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Presunto abuso edilizio, come difendersi?

di gi

Riferimento alla lettera: Denuncio presso l'Ufficio Tecnico comunale la falsa asseverazione sullo stato di fatto di un edificio in ristrutturazione ( confinante a 3.75 ml con la mia proprietà ) con variazione di distanze / altezze e sagoma del preesistente ; nonostante le foto dell'edificio e i catastini presentati in mio possesso ,...
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Data di pubblicazione: 14 Dicembre 2005 - Views: 4

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Categorie: - Diritti e Controversie

98 commenti

Pagine: 1 2 3 4

  • 76
    terepaima -

    X Andrea 17.09.09
    non è specificato bene-la sanatoria è stata rilasciata nel 2005- inteso con il rilascio della concessione ? (anche se era stata richiesta dal vecchio proprietario)se è così questa è fatta-pensiamo alla prossima:anzitutto,ha ricevuto la diffida da parte dell’ufficio Urbanistica la diffida a ripristinare lo stato dei luoghi?
    dopo di questa nel tempo perentorio di 60 gg. bisogna produrre ricorso al Tribunale amministrativo Regionale rivolgendosi ad un amministrativista per il ricorso-(questo è previsto) il seguito bisogna attendere qualche risvolta nelle leggi di urbanistica-saluti terepaima

  • 77
    Raffaele Piscopo -

    Gentilissimi, desidero conoscere a chi devo rivolgermi e come presentare domanda di denuncia per abbusi di costruzione sui luoghi comuni, cioè di proprietà di due sorelle. Inoltre desidero sapere come fare per rientrare in possesso di un piccolo bagno ad “uso esclusivo” avendo mia sorella installato l’impianto di riscaldamento.
    Grazie x la risposta e cordiali saluti Piscopo

  • 78
    apredda -

    Avendo fatto due tettoie senza permesso affiancate ad un presistente locale i vigili urbani del comune di napoli hanno messo i sigilli all’intero terrazzo su cui insistono le opere. il verbale dei V.U. riportano misure non vere ed un ampliameno di superficie inesistente del vecchio locale a cui si collegano le strutture suddette. Al magistrato ho presentato una perizia giurata di un tecnico con l’esatta situazione ma questa non è stata presa in considerazione dando fiducia ai vigili urbani. Vorrei sapere come un cittadino deve difendersi da pubblici ufficiali che per imperizia ed ignoranza non svolgono come dovrebbero il loro lavoro. Adesso in veste di cittadino-vittima devo dimostrare che i vigili si sono sbagliati pagando di tasca mia e perdendo prezioso tempo. GRAZIE

  • 79
    terepaima -

    apredda 14.giugno 2010
    non è stato esposto bene il problema –
    però i vigili devono prendere atto della assenza di autorizzazione e supportati da tecnici comunali si procede ad opporre i siggilli con il sequestro delle opere-
    se sono state realizzate tettoie (non specifica la superficie)in assenza di autorizzazione ,viene sottoposta a sequestro l’area dove insiste l’abuso-
    il magistrato che non abbia tenuto conto della perizia giurata da lei prodotta,a mio avviso e giustificato perchè trattasi di perizia di parte,il seguito di tutto il magistrato solo quanto disporrà un accertamento tecnico (CTU)solo allora terrà conto di quanto il tecnico nominato esporrà il tutto,in seguito si potranno produrre note tecniche di parte-
    inoltre si potrà produrre sanatoria,se lo strumento urbanistiaca lo consente-
    vorrei aggiungere se mi è concesso Quando si commette un abuso comunque trattasi di una azione illegale)
    scusi rimango a disposizione se lei espone più dettagliatamente- essendo suo confinante di Prov.cia

  • 80
    laura -

    buongiorno. sto ristrutturando una casa che fino al 1968 è stata una vecchia cascina, poi ristrutturata e poi acquistata da me. negli anni 70 sul lato sud è stato costruito un portico con colonne e regolare tetto, con pendenza da 3.10 m a 2.95 m, praticamente quasi piatto; il portico poi è stato chiuso. nel 1985 è stato condonato con superficie e volume. uno studio tecnico, che probabilmente non ha niente di meglio da fare, ha denunciato che stavo commettendo un abuso cioè stavo costruendo dal nulla quella parte che secondo loro non esisteva; in realtà la stavo ristrutturando, come da regolare dia presentata in comune; alla fine è uscito il tecnico comunale che mi ha sospeso i lavori. vorrei sapere se posso rivalermi sull’ ufficio tecnico che ha denunciato, poichè mi sta facendo spendere una cifra esagerata per il blocco cantiere e mi ha creato molti disagi emotivi. inoltre, vorrei sapere se la copertura dell’ex portico è calpestabile e posso creare una terrazza. sottolineo che si trova il tutto a quasi tre metri dal confine col mio vicino.
    attendo vostra risposta
    grazie

  • 81
    terepaima -

    laura 19.06.2010
    nel salutarla puntualizzo quanto segue:
    avendo realizzato un portico che successivamente diventa volume,che successiovamente produce richiesta di condono fino a questo punto tutto ok;
    il condono oggetto di richiesta,è stato definito ?,che con il seguito le è stata rilasciata dal Comune la regolare concessione ?,se tutto questo è avvenuto lei stà a posto e il tecnico Comunale e perseguibile per tutti i danni che le ha creato,ma se la concessione non l’ha ottenuta,lei rischia di perdere il diritto della sanatoria eventuale,(quando il suo tecnico che ha prodotto la regolare dia per i lavori che le successivamente ha fatto o che stà per fare,necessariamente nall’asseverazione allegata ha dovuto dichiarare che non insistevano abusi edilizi sull’immobile, oppure che non c’erano richieste di condono in atto,oppure ha elencato la concessione ottenuta con condono del…..n°°…..ecc.,(la sospensione da parte dell’ufficio Comunale può essere proprio questa),quando poi trasformare la tettoia in terrazzo,i tre metri dal suo confinante non bastano,poi dipende dal regolamento comunale di cui lei fa parte,se sono assentiti i lavori che lei intende effettuare-( o se addiruttura trattasi di lavori di modesta entità è possono essere realizzati co come attività edilizia libera dove è stabilito che alcuni interventi possono essere eseguiti senza titolo abilitativo,sempre rispettando le normative sull’edilizia,tra questi lavori rientrano:ripristino degli intonaci,rivestimenti delle preti esterne,tinteggiature delle pareti esterne,tende da sole,pavimentazioni esterne ,recinzioni,gronde e comignoli,manti di coperture tetti,riperazione di terrazzi e balconi,ecc.)
    per il momento si concentri sul fermo ottenuto facendomi sapere le motivazioni del fermo (non avendole elencate)
    disponibile alle sue richieste con l’occasione le auguro tutto bene-
    terepaima

  • 82
    laura -

    Buongiorno. ho avuto una serie di problemi e leggo solo ora la Sua gentile risposta. a suo tempo il sindaco aveva rilasciato regolare concessione. per quanto riguarda le motivazioni del fermo non gliele saprei dire, poichè non sono esplicitate, infatti, cito testualmente, l’ufficio scrive:”…ordina l’ immediata sospensione dei lavori al fine di poter effettuare tutte le verifiche necessarie relativamente alle opere realizzate e da realizzarsi in futuro…”.
    per quanto riguarda la terrazza, i tre metri sono quelli che rimarrebbero una volta essa ultimata; inoltre essa sarebbe l’allungamento di un balcone preesistente, che andrebbe a finire sulla copertura del portico contestato.
    grazie per la Sua risposta.
    l.

  • 83
    andrea -

    io sono andrea le ho sctitto alcuni mesi fà e vorrei chiedele sè se condo lei ci potrà essere un altro condono edilizio a breve.La ringrazio.

  • 84
    Andrea 73 -

    Gentilissimi,
    ho acquistato pochi mesi fa un immobile condonato secondo il condono del 1985 con pratica conclusa positvamente nel 1993. Quindi ho proceduto a fare dei lavori di manutenzione straordinaria sfruttando il Decreto Legge Berlusconi (Decreto Legge 25 marzo 2010, n. 40) ho fatto la comunicazione al comune della ditta esecutrice dei lavori senza produrre alcun progetto(non richiesto) quindi ho proceduto nei tempi di vigenza del Decreto Legge a rifare pavimenti cucina e bagno spostando anche dei tramezzi.
    Ora, con l’entrata in vigore del dell’articolo 19, comma 14, dl 78/2010 visto che per poter rivendere un immobile occorrerà che vi sia perfetta conformita tra documenti presentati in catasto, quelli depositati in comune e lo stato di fatto dell’immobile, mi sono posto il problema di accatastare tutto per benino così da poter rivendere il bene in qualsiasi momento. ACCADE PERO’ che presi in comune le piantine assentite mi accorgo che le piantine presentate contestualmente al condono sono sbagliate ovvero la zona giorno che è alta 2.40m in realtà è quotata e disegnata come alta 2.60 mentre la zona notte quota 2.40 in realtà è alta 2.60!! inoltre le dimensioni in pianta della zona notte risultano essere + grandi di quelle reali (la zona notte è disegnata + lunga di quella che non è)!!!
    non so che fare!! stando così le cose temo che il condono seppur perfezionato sia inficiato all’origine da false dichiarazioni… come faccio per sanare la situazione?
    Devo andare in causa col precedente proprietario per farmi ridare i soldi visto il vizio occulto?
    grazie per la pazienza Andrea

  • 85
    pablo lapi -

    http://www.youtube.com/watch?v=FwMHcI5wQlw&NR=1

    Gentilissimo Presidente del consiglio Silvio Berlusconi,

    Che bello sentirla nella nuova pubblicità per il Ministero del turismo “Magic Italia“, che con tanto amore promuove il bel paese!!!

    Peccato che il “Giudizio Universale di Michelangelo” si trovi nello Stato del “Vaticano”, non in Italia.

    Credo, non sia giusto spendere soldi pubblici per promuovere altre nazioni. Siano il Vaticano o la Repubblica di San Marino per più vicine che siano. Sarebbe come mettere la foto della Gioconda di L. da Vinci, dicendo che è Italia, invece è al Louvre.

    Mi dispiace che la sua buona volontà non siano abbastanza efficaci per promuovere l’Italia.

    Adolfo Pablo Lapi

    “Tutto ciò che merita di essere fatto, merita di essere fatto bene”.
    Philip Dormer Chesterfield

  • 86
    liliana -

    Il risarcimento del danno da ritardo: l’art. 2 bis della legge 241/1990 introdotto dalla legge 69/2009.

    Silenzio. Silenzio assoluto. Se è la condizione ideale per una sala dove si tiene un concerto, non lo è invece nei rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione. E così la legge del giugno scorso 69/2009 stringe il torchio nei confronti dell’amministrazione inerte e la costringe a pagare. Se il tempo ha un valore economico allora anche la p.a. ne deve prendere atto.
    L’art. 2 bis della legge 241/1990 -introdotto dall’ art. 7 c) legge 69/2009- prevede l’obbligo di risarcimento a carico delle p.a. -e dei soggetti privati preposti all’esercizio di attività amministrative- del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’“inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento”.
    La norma si inserisce nella più ampia previsione dell’art. 7 della legge 69/2009 che nel reintrodurre il termine generale di 30 giorni per la conclusione del procedimento (salva diversa individuazione con i regolamenti da emanarsi entro un anno e comunque non superiore a 90 giorni), ripropone la norma sulla procedura del silenzio di cui all’art. 21 bis della legge Tar 1034/1971

  • 87
    Maria -

    Salve, nel 2007 ho chiuso il terrazzo di una mansarda con una struttura in anodizzato e finestroni con l’obiettivo di riparare la zona nord della casa esposta ad agenti atmosferici che rendevano umida e malsana la casa, peggiorando le mie condizioni di salute già precarie e per cui sono invalida. Al tempo non ho presentato dia ne concessione edilizia ed i condomini hanno fatto la segnalazione ai vigili che sono venuti 1 settimana fa. La zona in cui vivo non è soggetta a vincolo paesaggistico ed la superficie coperta è poco minore al 18% della complessiva coperta.
    Vorrei sapere come mi consigliate di comportarmi ed a cosa vado incontro.
    Da un punto di vista penale il reato è prescritto essendo passati 4 anni?
    Da un punto di vista amministrativo mi hanno detto che faranno un provvedimento di ripristino dei luoghi ma che posso fare ricorso?
    appellandomi a cosa? come funzionano queste cose?

    Grazie infinite a chiunque mi possa aiutare,
    Maria

  • 88
    luca a. -

    sono d’accordo con liliana
    L’art. 2 bis della legge 241/1990 -introdotto dall’ art. 7 c) legge 69/2009- prevede l’obbligo di risarcimento a carico delle p.a. -e dei soggetti privati preposti all’esercizio di attività amministrative- del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’“inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento”.

  • 89
    vincenzo -

    Allora che paghino le amministrazioni negligenti che danneggiano il territorio ed i cittadini soggetti ad abusi edilizi e che ben venga
    L’art. 2 bis della legge 241/1990 -introdotto dall’ art. 7 c) legge 69/2009- prevede l’obbligo di risarcimento a carico delle p.a. -e dei soggetti privati preposti all’esercizio di attività amministrative- del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’“inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento”.

  • 90
    maurizio -

    Vorrei esporre un problema al quale, oggi, nessuno mi ha saputo dare un chiarimento.
    Mi ritrovo con un immobile lasciatomi per successione da mio parente. in realtà in corso di costruzione con licenza di costruire rilasciata dal comune di appartenenza.
    In sinstesi il fabbricato di cui in concesione e non ancora terminato trovasi in stato completamente diverso dallo stato progettuale.
    Oggi mi arriva, in quanto erede una denuncia per abuso edilizio ( quando in realtà io eredito tutto con la colpa di ereditare l’immobile) e il comune esegue una ingiunzione di demolizione.
    per salvare comunque il fabbricato ho nominato un ingegnera il quale mi rassicura che grazie ai terreni di mia proprieta circostanti la casa in oggetto, sarei riuscito ad avere concessione in sanatoria secondo una legge regionale ( ex art. 13 48/75 regione sicilia). infatti sommando l’estensione dei terreni si riesce a corpire il volume dell’edificio che si è realizzato.
    qui però c’è ancora un’altro problema in quanto tutti questi terreni che salverebbero la cubatura realizzata ricadono in due comuni diversi ma confinanti e limitrofi.
    a questo punto il comune ci rigetta il progetto perche ci comunica che, il PRG del comune ove ricade interamente il fabbricato non prevede accorpamenti di terreni di comuni diversi anche se confinanti o limitrifi.
    allora mi chiedo: c’è qualcuno che mi può aiutare a capire come saltare l’ostacolo tramite qualche legge nazionale o qualche sentenza di qualche TAR che si sia espresso in un caso simile al mio.

    so certamente di trovarmi in una posizione di torto ma vorrei tenermi il fabbricato che ho ereditato pagando quanto deta la legge.

    grazie a tutti

  • 91
    GIUSEPPE -

    Salve vorrei esporre il mio problema con un confinante che sta costruendo un fabbricato accanto alla mia veranda.
    La mia Veranda avente lunghezza circa ml. 4 ha un muro alto di ml.2 che divide con il terreno di questo fabbricato.
    il mio confinante ha alterato il livello del terreno aumentando l’altezza iniziale di circa ml 1 ed ha l’intenzione di alzare sopra il livello del terreno alterato un muro di divisione avente altezza di ml 2 (quindi complessivamente altezza ml. 3)
    alterando questa altezza visto che al piano superiore corrisponde un’altra veranda di circa ml 2 in lunghezza rimane pochissima luce per la mia veranda.
    ho fatto un esposto al comune evidenziando che facendo questo verranno meno i principi di abitabilità del mio fabbricato. Mi viene detto che nel suo progetto non è riportata l’esistenza del mio fabbricato (e allora penso io ? ).
    ho detto di agire e fare un sopralluogo ma dopo alcuni giorni ancora non è stato fatto niente.
    ora mi viene il dubbio, che venga fatto tutto il possibile da parte del comune, perchè il mio confinante lavorando in codesto comune non verrà ostacolato dallo stesso e quindi sarà permesso di fare tutto ciò che vuole, non rispettando le dovute norme edilizie.
    come dovrei agire ? come devo comportarmi ?

  • 92
    angela -

    10-11-2011
    buongiorno qualcuno mi sa rispondere.sono stati fatti dei lavori in un edificio esistente(sopralzo per il 1 piano e portico per il piano terra)i disegni per i lavori sono stati inviati in comune su un unico foglio.allafine è stata fatta la scheda catastale per le modifiche,ma ora a distanza di 17 anni viene fuori(perchè la casa è stata donata alla figlia del propritario) che il portico non risulta di loro proprieta ma bensi anche nostra perche questi non hanno (credo) fatto a suo tempo la separazione del lavoro fatto in casa loro e il nostro.noi siamo in possesso della scheda che riguarda il lavoro fatto in casa nostra ivi compreso il terrazzo che in parte fa da portico a casa loro.ora queste persone ci stanno facendo casino e vogliono sistemare le cose(quindi chiedono soldi) ma noi cosa centriamo???se il portico è stato costruito sulla pertinenza della casa. il notaio che doveva redigere l’atto di donazione per l’appartamento gli ha detto che il portico non appartiene a loro ma anche a noi e anche il terrazzo apparterrebbe anche a loro per meta??com’è possibile io ho una scheda catastale che dice che il terrazzo o mio(forse perchè le fondamenta sono sulla pertinenza???)come si risolve? e perchè dovrei contribuire alle spese??

  • 93
    francesco -

    per giuseppe se il comune omette l’obbligo di controllare qualsiasi abuso edilizio richiedete l’intervento della Corte dei conti per danno erariale nei confronti del stesso comune.

  • 94
    Valerio -

    Noto dagli interventi dei vari partecipanti che combattere gli abusi edilizi dei vicini e pressochè impossibile in Italia.
    Un ricorso al TAR è costoso. Credevo bastasse fare una dettagliata denunzia alla Polizia Municipale.
    Ora capisco perchè l’Italia è il paese degli abusi : i comuni non intervengono con il silenzio rifiuto e per il cittadino leso non resta altro sborsare costosi onorari agli avvocati per andare in giudizi sofisticati al TAR ed al Consiglio di Stato, con spese compensate. Meglio fare un altro abuso di “vendetta” al vicino : esempio costruirgli un muro di fronte alla finestra. Siamo oramai
    nel Far-West. O sbaglio ?

  • 95
    alberto -

    Se il Comune non interviene inviate il tutto con esposto alla Procura della Repubblica e per danno erariale alla Corte dei conti

  • 96
    Maurizio -

    Vorrei esporre un problema al quale, oggi, nessuno mi ha saputo dare un chiarimento.Mi ritrovo con un immobile lasciatomi per successione da mio parente. in realtà in corso di costruzione con licenza di costruire rilasciata dal comune di appartenenza.In sinstesi il fabbricato di cui in concesione e non ancora terminato trovasi in stato completamente diverso dallo stato progettuale.Oggi mi arriva, in quanto erede una denuncia per abuso edilizio ( quando in realtà io eredito tutto con la colpa di ereditare l’immobile) e il comune esegue una ingiunzione di demolizione.per salvare comunque il fabbricato ho nominato un ingegnera il quale mi rassicura che grazie ai terreni di mia proprieta circostanti la casa in oggetto, sarei riuscito ad avere concessione in sanatoria secondo una legge regionale ( ex art. 13 48/75 regione sicilia). infatti sommando l’estensione dei terreni si riesce a corpire il volume dell’edificio che si è realizzato.qui però c’è ancora un’altro problema in quanto tutti questi terreni che salverebbero la cubatura realizzata ricadono in due comuni diversi ma confinanti e limitrofi.a questo punto il comune ci rigetta il progetto perche ci comunica che, il PRG del comune ove ricade interamente il fabbricato non prevede accorpamenti di terreni di comuni diversi anche se confinanti o limitrifi.allora mi chiedo: c’è qualcuno che mi può aiutare a capire come saltare l’ostacolo tramite qualche legge nazionale o qualche sentenza di qualche TAR che si sia espresso in un caso simile al mio.so certamente di trovarmi in una posizione di torto ma vorrei tenermi il fabbricato che ho ereditato pagando quanto deta la legge.grazie a tutti

  • 97
    ciccio -

    Buongiorno a tutti.
    Sono proprietario di un villa quadrifamiliare divisa coa torta, cioè ognuno ha un angolo a L (siamo tutti proprietari). Le aree comuni definiti a catasto con la particella specifica sub 9, consistono nel marciapiede fronte strada e delle due stradine laterali per d’accesso alle porzioni di villa del retro (di cui una abito io).Il giorno del mio rientro dalle ferie (3 settimane) nel raggiungere la mia abitazione noto che il proprietario della porzione di villa del mio stesso lato ha eseguito, aumentando il posto auto precedente, un lastricato in mattoni per parcheggiare l’auto allargando il precedente cancello con la demolizione di un muretto interposto tra il suo passaggio pedonale e quello carrabile del cancello scorrevole; oltre ciò ha aumentato in modo consistente il livello dello stesso, che va dal perimetro della casa fino a fuori il cancello, con un bel po’ di pendenza tanto che è stato instradato al di fuori del cancello scorrevole con uno scivolo fatto in cemento per accordare l’ingresso dell’auto sul mattonato, occupando per l’appunto parte della proprietà comune a tutti che si potrebbe definire continuazione del marciapiedi in quanto precedentemente era esistente a piano della guida del cancello lo scasso per entrare. Inoltre dalla parte del cancello pedonale, che precedentemente esisteva solo un piccolo dislivello di circa 3 – 4 centimetri, adesso siamo nell’ordine dei 20 – 25 centimetri in altezza e che occupano in lunghezza circa 25 centimetri proprio nella curva dove scendo io con la macchina. A peggiorare il mio disaggio c’è da dire che il lastricato creato, con l’ultima pioggia, ha evidenziato un ulteriore fiume d’acqua che convoglia nella griglia a questo punto sottodimensionata, proprio davanti al mio cancello nella strada di proprietà comune, provocando lo scavalcamento del mio cancello, entrando nella mia proprietà fino a raggiungere la griglia di raccolta d’acqua che ho creato nel mio giardino. Volevo aggiungere anche che per fare il lastricato di mattoni per parcheggiare le sue due macchine, la mia vicina ha alzato ulteriormente una parte di muro confinante con la strada privata (circa 40 centimetri in altezza per lunghezza lato per lato circa 1,50 metri) ciò per poter portare a raccordo il lastricato con i gradini del portico d’ingresso.Attualmente, essendo solo 4 unità abitative non abbiamo condominio.Esiste qualche articolo a cui appellarci? Come potremmo risolvere la situazione?

  • 98
    carmine -

    Il mio vicino di fabbrica di sua presunzione mi ha chiuso le finestre dove mi entra luce ed aria da oltre due generazioni di gestione di azienda, mi sono rivolto alla polizia municipale della città dove risiedo e poi agli uffici di competenza ma nessuno mi ha dato risposta adeguata intanto io non posso

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