipo di letame non muterà mai in fiore. E lo dice uno che adora De Andrè,che lo considera un’etica da vivere!
    Dunque,detto questo,cominciamo: “puoi citare tutti i nomi che vuoi,non ti farà onore né ti migliorerà se poi disgusti chi nella vita fa altri studi o altre scelte”. Quando però (lo si capisce dal fatto che taci su Cassano e questa forse-dico forse-è malafede?),sempre riferendomi a quei nomi (che sarebbe il caso,dato che parlate di disagio psichico,di cercare di conoscere e magari confrontarli col vostro adorato Weiss per poi riparlarne) e alla loro esperienza pratica,mi dichiaro contrario agli spacciatori di droga legalizzati,a quei “medici terroristi” (e questo non è un giudizio che dai? visto che,velatamente,accusi me di giudicare) che tu hai conosciuto,capaci solo di stordire con gli psicofarmaci a te questa mia contrarietà sta bene vero? Anche loro,questi “terroristi” hanno fatto scelte diverse dalle mie,anche loro hanno una concezione diversa dalla mia. Solo che è diversa anche dalla tua!Quindi il mio disaccordo da loro a te sta bene!Dunque la tua coerenza e la logicità strutturale del tuo ragionare?
    Devo dirtelo (anch’io ho rispetto per me stesso): l’astio che traspare dalle tue parole mi fa capire che fatichi ad accogliere punti di vista non in sintonia coi tuoi. Non è una “diagnosi”,ma quei “medici terroristi”,rigidi seguaci del DSM IV (il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) con “facilità disumana” vedrebbero in tali condotte un “disturbo schizotipico di personalità”.Quindi attenzione!

  • 25
    ventolibero -

    Sulla psicanalisi ho già detto ciò che andava detto. Ma a me pare che voi cerchiate più le favole e le magie che non affrontare una serena e al contempo impegnativa riflessione su voi e la vostra storia,pregressa e presente. Una parentesi: ma io cosa ho mai detto di essere? Non ricordo di aver dato mai definizioni di me stesso!Quando mai mi sono descritto come umile,sensibile ecc. Ho semplicemente raccontato e partecipato le mie esperienze umane,emozionali e professionali. Le impressioni le ricava chi interagisce,come è ovvio che sia.
    Ritornando a quanto sopra,ripeto,stesso meccanismo degli psicofarmaci. A tal proposito Kafka in Confessioni e Diari diceva che “scrivere ricette è facile,intendersi e capirsi con chi soffre è molto più difficile”. Il suggestionismo agisce allo stesso modo: illude e aliena!
    Francamente non capisco come sia potuto accadere che,a commento di una mia riflessione (sulla compassione,sulla quale tu e i tuoi neanche una parola,perciò la metafora del mal di denti) si sia scatenata una discussione su insulsi argomenti come la parapsicologia. Il solo fatto di trovarmi ora “costretto” a parlare di Weiss mi offende. Se andassi dai “miei matti” a proporre “terapie” alla Weiss certamente mi sentirei rivolte le parole di una canzone di Guccini che ben conosce l’ “amico” Mario,dal quale tutto è partito: “tornate a casa nani,levatevi davanti,per la mia rabbia enorme mi servono giganti”.
    Quanto alla new age: Messaggi dai Maestri mi ha fatto rivivere le banalità e scempiaggini contenute ne L’Alchimista di Coelho. D’altronde,qui sei tu l’ignorante (permettimelo eh),la parapsicologia è stata precorritrice del movimento new age.
    Se tu e quanti come te avete tratto vantaggio e benessere da tali “trattamenti” ne sono ben felice. Posso però permettermi di avere diverse concezioni? Mi è consentito rifarmi a diversi approcci? Sia pure rigettando,con espressioni forti quanto è oggettivamente dannoso e pericoloso? Non è una novità che quando è detta la verità su qualcosa,in genere,si scateni l’astio e il livore di quanti si beano delle loro illusioni! Non è normale ma è usuale quindi è normale.
    Devo dire che questo è un atteggiamento che non appartiene a Mario! Dissentiamo su diverse cose,quasi su tutto,ma il dialogo è sempre pacato,disteso,civile. Di confronto e di rispetto.

  • 26
    ventolibero -

    Non ho mai inteso dire,né tanto meno pensare,che tu e altri siate dei suggestionati (semmai vittime),semplicemente,facendo un ragionamento oggettivo,dire che quelle sono metodiche che fondano il loro agire proprio sulla suggestione. Se hai onestà intellettuale dovresti ammetterlo! Tuttavia,sono presuntuoso lo so,non mi occorre avere una tua conferma. E’ cosi ed è questa la ridicola tragedia: se ne conosce la negatività e non ci si sottrae ad essa. Anzi,si propaga,si promuove l’inutile e il dannoso. Le difficoltà accecano è proprio vero. Tuttavia non è certamente una colpa! Purtroppo va così,quando si sta male ci si aggrappa a tutto!
    Ripeto,con maggiore forza:si tratta di scempiaggini adatte a soggiogare chi si smarrisce nella propria “crisi esistenziale”(e questo non significa dire che una di queste identità in crisi sei tu. Mai mi permetterei) che certo non è il dolore di cui io intendo parlare. Sai,ti do una notizia: c’è chi queste “crisi esistenziali” non se le può permettere.
    Il dolore cui faccio riferimento,il dolore che mi sfida ogni giorno e mi da un senso di impotenza eh… E’ ben altra cosa eh. Sei mai stata a contatto con uno schizofrenico catatonico?Ti sei mai fatta compagna di quel suo camminare col cuore vuoto,col cuore spento,col cuore di pietra ma che pure,qualche volta,aspetta disperatamente che un’ondata d’amore torni a riscaldare il mondo,il suo mondo sempre in bilico tra realtà e delirio? Hai mai avvertito,standogli accanto,il suo abissale senso di strappo e lacerazione?Ti è mai capitato di dover affrontare (senza contenzione per giunta,sono un po’ matto:ho l’ardire di slegare i “matti”,dovresti vedere l’astio degli infermieri! Ma il medico sono io e mi devono “obbedire” ) il vortice furioso di una improvvisa riaccensione psicotica da uno stato pregresso di inibizione chimica,i suoi deliri,le sue allucinazioni e,finita l’emergenza,le percezioni distorte di un proprio mondo in frantumi che si cerca disperatamente di ricostruire?
    Hai addosso quelle vite lacerate e da esse non puoi sfuggire: sempre con te anche quando ti feriscono,anche quando ti distruggono,anche quando ti annichiliscono!
    Non credo che puoi capire di cosa parlo. Certe esperienze bisogna viverle,bisogna farsene carico! I miei mari…

  • 27
    ventolibero -

    Ti è mai accaduto di stare accanto a un depresso vero,accanto a quell’angoscia stremata del suo volto e del suo sguardo che sigilla ogni cosa?Ma ormai,almeno stando a quanto viene scritto su questo sito,tutti siamo “depressi”.Perciò ti sarà capitato certamente!
    A parte questo soffio di ironia,come vedi parlo di DOLORE,dolore vero,autentico,logorante,lacerante che avvolge con la sua cappa di solitudine. A fronte di tale malessere non desiderato, c’è chi della vita sente un peso insostenibile. Considera la vita una malattia non cercata, una inevitabile condanna. A quel punto la morte diventa l’ultima difesa inconscia all’insopportabile minaccia di dover esistere per costrizione. Cerchi di farti compagno di un simile cammino di devastazione solo che poi ti accorgi che la realtà che speravi (meglio ti illudevi) di conoscere si allontana sempre di più dalla cornice di chiarezza che sembrava acquisita, e a quel punto si sfaldano convinzioni e certezze.
    Non credo,per tua fortuna,che tu abbia vissuto tali esperienze,anche solo di contatto.
    Loro non rinunciano al loro dolore,perche soltanto il dolore può restituirgli il senso della realtà. E allora la verità,mia cara “amica” è che davanti a certe esistenze e a certi strappi laceranti bisognerebbe inchinarsi! Bisognerebbe tacere! Ma ormai ogni alito fa rumore, e capita che arrivi qualche “messaggio” di un qualche “maestro” a profanare il silenzio e l’angoscia! Ormai scatta l’applauso per ogni tragedia!
    La medicina ha il compito di debellare tali indicibili sofferenze ma, nel tentativo di debellarle velocemente,spesso con le suggestioni come nel caso di Weiss,fa accettare alla gente i rischi della “cura” (il virgolettato sempre in riferimento a Weiss come pure,sempre in suo riferimento,va usato con il termine medicina)piuttosto che quelli della malattia.
    I vaghi malesseri esistenziali,quindi,io non me li posso permettere proprio perché navigo per i miei mari. E i miei mari non sono certo i tuoi mari! Vai a farti un giro in quegli inferni disumanizzati degli SPDC (servizio psichiatrico di diagnosi e cura)e conoscerai i miei mari. Conoscerai i miei “equilibri”! Conoscerai le mie “meraviglie”! Conoscerai i miei significati! Io,in questi inferni,gioco il mio destino! Se mai ti capitasse di passare per Lecce (ammesso che tu non sia di quelle parti) possiamo stabilire un incontro (non ho problemi a lasciarti mail e cellulare)e organizzare una traversata. Per i miei mari! E nei miei mari il vento soffia forte.

  • 28
    ventolibero -

    Se te la senti,l’invito è aperto! Poi vediamo se riuscirai a mantenere la sufficienza che dimostri nel tuo post!
    E poi scusami:ma come fai a dire che se una risposta non è di “natura pessimistica non e di mio gradimento”? Ma se non faccio altro che parlare di fiducia,speranza,coraggio? Se proprio in una risposta a un commento esorto a concepire l’uomo,anche il più abominevole o meglio,chi ha compiuto atti abominevoli,come “infinita possibilità”?
    Come hai potuto vedere,ho detto che per me il pessimismo e l’ottimismo è sprofondare nello stesso abisso di banalità. Io mi soffermo su ciò che esiste ed è vero! Si faccia,se non chiedo troppo,almeno lo sforzo di comprendere quanto uno va dicendo per favore! A questo punto devo pensare che tutto ciò che dicevi di me e delle mie condotte nei tuoi commenti alla mia precedente lettera erano,o frutto di malafede,oppure travisamento dei miei concetti. Anzi,direi proprio distorsione del vero. Confesso la mia impotenza di psichiatra: mi hai letteralmente mandato in tilt! Non riesco a dare una risposta,non riesco a intravedere una logica in tutto questo. Il dissentire va bene (su Weiss abbiamo,certamente,pareri che sono agli antipodi e di certo la mia lontananza da lui l’ho palesata con espressioni forti e decise)ma il livore e l’astio che erompe prepotente dalle tue parole proprio non lo capisco. Ripeto:se mi fossilizzassi sul DSM avrei già ricavato una facile e riduttiva spiegazione,ma io l’ho sempre considerato privo di ogni fondatezza scientifica!
    Ultima nota: “credo che la vita ha un senso”! Come a dire che per me la vita è priva di senso! Questa è pura malafede! Qual è il senso di tutti gli apprezzamenti che,bontà tua,hai manifestato se con questa affermazione di fatto affermi che per me la vita non ha senso? Com’è: plaudi a concezioni che in fondo ti ripugnano?
    Dico che è malafede perché,se così non fosse,tali palesi contraddizioni sarebbero percezione alterata del reale,sarebbe dissociazione mentale,sarebbe,per intenderci,schizofrenia. Fermo restando che io apprezzo più questa che quella!
    No,cara “amica”,tu questo a me non puoi venire a dirlo:io ho scelto di investire la mia vita non nel volontariato ma nella difficile arte della compassione. E l’arte, qualsiasi arte dicevano i romantici, è grande quanto le emozioni che riesce a suscitare, quanto i turbamenti che riesce a provocare.

  • 29
    ventolibero -

    Gli psichiatri,in genere,sono quei medici capaci solo di trovare anomalie in ogni comportamento. Se leggi quel manuale (la Bibbia di tutti gli psichiatri organicisti del mondo,scoprirai che praticamente tutto,ogni condotta umana è malattia. Io mi rifaccio alla corrente fenomenologica,anche per auto protezione perché per il mio modo di affrontare la vita rientro prepotentemente nei quadri nosologici di patologia ivi descritti. Quindi con me non corri rischi ).
    La vita è meravigliosa? Mah,può darsi. Certo è che la vita è un incontro!
    Brian Weiss. Mi è capitato tra le mani qualche suo testo ma,dopo aver letto uno di questi,Messaggi dai Maestri e visto le allucinanti farneticazioni ivi contenute ritengo di poter fare tranquillamente a meno della sua “conoscenza”. Ho prestato servizio,come medico,come laureato in Medicina e Chirurgia e non come psichiatra perché ancora non lo ero,per poche settimane,presso una comunità di recupero dalle tossicodipendenze che adottava metodi,diciamo, “alternativi”?,che si rifanno alle “metodologie” parapsicologiche. Ho visto le tragedie a cui fanno approdare. Quindi anche qui:attenzione!

  • 30
    ventolibero -

    L’arte della compassione dipana le sue coordinate alla ricerca di una possibile strada di salvezza attraversando i sentieri del travaglio,della sofferenza,della miseria,della solitudine ma anche dell’entusiasmo,della gioia e della fiducia. Io lotto ogni giorno per cercare di ridare un residuo di senso a delle vite che per i molti troppo presi dalle loro “recitate euforie”,sembrano non averne più alcuno,per cercare di colmare quel vuoto incolmabile che ti priva della percezione di te stesso.
    E cerco di farlo senza ricorrere alle scorciatoie,che siano psicofarmaci o fantomatiche regressioni a vite precedenti.
    Con me puoi parlare liberamente senza timore di riuscire troppo “dura”. Fosse questa la durezza che devo affrontare ogni giorno.
    Io certo,devo ancora molto navigare per i miei mari,indubbiamente,perchè l’uomo è un’infinita traversata solo che,diversamente da te,io sfido la furia dei venti e cerco il senso del mio andare camminando col ritmo lesto di chi fugge nella notte e con quello lento di chi sta per cedere. Ti rinnovo l’invito!
    Nel risponderti ho cercato di muovermi in punta di piedi ma di essere anche franco e schietto!
    Ora scusami,ma i miei mari,le mie onde aspettano!
    Ah,quanto al “sublime” Brian Weiss prenderò ripetizioni,cercherò di colmare questa imperdonabile ignoranza del suo splendore!
    P.S Per chi vive il DOLORE vero: le scorciatoie non servono. Non perdetevi in mezzo al rumore,in mezzo alle distrazioni,in mezzo alla chiacchiera! Piuttosto si rinnovi in noi il coraggio e la speranza,non deragliamo nei facili e rassicurativi sentimentalismi da parapsicologia. Alla fine sarà tragedia! Solo tragedia!
    Alessandro

  • 31
    ventolibero -

    Mario,una domanda a te:quali sono i vantaggi e le conquiste raggiunte in cinquant’anni di psicofarmacologia? La mia risposta puoi gia immaginarla perciò andiamo avanti. Dico solo che le mie considerazioni sono suffragate e corroborate da ciò che i miei occhi partecipi e spesso inumiditi (non ho vergogna ad ammetterlo)mi danno da vedere e quello che vedo è una precarietà umana estrema che i farmaci aggravano1
    Capisco che la mia enfasi,la foga e l’ardimento che traspare dalle mie parole può dare adito a equivoci,può fare credere che io faccia non altro dche delle “passerelle” (non me la prendo assolutamente,anch’io al tuo posto mi sarei espresso con le tue parole) ma,non si tratta assolutamente di questo nè di autocompiacimento letterario e culturale ma solo e unicamente di passione.Ho espresso la mia distanza da Weiss in termini fermi e decisi ma non intendevo assolutamente accusare chi,come voi,per superare le vostre difficoltà e i malesseri che vi gravano dentro ricorre a queste soluzioni solo,mi prmetto di dire,che ai dolori che io incontro ogni giorno non posso proporre tali soluzioni.Detto questo mi scuso con tutti coloro che nelle mie parole hanno intravisto scarsa sensibilità per il loro disagio.
    Io rispetto tutti ma certo non posso dire di stimare tutti e percò mi espongo e rischio,gioco le facili comodità delle mie noie quotidiane in difficili contesti.
    Rispetto il tuo tentativo di superare le tue difficoltà ricorrendo a soluzioni che non condivido e mi sono lontane e,ancora una volta,chiedo umilmente scusa se sono apparso saccente e presuntuoso ma,consentimelo,non venirmi a illuminare sugli effetti benefici anzi,a questo punto miracolosi,dei farmaci il cui largo uso e diffusione giova e conviene solo e soltanto alle case farmaceutiche a algi psichiatri con queste conniventi. L”invito rivolto a Tiffany lo estendo,pubblicamente anche a te. Venite e insieme guardiamo in faccia il dolore,quello vero e autentico e confrotiamo,civilmente e serenbamente i nostri diversi punti di vista. Quanto all’aut aut Cassano – Weiss è un pò riduttivo.Esistono altri orientamenti in psichiatria che non siano la parapsicologia e l’organicismo di Cassano.Io mi rifaccio alla psichiatria fenomenologia il cui oggetto di “indagine”non è il cervello ma l’interiorità dell’uomo:i suoi sogni,le speranze,le anosce,gli entusismi,gli affanni ecc. Guardo all’esperienza di questi uomini che hanno osato strade marginali e hanno ottenuto immensi risultati.

  • 32
    ventolibero -

    Io non ho proposte solo ti esorto a conoscere l’esperienza umana,professionale e ideale di Giorgio Antonucci e capirai i miei punti di vista,capirai i miei tormenti nel cercare una strada diversa per dare dignità all’umana sofferenza.
    Quanto a De Andrè mi ha sempre divertito e fatto riflettere ma,più acora,per me è stato,è e sarà sempre un’etica da vivere.
    Ma,come vedi,non disdegno nemmeno Guccini.Battiato no,troppo cerebrale!Quanto ad Hesse,di lui preferisco Il lupo della steppa,questione di gusti.
    In conclusione,ancora sincere scuse per gli equivoci che ho generato.e una richiesta di perdono per essere apparso per quello che in realtà non sono.
    Rinnovo l’invito a te e a Tiffany!
    Alessandro

  • 33
    toroseduto -

    Mi rendo conto del peso che ti sei caricato sulle spalle, e non metto in dubbio la tua “compassione” avresti potuto adagiarti nei sentieri facili, e sono felice per te che non li hai percorsi. In effetti tutti
    vorremmo agire in concreto, non per sè stessi ma per l’altro, l’amico fragile. Ma prima di dare bisogna avere, e non mi stanco nell’affermare che ho vagato per mille strade, ho rinunciato a facili
    armonie (deformazione personale)mi hanno sempre affascinato gli innovatori. Resta un fatto. Le cose migliori le hanno partorito gli autodidatti. Lennon, Hesse, saprai bene che era un depresso cronico,
    lo stesso Guccini. Purtroppo alla mia età si smette di credere ai giganti! Sapessi quanti mi hanno deluso!
    Ho due sorelle vicino ai 70, vado a trovarle ogni tanto, fanno terapia di gruppo. Recitano il rosario tutti i pomeriggi assieme a una
    folta schiera di coetanee. Mi piace mettermi nella stanza accanto e ascoltare, danno un senso di pace. questo intendevo nel dire a ciascuno il suo…Continua la tua strada, stai attento al lupo di Hesse, tanto cambierai idea mille volte, capita a tutti, le certezze di oggi diventano rimpianti. Io ero un attivista nel 68, ora non vado nemmeno a votare! Non vedo giganti in giro, un nano che dirige un gregge…a volte mi devo tappare le orecchie. E’ un commiato questo.
    Almeno su questo argomento, interessante ma troppo squilibrato. Non te ne rendi conto? L’Avvelenata è nelle tue corde, anche se Checco ne ha preso le distanze, però è servita a tanti ex giovani come me. Ciao
    Mario

  • 34
    ventolibero -

    Ciao Mario,oggi non sto lavorando e sono al mare.Concordo pienamente con quello che dici:certamente la vita,nel corso del suo scorrere,ti darà occasione di constatare la friabilità e fragilità di tutti quei muri(leggi certezze)che avevamo alzato pensando che dietro di essi fosse sempre possibile ripararsi all’accenno della più lieve folata di vento che ci minaccia.Fuor di metafora io,pur nell’esiguità dei miei ventt’otto anni di vita,infinite volte ho assistito allo svanine di tutte le mie facili illusioni.C’è la necessità del cambiare idea però,come sai,ci sono anche principi e valori che sentiamo profondamente e ai quali mai saremmo disposti a rinunciare.E come tu mi insegni,questi non sono illusori muri (certezze) che crediamo ben saldi e solidi ma ispirazioni e speranze che ci entusiasmano nelle lotte.Penso a uomini come Giovanni Falcone,Paolo Borsellino e a tanti altri. Nel mio campo (la medicina) penso a chi lascia tutto e va a operare in zone di guerra,di fame,di miseria estrema e,per venire alla psichiatria,penso a Giorgio Antonucci.Poi ognuno,certo,segue le proprie personali strade dell’entusiasmo e dell’affano.Nella mia miserabilità,cerco di farlo anch’io e ti assicuro che è davvero strano incontrare uno psichiatra che si oppone ai farmaci.Ammetto che ci siano state situazioni dove l’uso di questi abbiano dato un qualche “aiuto” ma,quasi nella totalità dei casi,questi macellano il corpo e stuprano l’anima.
    Concordo altresì con te riguardo i tanti “giganti” che vediamo in giro.Chi sono io per distoglierli dalla loro tragica illusione? Lascio che si credano tali. Spesso capita,nelle difficoltà familiari,di crederci capaci di poter risolvere ogni contrasto e risanare ogni diatriba.In casa mia vivo delle difficoltà hce mi danno il senso vivo della mia impotenza.Quanto è difficile fare lo “psichiatra” con i propri affetti! E,in questo senso,comprendo benissimo le virgolette che usi con la parola compassione.Penso a mia madre che oggi rifiuta di sottoporsi a tutti i necessari controlli post-operatori-carcinoma al pancreas-dopo che mia sorella è andata via di casa è non da più notizie di sè.Ma penso anche a lei,mia sorella,a questa mia sorella di 23 anni che non ha più retto i costanti giudizi e confronti(con me) di cui era fatta oggeto.Lei,ragazza fanatica delle palestre,forzata degli sballi da discoteca,”menefreghista” e presa unicamente dal suo ego.Io,dalla sensibilità estrema,”candido e angelico” che si è logorato i suoi occhi azzurri sulle parole.

  • 35
    rossana -

    ventolibero,
    le tue parole sono un diluvio, e mi lasciano perplessa.

    non conosco Weiss, nè sono esperta in psichiatria, ma credo fermamente che ognuno debba trovare la sua strada.

    l’uomo e il mondo sono un infinito in cui è facile perdersi. anche la suggestione può dare un piccolo aiuto, se adatta alla persona che la predilige…

    è giusto avere i propri principi e i propri orientamenti. personalmente li ho ma non mi sento di negare in modo assoluto quello di altri esseri umani, anche se, magari, non li condivido affatto…

  • 36
    ventolibero -

    Quante stronzate nella vita eh? Ed è tragico che noi ci vantiamo e beiamo di queste.Come mia sorella nonn è solo questo,certamente io non sono “candido e angelico” come dicono.Ricordo,e la cosa mi fa ancora sorridere,che il mio parroco,ai tempi del catechismo,insisteva con mia madre perchè diventassi chierichetto perchè,diceva lui,”con quell’aspetto angelicato non può non esserlo”.Tutto è apparenza!Il mio apsetto poi,non posso dire di sapere da chi lo abbia ereditato.Dalla mamma e dai suoi non certo,forse da mio “padre” ma,pur avendolo a distanza di 4-5 km da dove io sto non l’ho mai visto.Nemmeno questa certezza posso avere!
    Sì,hai ragione caro “amico”:i lupi sono molti e sempre in agguato!Possibili difese?Lascio aperta la domanda…
    Una mia,possibile,risposta è il mare (sono nato e vissuto i miei primi anni a Genova,città di mio nonno)che sempre è il mio approdo quando lo sgomento e il malessere sale prepotwente a invadere il mio animo.Ho la patente nautica (ho preso il diploma superiore all’Istituto Nautico di Gallipoli)e ogni volta che “nell’anima mi sale come un novembre umido e piovigginoso” (perdona la citazione,è Melville)allora mare,mare,mare.
    Grazie per le tue considerazioni!
    P.S Il fatto che Tiffany non abbia risposto alle mie considerazioni seguite ad un suo intervento mi fa pensare che forse-dico forse-quando parlo di una sua possibile-dico possibile-malafede non sono del tutto in torto.
    Forse ho utilizzato una logica un pò troppo da psichiatra con la quale mi sono permesso di evidenziare le palesi sue contraddizioni.
    Mi credete allora se dico che la psichiatria può fare danni? Io ho perso un’ “amica”.
    Alessandro

  • 37
    tiffany -

    @ventolibero
    Ieri non ero in casa,sai mi relaziono anche lì fuori,oggi mi risulta difficile poter rispondere a tutto ciò che hai scritto.
    Il mio nome non lo metto per motivi personali,almeno per il momento è così..
    Volevo risponderti ad alcune cose:
    1, si sono stata a contatto con gli schizofrenici,certo non come te,per due anni mi sono “divertita”con loro perchè cantavo nella loro stanza “di ricreazione”,lo facevo per un’associazione.
    Ricordo ancora(sono passati vent’anni ne ho 37)il sorriso sdentato di Rita,che mi rubava sempre il microfono per cantare l’Ave Maria,loro ridevano,a volte,gridavano,piangevano.
    Mi ha arricchito quella esperienza.
    2,si sono stata accanto a un vero depresso,oltretutto alcolista : mio padre.
    3,non mi sento vittima,ma ho intrapreso con consapevolezza le mie scelte.
    sbagliate che siano sono le mie scelte.
    vedi la malafede di cui parli l’hai tu,hai subito sospettato che io avessi la coda di paglia,ma ero al cinema a vedere” Benvenuti al sud”..e non ho acceso il pc fino ad oggi pomeriggio.
    4,L’arte della compassione è a prescindere da chi ti trovi accanto,sia esso uno schizofrenico,uno sano,un medico,un clochard,la compassione se vera è per tutti.e proprio per i motivi che ti hanno fatto conoscere su questo sito(sei tu che dici di essere contrario alla cinicità dei tuoi colleghi) avresti dovuto provare compassione anche per me,non sbattermi in faccia che secondo gli psichiatri potrei essere affetta da” disturbo schizoide di personalità”
    5,io oggi non sono più incavolata con te,mi è passata,ma questo non significa che sono un incoerente,non rinnego affatto nulla di tutti i post che ti ho scritto,anzi li trovo assolutamente appropriati agli argomenti trattati.
    Del resto anche altri si sono dissociati dalla tua ultima lettera..
    6,diciamo che Lecce è moooolto lontana da dove abito,ma potrei anche capitarci,nella vita non si sa mai.
    Tiffany

  • 38
    Tiffany -

    dimenticavo…io litigo,ma poi faccio la pace,il rancore lo lascio fuori di me,gli scambi di opinione coloriti,possono anche essere costruttivi,spero sia il nostro caso.
    Tiffany

  • 39
    ventolibero -

    Rossana,ti posso chiedere la cortesia di chiamarmi Alessandro?Credo che sia più bello,più vivo e più vero e,oltremodo,meno spersonalizzante!
    Quanto alle tue considerazioni,concordo pienamente con esse e,credo di aver già detto tutto e quindi di averti già risposto. Lungi da me il voler mancare di rispetto a quanti percorrono strade che mi sono lontane,nella foga e nella passione è trasparsa,purtroppo,una distanza che non c’è da questi disagi. Vedi,mi capita spesso di lasciarmi trasportare da una passione impetuosa e questo è certamente una male perché poi,inevitabilmente nascono degli equivoci e delle incomprensioni e qualcuno,come te,con ragione rimane perplesso. Tutto questo ardimento è dovuto al fatto che interpreto,concepisco e cerco di svolgere il mio lavoro non come un qualsiasi mestiere. Per me è autentica vocazione!
    Ho le mie pecche purtroppo che sono molte e limitanti. Tuttavia,devo dirlo,il semplicismo e la sufficienza di Tiffany nel suo ultimo commento mi hanno “costretto” a ricorrere a metodi da psichiatra per evidenziare palesi “““anomalie”””(vedi il pericolo di uno psichiatra?) e forse lei,vista la sua non risposta,ne ha tratto spavento. Mi scuso di questo però,il dialogo e il confronto vero e sincero nella vita è fondamentale. Guarda con Mario (Toroseduto) col quale pure sono in disaccordo su molte questioni.
    In conclusione,davvero,sincere scuse se la foga dei sentimenti ha lasciato spazio a delle incomprensioni.
    Comunque,confermo il mio pensiero su Weiss,le suggestioni e la parapsicologia. Con questo,hai ragione tu:ad ognuno le sue strade per la felicità!
    Alessandro

  • 40
    rossana -

    Alessandro,
    se desideravi essere chiamato con il tuo vero nome, perchè non ti sei iscritto al forum con questo?

    rossana è soltanto il mio nick, e non ho nessuna intenzione di tradurlo con il mio vero nome…

    adeguati alle regole generali se vuoi evitare di far confusione fra chi si presenta in entrambe le vesti e chi preferisce l’anonimato. consenti a chiunque di rivolgersi a te come meglio crede. sii flessibile…

  • 41
    ventolibero -

    Rossana,liberissima,ci mancherebbe,di adottare il nome che più desideri e che meglio ti esprime ma,credo che tu abbia voglia di polemizzare ad ogni costo! Ora,non avendo altri pretesti,ti aggrappi al nome. La mia è solo una gentile richiesta di essere chiamato Alessandro (ti sono grato di averla soddisfatta). Al di là del nick (che rievoca in me emozioni e commozioni particolari),dato che lo rendo noto,quale fastidio crea nel pronunciarlo? Vuoi polemizzare anche su questo? Padronissima! Se permetti però (mi perdonerai l’inflessibilità vero?)io mi tiro fuori.
    Veniamo alle cose serie. Tiffany (se puoi ti prego di chiamarmi Alessandro) sono felice che tu abbia più certezze di me. Ho parlato di malafede sì,ma sempre accompagnando questo termine con l’avverbio “forse” e l’aggettivo “possibile” mentre tu lo usi con certezza e sicurezza. Sottigliezze dirai tu. Hai ragione! Domanda: Ti sei “dissociata” (termine da usare con cautela) dalla lettera “NON SO DIRTI QUELLO…” o dalle mie considerazioni in merito a Weiss (che confermo)? La mia distanza da lui,non è un pregiudizio verso di te a altri che in lui vedono la possibilità di un qualche aiuto ai loro disagi e malesseri. Con foga e con passione (per le quali ancora una volta mi scuso se hanno generato incomprensioni) intendevo semplicemente dire che quelle sono soluzioni che mi sono personalmente lontane e che non condivido ma,più ancora,che non posso ricorrere a queste per cercare di dare un minimo di sollievo ai dolori che mi interessano e mi interrogano come uomo prima ancora che come medico e psichiatra. Ti apprezzo se,stando a contatto con sofferenze estreme ne sei “uscita” arricchita e con maggiore sensibilità. Tanti,al contrario di te,si sono persi purtroppo. Io,comunque,non lo faccio per volontariato ma per vocazione. Questa è la mia vita: ogni mattina,per dirla con Anna Oxa “sbadiglio sopra un cappuccino,pago il conto al mio destino” e via di corsa verso l’inferno. La compassione cerco di viverla come uomo,come figlio,come fratello e,infine,come medico. A Bologna,dove ho studiato,sono membro dell’Associazione dei Medici di Strada composta di soli medici e infermieri,presente in tutti quei luoghi cittadini che fanno da ricettacolo di umani destini alla deriva,di vite devastate da una cascata di illusioni bruciate dagli eventi della vita e dal destino: stazione centrale,giardini di periferia,quartieri popolari… realtà dove la violenza e la crudeltà dell’uomo erompono distruttive.

  • 42
    ventolibero -

    Luoghi,se mi è permessa una metafora,dove il vento vola e se ne va ma dove ancora ci sono ali che vogliono volare. Rossana,ecco il significato del mio nick.
    I barboni (il termine clochard non mi piace),i tossici,gli sbandati,quelli,come canta Jannacci,con le scarpe da tennis per necessità e non per moda,quelli che non sanno dove andare e ci vanno lo stesso,quelli senza una lira e senza niente,i prigionieri di un carcere o di un sogno che non si realizza e forse mai si realizzerà,quelli che non sono degni d’attenzione né da vivi né da morti,gli emarginati,gli spiantati,i sognatori,i reduci dalla guerra o dalla vita sono stati sempre i miei compagni non perché con loro mi sento solidale ma perché sono uno di loro. Ma oggi,indosso un camice bianco,ho sulla mia auto lo stemma dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e tutti mi chiamano Dottore. Grandioso il mio De Andrè,proprio immenso il grande amico Faber!
    Sono uno di loro perché come loro sono consapevole di essere un idiota che non può fare nulla per arginare tutto il male che lacera il mondo. Il nostro piccolo mondo. Il mio mondo familiare ad esempio,con una madre di appena cinquant’anni sicuramente depressa(dovrei imbottirla di cipralex?) e con un tumore che la divorando e che lei non vuole più combattere e una sorella che si sta perdendo nel vortice dei suoi rancori.
    Sai,cara amica (e questa volta senza virgolette) alle volte,mi viene da pensare: “Ma che c.... ci sto a fare qua? Ma vaffanculo a tutto e a tutti,vorrei prendere un fiammifero e bruciare tutto questo schifo,questo marciume,questa ingiuria” . Perdona il parlare “forbito”,il mio è un ironico e amaro sfogo.
    Io,nonostante l’apparenza, “angelicata” come diceva il mio parroco,sono una persona inquieta e tormentata e per placare il mio senso di sgomento e insoddisfazione prendo la barca e me ne vado via sopra un’onda che mi porta. Mi lascio graffiare il viso e corteggiare l’anima dallo sciabordio delle onde e dall’infuriare di un vento gelido che è il che si abbraccia al gelo della ma anima.
    Detto questo,nemmeno io ho rancore e concordo sul fatto che il confronto aspro e crudo ma vero e sincero può dare origine ad un rapporto più vero,più vivo,più libero! Allora…PACE?
    Con amicizia,
    Alessandro

  • 43
    tiffany -

    @Alessandro
    ovvio di si,ti abbraccio tanto
    prendi un pò di onde anche per me…abito nella città che hai mensionato,se avevi i capelli un pò lunghi qualche anno fa è probabile che io e te ci siamo conosciuti.
    A presto
    Tiffany

  • 44
    rossana -

    Alessandro,
    non ho nessuna voglia, nè avrei alcun motivo, per polemizzare con te.

    in ogni caso, francamente, non mi piace il tuo modo di porgerti. vuoi sempre avere tutta la scena, come con i tuoi malati. ti piace incantare con le parole, che usi molto bene, ma a me le parole non bastano, e nemmeno mi soddisfa la sostanza che le sorregge.

    una laurea non basta per fare un buon medico. spero tu sia più serio e meno sfarfalleggiante nella tua professione.

    scusa la sincerità, abbastanza priva di compassione.

  • 45
    ventolibero -

    Tiffany no,non ho mai avuto i capelli lunghi. Una folta chioma bionda,quella sì ma,non così lunga da poter fare una coda di cavallo.
    Tutte le considerazioni espresse,con fermezza e decisione da parte di entrambi,non hanno guastato il dialogo e il confronto,sia pure virtuale,bello e sincero che avevamo avuto modo di instaurare. Ne sono davvero felice!
    Perdona l’espressione “disturbo schizoide …”,non intendevo certo dire che tu ne sia “affetta,era per dire che molti psichiatri sono facili a etichettare le persone in modo davvero “disumano” oltre che privo di deontologia umana e professionale! E puoi facilmente immaginare quali ricadute,nella sua dimensione interiore e sociale,assuma una diagnosi psichiatrica nella vita di una persona! Ricevere una diagnosi psichiatrica non è minimamente paragonabile a una qualsiasi altra diagnosi medica perché,comporta pregiudizio,emarginazione,scherno ecc. Sono cose ovvie,purtroppo,è inutile dilungarsi. Così sei di Bologna? Ah,che anni esaltanti quelli! Che nostalgia,che poesia,quale candore e ingenuità… Ma,anche quanto affanno,quanto impegno,quante speranze e attese. Mi capita di ritornarci ogni tanto per l’Associazione di cui ti parlavo e per rivedere degli amici.
    Quando la stanchezza ti prende e il malessere sale prepotente e superbo in te,è un “consiglio” il mio,le virgolette sono d’obbligo sennò l’amico Faber (De Andrè) si irrita,vai al mare,con me funziona sempre. Sarà che il soffio leggero di Genova dove sono nato non ha mai smesso di agitarmi!
    Adoro Genova,mio nonno era di lì e ogni volta che mi è possibile non so resistere alla malia del suo mare di ponente! Sto pensando di fare una pazzia: andarci in barca! Mah,poi vediamo…
    Grazie per l’abbraccio,lo ricambio con affetto e amicizia!
    Alessandro
    Rossana,no-comment! E mi riferisco a “come con i tuoi malati”. Invidio la tua pretesa di poter giudicare con tanta sicurezza e facilità e di capire tutto quanto così fulmineamente! Che ci sappia fare o no,con le parole ci lavoro,altrimenti,in alternativa,solo la chimica!

  • 46
    rossana -

    Alessandro,
    il mio non è un giudizio: è soltanto un’opinione, o meglio una sensazione personale, derivante dal mare di parole che hai scritto. davvero troppe, a mio avviso…

    nella vita a volte è più utile un parere critico che un’infinita serie di applausi.

    buon lavoro e buona vita!

  • 47
    Tiffany -

    @ale
    Sono d’accordo,poi per me il mare,l’acqua hanno un significato particolare..
    A Bologna ci vivo da tanti anni,ma sono meridionale e non so se ci rimarrò a lungo qui..sono stata in Puglia il mare è caraibico,mangiavo solo friselle( o freselle)…fantastiche!!
    A Genova più di una volta,sono rimasta incantata dai suoi palazzi,dai panomarama mozzafiato,e dall’accento.
    Ad ogni modo visto che oggi sono single conto di viaggiare spesso e se sono dalle tue parti ti faccio sapere
    Ciao a presto

  • 48
    tiffany -

    @Rossana
    E’da un pò che voglio risponderti,ma preferirei in privato,il problema è che non amo lasciare la mia mail su un sito.
    Hai un’alternativa?Avrei cose da dirti..
    Tiffany

  • 49
    ventolibero -

    Rossana insisto,il tuo era un giudizio: gratuito,volgare e meschino (perché tiri in ballo persone davanti alla cui sofferenza dovresti inchinarti e tacere! E ho detto tutto). Ma,nel definirlo così,anche il mio lo è,lo ammetto!
    “Nella vita a volte è più utile un parere critico che un’infinita serie di applausi”. Altro giudizio! E ti pare che se fossi in cerca di applausi mi complicherei l’ersistenza,nel mio lavoro che è l’essenza stessa della mia vita,opponendomi a ciò che viene comunemente accettato,approvato, adottato ed applaudito? Ma di cosa parli? Finché ritieni di avvertire nelle mie parole un “vago senso di autocompiacimento letterario” va bene,lo accetto (anche se di questo non si tratta come ho detto) ma quando hai la pretesa di entrare a gamba tesa in questioni sulle quali dimostri poca attenzione e sensibilità… Beh,a questo punto credo sia inutile continuare.
    E è un giudizio il mio (ho la dignità e la sfrontatezza di ammetterlo): classica persona a cui non va mai bene nulla e incapace di fare autocritica anche se poi,sfidata su questo,cerca di dimostrare il contrario. Sono pur sempre uno psichiatra!
    Buona vita a te!
    Tiffany,contrariamente a te,io sono un settentrionale che abita al Sud per via dell’ “emigrazione al contrario” del nonno (questioni d’amore). Magari poi,quando sono a Bologna,anch’io te lo farò sapere.
    Stammi bene,
    Alessandro

  • 50
    rossana -

    Alessandro,
    non mi pare ci sia niente di volgare nè di meschino nell’esprimere un’opinione su qualcuno che è venuto qui per mettersi in vetrina.

    non è che gli psichiatri abbiano sempre il bastone del comando, nè tu il monopolio della sofferenza.

    inutile continuare anche per me. d’altronde non avevo più niente da dire, nè più alcun interesse a leggerti…

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