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La prostituzione a 13 anni? Uno scandalo!

di viseminara

Ma che tipo di ragazzine sono quelle che invece di restare a casa a fare le pulcine di mamma chioccia e giocare con le bambole, si prostituiscono? Che educazione hanno ricevuto? Non stiamo parlando di nuclei familiari da emarginazione, ma in molti casi di famiglie che oggi definiremmo “per bene”. Possibilmente benestanti, e di media cultura! che cosa succede a queste infanti? Cosa passa nel loro cervellino? Come arrivano all’idea di una così spudorata mercificazione di se stesse e per così poco ? Cattive compagnie? Indole? Che cosa? E i genitori com’è che non se accorgono? Io da probabile, chi lo sa, futuro genitore sono terrorizzata, che manca a queste ragazze? Mi sentirei morire a sapere di non essermene accorta. Voi?

Lettera pubblicata il 17 Aprile 2010. L'autore ha condiviso 107 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore .
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Categorie: - Attualità

La lettera ha ricevuto finora 10 commenti

  1. 1
    colam's -

    1) non c’è più religione, regna Dio denaro.
    2) le donne sui mass media troppo spesso mignotteggiano (mtv, rai e mediaset, cartelloni, riviste leggere..).

    perciò è chiaro che una ragazzina cerchi del denaro (o comunque il compiacimento altrui) mignotteggiando..

    non ci sono soluzioni

  2. 2
    Jonny -

    Beh si sono concorde con colam’s ma non basta! Appunto, i genitori dove sono??? Secondo me il troppo benestare non fa mancar nulla alle ragazzine al punto da trovarsi un “impiego” e sfruttano i mezzi che hanno a disposizione! Io ho 25 anni e di famiglia per bene anche se economicamente non agiatissima, i miei genitori, forse perchè figlio unico, ma non penso, mi son stati sempre letteralmente addosso e di questo non posso che esserne fiero perchè vedevo che i miei coetanei mentre io studiavo o mi inventavo cose nuove sempre nei limiti della serietà e normalità gli altri non facevano altro che spassarsela! Adesso io, sempre grazie ai miei genitori, sto proseguendo gli studi, gli altri, la maggior parte, sono a mio parere sbandati! Quindi viseminara, come te, a volte mi domando se avere figli o meno per la paura che possano essere vittime di ciò che si ascolta, ma secondo me bisogna fare i GENITORI per avere dei figli e non fare figli e chiamarsi genitori!

  3. 3
    glosstar -

    Presi come sono nel nutrire il proprio ego attraverso il riconoscimento pubblico che offre una posizione sociale faticosamente raggiunta, troppi padri e madri odierni hanno da tempo smesso di osservare e ascoltare i propri figli.

    Essere genitore non e’ soltanto uno stato anagrafico ma richiede l’assunzione del ruolo di educatore che molti non hanno o non sanno interpretare. Bisogna essere presenti, ascoltare, consigliare, guidare e infine anche sanzionare comportamenti sbagliati. Per aver titolo a fare ciò bisogna avere la forza di un’autorevolezza guadagnata sul campo.

    Essere autorevoli significa mantenere comportamenti coerenti ai valori e alle idee che si professano. Comporta essere di esempio attraverso il sacrificio personale per trasferire il concetto che deve essere la sostanza prevalere sulla forma. Significa non fumare e non ubriacarsi, se si vuole insegnare che tali attività sono dannose. Significa fare la fila anche quando conosci quello ti fa entrare dalla porta sul retro. Significa rilasciare scontrino o fattura perché e’ giusto che le tasse le paghino tutti. Significa essere onesti quando nessuno ti guarda e aver la consapevolezza che ogni nostra azione avrà un impatto sul mondo, fatto questo che impone un enorme senso di responsabilità.

    Se vuoi trasferire valore ai figli, devi possederlo tu stesso e in questo non contano le parole bensì i fatti. E’ un lavoro che incomincia coi pannolini e che continua con modalità differenti anche quando i figli, ormai adulti avranno lasciato il nido. Per questa ragione, e’ inefficace reprimere comportamenti errati in età adolescente se per l’intera infanzia si e’ stati genitori assenti o distratti. E’ impossibile infatti raddrizzare una pianta che ormai e’ cresciuta storta.

    Società migliori, si fondano su famiglie migliori e in questo i genitori hanno–-putroppo o per fortuna–-una responsabilità immensa.

    G.

  4. 4
    viseminara -

    E’ secondo voi solo a causa dei modelli che ci propina la tv, oppure è un malessere della società che non le ascolta, che non propone giusti modi di impiegare il tempo?.

  5. 5
    Jonny -

    Secondo me entrambe le cose favoriscono questi risultati, ma come dicevo nell’intervento di prima i genitori sono il punto cardine per i figli e allo stesso tempo dei “filtri” quindi i figli emergenti sono delle “fotocopie” dei genitori!!!

  6. 6
    diana -

    Ciao! Questo è un argomento su cui ultimamente rifletto tanto. Si perchè io e mio marito stiamo pensando di avere dei figli ma abbiamo tanta paura. Io in particolare per alcune esperienze che ho avuto per quello che si sente in tv. Ho paura di tutto quello a cui si va incontro, della società in cui dovrebbe crescere un eventuale figlio, si secondo me la nostra società fa schifo, vedo così tanta violenza, cattiveria, invidia e chi più ne ha più ne metta. Mi immagino mio figlio a scuola vittima di bullismo, emarginato, e io non so che fare. Me lo immagino col cellulare che vuole ricaricare io che gli pongo dei limiti e lui che chissà cosa si va a inventare per ricaricarlo.Me lo immagino che non vuole studiare, che non mi vuole parlare, che vuole sempre uscire con gli amici io non voglio e lui mi odia. E tanto altro ancora. Sono terrorizzata…Io fino all’età di 18 anni potevo uscire fino alle 23 solo il sabato, ai tempi di oggi come si fa a dire ad un ragazzo di fare la stessa cosa? Ora non c’è niente in giro prima delle 24! Tuttora se volessi andare a ballare prima non c’è niente. C’è poi una maleducazione in giro sconvolgente, ma i primi sono proprio i genitori io li vedo proprio indifferenti a certe regole diciamo sociali. Non lo so penso che una buona educazione faccia tanto ma l’ambiente attorno, gli amici, siano fondamentali e quelli non si possono scegliere, o meglio i genitori non possono scegliere, su questo ci vuole fortuna. Voi che ne pensate sbaglio? Spero di sentire altri pareri è una discussione che mi interessa molto. Ciao!

  7. 7
    bauhaus -

    Sono pienamente d’accordo con tutte le vostre considerazioni..
    Ma si evince una sorta di rassegnazione nei vostri toni: è come se tutti prendessimo coscienza di questa società “inquinata”, ma non c’è un risvolto construttivo, propositivo.
    Come uscire da questa impasse? Vogliamo mettere al mondo dei figli che si comporteranno come queste ragazzine 13nni o come degli adolescenti perdigiorno, che fumano canne e bevono?
    Potremmo non propinare loro dei modelli come quelli che quotidianamente vediamo in televisione, potremmo semplicemente rifiutarci di vedere la televisione e tutta la robaccia che ci propone!
    Potremmo evitare di comprare un telefonino a nostro figlio, solo perchè il suo compagno di banco ce l’ ha e quindi poi lui si sentirebbe escluso, handicappato, inferiore..Ma chi lo dice?
    Perchè dobbiamo ovattare questi bambini, perchè dobbiamo pensare sempre alla loro salute psicologica, eccedendo poi nel riempirli di beni inutili..
    Mio padre non si è mai preoccupato di dirmi dei no che potessero ferirmi psicologicamente, eppure sono una persona, sono un’ adulta nel mondo del lavoro, sono una donna!
    Direi che forse dovremmo finirla di essere dei genitori (io non lo sono ancora) senza spina dorsale!
    Forse dovremmo pensare che la cosa più importante per un figlio è una sana educazione, fatta di principi ferrei, durevoli nel tempo, non riempirli di oggetti che permettono loro di non sentirsi esclusi dai loro compagni.
    Dovremmo dare loro le basi per capire che solo studiando, solo arricchendosi culturalmente non si sentiranno mai esclusi nel mondo, nella società, perchè avranno una mente critica che gli permetterà di non farsi schiacciare, di operare sempre
    un’ analisi di tutte le situazioni che si troveranno a vivere e non si tireranno mai indietro, perchè non si sentiranno esclusi!

  8. 8
    colam's -

    Si l’ambiente ha una influenza forte sul bambino, è inevitabile. A meno che non si vive in una comunità autarchica dove tutti la pensano allo stesso modo, non si può fare a meno di ritrovarsi nella situazione del genitore un po’ ostacolato dalla negatività che ci circonda.

    Detto questo, direi “amen” ! L’ambiente perfetto non esiste, e preferisco questo ambiente – anche se immorale – ad altri. I miei nonni e bis-nonni hanno fatto figli non ostante due guerre mondiali, la fame e la crisi del 1929. E fortuna che non si sono lasciati abbattere dalle difficoltá, così la Vita è andata avanti, e ci sono qui io, con mio figlio, i miei fratelli, ecc. !

  9. 9
    Boh -

    Non c’e più religione? hahaha…
    Che regna il dio denaro é vero, ma la religione cosa?
    Guardate questo video http://it.netlog.com/people/videos/videoid=it-4180043

  10. 10
    colam's -

    non riesco a vedere il video… di che si tratta ?

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