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Può una persona dirti che ti ama e ignorarti allo stesso tempo?

di rachel123

La mia relazione dura da quattro anni, passati all’estero, convivendo con lui e lontano dalla nostra Italia. Lui è cresciuto senza il senso della famiglia, con una madre divorziata che non c’era mai e non si è mai curata di lui e del fratello, cosi i due sono venuti su da soli, e il mio fidanzato è stato uno studente modello a scuola ed ha iniziato a lavorare subito dopo il diploma, seriamente e con successo. Il mio quadro familiare è diverso e forse è proprio per questo che sto soffrendo moltissimo. Vengo da una famiglia numerosa, ho altre tre sorelle e coi miei la comunicazione verbale era all’ordine del giorno, si parlava davvero di tutto, e anche a se a volte si discuteva non era male polemizzare un pò sugli argomenti più disparati. Sta di fatto che io sono cosi, un pò impulsiva, testarda, amo parlare, confrontarmi con le persone, essere stimolata intellettualmente, mentre lui è l’opposto, sempre calmo, riservato, taciturno e non si arrabbia davvero mai, proprio mai nemmeno quando dovrebbe…
Gli alti e bassi della relazione ci sono per merito di entrambi, almeno cosi penso.Ci sono per il mio nervosismo, e per la sua totale inespressività, ultimamente sono disperata credetemi. Non comunica niente e insiste nel dirmi che mi ama, che vuole stare con me e sposarmi, ma io sto mettendo in dubbio troppe cose da quando ne abbiamo parlato. Ho paura di fare un salto del genere e trovarmi delusa troppo tardi per rimediare. Credo nella santità del matrimonio e lui no, nemmeno in Dio crede, ok, d’accordo dovrei dire, non tutti credono in un entità superiore, ma la sintesi di questo suo ateismo è che non sembra ci sia davvero niente in cui crede, e penso che non creda nemmeno in se stesso… io gli voglio bene, ma mi sento sola, trascurata. Ignorata, diciamola tutta. Anche adesso sono qui disperata, mentre ho fatto le valigie e sento di voler dare un taglio netto a tutto, non so, forse ho solo il desiderio di vederlo inseguirmi, di sentirmi considerata come dovrebbe essere, ma a lui niente lo scuote, nulla lo preoccupa davvero e dice sempre che il rimedio c’è per tutto, cosi da un po ha iniziato a trattarmi sempre peggio. Si è verificata una discussione perfino per il mio patetico desiderio di preparare la cena insieme il giorno che avevamo contemporaneamente libero dal lavoro.
Sono stordita, non so dove sbattere la testa, che senso ha stare con un uomo se quando sto male lui non è mai qui per me, mi ignora, perchè tanto domani può recuperare e rimettere le cose in pari? Davvero funziona cosi? é una cosa giusta? Qualcuno di voi per amore ha passato quello che sto passando io??? Io non voglio sposarlo se non sono essenziale per lui. E non voglio che lui stia con me per mancanza di stimoli a cercarsi un’altra. Insomma, vorrei chiarire una volta per tutte ma non so come attirare la sua attenzione, trovo anzi che implorare di essere notata e considerata sia mancanza d’amore da parte sua, pur tenendo conto delle sue solite frasi di rito- ti amo, voglio stare con te. Vorrei che stessimo tranquilli. Quest’uomo è di ghiaccio e io non riesco a scalfirlo. Che futuro mi aspetta se lo sposo???

Lettera pubblicata il 22 Settembre 2011. L'autore, , ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.
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Categorie: - Amore e relazioni

La lettera ha ricevuto finora 7 commenti

  1. 1
    Axuel -

    Cara Rachel, credo seriamente che tu stia per prendere la giusta decisione. Lascialo e cambia strada.
    A quanto pare i momenti che hai colto per poterlo mettere alla prova ne hai avuti parecchi, e se lui non ha mosso ciglio per tutto questo, allora vuole dire che è un ragazzo che ha avuto un passato tormentato e ha vissuto sempre in solitudine, o comunque in circostanze dove non ha mai dovuto preoccuparsi di qualcun altro se non solo di se stesso.
    Da come ne parli non credo che ci sia una soluzione per lui. Se si deve migliorare è importante che sia lui il primo a volerlo, altrimenti è inutile.
    Ti dico questo perché anche io sono stato così, sapevo di essere così e ho fatto i salti mortali per poter cambiare, capivo di essere un ragazzo dal cuore di ghiaccio. Di amici ne avevo pochi. Parlavo con poche persone e consideravo solo me stesso, ma col tempo ho capito che tutto questo era sbagliato, e sapevo di non essere felice, perciò ho fatto cose che mi hanno portato a migliorare le relazioni con le altre persone. Ora mi sento molto meglio e sono contento, però come ti ho detto è un desiderio che è nato in me, attraverso la consapevolezza delle mie azioni.
    Tutto questo non scaturisce in tutti noi, purtroppo l’apatia che si sprigiona in certi individui rende difficile anche solo il fatto di non riuscire a capire i più semplici desideri delle altre persone.
    Credo che tu abbia fatto l’impossibile per fargli capire quello che vuoi. Ma se questo non ha portato nessun miglioramento è meglio per te se cambi strada, prima di dover supportare nuovamente la sua indifferenza. Continueresti a soffrire, e probabilmente arriverebbe presto quel momento che ti spezza veramente il cuore.
    Buona fortuna

  2. 2
    Clarissa -

    Ciao Rachel, capisco perfettamente quello che passi… Se ti rileggi e ancora rileggi capirai tutto: e cioè che tu sei già ORA infelice con questo ragazzo, figurarsi se tu lo dovessi sposare. Tra le tante cose che hai detto, tutte chiarissime nel rappresentare – purtroppo – un compagno “assente”, forse anche “anaffettivo”, cerca che cosa significa su internet: e in ogni caso tu non sei uno psicologo, e anche se lui non lo fosse, anaffettivo, hai il diritto ad avere un compagno che ti faccia sentire amata… O un compagno il quale carattere ti piaccia e non ti renda così infelice. Sì, sono stata con uno così. So cosa significa un uomo “taciturno”, passivo, che sembra indifferente alle persone, che sembra non abbia nulla (di profondo) da comunicarci. Dicevo, tra le tante cose che hai scritto, mi colpisce tantissimo questa: “Si è verificata una discussione perfino per il mio patetico desiderio di preparare la cena insieme il giorno che avevamo contemporaneamente libero dal lavoro”.

    “Patetico desiderio”?

    Forse lo era per lui, immagino. O ti ha fatto sentire che ciò fosse patetico. Mentre per me quella proposta è semplicemente una cosa bella. Volevi semplicemente CONDIVIDERE una piccola cosa. La vita è fatta di tante piccole cose: sta a noi goderne. Se trovi un compagno che non gode di nulla, ti trascinerà nel suo nulla.

    Mi dispiace, ma penso che tu ti debba preparare a lasciarlo. Credo che sarà doloroso, ma necessario. Non solo: farai tesoro di questa esperienza. Quando troverai un uomo che tace per tutto il tempo al ristorante a cena, quando ti sentirai sola nonostante tu sia in compagnia, quando troverai un altro che “non comunica” nulla A TE, quando ti risentirai invisibile ai suoi occhi e non considerata, saprai evitarlo dall’inizio. E beninteso, dovrai stare anche attenta a quelli che sembrano in un modo, e poi sono in un altro. A me è capitato: uomini che durante la fase del corteggiamento e i primissimi tempi del fidanzamento erano “brillanti”, amabili conversatori, molto presenti, salvo cambiare una volta fidanzati. Due di loro, persino, se la facevano, fin dall’inizio, zitti zitti (eh sì, erano diventati taciturni…), con altre. Uno di questi, addirittura, quando stava con me era taciturno, quando incontrava, insieme a me, una qualsiasi altra donna, senza nemmeno rendersene conto, che fosse amica o conoscente, tornava “brillante”. La cosa incredibile è che io, in quei momenti, ero pressoché “invisibile”. Vedi: nella sua testa ero la fidanzata, una già conquistata… Non era il caso di impegnarsi a fare “il simpatico”, o a “conversare amabilmente”. Be’, oggi questo tipo di persone le considero, semplicemente, “disturbate” e fondamentalmente inadatte a un (felice) rapporto di coppia, qualsiasi sia la “loro ragione”, non mi interessa. Se vuoi stare in coppia ci stai, se vuoi comportarti come se tu fossi da solo, stai solo.

  3. 3
    sarah -

    sto chiudendo con un uomo simile,privo di emozioni,diceva che voleva me ma mi faceva sentire terribilmente sola e io mi chiedevo sempre cosa provasse davvero,sono andata via lui ora mi cerca ma quando l’ho risentito sembrava non fosse cambiato nulla,lui alla fine è così,non cambierà mai,ciò che mi spinge a non tornare è il fatto che pensando al futuro mi vedo a 40 anni a pentirmi di essere rimasta con lui,a elemosinare un pò d’amore che naturale non gli viene,può essere che lui ami in questo modo ma non è il modo che fa bene a me e struggermi tutta una vita per un uomo che se vede che soffro pre lui dice che tanto le cose si sistemano senza alzare un mignolo per me non ha senso.poi non so bene tutta la vostra storia ma io ho vissuto con lui 2 anni ed è stato l’inferno perchè c’era anche la ex di mezzo,quindi sinceramente o lui si smuove(nel mio caso un pochino lo ha fatto dopo che me ne sono andata ma non è abbastanza)oppure chiudi.Magari ti dà per scontata e crede che tanto tu resterai lì e il tempo sistemerà le cose ma spesso le persone non capiscono che il tempo da solo non fa nulla,l’amore non arriva per rassegnazione,elemosina,per abitudine,l’amore è emozione che ti trasporta e se non viene naturale significa o che non è amore o che ci sono freni che se lui non leva è inutile continuare…io la penso così.

  4. 4
    enduzzo -

    forse nella vità ha imparato a darti x scontata.. ci sei e non te ne andrai. Invece dimostra che non è così e vedi la sua reazione. scuotilo con qcs di forte Oppure prova ad usare la sua stessa lingua e vedi che accade. Ignoralo. Prova a restare, ma vivi e divertiti e ignoralo e vedei la reazione.
    Altrimenti va via senza nemmeno dirglielo ( gliel’hai fatto capire mi pare).

  5. 5
    LUNA -

    E’ vero, esistono persone che hanno un rapporto anche patologico con la loro introversione, il silenzio, il fatto di non riuscire o volere dimostrare affetto… non so se sia il caso del tuo ragazzo, è possibile, o anche no. Quello che in generale penso è che la vicinanza emotiva non è un concetto uguale per tutti. Per alcuni stare più vicini è un bisogno, riconosciuto, vitale, per altri oltre ad una certa soglia è troppo. Come se scottasse. E’ sicuro che le persone che riescono e desiderano entrare meno in contatto amino di meno? Non lo so, penso dipenda da caso a caso. Non tutte le persone che si avvicinano sino al punto di fagocitare gli altri amano di più o meglio, per contro. Scusa gli estremi, ma è per dire che, anche se comprendo le analisi che fai o cerchi di fare sul suo percorso che può averlo portato ad essere in un modo o un altro, e a ciò che lui dimostra o non dimostra, dalla tua lettera salta agli occhi il fatto che così, comunque, tu non stai bene. E potrebbe anche non essere colpa di nessuno, e nessuno potrebbe essere patologico. potreste anche essere soltanto incompatibili. Una persona che ha bisogno di sentire e manifestare maggiormente l’affetto e la passionalità, avere e condividere maggiori interessi, avere una certa visione spirituale, parlare e discutere molto (anche in senso costruttivo, appunto) e che, anche ripensando alla sua infanzia, ha un suo concetto di cosa sia il nido, e di quale sia il nido in cui respira un’atmosfera in cui si sente davvero a casa… e l’altra persona che ha dei bisogni, delle visioni diverse, nido e atmosfere del nido incluse.
    Non mi ricordo chi diceva che con l’andare del tempo il fatto di avere un buon dialogo con la persona accanto e il guardare il mondo in due e parlarne diventa sempre più fondamentale, tanto più quando altri canali di… espressione diminuiscono… oggi come oggi, se c’è chi afferma che la passione di spegne in pochi anni (non sono d’accordo, anche perché la passione e l’affinità sono cose che vanno al di là della semplice fisicità… contano secondo me anche i piccoli gesti e scambi quotidiani, l’esserci per l’altro e al contempo non dimenticarsi di rendersi anche “visibili”) si sa che anche nella terza età la passione spesso non manca… però credo che l’essere in sintonia sugli altri aspetti che fanno sentire a casa sia fondamentale. Che sia pure il sentirsi a casa stando nella stessa stanza non incollati sul divano, ma vicini, però sentendosi veramente vicini e sentendo di condividere delle sensazioni, uno spazio, un’esperienza… scusa se mi dilungo, ma io sono al contempo una persona affettuosa ed estroversa sia introversa, che ama gli abbracci e la parola, ma che ama anche stare nelle stessa stanza sapendo che io e la persona che amo ci siamo, amo i silenzi sani quanto il dialogo… il capirsi con uno sguardo oltre che il poter discutere se necessario… quindi per tanti anni sono stata comunque bene e in equilibrio con una persona che pure somigliava

  6. 6
    LUNA -

    in parte a quella che descrivi… perché anche il mio lui veniva da un’esperienza famigliare molto diversa dalla mia (più affine alla tua), era meno affettuoso e più introverso, io ero quella da cento ne pensa e mille ne fa e lui invece quello più riflessioni e a volte anzi proprio un po’ bloccato… però ci compensavamo anche. Poi però, e forse non saprò mai se i suoi lati che già c’erano si sono semplicemente evidenziati sempre più in maniera insopportabile con la convivenza o se veramente è stata una crisi sua e l’esplosione di conflitti suoi a farlo diventare davvero anafettivo, chiuso, demolitore di iniziative ed egoista le cose sono andate molto male… per me certamente. Forse se lui fosse stato di base più capace di aprirsi e sostenere delle discussioni costruttive avremmo potuto chiarire le cose e superare una crisi, ma poiché appunto partiva da una base tendente al poco dialogo e al poco confronto diretto ti lascio immaginare…
    La tua situazione non mi sembra ancora così estrema (non l’ho capito dalla lettera… mi pare che lui a suo modo ti rassicuri o tenti di farlo, sui sentimenti e i progetti comuni) però il centro della tua lettera non mi sembra la sua visione della vita o il suo modo di essere (che di per sè potrebbe essere il suo e basta, al di là di considerazioni meglio/peggio) ma il tuo disagio. Il tuo avvertire un disagio e un’incompatibilità in cui ti senti costretta a snaturarti, contenerti, o ad auspicare che lui cambi per concederti di essere te stessa o farti sentire amata e “a casa” quanto tu vorresti o anzi senti il bisogno…
    Sposarsi con questi presupposti? non mi sono mai sposata ancora, ho convissuto (e per me era la stessa cosa) ma dubito che il matrimonio risolva dei conflitti o dei dubbi o delle insoddisfazioni che sentiamo già prima di compiere quel passo. Anzi… Penso invece che il nostro istinto ci lancia volte dei segnali che razionalmente non vogliamo cogliere, ma che continuano a squillare, comunque. A volte troviamo un equilibrio a volte le cose scoppiano. A volte quando scoppiano è comunque una buona cosa, perché ci mettono di fronte alle necessità. E’ possibile fare una svolta in due? A volte sì, ma non dando per scontato nè che esistano le anime gemelle “perfettissime” nè che comunque un compromesso si trova sempre, anche quando si ha l’impressione sempre di indossare le scarpe di un’altra persona, con un numero diverso, ma tanto chi passeggia sereno e non ha mal di piedi oggidì? Nè che non parlando i problemi svaniscano nè che parlare risolva tutti i problemi. Però, ecco, credo che comunque una sensazione di disagio, intanto con noi stessi, prima che fuori, non si possa ignorare. Qualcosa dice sicuramente. E conta se riusciamo a capire cosa e cosa farcene, in modo costruttivo, di quello che sentiamo.

  7. 7
    Heilyn -

    Ciao Rachel.. penso di capire molto bene la tua situazione in quanto anche io ho amato un uomo freddo e anafettivo per anni..
    Mi ha colpita molto quando hai parlato del tuo desiderio di cucinare assieme.. inutile dirti che la stessa dinamica è successa anche a me.
    Tra l’altro, non solo lui era estremamente freddo, ma mi faceva notare di continuo quanto io stessa fossi troppo affettuosa o lo abbracciassi troppo.
    Sai, proprio poche settimane fa ho ritrovato un’email che gli avevo scritto senza mai inviargli, nella quale, dopo solo pochi mesi di rapporto, già dicevo di non vedere alcun futuro a causa della sua incapacità di dimostrare affetto. Siamo tuttavia andati avanti per più di tre anni.
    Questo per dirti che a volte la risposta è proprio davanti ai nostri occhi e riusciamo anche a vederla.. il problema è che non riusciamo ad accettarla. E quindi ci facciamo altre domande o magari chiediamo consiglio ad altri.. Ma la verità è lì.. e sarà lì anche dopo che lo avrai sposato.. solo sarà ancora più difficile da accettare.
    Un abbraccio

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