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Sono io che pretendo troppo dalla vita o dovrei accontentarmi?

di Giulio94

Ciao a tutti, a volte mi chiedo se nella vita sono io che pretendo troppo o dovrei accontentarmi di più, ho 25 anni, vedo che tutti quelli della mia età hanno già un lavoro fisso e una relazione stabile, io sono anni che è tutto un cambiamento sia lavoro che di ragazza, nel senso che oggi ho deciso di lasciare un lavoro che non mi dava soddisfazioni sopratutto a livello economico( senza averne trovato un altro) e ho lasciato la mia ragazza perché non ero felice appieno nel senso che già dopo 6 mesi mi sentivo dato per scontato e le cose andavano già male da un po’. Non capisco se sono sfortunato io o se dovrei accontentarmi di più a 25 anni

Lettera pubblicata il 4 Luglio 2019. L'autore ha condiviso 6 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore .
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Categorie: - Me stesso

La lettera ha ricevuto finora 5 commenti

  1. 1
    Rossella -

    Stai tranquillo! Fossi in te non sottovaluterei la relazione sentimentale perché in essa si concentrano tutte le forze della natura. Es. Una ragazza che vive l’amore come forza anarchica e dirompente si ritrova a fare la figlia di papà. La relazione finisce, cos’accade? A quel punto, per forza di cose, dovrà accettare di vivere una vita più umile se non fa sua la teoria del gender. Questo accade quando ci si sopravvaluta e si cercano le giustificazioni esistenziali nel potere effettivo, escludendo gli altri. Questa ragazza vivrà l’altro sesso come una minaccia perché il maschio, forza estranea e minacciosa, verrà percepito da lei attraverso il filtro d’inconfessati rimorsi. Questa donna, oltre a non aver dato modo ad un uomo di crescere, non sarà di fatto in grado di stare con un uomo. Allora, dico io, ci vogliamo almeno accontentare di svolgere lavori più umili? Le storie finiscono ma in alcuni casi l’unica strada certa sembra il convento. Mi riferisco ad altri casi. Quando si mira in alto senza di fatto intraprendere parallelamente nessuna carriera che disegni quantomeno l’indipendenza.

  2. 2
    Rossella -

    […] Questa è un’eresia. Si capisce che il posto di quella donna sarebbe stato accanto ad un operaio, invece lei si ostina a sdoganare un modello di schiavitù e razzismo (perché magari lui è pure laureato). Insomma. Continuiamo a scandalizzare i piccoli. Mi raccomando. Per non parlare delle anime che si perdono… come non ci fosse un domani. Almeno siamo più umili!

  3. 3
    Yog -

    Stai tranquillo! Più che sfortunato mi sembri incauto, a 25 anni un lavoro è meglio averlo, anche perché almeno i contributi te li pagavano. E anche la ragazza era meglio se te la tenevi, se non lavori non puoi manco andare a pay.

  4. 4
    Tamara -

    Diciamo che la vita è dura, non è affatto simile a quella che ci viene propinata nelle soap opera per ragazzi e adulti con le quali siamo cresciuti. La vita non è tutta una festa, un’avventura, una passione, anzi ci sono momenti molto brutti e sconfortanti.
    Al di là di questo penso che non ci si debba sempre accontentare, un po’ di sana ambizione non fa mai male, anzi funge da propulsore per avere idee innovative e darsi da fare.

    Quello che non capisco è perché hai lasciato il lavoro senza avere già un’alternativa? Mi sembra un passo azzardato dati i tempi che corrono. In che zona vivi? È facile ritrovare lavoro da te?

    In quanto alla ragazza, spero che non sia stata anche quella una decisione presa di getto sull’onda del tuo malessere interiore momentaneo, bensì qualcosa di ponderato.

  5. 5
    Yog -

    Occhio ai contributi, adesso ti par niente, ma il domani è vicino.

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