Anni passati programmando la mia fine, ma un giorno arriva lei
di
maledettoio
Riferimento alla lettera:
Anni ed anni passati solo desiderando e vivendo, programmando la mia fine. Un giorno arriva lei e mi stravolge la mente ed i desideri cambiano. Ma lei mi allontana dicendomi solo di aver scelto la persona sbagliata, che fa qualcosa che non mi piacerebbe, che devo tornare alla mia vita....
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Francy la penso come te su quasi tutto. Tranne sul discorso coraggio, qui non si tratta di mancanza di coraggio, io sono solo stanco di tutto in primis di me stesso, che la vita sia dura o meno non mi tocca ne mi spaventa. Io semplicemente sento, so, che il mio futuro sara’ lo stesso se non peggiore del mio presente e trovo assurdo lottare per andare avanti senza riuscire a trovare un motivo valido per farlo. L’idea di lottare per continuare a pagare tasse, mangiare, dormire, pensare, e per restare nella mia vita non sono motivazioni valide per me.
Quando leggo cio’ che scrivi ho l’impressione che siamo come due binari ferroviari, parelleli, ma che non si incontreranno mai.
Rossana sano si(escludendo la testa), almeno credo, vecchio anche troppo e si vede se mi si conosce e non intendo come eta e comunque anche quella sta arrivando. Una casa si. Un lavoro no e non lo voglio, vivere per lavorare non mi sembra un cranche’, diverso sarebbe lavorare per vivere. Ho mia madre e mia sorella e son coscente che ne soffriranno terribilmente, ma restare a soffrire e farsi del male per non far soffrire gli altri e’ inutile, li si fa soffrire lo stesso ma piu’ lentamente.
Certo se avessi figli sarebbe diverso sarei responsabile verso di loro, ma io non sono responsabile di nessuno. Non ho chiesto di essere messo al mondo, anzi ti diro’ mi ci han dovuto mettere a forza perche’ non volevo nascere, caro vecchio forpice(maledetto pure lui).
Gli errori miei non hanno fatto soffrire solo me.
E si ora mi sento molto egoista, l’ho imparato negli ultimi anni, tutti sono egoisti in un modo o nell’altro, e fan in primis solo i loro interessi, perche’ mai io dovrei comportarmi in modo diverso.
E poi ripeto restare vorrebbe dire solo dilungare la sofferenza dei familiari che mi vedrebbero comunque sprofondare e morire senza poter fare nulla.
ah ma allora… dalle parti mie si direbbe che la biada ti sta perforando le budella…
e io aggiungerei, se minimamente ti si adattasse: ogni riccio, un capriccio!
e te lo dice una che ha dovuto portarsi a casa la pagnotta da sola per ben 38 anni di quasi totale schiavitù lavorativa!!!
dai, datti una scrollata, guardati un po’ intorno e smettila di aver paura di vivere!
Binari ferroviari paralleli? Mi vien da sorridere su questa frase,un caro amico mi aveva risposto cosi’quando avevo detto anch’io la tua frase:”In un certo punto pero’ si incrociano i due binari,e’ detto fra l’altro”cuore”il punto di incrocio..Tolto questo..mi sa che la tua mente sta facendo gli straordinari per scovare tutte le ragioni per cui dovresti “andartene via”Ma una per restare riesci a trovarla?? Sono più’ che convinta che c’e’..Un sorriso a te
Ciao Rossana..Pensa la coincidenza,l’altro giorno sul paraurti dell’auto che mi precedeva,c’era scritto questa frase:LA VITA E’ DURA…E ALLA FINE SI MUORE..beh mi ha fatto sorridere,pensando senza ironia, a ciò’ che ho letto qui’Beninteso che e’ una grand verità’ della vita,e’ sempre stato cosi’,e sempre lo sara’..Ma lagnarsi serve a poco li ingigantisce,accettarli e affrontarli,anche se comporta sofferenza e’ dare un senso alla vita..C’e’ a chi la vita viene tolta,ed e’ una persona che ama la vita,piena di vita,di voglia di vivere,chi a la vita,ma si nega alla vita..questo e’ un po’difficile da capire..ma la vita e’ anche questo paradosso..
Francy Il cuore oramai non lo ho piu’ non prova e non vuole provare piu’ nulla.
La mente, naa, non ha bisogno ora di fare straordinari, ci ha gia lavorato abbastanza negli anni, quasi 24 ore su 24 tutti i giorni, vabbè si mi ripeto ma, tranne un breve periodo che si era distratta a pensare altre fesserie. Di motivazioni per restare ne potrei pure considerare qualcuna, il fatto e’ che pero’ io, per me stesso, non le considero valide per continuare. Si lo so e’ egoistico pensare prima a me, ma come dicevamo non si puo’ vivere per gli altri.
Rossana non ho paura di vivere, non ho paura di nulla neppure della morte, l’unica cosa che mi ha sempre spaventato in vita mia sono io, perche’ so che quando decido qualcosa non ci sono limiti a cio’ che posso fare. E disgraziatamente o fortunatamente ho deciso.
Che ti posso dire se avessi dovuto badare a me stesso e darmi da fare per sopravvivere, sarei gia’ morto da tempo. Pensa che per un periodo di venti giorni mi sono dovuto occupare di me stesso, ho perso tanti di quei chili che da Homer Simpson son passato ad assomigliare a Johnny Stecchino.
Comunque guardarmi intorno mi fa solo desiderare ancor di piu’ fare la finita, quando son obbligato ad uscire di casa non faccio altro, camminando, che analizzare ogni piccola possibilita’ di fare la finita. Buttarsi sotto una macchina, schiantarsi con la macchina contro un muro o giu’ da un ponte dell’autostrada, ancora meglio dritto contro un treno, o un bel tuffo un mare con una bella pietra legata al piede,tempo fa ho fatto a pezzi una lavatrice per buttarla all’interno fissata sopra al cestello ci stava una pietra lunga come dal polso al gomito, pesantissima, l’ho conservata non si sa mai.
ciao Francy,
sì, la vita è anche questo paradosso: ho una nipote di 28 anni, che sta lottando con tutte le sue forze, con coraggio e disperazione, contro il cancro, e ogni 6 mesi, prima dei controlli (che dopo la chemioterapia si protrarranno per almeno 6 anni) ha il TERRORE di rifare gli esami. ha due bimbi, uno di 8 e una di 3 anni, e vorrebbe con tutta l’anima, poterli crescere… almeno un po’… ha avuto un’infanzia e un’adolescenza tormentate e solo da pochi anni vorrebbe davvero VIVERE.
mi hai fatta ridere con la frase scritta sul paraurti dell’auto, e ti assicuro che nella mia vita sono ben poche le occasioni “umoristiche”. grazie!
Gia’ vero anche questo, per chi ha voglia di vivere spesso se ne va prematuramente, chi invece non vede l’ora di andarsene, sembra quasi un dispetto, ma la morte non va mai a prenderlo.
Per chi crede, si potrebbe pensare che questo sia il purgatorio.
Per me il discorso e’ piu’ semplice, la malerba e’ dura a morire.
“Si puo’ dire quel che si vuole!!Il momento piu’ felice di chi e’ felice e’ quando si addormenta,come il momento piu’ infelice di chi e’ infelice e’ quando si sveglia” SHOPENHAUER “Il suicidio,lungi dall’essere negazione della volonta’,e’ vivere un atto di forte affermazione della volonta’ stessa”in quanto il suicida”vuole la vita ed e’ solo malcontento delle condizioni che gli sono toccate”per cui anziche’ negare la volonta’,egli nega piuttosto la vita”..
Francy. Condivido tutto.
Ma io, per quel che riguarda me ci aggiungo e per le condizioni che mi son creato. E vedendo il futuro immutabile che mi sono creato so che tra venti anni la mia vita farebbe decisamente piu’ schifo di ora.
Gia’ solo il fatto di essere invecchiato senza vivere farebbe schifo.
Vecchio, solo, senza un lavoro dato che non intendo trovarne(barbone praticamente).
Se poi ci aggiungiamo quello che mi sto gia’ facendo con alcolici, sigarete, qualche droga leggera(ancora alle pesanti non son passato ma ci arriverei certamente).
Direi meglio che e’ decisamente meglio andarsene presto, anziche’ tirarla per le lunghe per anni.
francy,
la sai lunga sul tema… sei così preparata anche sull’ipocondria?
maledettoio,
ultimo suggerimento: se puoi e vuoi, vai a trascorrere almeno 3 mesi a Rio de Janeiro, ma non in un albergo per turisti a Copacabana o a Ipanema, ma bensì presso una famiglia, che ti possa dare ospitalità a pagamento. quasi certamente potresti tornare cambiato “dentro”.
se credi, ti posso anche consigliare in merito…
Ciao Rossana..in internet trovi tanti siti che parlano di ipocondria..come tanti sul suicidio..Comunque termina qui’ i miei commenti in riguardo all’argomento trattato in questo post..Ognuno e’ libero di decidere come VIVERE o morire se questo e’ un suo desiderio..Anche se penso che il suicidio e’ il gesto più’ egoista e associale che si possa compiere..MA SEMPRE UN MIO PARERE..in bocca al lupo
Rossana io non esco praticamente piu’ di casa per cercare di resistere alla tentazione di fare la finita prima di sistemare ste ultime faccende, e tu vorresti che andassi a Rio De Janeiro dove probabilmente procurarsi del Nembutal e’ molto piu’ semplice che qui? So che il tuo intento non era di certo questo, ma la mia mente va sempre a sbattere li. Comunque ci son certe situazioni che non mi fan sentire libero di andrmene via da qui.
Si che secondo la maggioranza delle persone sarebbe preferibile un atto di egoismo diretto al cambiare paese e modo di vita a quello di morire, lo capisco anche, ma io starei male li come sto male qui fidati mi conosco abbastanza.
Tempo fa lavorai fuori citta’, mi trasferi’, alla fine non facevo altro che lavorare e passare il resto del tempo a casa, con tutto che c’erano nuovi “amici” che cercavano di invogliarmi ad uscire.
Io sono fatto male, troppo male, porto dentro di me troppe cose sbagliate oramai, non riesco a cambiarle, ma non per mancanza di forza ma perche non sento di aver un motivo per cambiare.
Lei pur essendo io nel momento peggiore della mia vita e pur non essendo di fatto piu’ di una semplice amica(quasi solo una conoscente), riusciva a farmi sentire bene. E persone cosi non credo se ne trovino tante in una sola vita, o almeno per me e’ stato cosi’.
Nessuno si rende conto piu’ di me quanto io per certi versi sia contraddittorio su cio’ che vorrei o non vorrei.
Ma alla fine torno sempre allo stesso punto, meglio morire che vivere cosi e meglio restare cosi’ che fingere di essere cio’ che non sono.
E sopratutto meglio morire velocemente che andarsene lentamente.
Frany anche stavolta concordo con te.
Rossana dammi retta.. le spara più’ grosse della pietra che ha messo da parte..ciao..concorda daiii
Che ti posso dire Francy potra’ sembrare cosi’, invece… ba si dai basta, tanto io so come andranno le cose, il resto non importa.
forse hai ragione, francy.
resta la regola che in questo contesto chi ha davvero intenzione di agire, di solito non ne parla con nessuno… è una cosa troppo seria, come per un dolore troppo grande!
ciao a te e un abbraccio, affettuoso, a maledettoio.
Entro con la massima cautela in una discussione alla quale ho partecipato solo da spettatrice.
Concordo con Rossana, chi compie un gesto così estremo non ne parla con tanta lucidità autodistruttiva, elaborando tutte le motivazioni della sua scelta.
Spero che questa mia affermazione non sia controproducente, non vorrei che tu, maledettoio, ti sentissi spinto a dimostrare a te stesso che…non devi dimostrare niente a nessuno!
@Rossana, continuo a stupirmi nell’osservare con quanta passione e determinazione tendi sempre le braccia aperte verso gli altri.
Rossana mi hai fatto scappare un sorriso, anche se solo un sorriso ironico.
“chi ha davvero intenzione gi agire, non ne parla con nessuno” frase tanto usata in questo ambito quanto, avvolte, tragicamente falsa.
Basta cercare bene e sopratutto sul web si trovano casi che dimostrano il contrario.
Tempo fa, una ragazza(con motivazioni diverse dalle mie) ando’ anche alle iene a parlarne si trova il video ancora su youtube.
C’e’ un film, The Bridge, ma non e’ un film per tutti, ci vuole tanta forza per guardarlo visto che e’ un documentario piu’ che un film.
Comunque e’ ora di smettere di scrivere su questa cosa. questo e’ vero. In fondo il post lo avevo fatto per un motivo diverso, non per parlare di cosa sara’ di me.
maledettoio,
le eccezioni esistono, dovunque e in tutti i contesti.
a volte, se ne parla come per una richiesta di aiuto, ed è per questo che bisognerebbe sempre saper ascoltare e cercare di portare un contributo positivo.
poi, più di tanto, non si può fare. soprattutto se gli interessati preferiscono continuare a crogiolarsi nella loro pozzanghera, senza voler alzare gli occhi verso il cielo… la vita è bellissima, con tutti i suoi drammi e i suoi dolori: è la solita stupida questione del mezzo bicchiere vuoto o del mezzo bicchiere pieno…
scelte soggettive!!!
key,
grazie per l’attenzione e per l’apprezzamento.
ho vissuto, e patito, intensamente. continuo a patire, in forma più blanda, con rassegnazione…
quando ho un po’ di risorse psico-fisiche, mi è di sollievo cercare di aiutare, o per lo meno continuare a imparare e soprattutto non smettere di sforzarmi a comprendere.
un abbraccio
rossana, aspetta, non ho detto di non aver apprezzato l’interessamento, ma solo che il motivo per cui avevo scritto era diverso.
Ho apprezzato, anche se questo non cambia nulla per quel che riguarda le mie intenzioni, spero di non essere stato frainteso.
Io non preferisco che le cose vadano cosi, ma solo non posso cambiarle certe cose.
E sul discorso bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, ba io se vedo un bicchiere come quello descritto da te non sto a pensare se sia per meta’ pieno o per meta’ vuoto(anche perche’ e’ entrambe le cose). E lo stesso faccio con la mia “vita”, e’ come’ e non ci si puo’ fare nulla, tranne cio’ che resta da fare.
maledettoio,
hai ragione: il motivo per cui hai scritto era diverso. tuttavia, non si può negare che si sia trattato quasi di un “incidente di percorso”, inserito in un contesto molto più ampio e più pregnante. forse proprio per scuoterti e farti diventare più attento a te, tramite il processo del dolore.
ho imparato da un giovane amico di un povero continente lontano che nulla è impossibile. e ho dovuto ammettere, nel tempo, che è il concetto è quasi vero. solo che, quando si trascura tutto per anni e anni, diventa sempre più difficile metterci mano e ridare ordine alla nostra vita.
a volte si tratta anche di un drastico cambiamento di tendenza, che ci sembra inattuabile, considerando il fatto che è difficile sgretolare in noi gli strati sedimentati dell’abitudine…
è questione di forza di volontà. e anche di stimoli, che possono essere carenti quando tutto quello che è necessario è troppo facile, superfluo incluso. è la maledizione del benessere!
trovato in rete per caso…
e non so resistere al piacere di stuzzicare maledettoio.
Non lasciar che un giorno vada via
Senza strappargli il suo segreto, grande o breve.
Sia la tua vita desta
Scoperta quotidiana.
Per ogni crosta di pan duro che
Dio ti dara’, tu dagli
Il diamante piu’ fresco del tuo spirito
-j.r. Jimenez-
Lo so che non si puo’ capire senza conoscersi come mi conosco io.
Ma per me, per farmi una “vita normale” 2 anche solo una “vita decente” oramai e’ tardi.
L’unica cosa che ho capito dalla vicenda di Lei, e’ che per quanto io ci possa credere, o per quanto una cosa possa essere importante per me, la mia vita e’ e resterebbe sempre questa, nulla di piu’.
Che poi lei e’ stata solo l’ennesima prova che e’ e sarebbe sempre come penso io.
Ed in fondo, dentro di me, io so, anche se non sto a spiegare il perche’, che lo merito che le cose mi vadano da schifo.
E lo penserebbe chiunque se conoscesse la mia vita nei dettagli come la conosco io.
Sotto la parvenza di un bravo ragazzo, c’e’ una persona che fa schifo.
E non lo dico per piangermi addosso.
Hey
Tranquilla io non sono certo una persona influenzabile dagli altri.
Se faccio qualcosa la faccio anche troppo freddamente pensando e ripensando a tutto cio’ che posso e valuto da solo, anche se si tratta di qualche fesseria. Comunque concordo che le cose si devono fare perche ci si sente di farle per se stessi, non per dimostrare qualcosa a qualcuno.
Anche quando ho cominciato a fumare circa 2 anni fa, tutti giu’ a rompere …. perche smettessi, io so che avevo bisogno di sfogarmi in qualche modo per trattenere altri istinti che avevo, me ne sono fregato di cio’ che volevano o dicevano gli altri, pur sapendo che non avevano torto.
maledettoio perchè non parli con me ? io ti comprendo benissimo e mi sento come te…..kettylibera@hotmail.it
Ciao, scusa insolita, non vorrei darti un impressione sbagliata non ho nulla contro di te.
Ma credo di aver detto anche troppo di me, pur avendo detto cosi’ poco.
Ma non vedo nulla di cui vorrei parlare, non che non mi importi di te o della tua vita o del tuo dolore, ma non mi importa raccontare nulla di me, non ne vale la pena parlare di o con me. Anche se ti scrivessi, alla fine porterei solo dolore a qualcuno che quasi certamente non ne merita altro. Fidati non ti perdi nulla.
Oggi, ho chiesto a mia madre “ti va di condividere un emozione?”(io mi riferivo ad una cosa ben diversa, e diciamo ironicamente scherzosa), ma comunque sia lei mi ha risposto “se e’ una cosa positiva si altrimenti no”, che schifo. Ed io che mi preoccupo ancora per cosa penseranno o proveranno.
maledettoio,
che c’è di male se una persona, una qualsiasi persona, non se la sente di aggiungere nemmeno un filo d’erba al suo fardello?
come diceva Pavese, molto dipende anche dalla “portata del ponte”.
a mio avviso, sei tu ad essere troppo pretenzioso. se anche non riusciamo a comprendere gli altri, proviamo almeno ad accettarli, con i loro limiti e i loro difetti, se li amiamo almeno un po’…
maledettoio,
quanto alla tua comunicazione qui, a me sembra che tu abbia detto poco o niente.
non ti va di riprendere i fili di te stesso da capo, e non ti va nemmeno di esprimerti in privato a chi ti propone un pezzo di strada insieme.
ma allora fai voto di assoluto silenzio e goditi il tuo tormento, visto che in fondo in fondo ti va bene così o sei troppo pigro per darti un po’ da fare per star meglio.
insolita,
in cosa ti senti simile a maledettoio?
se ti va di parlarne, oviamente…
Giusto rossana dici bene, smetto di scrivere.
rossana leggo sempre i tuoi commenti la tua anima è talmente bella che se ti avessi incontrata nella realtà saresti stata la mia amica migliore o se avessi avuto una mammma come te non starei qui in questo posto a cercare qualcuno con cui condividere lo stesso dolore . la mia vita è piena di cose di gente ma io ho un disperato bisogno di parlare con quelli come me quelli della mia stessa razza …. razza maledetta perchè quando non si ama la vita si è soli e maledetti come lo sono io…..ciao maledettoio continuerò a leggerti
insolita,
grazie per l’apprezzamento: in realtà, ho tante pecche anch’io e non sono stata affatto una buona mamma… cerco sempre, questo sì, d’essere onesta con me stessa e con gli altri.
ho maledetto la vita, un po’ più un po’ meno, per quasi quarant’anni.
probabilmente mi è stata lasciata perchè potessi un giorno assaporarla con più gusto. ci sono arrivata, infine, e spesso mi chiedo ora come ho potuto essere tanto stupida e tanto cieca.
a volte è difficile trovare il bandolo della matassa ma ti assicuro che vale la pena provarci, anche solo seguendo un sentiero piccino piccino, che si può consolidare e ampliare nel tempo… basta volerlo davvero!
un abbraccio
maledettoio,
mi sto affezionando a te, non so nemmeno io perchè… per questo non esito a trattarti come un amico, pungolandoti un po’, nella speranza di farti reagire…
ora però la smetto anch’io di rompere… scusa.
http://www.youtube.com/watch?v=yF1nlS6KDTM ascoltala è per te maledettoio
Sara’ colpa dell’alcol, o solo la voglia di dirlo a qualcuno non lo so ma…
Ho scelto il giorno, spero di non rimandare oltre.
Il bello di questo sito e’ che scrivi la sera e ti pubblicano la mattina dopo.
Probabilmente la prossima volta che scrivero sara’ l’ultima, quasi come scrivere dopo essere andato via.
P.s.
Non perdete tempo a domandarmi qualcosa.
vorrei parlare con te sentire la tua voce scrivimi kettylibera@hotmail.it ti lascio mio numero cellulare non ci pensare scrivimi e basta non voglio farti cambiare idea io sono come te….e solo io posso capirti .provaci dai…..ti aspetto.un bacio ketty
Caro maledettoio,
senti cosa dice Giacomo Leopardi:
“non potendo l’uomo in sulla terra confidare in altro che nelle sue forze, nulla mai non dee cedere né ritrarsi indietro un passo volontariamente, e molto meno rendersi a discrezione, ma resistere difendendosi fino all’estremo, e combattere con isforzo ostinato per ritenere o per acquistare, se può, anche ad onta della fortuna, quello che mai non gli verrà impetrato da generosità de’ prossimi né da umanità”
E se lo diceva un pessimista come lui…
Lo so maledettoio, la vita è una valle di lacrime, ma dobbiamo resistere e combattere, sempre. Quando lessi per la prima volta quelle parole di Leopardi, si accese in me uno spirito guerriero che animò la mia voglia di lottare e di riprendermi dal mio temporaneo malessere (fine di un amore). Io adesso le porgo a te, prova soltanto a leggere.
Qui non si tratta di essere pessimisti dorian, per me non vale la pena di combattere per nulla e nessuno, e tanto meno per me stesso.
Come pessimista Leopardi era di certo valido ma evidentemente teneva a qualcosa o a qualcuno fosse anche solo la sua vita, la sua poesia o qualunque altra cosa fosse.
Dorian,
concordo con te: lo “spirito guerriero” è MOLTO importante per reagire, a qualunque livello, ai flagelli che si possono abbattere su di noi.
personalmente, ho trovato utile in questo senso persino un giochino on line, nel quale si deve lottare per sopravvivere decentemente in una prigione virtuale.
non hai idea di quanto mi sia stato d’aiuto!
E poi non so se l’ho gia’ detto e non mi va di rileggere, ma non ho mai avuto paura o difficolta’ a trovare la forza per affrontare le avversita’, ne le mie ne quelle ddegli altri.
Da giovane vedevo per me un certo futuro(su certe cose) e crescendo, pur provandocci, non sono riuscito a cambiarlo.
Oggi vedo ancora piu’ chiaramente il mio futuro, ancora piu’ vicino, ancora piu’ nero e so che non lo posso cambiare, e lo so, non solo perche’ io sia pessimista e non credo di poterci riuscire, ma quanto piu’ perche non mi interessa piu’ nulla di cambiarlo ne di provare a cambiarlo.
Se diventassi un barbone, se mi ammalassi di cirrosi per quanto bevo, se mi venisse un tumore perche’ fumo 3 pacchetti al giorno, se marcissi qui seduto, non fa differenza oramai per me, detto in sei semplici parole “non me ne frega un ca22o”.
E tutte queste cose mi portano semplicemente ad una conclusione logica… meglio fare la finita prima possibile invece di andarmene lentamente.
Il discorso di lei e’ semplice, so che non c’e’ e non ci posso fare nulla, lei ha diritto di scegliere per la sua vita ed io non sono nessuno per pretendere qualcosa, qualunque cosa sia cio’ che io provi per lei e qualunque cosa lei mi facesse provare.
Le uniche cose di cui mi rammarico sono di non aver seguito all’epoca la mia testa che diceva di starle lontano e di aver invece seguito il mio cuore, e quello di non riuscire a dimenticarmi comunque di lei perche’ so cosa mi faceva provare.
Ma l’unica conseguenza sara’ che invece di andarmene serenamente come avrei fatto prima di conoscere lei, me ne andro’ con in testa questo peso enorme.
Ma il finale non cambiera’, e ribadisco e’ al quanto inutile cercare di convincermi altrimenti, ho gia’ seguito questo consiglio in passato e l’unica conseguenza appunto e’ stata conoscere lei, e data come’ andata, avrei mille volte preferito non sapere e non provare certe cose.
Perdono se sembro stronzo o simile, ma non voglio certo apparire tale, dico solo le cose come stanno.
maledettoio, infatti non volevo riferirmi al pessimismo. Desideravo appunto proporti questo spunto e basta.
rossana,lo spirito guerriero è importnate per reagire e per vivere in questa giungla che è la società moderna. Qualsiasi cosa può essere utile per reagire, l’importante è che ci serva!
maledettoio,
mi fai una grande tenerezza. e anche un po’ di rabbia!
so cosa si prova a lasciarsi andare, vuoi per mancanza di forze fisiche, vuoi per totale mancanza di interesse alla vita, ma non si dovrebbe mai passare il limite che porta all’autolesionismo.
dunque, hai seguito un consiglio, hai provato a reagire e… hai incontrato lei, che non vorresti aver mai incontrato perchè non ha corrisposto i tuoi sentimenti.
perchè non provare di nuovo e avere magari la buona sorte di incontrare un’altra lei, più disponibile, che pare essere la sola cosa che potrebbe darti, al momento, un briciolo di voglia di vivere?
dai, buttati e impara a nuotare! impara a patire il confronto e a superare le tue paure, essenzialmente, forse, quella d’amare e di essere riamato.
per tutti c’è nella vita almeno un momento felice, anche se è difficile che duri per sempre. se si ha la fortuna di coglierlo e di assaporarlo come merita, può essere sufficiente a riscaldare tutto il resto della propria esistenza.
non bisogna pretendere troppo. è da adulti e maturi sapersi accontentare…
Tu hai la segreta convinzione che le cose debbano andare esattamente come tu te le aspetti.. non sei per niente stronzo,io direi che sei patetico..non fai altro che piangerti addosso..ma non fai nulla per uscire dal tuo stato… Che sentimenti hai provato per lei,almeno a questo sai rispondere a te stesso???In te c’e’ solo l’incapacità’ di amare o la mancanza di amore???Io credo più’ nella seconda..ciao..Ps prova a leggere la risposta di Luca al post “Mi sento tanto sola inutile..vuota” la sua gran capacita’ di risalita e’ un buon messaggio per tutti.
No rossana ho sbagliato a seguirlo la prima volta perchè comunque sapevo che le cose a me vanno sempre a finire nello stesso modo, e ribadisco per una sorta di giustizia, è anche giusto che mi vada cosi.
Ma comunque non rifarei mai due volte lo stesso errore.
Io sapevo che dovevo morire e pur non cercando nulla, in un modo o nell’altro, per da retta agli altri, ora mi ritrovo sempre con la stessa voglia di morire ma con in più questo macigno in testa che non mi da pace.
E non intendo per nessuna ragione al mondo(e neppure fuori dal mondo) permettere che risucceda.
E non pensate neppure la classica frase, “tanto prima o poi ricapiterà basta aspettare”, perchè tanto non ricapiterà e non ricapiterà perchè io gia da tempo sto facendo in modo oche non possa più ricapitare.
Non è complicato evitare che succeda, basta uscire di casa il minimo indispensabile, sono già un paio di anni che praticamentenon non esco, tranne che la sera dopo le 22:00 per comprare le sigarette(distributore automatico) e per bere(bar poco frequentato) entro compro da bere, me ne vado in un angolo deserto dove non passsa mai nessuno e giù tutto, e poi a casa dinuovo qui davanti fino la sera dopo.
Non voglio che succeda nulla, perchè tanto non me ne frega più nulla che possa cambiare qualcosa. E non credo neppure che possa accadere nulla ne ora ne mai.
Non avevo mai provato per nessuna ciò che provavo per lei, “che fosse amore? non lo so, ma se cosi fosse”, non volevo innamorarmi prima ed ora non voglio in nessun modo che possa ricapitare.
Non credo di non sapermi accontentare, ma una cosa la provo o no, e se non la provo non mi accontento di ciò che mi capita a tiro come fanno quasi tutti. E’ riuscita non so come a farmi provare certe cose, ma non perchè non mi ha voluto mi accontenterei della prima che mi venisse dietro se non provassi nulla per lei. E poi non potrei offrire nulla a nessuna, non so neppure perchè con lei credevo di poterle dare tutto, ma in realta ho sempre saputo che valgo -zero
maledettoio,
non intendevo suggerire di accontentarsi di un surrogato dell’amore e di mettergli addosso i panni dell’imperatore… intedevo dire che la vita spesso dà molto poco, quando va bene qualche anno sereno, qualche momento di pienezza d’amore, e che di questi bisogna sapersi accontentare.
Rigoberta Menchù afferma nella sua biografia che in Guatemala, quando era bambina, l’etnia quiché insegnava ai propri figli, fin dal momento del concepimento, che la vita sarebbe stata difficile, piena di fatica e di sofferenza. sembra ben poco invitante ma ho sempre apprezzato la saggezza di questi indigeni nel non instillare illusioni ma nel preparare i suoi piccoli alla realtà.
magari facessimo così anche noi, invece di seguire moderni miti come l’amore eterno e la felicità, arabe fenici, isole che non ci sono…
nel tuo caso, per quel poco che posso capire, il nocciolo del disagio, oltre che forse in una predisposizione genetica e nella carenza d’amore, sta in questa tua frase: “e ribadisco per una sorta di giustizia, è anche giusto che mi vada cosi.”
inutile chiederti di che si tratta. probabilmente hai trucidato un’innocente e ne hai sepolto le spoglie in giardino. e dovrai pagare per questo un tuo carcere interiore a vita!
essendo a modo mio in carcere pure io, non posso fare a meno di esserti vicina…
Rossana, dalla vita non ho mai avuto nulla, cio che di decente ho avuto, se cosi’ si puo’ definire, me lo sono sempre trovato da solo, o forse sarebbe meglio dire, alla luce dei fatti, che proprio per stare a sentire gli altri, ho fatto in modo di voler vedere certe cose positivamente, anche se in realta’ non lo erano.
Se avessi avuto anche solo brevi momenti di serenita’ me li sarei goduti, ma non sono arrivati e non ci posso fare nulla. La realta è dura ed anche se normalmente forse non si tende ad insegnarlo io comunque l’ho imparato presto, forse anche troppo presto, forse uno dei miei problemi piu’ grossi è che sono diventato vecchio(intendo dentro) troppo presto. Non staro’ appunto certo a confessare i miei peccati qui, ma ti posso dire che a parer mio, per come la vedo io, ho ferito una delle persone che mi sono piu’ care in questa mia vita schifosa e penso che se avessi trucidato e sepolto un innocente, almeno saprei che l’innocente ora sarebbe in pace, invece so che ho fatto del male e che quella persona è viva e ne porta i segni, ci deve convivere e la colpa e’ mia e della mia stupidita’. Ma comunque inutile soffermarci su questa cosa, non e’ il singolo caso che mi fa desiderare di morire, so che ho fatto n scelte sbagliate nella mia vita e so che come tutti quando sbagliamo prima o poi nepaghiamo le conseguenze ed il fatto che io oggi sia cosi non posso certo imputarlo ad altri ma solo all’insieme delle mie scelte.
Ho sbagliato, non posso cambiare certe cose ne pensare di ricominciare certe cose ora, e quindi non mi resta che ammettere la sconfitta e rinunciare. Non ha senso tirarla per le lunghe, causerei comunque dolore sia restando che andando via, uno piu’ lento ma lungo ed uno piu’ immediato ma rapido, e secondo me il secondo e’ il migliore. Meglio una sofferenza improvvisa che pero’ poi lascia continuare gli altri con la propria vita, che dover pensare di essere di peso o una preoccupazione per chi tiene a te anche se tu non tieni a nessuno.
Sul discorso che tu ti senta in carcere, lo so sono stronzo ma e’ discutibile dal mio punto di vista.
Se non sbaglio hai detto di aver figli, e se non sbaglio, allora tu hai il dovere di dover restare, anche fosse solo per loro.
La tua e’ una gabbia che comunque ti sei costruita, tu non puoi scegliere solo per te stessa, neppure io per coerenza, se fossi responsabile di qualcuno, per quanto lo desiderassi non potrei mai fare un passo simile. Ed infatti sono cira due anni che per forza di cose sono bloccato qui e per lo stesos motivo mi sento ancora bloccato fino a quando non riusciro’ a sistemare certe pratiche(cose che fortunatamente entro la fine del mese di luglio(forse anche prima) dovrebbero essere sistemate).
Ora vado, le due birre che mi sono fatto(due ceres da 66 doppio malto, in 30 minuti circa, quando son uscito) mi rendono gli occhi un po pesanti.
Magari riesco a dormire la mie 4 o 5 ore anche stanotte.
Ma si in caso ci verso su un pochino di rum e vado sul sicuro se vedo che non prendo ancora sonno.
maledettoio,
ho sentito fin da subito che c’era qualcosa che ci univa e avrei preferito continuare questo dialogo privatamente…
anch’io, come te, “ho fatto del male” e “quella persona è viva e ne porta i segni, ci deve convivere e la colpa e’ mia e della mia stupidita’.” è la persona che più mi è cara al mondo. essenzialmente, è questa la mia gabbia, le cui sbarre potrebbero cadere un giorno solo per miracolo. nessuna umana speranza, nemmeno la più minuscola!
sono confusa da questa sensazione dolorosissima e ti assicuro che faccio fatica a continuare a pensare.
sì, la stupidità. per me è stato mancanza di consapevolezza e disagio psichico. poi ci si è messa anche la malasorte. per anni ho cercato di suddividere e attruibuire anche ad altri parte della colpa. solo con una lunga psico-analisi ho potuto riappacificarmi (se così si può dire) e ritrovare un equilibrio.
forse la differenza fra noi e altri sta semplicemente nel fatto che siamo consapevoli e responsabili. per questo dobbiamo pagare di più?
non si può vivere solo per gli altri: quella non è vita, è vegetare.
a ogni buon conto, non puoi essere tu a stabilire se è meglio una lunga sofferenza o un dolore forte che si conclude rapidamente. ci sono dolori che distruggono, da cui non ci si riprende mai, soprattutto se gravati dalla colpa di non aver compreso persone care…
continuo e chiudo:
si è tutti responsabili per il nostro prossimo, non solo per i figli.
una persona, una qualsiasi persona, NON può avere tutto di negativo. DEVE per forza, magari pure per sbaglio, aver avuto qualcosa di positivo. nel tuo caso la salute… ti pare poco?
di certo anche altro che non vuoi vedere… come la sicurezza economica, e te lo dice una che è stata malata e scalza, senza abiti invernali, in pieno novembre, emotivamente sofferente e con un bimbo da crescere… oppure che ha assistito, giovanissima, persone care che avevano subito interventi chirurgici devastanti…
spesso ho cercato in anime più forti e più grandi della mia un sostegno al male di vivere, soprattutto per trovare il MIO senso della vita. da anni ormai è racchiuso in questi stupendi versi di Emily Dickinson:
“Se io potrò impedire ad un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano.
Se allevierò il dolore di una vita o allevierò una pena o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido non avrò vissuto invano.”
da essi e da altri versi di persone che hanno molto sofferto traggo linfa per godere dei colori, dei fiori e dell’alternarsi delle stagioni. in cerca sempre di pace, pur convivendo con il dolore…
Rossana, cavolo faccio faica stasera a scrivere, son gia mezzo brillo
Crescere troppo responsabili e preoccupandosi troppo, si pare non sia un bene, rende troppo vecchi troppo in fretta e pare di si se ne pagano le conseguenze.
Certo no nposso dire se sia meglio o men oper gli altri, ma per me lo e’ e per quanto sono portato a preoccuparmi di cosa succedera dopo agli altri, oggi come oggi tendo di piu’ a pensare che almeno una volta nella vita si debba pensare solo a se stessi fregandosene di tutto e tutti anche delle conseguenze degli altri.
Oggi, e non mi ci sentirò mai più, non sono responsabile per nessuno.
Il discorso figli per me e’ diverso, e’ una vita che non ha chiesto di venire al modo e se avessi un figlio mi sentirei obbligato verso di lui e per cio’ che gli causerei, per tutti gli altri vale il discorso contrario, non ho chiesto odi essere messo al mondo e no nme ne frega piu’ nulla di cio’ che proveranno. Non credo di avere solo la salute di “positivo”, ma comunque della salute non ce ne si fa nulla a meno che non la si potesse donare a chi resta, cosa che non si puo’ praticamente fare. Sicurezza economica non posso dire di averla, mi sono sparato in questi ultimi anni quasi tutto cio’ che avevo(altro motivo per fare la finita, per non gravare sugli altri).
Per quel che riguarda il vivere per gli altri ed i loro problemi, be anche io in questi ultimi anni ho rinviato perche avevo mio padre che stava morendo per un tumore incurabile, sapevo che mia madre non ce la poteva fare da sola, ma e’ finita circa un mese fa e finalmente non ho piu’ quast’obbligo, ora giusto il tempo di finire di sistemare documenti vari e saro’ finalmente libero di pensare solo a cio’ che voglio io, almeno per una volta. Io non riesco a trarre piu’ piacere da nulla, anzi sento solo fastidio, non sopporto e non riesco a fare piu’ nulla neppure prendermi cura dei miei animeletti, che ormai praticamente caccio quando si avvicinano in cerca di coccole. Non vale la pena restare.